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Da un quasi f-close al silenzio. Errori miei? Psycho lei? Situazione troppo complicata?


Marabou
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Marabou

Ciao a tutti,

è da un po’ che consulto il forum ma è la prima volta che scrivo qualcosa e non conosco bene la terminologia. Perdonatemi, dunque, se parlo un po’ da profano. Vorrei un vostro parere sulla mia situazione, che cercherò di descrivere nella maniera più concisa ma allo stesso tempo più dettagliata possibile.

Allora, io sono fidanzato. Circa un anno fa ho conosciuto una collega all’università ma inizialmente non ero attratto da lei. Verso la fine del 2011 mi è parso di iniziare a percepire alcuni suoi segnali di interesse (sebbene poi lei abbia sempre negato di essere stata interessata a me in quella fase) e ho iniziato ad approfondire la sua conoscenza. Da gennaio in poi abbiamo cominciato a vederci nel contesto universitario quasi tutti i giorni e ho cominciato a corteggiarla in maniera sempre più decisa più o meno per due mesi. (Vi prego di lasciare da parte per un momento le questioni morali, per favore.) Scopro che anche lei è fidanzata, ma non mi fermo. Vengo poi a sapere che lei lo aveva lasciato nel marzo 2011, aveva avuto un paio di avventure per poi riprenderselo in autunno, ma il loro rapporto non pare andare a gonfie vele nonostante il “ritorno di fiamma”. Tra gennaio e febbraio tento più volte di baciarla e di invitarla a uscire ma lei ogni volta mi dice di no perché ama il suo fidanzato e lo rispetta troppo per fargli una cosa simile. Tuttavia, io ero convinto che lei mi volesse quanto io volevo lei perché mi cercava spesso, mi mandava 400 sms al mese, mi preparava torte e biscotti per portarmeli e tante altre piccole cose. A un certo punto la situazione è diventata molto tesa e c’è stata una resa dei conti. Lei mi dice (inizio marzo) “provo dei sentimenti per te, ma amo lui: è lui l’uomo della mia vita”. A questo io risposi dicendo che lei aveva fatto la sua scelta e io uscivo dalla sua vita così come ero entrato: o si prendeva tutto o non si prendeva niente. Una settimana dopo (dopo essere scoppiata in pianto un paio di volte durante la settimana di fronte ad altre colleghe, come mi è stato in seguito raccontato), mi chiede di incontrarci per parlare perché le pareva assurdo non salutarsi nemmeno. Io accetto spostando luogo e ora dell’incontro da lei proposti. Ci incontriamo, parliamo e, finalmente, la bacio. Rimaniamo circa un’ora e mezza a baciarci. Lei appare scioccata. La sera mi chiama dicendomi “sono stata così bene, etc.”. La cosa va avanti per due settimane (senza vedersi però nel weekend e vedendosi soltanto in ambito universitario per la sua paura di essere scoperta dal fidanzato, quindi non ho nemmeno avuto la possibilità di portarla fuori a cena, a teatro, al cinema, etc.), durante le quali lei alterna momenti di grande coinvolgimento ad altri di maggiore freddezza nei giorni in cui doveva vedersi anche con lui. Ricevo anche messaggi del tipo “quando sono con te non esiste nient’altro”, “è un sacco bello avere il tuo odore sui miei vestiti”, “non vedo l’ora di vederti”, “come vorrei che fossi qui” e così via. Un giorno lei mi dice che sta pensando a invitarmi a casa sua per fare l’amore (testuali parole), anche se è un pensiero a metà tra il meraviglioso e il terribile per via del senso di colpa. Io inizialmente cerco di insistere per concludere ma vedo che ottengo l’effetto contrario. Allora le dico che sarà lei a decidere, perché se va fatto, va fatto da lei. Un mercoledì pomeriggio, dal nulla, mi invita a casa sua dicendomi che ha tempo solo dalle 17:45 alle 19. Io lo interpreto come un invito piuttosto chiaro. Vado da lei. Mi apre la porta e… la trovo freddissima. Mi accoglie come fossi un venditore ambulante. È rigidissima ai baci, al mio tocco. Andiamo in camera ma lei non riesce a lasciarsi andare. Dice che non credeva sarebbe stato così difficile, che il senso di colpa è troppo forte. Io faccio finta di prendere e andarmene. Lei mi ferma. Riproviamo ma lei si mette a piangere. Allora faccio per andarmene di nuovo ma lei mi rincorre, si scusa. Io insisto ancora, forse sbagliando, ma non riesco neppure a toglierle la maglietta. A un certo punto la sua ansia diventa talmente grande che corre in bagno e vomita (per davvero). A quel punto le dico che se vuole può invitarmi un altro giorno ma lei si mostra dubbiosa e non lo fa. Non ci sentiamo per un giorno, poi la incontro e lei è cambiata. Dice che la nostra relazione la fa soffrire troppo, la fa stare troppo male, che io le piaccio molto ma che non riesce più a viversela con tranquillità. Io commetto l’errore, credo, di scusarmi per essere stato troppo focalizzato sull’obiettivo sessuale il giorno prima, ma mi giustifico dicendo che comunque mi ha invitato lei e mi ha pure dato un tempo così ristretto (un’ora e un quarto) che mi pareva evidente lei volesse far quello. Per qualche giorno lei non mi risponde. Poi ci vediamo per parlare e lei dice che vuole che rimaniamo amici perché non se la sente più. Io le dico che è impossibile. Ci baciamo di nuovo ma lei continua a dire le stesse cose. Dopo qualche giorno ci risentiamo e ricomponiamo. Quando ci rivediamo, riprendiamo a baciarci ma non appena la temperatura si alza un po’, lei si stacca. Io faccio finta di niente. Qualche giorno dopo, poi, diventa intrattabile: ha scoperto che forse il suo fidanzato la tradisce e va nel panico. Lui ridiventa improvvisamente il suo obiettivo principale. Quando ci vediamo ci baciamo ma lei è sempre più fredda. Io una sera le sbatto il telefono in faccia dopo alcune sue affermazioni infelici. Per due settimane non ci parliamo. Poi la chiamo e lei è palesemente contenta di sentirmi, stiamo un’ora e dieci al telefono a raccontarci molte cose ma mi dice di essere dubbiosa, che non sa se vuole continuare questa relazione. Pochi giorni dopo decidiamo di vederci per parlarne e lei, stavolta con molta più convinzione, mi dice che non ne ha più voglia, che “non lo sente più”. Chiede di restare amici ma io le dico che non ci riuscirei e che quindi dobbiamo dirci addio. Ci abbracciamo a lungo, ci diamo l’ultimo bacio e ci diciamo addio. Tre giorni dopo, giovedì scorso, mi fa una sorta di agguato in ufficio in un momento in cui sa benissimop che io sono solo lì e non posso muovermi per riportarmi alcune mie cose e fa la civetta: “ma che bella camicia che hai”, “ti piacciono i miei jenas nuovi?” “che ne dici se mi faccio i capelli più scuri?” eccetera. Cerca di abbracciarmi più volte e ripete più volte il gesto di “spulciarmi” la giacca e la camicia. Tento di baciarla ma lei ribadisce che non vuole più quello e che non prova le stesse cose che provo io. L’incontro dura circa 40 minuti. Poi lei se ne va e nel pomeriggio mi manda un sms per scusarsi di avere reso le cose più pesanti con quella visita in ufficio. Da quel momento non c’è stato più alcun contatto. Per me è difficile incrociarla spesso, ora.

Vorrei un parere da voi, assai più esperti di me, sul suo comportamento. Secondo voi è possibile che la sua reazione psicosomatica (lacrime e vomito) l’abbia scossa al punto da far scemare la sua attrazione, il che, unito ad alcuni miei errori (dopo quell’episodio ho perso molta della sicurezza che avevo manifestato nella fase del corteggiamento e devo esserle anche apparso piuttosto needy, purtroppo) e al sospetto che il suo fidanzato la tradisca abbia fatto sì che lei prendesse questa decisione?

Se mi fossi comportato in maniera diversa sarei riuscito a f-chiuderla oppure la situazione è assai complicata e ingarbugliata (entrambi fidanzati) e ci sono difficoltà oggettive che è già tanto che io sia riuscito a k-chiuderla dopo tutte le sue resistenze di ben 2 mesi (Sono arrivato davvero stanco all'appuntamento decisivo)?

Su di lei posso dire che ha sicuramente problemi con la figura paterna, ha avuto disturbi alimentari, cambia spesso idea rapidamente e mi pare, in generale, una persona un po’ egoista, ha avuto relazioni con uomini molto più grandi e piange abbastanza spesso, secondo me. Anche se non so se questo la configuri come una psycho, se ho capito a cosa ci si riferisce con tale termine.

Vi ringrazio.

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Marabou

Ma ho sbagliato qualcosa? Forse dovevo prima presentarmi agli altri utenti? Chiedo scusa.

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trb

Ti spiego...

Arrivi,non ti presenti,manco sai la terminologia,sei fidanzato ma vuoi tenere il piede in due staffe.

Non è un help desk.

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