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Saetta
Inviato

Salve. Non sono mai stato incline a chiedere aiuto, è nel mio carattere e forse è limitante, ma sono arrivato ad un punto dove non sono in grado di affrontare da solo la mia situazione. Forse non sarà il massimo della sintesi, e coloro che arriveranno alla fine, potranno tranquillamente chiedermi via MP il rimborso per i danni provocati alle proprie gonadi. Iniziamo.

I protagonisti della storia sono: io (attualmente 21 anni) e la mia ex (attualmente 19 anni). La mia LTR di 2 anni e mezzo finì circa 1 anno (e qualche giorno) fa. E’ stata la mia prima vera relazione, e l’unica in cui ho amato una donna. Prima di allora, ero quello che definireste “natural”. Non ho mai avuto difficoltà con le ragazze, e conquistai la mia ex grazie al mio modo di fare molto “bastardo” (così ero etichettato). Quando la conobbi ero 18enne, lei 16enne. La contattai io la prima volta, ma poi da quel momento, stette un anno dietro al sottoscritto, mentre frequentavo altre ragazze, e lei lo sapeva. Nonostante le amiche le dicessero di lasciarmi stare, e altri ragazzi (anche molto piacenti) ci provavano – lei HB9 - , era cotta e non vedeva altro che me, pur soffrendo. La trattai malissimo, nonostante non fossi consapevole, avendolo di indole: da principessa un giorno, e da zerbino gli altri 6. Ancora non stavamo insieme, all'epoca. Poi un giorno, volli darle una possibilità – dico “volli darle” perché non ero convinto all'inizio.

Ci misimo insieme, la conobbi meglio, mi innamorai, e da allora a poco a poco cambiai (con conseguente ribaltamento di situazione). O forse scoprii chi era veramente Saetta quando si toglieva l’armatura.

Si, lo ammetto.

Credo che persi (o constatai di non avere realmente) gran parte delle caratteristiche che la fecero innamorare: a poco a poco la relazione diventò sempre più routine; da bastardo divenni “dipendente da lei”; persi sicurezza in me divenendo più geloso; le davo continue dimostrazioni che “mi aveva in pugno e non potevo stare senza lei”; non ero più assertivo e quando c’era un problema ero io a volerlo affrontare; ero io la parte che cercava l’incontro in modo maggiore; etc.

Insomma, copione forse visto da alcuni di voi. Un anno fa mi lasciò (tramite messaggio, cosa molto irrispettosa per me), dicendo “non ti amo più”: non chiesi altro, se non “sei sicura della tua decisione?” a cui seguì un “Si”. Che io sappia, non si è rifidanzata da allora, ma questo poco importa (anche se ammetto che mi darebbe molto fastidio vederla con un altro), non è il punto. Praticai no contact assoluto: da Facebook al numero di telefono, feci sparire tutto e tagliai ogni ponte immediatamente, chiedendole di non scrivermi per il mio bene psicofisico. Non versai una lacrima, nonostante sentivo che non stavo bene. La pensai poco in quel periodo, e continuai la mia vita, anche se non mi passò totalmente il suo ricordo.

A febbraio (dopo 6 mesi!) stetti male, senza preavviso, e scoppiai in un pianto. La cosa mi sembrò strana, perché non avevo ancora mai sofferto come in quel modo. Durò 4-5 giorni. Successivamente mi “ripresi”, conobbi nuove ragazze, scopai, divenni egoista ed egocentrico e ritornai ad essere lo stronzo di sempre. Sfiorai la misoginia, mi sentivo onnipotente. Portai avanti i miei progetti: ottimo rendimento all'università, ottime prestazioni nello sport, ragazze. Insomma, ero sulla cresta dell’onda.

Molto sporadicamente mi veniva da pensare a lei, quando ero in posti “nostri”, ascoltavo “nostre” canzoni, o guardavo i film che guardavamo insieme, ma sinceramente era un pensiero molto leggero che quasi non mi procurava emozioni, se non un po’ di nostalgia. Ma forse, qualcosa non andava: quando la sera ero solo a letto, ogni tanto una strana malinconia mi assaliva.

Poi la batosta: 5 giorni fa la sognai. Mi risvegliai male, con nostalgia e tristezza. Perdo appetito, non ho voglia di fare nulla. Va avanti così fino ad ora, quando sono scoppiato in un pianto, ripensando ai momenti felici insieme. La stranezza è che lei come persona non credo mi manchi: sapevo che sarebbe finita, e non la ritenevo la persona giusta, tanto che se nell'ultimo periodo della relazione avessi potuto tradirla, l’avrei fatto.

Forse mi mancano quei momenti, forse l’abitudine, forse il periodo spensierato del liceo, forse le emozioni che provai all'inizio, forse lei, o forse qualcos'altro che non so. Non saprei, la situazione non mi è chiara affatto, a distanza di un anno.

Lei non si è più fatta sentire (neanche auguri per le festività o compleanno), e un po’ mi dispiace dato che è stata una persona importante per me, anche se le dissi di non essere ricontattato.

Il problema però, è il perché di questa mia “ricaduta” (ammesso che sia una ricaduta e non una caduta): è un periodo, non avevo ancora realizzato (?!), o cosa? C’è dell’altro dietro questo mio comportamento? Con tutta sincerità credevo di aver superato l'ostacolo più grande, ma forse mi ero illuso, non so. Attendo vostre risposte, se ci saranno. Vi ringrazio in anticipo, soprattutto per la cortesia di aver speso tempo e attenzione verso le mie parole.

Un abbraccio.

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Walalla
Inviato (modificato)

Ciao Saetta!

Credo che la tua "ricaduta", come la chiami, sia un condizione temporanea...nulla di cui preoccuparsi veramente. All'inizio sospettavo che ti mancasse solo una gran bella scopata, ma da quello che ho capito mi sembra ti sei rimesso in pista. E alla grande! :) Questa è la cosa più importante!!! Quello di cui senti la mancanza è una storia vera, una LTR o anche solo una FB di lunga durata... Il tuo problema non dipende tanto dalla tipa in questione, ma da te. Soprattutto da te!

Non voglio spendere parole per dirti sul fatto che hai sbagliato a inzerbinarti, a rammollirti, a diventare needy...e tutto il resto. Ti risparmio la solita ramanzina diciamo... Anche perché l'hai colto tu stesso! Il fatto che ti ha lasciato bruscamente (e ignobilmente!) via messaggio ha agevolato la tua situazione attuale però, la ricaduta e tutto il resto... Il fatto che poi non avete avuto modo di chiarirvi, ancora di più!

Coraggio quindi, go on!!!

E no! Non la ricontatterei assolutamente se è questo che implicitamente chiedevi... ;) Non ti aiuterebbe!

Modificato da Walalla
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marlboro848
Inviato

Amico penso e credo che ancora tu non abbia razionalizzato la fine.

Magari il tuo bloccare il dolore non fa che peggiorare la situazione.

È per questo che la sofferenza,a mio parere,è solo rimandata.

Il fatto di sognarla poi,non fa che avvalorare la mia tesi.

Secondo me,nel tuo subconscio vorresti re incontrarla, ma per orgoglio o per qualsiasi altro motivo non lo ammetto a te stesso.

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hard_life
Inviato

.....ciao...

volente o nolente lei non c'è più;

E il farsene una ragione (purtroppo) è una variabile indipendente,

il tempo è galantuomo (ma non sempre)...i "varchi" mnemonici sono

porte sempre aperte... e se è stata una storia importante sarà difficile

sigillarle;

Abbine coscienza e cura di te,

"vorticare" da una situazione ad un altra, se non lo si fa con consapevolezza del "se"

alla fine può diventare dannoso.... e nei fatti così è andata.

Essere sensibili, ricordare senza astio o rancore non è segno di debolezza.

Custodisci ciò che di te e da te da e riceve "valori" veri e duraturi....

amicizie sincere, interessi profondi e passioni...

cogli l'occasione, sei giovanissimo ed intelligente.

Auguri, ce la farai

P.S.

ciao Marlb.

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Saetta
Inviato

Vi ringrazio per le risposte. Che dire, vorrei potervi rispondere, ma sto vivendo nel dubbio e nell'ipotesi: potreste aver detto tutti del vero, purtroppo sono il diretto interessato, ma quello che ne sa meno - paradossalmente - della storia.

Citando Walalla, forse è vero che mi manca l'amore, la LTR, le emozioni che una donna può farti provare (e non la mia ex in particolare); forse associo un periodo spensierato e delle emozioni alla sua presenza, quando invece fondamentalmente potrei avere nostalgia del contorno e non di lei in quanto tale. Magari non mi manca lei in particolare, ma qualcosa che c'era nel momento in cui ero fidanzato, e che ho perso durante il percorso della mia vita, attribuendo la perdita di quel qualcosa alla fine del rapporto (come se quello di cui ho bisogno avesse un rapporto d'analogia con la mia storia). Magari sono le sensazioni di euforia che si provano all'inizio, quella passione dei primi mesi (perché sono quelli che ricordo più spesso), sopratutto quando ancora non conosci l'amore ed ogni cosa è nuova e credi la possa provare solo con quella persona, non so.

Forse ha ragione marlboro: può darsi che ancora sia rimasto ad un anno fa, in questa situazione. Forse ho cercato di evitare il dolore ma non ho fatto altro che rimandarlo. Magari ho cercato lei nelle altre ragazze che ho usato; non sono stato capace di bastami da solo ed ho cercato altre "dipendenze". In effetti, ogni scopata, ogni bacio, era un paragone con la mia ex, e nel momento del ritorno a casa, avevo la sensazione che qualcosa mancava. Non a caso, un pensiero che ricorre abbastanza spesso è quello di riallacciare in futuro i rapporti (non vorrei fosse un voler riprendersi lei), oppure volerla evitare per paura di come mi sentirò dopo non averla vista da 13 mesi e che forse ogni notte visualizzo nel mondo onirico. Sarà proprio lei il chiodo fisso? Bah…

Non escludo che ci sia un po’ di verità in entrambi i post, ne’ posso confermarlo. Mi trovo costretto a vagare errante nella terra di mezzo, senza sapere che direzione prendere. Sinceramente ho perso interesse in molte passioni, e l’appetito scarseggia: sono impotente ed il dramma è che ne ignoro il motivo, cosa che mi impedisce di muovermi e di “sbloccare” la situazione…

Zephiro
Inviato

Ogni persona che entra ci fa sognare il cuore e la mente. Impossibile dimenticare. Si può solo accettare e col tempo fare tesoro prezioso di quello che abbiamo vissuto. Sicuramente la mancanza di un sentimento di Amore è la cosa che più è difficile da digerire e quella con la quale dovrai abituarti a scontrarti spesso nella vita.

Il consiglio è quello di vivere il Dolore: scalcia, piangi, urla, fai le tue bravi notti insonni, sognala, struggiti nel ricordo. Muori per lei nel vostro ricordo. Dopo questa fase, rinascerai.

Capire che il dolore dell'anima è condizione essenziale nella vita è, secondo me, il primo passo per andare oltre la sofferenza.

Ora ti sembra strano e anormale vederti in Amore con un'altra ragazza, ma prima o poi ti capiterà e ripensando a questo periodo ti domanderai come avrai fatto a superarlo. Semplice: Vivendo.

La vita si combatte con la Vita ;)

In bocca al lupo!

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comeback
Inviato (modificato)

La retorica in questi casi sarebbe quasi d'obbligo.

Posso comprenderti, a volte abbandonare una LTR, mollare una brutta condizione di One-Itis, è prima di tutto liberarsi di un momento di vita importante.

E' quello che si chiama voltar pagina.

E' un processo complesso, ed è un processo interiore di consapevolezza che nel passato non c'è più nulla che possa essere impiegato (in modo proficuo) nel nostro futuro.

E' la nostalgia del viaggio appena concluso e sei col piede sull'aereo, anche se tu scendessi nuovamente dalle scale, il viaggio non avrebbe più lo stesso gusto specie quando sai bene e non è difficile comprenderlo, che i "sentimenti" (magari solo per una delle due persone) sono finiti o non sono più autentici.

E'inutile dedicarsi ad altro se prima non hai chiuso quella pagina, se dentro di te non è scattato il giorno 0.

La nostalgia, il ricordo, l'affetto per quella persona possono rimanere immutati o forti nel tempo, anche quando la storia è finita male. Questo non puoi sconfiggerlo.

La vita ci impone di essere felice, o almeno di provare ad esserlo, perchè la felicità oltre ad essere un percorso individuale, complesso, è prima di tutto una scelta.

Modificato da comeback
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DTA
Inviato

La retorica in questi casi sarebbe quasi d'obbligo.

Posso comprenderti, a volte abbandonare una LTR, mollare una brutta condizione di One-Itis, è prima di tutto liberarsi di un momento di vita importante.

E' quello che si chiama voltar pagina.

E' un processo complesso, ed è un processo interiore di consapevolezza che nel passato non c'è più nulla che possa essere impiegato (in modo proficuo) nel nostro futuro.

E' la nostalgia del viaggio appena concluso e sei col piede sull'aereo, anche se tu scendessi nuovamente dalle scale, il viaggio non avrebbe più lo stesso gusto specie quando sai bene e non è difficile comprenderlo, che i "sentimenti" (magari solo per una delle due persone) sono finiti o non sono più autentici.

E'inutile dedicarsi ad altro se prima non hai chiuso quella pagina, se dentro di te non è scattato il giorno 0.

La nostalgia, il ricordo, l'affetto per quella persona possono rimanere immutati o forti nel tempo, anche quando la storia è finita male. Questo non puoi sconfiggerlo.

La vita ci impone di essere felice, o almeno di provare ad esserlo, perchè la felicità oltre ad essere un percorso individuale, complesso, è prima di tutto una scelta.

A volte si tenta non si tenta di recuperare un passato, ma di far nascere un qualcosa di mai nato sin dal principio.

Saetta
Inviato

Innanzitutto grazie per gli interventi ed il tempo che mi state dedicando.

Sapete, prima di leggere i vostri post, mi sono ripromesso che avrei posto a me stesso la seguente domanda, alla fine di ogni vostra parola: “Cosa ne pensi di questo intervento?”

Che dire, la risposta è stata sempre questa: “Hanno fottutamente ragione. Non potrei contraddirli, perché stanno dicendo la realtà”.

Poi a questa susseguiva un altro quesito, che recitava: “Se è realtà, e tu, Saetta, sai ma non riesci a renderti consapevole che è così, sei sicuro di non essere distante x metri dalla realtà?”. Ho realizzato che probabilmente la mia testa non è in questa realtà, ma in una parallela, una sorta di limbo dell’anima.

La mia parte conscia è d’accordo su tutta la linea, ma è quella inconscia che non capisce. In questo momento la realtà è a me cosa non visibile, è situata dietro una montagna creata dal mio inconscio,che non riesco a scalare, ne’ riesco ad aggirare. Forse sono in preda ad idealizzazioni – distorsioni del reale – che, come specchi concavi, rendono ogni immagine distorta, appunto.

Sarei un egoista se perdessi tempo a lagnarmi e vanificherei i vostri consigli: cerco di interiorizzarli, di scandire parola per parola, ma niente da fare. Ho scavato nei meandri della mia mente, ma è una caccia all'oro in una miniera di carbone.

Oggi mi sono ritrovato a guardare delle foto, e non nego che sono stato molto male; purtroppo ho transitato in luoghi che hanno caratterizzato la nostra storia, ed anche se brevemente in auto, è stata una fitta al cuore. Avrei potuto prendere una strada alternativa, ma, con un pizzico di masochismo, volontariamente non l’ho fatto. Ho voltato lo sguardo verso quel punto, quell'angolo preciso dove ci baciammo la prima volta. Era una festa: lei, vestito aderente, tacchi, occhi azzurri come il mare; forse era riuscita a conquistarmi, con una certa timidezza si avvicinò, le dissi che mi sarei preso cura di lei per sempre e la baciai. Ebbene si, questo flashback non è involontario. Potrei aver rotto i testicoli a qualcuno, ma il mio stream of consciousness, attualmente, lì mi porta.

E non voglio mentire a me stesso, ne’ a voi. So che voltare pagina è la cosa giusta da fare, e so che forse non sarebbe potuta continuare la storia.

Ma poi mi chiedo: “Se ora ricevessi un messaggio da lei, cosa faresti?”

Avrei preferito non saper rispondere a questa domanda, ma la risposta è stata “Non aspetto altro”.

Lamentavo la sua immaturità, e a quanto pare, tale è rimasta, non è cambiata. Ergo persistono delle condizioni che a me non stanno bene, e probabilmente farebbero (ri)naufragare la storia.

Ma voglio essere sincero il più possibile con voi, amici: sarei scorretto a non esserlo.

Non posso negarlo: mi manca quella donna.

L’idea di rimuoverla dalla mia vita (anzi, dai miei pensieri, perché a quello ha provveduto lei) mi crea fastidio. Dentro di me, in fondo, non voglio voltare pagina. Non voglio eliminarla, non voglio altra donna che lei. Però, so che sarebbe la cosa giusta. (Notare il contrasto, non esposto a caso, tra conscio e inconscio; rispettivamente nel voler voltare pagina e nel non volerlo fare).

Che la mancanza sia dovuta ad altro che accosto a lei e non a lei stessa come persona, non lo so. Forse come dice Aivia, sono un fantasma che vaga ininterrottamente perché ritengo la facendo ancora non chiusa. Probabilmente non è il sentimento d'amore a farmi parlare, magari è quello della dipendenza e dell'abitudine. Forse chissà quale cazzo è il fottuto motivo.

L'unica cosa che so è che un forza d’attrazione mi spinge a renderla un oggetto del desiderio.

E mentivo nel primo post: per me non è un HB9, ma è un HB11 su scala da 1 a 10. Perché la verità è che non ritengo ci sia donna più bella. Stronzate? Si, lo so: non è la realtà.

Ma ormai, trovo difficile scandire il reale dall'irreale, e sono impedito a muovere anche il più breve dei passi che mi faccia allontanare da questo “iperuranio idealizzato”, sebbene sappia sia la cosa più giusta da fare. Non posso rimanere con le mani in mano, lo so, ma il punto è che non saprei da dove cominciare…

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