Vai al contenuto

Come trattare le donne che non ci piacciono


Akira93

Messaggi raccomandati

Specifico meglio il titolo, mi e' capitato in questi anni, tipe attratte da me che pero' a me non piacevano, non ispiravano sesso, se non quando non avevo nessuna sotto mano.

Tuttavia il rapporto umano e di studio/lavorativo era ottimo, le trattavo bene come amiche, educatamente soprattutto se erano colleghe dell'universita' erano rapporti win win per i lavori di gruppo.

Ma... col passare del tempo vedendo che io non ci provavo con loro, il rapporto deteriorava fino ad arrivare al punto di essere trattato con indifferenza o nel peggiore dei casi trattato male, sabotato anche nei lavori che bisognava portare avanti insieme. 

Le uniche volte in cui questo non si verificava, era perche' le tipe erano felicemente fidanzate (i ragazzi le scopavano come si deve e a volte se lo lasciavano sfuggire con me) e quindi non erano interessate a me e manco io a loro.   

Il mio dubbio quindi e':

se voglio tenermi vantaggioso un rapporto (almeno lavorativo) con una donna devo per forza scoparla? a volte in periodi di scarsita' ci ho pensato pero' la mia paura e' che le tipe mi vogliono incastrarmi in una ltr quando io voglio semplicemente scopare e basta. 

Scoparle comunque perche' cosi faccio del bene e vanno a lavorare meno schizzate? 

Anche a voi sul posto di lavoro/studio sono capitate queste situazioni? 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

Indra

Ho una collega da 6 che mi viene dietro da più di 9 mesi. Non sarebbe male l'idea di farcirle la bocca a dovere.

Eppure.... Anche se non è fidanzata da più di 2 mesi, a me non va di farmi avanti.

Nonostante sarebbe disposta ad una ltr aperta.

Ma il punto è che io ormai non voglio più ragionare per compromessi.

E poi il rischio è che si affezioni e inizi a pretendere esclusività e a me non va.

Modificato da Indra
Link al commento
Condividi su altri siti

I love you

Io direi che è una questione di contesto. In generale, le donne considerano molto male l'essere rifiutate, direttamente o indirettamente; direttamente se loro chiedono e tu rifiuti, indirettamente se tu sai che ti vogliono ma ti sottrai. Al contrario, considerano il loro rifiuto come gratuito e senza conseguenze, giustamente.

E' chiaro che c'è un'evidente difformità di comportamento.

Torno al tema: le donne vanno rifiutate in modo selettivo, dipendendo la scelta dal contesto. E' il tuo capo? occhio. E' la vicina di casa? no problem. E' una collega di lavoro, parigrado? occhio. E' una sconosciuta, la ragazza della classe accanto? no problem.

Vanno rifiutate direttamente quelle nelle situazioni potenzialmente non problematiche, mentre vanno trattate "con cura" quelle nelle situazioni problematiche, in specie dirette.

Ricordo almeno un paio di episodi personali al riguardo.

Primo episodio: lavoravo presso quest'azienda e la titolare si era chiaramente invaghita di me. Tanto che ad un certo punto, avendo io deciso di cambiare aria perchè non avevo più stimoli, lei fece di tutto per farmi restare, incluse false promesse di carriera, mai mantenute. Risultato: rapporto deteriorato, lavoro mollato. Mi ha fatto perdere tempo in quanto avrei dovuto mollare prima.

Secondo episodio: collega pari grado in amministrazione, altra azienda. Ci conoscevamo già, ma dopo la mia promozione lavoriamo fianco a fianco. Già precedentemente avevo colto segnali da parte sua, mai raccolti in quanto non interessato. Con il contatto prolungato, lei inizia con le mini scenate di gelosia e si avvicina pericolosamente a me. Arriva a "rompermi le scatole" con discorsi indiretti relativi a vita personale, fidanzamenti, etc, alchè io freddo non raccolgo facendole capire di mantenere le distanze. Niente. Continua. All'epoca ebbi la (brillantissima) idea del rifiuto preventivo, ovvero fui io a dirle "preventivamente" che lei non sarebbe mai stata la persona giusta per me e che se si era fatta un'idea di un certo tipo di me si sbagliava.

Risultato: disastro atomico. Lei che corre in bagno a piangere. Successivamente, mi fa mobbizzare dal capo e devo lasciare il lavoro.

Va da se che dove non hai da perdere puoi fare come fanno loro, uguale uguale, da ignorare a motivare il rifiuto, puoi giocare al gatto e il topo, rafforzare la tua autostima e poi mollare il colpo, sta a te.

Modificato da I love you
Link al commento
Condividi su altri siti

Indra
1 ora fa, I love you ha scritto:

Io direi che è una questione di contesto. In generale, le donne considerano molto male l'essere rifiutate, direttamente o indirettamente; direttamente se loro chiedono e tu rifiuti, indirettamente se tu sai che ti vogliono ma ti sottrai. Al contrario, considerano il loro rifiuto come gratuito e senza conseguenze, giustamente.

E' chiaro che c'è un'evidente difformità di comportamento.

Torno al tema: le donne vanno rifiutate in modo selettivo, dipendendo la scelta dal contesto. E' il tuo capo? occhio. E' la vicina di casa? no problem. E' una collega di lavoro, parigrado? occhio. E' una sconosciuta, la ragazza della classe accanto? no problem.

Vanno rifiutate direttamente quelle nelle situazioni potenzialmente non problematiche, mentre vanno trattate "con cura" quelle nelle situazioni problematiche, in specie dirette.

Ricordo almeno un paio di episodi personali al riguardo.

Primo episodio: lavoravo presso quest'azienda e la titolare si era chiaramente invaghita di me. Tanto che ad un certo punto, avendo io deciso di cambiare aria perchè non avevo più stimoli, lei fece di tutto per farmi restare, incluse false promesse di carriera, mai mantenute. Risultato: rapporto deteriorato, lavoro mollato. Mi ha fatto perdere tempo in quanto avrei dovuto mollare prima.

Secondo episodio: collega pari grado in amministrazione, altra azienda. Ci conoscevamo già, ma dopo la mia promozione lavoriamo fianco a fianco. Già precedentemente avevo colto segnali da parte sua, mai raccolti in quanto non interessato. Con il contatto prolungato, lei inizia con le mini scenate di gelosia e si avvicina pericolosamente a me. Arriva a "rompermi le scatole" con discorsi indiretti relativi a vita personale, fidanzamenti, etc, alchè io freddo non raccolgo facendole capire di mantenere le distanze. Niente. Continua. All'epoca ebbi la (brillantissima) idea del rifiuto preventivo, ovvero fui io a dirle "preventivamente" che lei non sarebbe mai stata la persona giusta per me e che se si era fatta un'idea di un certo tipo di me si sbagliava.

Risultato: disastro atomico. Lei che corre in bagno a piangere. Successivamente, mi fa mobbizzare dal capo e devo lasciare il lavoro.

Va da se che dove non hai da perdere puoi fare come fanno loro, uguale uguale, da ignorare a motivare il rifiuto, puoi giocare al gatto e il topo, rafforzare la tua autostima e poi mollare il colpo, sta a te.

Devo dire che hai avuto un po' di sfiga. E forse nel secondo caso dovevi avere più tatto. Ma ripeto ti è andata male ma poteva anche andarti bene. Non si sa mai come reagisce una donna.

La collega in questione non lavora nel mio reparto ed ha un grado inferiore al mio.

La prendo in giro scherzosamente oppure la ignoro, ho il suo numero; ma non credo la chiamerò mai.

A me non interessa uno sborratoio gratis in attesa di altro. Non per adesso.

C'era una collega quasi parigrado precedentemente che voleva betizzarmi e stava per diventare mio capo.

Per fortuna ha cambiato azienda e non è mai successo nulla. Mi ha invitato una volta a casa sua e io.. Accettai, ma non successe nulla anche perchè in quel periodo bazzicavo con un'altra e non mi andava di avere casini sul lavoro.

Link al commento
Condividi su altri siti

13 ore fa, I love you ha scritto:

Io direi che è una questione di contesto. In generale, le donne considerano molto male l'essere rifiutate, direttamente o indirettamente; direttamente se loro chiedono e tu rifiuti, indirettamente se tu sai che ti vogliono ma ti sottrai. Al contrario, considerano il loro rifiuto come gratuito e senza conseguenze, giustamente.

E' chiaro che c'è un'evidente difformità di comportamento.

Torno al tema: le donne vanno rifiutate in modo selettivo, dipendendo la scelta dal contesto. E' il tuo capo? occhio. E' la vicina di casa? no problem. E' una collega di lavoro, parigrado? occhio. E' una sconosciuta, la ragazza della classe accanto? no problem.

Vanno rifiutate direttamente quelle nelle situazioni potenzialmente non problematiche, mentre vanno trattate "con cura" quelle nelle situazioni problematiche, in specie dirette.

Ricordo almeno un paio di episodi personali al riguardo.

Primo episodio: lavoravo presso quest'azienda e la titolare si era chiaramente invaghita di me. Tanto che ad un certo punto, avendo io deciso di cambiare aria perchè non avevo più stimoli, lei fece di tutto per farmi restare, incluse false promesse di carriera, mai mantenute. Risultato: rapporto deteriorato, lavoro mollato. Mi ha fatto perdere tempo in quanto avrei dovuto mollare prima.

Secondo episodio: collega pari grado in amministrazione, altra azienda. Ci conoscevamo già, ma dopo la mia promozione lavoriamo fianco a fianco. Già precedentemente avevo colto segnali da parte sua, mai raccolti in quanto non interessato. Con il contatto prolungato, lei inizia con le mini scenate di gelosia e si avvicina pericolosamente a me. Arriva a "rompermi le scatole" con discorsi indiretti relativi a vita personale, fidanzamenti, etc, alchè io freddo non raccolgo facendole capire di mantenere le distanze. Niente. Continua. All'epoca ebbi la (brillantissima) idea del rifiuto preventivo, ovvero fui io a dirle "preventivamente" che lei non sarebbe mai stata la persona giusta per me e che se si era fatta un'idea di un certo tipo di me si sbagliava.

Risultato: disastro atomico. Lei che corre in bagno a piangere. Successivamente, mi fa mobbizzare dal capo e devo lasciare il lavoro.

Va da se che dove non hai da perdere puoi fare come fanno loro, uguale uguale, da ignorare a motivare il rifiuto, puoi giocare al gatto e il topo, rafforzare la tua autostima e poi mollare il colpo, sta a te.

si capisco il  discorso di contesto infatti ho sempre pescato in acque che col mio lavoro non centrano nulla, il problema è quando mi capitano nel gruppo di lavoro e iniziano a darmi conto perchè non me filo e non perchè sbaglio a lavorare.

Siamo tutti d'accordo che quando una donna sa che tipo di lavoro deve fare, cioe' qualcosa di lineare, se la cava anche meglio dei maschi, tuttavia dalla tua testimonianza e anche di altre persone che conosco dal vivo hanno avuto lo stesso problema, quindi suppongo che quando capita, e' solo una questione di tempo prima che la bomba esploda!

Link al commento
Condividi su altri siti

  • 1 mese dopo...
Dee
On 10/17/2017 at 9:47 AM, Akira93 said:

Tuttavia il rapporto umano e di studio/lavorativo era ottimo, le trattavo bene come amiche, educatamente soprattutto se erano colleghe dell'universita' erano rapporti win win per i lavori di gruppo.

Ma... col passare del tempo vedendo che io non ci provavo con loro, il rapporto deteriorava fino ad arrivare al punto di essere trattato con indifferenza o nel peggiore dei casi trattato male, sabotato anche nei lavori che bisognava portare avanti insieme. 

 

On 10/17/2017 at 9:47 AM, Akira93 said:

se voglio tenermi vantaggioso un rapporto (almeno lavorativo) con una donna devo per forza scoparla?

E' un po' comica la domanda.

Dovresti un po' tirare fuori il carattere se una compagna di lavoro ti sta sabotando il lavoro di gruppo.

Il fatto che tu non sia preso, dovrebbe essere facile e se devi essere rude, fai il rude.

 

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora
×
×
  • Crea Nuovo...