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Mr. Change

Ho 32 anni, studio Medicina e lavoro come "collaboratore domestico/badante", come superare l'imbarazzo con persone nuove e conoscenti?

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Abcdf
9 ore fa, Aiamacai ha scritto:

Le cose che ledono la dignità di una persona sono ben altre! Non un lavoro di assistenza e pure pagato.

Se mi piacesse, gliela darei tranquillamente.

Non vedo il problema.

 

Se fosse per questi consigli politically correct al femminile in questo forum sarebbero ancora tutti a farsi le seghe.

Se è qualcosa di temporaneo e ti serve assolutamente per sostentarti okey, per carità, lo capisco.

Ma se mi vieni a raccontare che per un uomo di 32, sicuramente di valore ed intelligente, la normalità sia essere fuori corso e badare alla nonna , buonanotte.

A me sembra che il nostro amico abbia bisogno di una sveglia, più che di compassione.

Poi per carità, liberissimo di crogiolarsi nella pietà che gli arriverà a palate sotto questo post.

 

 

 

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Aiamacai
9 minuti fa, Abcdf ha scritto:

A me sembra che il nostro amico abbia bisogno di una sveglia, più che di compassione.

Poi per carità, liberissimo di crogiolarsi nella pietà che gli arriverà a palate sotto questo post.

Pietà? Compassione?? 

 

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comeback

Faccio la solita voce fuori dal coro.

Cosi tanto per non raccontarci delle bugie, a 32 anni ritengo che sia nelle aspettative di tutti essere almeno nell'inizio di una promettente carriera lavorativa, meglio se gratificata anche da qualche aspirazione e qualche passione. Va di conseguenza poi la soddisfazione economica, la capacità di risultare indipendenti, maturi, gettati sulla propria strada di vita e non più ancorati al controllo genitoriale. Certo, in questo quadro utopistico c'è di mezzo la vita, a volte a 20 anni (specifico 20, non 27) non si prendono strade e decisioni giuste, si perde tempo, si sollazza sulle scelte sbagliate incolpando questo o quell'altro senza invece compiere contro-scelte per invertire la rotta. Tanto si dice "avrai tempo infinito davanti", e invece no, perchè poi ti ritrovi a ridosso dei 30 o già nei 30, e li' in questa fascia dannata devi essere non può lo sbarbatello 20enne che mandava il mondo a quel paese, devi essere preciso nelle scelte specie se queste devono limitare errori che hai fatto in passato. E di certo a 30, non puoi fare il 20enne (specifico 20).

Detto questo ti racconto una storia. La mia.

Ho finito la magistrale in ingegneria a 27 anni e mezzo. C'è di peggio si può dire, ed è certo che c'è di peggio. Ero però dopo un altro collega il più anziano del corso, una ottima università, una esperienza gratificante a Bologna ma il giorno della mia laurea ero l'unico che non era felice. Non appieno, anzi per niente. Sentivo che dovevo essere li' almeno 3 anni e mezzo prima, certo anche qui potrei dire che non è nemmeno una gara ma il punto è un altro: avevo perso tempo. Tempo che avrei dovuto investire invece nel mio inizio di carriera, nel fare ancora più esperienze, nel non arrivare nel mondo del lavoro con la pistola alla tempia che se non becco la strada giusta vado direttamente fuori strada. Oggi corro lentamente verso i 30 anni, fra qualche settimana, giuro non ci dormo la notte quasi al pensiero. Vivo in Germania, ho lavorato lo scorso anno tra Inghilterra e Svizzera, ho avuto diverse brevi esperienze lavorative in Italia, diverse da stagista anche una a 28 anni (stagista, ..) e posso dirti che in Italia ho fatto colloqui con le maggiori aziende presso le quali un ingegnere può lavorare: quasi sempre segato per l'età sul finale. In Germania lavoro per una delle maggiori aziende mondiali dell'automazione industriale, sono stato assunto al termine di un graduate program durato diversi mesi, nel quale anche questa volta ero il più anziano assieme ad un altro collega. Tutti ragazzini in erba sui 23/24, qualcuno di 25, tutti spensierati e incoscienti. Ancora, posso dirti che per il potenziale che ho, per lo spessore umano che ho, e per la flessibilità mentale che ho, a 30 dovrei dirigere almeno qualche persona. Oggi, pur con un lavoro che mi gratifica e mi stimola portandomi anche in viaggio, sono invece comandato da tutti o più politicamente oserei dire che sono diretto.Le mie giornate durano 18 ore, tolte le ore lavorative devo ottimizzare il mio tempo per correre più veloce degli altri e recuperare il tempo perso.

Sulla sfera personale a 29/30 inizio a costruire la mia vita, per una serie di errori passati, e vedo che a circondarmi sono persone meglio settate nella loro vita: svariati di loro hanno già famiglia tra i 26-27, altri hanno stabilmente le loro vite con i partners, le loro cerchie sociali, i loro interessi. Io invece devo correre cercando il mio spazio. Bada bene, non sono lo scemo del villaggio.

 

Tornando alla tua storia, è normale avvertire dell'imbarazzo che prima di tutto hai verso te stesso. Eviterei di perdere altro tempo, a 32 anni devi vivere solamente dei tuoi obiettivi, devi concludere gli studi in tempo zero, ed esser certo che per te vi sia una proiezione e possibilità lavorativa. Non me ne voglia tua nonna, alla quale auguro anni e anni di vita, nemmeno i tuoi genitori, ma lo scopo di un genitore verso un figlio è quello di renderlo un uomo. Devi essere uomo e correre la tua vita. 

 

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Desmond_Hume

Da ingegnere laureato a 24 anni con 110 e lode: queste credenze che se a 30 anni non sei manager con persone a riporto, non potrai più scalare la gerarchia, sono lavaggi del cervello aziendali che cominciano a perdere credibilità anche nelle multinazionali (ormai piene di gente che a 30 anni diventa manager, a 35 direttore e a 40 scoppia e si licenzia per ricominciare da zero fingendosi imprenditore e fatturando il minimo per sopravvivere).

 

Un medico ha una carriera certa e disegnata su di sé dal giorno successivo alla specializzazione, e quindi non starei a preoccuparmi di treni persi, pistole alla tempia e idiosincrasie da post-capitalismo giapponese.

Detto questo, se io fossi dell'autore del post, punterei a 

- finire gli studi

- rendersi indipendente economicamente (anche accudendo la nonna)

- dare la massima importanza alla propria salute ed al proprio benessere (da cui passano il successo nel lavoro e con le donne)

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Amorepsiche
On 2/17/2018 at 2:00 PM, Mr. Change said:

BREVEMENTE:

Dopo il liceo scientifico ero indeciso su cosa fare, ero affascinato dalla Medicina ma non volendo seguire le orme del babbo, una fase di ribellione (lo so, a pensarci ora, una cosa stupida), ho optato per una laurea triennale, il lavoro però non mi è piaciuto particolarmente.
Alla fine sono tornato sui miei passi, e ho provato a entrare a Medicina, riuscendoci.

Però volevo in qualche modo essere meno dipendente dai miei genitori, sicché ho preferito lavorare mentre studiavo (nonostante Medicina sia tra le facoltà più impegnative), facendo lavori vari, da dipendente in un supermercato al barista, di solito part time 25 ore settimanali.

Ora ho 32 anni, ancora non ho finito, e i genitori per aiutarmi mi hanno proposto di prendermi cura della nonna che è invalida (fisicamente, non mentalmente), mentre termino gli studi, con regolare contratto stipulato con l'INPS, comprensivo di contributi, etc.

Ho deciso di provare, ho potuto constatare che riesco a gestire il tempo per lo studio come voglio, non devo spostarmi da casa, ed è un lavoro retribuito (contratto per collaboratore domestico/badante), e legale.
Sia la nonna che i genitori sono contenti, perché non devono pagare una persona sconosciuta da far entrare in casa (ma pagano me, ci sono anche i  contributi, ecc).

Detto questo, per un po' ho avuto timore a fare nuove conoscenze, o anche solo a parlare con amici che non vedo da tanto tempo, perché alla domanda "cosa fai adesso?" non so bene come dovrei rispondere.

C'è un po' di vergogna, perché comunque a 32 anni sono ancora uno studente-lavoratore, e il lavoro che faccio è praticamente la badante, con tutto il rispetto per le badanti.

Non voglio più farmi questi problemi mentali quando incontro persone nuove o conoscenti.

Perciò:

Cosa potrei dire quando mi chiedono cosa sto facendo?

Cosa posso dire per non sentirmi in imbarazzo, e magari cavarmela anche in maniera elegante o quantomeno convincente? 

Digli la verità, che sei un figo che studia e lavora. Sarebbe ancora più figo se non dicessi proprio che è tua nonna :) Che pensi, che fuori sia pieno di sociopatici che non apprezzano le persone che si prendono cura degli altri?

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