Vai al contenuto
Bipolar Sunshine

La verità è questa: non ho voglia di vivere la mia vita

Recommended Posts

Bipolar Sunshine
Inviato (modificato)

Ok, mettetevi comodi perché questo sarà un lungo viaggio, probabilmente noioso.

Che parte da una frase.

Me la diceva sempre mia madre (e a volte me lo dice ancora oggi): "se continui così, sarai per sempre un'infelice".

E mi rendo conto che ha ragione.

 

Il perchè è molto semplice, in realtà.

Io sono infelice sempre, ovunque, per qualsiasi motivo, qualsiasi cosa io faccia o non faccia.

Non so se parlare di infelicità o magari, di una depressione vera e propria.

So solo che non sono mai contenta di quello che sono e che ho; qualsiasi cosa mi succeda, qualsiasi giorno io viva.

Appunto, a volte mi viene da pensare che io la voglia di vivere, di costruirmi, di andare avanti, non ce l'abbia.

 

Ho fatto l'università (facoltà umanistica), e il giorno della laurea (poco più di un anno fa) ho deciso di non invitare nessuno con il pensiero:

"non c'è niente da festeggiare. Tutto ciò non mi servirà a niente. Ho sprecato tre anni della mia vita. E' una laurea inutile".

Nonostante io abbia letteralmente messo da parte la mia vita per tre anni studiare, prendendo bellissimi voti. Ho letteralmente sputato sopra chilometri di riassunti, montagne di libri, migliaia di ore.

 

Chiuso questo capitolo, sono partita e sono stata sei mesi all'estero per un progetto di volontariato. Avrei dovuto divertirmi da morire, e invece ovviamente no.

Restavo in casa invece di viaggiare, di uscire con altri volontari, di FARE (ok, non sempre, siamo onesti. Ho comunque anche conosciuto persone bellissime con cui mi sono trovata molto bene, certo).

 

Poi, concluso il progetto, sono tornata a casa, con una consapevolezza: il primo esperimento di "Parti Per Cercare Altrove Quello Che Non Trovi Qui" era fallito. Ovviamente per colpa mia, che non avevo fatto niente per raggiungere qualche obiettivo.

 

Dopo un mese, sono partita di nuovo.

Destinazione: capitale europea, per fare la ragazza alla pari per tre mesi.

Ancora peggio.

Forse per una frequentazione con un ragazzo che mi ha fatto stare malissimo; forse perché semplicemente non mi trovavo molto bene nella casa in cui ero - anche lì non vedevo l'ora di fuggire.

Certo, ho conosciuto persone simpatiche, ma passavo la maggior parte del mio tempo chiusa nella mia camera 2 metri x 2, attaccata al computer.

Non trovavo la voglia di fare niente, mi sentivo totalmente a disagio con quella host family, volevo andare via.

 

Io la chiamo, Sindrome del "A Me Sembra Che Starei Sempre Bene Là Dove Non Sono" (frase di Baudelaire, non certo mia).

 

Torno tre mesi fa.

Passo due mesi a casa, cercando un lavoro che faccio una fatica boia a trovare, avendo pochissima esperienza. Faccio un po' la vita perfetta (per me): divano, televisione, dolci.

 

Poi, finalmente, dopo vari colloqui, mi assumono per uno stage di sei mesi in un negozio in un centro commerciale, davvero carino. Per una volta qualcuno crede in me e sceglie di darmi un'opportunità. Le colleghe che ho conosciuto sono simpatiche.

Eppure, sarò mai felice adesso?

Che domande.

 

Forse è il fatto di non avere più tempo libero, che il sabato e la domenica si lavora; ci vado da pochissimo e un po' mi ha già stancato (non per questo mi "licenzierei" mai, per carità).

E so anche che queste ultime due righe sono da viziata che non ha voglia di fare niente.

 

E può anche essere questa la verità.

Ma il problema ha radici profondissime, che riguarda tutta la mia vita e me stessa.

 

Lo capirete anche voi, in questa maniera non si può vivere. Questa non è una vita. E' una tortura.

L'ho già scritto e lo ripeto: è non avere voglia di vivere. Ma semplicemente starsene sdraiati a non fare niente, senza nessuna responsabilità, senza nessun dovere o impegno.

Lasciarsi trascinare, sopravvivere.

 

Vi ho scritto questo papiro perché mi rendo conto di aver bisogno di aiuto. Che forse voi non potete darmi, che forse nessuno può darmi, se non magari uno psicologo.

Però, se avete qualcosa da dirmi, io sarò qui a leggervi. Le persone intorno a me non mi capirebbero.

 

 

Modificato da Bipolar Sunshine

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ganimede
Inviato (modificato)
2 ore fa, Bipolar Sunshine ha scritto:

Ok, mettetevi comodi perché questo sarà un lungo viaggio, probabilmente noioso.

Che parte da una frase.

Me la diceva sempre mia madre (e a volte me lo dice ancora oggi): "se continui così, sarai per sempre un'infelice".

E mi rendo conto che ha ragione.

 

Il perchè è molto semplice, in realtà.

Io sono infelice sempre, ovunque, per qualsiasi motivo, qualsiasi cosa io faccia o non faccia.

Non so se parlare di infelicità o magari, di una depressione vera e propria.

So solo che non sono mai contenta di quello che sono e che ho; qualsiasi cosa mi succeda, qualsiasi giorno io viva.

Appunto, a volte mi viene da pensare che io la voglia di vivere, di costruirmi, di andare avanti, non ce l'abbia.

 

Ho fatto l'università (facoltà umanistica), e il giorno della laurea (poco più di un anno fa) ho deciso di non invitare nessuno con il pensiero:

"non c'è niente da festeggiare. Tutto ciò non mi servirà a niente. Ho sprecato tre anni della mia vita. E' una laurea inutile".

Nonostante io abbia letteralmente messo da parte la mia vita per tre anni studiare, prendendo bellissimi voti. Ho letteralmente sputato sopra chilometri di riassunti, montagne di libri, migliaia di ore.

 

Chiuso questo capitolo, sono partita e sono stata sei mesi all'estero per un progetto di volontariato. Avrei dovuto divertirmi da morire, e invece ovviamente no.

Restavo in casa invece di viaggiare, di uscire con altri volontari, di FARE (ok, non sempre, siamo onesti. Ho comunque anche conosciuto persone bellissime con cui mi sono trovata molto bene, certo).

 

Poi, concluso il progetto, sono tornata a casa, con una consapevolezza: il primo esperimento di "Parti Per Cercare Altrove Quello Che Non Trovi Qui" era fallito. Ovviamente per colpa mia, che non avevo fatto niente per raggiungere qualche obiettivo.

 

Dopo un mese, sono partita di nuovo.

Destinazione: capitale europea, per fare la ragazza alla pari per tre mesi.

Ancora peggio.

Forse per una frequentazione con un ragazzo che mi ha fatto stare malissimo; forse perché semplicemente non mi trovavo molto bene nella casa in cui ero - anche lì non vedevo l'ora di fuggire.

Certo, ho conosciuto persone simpatiche, ma passavo la maggior parte del mio tempo chiusa nella mia camera 2 metri x 2, attaccata al computer.

Non trovavo la voglia di fare niente, mi sentivo totalmente a disagio con quella host family, volevo andare via.

 

Io la chiamo, Sindrome del "A Me Sembra Che Starei Sempre Bene Là Dove Non Sono" (frase di Baudelaire, non certo mia).

 

Torno tre mesi fa.

Passo due mesi a casa, cercando un lavoro che faccio una fatica boia a trovare, avendo pochissima esperienza. Faccio un po' la vita perfetta (per me): divano, televisione, dolci.

 

Poi, finalmente, dopo vari colloqui, mi assumono per uno stage di sei mesi in un negozio in un centro commerciale, davvero carino. Per una volta qualcuno crede in me e sceglie di darmi un'opportunità. Le colleghe che ho conosciuto sono simpatiche.

Eppure, sarò mai felice adesso?

Che domande.

 

Forse è il fatto di non avere più tempo libero, che il sabato e la domenica si lavora; ci vado da pochissimo e un po' mi ha già stancato (non per questo mi "licenzierei" mai, per carità).

E so anche che queste ultime due righe sono da viziata che non ha voglia di fare niente.

 

E può anche essere questa la verità.

Ma il problema ha radici profondissime, che riguarda tutta la mia vita e me stessa.

 

Lo capirete anche voi, in questa maniera non si può vivere. Questa non è una vita. E' una tortura.

L'ho già scritto e lo ripeto: è non avere voglia di vivere. Ma semplicemente starsene sdraiati a non fare niente, senza nessuna responsabilità, senza nessun dovere o impegno.

Lasciarsi trascinare, sopravvivere.

 

Vi ho scritto questo papiro perché mi rendo conto di aver bisogno di aiuto. Che forse voi non potete darmi, che forse nessuno può darmi, se non magari uno psicologo.

Però, se avete qualcosa da dirmi, io sarò qui a leggervi. Le persone intorno a me non mi capirebbero.

 

 

mi ritrovo abbastanza in quello che scrivi

.poche cose mi davano e m i danno  un relativo piacere nella vita e molte, invece, mi infasitidiscono,a cominciare dalle persone..

.mi piace essere libero da impegni avere tempo per cazzeggiare non avere alcuna responsabilità "vivere addormentato nel dolce rumore della vita" come scrive uno dei più grandi autori del 900 che sicuramente conoscerai visti i tutoi studi

...ho risolto abbastanza bene seguendo la mia natuarae fott.endomene della pressione sociale ( devi avere un lavoro stabile, dei sposarti, devi comperare una casa ecc..)..

.dalla mia avevo una  laurea pesante che mi ha fornito la preparazione e la forma mentis per crearmi i lavori che volevo fare..alla fine ci sono anche riuscito ma ,purtroppo, la vita è infame e anche quando riesci a crearti il tuo mondo perfetto qualcosa o qualcuno indipedente dalle tue scelte ti presenta il conto  ed allora lì sono c.azzi..ma di quelli amari però..perchè non sei abituato a soffrire come la gente comune che sa adattarsi alle situazioni..

vedila così..tu ,meglio di me, hai fatto diverse esperienze che ti hanno sicuramente fatto crescere e sviluppare capacità di adattamento, esattamente quello che sono ruscito mirabilmente ad evitare io, ma adesso lo pago..

.se tu riuscirai a fare un lavoro che ti piace o ad inventartene uno su  misura avrai fatto tombola.

.sarei tanto contento di scambiare un poco di questa mia abilità con la tua  di fare esperienze  e adattarti a situazioni per me impossibili.

staremmo bene tutti e due..peccato che non sia possibile :rolleyes:

Modificato da ganimede

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

gelsomino
2 ore fa, Bipolar Sunshine ha scritto:

 

 

Io la chiamo, Sindrome del "A Me Sembra Che Starei Sempre Bene Là Dove Non Sono" (frase di Baudelaire, non certo mia).

 

 

Vi ho scritto questo papiro perché mi rendo conto di aver bisogno di aiuto. Che forse voi non potete darmi, che forse nessuno può darmi, se non magari uno psicologo.

 

 

Call out accepted !!!

Pero' sarò breve, perchè questa sera per me è un pò particolare.

Non darò consigli sul da farsi ,perchè non ne ho , ma voglio almeno sperare che assieme a quelle cose dolci che ti fanno compagnia  ,ogni tanto un pochetto di rhum buono ti ce lo

drinchi su.

Per il resto più ch ebipolare ,che poi attribuirsi titoli come medaglie ,bisognerebbe guadagnarsele, curarsele(prendersene cura) le cose, scriverle

su un nick lascia il tempo che trova!

Da quello che scrivi , ti descrivi tuttosommato come una ragazza normale, la mamma, il lavoro, la laurea del cazzo, gli anni sprecati,

i fiori del male a prender polvere su una scaffale della libreria, non troppo al centro dell'attenzione, ma in una posizione strategica,

nella quale potrebbe essere notato da un occhio "talentuoso"  che s'interessasse, che non si fermasse alla prima impressione.

Quella prima impressione ,di ragazza che rimane sempre tale e quale, oserei dire banale, la banalità del male, la rassicurante banalità.

Quella rassicurante banalità che è diventata la tua comfort zone o forse lo è sempre stata, ti protegge dagli altri , dalla tua famiglia, anche da te stessa!

Una cosa di lusso però l'hai fatta , perchè alla fine la NATURA ,la vita non vuole essere felice, queste son cazzate da mulino bianco, a cui puoi"credere"la tua mamma

e con cui puo' fartici due palle stile marron glasse' , la felicità, mi ricorda la mia mammina quando mi diceva che nessuno avrebbe voluto stare con me,

ma lo fanno per il nostro bene , perchè siamo bambini cattivi, cenere e carbone per quelli come noi , ma la vita se ne frega lo stesso,

la vita vuole vivere, o perlomeno sopravvivere e domani e' un altro giorno(cit)...

Dicevo il tuo colpo di genio è stato quello di far diventare l'avverbio di luogo la' della citazione di Baudelaire, un avverbio pluridimensionale,

è diventato uno stato, emotivo , lavorativo, sociale, tutte quelle varie intersezioni che contribuiscono con le loro coordinate 

a definire , dove cazzo stai in questo diagramma cartesiano della vita.

Lo definisce per te ed anche per gli altri , quindi ti definisce, e se sei in un punto in questo universo , vuol dire che non sei su un altro ,

vuol dire che nessuno potrà mai venirti a dire ....

"guarda dove caspita e' bipola sunshine.... pensa dove avrebbe potuto essere se....se..... se.... se....."

..... quel se ti fotte........... sembra un gioco di parole.... il se fotte il se....ma non lo è.....

il " se" sono le porte che non vuoi aprire, tutti felici...tutti fregati... anche la mamma...., sarai infelice,

ma io no so nemmeno se sono morta e vivo la proiezione di un idea di quel pazzo che ha quel nick ....GELSOMINO...!!

SALUTI

PS... SPERO di non essermi perso nei tuoi riflessi(ciT)

 

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Init1

Non hai ancora trovato il tuo gioco.

Io penso che la Vita sia il Gioco a cui dobbiamo attenerci per forza, ma allo stesso tempo un enorme contenitore che contiene miliardi di altri giochi: sport, business, ricerca del potere, soldi, seduzione, intagliare il legno ecc. Giocare a quello che preferisci e a quello che vuoi davvero ti permette di ingannare lo Spazio e il Tempo perché la tua mente in quel momento smette di pensare e segue il flusso, il tuo. Inganni la Vita che è Veleno e Antidoto insieme.

Comincia a cercare...

Buona Notte e Buona Fortuna.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Rick79

Mi piacerebbe vederti in volto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Bipolar Sunshine
22 ore fa, gelsomino ha scritto:

Call out accepted !!!

Pero' sarò breve, perchè questa sera per me è un pò particolare.

Non darò consigli sul da farsi ,perchè non ne ho , ma voglio almeno sperare che assieme a quelle cose dolci che ti fanno compagnia  ,ogni tanto un pochetto di rhum buono ti ce lo

drinchi su.

Per il resto più ch ebipolare ,che poi attribuirsi titoli come medaglie ,bisognerebbe guadagnarsele, curarsele(prendersene cura) le cose, scriverle

su un nick lascia il tempo che trova!

Da quello che scrivi , ti descrivi tuttosommato come una ragazza normale, la mamma, il lavoro, la laurea del cazzo, gli anni sprecati,

i fiori del male a prender polvere su una scaffale della libreria, non troppo al centro dell'attenzione, ma in una posizione strategica,

nella quale potrebbe essere notato da un occhio "talentuoso"  che s'interessasse, che non si fermasse alla prima impressione.

Quella prima impressione ,di ragazza che rimane sempre tale e quale, oserei dire banale, la banalità del male, la rassicurante banalità.

Quella rassicurante banalità che è diventata la tua comfort zone o forse lo è sempre stata, ti protegge dagli altri , dalla tua famiglia, anche da te stessa!

Una cosa di lusso però l'hai fatta , perchè alla fine la NATURA ,la vita non vuole essere felice, queste son cazzate da mulino bianco, a cui puoi"credere"la tua mamma

e con cui puo' fartici due palle stile marron glasse' , la felicità, mi ricorda la mia mammina quando mi diceva che nessuno avrebbe voluto stare con me,

ma lo fanno per il nostro bene , perchè siamo bambini cattivi, cenere e carbone per quelli come noi , ma la vita se ne frega lo stesso,

la vita vuole vivere, o perlomeno sopravvivere e domani e' un altro giorno(cit)...

Dicevo il tuo colpo di genio è stato quello di far diventare l'avverbio di luogo la' della citazione di Baudelaire, un avverbio pluridimensionale,

è diventato uno stato, emotivo , lavorativo, sociale, tutte quelle varie intersezioni che contribuiscono con le loro coordinate 

a definire , dove cazzo stai in questo diagramma cartesiano della vita.

Lo definisce per te ed anche per gli altri , quindi ti definisce, e se sei in un punto in questo universo , vuol dire che non sei su un altro ,

vuol dire che nessuno potrà mai venirti a dire ....

"guarda dove caspita e' bipola sunshine.... pensa dove avrebbe potuto essere se....se..... se.... se....."

..... quel se ti fotte........... sembra un gioco di parole.... il se fotte il se....ma non lo è.....

il " se" sono le porte che non vuoi aprire, tutti felici...tutti fregati... anche la mamma...., sarai infelice,

ma io no so nemmeno se sono morta e vivo la proiezione di un idea di quel pazzo che ha quel nick ....GELSOMINO...!!

SALUTI

PS... SPERO di non essermi perso nei tuoi riflessi(ciT)

 

 

 

 

 

Grazie per la tua risposta lunghissima! Però sono io che mi sono persa in qualche tuo riflesso, devo ammetterlo 😂

20 ore fa, Rick79 ha scritto:

Mi piacerebbe vederti in volto.

Per? 

Se fossi orribile, potermi dire FAI BENE A STARE COSÌ? 😂

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Rick79

capire se una hb almeno 7 si pone questi problemi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Bipolar Sunshine
20 ore fa, Rick79 ha scritto:

capire se una hb almeno 7 si pone questi problemi.

Guarda ti farei vedere davvero una mia foto 

Così per vedere cosa diresti

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Rick79

mandamela in un messaggio privato come allegato se possibile

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Crescendo63
On 3/12/2018 at 8:43 PM, Bipolar Sunshine said:

Io sono infelice sempre, ovunque, per qualsiasi motivo, qualsiasi cosa io faccia o non faccia.

Non so se parlare di infelicità o magari, di una depressione vera e propria.

Così ad occhio, a me sembri soffrire di una vera e propria depressione.

Che però vuol dire tutto e niente: quello che servirebbe è capire il motivo per cui sei depressa.

 

Però è importante avere chiara la natura del tuo problema, perché quando uno è depresso cambiare qualcosa nel suo modo di vivere non serve a nulla: è come cambiare le gomme o le candele ad un'auto che ha il motore grippato. L'auto non va comunque.

Nel tuo caso, IMHO, anche se trovi un lavoro interessante, qualche attività valida o persino un partner, rimani comunque depressa: perché il male profondo che hai dentro di te, rimane comunque presente e inalterato. Le condizioni esterne non lo cambiano.

Ci tengo a dire questo perché un probabilmente un sacco di persone (che della depressione non sanno un piffero) ti diranno "Fai così... Fai cosà... e vedrai che starai meglio". Perché pensano che il "fare" serva a qualcosa.

 

Invece, IMNSHO (perché la depressione la conosco dall'interno), quando si è depressi il cambiamento che conta è a livello dell'essere, non del fare.

 

Dalle mie osservazioni, i casi più comuni che generano depressione sono:

- Vivere una vita che non è la propria

- Lottare continuamente contro se stessi e la propria natura, reprimersi, negare il proprio "vero Sé"

- Essere completamente sconnessi dal proprio sentire, dissociati (di solito per evitare di sentire una sofferenza devastante dentro di sé)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per partecipare

Devi essere un utente registrato per partecipare

Crea un account

Registrati ora, bastano due click!

Iscriviti a ItalianSeduction

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×

Lo sai già, ma te lo dobbiamo dire comunque...

Utilizziamo i cookie 🍪 per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi.