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Edo

"Reddito di sopravvivenza"

"Reddito di sopravvivenza"  

21 members have voted

  1. 1. Il sindaco di Palermo, Orlando, ha scelto queste parole per invocare un aiuto economico da parte dello stato a quelle persone del sud che vivono di espedienti/lavori in nero/lavoretti di vario tipo, e che oggi pomeriggio minacciano di assaltare i supermercati; siete d'accordo con la proposta?

    • d'accordo perché...
    • non d'accordo perché...


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BackDoorMan68
21 ore fa, The architect ha scritto:

Il moral hazard è, e qui sta la differenza di visione, anche del creditore. 

Se presto un milione di euro ad un barbone sono complice. 

Se hai letto qualcosa sulla crisi del 2008 dovuta ad un eccesso di debito privato, attraverso la cartolarizzazione, capirai che il creditore non può essere immune dalla colpa. Cioè li si è deresponsabilizzato l'ultimo anello della catena bancaria, e attuato politiche di prestito, deresponsabilizzando appunto chi prestava, perché poi i debiti venivano impacchettato e rivenduti. I cosiddetti subprime. Cioè senza avere cautela del rischio si davano mutui a go go. 

(se non l'hai visto guardati il docufilm "inside job" dove viene spiegato bene la cartolarizzazione e il meccanismo dei subprime che hanno innescato la crisi 2008)

Ci sono state conseguenze.

Rabbia, fame, teste saltate.

Anche cose "impensabili", tipo il Monte dei Paschi quasi fallito.

Spoiler

 

 

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ArmandoBis

Dicevamo che l'alterazione del corretto rapporto di cambio è una delle strategie impiegate per promuovere determinate politiche di sviluppo economico.

Storicamente, le strategie usate dai paesi più poveri per colmare il divario con i paesi ricchi sono state di due tipi, l'ISi e l'EP.

ISI sta per Import Substitution Industrialization ed è la strategia che è stata impiegata nel secondo dopoguerra dai paesi dell'America Latina.

EP sta per Export Promotion, ed è la strategia adottata a partire dagli anni '60 dalla Corea prima e poi dalle tigri asiatiche e oggi dalla Cina.

Come dice il nome, l'ISI si riprometteva di creare internamente un tessuto industriale variegato mettendo le industrie locali al riparo dalla concorrenza straniera. Quindi alti dazi per le merci straniere e controllo ferreo delle importazioni, per cui servivano particolari licenze.

L'EP invece sta per Export Promotion, cioè politiche volte a creare industrie che anziché servire il mercato interno cercano di essere competitive sui mercati internazionali.

Le differenti performance fra i due sistemi sono sotto gli occhi di tutti, e di fatto l'ISI è una strategia considerata datata e in pratica screditata, mentre l'EP, con il suo accento sulle esportazioni viene invece tenuta in palmo di mano, visto che sembra essere in linea con l'attuale visione pro globalizzazione.

Il problema è che il meccanismo alla base delle politiche di EP non è stato molto compreso, soprattutto alla luce del fatto che un conto è l'impatto che queste politiche possono avere se a praticarle è un paese come il Giappone prima e la Corea dopo, un conto se a metterle in pratica è un paese delle dimensioni della Cina, che ha una popolazione dieci volte maggiore.

Il punto è che queste politiche hanno come caratteristica comune quello di puntare ad avere degli attivi commerciali.

Non ci muoviamo quindi all'interno dello scambio ricardiano in cui entrambi i paesi si scambiano beni di eguale valore, ottimizzando però la loro frontiera produttiva, cioè ottenendo più beni nel complesso pur usando gli stessi input di lavoro, grazie al fatto che ogni paese si specializza in ciò che sa fare meglio.

Nel mondo ricardiano le importazioni e le esportazioni sono in equilibrio.

È un mondo in cui si cerca il mutuo vantaggio e nessuno cerca di prevalere sull'altro aumentando le esportazioni a scapito delle importazioni, pratica che a suo tempo venne battezzata spregiativamente con il termine "mercantilismo".

Qui invece siamo in un ambito differente, qui lo squilibrio commerciale è attivamente cercato e costituisce l'essenza delle politiche perseguite dai paesi asiatici.

Perché?

Perché lo scopo di quei paesi è arrivare a una industrializzazione il più possibile rapida e questo si può ottenere solo perseguendo una politica di surplus commerciale.

Seguitemi bene perché questo è il punto centrale, il perno su cui funziona la globalizzazione, ed è anche il motivo per cui la globalizzazione non ha mantenuto le promesse, generando molta meno crescita economica di quello che si auspicava.

Se tu vuoi industrializzarti il più in fretta possibile hai un solo modo: utilizzare il surplus che hai ottenuto in nuovi investimenti e per massimizzare gli investimenti devi comprimere i consumi.

Avete presente le identità macroeconomiche fondamentali?

Y=C+S

cioè il reddito è interamente allocato fra consumo e risparmio (privato)

e

I=S

l'investimento è uguale al risparmio.

Nel caso della Cina una parte consistente di C viene letteralmente sottratta ai lavoratori sotto forma di merci che vengono esportate, e che costituiscono il surplus commerciale del paese. Parte dei consumi "mancati" si trasforma in investimenti, cioè in beni capitali che si traducono in sempre più merci da esportare, per avere ancora più beni capitali.

Il risultato sono tassi di crescita elevati, dovuti a una crescita continua della base produttiva; dunque una crescita del PIL molto più veloce che se parte delle risorse prodotte venisse consumata da chi l'ha prodotta, cioè dai lavoratori.

In questo modo, i cinesi riescono ad avere una industrializzazione molto più veloce, un paese più forte perché in grado di sostenere un esercito meglio equipaggiato, più ricco perché dotato di ampie riserve di valuta pregiata, ecc. ecc.

La definizione di Export Promotion per definire il modello asiatico è quindi un po' misleading. Le esportazioni sono un mezzo non un fine. Il modello cinese potrebbe essere meglio definito come "crescita trainata dagli investimenti".

Le ricadute sociali e politiche di questa scelta sono evidenti: abbiamo un partito comunista che ha reso la sua esistenza indispensabile perché di fatto il modello cinese è un modello che espropria i lavoratori di buona parte dei frutti del loro lavoro, e per riuscire a tenerlo in piedi occorre un'opera di manutenzione continua. E abbiamo una classe di imprenditori che deve buona parte della sua ricchezza ai costi irrisori che ha il capitale in Cina; una classe di individui che dovrebbe vedere i burocrati di partito come il fumo negli occhi, ma comunque è ben cosciente di dovere ad essi buona parte delle loro fortune.

Nel prossimo post ci occuperemo di come la Cina ottiene il suo stratosferico surplus commerciale (la manipolazione del tasso di cambio è solo uno degli strumenti).

Permettetemi di concludere sottolineando quella che a me appare come una strana, beffarda ironia, ovvero il paradosso per cui l'unico paese al mondo in cui un partito comunista è saldamente al potere è anche uno dei paesi dove ai lavoratori viene riconosciuta una quota percentualmente minore di ciò che loro stessi hanno prodotto.

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ArmandoBis

Abbiamo visto come la politica cinese abbia impostato lo sviluppo su una industrializzazione estesa ma soprattutto rapida.

Questo obiettivo si può ottenere solo a prezzo di un contenimento dei consumi: l'eccesso di produzione non consumata verrà quindi esportato e il surplus generato costituirà la base per nuovi investimenti.

Come comprimere i consumi? Con un mix di politiche valutarie ma non solo.

Prima cosa, tenere basso il valore del reminbi fissando un tasso di cambio che favorisca le merci cinesi.

Quindi, impedire che i lavoratori costituiscano organizzazioni sindacali grazie alle quali possano contrattare migliori condizioni economiche e di lavoro, aumentando i costi di produzione.

Quindi utilizzare la repressione finanziaria per mantenere artificialmente bassi i tassi di interesse pagati ai correntisti dalle Banche. Questo riduce enormemente il costo dei capitali per gli imprenditori, che possono aspirare a margini molto ampi (il lato negativo di questo mercato dei capitali reso ipertrofico è la proliferazione di investimenti sbagliati e la sopravvivenza di imprese con ritorni irrisori. "Capitale fittizio" lo ha definito Geminello Alvi nel suo libro sul capitalismo cinese).

A tutto questo si somma il dato comune a quasi tutte le economie sottosviluppate, cioè avere un enorme esercito di lavoratori al momento sottoccupati che mantengono i salari in uno stato di depressione permanente. 

Date queste condizioni, da anni la Cina totalizza surplus commerciali record con gli Stati Uniti. 

Tale surplus genera un movimento contrario di valuta straniera, per cui il governo cinese si trova a dover gestire enormi quantitativi di dollari.

E l'unica cosa che può fare con quei dollari è comprare titoli di stato Usa. Questa precisazione vale la pena farla perché circolano un po' di leggende secondo cui la Cina, detenendo una parte consistente di debito pubblico Usa, avrebbe in mano una sorta di arma, cioè potrebbe minacciare gli americani di non comprare più i loro T-bond con effetti devastanti sulla fiducia verso il biglietto verde.

Non è così. In realtà, la decisione se comprare o no titoli americani non rientra nelle opzioni possibili.

Se la tua politica è ottenere un surplus commerciale, avrai un movimento contrario di valuta straniera pari al tuo avanzo commerciale. Puoi tenerti i dollari e non comprare T-bond, ma sarebbe solo stupido visto che alla fine una moneta equivale di fatto a un titolo di stato che non dà interessi.

Ci sono due punti da sottolineare:

il primo è che il surplus commerciale dei cinesi corrisponde a un uguale deficit americano, ovvero un movimento in una direzione viene compensato da un movimento nelle direzione opposta: le merci dalla Cina agli Usa, i dollari dagli Usa alla Cina.

Risultato: i cinesi consumano MENO di quello che producono, ma di converso gli americani possono consumare PIÙ di quanto hanno prodotto.

È un punto importante da ricordare perché è diffusa l'idea che gli americani, grazie al fatto che il dollaro è una moneta di riserva ed è comunemente usato per pagare le bollette petrolifere ma non solo, godano del privilegio di poter ottenere ogni sorta di prodotti semplicemente stampando dollari.

Non è così, o meglio non è solo così.

Se il sottoconsumo cinese è infatti accompagnato da altissimi profitti delle loro imprese, il sovraconsumo americano si accompagna invece a un calo di domanda per le aziende statunitensi, con conseguente fortemente negative sull'occupazione.

È questo un punto cruciale.

Esportando domanda in giro per il mondo, gli Usa hanno depresso il mercato del lavoro americano in modo diffuso e radicale.

La vittoria di Trump non si può spiegare al di fuori di questo quadro.

L'altro punto che mi preme mettere in evidenza è che il sovraconsumo americano, a cui corrisponde un sottoconsumo cinese - anzi, degli operai cinesi, non è il frutto di una sorta di gentlemen's agreement fra i due paesi, ma È LA CONSEGUENZA DI UNA POLITICA PERSEGUITA DA UNO SOLO DEI DUE PAESI, IN QUESTO CASO LA CINA.

In sostanza, il paese A, con la sua politica economica, può indurre dei cambiamenti nel paese B, cambiamenti ad esso non favorevoli, a meno che il paese B non prenda le adeguate contromisure.

E non è detto che le prenda, perché i cambiamenti  che A induce in B non necessariamente danneggiano tutti i cittadini. Anche se il paese B ci perde nel suo complesso, alcune categorie, alcune classi sociali ci guadagnano e se queste classi sono al potere o hanno comunque un peso rilevante, il paese in questione finisce per subire le politiche decise da un altro stato (stesso ragionamento vale per A, una parte dei cittadini verrà danneggiata, ma non sicuramente la classe che detiene il potere, altrimenti non avrebbe fatto quello scelte.)

In sostanza, il rapporto Cina-Usa è un esempio da manuale di squilibrio macroeconomico.

Non è un bel vedere. Un mondo dove gli squilibri macroeconomici non solo sono di casa ma non si fa nulla per risolverli è un mondo pericoloso.

Noi stiamo vivendo in questo tipo di mondo.

 

(continua)

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purple pill
Posted (edited)
Il 30/3/2020 alle 07:18 , purple pill ha scritto:

Infatti un sacco di gente - e no, non mi riferisco a chi ha scritto qui - non ha proprio capito che adesso sono cazzi.

le considerazioni di ordine macroeconomico andavano fatte prima. 

Ora si tratta di evitare un disastro.

Perché s’era detto che militarizzare il territorio in quel modo non era un’idea brillante?

perché a chiederlo, in linea di massima, è stato il classico italiano rincoglionito che è clinicamente incapace di vedere a un metro dal suo naso e non smette mai di  agitare quel buco rumoroso che ci tiene sotto.

Potrà mai, costui, capire il concetto di retroazione?

E proviamo un po’ a spiegarglielo noi, fingendo per un attimo di dimenticare che non capirà comunque un cazzo.

quando le presenze di carabinieri, polizia e perfino dell’esercito vengono moltiplicate in questo modo, con un mandato securitario invocato a furor di popolo, poi succede che la maggior parte di loro non viene inviata ad arrestare il pericolosissimo vicino che porta il cane a pisciare o va a correre nelle zone semicentrali e nella prima periferia;  ma viene dislocata nei quartieri dormitorio, nei ghetti, al Serpentone, a Torbellamonaca, alle Case dei puffi, a Rancitelli, al Pilastro, alla Falchera, allo Zen.

E questa non è un’ipotesi, è esattamente quello che è successo (il primo drone, il giorno dopo l’emanazione dei decreti, si è librato in volo a Scampia).

Quello che vanno a fare praticamente, è alzare la fiamma sotto una pentola a pressione proprio quando sarebbe il momento di far sfiatare la valvola.

Andare a comprimere dove servirebbe un foro d’uscita.

voglio dire che quando a Scampia arrivano i carabinieri coi droni, il giorno dopo non ci sono solo 200 tra spacciatori/vedette/cavalli fermi e un esercito di tossici a rota - con la criminalità organizzata dietro che già medita il contraccolpo - ma c’è pure un mare di negozietti rionali abusivi, ambulanti ed attività informali che si devono a loro volta fermare, oltre a tutti i lavoratori a nero che già si sono fermati.

praticamente hai un intero tessuto sociale abituato a navigare a vista, che già 5 giorni dopo non saprà più come mangiare.

e che, in moltissimi casi, finirà in gran parte ad aspettare un segnale dai capibastone della criminalità - che in queste situazioni diventano per moltissimi l’unica agenzia di welfare possibile - p’arrevutà o’ munn’

Bon.

dov’eravamo rimasti?

https://video.lastampa.it/roma/coronavirus-a-roma-monta-la-rabbia-nelle-periferie-non-ci-rimane-che-assaltare-i-supermercati/112712/112724?

No, non mi piace per niente fare Cassandra, su faccende del genere.

Ma infatti non è questione d’esser Cassandra.

La questione è imparare a usare la testa per altro oltre a spartire le orecchie.

E questo lo dico non tanto a uso di chi sta qui dentro, quanto di altri a cui magari - anche da un punto di vista professionale - gioverebbe lasciar stare un po’ i toni di sufficienza posh, per allenarsi a guardare a più d’un metro dal proprio naso

 

Edited by purple pill

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Hunter85

Leggo solo adesso, mi stupisco di @Edo, essendo una ragazza intelligente e che generalmente mi trova d'accordo nei suoi interventi come abbia potuto dire cose del genere, poi ognuno è giusto esprima la sua opinione giusta o corretta che sia, ma il sud non è semplice comprendere per chi non lo vive tutti i giorni essendo una realtà molto complicata persino per noi che lo viviamo, se poi vi interessa sapere la mia opinione, e ciò che i miei occhi vedono e quali potrebbero essere delle soluzioni attuabili secondo l'opinione di un ignorante quale sono resto a disposizione. detto questo nonostante i numerosi off topic a metà, desidero ringraziare molta gente che ha avuto la possibilità di argomentare e dire in maniera giusta certe dinamiche del sud, non siamo tutti furbi, o assoggettati alla mafia o tante dicerie comuni che appunto restano tali e infondate al 90%, chi desiderasse approfondire con toni civili ne parliamo, ma da uomo del sud, certe etichette non posso n'è voglio accettarle, semplicemente perchè siamo un popolo, specialmente quello siculo di cui posso parlare, con una dignità doppia a vivere in un territorio così maltrattato da istituzioni, piaghe negative e doversi sentir dire o dare del furbetto, del malavitoso, o semplicemente del terronaccio come qualche intelligente del nord può sostenere, questo paese unito può farcela, ma solo unito e coeso. ora sempre da ignorante dico che questa crsi globale potrebbe essere l'occasione per porre rimedio a tanti errori fatti in passato da questo sistema paese, che con scelte assennate potrebbe essere molto meglio di così, perchè già col culo a terra ed una corruzione a livelli altissimi non siamo uno schifo rispetto a molti altri, e mi viene il magone a pensare a ciò che potremmo essere davvero. la mia unica domanda, saremo in grado di imparare e di evitare di ripetere gli stessi errori del passato? mi piacerebbe ma a volte penso che sia solo un illusione...

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Roose Bolton

Quando si parla di nord vs sud e si fa il discorso del rimboccarsi le maniche, spesso si scorda una semplice questione.

Abbiamo pasquale che ha una piccola pescheria. A Pasquale chiedono il pizzo. Pasquale denuncia, le forze dell'ordine arrestano un piccolo delinquente con vari precedenti, mettiamo caso un ragazzino. pasquale avverte che ha bisogno di aiuto, perchè gliela faranno pagare per aver parlato. Gli dicono di stare tranquillo, e la burocrazia si avvia. mentre la domanda di protezione di pasquale viene processata, passano mesi e mesi di lungaggini burocratiche e ricorsi e uffici e scartoffie. In questi mesi intanto :

- la pescheria di Pasquale prende fuoco, per accedere ai fondi serve una trafila di 4 anni.

- il figlio di Pasquale torna a casa con i denti rotti. Picchiato da " sconosciuti "

- la macchina di Pasquale prende fuoco.

- chi si dovrebbe occupare delle questioni burocratiche " perde " i documenti e la trafila deve rincominciare da capo ( ma sicuramente li avrà persi per sbaglio, eh )

 

Eppure Pasquale si è rimboccato le maniche, peccato che lo stato lo abbia lasciato solo. Chi sta intorno a Pasquale fa 2 + 2 e arriva alla conclusione che lo stato se ne frega di te, tanto vale pagare il pizzo perchè è più economico.

Facile rimboccarsi le maniche nel paesino del nord est dove la cosa più grave che è successa negli ultimi 50 anni è stato il furto di un pollo e il delinquente più pericoloso della zona è un maghrebino 12enne di 40 kg che spaccia erba ai figli annoiati dei compaesani.

 

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Edo
9 ore fa, Roose Bolton ha scritto:

nel paesino del nord est dove la cosa più grave che è successa negli ultimi 50 anni è stato il furto di un pollo e il delinquente più pericoloso della zona è un maghrebino 12enne di 40 kg che spaccia erba ai figli annoiati dei compaesani.

ehm, ti dice niente la Mala del Brenta cioè la banda Maniero?

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Orph
14 minuti fa, Edo ha scritto:

ehm, ti dice niente la Mala del Brenta cioè la banda Maniero?

Non sono mai stati particolarmente dediti al concetto mafioso riferito alle attività e al pagamento del pizzo.

Sempre da quel che ne so erano soprattutto dediti alle rapine, sequestri spaccio e questioni legate al gioco d'azzardo.

Proprio perchè nelle regioni del nord se qualcuno denuncia atteggiamenti di tipo pizzo è più facile che lo stato intervenga.

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Edo
5 minuti fa, Orph ha scritto:

Non sono mai stati particolarmente dediti al concetto mafioso riferito alle attività e al pagamento del pizzo.

Forse semplicemente non hanno fatto molta pubblicità ma ti assicuro che hanno dato fuoco a più di qualche locale che non pagava loro il pizzo e nei bar si presentavano con la pistola in mano per non pagare le consumazioni

Conosco personalmente più di qualche parente di gente ammazzata da loro solo per dimostrazione di forza

L'unica cosa che non hanno fatto rispetto ai mafiosi meridionali o ai banditi sardi sono i sequestri a scopo di estorsione, ma per il resto non hanno nullla da invidiare a quelli di giù

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Orph
1 minuto fa, Edo ha scritto:

Forse semplicemente non hanno fatto molta pubblicità ma ti assicuro che hanno dato fuoco a più di qualche locale che non pagava loro il pizzo e nei bar si presentavano con la pistola in mano per non pagare le consumazioni

Conosco personalmente più di qualche parente di gente ammazzata da loro solo per dimostrazione di forza

L'unica cosa che non hanno fatto rispetto ai mafiosi meridionali o ai banditi sardi sono i sequestri a scopo di estorsione, ma per il resto non hanno nullla da invidiare a quelli di giù

Non ho detto che non avessero nulla da invidiare ma come struttura aveva alcune differenze rispetto alle mafie "classiche" per le tipicità del territorio.

Comunque pericolosi, sono stati sconfitti anche per la maggior risposta dello stato rispetto ad altre organizzazioni.

 

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