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Chi ben inizia...


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^X^

Ciao a tutti,

forse sto andando un po' al limite del concetto di "Business&Finanza", ma siccome considero il lavoro dipendente o semi-dipendente una delle possibili fonti di reddito, vorrei iniziare una serie di post su come brillare in una carriera "tradizionale".

Premessa

Una precisazione: troppo spesso in Italia si associa il concetto di lavoro dipendente alla figura dell'impiegato fannullone e poco propenso al rischio, contrapposto al lavoratore autonomo brillante e ben remunerato a causa della sua mentalità imprenditoriale.

E' una generalizzazione completamente errata, valida forse fino agli anni '80 ma spazzata via dalla storia moderna.

La realtà oggi è un po' diversa, perchè nel mio pensiero per avere successo occorre avere mentalità imprenditoriale e flessibile che pero' spesso occorre sviluppare in un contesto tradizionale gerarchico di azienda classica.

Molti lavori di medio-alto livello infatti non sono fattibili da ruolo di professionista esterno, perchè richiedono conoscenza profonda della struttura nella quale si opera, e una serie di soft skills (carisma e legami personali) che si sviluppano solo con il tempo e la permanenza.

Quindi la sfida di oggi è quella di sfruttare i vantaggi della grande azienda (credibilità, sicurezza, strumenti, risorse umane) senza farsi intrappolare dai suoi vecchi schemi (stipendi bassi e slegati dalla produttività, carriera non sempre meritocratica, facilità di finire in vicoli ciechi). Ma non voglio andare troppo oltre qui, era giusto per darvi la chiave di lettura di quanto scrivero' in questa sezione.

L'argomento di oggi è: sono appena entrato, che fare?

Al solito, inizio come se scrivessi un Field Report e da li sviluppero' alcune considerazioni.

Background

All'inizio dello scorso novembre, ho iniziato a lavorare in un'azienda completamente diversa dalla precedente. Il periodo di prova è 9 mesi (!!!). In base alla mia esperienza, so che la prima cosa da fare è quella di utilizzare al massimo i miei soft skill in modo da conquistare velocemente la massima credibilità possibile.

Oggi ho ricevuto la valutazione di metà periodo di prova.

Hard skills vs Soft skills

Per chi non è familiare con questi termini, si definiscono Hard Skills le competenze tecniche specifiche della persona (es: capacità di progettare un ponte, di operare al cervello, di programmare in Java, di parlare Inglese, di impostare un Piano di Progetto...); si definiscono invece Soft Skills le competenze sociali e legate alla sfera umana (capacità di parlare in pubblico, di portare gli altri a comprendere le nostre posizioni, di mantenere la calma in situazioni difficili, di far si che le persone lavorino motivate invece che costrette ecc...).

Un errore tipico è quello di ritenere uno piu' importante dell'altro. Il mondo è pieno di Ingegneri che snobbano i Soft Skills e di esperti di management ignoranti nelle piu' basilari delle attività tecniche. E' molto, molto importante bilanciare le due cose: un esperto di soli Soft Skills non riuscirà mai a coinvolgere un'esercito di tecnici e a organizzare il loro lavoro... cosi' come un brillante programmatore socialmente inetto non riuscira' mai a farsi approvare un budget dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda.

Field Report

La mia valutazione, tradotta in italiano, suona cosi':

"X si è unito alla Divisione nel Novembre 2007 e si è rapidamente integrato nelle sue attività; è pienamente operativo e in grado di fornire alla società importanti contributi nelle aree di YYY e ZZZ dei progetti-chiave. I suoi eccellenti soft skills sono molto apprezzati dai suoi collaboratori"

Cosa significa tutto questo?

Sostanzialmente che ho centrato in un colpo solo gli obiettivi dell'azienda (rapidamente integrato e pienamente operativo) e i miei (apprezzato dai collaboratori). In realtà da subito mi sono trovato davanti al solito dilemma: sono stato spinto ai risultati senza curare l'impatto che avrebbero avuto sui miei rapporti con le altre persone. Con calma e sangue freddo ho cercato l'equilibrio e piu' di una volta non ho deliberatamente voluto forzare con i colleghi, privilegiando la costruzione di un clima sereno al risultato di breve periodo che mi veniva richiesto.

Sostanzialmente ho cercato di isolare i due mondi, tecnico e top manageriale, che vivono in universi dominati da valori contrapposti e obiettivi difficilmente conciliabili.

Vista la valutazione, sono molto contento di avercela fatta (ma non è stato un caso)...

Detto questo, ho solo aperto il vaso di Pandora sull'argomento... ma preferisco fermarmi un attimo e vedere se è di interesse (ditemelo voi) e quali aspetti potrebbe essere interessante approfondire.

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spettinato

l'argomento a me interessa. Lo scopo della discussione e sempre legato al mondo della seduzione o serve per far carriera in azienda o per inserirsi al meglio in azienda ? Ci sono tanti argomenti aperti dal tuo post. lavorare bene in azienda aumenta la sicurezza in se stessi, essere ascoltati con attenzione dal capo aumenta la consapevolezza di essere intelligenti e apprezzati. tutte cose che migliorano il frame. fare carriera vuol dire guadagnare di piu con ovvie conseguenze. Inserirsi al meglio vuol dire avere intelligenza sociale quindi anche nuovi amici con i quali sargiare . Che ne pensi? da dove si parte!

Modificato da spettinato
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mercuzio

Bella ^X^! Innanzi tutto complimenti per la valutazione intermedia. Stai attento però: i nove mesi non sono ancora scaduti! Sempre allerta e continua su questa strada!

L'argomento è di sicuro interesse: quanto meno è un punto di vista e, di certo, ha assolutamente a che fare con ciò di cui discutiamo in questo sito, alias seduzione. Ovviamente, in questo caso non trattiamo l'argomento "seduzione" di HB, bensì qualcosa di ancora più complesso e su cui, sarebbe bene, apportare una attenzione maggiore. In fondo, se l'HB ti scarica e vai in C&B, chissenefrega... puoi analizzare e trovare la soluzione e, volendo, riprovare... n questo campo, cioè la carriera personale... beh, dalle mie parti (che sono un po' anche le tue, se non erro) si dice:"Si sgarra un cazzo!"...

Dopo il cappellino introduttivo totalmente inutile, provo a inserire la mia monetina.

Si parla di carriera. In questo caso la definizione passa da "Seduction" a "Dinamiche sociali".

Detto tra noi, direi che la mentalità e l'approccio cambia di poco... ciò che cambiano sono ovviamente le molle necessarie a far "girare" il tutto a nostro favore.

Non intendo provare a dare consigli o fornire ricette valide, ma solamente analizzare cosa di comune ci può essere e cosa, a mio avviso, è necessario tenere in considerazione.

Innanzi tutto il "farsi strada" all'interno di aziende medio-grandi non è cosa semplice: credo che, come scrisse un bel po' di tempo fa un autore conosciuto in tutto il mondo di nome MAcchiavelli, "il principe deve essere virtuoso e in grado di sfruttare le occasioni"... ma non solo: deve essere bravo, abile, stratega e... fortunato!

MA è anche vero che "la fortuna aiuta gli audaci" e che, prima o poi, l'occasione capita!

Quindi...

1) essere sempre pronti!

Sembra scontato, ma fare bene il proprio lavoro è il primo passo importante! Ciò significa l'evitare il:"Non ho voglia, lo faccio domani!" o il "tanto ci pensarà qualcun altro!" o il tanto comune "non è di mia competenza!"... L'occasione potrebbe scivolare proprio su una di queste...

2) analizzare proprio quelle che sono definite "DINAMICHE SOCIALI" all'interno dell'azienda. Esistono gerarchie... ma, all'interno di un gruppo numerosi composto da dirigenti, impiegati di diverso livello e segretarie, soprattutto esistono simpatie e antipatie!

Credo sia controproducente inimicarsi persone, ma se si vuole fare carriera, non ci si deve aspettare di stare simpatici a tutti! O, ad ogni modo, si deve tenere conto del fatto che ci siano persone che non vogliono essere scavalcate, che anche tra i dirigenti di pari livello, ci sono i necessari e i prediletti e quelli con un potere politico maggiore... e ancora, che il proprio "brillare" farà "rabbuiare" qualcun altro...

Il giusto equilibrio di cui parla ^X^ non è semplice da trovare... sono necessarie una sinergia incredibile di proprie forze impiegate in svariati campi: dal sorriso all'impiegata della reception o alla donna delle pulizie, alla confidenza con la segretaria del boss... Dal far bene il proprio lavoro al carpire la conversazione sullo sciare del capo... Dall'avere le soft-skills e hard-skills al portamento e postura nei corridoi o alla macchinetta del caffè!

Ad ogni modo: sempre e comunque essere maestri nel PARARSI IL CULO!

Infine, penso: OSARE! Mettere in copia conoscenza in una mail in cui facciamo il resoconto un buon lavoro svolto da noi ai mega boss può costare, in termini di "voci alle spalle" da parte di colleghi o scarsa considerazione o, ancora, perchè si pensa "in negativo"... può essere una scommessa... ma se non ci si prova, è possibile anche che il nome non giri e che non si sia considerati quanto vorremmo!

Insomma: come giustamente fa notare ^X^, il far carriera può avere parecchi aspetti comuni con il sarge... anzi, riuscire nel sarge fa capire ampiamente quanto giovi anche in termini di lavoro!!! Qualsiasi esso sia, dal fare benzinaio o l'imbianchino, al dirigente illustre di multinazionale! E viceversa...!

In bocca al lupo!

P.S. Ah... a volte però serve anche il buon detto:"non fare mai il passo più lungo della gamba"... Mandare mail al mega boss dicendogli che si ha dato da bere ai fiori è solo una mossa stupida...! NDA!

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^X^
l'argomento a me interessa. Lo scopo della discussione e sempre legato al mondo della seduzione o serve per far carriera in azienda o per inserirsi al meglio in azienda ? Ci sono tanti argomenti aperti dal tuo post. lavorare bene in azienda aumenta la sicurezza in se stessi, essere ascoltati con attenzione dal capo aumenta la consapevolezza di essere intelligenti e apprezzati. tutte cose che migliorano il frame. fare carriera vuol dire guadagnare di piu con ovvie conseguenze. Inserirsi al meglio vuol dire avere intelligenza sociale quindi anche nuovi amici con i quali sargiare . Che ne pensi? da dove si parte!

Ciao,

hai messo molta carne al fuoco in poche righe :)

Provo a dirti la mia, visto che lo chiedi.

1) ovviamente è sempre seduzione, nel senso pieno di "condurre a se"

2) cerca di eliminare dalla tua testa, e quindi dalla tua rappresentazione del mondo, il termine "capo"; quest'ultimo si porta dietro troppe accezioni negative e luoghi comuni. Il capo non esiste, esistono solo persone che hanno più esperienza di noi o per qualche motivo sono in azienda da più tempo di noi. Non guardare il tuo superiore gerarchico come ad un boss, ma come ad un coach/mentor: il più delle volte te ne sarà grato

3) concordo sul miglioramento del frame e dell'intelligenza sociale, ma attenzione a non sargiare con colleghi o colleghe: rischia di essere controproducente

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^X^
Ad ogni modo: sempre e comunque essere maestri nel PARARSI IL CULO!

Infine, penso: OSARE! Mettere in copia conoscenza in una mail in cui facciamo il resoconto un buon lavoro svolto da noi ai mega boss può costare, in termini di "voci alle spalle" da parte di colleghi o scarsa considerazione o, ancora, perchè si pensa "in negativo"... può essere una scommessa... ma se non ci si prova, è possibile anche che il nome non giri e che non si sia considerati quanto vorremmo!

...

P.S. Ah... a volte però serve anche il buon detto:"non fare mai il passo più lungo della gamba"... Mandare mail al mega boss dicendogli che si ha dato da bere ai fiori è solo una mossa stupida...! NDA!

Ciao,

hai scritto un bel post pieno di cose condivisibili e a mio avviso corrette, ma ho qualcosa da ridire su quanto invece ho quotato qui sopra. Intendiamoci: visto il resto sono sicuro che sia soltato un uso poco attento di alcuni termini da parte tua, comunque per gli altri:

"pararsi il culo", nell'accezione di "fare tutti gli sforzi possibili per non essere coinvolti in qualcosa di negativo" è uno spreco di tempo. E' controproducente. E' inutile. E' un atteggiamento difensivo che non porta da nessuna parte.

Se uno si preoccupa di tampinare tutte le possibili evenienze negative, le fa avvenire come autorealizzantesi.

Ti posso assicurare che sul lavoro io sono attaccabilissimo, ho molti punti deboli e li mostro pure... ma nessuno mai si è sognato di attaccarmi, perchè comunque sono veloce e senza l'ostacolo dell'ansia di dovermi parare il culo passo da successo in successo. Se qualcuno mi attaccasse dove sono vulnerabile, farebbe davvero una figura da scemo!

Prendo dei rischi ogni volta e ad ogni intoppo DECIDO. Nessuno mi ha mai criticato per le (tante) decisioni sbagliate che ho preso.

Secondo: la visibilità non deve venire da noi direttamente. La cosa migliore è mettere gli altri nelle condizioni di parlare bene di te; è facile... basta lavorare bene! Regalate un po' del vostro merito agli altri, e vi renderanno il favore decuplicato.

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  • 2 settimane dopo...
Dean Moriarty
Prendo dei rischi ogni volta e ad ogni intoppo DECIDO. Nessuno mi ha mai criticato per le (tante) decisioni sbagliate che ho preso.

Quotissimo ! Nelle grandi aziende, soprattutto se americane/anglosassoni, la capacità di prendersi dei rischi e di saper rimediare velocemente se qualcosa va storto è molto apprezzata... al contrario la staticità ed il volersi parare il fondoschiena ad ogni costo è (giustamente) mal vista.

La mia strategia è prendermi dei rischi calcolati, pianificando e comunicando a priori sia il best case che il worst case, incluso in questo ultimo caso la strategia di recupero :emot-angel:

In questo modo sei trasparente fin dall'inizio ed eviti qualunque eventuale problema successivo.

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  • 4 mesi dopo...
Matrix
Ciao a tutti,

forse sto andando un po' al limite del concetto di "Business&Finanza", ma siccome considero il lavoro dipendente o semi-dipendente una delle possibili fonti di reddito, vorrei iniziare una serie di post su come brillare in una carriera "tradizionale".

Complimenti per l'articolo, hai altro da aggiungere in merito anche perche i 9 mesi sono arrivati quasi al capolinea...

Buona continuazione

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