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capitansomaro
Inviato

allargherei, rispettando le regole del gioco del Bianco-e-Nero, la discussione a tutte le discipline, senza citarne nessuna. E' proprio nell'"individuazione" il profondo inganno e la vera menzogna.

la nostra coscienza è selettiva per natura, nota le differenze, stabilisce principi, fissa la causa e l'effetto, dando significato a se stessa, perdendo perà di vista il tutto. la prima conseguenza dell'"individuazione" è la separazione dal mondo; la seconda, figlia della prima, è una istintiva avversione per il "mondo", causa della separazione.

noi giriamo la luce della torcia su un singolo argomento e ne abbiamo una visione nitida e chiara, ma completamente scollegata dal resto. si conferma dunque la convinzione di una separazione delle cose, della selezione. non è così, tutto, ma proprio tutto è collegato. e me lo spiego così. IO SONO VECCHISSIMO. sono polvere di stelle, sono un equilibrio di forze chimiche e gravitazionali, sono la risultante di milioni di accoppiamenti di codice genetico. sento la vita, non solo la mia, quella dell'universo in modo torbido e confuso, ma la sento. se mi diluisco perdendo l'identità, chi credo di essere, dissolvo le mie convinzioni e mi accorgo che il giorno esiste perchè esite la notte, che il bene ha significato grazie al male e che ogni definizione, ogni individuazione, definisce immediatametne anche il suo opposto e che senza l'opposto, senza differenza, non ci sarebbe vita. ma noi diamo significato al mondo basandoci su differenze, dimenticando che non sono separate. e questo, ripeto, è l'inganno della coscienza.

"

Ma la domanda è PERCHÈ ?! Perchè non potrebbero dirci le cose come stanno e far capire che l'amore non è "un legame cosmico fra due persone" ma un qualcosa che (lo so che è bruttissimo da dire) è legato alla psicologia e che può essere "creato" (scusate la parola un po' forte) da un uomo che SA COME STANNO LE COSE ?!

"

noi non "veniamo" al mondo, come entità separate dal mondo; noi "usciamo" dalla terra. siamo come onde che si alzano e si abbassano nel mare. E l'inganno sta nel dirti che tu "sei tu", senza aggiungere che fai parte del tutto.

la tua domanda è pazzesca. c'è da perdercisi dentro. te ne faccio un'altra: cos'è l'identità?

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Hank Chinaski
Inviato

Che Dio abbia relativamente spezzato l'Unità per sperimentare da sè l'Amore?

Brando
Inviato

noi non "veniamo" al mondo, come entità separate dal mondo; noi "usciamo" dalla terra. siamo come onde che si alzano e si abbassano nel mare. E l'inganno sta nel dirti che tu "sei tu", senza aggiungere che fai parte del tutto.

la tua domanda è pazzesca. c'è da perdercisi dentro. te ne faccio un'altra: cos'è l'identità?

Sul serio, bellissima spiegazione...Mi rendo conto che la domanda è pazzesca xD, ma quando non sono immerso nei libri di architettura dell'università sfocio nella filosofia ed in domande più grandi di me. Cos'è l'identità mi chiedi ? Non vorrei essere banale ma credo che si potrebbe definirla come ha fatto Kierkgaard ossia l'uno contro la moltidudine degli zeri, ma il fatto è che anche "l'essere se stessi" per me rientra nelle menzogne. Mi spiego meglio perchè non vorrei sembrare nichilista, ormai è appurato che uomini e donne obbediscono a certi schemi di comportamento fissi, pattern psicologici ancestrali risultato di millenni di evoluzione...Magari siamo diversi, c'è quello alto e quello basso, quello più simpatico e quello un po' più stronzo, ma in fin dei conti ci comportiamo TUTTI nella stessa maniera. L'identità forse è stato il modo con il quale l'uomo ha cercato di darsi una forma più civilizzata abbandonando il concetto di "branco" risalente a quando era un animale...Ma gradirei sentire anche il tuo parere...

AudaceApprendista
Inviato

noi non "veniamo" al mondo, come entità separate dal mondo; noi "usciamo" dalla terra. siamo come onde che si alzano e si abbassano nel mare. E l'inganno sta nel dirti che tu "sei tu", senza aggiungere che fai parte del tutto.

Capitansomaro, non so se ricordi quello che ti scrissi in una tua discussione sugli afc e l'amore. Io credo nel determinismo (non predestinazione, non dio che sceglie il nostro destino, niente è scritto, ma solo determinato, determinismo). Proprio perché siamo parte della natura e non enti fuori dalla natura che viviamo in maniera condizionata dal tutto. Poiché siamo frutti del tutto, tutto ciò che pensiamo e scegliamo di agire è frutto del tutto che ci circonda. Noi da soli, non possiamo fare niente. E' ciò che ci circonda che determina il nostro modo di vivere, di pensare e di agire. Tu cosa ne pensi?

capitansomaro
Inviato

Che Dio abbia relativamente spezzato l'Unità per sperimentare da sè l'Amore?

nella mia cosmogonia il tuo dio, che separa, non esiste.

nel mio universo, dimenticandosi di se stesso, dio si nasconde per divertimento, in forme diverse. ha bisogno di differenze per sopravvivere. senza il potenziale, la differenza di potenziale, non c'è energia e quindi vita e quindi dio. muore pure lei senza energia. ma non è separato da nulla. è un tutt'uno di forme diverse.

prendi l'amore e tutte le sue forme e torni al mio discorso.

amore fraterno, agapico, erotico, cosmico, passionale, materno, omosessuale etc etc etc

capitansomaro
Inviato

L'identità forse è stato il modo con il quale l'uomo ha cercato di darsi una forma più civilizzata abbandonando il concetto di "branco" risalente a quando era un animale

la mia domanda era capziosa. di proposito.

ammiro chi come te si getta nelle fiamme delle riflessione, esternando senza paura.

L'identità è CHI PENSI DI ESSERE.

il carattere è CHI SEI NEL PROFONDO.

se identità e carattere sono in fase, la tua esistenza è più vicina alla vita e più lontana dal carnevale.

sento che mi realizzo, quando riesco a sovrappore l'identità e il carattere.

ma la questione non è ancora risolta. E' difficile sapere chiaramente cosa si pensa di essere e chi si è ne profondo.

capitansomaro
Inviato

Capitansomaro, non so se ricordi quello che ti scrissi in una tua discussione sugli afc e l'amore. Io credo nel determinismo (non predestinazione, non dio che sceglie il nostro destino, niente è scritto, ma solo determinato, determinismo). Proprio perché siamo parte della natura e non enti fuori dalla natura che viviamo in maniera condizionata dal tutto. Poiché siamo frutti del tutto, tutto ciò che pensiamo e scegliamo di agire è frutto del tutto che ci circonda. Noi da soli, non possiamo fare niente. E' ciò che ci circonda che determina il nostro modo di vivere, di pensare e di agire. Tu cosa ne pensi?

mi ricordo.

mi ricordo anche, come in un sogno, la spiegazione che mi davo in passato per confutare il determinismo. non mi è mai piaciuto il determinismo, eppure ne ho subito il fascino per troppo tempo. quando mi creavo alibi e sentivo il bisogno di una giustificazione, mi consegnavo al determinismo, al non poterci fare nulla, sono fatto così e sono così per una serie interminabile di causa-effetto, che risale indietro fino alla notte dei tempi.

sì, in certi casi si poteva essere pianisti, ma fra i rami delle possibilità c'erano anche altre realizzazioni. la scelta non è deterministica.

(fammici pensare meglio...mi devo ricordare del mio sogno. poi ti rispondo acnora)

Brando
Inviato

la mia domanda era capziosa. di proposito.

ammiro chi come te si getta nelle fiamme delle riflessione, esternando senza paura.

L'identità è CHI PENSI DI ESSERE.

il carattere è CHI SEI NEL PROFONDO.

se identità e carattere sono in fase, la tua esistenza è più vicina alla vita e più lontana dal carnevale.

sento che mi realizzo, quando riesco a sovrappore l'identità e il carattere.

ma la questione non è ancora risolta. E' difficile sapere chiaramente cosa si pensa di essere e chi si è ne profondo.

Con "essere in fase" ti rifai sempre al concetto delle onde in fase nella fisica ? Cioè quando "vanno di pari passo" (detta un po' terra terra) ? Si in effetti mi sono gettato nelle fiamme della riflessione ma è che ho fatto un bilancio rapido di questo mese e mezzo...Da lì mi è venuto lo spunto...Credo che la cultura o comunque la curiosità ed il porsi domande importanti sia uno dei pilastri del miglioramento personale. Non so se è una mia visione ma senza miglioramento personale non si scopa...E la cultura è a tutti gli effetti miglioramento personale !! :)

PS: Capitano...noto con un certo piacere che molti dei tuoi esempi si rifanno alla Fisica...Insomma particelle, onde... Per caso sei laureato in fisica ?! Semplice curiosità...mi piace il modo in cui spieghi le cose :D

Hank Chinaski
Inviato (modificato)

nella mia cosmogonia il tuo dio, che separa, non esiste.

nel mio universo, dimenticandosi di se stesso, dio si nasconde per divertimento, in forme diverse. ha bisogno di differenze per sopravvivere. senza il potenziale, la differenza di potenziale, non c'è energia e quindi vita e quindi dio. muore pure lei senza energia. ma non è separato da nulla. è un tutt'uno di forme diverse.

prendi l'amore e tutte le sue forme e torni al mio discorso.

amore fraterno, agapico, erotico, cosmico, passionale, materno, omosessuale etc etc etc

ma infatti io parlavo di apparente dis-unità, quella che percepiamo nel mondo del relativo. Nonostante Agape sia la massima e sublime espressione d'amore, deve tuttavia prevedere la presenza di un altro da sè oltre al sè che ama. Diversamente, si avrebbe di tale forma d'amore solo consapevolezza (Padre) priva di esperienza (Incarnazione) che diviene essere, ciò che è (Spirito).

Saluti vado da mia zia a cenare che sono 3 gg che mangio scatolette.

Modificato da Hank Chinaski
AudaceApprendista
Inviato (modificato)

mi ricordo.

mi ricordo anche, come in un sogno, la spiegazione che mi davo in passato per confutare il determinismo. non mi è mai piaciuto il determinismo, eppure ne ho subito il fascino per troppo tempo. quando mi creavo alibi e sentivo il bisogno di una giustificazione, mi consegnavo al determinismo, al non poterci fare nulla, sono fatto così e sono così per una serie interminabile di causa-effetto, che risale indietro fino alla notte dei tempi.

sì, in certi casi si poteva essere pianisti, ma fra i rami delle possibilità c'erano anche altre realizzazioni. la scelta non è deterministica.

E' il fraintendimento che fanno tutti. Il problema non è nella scelta in se, ma perché scegliamo questa cosa. Fraintendi perché stai pensando che soltanto le scelte negative appartengono a questa visione deterministica (sentivo il bisogno di una giustificazione, mi consegnavo al determinismo, al non poterci fare nulla, sono fatto così e sono così per una serie interminabile di causa-effetto, che risale indietro fino alla notte dei tempi.) Mentre non hai intuito che può essere determinismo anche le scelte che noi facciamo quando scegliamo di cambiare o migliorare. Per me il problema non è cosa scegliere, ma cosa ci porta a fare quella scelta? Se pensiamo che siamo un ente fuori dalla natura possiamo affermare che il nostro intelletto opera delle scelte razionali e personali diverse da tutto quello che ci appartiene ma ciò è irrazionale perché noi apparteniamo ad un tutto e ne siamo condizionati in tutto. Ma se pensiamo che noi apparteniamo alla natura e siamo con in un sistema in cui ogni parte ha un effetto su un altra parte allora possiamo pensare che sia il miglioramento che il peggioramento (che poi sono concetti umani) sono determinati dall'ambiente. Se inizi a ragionare eliminando giusto e sbagliato ti puoi accorgere che tutto ciò che ci accade e ti accade, succede perché il sistema in cui viviamo ci porta ad agire in questo modo. Io spesso vado a sargiare e faccio degli sforzi immensi con la mia autostima, tuttavia come vedi io giustifico tutte le mie azioni col determinismo ( ma non come intendi tu così: sentivo il bisogno di una giustificazione, mi consegnavo al determinismo, al non poterci fare nulla, sono fatto così e sono così per una serie interminabile di causa-effetto, che risale indietro fino alla notte dei tempi.) Io non cerco nessuna scusa. Semplicemente annullo la volontà dell'uomo in quanto per me l'uomo può fare solo ciò che può fare e non oltre, nel bene o nel male. L'uomo o fa un azione simile a quella che osserva, o ne fa una opposta oppure ne combina di più, oppure si presente un azione casuale. Questo è determinismo. Questo intendo io con il discorso di prima. Per me come dici tu apparteniamo alla natura. Per me se apparteniamo alla natura apparteniamo ad un sistema,in cui ogni singolo elemento è il risultato di tutti gli altri elementi. Se ci consideriamo essere della natura capiamo che ogni azione nostra è naturale, e quindi ha un suo senso ed accettiamo la nostra condizione qualsiasi essa sia. Questo intendo io con determinismo e credo anche sia l'unica filosofia che si può adottare al pensiero che siamo un tutt'uno con la natura e con gli altri. Il problema non è: scegli di rispondere a questo messaggio o scegli di non rispondere a questo messaggio. La cosa certa è che farai una delle due cose e ciò che sceglierai di fare è determinato dalle tue emozioni del momento in cui leggerai questo messaggio, dal tuo carattere in generale, e dagli eventi esterni in cui leggerai questo messaggio. (devi lavarti per scendere oppure non hai nulla da fare). Questi tre elementi si sommano e determinano la tua scelta, che tu pensi o no di fare una scelta razionale e non determinata. (non si può scegliere di scegliere, si sceglie e basta, perché facciamo quella scelta è un altro discorso)

Modificato da AudaceApprendista

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