filo [Partecipante] 2962 Inviato 20 Giugno 2012 Inviato 20 Giugno 2012 Diciamo che l'evento che ha ridotto il potere d'acquisto è stato l'introduzione dell'euro... Finchè ci viene richiesto il pareggio di bilancio, o peggio, il surplus di bilancio, rimane sempre meno ricchezza trasferita dal settore pubblico a quello privato, al netto delle tasse.
Vincent [Partecipante] 876 Inviato 20 Giugno 2012 Inviato 20 Giugno 2012 La situazione lavorativa Italiana e` ovviamente disastrosa. Ed e` pure impossibile da risollevare, in quanto troppe persone sono scese a compromessi. Il fatto di accettare una cosa, fa si che poi venga imposta come normalita` e quindi continuamente chiesta. Accettare 35 ore di overtime settimanali, spesso non pagati, fa si che la tua settimana lavorativa STANDARD diventino 75 ore contro 40. Ora, si scende a compromessi spesso perche` c`e` un bisogno. Io faccio 35 ore a settimana in piu` perche` ho bisogno di soldi. Il punto e`: "Come mai ho bisogno di soldi?" I motivi possono essere molteplici. Diciamo che si ha bisogno di soldi quando c`e` la necessita` di comprare qualcosa, c`e` da fare fronte alle emergenze o bisogna pagare bollette/fatture/mutui e cavolate. Da qui ne ricaviamo che la gestione finanziaria dell`Italiano media e` SBAGLIATA in quanto, se lo straordinario massiccio e spesso NON PAGATO e` prassi comune, significa che la gestione del suo patrimonio e` errata, o le stime sul fabbisogno sono state sbagliate (possono pure cambiare in corso, ma queste sono eventualita` diverse). Ora che l`argomento "compromessi" e` trattato, visto che comunque e` una cosa semplice, credo che ci possiamo ricollegare un minimo al lavoro. Il lavoro in Italia e` una chimera per i giovani perche`, principalmente, e` un mercato immobile dovuto a motivazioni culturali in primis. Mercato immobile significa una cosa, principalmente, che io entro in azienda come Impiegato XY, e dopo 25/30 anni, sono impiegato XY (magari con qualche mansione di responsabilita`), e gli unici avanzamenti avuti sono scatti di anzianita`. Ma immobile significa anche un`altra cosa: che la carica di impiegato XY nell`azienda Z di Milano, tra 30 anni sara` ricoperta dalla stessa persona. E qui entra in gioco la cultura. Se nel 2016 si aprisse una posizione da Impiegato XY di Livello (Impiegato XY + K) a Perugia, l`Impiegato XY di Milano POTREBBE pensare di ricoprirla, creando questo meccanismo: POSTO XY NELL`AZIENDA Z DI MILANO viene liberato. POSTO XY (LIVELLO XY + K) NELL`AZIENDA H DI PERUGIA viene coperto. Una nuova persona puo` occupare una posizione entry-level a Milano, dopo 4 anni dalla prima assuzione. MA QUESTO NON ACCADE PRATICAMENTE MAI. Questo principalmente perche` l`Italiano ha, per motivi culturali, non la scarsa mobilita`, ma il desiderio di STATICITA` che lui vede come Sicurezza. Ergo: si cerca al piu` presto di fare un mutuo appena ne si ha la possibilita`, o si cerca di mettersi in proprio non disponendo NE` delle capacita` gestionali NE` delle risorse che servirebbero per resistere almeno 5 anni. Quando contrai un debito come un mutuo (prendiamo per esempio la casa), tu crei al momento dei problemi enormi: - Dal punto di vista dei soldi immessi nel mercato, ergo ---> gli interessi che paghi sono soldi tolti dall`economia nazionale, e non e` vero che pagare un affitto e pagare il mutuo sono cose simili. - Dal punto di vista lavorativo, blocchi ENORMI POSSIBILITA` A TE STESSO E AGLI ALTRI, CONTRIBUENDO ALLA STATICITA` DEL LAVORO. (Ecco perche` sono contratio all`acquisto di una casa prima dei 35/40 anni) Il secondo e` il punto che interessa particolarmente. Non essendoci turnover e non essendoci un meccanismo di scalata interna rapido, su modello Anglosassone o Statunitense, la maggior parte delle posizioni e` bloccata. Le posizioni libere sono, non a caso, posizioni estremamente basse (spesso con contratti rapidi, stile venditore abbonamenti vodafone) o, paradossalmente, posizioni molto alte o molto tecniche. Interessante sarebbe quindi aprire un discorso sulle professioni tecniche. Le professioni tecniche, e di pari passo le scuole tecniche, sono state e in gran parti del mondo tutt`ora sono la rappresentazione della classe media. Con classe media intendo gente che prende uno stipendio medio/alto per potersi permettere una vita "normale", che riassumo in: casa decorosa in zona decorosa della citta`, auto, abbonamento mezzi, vestiti decorosi, cibo, vacanze 1/2 volte l`anno, 1 uscita settimanale e risparmio dello stipendio. Questa cifra non e` fissa, possiamo andare dai 2500 netti di Milano, piu` o meno, ai 6000 di Oslo, ai 1200 della Slovacchia, etc.. Le posizioni tecniche non vengono piu` riempite, cosi` come le professioni manuali. Questo per motivi principalmente scolastici e ancora una volta CULTURALI. Pensiamo a Milano. Negli ultimi 20 anni e` stata fatta una CROCIATA DELL`ODIO VERSO CHIUNQUE FOSSE IN GRADO DI FARE, CERCANDO DI FAVORIRE CHIUNQUE FOSSE IN GRADO DI GESTIRE. Tra poco non rimarra` niente da gestire. E quando poi sentiamo in TV che "Se mi fosse data la possibilita`, andrei si a fare il tecnico, il blabla, il xyxyxyxyxyx, ma ormai o non ci sono lavori o sono solo immigrati". Non e` un problema di possibilita`. Magari tu sei pure disposto a fare un passo indietro MA NON SARESTI IN GRADO DI SODDISFARE QUEI RUOLI. Quindi ritengo che una eccessiva scolarizzazione (che non significa SPECIALIZZAZIONE) unita ad una assurda politica di immobilita` lavorativa + debiti assurdi contratti da giovani, portino dei danni ENORMI all`economia e alla ricerca di un qualsiasi lavoro. Perche` la prima ti toglie la possibilita` di fare alcuni lavori, la seconda toglie la possibilta` ad altri di riempire alcune posizioni, e la terza di progredire a te e liberare altri posti. Per quanto riguarda il capitolo Euro. I discorsi su esso, e sul toglierlo e metterlo e reintrodurlo e fare le banconote a forma di elefante, andava fatto prima. In questo momento la situazion euro e` ormai ingestibile, nel senso che non puo` essere cambiata e va tenuto, anche perche` e` l`unico modo per poter continuare a trattare in ambito internazionale. Non a caso, nessuno ha mai creduto alla storia della Grecia. Se volevano togliersi l`Euro, potevano anche pensare a farlo, andando incontro a problemi piccoli come: Svalutazione del 70% della dracma, import di materie IMPOSSIBILE, scordarsi per sempre gli aiuti, e via dicendo. Zero_Fighter ha reagito a questo 1
patrizio [Partecipante] 146 Inviato 21 Giugno 2012 Inviato 21 Giugno 2012 Si, colpisce me. Dipende da due fattori: il primo è che pur avendo una situazione buona, il mio potere di acquisto e le mie prospettive sono ridicole rispetto agli stronzi che mi hanno preceduto; tutte le volte che mi sono conquistato una posizione di prestigio, improvvisamente tutto è diventato "privilegio", "spreco", "eccesso da tagliare". Solo per me ovviamente e per quelli della mia età, perchè per i vecchi di tagliare qualcosa non si puo' neanche accennare. Il secondo è che somatizzo anche i problemi degli altri: la mia discreta posizione non mi rende particolarmente felice (anche al netto del punto uno), perchè le persone attorno a me sono demoralizzate e senza speranze. Detto questo, sto raccogliendo le idee per il post che ho promesso, ma capisci anche che è un argomento che mi fa -letteralmente- star male. I baby boomers occidentali hanno preso tutto il meglio,con il minmo sforzo. Ma questo pure in USA dove gli operai guadagnavano 25$ l'ora ed ora Marchionne ha fatto passare lo stipendio a 11,50$. Solo gli operai tedeschi mantengono un minimo di potere d'acquisto. I prepensionamenti ed il sistema retributivo sono invece il più grande furto ai giovani italiani. Un minimo segno di fortuna che posso ravvisare per me stesso è il non avere vissuto da lavoratore/imprenditore gli ultimi 5 anni ma diciamo lo scorso decennio di follie. Una crisi come quella del '29,una bolla immobiliare immensa che fatto indebitare metà popolazione per 30 anni e non ha permesso all'altra un'abitazione a prezzi normali...insomma meglio aver studiato in questi anni,tanto mi sa che mi sono perso ben poco. Comunque 2012 e 2013 recessione Italia,2014 ritorniamo in positivo lo 0 virgola come al solito,sperando che l'Occidente si riprenda e gli USA ricomincino a pompare benessere a tutti i costi. Io comunque,consigliato praticamente da TUTTI,comincio ad entrare nell'ordine di idee che DOVRO' lavorare all'estero,mentre 10 anni fa idee del genere erano meno diffuse perchè si credeva all'Italia e poi magari si è rimasti intrappolati in un sistema paese che negli ultimi 10 anni è cresciuto meno di tutti i paesi del mondo (decennio '00-'10 esclusa Haiti) Ripeto,Io speriamo che me la cavo.
^X^ [Partecipante] 4951 Inviato 21 Giugno 2012 Inviato 21 Giugno 2012 Leggere Vincent, e più di recente Patrizio, mi rimette di buonumore: se ci sono ventenni così, c'è speranza. Le vostre analisi sono corrette... vorrei solo aggiungere che la scelta estera non deve essere dovuta come fuga dall'Italia, perchè vi accorgereste presto che le stesse dinamiche sono ovunque nel mondo occidentale. Ovunque andate, scoprite dopo un paio d'anni che la torta se la sono già pappata gli altri e a voi restano tagli e debiti altrui. La scelta di aprirsi all'estero significa però aumentare enormemente le possibilità di scelta e le occasioni: nonostante il trend pessimo, che durerà almeno 50 anni, ci sono sempre delle sacche di occasioni. Ma queste occasioni, estremamente tagliate e personalizzate, magari non sono a Milano o Londra ma in un paesino della campagna estone. In altre parole, per avere successo occorre trovare un posto in cui abbiano bisogno ESATTAMENTE di quello che siamo, e per questo occorre che il proprio mercato potenziale sia il mondo intero, perchè la probabilità di trovare questo sottocasa è sostanzialmente nulla. Vincent, dr.feelgood e Gianluca-20 ha reagito a questo 3
Gianluca-20 [Élite] 371 Inviato 21 Giugno 2012 Inviato 21 Giugno 2012 Premessa: Non è una provocazione la mia! Ma la vostra ambizione più grande è un lavoro da dipendente? Alla mia età, le esperienze lavorative le conto sulle dite delle mani quindi fate conto che non posso avere una visione chiara come la vostra sul mondo del lavoro, proprio per questo ho fatto questa domanda. Perchè nessuno mette in mezzo per lo meno "l'idea" di essere un lavoratore indipendente?
patrizio [Partecipante] 146 Inviato 21 Giugno 2012 Inviato 21 Giugno 2012 Leggere Vincent, e più di recente Patrizio, mi rimette di buonumore: se ci sono ventenni così, c'è speranza. Le vostre analisi sono corrette... vorrei solo aggiungere che la scelta estera non deve essere dovuta come fuga dall'Italia, perchè vi accorgereste presto che le stesse dinamiche sono ovunque nel mondo occidentale. Ovunque andate, scoprite dopo un paio d'anni che la torta se la sono già pappata gli altri e a voi restano tagli e debiti altrui. La scelta di aprirsi all'estero significa però aumentare enormemente le possibilità di scelta e le occasioni: nonostante il trend pessimo, che durerà almeno 50 anni, ci sono sempre delle sacche di occasioni. Ma queste occasioni, estremamente tagliate e personalizzate, magari non sono a Milano o Londra ma in un paesino della campagna estone. In altre parole, per avere successo occorre trovare un posto in cui abbiano bisogno ESATTAMENTE di quello che siamo, e per questo occorre che il proprio mercato potenziale sia il mondo intero, perchè la probabilità di trovare questo sottocasa è sostanzialmente nulla. Si però il potere d'acquisto cambia in maniera drammatica:un ingegnere in italia a momenti guadagna lo stesso di un pulitore di cessi (con tutto il rispetto) di Basilea. Poi a Roma dentro il GRA (grande raccordo anulare) non esistono appartamenti decenti a meno di 400k...Quando capzo potrò comprare un appartamento di proprietà?Nè a 40,nè a 50...mai! In Italia c'è uno spaventoso rapporto stipendi/affitti-prezzi delle case,che per esempio,in Germania non c'è... Lì hanno stipendi quasi doppi e case più economiche,forse con l'esclusione di Monaco. Cioè,per molti giovani,non è più la storia fra dove è meglio o peggio,ma dove c'è un minimo di standard di vita occidentale e la parvenza di classe media oppure la "Bamboccione way".... D'accordo che per fare il vero salto di qualità,serve il posto giusto al momento giusto,ma quella è una tappa ancora più alta,qui c'è il rischio di una generazione "persa" stile Giappone anni '90,altrochè...
^X^ [Partecipante] 4951 Inviato 21 Giugno 2012 Inviato 21 Giugno 2012 Premessa: Non è una provocazione la mia! Ma la vostra ambizione più grande è un lavoro da dipendente? Alla mia età, le esperienze lavorative le conto sulle dite delle mani quindi fate conto che non posso avere una visione chiara come la vostra sul mondo del lavoro, proprio per questo ho fatto questa domanda. Perchè nessuno mette in mezzo per lo meno "l'idea" di essere un lavoratore indipendente? Nono Gianluca, i miei ragionamenti sono validi per entrambi i mondi. Ricorda però che per fare il professionista o l'imprenditore occorrono due cose: una rete di contatti di potenziali clienti, e un capitale iniziale. Infatti l'iter è quasi sempre iniziare da dipendente, in modo da accumulare entrambe le cose, e poi mettersi in proprio. Gianluca-20 ha reagito a questo 1
^X^ [Partecipante] 4951 Inviato 21 Giugno 2012 Inviato 21 Giugno 2012 Si però il potere d'acquisto cambia in maniera drammatica:un ingegnere in italia a momenti guadagna lo stesso di un pulitore di cessi (con tutto il rispetto) di Basilea. Poi a Roma dentro il GRA (grande raccordo anulare) non esistono appartamenti decenti a meno di 400k...Quando capzo potrò comprare un appartamento di proprietà?Nè a 40,nè a 50...mai! In Italia c'è uno spaventoso rapporto stipendi/affitti-prezzi delle case,che per esempio,in Germania non c'è... Lì hanno stipendi quasi doppi e case più economiche,forse con l'esclusione di Monaco. Cioè,per molti giovani,non è più la storia fra dove è meglio o peggio,ma dove c'è un minimo di standard di vita occidentale e la parvenza di classe media oppure la "Bamboccione way".... D'accordo che per fare il vero salto di qualità,serve il posto giusto al momento giusto,ma quella è una tappa ancora più alta,qui c'è il rischio di una generazione "persa" stile Giappone anni '90,altrochè... Hai ragione anche qui, io davo per sottinteso che il nostro posto ideale (da scovare) abbia anche un buon rapporto retribuzione/costi. Ma anche qui, IN MEDIA, non c'è poi tanta differenza. Il tedesco MEDIO vive male tanto quanto l'italiano MEDIO. Se in Germania l'ingegnere vive meglio è per il discorso che facevo prima: perchè in germania serve, e in italia no. Ti racconto un paradosso apparente... sai dove ho avuto in vita mia il tenore di vita più alto? A Roma... Ero infatti in un progetto in cui per vari motivi ero indispensabile, quindi mi mandarono li in trasferta per 18 mesi. Stipendio normale, ma appartamento pagato a villa Pamphili e auto a noleggio con cui arrivavo al lavoro in 10 minuti. Condizioni che la maggior parte degli attuali vecchi ha sempre dato per scontato, e che noi possiamo avere SOLO in caso di perfetta compatibilità tra quelloche offriamo e quello che viene cercato. Un equilibrio peraltro instabile.
Gianluca-20 [Élite] 371 Inviato 21 Giugno 2012 Inviato 21 Giugno 2012 Nono Gianluca, i miei ragionamenti sono validi per entrambi i mondi. Ricorda però che per fare il professionista o l'imprenditore occorrono due cose: una rete di contatti di potenziali clienti, e un capitale iniziale. Infatti l'iter è quasi sempre iniziare da dipendente, in modo da accumulare entrambe le cose, e poi mettersi in proprio. ^X^ ma non credi che professionista e imprenditore sia due figure distinte? O tu non applichi questa distinzione?
^X^ [Partecipante] 4951 Inviato 21 Giugno 2012 Inviato 21 Giugno 2012 ^X^ ma non credi che professionista e imprenditore sia due figure distinte? O tu non applichi questa distinzione? Sono sicuramente due figure distinte, le accorpavo solo in relazione al ragionamento che facevo. Tu puoi anche inventarti un lavoro, ma se non hai nessuno a cui venderne i risultati e non hai risorse per sopravvivere fino a quel momento, non vai lontano...
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