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AquilaImperiale
Inviato

AHAHAHAHAHAHAHA

AMMAZZATI

A rileggere dopo due anni queste frociate viene la pelle d'oca.

E comunque con lei ho ormai un ottimo rapporto e viene ogni qualche mese a passare dei giorni da me, e' incredibile come uno sconquasso biochimico possa far scrivere certe cose.

ahahhaaahahhaha grande! :D

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Dee
Inviato

Sì, hai capito bene, come un'altra, fidanzata, che era stata mezz'ora prima a scopare nel parcheggio di un locale con un tipo che l'aveva rimorchiata e dopo in macchina stava a raccontare a me e alla sua amica, che sapevamo della sua scopata, di come i maschi fossero dei porci perché tradiscono e di come lei fosse diversa.

Il fatto è che secondo me non sanno proprio quello che dicono, non vi è alcuna corrispondenza tra atteggiamenti, parole, pensieri e comportamenti.

Non credo siano così ipocrite da mentire sapendo di mentire davanti alla faccia di uno che sa come stanno le cose, credo sia proprio il loro particolare cervello, ad essere congegnato in modo da non vedere se stesso.

Mi viene in mente come esempio la storia giapponese.

Con gli scavi archeologici, ci siamo accorti che non c'è una virgola di verità in quella che viene propugnata come storia del Giappone.

Il fatto è che in Giappone l'importante era che la storia raccontata fosse in linea col volere dell'Imperatore e coi dettami dello Shintoismo.

Anche senza nessun riscontro reale e una scollatura totale dai fatti.

Ecco, se osservi il cervello femminile, funziona uguale: ciò che viene enunciato non risponde a criteri di logica o verità, e ha poca attinenza con i fatti, semplicemente ciò che viene enunciato e pensato (in quest'ordine) deve essere socialmente accettabile e descrivere l'esperienza della donna come quella di una brava ragazza con sprazzi di santità.

E l'illusione di massa è che ai maschi è sempre stato insegnato che se non capiscono le donne sono stupidi, che se una donna dice qualcosa ha un significato particolare, e che chi non vede i vestiti nuovi dell'imperatore è stupido.

Ma c'è un bambino, tra la folla, che ha l'impudenza per urlarlo, che l'imperatore è nudo, che la storia del Giappone è sceneggiatura da telenovela, che il vociare femminile è semplicemente bla bla bla.

Bla bla bla.

Tutte mentono e mi sorprende che tu, dia ancora retta a cosa dicono (anche se ti fanno le lusinghe), sono sicuro che anche la bugia che la gente si beve ha un qualche effetto positivo su di loro...in piu' aggiungiamo il social programming che per anni ha detto cosa e' giusto DIRE (oltre al cervello che e' diverso da quello maschile come hai detto bene).

Ogni giorno che passa ringrazio il fatto di essere nato maschio. Sono certo che vicende vissute, subite direttamente e/o indirettamente, non solo tu ma molti altri qui dentro, al loro posto, non avrebbero fatto cio' che han fatto loro.

^'V'^
Inviato (modificato)

Io intendo, per istinto, solo ciò che è reazione, non astrazione nè pianificazione a lungo termine. Entrambi elementi necessari nel momento in cui rinneghi la gratificazione istantanea, o in cui esci dagli schemi programmati, come quelli del ragno che tesse la tela.

Va bene che tu intenda per istinto questo, perché è l'idea che se ne ha più in voga.

Io vedo nell'astronauta che monta un componente di stazione a terra su Marte*...istinto puro.

Quell'istinto di sopravvivenza che in alcune specie come la nostra porta all'esplorazione di nuove terre, di nuovi sbocchi, quell'istinto di espansione e colonizzazione che ci rende non tanto diversi dalle piante che coi loro tempi e portate dal vento cercano di conquistare terreno, vedo nel suo gesto di manipolare tubi di metallo e pannelli, quell'istinto di sopravvivenza che in poche specie, tra cui la nostra, porta alla manipolazione della materia per costruire strumenti, plasmare comfort che servano a ripararsi, sopravvivere, esplorare, vincere i competitors e conquistare l'interesse sessuale dei partner.

C'è chi ha lunghe zanne per colonizzare, chi ha aculei velenosi, chi un ritmo riproduttivo da roditore, c'è chi costruisce dighe con la coda a spatola.

Noi siamo fragili e poco armati, ma abbiamo un calcolatore, la neocorteccia, in grado di costruire oggetti che siano estensioni della nostra volontà istintiva di colonizzare, esplorare, e pollici opponibili per manipolare la materia ed usare strumenti.

Vedo l'istinto di jack usare quel calcolatore per trovare risposte alle sue domande su come fare ad esprimersi e a vincere, nella sopravvivenza e riproduzione, lo vedo calcolare modi per fluire secondo traiettorie circolari per evitare il rifiuto del gruppo sociale, e per conquistarne l'approvazione.

E vedo le persone intrise come macine del mulino bianco nel latte di vacca della nostra cultura credere che il calcolatore debba comandare l'istinto.

Certo, l'istinto di fecondare una determinata ragazza che colpisce i nostri trigger dell'attrazione usa il calcolatore, la nostra unica arma, per capire come fare ad averla in un modo che sia privo di rischi secondari, e quindi vi arriverà secondo traiettorie circolari.

Ma se il calcolatore avesse vita propria e servisse a governare "gli istinti", allora potremmo decidere di essere attratti dai maschi, perché, di fatto, chi lo è ha risolto due terzi dei problemi se non di più.

Ci sono mille motivi razionali per fare sesso coi maschi, che sono sempre disponibili e lo fanno per passione, per innamorarsi di donne ricche e proprietarie di casa, ecc.

Ma l'istinto ti farà desiderare le donne se sei etero, e ti farà innamorare di chi ti attrae.

* stazione a terra su Marte... il lettore attento potrà appuntare che si dice...a marte su Marte. Ma suona strano...

Modificato da ^'V'^
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Old Norse Wolf
Inviato

Notevole la cura a base di figa che il buon Aivia ha messo in atto in questi anni.

NonnoAlfa
Inviato

L'essere umano è stato dotato di fantasia e immaginazione, per cui può permettersi persino di avere rapporti con sé stesso (masturbazione) immaginando ("a supporto") questa e quella cosa.

A livello di investimento energetico, è uno spreco, forse, o sicuramente. Si proietta e ci si identifica con qualcosa che di fatto non esiste. Spesso, pensieri altamente anti-erotici.

Secondo me è qui l'incapacità del "qui e adesso", che insieme a tutti gli altri errori rappresentativi (complessi edipici e via dicendo) sicuramente nuoce alla buona sessualità.

Siamo troppo saturi di passato e di futuro, frantumati in piccoli pezzi dispersi in dimensioni lontane e disconnesse tra loro.

Si deve far presente però che la filosofia del "qui e adesso" applicata alla lettera porta ad arrivare alla vecchiaia e alla fine della vita magari in ottima salute, fisica e mentale, ma senza aver lasciato nulla, combinato nulla.

Questo (a livello molto "macro") è secondo me altrettanto deleterio per l'essere umano, che - è vero - come gli animali è in grado di riprodursi con il proprio seme, ma (e questo è ben più interessante) è in grado di inseminare i propri simili con il proprio pensiero e la propria opera.

Possiamo vivere benissimo come margherite sotto il sole e saremo più felici della maggior parte degli altri umani... Perché non riuscire a godersi le cose belle della vita è un vero dramma.

Ma trovo altrettanto preoccupante il non riuscire a provare piacere facendo l'amore più volte con la stessa persona, come se un essere umano fosse un ente statico sempre uguale a sé stesso, come se non esistesse evoluzione, trasformazione.

Poiché siamo in vena di citazioni bibliche, secondo il Vecchio Testamento, le componenti divine dell'essere umano sono due: JAHVEH (immanenza - qui e adesso) e ELOHIM (trascendenza - futuro pensato).

Io sono Jahveh, io vi toglierò di sotto ai duri pesi degli Egiziani [...] e vi condurrò nella TERRA

(Esodo 6,6-9)

Personalmente penso che il "qui e adesso" seguito da tecniche di meditazione è una filosofia funzionale al benessere totale dell'individuo. Se vediamo il fatto che, non possiamo controllare gli eventi futuri ne cambiare quelli passati, non ci resta che fare uno sforzo di volontà e cercare di vivere nel istante presente. Il futuro certo può essere usato come stella polare ma penso che se si riesce col dovuto sforzo a immergersi nel "qui e adesso" possono verificarsi due fatti:

1) Arrivare nel futuro avendo realizzato quello che si era deciso inizialmente, considerando il fatto che una volta raggiunto potremmo anche restar delusi, in quanto ci siamo goduti il percorso e una volta arrivati la soddisfazione della conquista dura forse un'istante e poi dovremmo trovarci un'altro traguardo da raggiungere;

2) Vivendo nel presente e cercando di godere di tutto quello che offre potrebbero aprirsi altre possibilità, che se scegliamo di seguire potrebbero cambiare il risultato finale e cioè il risultato del futuro da noi programmato. Quindi il risultato da noi scelto inizialmente si dissolve ma continuiamo a vivvere nelle onde del presente ricavandone una discreta soddisfazione.

Comunque la si guardi il concetto e l'applicazione del "qui e adesso" insieme alla trascendenza per il momemnto personalmente mi da una grossa mano nel vivere in modo più soddisfacente possibile. Per quanto mi riguarda da quello che vedo ogni giorno non sono ancora riuscito a modificare ne programmare gli eventi futuri, l'unica cosa che ho sperimentato è stata quella di osservare gli eventi e cercare di afferrare qello che mi si offre in qul presente stirato e se non sei vigile...puff.

Per ultimo io vedo gli eventi come un cerchio che si apre e a un certo punto si richiude e così via un alternarsi di cerchi che poi faranno parte a sua volta nella composizione del cerchio più grande che rappresenta il futuro che si ricongiunge col passato.

Discussione davvero interessante, vale la pena approfondirla, spero che aivia ci offra il suo importante contributo.

ale4
Inviato

Ipersessualità è una nominalizzazione, non è una sostanza misurabile o un oggetto. E' quindi normale avere punti di vista diversi, chiamando con lo stesso nome cose a volte diverse.

Se intesa all'interno di una coppia monogama, come sembravate essere tu e la tua ragazza, è davvero alienante. Il corpo maschile è progettato per provare disagio dopo un certo numero di rapporti con la stessa, poiché sono investimenti energetici sfavorevoli ai fini della riproduzione, ovvero quelle calorie e sostanze investite per ingravidarla avrebbero più ritorno d'investimento se spese altrove.

forse hai azzeccato il punto.

premesso che non si trattava della mia ragazza ma di una relazione puramente sessuale,

mi sentivo a disagio. sentivo di dedicare troppo tempo a questa ragazza e troppo poco tempo a me e soprattutto alle ALTRE ragazze. sentivo che mi stavo bruciando dei giochi e stavo lasciando perdere persone magari interessanti, e di riflesso questo rendeva il sesso con questa persona meno desiderabile, seppur qualitativamente ottimo ed in grandi quantità.

è come se avessi la mentalità della "caccia" sempre accesa, per me il sesso con questa persona era una serata piacevole ma appena "possibile" avrei dovuto riprendere la mia incontrollabile vita.

nonostante questo non ho un livello di sex drive molto alto. ci ho appena aperto un thread.

ora, se ad un afc tu dici che può avere sesso ottimo ed in gran quantità con una persona farà i salti di gioia, ma io l'ho visto come una limitazione.

quindi ipersessualità (intendila come vuoi a questo punto) in una coppia nel senso classico.. converrai con me che non è una gran cosa (a seconda dei gusti personali, ovviamente).

ale4
Inviato

Si deve far presente però che la filosofia del "qui e adesso" applicata alla lettera porta ad arrivare alla vecchiaia e alla fine della vita magari in ottima salute, fisica e mentale, ma senza aver lasciato nulla, combinato nulla.

e ti chiedo: come costruire qualcosa quando ci si scontra con il fatto che l'80% dei rapporti umani è regolato dagli istinti e/o dalla convenienza del momento?

ale4
Inviato

Personalmente penso che il "qui e adesso" seguito da tecniche di meditazione è una filosofia funzionale al benessere totale dell'individuo. Se vediamo il fatto che, non possiamo controllare gli eventi futuri ne cambiare quelli passati, non ci resta che fare uno sforzo di volontà e cercare di vivere nel istante presente. Il futuro certo può essere usato come stella polare ma penso che se si riesce col dovuto sforzo a immergersi nel "qui e adesso" possono verificarsi due fatti:

1) Arrivare nel futuro avendo realizzato quello che si era deciso inizialmente, considerando il fatto che una volta raggiunto potremmo anche restar delusi, in quanto ci siamo goduti il percorso e una volta arrivati la soddisfazione della conquista dura forse un'istante e poi dovremmo trovarci un'altro traguardo da raggiungere;

2) Vivendo nel presente e cercando di godere di tutto quello che offre potrebbero aprirsi altre possibilità, che se scegliamo di seguire potrebbero cambiare il risultato finale e cioè il risultato del futuro da noi programmato. Quindi il risultato da noi scelto inizialmente si dissolve ma continuiamo a vivvere nelle onde del presente ricavandone una discreta soddisfazione.

Comunque la si guardi il concetto e l'applicazione del "qui e adesso" insieme alla trascendenza per il momemnto personalmente mi da una grossa mano nel vivere in modo più soddisfacente possibile. Per quanto mi riguarda da quello che vedo ogni giorno non sono ancora riuscito a modificare ne programmare gli eventi futuri, l'unica cosa che ho sperimentato è stata quella di osservare gli eventi e cercare di afferrare qello che mi si offre in qul presente stirato e se non sei vigile...puff.

Per ultimo io vedo gli eventi come un cerchio che si apre e a un certo punto si richiude e così via un alternarsi di cerchi che poi faranno parte a sua volta nella composizione del cerchio più grande che rappresenta il futuro che si ricongiunge col passato.

Discussione davvero interessante, vale la pena approfondirla, spero che aivia ci offra il suo importante contributo.

la mia sul qui e adesso: magari sarà un contributo inutile, ma è la mia esperienza. sarà molto incasinato e poco capibile, vi avverto:

non parto da studi di filosofia o religione, che purtroppo non ho (ancora) fatto, parlo di sola esperienza, purtroppo, vissuta. diciamo che ho una visione che mi permette di osservare in maniera incredibilmente vivida il qui ed ora e che per vissuto sono stato abituato a non progettare, non programmare, e, di riflesso, non vivere nel passato.

la mancanza di un "grande schema" delle cose da realizzare è difficile da sopportare.

ma se si gratta un po', arriviamo a capire che il grande schema non è necessariamente fatto di cose concrete o di priorità "reali", come possono essere una carriera, una casa, una famiglia magari.

il "grande schema", almeno per me, è capire me stesso, capire l'individuo, esercitare l'empatia, connettermi in maniera profonda, vivere sulle onde dei desideri istintivi, far crescere la mente con le letture, e lo spirito con non lo so ancora che cosa.

questo vale più di qualsiasi progetto "pratico" e, se costruiamo una connessione abbastanza profonda con noi stessi, diventeremo adattabili, malleabili, in una parola capaci di vivere nelle situazioni. fluidi. senza "grande schema", senza pilota automatico: sapremo (più o meno) già quello che dovremo fare, perchè ci conosciamo profondamente.

e l'unico modo di lavorare su questo è stando nel "qui ed ora". accorciando i tempi di programmazione ed imparando a vivere nel momento ma soprattutto ad afferrare le occasioni che ci passano davanti.

io non ho nemmeno cominciato il mio percorso, sono all'alba di qualcosa (e sono anni che ci lavoro), per qualcuno il contributo a questa vita potrebbe essere "passare" queste informazioni, per adesso mi sono fermato al volerci capire qualcosa. ammesso che sia possibile.

se questo sia un desiderio istintivo e naturale, non lo so.

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Aldus
Inviato (modificato)

e ti chiedo: come costruire qualcosa quando ci si scontra con il fatto che l'80% dei rapporti umani è regolato dagli istinti e/o dalla convenienza del momento?

Premesso che le mie sono idee personali che derivano da ciò che osservato, studiato, pensato e vissuto, e riconoscendo che a 30 anni (per quanto vissuti) non mi sento in grado di dare risposte "sagge", posso dirti che le coppie che "funzionano" appartengono di solito a una di queste categorie:

1- coppie che seguono uno stesso percorso di vita (tanto più dogmatico / religioso è, meglio è). In ogni religione "seria" esistono veri e propri percorsi di coppia da seguire, elaborati nel corso di secoli e costantemente aggiornati, per formare e guidare le coppie in modo consapevole.

2- coppie "scandinave": ognuno ha la sua vita e si fa i cazzi suoi, ci si incontra e si sta insieme per aiutarsi quando c'è bisogno, magari per viaggiare, etc. etc.

3- coppie "est-europee": la donna vive all'ombra dell'uomo e lo accetta in pieno

4- coppie consapevoli: rarissime, sono quelle che seguono una via di conoscenza, e si differenziano dalla (1) per il fatto che piuttosto che aderire ad un percorso predefinito, si impegnano costantemente nella ricerca della felicità insieme. Diventa una sorta di missione, in quanto è una via scelta da entrambi per darsi senso.

5- (a volte appendice della 4) coppie mature, che dopo i 40 anni e dopo averne viste e passate di tutti i colori, sanno ormai bene o male quello che vogliono, hanno fatto più o meno ogni tipo di esperienza, e decidono di mettersi il cuore in pace e invecchiare insieme. Il successo di queste coppie dipende molto dalla compulsività degli appetiti sessuali dei due, e dal relativo grado di tolleranza.

Come avrai notato, quello che accomuna queste tipologie di coppia di successo è proprio la prevalenza del "progetto" sulla "convenienza del momento". Esistono poi un'infinità di sfumature, eccezioni, trasgressioni.

Avere un progetto di via di coppia potente non è cosa da tutti. La seduzione proposta da Mistery o da Franco viaggia sull'alta tensione.

Come una tavoletta di cioccolata, che manda in iperglicemia, e a cui poi segue inevitabilmente un down.

Una coppia che funziona a lungo, al contrario, è di solito a bassa tensione, con digestione e metabolizzazione lenta. Come del riso integrale.

Inutile sottolineare che a chi (come molti di noi) vive in modo intenso e passionale, quando non tristemente "casuale", la maggior parte di costoro sembrino dei poveracci.

Ma penso che ad un certo punto della vita, quando inevitabilmente ci si trova di fronte all'abisso, diventa obbligatorio farsi qualche domanda.

Prima di quel punto bisogna assolutamente vivere il qui e adesso, godersi la vita a pieno, fare tanto sesso e tante esperienze, senza le quali si avranno rimpianti dei "bei tempi andati" e della "giovinezza mal vissuta" che renderanno difficile strutturare un progetto veramente sano e solido.

Modificato da Aldus
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