ilmarinaio [Élite] 143 Inviato 29 Settembre 2014 Inviato 29 Settembre 2014 (modificato) Dopo aver ascoltato la favola del Dark Master ed essermela messa pure sul telefono, per non dimenticare mai, ho voluto ricomporre tutti i pezzi del puzzle e leggermi questo topic che non avevo mai approfondito. Mi faceva paura, ai tempi, quando venne aperto. Ero ancora caldo, grondante di orrore. Avevo paura di ritrovarci le mie ferite ancora lì, pulsanti di sangue. Di rivedere quello sguardo, vitreo, di chi non sa che dirti perché le cose stanno così e devi fartene una ragione. Mi sono fatto coraggio e in questi due giorni l'ho letto, dalla prima all'ultima pagina... e non mi ha fatto male. Anzi.Mi ha insegnato più cose questo topic che chiunque altro.Ho provato non dolore, non amarezza, nei confronti dell'umanità.Ho provato bisogno di essere all'altezza per affrontare tutto ciò che mi capiterà nei prossimi anni. Perché da bestia quale sono, nonostante abbia accettato, compreso, e amato la donna e il suo modo di essere, solo la legge degli uomini mi impedisce di sbranare quei competitors col dna migliore del mio. E vi assicuro che ogni volta che vedo una situazione di "orrore" la mia rabbia si concentra sull'amante, non su di lei. E questo non va bene per il mio benessere, poiché so benissimo che l'associazione che il mio istinto fa è questa: "quell'utero deve essere mio e mio soltanto" mentre il cervello: "il tizio si è preso ciò che io non ho avuto la forza di prendermi". Ciò che non ho avuto la forza di prendermi. Mi faccio bloccare la strada da qualche cazzata culturale (ad esempio la paura di essere visto come porco, morto di figa, di sentirmi dire che ho pensieri perversi) non spingo e arriva l'altro, quello che la cazzata culturale non ce l'ha, quello che spinge a manetta, e si prende ciò che voglio io o ciò che è mio. E allora voglio sbranarlo. Ma è una debolezza pure questa. Perché in realtà vorrei sbranare me stesso per non essere stato come lui. Si fa presto ad essere distruttivi invece che costruttivi. A voler far cadere nel baratro chi è più forte di te, perché sei mosso dall'invidia. Immagino sia anche normale, nel mondo animale, azzannarsi per contendersi una femmina... ma non ci giurerei, non conosco gli studi etologici su questo proposito, mi fermo alle scimmie rhesus, alla teoria dell'attaccamento e all'imprinting. Io sarei portato ad usare le zanne ma quel che vedo intorno a me mi lascia perplesso: pavoni che fanno la ruota. Chi è quello sbagliato? Edit:Ho trovato la risposta che cercavo in un post del Dark Master: http://www.italianseduction.club/forum/t-34708-threesome/?p=1319037 Ottimo, è già tutto qui... e io continuo a ricomporre i pezzi Modificato 29 Settembre 2014 da ilmarinaio Oasis ha reagito a questo 1
Lubricure [Partecipante] 349 Inviato 30 Settembre 2014 Inviato 30 Settembre 2014 (modificato) la LTR è una contraddizione in termini, uan spirale demente destinata a finire (male) oppure a trascinarsi negli anni. I matrimoni felici che vedi non sono che un imbroglio menzognero in cui due persone per vari motivi resano insieme mentendo a se stessi e a gli altri. Anche Franco dice al pua che alla fine perderà cmq perchè sarà betizzato ed infelice, e presumibilemnte mollato o umiliato, oppure la donna resasi conto di non controllarlo lo mollerà. Puoi essere bravo e tost quanto puoi, hai già perso se per te vincere è mantenere la LTR fino a che morte non vi separi. questaconsapevolezza non è bella ne piacevole ma VERA, prima la si raggiunge meglio è per tutti, anche per le donne moderne. Ho preso questo pezzo perchè mi sembrava significativo, molto significativo. Ho letto questo topic e l'orrore di BANE ho appurato che esiste. L'ho appurato già da quando avevo 12 anni. Ho visto cadere in pezzi i matrimoni dei miei amici, compreso quello dei miei genitori. Striscia accanto a noi, quando il sole colpisce la nostra figura, si nasconde nel primo angolo che trova. Ma il rumore, no, quello si sente. Un rumore nero, rampicante, inconfondibile. Ho intrapreso un percorso di miglioramento personale a 360 gradi per essere pronto a fronteggiare tutto questo. Questo sito mi ha dato grandissima ispirazione, e sono grato a tutti coloro che l'hanno reso possibile. Avendo buone nozioni di fisiologia e materie scientifiche, ho acquisito una deformazione impietosa a vedere i fenomeni in modo meccanicistico. In tutte le LTR che ho avuto, tranne una sola eccezione, ho preso sempre io la decisione di lasciare. Uno dei motivi principali, se non il principale, che mi ha portato a decidere così è stato il fatto di percepire che mi avrebbe mollato lei altrimenti, in quanto non è stata in grado di controllarmi. La spinta a propagare i propri geni è qualcosa di ineluttabile, troppo, troppo difficile che un partner possa essere per tutta la vita. La società ci fa un gigantesco lavaggio di cervello su tutto questo. Ho capito che avevo esaurito il mio compito, in quei casi. Specialmente quando vedevo la frustrazione per il mancato dominio, la disperazione negli occhi della mia ragazza di quel momento, le sue crisi, i suoi cedimenti emotivi, in modo così stereotipato e biologico, Tanto che ormai ero diventato in grado di prevedere con esattezza clinica e preoccupante l'evoluzione della sua biochimica, quindi dei suoi sentimenti. Sapevo che prima o poi il mio ricordo si sarebbe perso nella nebbia dei tempi, fin dal primo "ti amo". In pasto all'evoluzione, famelica di nuovi geni da consumare per sfornarne altri migliori ed alimentare un ciclo infinito. Vedevo quella triste parabola discendente che portava all'apice del sentimento, all'amore più puro, all'indifferenza, e poi ad un odio funzionale. Funzionale a dimenticare, a sovrascrivere quel ricordo, mettere una spunta accanto al mio genoma. Un visto che suona come un FATTO di fianco ad una riga di una lista di compiti da fare. Ora, ho scelto di combattere in un modo diverso. Ho accantonato tutte le boiate da walt disney da diverso tempo ed ma ho preso in mano la mia vita solo da poco. Consapevole che l'amore dura il tempo che l'evoluzione e a biologia ci accordano di volta in volta, miglioro me stesso, ma nessun insuccesso per quanto devastante potrà scuotermi nel profondo e negare la mia identità, seppure farà male, molto male, perchè non sono invincibile. Voglio possedere carnalmente tutte le donne che mi suscitano quel qualcosa di più rispetto alle altre perchè è la mia natura di maschio, perchè la consapevolezza che il "per sempre" sia per i bambini bussa sempre alla porta a recare il nefasto messaggio ogni giorno. Voglio avere belle sensazioni, nient'altro. Voglio essere libero da illusioni e godermi ciò che riesco a procurarmi, ciò che il mio corpo riesce a sentire. Sia che il bacio che prelude all'incontro sessuale, sia quel fremito di quegli occhi che si incroceranno la prima volta e sapranno come finire. Ma non mi precludo di amare. Tuttavia con la consapevolezza che è come guardare un film di cui so la trama, ma cambiano sempre i personaggi ed i particolari, e nononstante la varietà del finale, finisce. Ci saranno momenti in cui mi incanterò davanti alla televisione e vorrò che non finisca mai, ma quando volgerò lo sguardo fuori dalla finestra e vedrò lo scorrere delle stagioni, capirò a che punto sono. Quanto dovrò dosare quell'anelito all'eternità. Quanto mi resta da vivere su quel divano, a guardare compiaciuto come inutilmente la mia donna si prodigherà in romanticherie che avranno solo l'effetto di rallentare un pochino il film e rasserenato da come le mie coccole sortiscano lo stesso effetto. Alla fine, potrò essere triste un'ora, un giorno, una settimana, o poco più, ma ciò che importa è che non perda me stesso. Di solito, se il film prende, si piange, copiosamente. Ciò che importa è che l'esperienza è solo propedeutica all'apprendimento. In fondo tutte le dinamiche sono un gioco, in questo caso, secondo me. Voglio essere propositivo nei riguardi di tutto questo. Anche se costretto a cambiare il livello perchè avanzerò di grado, e la vita mi sbatterà fuori dal precedente al successivo, l'esperienza, la consapevolezza rimarrà. Almeno queste ultime per sempre. Dopotutto credo sia come se un uomo ed una donna giocassero a carte in una stanza in cui possono entrare le persone, e si promettessero di giocare soltanto loro due. Prima o poi, l'istinto indurrà uno dei due in errore e la partita finirà ed i giocatori cambieranno. Modificato 30 Settembre 2014 da Lubricure Canadair, marcus87 e YOLO ha reagito a questo 3
AquilaImperiale [Partecipante] 424 Inviato 30 Settembre 2014 Inviato 30 Settembre 2014 Questo post mi ha fatto sorgere una domanda... L'orrore esiste, e prima o poi colpisce tutti... nessuno escluso. Le donne di oggi sono libere, nessuna si sogna più di rimanere in un matrimonio per non "offendere" Dio o la reputazione, ecc La maggior parte degli uomini (fuori da forum) cresce con la prospettiva di sposarsi e mettere su famiglia. In parole povere: l'uomo passa dalla famiglia di origine a quella "propria". Il punto è: chi ha mangiato la "pillola blu", ed ha scoperto l"orrore", come dovrebbe comportarsi? La famiglia di origine prima o dopo non esisterà più, mentre la famiglia "propria" è destinata a finire (L'orrore...)... L'alternativa alla solitudine (dopo la morte dei nostri genitori) quale potrebbe essere? Chi sceglie una vita da single, a 'na certa, con cosa colma il vuoto di un rapporto "stabile"? Fortunati quelli che a 40/50 anni non avranno messo la panza e perso i capelli, e potranno "distarsi" con le LTR/OneShot di turno... L'uomo medio invece cosa fa? Vi siete mai posti il problema? Io sì, e sinceramente sono molto preoccupato per quando i miei non ci saranno più; perché l'alternativa (famiglia propria, ndr) mi spaventa pure di più... Imparare a stare soli? Ok, io personalmente sono anche in grado di farlo; ma non è triste passare 2/3 o metà vita senza una caxxo di persona che ti possa stendere la mano alla bisogna? chiare_83, DatFreeman e step45 ha reagito a questo 3
Lubricure [Partecipante] 349 Inviato 30 Settembre 2014 Inviato 30 Settembre 2014 Questo post mi ha fatto sorgere una domanda... L'orrore esiste, e prima o poi colpisce tutti... nessuno escluso. Le donne di oggi sono libere, nessuna si sogna più di rimanere in un matrimonio per non "offendere" Dio o la reputazione, ecc La maggior parte degli uomini (fuori da forum) cresce con la prospettiva di sposarsi e mettere su famiglia. In parole povere: l'uomo passa dalla famiglia di origine a quella "propria". Il punto è: chi ha mangiato la "pillola blu", ed ha scoperto l"orrore", come dovrebbe comportarsi? La famiglia di origine prima o dopo non esisterà più, mentre la famiglia "propria" è destinata a finire (L'orrore...)... L'alternativa alla solitudine (dopo la morte dei nostri genitori) quale potrebbe essere? Chi sceglie una vita da single, a 'na certa, con cosa colma il vuoto di un rapporto "stabile"? Fortunati quelli che a 40/50 anni non avranno messo la panza e perso i capelli, e potranno "distarsi" con le LTR/OneShot di turno... L'uomo medio invece cosa fa? Vi siete mai posti il problema? Io sì, e sinceramente sono molto preoccupato per quando i miei non ci saranno più; perché l'alternativa (famiglia propria, ndr) mi spaventa pure di più... Imparare a stare soli? Ok, io personalmente sono anche in grado di farlo; ma non è triste passare 2/3 o metà vita senza una caxxo di persona che ti possa stendere la mano alla bisogna? Certo, anch'io ho pensato alle stesse cose che hai pensato tu, posso dirti come mi comporterei nel mio caso, poi ognuno è diverso. Una volta che i genitori non ci saranno più, o comunque quando avrò una posizione lavorativa da essere indipendente, so che al 99.9% il vuoto non si colmerà, ci conviverò. Non dico 100% solo per muovere un dubbio "scientifico", cioè fino a che non ci sia una nuova prova che dimostri il contrario, l'ipotesi corrente è valida. Vuoi con delle LTR volanti, vuoi delle OneShot e fantasia al potere, me la dovrei cavare, in ogni caso. Ovviamente parlo di un ambiente estero, perchè in Italia c'è troppa ipocrisia, non che da altre parti non ci sia, ma qui è troppa. Non proseguo per non finire fuori topic. Per quello che combinerò qui per il tempo restante, vedrò cosa riesco ad ottenere. Comunque, bastando a me stesso e tollerando la solitudine nei periodi di magra, diciamola tutta: ho 5 dita a destra ed a sinistra. Non me ne vergogno a dirlo, è la cruda realtà. Penso che l'affinamento delle capacità seduttive sia inversamente proporzionale ai calli sulle mani. Non voglio essere dipendente in alcun modo da una donna, ma riconosco che in tutto questo contesto la mancanza di un approdo solido c'è e possa far male, a volte. Chissà, per colmare il vuoto posso provare a buttarci dei soldi, una casa di proprietà e qualche altra sciocchezza. Non si riempirà, ma almeno quando ci cadrà qualche sasso e lo farà risuonare, l'eco non sarà tanto forte come se ci fosse il completo nulla. In tutta sincerità preferisco essere solo, piuttosto che avere la mano della moglie al capezzale che mi accarezza dopo aver impugnato qualche uccello di diversa origine. Un rischio che non sono praticamente disposto a correre. L'uomo medio secondo me farà grosso modo come ho detto per il mio caso, con ovvie variazioni sul tema, a seconda dei suoi gusti. Nella peggiore delle ipotesi andrà a prostitute. In parte triste per esserlo, lo è. Ma sarebbe enormemente più triste farsi zerbinare dalla tipa di turno, pur di avere una relazione prolungata e magari beccarsi il divorzio. Tuttavia vedo anche i risvolti positivi. Posso provare a sedurre tutte le donne che voglio (e soddisfare tutti i miei "capricci", spero ), sono assolutamente padrone del mio tempo, della mia formazione, del mio lavoro, dei miei soldi. E posso godermi gli amici, perchè no, tra questi capitano anche le donne. E guarda un po', una cosa aiuta l'altra ed ho anche donne con cui passare il dopo cena. Questa "dannata" società credo ci abbia appeso per l'uccello e picchiato sul naso, fino a che la pillola blu non ci è capitata in bocca. Ha esasperato troppo l'importanza di avere una donna per sentirsi realizzati, altrimenti secondo questo dogma tacito un uomo è importante quanto un ameba. Ha collegato in modo truffaldino l'impellenza del fisiologico bisogno alla deplezione con l'importanza di avere una donna in senso affettivo. Insomma, un bel casino. Ho proprio come il sospetto che se un uomo avesse una disponibilità di donne come loro ne hanno di uomini, molti problemi non avrebbero ragione di esistere, nulla togliendo all'esistenza dell'orrore di cui stiamo parlando. Specialmente riguardo la mia ultima parte, ho semplicemente espresso solo un punto personale di vista, non voglio essere assolutista. Mark81 e vojvoda ha reagito a questo 2
AquilaImperiale [Partecipante] 424 Inviato 30 Settembre 2014 Inviato 30 Settembre 2014 Certo, anch'io ho pensato alle stesse cose che hai pensato tu, posso dirti come mi comporterei nel mio caso, poi ognuno è diverso. Una volta che i genitori non ci saranno più, o comunque quando avrò una posizione lavorativa da essere indipendente, so che al 99.9% il vuoto non si colmerà, ci conviverò. Non dico 100% solo per muovere un dubbio "scientifico", cioè fino a che non ci sia una nuova prova che dimostri il contrario, l'ipotesi corrente è valida. Vuoi con delle LTR volanti, vuoi delle OneShot e fantasia al potere, me la dovrei cavare, in ogni caso. Ovviamente parlo di un ambiente estero, perchè in Italia c'è troppa ipocrisia, non che da altre parti non ci sia, ma qui è troppa. Non proseguo per non finire fuori topic. Per quello che combinerò qui per il tempo restante, vedrò cosa riesco ad ottenere. Comunque, bastando a me stesso e tollerando la solitudine nei periodi di magra, diciamola tutta: ho 5 dita a destra ed a sinistra. Non me ne vergogno a dirlo, è la cruda realtà. Penso che l'affinamento delle capacità seduttive sia inversamente proporzionale ai calli sulle mani. Non voglio essere dipendente in alcun modo da una donna, ma riconosco che in tutto questo contesto la mancanza di un approdo solido c'è e possa far male, a volte. Chissà, per colmare il vuoto posso provare a buttarci dei soldi, una casa di proprietà e qualche altra sciocchezza. Non si riempirà, ma almeno quando ci cadrà qualche sasso e lo farà risuonare, l'eco non sarà tanto forte come se ci fosse il completo nulla. In tutta sincerità preferisco essere solo, piuttosto che avere la mano della moglie al capezzale che mi accarezza dopo aver impugnato qualche uccello di diversa origine. Un rischio che non sono praticamente disposto a correre. L'uomo medio secondo me farà grosso modo come ho detto per il mio caso, con ovvie variazioni sul tema, a seconda dei suoi gusti. Nella peggiore delle ipotesi andrà a prostitute. In parte triste per esserlo, lo è. Ma sarebbe enormemente più triste farsi zerbinare dalla tipa di turno, pur di avere una relazione prolungata e magari beccarsi il divorzio. Tuttavia vedo anche i risvolti positivi. Posso provare a sedurre tutte le donne che voglio (e soddisfare tutti i miei "capricci", spero ), sono assolutamente padrone del mio tempo, della mia formazione, del mio lavoro, dei miei soldi. E posso godermi gli amici, perchè no, tra questi capitano anche le donne. E guarda un po', una cosa aiuta l'altra ed ho anche donne con cui passare il dopo cena. Questa "dannata" società credo ci abbia appeso per l'uccello e picchiato sul naso, fino a che la pillola blu non ci è capitata in bocca. Ha esasperato troppo l'importanza di avere una donna per sentirsi realizzati, altrimenti secondo questo dogma tacito un uomo è importante quanto un ameba. Ha collegato in modo truffaldino l'impellenza del fisiologico bisogno alla deplezione con l'importanza di avere una donna in senso affettivo. Insomma, un bel casino. Ho proprio come il sospetto che se un uomo avesse una disponibilità di donne come loro ne hanno di uomini, molti problemi non avrebbero ragione di esistere, nulla togliendo all'esistenza dell'orrore di cui stiamo parlando. Specialmente riguardo la mia ultima parte, ho semplicemente espresso solo un punto personale di vista, non voglio essere assolutista. Amici... Quali? Quelli che nel frattempo dovranno pensare a mogli e figli? La pensi come il sottoscritto all'età di 20 anni: sole, mare, figa e discoteche... Però queste cose non sono eterne, e l'ho capito solo oggi. Per me è difficile vivere nella realtà dell'orrore quotidiano, quando il resto del mondo segue le regole dell'illusione... Io non mi ci vedo a 40/50 anni ad andare a rimorchiare in discoteca mentre il resto dei miei coetanei sarà già padre o nonno... Forse la cosa migliore è accettare le cose per come stanno. Tradiscono? Amen... Guardate che la solitudine (quella vera, quando non hai più neanche i genitori e sei solo al mondo) è la cosa più brutta che possa esistere, seconda solo ad una malattia incurabile. step45 e LorenzoVonMatterhorn ha reagito a questo 2
Nicholas [Partecipante] 491 Inviato 1 Ottobre 2014 Inviato 1 Ottobre 2014 Amici... Quali? Quelli che nel frattempo dovranno pensare a mogli e figli? La pensi come il sottoscritto all'età di 20 anni: sole, mare, figa e discoteche... Però queste cose non sono eterne, e l'ho capito solo oggi. Per me è difficile vivere nella realtà dell'orrore quotidiano, quando il resto del mondo segue le regole dell'illusione... Io non mi ci vedo a 40/50 anni ad andare a rimorchiare in discoteca mentre il resto dei miei coetanei sarà già padre o nonno... Forse la cosa migliore è accettare le cose per come stanno. Tradiscono? Amen... Guardate che la solitudine (quella vera, quando non hai più neanche i genitori e sei solo al mondo) è la cosa più brutta che possa esistere, seconda solo ad una malattia incurabile. A 40/50 buona parte dei tuoi coetanei sarà padre (non nonno, quello accadeva per la generazione del '15-'18, adesso le coppie trovano lavoro precario a trent'anni e fanno figli dai 28 ai 35/40 anni) ma spesso sarà pure separato o divorziato, frequenterà donne dai venticinque ai cinquanta , sia ragazze che magari lasciano il coetaneo per l'uomo adulto, sia milf a loro volta separate (e che sessualmente sono le migliori) e rimorchierà in discoteca come in palestra o al latino-americano. La gente si sposa a 30/35 perché vuole stabilità, a 40/45 si separa, tromba tutto ciò che capita e poi torna a convivere con qualcun altro e via così. E arrivati alla terza età continueranno così, magari più per un supporto morale che per altro. Per cui, per la maggior parte delle persone non ci sarà una partner ma più partner con i quali condividere periodi diversi della vita. Le differenze saranno più o meno queste: -chi si è sposato dovrà spesso versare gli alimenti alla moglie e per un impiegato medio, versare 300 euro oltre a pagarsi l'affitto e versare il mantenimento per i figli non rende facile trovare soldi per una pizza in compagnia e trovare alternative. -Chi ha convissuto se la passerà meglio ma dovrà scontare anni di poltrona e tv per rimettersi in pista. -Chi è sempre stato single, beh chi è sempre stato single si diverte con le donzelle descritte sopra, a meno che single non lo sia per problemi fisici e mentali. Lasciate perdere pensieri limitanti anche perché non basta dirsi "vabbè farò il cukold per evitare di stare solo un mese", spesso e volentieri capita che uomini di mezza età vengano piantati per il nuovo tipo. Syndrome, ^X^, 213328 e 1 altro ha reagito a questo 4
Initial.D [Partecipante] 220 Inviato 1 Ottobre 2014 Inviato 1 Ottobre 2014 (modificato) di 1 cosa bisogna starne certi: quando 1 donna è troia, puo accampare anche 1000 scuse e altrettante giustificazioni ma questo, non toglie il fatto che rimane 1 troia. (e farà nuovamente la troia anche dopo essersi scusata in cinese) quindi che se la raccontassero come le pare e piace, ma l'atto compiuto, cari signori, non lo cancellerà nessuno il lupo perde il pelo ma non il vizio: fatto 1 volta, lo faranno sempre. (o forse lo facevano già e tu nn lo sapevi) io sto imparando questo: ecco perche forse non me ne frega + di tanto, queste tipe, le scopo e le lascio La gente si sposa a 30/35 perché vuole stabilità, semmai un giorno dovessi sposarmi con qualcuna, non sarà questo il mio motivo. un uomo che si sposa, per me è gia autonomo, autosufficiente, maturo, consapevole e soprattutto stabile di suo non cerca la stabilità in un altra persona e non si aggrappa a qualcuno x stare "comodo" .in quanto lui è già indipendente poi sono punti di vista Modificato 1 Ottobre 2014 da Initial.D
^X^ [Partecipante] 4951 Inviato 1 Ottobre 2014 Inviato 1 Ottobre 2014 A 40/50 buona parte dei tuoi coetanei sarà padre (non nonno, quello accadeva per la generazione del '15-'18, adesso le coppie trovano lavoro precario a trent'anni e fanno figli dai 28 ai 35/40 anni) ma spesso sarà pure separato o divorziato, frequenterà donne dai venticinque ai cinquanta , sia ragazze che magari lasciano il coetaneo per l'uomo adulto, sia milf a loro volta separate (e che sessualmente sono le migliori) e rimorchierà in discoteca come in palestra o al latino-americano. La gente si sposa a 30/35 perché vuole stabilità, a 40/45 si separa, tromba tutto ciò che capita e poi torna a convivere con qualcun altro e via così. E arrivati alla terza età continueranno così, magari più per un supporto morale che per altro. Per cui, per la maggior parte delle persone non ci sarà una partner ma più partner con i quali condividere periodi diversi della vita. Le differenze saranno più o meno queste: -chi si è sposato dovrà spesso versare gli alimenti alla moglie e per un impiegato medio, versare 300 euro oltre a pagarsi l'affitto e versare il mantenimento per i figli non rende facile trovare soldi per una pizza in compagnia e trovare alternative. -Chi ha convissuto se la passerà meglio ma dovrà scontare anni di poltrona e tv per rimettersi in pista. -Chi è sempre stato single, beh chi è sempre stato single si diverte con le donzelle descritte sopra, a meno che single non lo sia per problemi fisici e mentali. Lasciate perdere pensieri limitanti anche perché non basta dirsi "vabbè farò il cukold per evitare di stare solo un mese", spesso e volentieri capita che uomini di mezza età vengano piantati per il nuovo tipo. Da quarantenne (abbondante) posso confermare ogni virgola. Cambiano le modalità della seduzione, le tempistiche e i luoghi, ma ora è tutto più facile che allora. Ogni tanto penso che ormai difficilmente avrò figli, ma questo è più un cruccio per mia madre che per me... oppure penso che a breve mi sarà più difficile trovare compagnia femminile, ma poi realizzo che ci pensavo anche 10 anni fa e invece è successo il contrario! Smashed ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174930 Inviato 7 Ottobre 2014 Inviato 7 Ottobre 2014 Imparare a stare soli? Ok, io personalmente sono anche in grado di farlo; ma non è triste passare 2/3 o metà vita senza una caxxo di persona che ti possa stendere la mano alla bisogna? Non credo che una donna invecchiata sia la risposta a questo quesito. Questa del matrimonio e della famiglia come assicurazione contro la solitudine senile era una cosa in voga in epoca agricola, quando per famiglia si intendeva un casolare con almeno 15 persone tra zii, cugini, figli, molti figli, e la tua donna. In quel caso la mano te la stendevano i figli, che in epoca agricola rappresentano braccia per i campi e pensione. Una donna che invecchia una mano te la chiede, non te la da. E' un mito che la gente sta iniziando a scardinare sulla propria pelle solo negli ultimi anni. Il mio avvocato mi dice che puttane e levrieri da vecchi muoiono di fame, per sentirsi sicuro davanti a me, siccome è sposato. I levrieri sono cani da corsa, per chi non lo sapesse, e quando non sono più in forma per correre, sono come puttane invecchiate. Suona logico. Ma nei fatti, pagare 40 anni di mutuo per stare da solo con una donna sola che avrà sempre bisogno lei, e quando hai bisogno tu se se ne accorge si innamora di uno che passa e che sembra non aver bisogno di nulla, non rientra nel campo di significato della "famiglia". Stiamo commettendo un errore semantico, nella nostra cultura. Stiamo ancora usando il termine "famiglia" per indicare una coppia di frustrati falliti che tirano a fine mese in un alveare di cemento. Quella è una cellula di fanatici del sistema. Quando usiamo il termine famiglia, i significati di cui è intriso riguardano qualcosa che ha a che fare con una dozzina di persone, unite da un vincolo di sangue e dalla vita quotidiana. Oggi, diremmo tribù. O Clan. Quello che stai cercando, Aquila Imperiale, non si chiama più famiglia. Si chiama Tribù, o Clan. Ed è la cosa più naturale del mondo, siamo animali tribali. Lo eravamo come cacciatori, lo siamo stati da agricoltori, chiamando la tribù "famiglia", e lo siamo ora. Outsider, Mark81, DatFreeman e 4 altri ha reagito a questo 7
AquilaImperiale [Partecipante] 424 Inviato 7 Ottobre 2014 Inviato 7 Ottobre 2014 Non credo che una donna invecchiata sia la risposta a questo quesito. Questa del matrimonio e della famiglia come assicurazione contro la solitudine senile era una cosa in voga in epoca agricola, quando per famiglia si intendeva un casolare con almeno 15 persone tra zii, cugini, figli, molti figli, e la tua donna. In quel caso la mano te la stendevano i figli, che in epoca agricola rappresentano braccia per i campi e pensione. Una donna che invecchia una mano te la chiede, non te la da. E' un mito che la gente sta iniziando a scardinare sulla propria pelle solo negli ultimi anni. Il mio avvocato mi dice che puttane e levrieri da vecchi muoiono di fame, per sentirsi sicuro davanti a me, siccome è sposato. I levrieri sono cani da corsa, per chi non lo sapesse, e quando non sono più in forma per correre, sono come puttane invecchiate. Suona logico. Ma nei fatti, pagare 40 anni di mutuo per stare da solo con una donna sola che avrà sempre bisogno lei, e quando hai bisogno tu se se ne accorge si innamora di uno che passa e che sembra non aver bisogno di nulla, non rientra nel campo di significato della "famiglia". Stiamo commettendo un errore semantico, nella nostra cultura. Stiamo ancora usando il termine "famiglia" per indicare una coppia di frustrati falliti che tirano a fine mese in un alveare di cemento. Quella è una cellula di fanatici del sistema. Quando usiamo il termine famiglia, i significati di cui è intriso riguardano qualcosa che ha a che fare con una dozzina di persone, unite da un vincolo di sangue e dalla vita quotidiana. Oggi, diremmo tribù. O Clan. Quello che stai cercando, Aquila Imperiale, non si chiama più famiglia. Si chiama Tribù, o Clan. Ed è la cosa più naturale del mondo, siamo animali tribali. Lo eravamo come cacciatori, lo siamo stati da agricoltori, chiamando la tribù "famiglia", e lo siamo ora. Analisi perfetta e condivisibile, Aivia. Ma la soluzione a tutto questo? Mi ripeto, ma imparare a stare soli non credo che sia la cosa migliore... È come dire che siccome le auto costano un botto e ti espongono ad N mila pericoli, sia preferibile muoversi a piedi...
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