Kalisi [Lurker] 3 Inviato 23 Dicembre 2012 Inviato 23 Dicembre 2012 Ci voleva una donna per leggere la possibilità più sconvolgente....ho il forte timore che possa essere prorpio come scrivi tu. TI va di parlare della tua esperienza? Nonostante molti anni fa abbia avuto una relazione con un uomo impegnato, gli spunti di riflessione più interessanti me li da un amico anch’esso sposato e con un figlio, che da alcuni anni intrattiene relazioni più o meno intime con clienti e amiche, non necessariamente sessuali, con cui instaura dei rapporti telefonici che diventano una sorta di compagnia durante la giornata. Sta sempre attaccato al cellulare (la sua finestra sul mondo, dato che non è libero di muoversi a piacimento) a messaggiare, stuzzicare e giocare a volte con più donne contemporaneamente. E quando non c’è nessuna donna a tamponare i suoi vuoti, egli diventa irrequieto, ansioso. E non perché prova un sentimento reale per la persona a cui si sta rivolgendo (e nemmeno se lo potrebbe permettere), ma perché si rende conto di essere solo. Perché un matrimonio che non funziona e non ti realizza, ma in cui comunque decidiamo di stare, ci rende delle persone sole. LaScazzata ha reagito a questo 1
Valmir [Partecipante] 444 Inviato 23 Dicembre 2012 Inviato 23 Dicembre 2012 Quel che si dice (o scrive) è sempre soggetto ad interpretazioni, e l'interpretazione è completamente dipendente dal punto di vista di chi ascolta. Mai detto che se ne stava andando ad un appuntamento. Inoltre non credo affatto nella sottesa regola della continuità (se gli piacevi allora, gli piaci anche adesso) per il semplice fatto che siamo tutti uguali, e cerco di non dimenticarlo mai, e in virtù dell'uguaglianza e del fatto che a me spessisimo, quasi sempre, quel che mi piaceva in passato non è detto che mi piaccia anche al presente.... ne deduco che non è detto che una persona che "piaceva" in senso lato goda per sempre di un credito, immutabile nel tempo. "Quella sera" (altri dettagli) uscimmo come altre sere, io e lui al pub, come ormai era diventata una consuetudine. Un paio di volte al mese si andava in un pub e si stava faccia a faccia, per due-tre ore a parlare. Si creava un'atmosfera dove era chiaro che a me interessava, ma era altrettanto chiaro che non ero disposta a "cedere". La tensione era sempre altissima e a me bastava tale stato di cose per "goderne". Nei miei pensieri ed emozioni c'era da una parte il piacere che mi prendevo e dall'altra la necessità di non voler andare oltre. A differenza tua, Grunt, nelle relazioni fra persone, non credo nella consequenzialità dei fatti e dei pensieri, tipo catena di tamponamento, ma credo nella reazione a catena, nei cicli che si autoesaltano o autodeprimono. Noi esseri pensanti non siamo come quelle biglie di ferro appese per un filo, che prendi la prima, la lasci battere con la seconda, e infine si muove l'ultima, ripetetendo poi il ciclo al contrario, tic tac tic tac tic tac. E' infatti "quella sera" lui ha reagito diversamente dalle altre, facendomi capire che basta, che il tira e molla era finito, che potevamo pure salutarci, perchè io contunuavo a negare l'evidenza. Sì alzo dalla sedia, mi ricordo, si mise il maglione e uscì fuori. Bene. Nella mia testa avvenne un cortocircuito. Mi sono sentita smascherata, impotente e allo stesso tempo troppo compressa. Cedetti. E' fu meraviglioso. Ica, tu sei una donna, noi uomini cambiamo idea molto più difficilmente. In ogni caso, dal mio punto di vista maschile, posso affermare che: 1) non avrebbe perso un pranzo per trascorrere un po' di tempo in più con una donna che non gli interessava 2) si è reso conto di piacerti e insiste perché ti vuole portare a letto. Se non ti fidi di me e vuoi fare la prova del nove, invitalo a uscire e vedi se viene o no.
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