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^X^
Inviato

Dai non esagerare col pessimismo,al 50% è esproprio praticamente...certo forse con un governo Vendola-Diliberto-Bertinotti potrebbe essere realtà...

Quanto ci scommetti che sarà invece la destra a proporlo?

ps.

fatto 100 il costo del lavoro di un trentenne, togli:

-35 di contributi pensionistici a fondo perso

-25 irpef e altre minchiate per servizi forniti alle generazioni precendenti

-20 per pagare l'affitto a qualche vecchio che la casa l'ha avuta in regalo da qualche ente statale

siamo all'80% di prelevamento generazionale. Il 50% sarebbe ancora un regalo, vista la vita passata a vedersi espropriato il reddito.

patrizio
Inviato

Quanto ci scommetti che sarà invece la destra a proporlo?

ps.

fatto 100 il costo del lavoro di un trentenne, togli:

-35 di contributi pensionistici a fondo perso

-25 irpef e altre minchiate per servizi forniti alle generazioni precendenti

-20 per pagare l'affitto a qualche vecchio che la casa l'ha avuta in regalo da qualche ente statale

siamo all'80% di prelevamento generazionale. Il 50% sarebbe ancora un regalo, vista la vita passata a vedersi espropriato il reddito.

Macchè Silvio vuole toglierla,visto che non vuole lasciare più nulla a Veronica...

Old Norse Wolf
Inviato

Gente.

La situazione è merda.

E' un dato di fatto.

sì, state pagando i privilegi dei craxisti.

Che la hanno messa nel culo.

Bella a fondo, che ancora stavate pisciando nel pannolino.

A voi la scelta, una guerra si spera davvero civile e disarmata, l'indigenza, la competizione serrata o l'emigrazione.

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patrizio
Inviato

Gente.

La situazione è merda.

E' un dato di fatto.

sì, state pagando i privilegi dei craxisti.

Che la hanno messa nel culo.

Bella a fondo, che ancora stavate pisciando nel pannolino.

A voi la scelta, una guerra si spera davvero civile e disarmata, l'indigenza, la competizione serrata o l'emigrazione.

Bel post

  • 3 mesi dopo...
hunt
Inviato

ho letto tutta la discussione e credo che sia corretto riportarla in auge visto i tempi che corrono.

Ma vorrei aggiungere degli spunti di riflessione che secondo me sono importanti, anche se credo che per alcuni sono ovvi..

Prima di tutto devo però dire quali sono i miei fondamenti teorici altrimenti non ci capieremmo.

L'economia è un sistema interconesso in modo estremamente elevato. Non parlo di interconessione con altri mercati, questo è scontato, ma di interconessione con altri aspetti della realtà, quali la psicologia e la "fisica" (dopo chiarirò cosa intendo). Ma è una interconnessione molto particolare nel senso che il sistema è definito da qualità e regole che trascendo gli elementi che lo compongono.

Per quanto riguarda l'interconnessione con la psicologia, la relazione è banale poichè l'economia è composta da individui. Ma va sottolineato che per quanto sia banale ho la sensazione che pochi la coprendano appieno. Ogni individuo compie sempre in ogni singolo istante scelte economiche, persino quando si siede su una poltrona invece di guardare la tv sta compiendo una scelta economica. I gusti, i desideri, ma anche le paure, i conflitti interiori sentimentali, tutto ciò che pensa cosciamente ed incosciamente ha conseguenze economiche. Non è possibile separare l'economia da qualunque altro aspetto della vita.

Per quanto riguarda la relazione con la fisica, non affronto la questione perchè si entrerebbe troppo nel tecnico.

Detto questo secondo me in questi post viene commesso un errore fondamentale: si usa solo un punto di vista. Quando si passa dal parlare di "cosa posso fare per sopravvivere?" a "cosa deve fare una politica monetaria/fiscale?" è necessario cambiare metro di misura ed adottarne uno che superi l'individualismo (in senso economico).

Nel caso della prima domanda la risposta sarà fortemente guidata dall' "egoismo" (passatemi il termine) cioè della serie: studia, lavora, sbattiti, prega cristo di essere fortunato, e non rompere i coglioni; nel seconda domanda invece è necessario collocarsi in un ottica dinamica in cui la scelta ottima non viene misurato dal benessere individuale del momento, ma da un tasso di riproduzione dell'economia efficiente in grado di non determinare un implosione dell'economia e che abbia un range di fluattuazione nella distribuzione del reddito tra le classi che rientri in determinati parametri.

I problemi nascono quando i soggetti che operano in questi due livelli economici mischiano i punti di vista. Ci sono persone che hanno come obiettivo il sostentamento della famiglia che si preoccupano di politiche economiche, discutendone emotivamente coinvolti; mentre dall'altro ci sono persone il cui lavoro è la gestione di politiche economiche il cui problema è invece la rielezione, il guadagno individuale, il social proof, e tutte quelle belle cose che rinfacciamo a politici & co.

Gran parte dei problemi che sono stati discussi qua derivano proprio da questi "conflitti di interessi".

Ora detto questo, all'interno di quella categoria che vengono ritenuta variabili economicamente rilevanti, sarebbe curioso sapere quali sono effettivamente così rilevanti. Parliamo del debito pubblico che è tanto oggetto di discussione in tutti i livelli di discussione. E' così importante che il nostro debito non superi un determinato livello? La risposta è sia si che no. Il debito è così importante perchè tutti lo ritengono importante, non ha rilievo come qualità sua intrinseca. Questo significa che anche un livello del 200% è ugualmente accettabile come un livello del 40 % o del 900%. Ma noi non possiamo avere un livello del 200% perchè tutti (i paesi) sono convinti che sia troppo elevato, e quindi effettivamente sarebbe troppo elevato.

E' importante capire cosa è effettivamente rilevante di per se e cosa invece è legato a convinzioni/convenzioni.

Spero che qualcuno intervenga confutando quanto dico :).

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^X^
Inviato

Altro che confutare,appoggio in pieno!

Il grosso problema del "popolo" è proprio il vedere le cose in modo monodimensionale, ignorando o fingendo di non sapere che tutte le variabili sono interconnesse e non possono essere affrontate una alla volta.

Questa ignoranza porta al fanatismo e all'esagitazione per la quale "tutto si risolverebbe se [inserire qui la propria ideologia preferita]".

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patrizio
Inviato

ho letto tutta la discussione e credo che sia corretto riportarla in auge visto i tempi che corrono.

Ma vorrei aggiungere degli spunti di riflessione che secondo me sono importanti, anche se credo che per alcuni sono ovvi..

Prima di tutto devo però dire quali sono i miei fondamenti teorici altrimenti non ci capieremmo.

L'economia è un sistema interconesso in modo estremamente elevato. Non parlo di interconessione con altri mercati, questo è scontato, ma di interconessione con altri aspetti della realtà, quali la psicologia e la "fisica" (dopo chiarirò cosa intendo). Ma è una interconnessione molto particolare nel senso che il sistema è definito da qualità e regole che trascendo gli elementi che lo compongono.

Per quanto riguarda l'interconnessione con la psicologia, la relazione è banale poichè l'economia è composta da individui. Ma va sottolineato che per quanto sia banale ho la sensazione che pochi la coprendano appieno. Ogni individuo compie sempre in ogni singolo istante scelte economiche, persino quando si siede su una poltrona invece di guardare la tv sta compiendo una scelta economica. I gusti, i desideri, ma anche le paure, i conflitti interiori sentimentali, tutto ciò che pensa cosciamente ed incosciamente ha conseguenze economiche. Non è possibile separare l'economia da qualunque altro aspetto della vita.

Per quanto riguarda la relazione con la fisica, non affronto la questione perchè si entrerebbe troppo nel tecnico.

Detto questo secondo me in questi post viene commesso un errore fondamentale: si usa solo un punto di vista. Quando si passa dal parlare di "cosa posso fare per sopravvivere?" a "cosa deve fare una politica monetaria/fiscale?" è necessario cambiare metro di misura ed adottarne uno che superi l'individualismo (in senso economico).

Nel caso della prima domanda la risposta sarà fortemente guidata dall' "egoismo" (passatemi il termine) cioè della serie: studia, lavora, sbattiti, prega cristo di essere fortunato, e non rompere i coglioni; nel seconda domanda invece è necessario collocarsi in un ottica dinamica in cui la scelta ottima non viene misurato dal benessere individuale del momento, ma da un tasso di riproduzione dell'economia efficiente in grado di non determinare un implosione dell'economia e che abbia un range di fluattuazione nella distribuzione del reddito tra le classi che rientri in determinati parametri.

I problemi nascono quando i soggetti che operano in questi due livelli economici mischiano i punti di vista. Ci sono persone che hanno come obiettivo il sostentamento della famiglia che si preoccupano di politiche economiche, discutendone emotivamente coinvolti; mentre dall'altro ci sono persone il cui lavoro è la gestione di politiche economiche il cui problema è invece la rielezione, il guadagno individuale, il social proof, e tutte quelle belle cose che rinfacciamo a politici & co.

Gran parte dei problemi che sono stati discussi qua derivano proprio da questi "conflitti di interessi".

Ora detto questo, all'interno di quella categoria che vengono ritenuta variabili economicamente rilevanti, sarebbe curioso sapere quali sono effettivamente così rilevanti. Parliamo del debito pubblico che è tanto oggetto di discussione in tutti i livelli di discussione. E' così importante che il nostro debito non superi un determinato livello? La risposta è sia si che no. Il debito è così importante perchè tutti lo ritengono importante, non ha rilievo come qualità sua intrinseca. Questo significa che anche un livello del 200% è ugualmente accettabile come un livello del 40 % o del 900%. Ma noi non possiamo avere un livello del 200% perchè tutti (i paesi) sono convinti che sia troppo elevato, e quindi effettivamente sarebbe troppo elevato.

E' importante capire cosa è effettivamente rilevante di per se e cosa invece è legato a convinzioni/convenzioni.

Spero che qualcuno intervenga confutando quanto dico :).

Ottimo punto di vista!

Mi fa piacere vengano riesumati alcuni miei 3D!!

La domanda rimane intatta però:cosa fanno i ragazzotti e le ragazzette non particolarmente sveglie,con diploma o terza media??

Il classico mediocre che 30 anni fa si aggiustava entrando in banche di paese o in amministrazioni comunali?

I più benestanti erediteranno,mentre gli altri??

Spazzati via dalla globalizzazione...

onirius
Inviato

Ottimo punto di vista!

Mi fa piacere vengano riesumati alcuni miei 3D!!

La domanda rimane intatta però:cosa fanno i ragazzotti e le ragazzette non particolarmente sveglie,con diploma o terza media??

Il classico mediocre che 30 anni fa si aggiustava entrando in banche di paese o in amministrazioni comunali?

I più benestanti erediteranno,mentre gli altri??

Spazzati via dalla globalizzazione...

Svegli o non svegli, non è un problema, in questo paese poi di certo il successo lavorativo non va di pari passo con il QI, anzi....

Come detto precedentemente il problema è di carattere globale in occidente, ma qui in Italia manca un senso comune di dignità e valori che hanno in altri paesi, non si alza la voce quando dovremmo e si critica facilmente il nuovo.

Finché non cambierà la testa dell'italiano non cambierà nulla in Italia...è dire che siamo un grande paese! Mi dispiace veramente...io mi sto organizzando per espatriare, tempo 4/5 mesi, come ho fatto in passato.

Ma non scappo da un paese che non offre lavoro, scappo da una mentalità, quella italiana che è provincialotta e furbacchiona

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dickinson1
Inviato

tempo fa le regole erano anche diverse.

Una persona diplomata poteva tranquillamente insegnare all'asilo e alle elementari.

Adesso,giustamente,serve la laurea per poter entrare nel diritto di istruzione ai bambini .

Un geometra tipo trent'anni fa aveva lo stesso valore di un ingegnere dei nostri tempi.

Poi,ovviamente,nel corso degli anni e i vari corsi ,un geometra degli anni ottanta ha le stesse conoscenze,adesso,

di un laureato..ma sottolineo,con l'esperienza e i corsi.

Denn
Inviato

Svegli o non svegli, non è un problema, in questo paese poi di certo il successo lavorativo non va di pari passo con il QI, anzi....

Come detto precedentemente il problema è di carattere globale in occidente, ma qui in Italia manca un senso comune di dignità e valori che hanno in altri paesi, non si alza la voce quando dovremmo e si critica facilmente il nuovo.

Finché non cambierà la testa dell'italiano non cambierà nulla in Italia...è dire che siamo un grande paese! Mi dispiace veramente...io mi sto organizzando per espatriare, tempo 4/5 mesi, come ho fatto in passato.

Ma non scappo da un paese che non offre lavoro, scappo da una mentalità, quella italiana che è provincialotta e furbacchiona

Quoto quoto quoto. Il problema principe è questo. Per non parlare della "mentalità del rubare", ovvero tutti rubano se ne hanno l'occasione (con tante eccezioni eh).

Io sto studiando ad ingegneria e non sapete quante persone (me compreso) appena laureate se ne andranno in altri paesi, come il Canada (tra 5 anni circa la generazione del baby boom canadese andrà in pensione con un calo gigantesco di lavoratori), l'Australia e via dicendo.

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