friedli [Partecipante] 221 Inviato 2 Marzo 2013 Autore Inviato 2 Marzo 2013 Molto importante è non dire le cose riportate in questa pagina: http://ansia-depressione.sirius.pisa.it/AD/depressione/depressione5.html poiché faresti meno danni a tirargli una coltellata. Quando ero depresso e qualcuno mi diceva alcune di quelle cose, cercando di farmi stare meglio, automaticamente visualizzavo la pistola in bocca e il proiettile che mi apriva in due il cervello. Brutti tempi. Fortunatamente il tuo amico è in terapia. Se lo psichiatra non è un totale imbecille lo cura e gli insegna le tecniche per combattere eventuali ricadute senza farmaci, altrimenti dovrò andare da uno psichiatra e/o psicoterapeuta più bravo. Dalla depressione si può uscire, e roba tipo la legge dell'attrazione (religione) e pensiero positivo (pseudoscienza), vanno bene per chi è sano di mente, non per chi è un paziente a rischio. Per fortuna non ho mai detto delle cose sbagliate fino ad ora, sono stato bravo. Comunque certo, è seguito da uno psichiatra, ma la situazione va avanti da tanto tempo e non sembrano esserci segnali di miglioramento.... a dire il vero quest'estate si era ripreso, usciva con gli amici, studiava, si era trovato una ragazza, poi invece da qualche mese è ripiombato nel baratro peggio di prima. Ha mollato la ragazza, ha detto agli amici di non cercarlo più, ha smesso di leggere e di studiare (la sua passione più grande) e si è barricato in casa. Capisco che la depressione sia una malattia, eppure la guarigione deve in qualche modo partire da noi stessi. Se ci rompiamo un braccio basta far passare del tempo, ma se noi siamo depressi e siamo convinti che non ne usciremo più è possibile guarire? è possibile guarire finchè non ti scatta quel desiderio di stare finalmente meglio? Prima le persone gli dicevano "esci, svagati, stai con gli amici", lui l'ha fatto, è stato meglio, poi è di nuovo scivolato nella depressione peggio di prima, quindi ormai non crede più a questi consigli, adesso dice "anche se sto meglio per un periodo poi torno a stare peggio". Non se lo merita
LBJ92 [Partecipante] 445 Inviato 2 Marzo 2013 Inviato 2 Marzo 2013 (modificato) Ho un caro amico, un ragazzo bello, atletico con un fisico da fare invidia, intelligente, profondo, che è depresso, da parecchio tempo. E' in cura da uno psichiatra, ma lui è rassegnato, i suoi pensieri trasudano negatività e rassegnazione alla sua condizione. Vorrei consigliarli un qualche libro, tipo "le vostre zone erronee" o qualche altro manuale di miglioramento personale, perchè sono convinto che se la volontà di migliorare non parte da noi stessi ci sia poco da fare. Io non sono mai stato depresso per fortuna, però grazie al pensiero positivo ho affrontato con successo tante situazioni, e ora che mi trovo anche io in un periodo così così sto trovando aiuto e conforto in queste letture. Pensate che queste letture possano influire negativamente col lavoro che sta svolgendo lo psichiatra? ve lo chiedo perchè so che il suo psichiatra gli ha consigliato di lasciare perdere i vari manuali di auto miglioramento ecc... "Leader di me stesso" per me è un buon libro. Non so se indicato per chi è depresso, ma io l'ho trovato utile (per l'utilità che può avere un libro comunque) Però a parte il libro devono esserci chiari eventi positivi che gli danno più fiducia. Stargli vicino e aiutarlo, farlo divertire ecc può fare più di un libro. i depressi cercano sempre indirettamente o direttamente l'approvazione altrui (il pensiero comune è "sono inutile, non mi vuole nessuno"). Se tu riesci a dargliene un po' e fargli capire che si sbaglia si sentirà meglio. Però ci vuole tanto tempo, non si guarisce dalla depressione in un paio di mesi. è difficile però se lui non fa capire quali sono le cause della sua depressione.. da come dici pare non siano amici e ragazze.. Modificato 2 Marzo 2013 da LBJ92
friedli [Partecipante] 221 Inviato 2 Marzo 2013 Autore Inviato 2 Marzo 2013 "Leader di me stesso" per me è un buon libro. Non so se indicato per chi è depresso, ma io l'ho trovato utile (per l'utilità che può avere un libro comunque) Però a parte il libro devono esserci chiari eventi positivi che gli danno più fiducia. Stargli vicino e aiutarlo, farlo divertire ecc può fare più di un libro. i depressi cercano sempre indirettamente o direttamente l'approvazione altrui (il pensiero comune è "sono inutile, non mi vuole nessuno"). Se tu riesci a dargliene un po' e fargli capire che si sbaglia si sentirà meglio. Però ci vuole tanto tempo, non si guarisce dalla depressione in un paio di mesi. è difficile però se lui non fa capire quali sono le cause della sua depressione.. da come dici pare non siano amici e ragazze.. il problema è la famiglia
ξรô†ïcø [Élite] 1508 Inviato 3 Marzo 2013 Inviato 3 Marzo 2013 Ho un caro amico, un ragazzo bello, atletico con un fisico da fare invidia, intelligente, profondo, che è depresso, da parecchio tempo. E' in cura da uno psichiatra, ma lui è rassegnato, i suoi pensieri trasudano negatività e rassegnazione alla sua condizione. Vorrei consigliarli un qualche libro, tipo "le vostre zone erronee" o qualche altro manuale di miglioramento personale, perchè sono convinto che se la volontà di migliorare non parte da noi stessi ci sia poco da fare. Io non sono mai stato depresso per fortuna, però grazie al pensiero positivo ho affrontato con successo tante situazioni, e ora che mi trovo anche io in un periodo così così sto trovando aiuto e conforto in queste letture. Pensate che queste letture possano influire negativamente col lavoro che sta svolgendo lo psichiatra? ve lo chiedo perchè so che il suo psichiatra gli ha consigliato di lasciare perdere i vari manuali di auto miglioramento ecc... E' in cura da molto? Ha scelto lui di andare in cura? Se non ottiene cambiamenti anche piccoli nell'arco di 6-7 sedute, spingilo a cambiare psic. E soprattutto, sicuro che gli serva uno psichiatra e non uno psicologo? Se va da uno psichiatra privato facile che faccia entrambe le cose, nel caso informati/fallo informare sul suo orientamento. Esistono diversi orientamenti nella psicologia: junghiana, cognitivo-comportamentale, psicodinamica, sistemico-relazionale, ecc. Ognuno più o meno adatto a diverse personalità e diversi disturbi, alcuni secondo il mio parere sono sorpassati (ad esempio il classico analista di stampo junghiano, tipo quello dei film col lettino nello studio, tempi LUUUUNGHI e risultati incerti). Non sono ideologicamente contro l'assunzione di psicofarmaci, possono essere necessari per sbloccare circoli viziosi e/o per non sputtanarsi la vita lavorativa ed affettiva a causa di certi problemi, ma sono pur sempre dei palliativi che vanno usati solo in un'ottica lungimirante secondo un percorso programmatico di risoluzione delle proprie problematiche. I libri secondo me sono inutili allo stato attuale.
ξรô†ïcø [Élite] 1508 Inviato 3 Marzo 2013 Inviato 3 Marzo 2013 L'egoismo del depresso è una conseguenza della depressione.Quando uno sta male pensa solo al suo problema.Ma è normale. Se vi siete presi uno strappo non avete alcuna voglia di cedere il posto sul metro alla vecchietta stanca. Non si può recriminare l'egoismo a una persona che sta male, è giusto che pensi solo a sé stesso.L'importante è che abbia pensieri costruttivi verso di sé. HaphaHapha ha reagito a questo 1
BananaNike [Partecipante] 347 Inviato 3 Marzo 2013 Inviato 3 Marzo 2013 Io parlando per esperienza personale, ho passato un periodo in cui ho sfiorato il basso; ti posso assicurare che in quei momenti avevo pensieri molto egoistici. Se non sei egoista(e quindi pensi anche agli altri) è molto difficile che si è depressi, anche perchè se sai che gli altri ti pensano, di certo ti sveglieresti e inizieresti a darti una mossa cercando di uscire da quella situazione.(e poi saresti felice sapendo che gli altri ti pensano, altro che depresso) Invece l'egoista non riesce a comprendere quello che gli altri stanno facendo per lui, magari pensa che lo fanno solo per compassione e che in realtà di lui non gliene frega niente a nessuno. Per fortuna poi grazie a qualche filmato capii che potevo ri-azzerare tutto e cancellare tutto il mio "brutto" passato... da quel momento cambiai visione della vita(da negativo a positivo). l'egoista pensa solo alla sua situazione di negatività(quindi solo di se stesso, non importa nulla di come altre persone stiano peggio o meglio di lui) Praticamente è l'esatto contrario di ciò che dici tu..
friedli [Partecipante] 221 Inviato 3 Marzo 2013 Autore Inviato 3 Marzo 2013 (modificato) E' in cura da molto? Ha scelto lui di andare in cura? Se non ottiene cambiamenti anche piccoli nell'arco di 6-7 sedute, spingilo a cambiare psic. E soprattutto, sicuro che gli serva uno psichiatra e non uno psicologo? Se va da uno psichiatra privato facile che faccia entrambe le cose, nel caso informati/fallo informare sul suo orientamento. Esistono diversi orientamenti nella psicologia: junghiana, cognitivo-comportamentale, psicodinamica, sistemico-relazionale, ecc. Ognuno più o meno adatto a diverse personalità e diversi disturbi, alcuni secondo il mio parere sono sorpassati (ad esempio il classico analista di stampo junghiano, tipo quello dei film col lettino nello studio, tempi LUUUUNGHI e risultati incerti). Non sono ideologicamente contro l'assunzione di psicofarmaci, possono essere necessari per sbloccare circoli viziosi e/o per non sputtanarsi la vita lavorativa ed affettiva a causa di certi problemi, ma sono pur sempre dei palliativi che vanno usati solo in un'ottica lungimirante secondo un percorso programmatico di risoluzione delle proprie problematiche. I libri secondo me sono inutili allo stato attuale. è in cura da circa 10 mesi, però non so se sempre dallo stesso, o se ha cambiato Modificato 3 Marzo 2013 da friedli
Kobol [Banned] 0 Inviato 3 Marzo 2013 Inviato 3 Marzo 2013 è in cura da circa 10 mesi, però non so se sempre dallo stesso, o se ha cambiato 10 mesi sono solo l'inizio
ξรô†ïcø [Élite] 1508 Inviato 3 Marzo 2013 Inviato 3 Marzo 2013 è in cura da circa 10 mesi, però non so se sempre dallo stesso, o se ha cambiato sono tanti, informati e se non ha cambiato e se non ha sentito miglioramenti digli di cambiare.
LBJ92 [Partecipante] 445 Inviato 3 Marzo 2013 Inviato 3 Marzo 2013 il problema è la famiglia potrebbe.... Per esclusione alla fine è la mancanza di un bisogno fondamentale porta alla depressione. C'è chi nasce con disturbi psichiatrici e mentali di "genetica" ma sono casi rari, generalmente curabili coi farmaci e non con un lavoro personale
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