WolverineT [Partecipante] 17 Inviato 2 Novembre 2013 Inviato 2 Novembre 2013 guarda io stesso ho in sospeso la laurea triennale in meccanica sempre a bologna ( ho avuto cazzi economici e ho dovuto fermarmi e tra un po ripiglio ) ti dico se non ti frega un fico secco non farla ! poi nell'ambito della meccanica non basta la laurea in ingegneria per fare l'ingegnere meccanico vero e proprio. nell'industria meccanica contano le capacità. perché dopo che l'avrai finita scoprirai che ci sono un sacco di cose che non sai fare anzi precisamente scoprirai che in azienda ti diranno "hai la laurea bene dimentica quello che hai imparato all'uni ora devi iniziare a imparare a lavorare non a dimostrare teoremi " questo si traduce nel farti altri corsi su cad/ cam e altre minchiate ecc e bada bene che costano quelle robe poi onestamente vista cosi sembra che la stai buttando sul catastrofico . non so leggendoti mi sembri un po scombussolato in piena depressione . per come la vedo il problema di fondo non è il lavoro , il lavoro che vuoi fare è solo un mezzo , un mezzo per arrivare a un altro mezzo che sono i soldi pertanto sarebbe piu furbo pensare ai soldi invece che alla laurea ! la laurea è una soddisfazione e una cosa che dice " questa persona ha fatto qualcosa nella vita ma non ti risolve il problema dei soldi che è il punto cruciale Sono daccordo sul discorso generale, ma non su come l'hai declinato, nel senso che i soldi non sono il fine, ma anch'essi solo il mezzo. Laurea ing biomedica triennale con tanti sacrifici economici e anche di situazioni, per questo ho lasciato alla triennale,ho lavorato in azienda come controllo qualitá, ma mi ha permesso di mettere da parte dei soldi per poter pensare ad una magistrale, poi peró ho aperto gli occhi e son andato all'estero. Trovato stage(internship) in una start-up in R&D con solo una triennale perché un tipo dopo 4 mesi che avevo mandato un email mi ha dato fiducia, ma la mia crescita stava continuando, son tornato, ormai é 2 anni che mi guardo in torno, ma il mio obbiettivo é mettere su un business da solo. Una volta snobbavo cosa avevo studiato, ma ora sto vedendo che mi sta servendo per capire come funzionano le cose anche tecnicamente, ma mi sono appassionato anche di altre cose, psicologia, marketing etc. Tutto sta alla curiositá e al decidere che lavoro si vuol fare e vedere "cosa' serve per fare tale lavoro, mi spiego, il lavoro da ingegnere NON esiste. poi in Italia non ne parliamo, esistono ancora per adesso i profili e i settori: metalmeccanico, chimico, commerciale, etc etc, profili:proggettista, controllo, manager, etc etc. Scegli un campo che ti piace, e fallo anche nel tempo libero(se ti piace ovviamente lo fai....), non é facile lo so, ma anche io mi son trovato nella stessa situazione, perlomeno con la mia forza di volonta anche se non avevo i requisiti ho sperimentato lavoro, e ho detto poi no grazie, ora son senza, ma perché l'ho voluto io...ma sto "crescendo"
SDONF [Partecipante] 562 Inviato 2 Novembre 2013 Inviato 2 Novembre 2013 Ho letto la discussione in qualche modo credo interessi chiunque di noi qui abbia/stia compiendo un percorso di laurea almeno qui in Italia... Io forse sono fortunato.. ho trovato una facoltà che mi appassiona e che mi interessa. Riesce a stimolare la mia curiosità e mi spinge ad approfondire esame dopo esame. Da questo punto di vista sto vedendo la laurea non come un ponte per il mondo del lavoro, della serie mi laureo per lavorare, ma come un vero percorso personale di conoscenza. Io studio biologia, e ogni esame è per me come se fosse una nuova scoperta, qualcosa che mi si apre davanti agli occhi, mi sento veramente una persona fortunata per questo. Credo un successivo inserimento nel mondo del lavoro possa o no venire come conseguenza del mio interesse del settore. Potrei anche puntare all'estero. Ma ora come ora il futuro lavorativo non mi preoccupa.(forse ingenuamente??) Non voglio passare il tempo dei miei studi a pensare a quanto sarà sfigato quando avrò una laurea in mano, anche perchè non credo sarà cosi. Sento comunque di star portando avanti un qualcosa di personale di un certo rilievo... Sono daccordo sul discorso generale, ma non su come l'hai declinato, nel senso che i soldi non sono il fine, ma anch'essi solo il mezzo. Esatto, non credo si debba essere milionari per vivere una vita piena e appagante. Comeback, so che forse ti potrà sembrare un consiglio banale rispetto a tutti gli altri che hai ricevuto, ma io ti dico che forse varrebbe la pena in qualche modo terminare.Non per un mero estetismo di facciata, ma piucchealtro per giungere finalmente alla fine di un percorso... ed eventualmente voltare pagina. Perchè bene o male per mollare bisogna avere una buona motivazione, o quantomeno una sorta di "progetto" una "visione" cè qualcosa che ti da lo slancio e ti dirotta dai binari che stai percorrendo? E poi forse la domanda sarà banale... ma cosa è esattamente che ti blocca, oltre alla difficoltà del corso in se per se, ad esempio veramente non trovi nulla di stimolante in ciò che studi? Io invece per quanto riguarda l'estero vorrei fare una domanda... un percorso di laurea specialistica fuori non mi dispiacerebbe.. ma quello che mi manca è proprio nel concreto... come mi dovrei muovere subito dopo la laurea (triennale) dovrei comunque pagare uno sfottio e mantenermi da solo oppure l'università europea (quella civilizzata si intende) mi darebbe una mano in qualche modo? Sarei curioso di sentire qualche vostro parere al riguardo... WolverineT ha reagito a questo 1
trb [Partecipante] 2758 Inviato 2 Novembre 2013 Inviato 2 Novembre 2013 certo che...un ingegnere gestionale specializzato in meccanica,in pratica dovrai studiare mezza triennale per poterli laureare.
WolverineT [Partecipante] 17 Inviato 2 Novembre 2013 Inviato 2 Novembre 2013 Ho letto la discussione in qualche modo credo interessi chiunque di noi qui abbia/stia compiendo un percorso di laurea almeno qui in Italia... Io forse sono fortunato.. ho trovato una facoltà che mi appassiona e che mi interessa. Riesce a stimolare la mia curiosità e mi spinge ad approfondire esame dopo esame. Da questo punto di vista sto vedendo la laurea non come un ponte per il mondo del lavoro, della serie mi laureo per lavorare, ma come un vero percorso personale di conoscenza. Io studio biologia, e ogni esame è per me come se fosse una nuova scoperta, qualcosa che mi si apre davanti agli occhi, mi sento veramente una persona fortunata per questo. Credo un successivo inserimento nel mondo del lavoro possa o no venire come conseguenza del mio interesse del settore. Potrei anche puntare all'estero. Ma ora come ora il futuro lavorativo non mi preoccupa.(forse ingenuamente??) Non voglio passare il tempo dei miei studi a pensare a quanto sarà sfigato quando avrò una laurea in mano, anche perchè non credo sarà cosi. Sento comunque di star portando avanti un qualcosa di personale di un certo rilievo... Esatto, non credo si debba essere milionari per vivere una vita piena e appagante. Comeback, so che forse ti potrà sembrare un consiglio banale rispetto a tutti gli altri che hai ricevuto, ma io ti dico che forse varrebbe la pena in qualche modo terminare.Non per un mero estetismo di facciata, ma piucchealtro per giungere finalmente alla fine di un percorso... ed eventualmente voltare pagina. Perchè bene o male per mollare bisogna avere una buona motivazione, o quantomeno una sorta di "progetto" una "visione" cè qualcosa che ti da lo slancio e ti dirotta dai binari che stai percorrendo? E poi forse la domanda sarà banale... ma cosa è esattamente che ti blocca, oltre alla difficoltà del corso in se per se, ad esempio veramente non trovi nulla di stimolante in ciò che studi? Io invece per quanto riguarda l'estero vorrei fare una domanda... un percorso di laurea specialistica fuori non mi dispiacerebbe.. ma quello che mi manca è proprio nel concreto... come mi dovrei muovere subito dopo la laurea (triennale) dovrei comunque pagare uno sfottio e mantenermi da solo oppure l'università europea (quella civilizzata si intende) mi darebbe una mano in qualche modo? Sarei curioso di sentire qualche vostro parere al riguardo... Nei Paesi scandinavi l'istruzione é gratuita per tutti gli Europei, anzi se a certe condizione danno anche aiuti(sulla carta non fanno distinzioni di nazionalitá, intendo Europea) questo per fortuna é l'Europa buona. SE torno a studiare penso di farlo la. Hanno anche programmi per adulti. Per i non Europei le tasse son altissime, per noi inteso(16000 euro l'anno) ma nonostante questo ci studiano anche americani conosciuti quando ho viaggiato un pó, perché sono di ottima qualitá(quelle Svedesi e Finlandesi) e costano per loro cmq meno che quelle americane. Addirittura anche in Svizzera, a Zurigo i master(nostre magistrali) costano sui 1200 e ho un'amica che ha appena iniziato il phd pagato 1800 euro al mese, e non é un genio, le ho dato pure io ripetizioni di fisica, peró si é sempre impegnata, ha aperto gli occhi e dopo la triennale ha fatto stage( anche non pagati ) in laboratori in Germania. La cosa importante é sapere in che settore ci si buole buttare, perlomeno avere un'idea, tu essendo biologo cosa ti piacera?Mondo animale, o umano, natura etc, poi fatto ció vedi dove é meglio, l'estero, perlomeno l'Europa , é da fare come esperienza, siamo in europa sfruttiamola, cxxx. Mentre un altro paio di maniche é se l'uni serva a fare l'imprenditore, non so dipende, non per forza, é una mentalitá...
Ethan_Hunt [Partecipante] 168 Inviato 2 Novembre 2013 Inviato 2 Novembre 2013 Cosa rimarrà dell'Italia se tutti fuggiamo?
LBJ92 [Partecipante] 445 Inviato 21 Novembre 2013 Inviato 21 Novembre 2013 Luogo comune, non serve essere ricchi per studiare all'estero, bisogna avere forza di volontà' :-) Prova a confrontare il costo della vita e le spese che hai tra studiare a casa tua (magari sei pure del sud) e a Londra. Non serve esser ricchi, questo no, ma costa, non è da tutti.
Chief [Partecipante] 162 Inviato 11 Dicembre 2013 Inviato 11 Dicembre 2013 Ingegnere gestionale che si lamenta delle prospettive occupazionali? Questa mi è nuova... In Italia forse adesso è una delle figure più richieste, passano davanti agli aziendalisti per i ruoli di controllo e di analisi dati (il titolo di ing. rassicura molte aziende). Se dovessi dire la mia forse non durerà all'infinito questo "boom" essendo una laurea che nei prossimi anni rischia di inflazionarsi (come la suddetta economia aziendale) perdendo la sua esclusività..ma per ora e per i prossimi anni è un titolo di studio spendibile al massimo nel mondo lavorativo.
The President [Partecipante] 2319 Inviato 12 Dicembre 2013 Inviato 12 Dicembre 2013 Ingegneria gestionale non dà proprio la certezza di nulla, nemmeno se conseguita in uno dei due Politecnici...Le storie delle "richieste" sono fandonie giornalistiche, altrimenti non si spiegherebbero gli stipendi da fame. ^X^ ha reagito a questo 1
Chief [Partecipante] 162 Inviato 12 Dicembre 2013 Inviato 12 Dicembre 2013 Ingegneria gestionale non dà proprio la certezza di nulla, nemmeno se conseguita in uno dei due Politecnici... Le storie delle "richieste" sono fandonie giornalistiche, altrimenti non si spiegherebbero gli stipendi da fame. Statistiche politecnico Statistiche su base nazionale 5/10 anni fa poteva essere come dicevi tu: una laurea ibrida incompresa snobbata sia da aziende che cercavano un ingegnere sia da chi cercava un aziendalista. Oggi negli incarichi che richiedono un'analisi quantitativa delle dinamiche aziendali (produzione, logistica fino al marketing) le aziende prediligono i gestionali.
comeback [Partecipante] 3069 Inviato 12 Dicembre 2013 Autore Inviato 12 Dicembre 2013 Faccio alcune precisazioni, mi sembrano doverose altrimenti si fa confusione : - Sono un laureato triennale in ingegneria gestionale, per chi non lo sapesse è un percorso ibrido, una sorta di economia (generale) con un mix di conoscenze in campo ingegneristico. E' un percorso molto interessante. Studiavo in un ateneo del Sud. - Tramite esami in supplemento, e altre cose che non sto qui a dilungarmi, sono riuscito a iscrivermi a ingegneria meccanica alla magistrale, passando in un altro ateneo (Nord). Qualche lacuna di conoscenze rispetto ad un ingegnere che fa meccanica sin dal I anno della triennale c'è, ed è stata questa la principale difficoltà che ho riscontrato in questi mesi. Impegno, cuore e determinazione posso portare a miglioramenti, ma ci vuole altrettanto tempo e pazienza. Gli esami in ogni caso, li ho fatti e non ho ottenuto regali ne sconti da nessuno. - Essendo un classe 88' che fa la magistrale, un pizzico di contatto con ciò che si spera mi aspetti a breve fuori, ne ho avuto. Io non mi sento ad oggi di dire, rispetto a nessun corso di laurea, che vi è certezza per una occupazione, fosse anche uno stage da 500 euro. Qui dovrei dilungarmi su alcuni aspetti che magari farò in seguito. - Io studio fuori sede e dico che studiare fuori sede non è uno sport per ricchi, ma una opportunità che puoi crearti se sei disposto a fare delle rinunce pesanti. Le famiglie con un reddito alto possono rinunciare alla seconda auto o alla terza, o altre cose inutili, per investire sulla formazione del figlio. Le persone meno abbienti, o che vengono da famiglie non ricche come la mia, possono accedere a borse di studio, possono lavorare un week end si e uno no, possono richiedere collaborazioni (esempio part time) all' università in cui sono iscritti. Ora qualcuno dirà : e ma la borsa di studio non copre tutte le spese dell'università! Risposta : la borsa di studio copre in gran parte le spese di uno studente. La borsa di studio, NON copre invece le spese dello studente laddove quest'ultimo faccia almeno un weekend fuori al mese, se mangia al ristorante una volta a settimana e se spende 50 euro per andare a ballare con gli amici. Allora questa vita almeno a Bologna non è sostenibile. Si vive comunque e si vive anche bene.
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