GTC [Amministratore] 102137 Inviato 7 Marzo 2014 Inviato 7 Marzo 2014 La crisi secondo Einstein “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”. (da Il mondo come io lo vedo di Albert Eistein) Phoenixred, Jason Bourne, TAuRus e 5 altri ha reagito a questo 8
Biff [Partecipante] 65 Inviato 7 Marzo 2014 Inviato 7 Marzo 2014 In effetti basta leggere le biografie di alcuni dei più grandi che l'umanità abbia avuto, per rendersi conto di come una gran parte di essi provenisse da situazioni parecchio disagiate (problemi economici, famigliari). Quando tutto va bene è difficile trovare la motivazione per migliorarsi.
black mamba [Partecipante] 2413 Inviato 7 Marzo 2014 Inviato 7 Marzo 2014 ottimo concetto. del resto l'etimologia stessa del termine "crisi", che nel tempo ha assunto un significato negativo, origina dal verbo greco che rimanda alla decisione, alla scelta. la crisi come occasione, dunque...
dickinson1 [Partecipante] 2641 Inviato 9 Marzo 2014 Inviato 9 Marzo 2014 (modificato) Se continuiamo a fare le stesse cose otterremo sempre gli stessi risultati. Questo e' un punto vitale in tutti i punti della nostra vita, che sia in ambito lavorativo o in fatto di relazioni interpersonali. Alle volte,per la paura di cambiare i soliti schemi,si preferisce restare solo a galla senza uscirne fuori definitivamente. Ma non perché non ci siano le soluzioni,perche' se si vuole le si trovano,ma perché si ci adagia anche a star male. Modificato 9 Marzo 2014 da dickinson1
Leopold [Partecipante] 135 Inviato 9 Marzo 2014 Inviato 9 Marzo 2014 Vado un attimo off-topic, approfittando di questa discussione per chiedere il significato di un termine che più volte è stato utilizzato nelle vostre (mi riferisco a GTC e Taurus) discussioni e webinar che ho ascoltato con interesse.Mi riferisco alla tipologia di lavoro "post-industriale". Cosa rientra in questa categoria, e cosa lo distingue dalle altre forme di lavoro? Sennar ha reagito a questo 1
TAuRus [Amministratore] 102712 Inviato 9 Marzo 2014 Inviato 9 Marzo 2014 Vado un attimo off-topic, approfittando di questa discussione per chiedere il significato di un termine che più volte è stato utilizzato nelle vostre (mi riferisco a GTC e Taurus) discussioni e webinar che ho ascoltato con interesse. Mi riferisco alla tipologia di lavoro "post-industriale". Cosa rientra in questa categoria, e cosa lo distingue dalle altre forme di lavoro? Ti risponderò con un topic a parte e sempre nei prossimi giorni vi presenteremo anche un super esempio pratico;)
-13- [Partecipante] 108 Inviato 10 Marzo 2014 Inviato 10 Marzo 2014 Molto semplicemente: post-industriale si intende il passaggio da una economia basata sulla produzione di beni, ad una basata sul terziario (servizi) TAuRus ha reagito a questo 1
TAuRus [Amministratore] 102712 Inviato 11 Marzo 2014 Inviato 11 Marzo 2014 Molto semplicemente: post-industriale si intende il passaggio da una economia basata sulla produzione di beni, ad una basata sul terziario (servizi) A dire il vero è difficile dare una definizione precisa vista la velocità con cui si sviluppa l'argomento. Per esempio la produzione non è sparita, o meglio: non è diventata un'inerte infrastruttura a perdita programmata. È vero che in teoria la maggior parte dei profitti si farebbero nel terziario, ma con la diffusione globale e il drastico abbassamento dei costi degli FMS questa teoria cominciava già barcollare... E oggi con le varie stampanti 3D ancora di più, visto che ci puoi produrre ormai qualsiasi cosa da un anello d'oro (il mio anello con la scritta TAURUS è stato creato così) ad una vera pistola e alle case. Quindi penso che il mondo postindustriale si possa definire come un mondo più ottimizzato, sistematizzato e automatizzato rispetto a quello precedente. La ricchezza in questo caso deriva dalla creazione dell'innovazione (beni o servizi) UTILE (vale a dire: in grado di ottimizzare la soddisfazione dei bisogni) + marketing.
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