Vai al contenuto

ecco la guida psycho narcisiste perverse borderline.....entrate tutti contribuite


Messaggi raccomandati

erre
Inviato

Cazzo fino a qualche decina di anni fa sopra le case ci scrivevano "Mussolini ha sempre ragione" ora sarebbe meglio scriverci:

LA DONNA HA SEMPRE RAGIONE

ahahahahahahahah la dittatura della figa, 20 anni di Berlusconi e Maria De Filippi hanno fatto effetto.

Poverina, la ex è matta ma ha le sue ragioni AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHVAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHAHAHHAAHAHAHAHAH

OH MA SE NOI UOMINI SIAMO TUTTI STALKER, VIOLENTI E NARCISISTI A PRESCINDERE... CHE CAZZO CE STATE A FA SU UN FORUM DI SEDUZIONE MASCHILE?????

AH È VERO... IL PRINCIPE AZZURRO AHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAAHAHHA

Un post del genere non è tanto da persona normale.

In ogni caso, noi non parliamo di te, se ti senti chiamato in causa chiediti perché.

Per la cronaca, anche il mio ex mi chiama con numeri non suoi nel cuore della notte e mi dice che mi denuncerà per tutti i danni psicologici che gli ho provocato.

La mia risposta è stata "Fai pure! Anzi, ti prego di denunciarmi, così mi offri l'occasione di illustrare ad un giudice la mia versione dei fatti e vediamo a chi da torto e a chi da ragione!".

Chissà com'è, la denuncia non l'ho ancora ricevuta.

E anche se la ricevessi, basterebbe esibire il mio cellulare al giudice, per dimostrare chi è lo stalker tra noi due.

  • Mi piace! 1
Initial.D
Inviato (modificato)

La psicologa che a me disse che stavo bene; sapete cosa disse alla madre della mia ex?

"il suo problema non poteva essere risolto da uno psicologo, ma, vista la gravità, occorreva uno psichiatra che le prescrivesse degli psicofarmaci". e dimmi tu come fai a sapere tutte queste informazioni?! te l'ha detto la tua psicologa?

È divertente continuarmi a mettere in bocca parole che non ho mai detto? Quando mai ho scritto che siete "tutti pazzi"?

QUI

Dentro questo thread ho letto un sacco di post scritti a vanvera, ed i loop ripetitivi di certi utenti (senza fare nomi)

Comunque quando si parla di disturbo mentale si parla di cose serie.

sai anche la depressione e la schizzofrenia è un disturbo serio..

(ogni riferimento è puramente "casuale")

Hai visto scrivere cose, su altre persone, che ti richiamano avvenimenti della tua vita.

Ma questo thread non discute di te. si sente toccato, perche anche lui si è riconosciuto tra queste persone, l'ha detto chiaramente. è il brutto è proprio che questa gente considera tutti gli altri pazzi, perche loro non si sentono pazzi nella loro disfunzione mentale (argomento del tutto generico ora, che gli accomuna tutti.) io personalmente non so che risultati puo dare 1 coppia, tra:

psyco + depresso/schizzoide.(?) però è gia un passo avanti, che si sia riconosciuto nell'argomento principale che gli caratterizza. (.io in lui inizierei a farmi qualche domanda: " perche ritrovo me stesso e le mie caratteristiche in un topic dove si parla di psyco, disfunzione mentale, narcisiste, manipolatrici, dipendenze affettive, possesso, ecc..? ") la risposta, sta nella domanda, signori.

Tu sei stato quello più sfortunato, hai incontrato quella da 6 a 10, faceva il massimo punteggio 10.

Io l'8 direi, ma non per quello che è successo negli ultimi mesi ma anche per alcune manifestazioni precedenti.

Costanza nel cercare approvazioni altrui (pensa cambiava modo di vestirsi a secondo di chi incontrava), mancata autostima zero, principi sbandierati continuamente su ogni situazione anche per bere un bicchier d'acqua, ti nascondeva agli altri possibilmente, con zero amiche 0 fino a un mese fa, materialista molto, amicizie quando le aveva superficiali, cura del corpo millesimale ma disordinata dentro (primo lavoro prima crisi, lascia il lavoro per studiare solo e si esaurisce manco stesse coltivando i campi, mentre studia trova un secondo lavoro di 3 ore circa e sembrava di parlare con un mix tra Della Valle e una pazza da manicomio che strillava sempre), continua ricerca di conferme 100 telefonate 500 sms sempre a chiedere conferme (ti manco mi ami ecc...) a me, a familiari, e a miei familiari, mai contraddetta altrimenti ti teneva il broncio per 10 anni, manipolazioni continue con stati di broncio, sensuali, pianti, finte incazzature ecc...

Vabbè è andata così, da una parte è un grosso sollievo.

ti è andata anche bene che si è fermata qui. e spero per te che non ritorna, e quando lo fa, spero tu abbia il polso

fermo e impassabile da rispedirla sempre indietro e farla stare al suo posto

è una lotta continua, soprattuto quando hanno i loro segni di pazzia, e diventano incontrollabili e irriconoscibili.. una sorte di isteria distruttiva con scatti di rabbia improvvisi e deliri totali e la loro continua altalena oscillante, alti e bassi

hai presente 1 testmaker? ecco loro si possono definire in questo modo

elettrocardiogramma.jpg questo è quello che succede dentro il loro cervello interrotto

elettrocardiogramma_copy.jpg e questo è come una persona normale reagisce di solito

Modificato da Initial.D
AquilaImperiale
Inviato

Un post del genere non è tanto da persona normale.

In ogni caso, noi non parliamo di te, se ti senti chiamato in causa chiediti perché.

Per la cronaca, anche il mio ex mi chiama con numeri non suoi nel cuore della notte e mi dice che mi denuncerà per tutti i danni psicologici che gli ho provocato.

La mia risposta è stata "Fai pure! Anzi, ti prego di denunciarmi, così mi offri l'occasione di illustrare ad un giudice la mia versione dei fatti e vediamo a chi da torto e a chi da ragione!".

Chissà com'è, la denuncia non l'ho ancora ricevuta.

E anche se la ricevessi, basterebbe esibire il mio cellulare al giudice, per dimostrare chi è lo stalker tra noi due.

Ma infatti non sono normale. :) È così noiosa la normalità, non trovi? ;)

ileb
Inviato

Ma infatti non sono normale. :) È così noiosa la normalità, non trovi? ;)

Disse il narcisista convinto di essere simpatico. No, trankui non hai nessun problema. Ce l'abbiamo noi che ti diamo ancora corda.

Direi che sia il caso di metterti in un posticino adatto a te: in freeze zone. Finchè non smetterai di comportarti da asino.

  • Mi piace! 1
AquilaImperiale
Inviato

Forse non avete capito che in questo thread, con gli interventi di decine di utenti e 400 messaggi, l'essere attaccato dalle due donne di turno per me è un onore. :)

Comunque non sono solo narcistista, ma anche egocentrico e prepotente. Come piace tanto a voi donne. :D

In ogni caso, meglio asino che tronista dalla De Filippi. ;)

  • Mi piace! 1
erre
Inviato (modificato)

https://www.facebook.com/498755550197764/photos/a.498776530195666.1073741828.498755550197764/715967288476588/?type=1&theater

Attenzione perchè questa è la fase dove il manipolatore narcisista può diventare pericoloso:

Gli schemi della ricattura narcisistica.

Nella logica del narcisista perverso, l’abbandono è inammissibile. La fuga della preda è vissuta come una ferita dell’identità, un attacco imperdonabile al bisogno di esercitare controllo e potere sull’altro. Ciò motiva, di solito inconsciamente, quelli che alla “vittima” sembrano ritorni di fiamma e riavvicinamenti sinceri, e che sono invece trappole. Nell’analisi di decine di casi ho osservato che i narcisisti ricorrono a schemi di ricattura fissi. C’è una ricorsività inquietante nella struttura di questi comportamenti e nelle risposte che suscitano nella preda, che di frequente casca in uno dei tranelli e riprende la danza macabra del mal d’amore.
Gli schemi di ricattura posso presentarsi da poche settimane dopo la chiusura della storia a anni dalla fine del rapporto. In questo senso, la “vittima” non può mai abbassare la guardia e deve sapere di correre pericoli anche a distanza di molto tempo, a meno che non abbia raggiunto un nuovo equilibrio psicologico e affettivo, tale da immunizzarsi dall’influenza del narcisista. Ma in questo caso, l’ex-dipendente affettiva non nutrirebbe alcun interesse per il suo passato “amore”.
Gli schemi di ricattura o “piani” sono quattro:
- lo schema del silenzio;
- lo schema della colpa;
- lo schema della lusinga;
- lo schema del sintomo.

Enrico Maria Secci

dipendenza affettiva esasperata dal dolore e piegata dall’evidenza, la prima mossa del narcisista perverso è restare immobile. Conosce la vittima, sa che non riuscirà a svignarsela così facilmente, la immagina spesso a ragione arrovellarsi nell’ossessione, consumarsi in pianti, soffrire al punto che tornerà più “innamorata” che mai. Inoltre, la tentata evasione del/la partner comporta per l’aguzzino sentimentale il vantaggio secondario di prendersi una pausa da una relazione che sentiva già “troppo impegnativa” e dedicarsi alla sua attività preferita senza complicazioni: trastullare se stesso. Il narcisista perverso ha un senso del tempo decisamente lato: se per la sua “vittima” un’ora è un secolo, per lui settimane sono niente ed è, per questo, abile nell’arte dell’attesa come un ragno delicatamente addormentato sulla sua tela.

Lo schema del silenzio è sempre il piano A. Non comporta alcuna sofferenza per il narcisista, anzi, costituisce un gioco divertente che culmina nel ritorno della pecorella all’ovile che, così, alimenta il suo sentimento del potere. Mentre l’altr0/a si dibatte in un dolore assoluto, il narcisista ricorda un rettile freddo e distaccato in grado di sopravvivere senza cibarsi per settimane, matematicamente certo che il silenzio gli renda giustizia e renderà la vittima ancora più debole e disponibile al sopruso.

Esperto predatore, il narcisista perverso sa bene inoltre che la partner non lo lascerà del tutto a digiuno: guarderà la sua pagina su facebook, gli invierà messaggi indiretti, gli invierà al culmine della disperazione un sms o un biglietto paradossale come “ho deciso di non farmi più sentire da te”!

Se poi, la strategia del silenzio non funzionasse, c’è il piano B: lo schema della colpevolizzazione.

Lo schema della colpa. Se lo stratagemma del silenzio non dovesse funzionare perché la preda è decisa a sottrarsi al giogo della dipendenza, il narcisista perverso cambia schema e adotta il suo preferito, quello che, quando la relazione era intatta, meglio asserviva il/la partner e lo/la inchiodava nel rapporto. Lo schema della colpa è una scaltra miscela di accuse e di offese, di insulti e di squalifiche, di teoremi finalizzati a distruggere l’autostima dell’altro per indurlo a tornare sulle proprie decisioni mosso dall’illusoria possibilità di riscattarsi nell’opinione del narcisista e, allo stesso tempo, dallo sconforto di credere veramente di essere sgradevole e indesiderabile e non avere altra scelta che accontentarsi di un “amore” fatto di vessazioni e di infelicità.

Un arciere infallibile. Il narcisista perverso sa dove colpire e fa centro intercettando punti nevralgici della preda: l’immagine corporea e la sessualità (“Sei grassa.”, “Fai l’amore da schifo, chi ti vuole?”); i valori e la morale (“Ha approfittato della mia pazienza”, “Sei una tr***, mo’ tanto ti fai tutti”); gli affetti e la famiglia (“E’ colpa di quel tuo amico/ tua madre/tua sorella se siamo in questa situazione”, “Ti accompagni con quella gentaglia e sei veramente diventata uno schifo come loro”). Questi i tre bersagli, preferiti perché, stimolati col la giusta crudeltà, possono generare un dolore forte nella vittima, un dolore che stordisce e che le impedisce di difendere la propria integrità e la propria decisione di interrompere il massacro.

Come ti incastro col minimo sforzo. Per veicolare lo schema della colpa, il narcisista perverso usa in primis canali indiretti, come Facebook, msn, sms, chat, perché il suo mantra rimane sempre e solo “ottenere il massimo col minimo”. E allora è una sassaiola di recriminazioni che inducono il soggetto dipendente a rispondere, rendersi disponibile per un “chiarimento”. Se le comunicazione via media non dovessero suscitare l’effetto dovuto, ci sono altre modalità per offendere. Per esempio, far sapere in qualche modo di avere altre “simpatie” o, direttamente costruire una situazione per scaricare sulla vittima tutta la propria (narcisistica) delusione … e il gioco è fatto. La trappola chiusa ad arte. La ricattura è avvenuta.

La fallibilità del piano B è bassissima perché, per quanto possa apparire assurdo, per le “vittime” vedere confermate le proprie convinzioni negative su di sé rappresenta un richiamo irresistibile e costituisce una nuova, sempre illusoria, occasione di riscatto e di conquistare finalmente il “vero amore”.

Lo schema della lusinga. Il narcisista perverso congegna questa trappola se i due precedenti schemi di ricattura (silenzio e colpevolizzazione) non hanno funzionato. La strategia della lusinga consiste nel dire alla vittima quello che lei si aspetta e che vorrebbe sentirsi dire, infarcirla di complimenti, alludere al sentimento amoroso di cui è affamata presentandolo come una possibilità concreta, farle credere che la relazione avrà un futuro. “Ho dei progetti per noi due”; “Sei sempre nei miei pensieri”; “Sei una persona speciale”, frasi che esprimono bene lo spirito della ricattura basata sulla lusinga. Balza subito agli occhi che non si tratta certo di poemi né di proclami d’amore; pochi narcisisti infatti si spingono oltre dichiarazioni melliflue e vaghe perché per la partner dipendente sono sufficienti a scatenare il delirio amoroso e a scardinare la ferma decisione di salvarsi.

La lusinga è un guinzaglio. La lusinga ha la funzione di riaccendere la speranza nella vittima al fine di ri-acquisire il controllo psicologico su di lei. Ripreso il controllo, l’autostima del narcisista perverso compromessa dal tentativo di fuga della preda è ripara istantaneamente riparata, con la conseguenza di riportare il rapporto allo stadio precendente.

Lo schema della lusinga può essere di tipo indiretto o diretto. Il primo, quello meno “costoso” dal punto di vista emotivo, è quello prediletto dal narcisista e sfrutta i social-network, gli sms o gli mms. Per esempio, basta una canzone melensa per suscitare nella ex-partner un tripudio nostalgia irragionevole e di inarrestabile tenerezza … e il gioco è fatto. La lusinga diretta, invece, consiste nel fare un piccolo regalo, inviare fiori o in un invito a cena inaspettato con l’intento ufficiale di “chiarire” la situazione. In questi casi, il narcisista perverso sarà espertissimo nel dire e non dire e, senza esporsi affatto, lascerà ancora una volta che la vittima precipiti nuovamente nella sua tela. Anche se raramente, può verificarsi che la partner resista alle prime lusinghe perché troppo ambigue. In questi sporadici casi, il narcisista può arrivare a promettere un cambiamento e a parlare d’amore … tranne poi smentirsi una volta avvenuta la ricattura.

Se lo schema della lusinga dovesse fallire rimangono ancora due mosse: tornare all’insulto e alla colpevolizzazione dello schema precedente oppure sfoderare l’arma finale, l’asso nella manica: lo schema del sintomo.

Lo schema del sintomo. Quando una delle trappole precedenti (silenzio, colpa e lunsinga) non funziona, il narcisista perverso ne seleziona un’altra e, in caso di fallimento, passa all’altra ancora. Silenzi, colpevolizzazioni e lusinghe possono alternarsi più e più volte: il risultato è un vortice esasperante di comportamenti ambigui e ambivalenti che stordiscono e ricatturano la preda. E’ solo una questione di tempo, di solito bastano poche settimane, qualche mese al massimo per sfibrare la volontà della “vittima” e indurla alla resa del ritorno. Il narcisista non ha particolare fretta, a meno che non intuisca che le sue strategie sono state smascherate e avverta quindi che il suo potere è al tramonto. Se osserva il fallimento ripetuto dei tre schemi di ricattura di base può reagire con forte rabbia e dolore e corroborare nella partner l’impressione cha la ami davvero. “ha bisogno di me e non lo sa perché ha paura dell’amore… Ma il tempo lo cambierà”. Questa, la patetica insegna della sconfitta, l’inizio di un incubo peggiore del precedente.

Come un bambino. La fuga ostinata e inarrestabile della partner non più dipendente, né assoggettata ai voleri del narcisista perverso scatena un’emotività distruttiva e disorganizzata, molto simile alle reazioni di un bambino. Pianti, discorsi sconnessi, lancio di oggetti, azioni auto-lesioniste e abuso di alcol o di sostanze possono preludere all’estremo tentativo di ricattura narcisistica: lo sviluppo del sintomo. E’ importante sottolineare che non si tratta di un sintomo simulato o di una recita perché il narcisista si ammala davvero e, inconsciamente, utilizza la propria condizione per richiamare a sé la ex-partner. “Mi sono rotto una gamba”, “Forse ho un tumore al cervello”, “Non dormo da giorni e non mangio, non so che cosa mi succede” sono esempi di sintomi utilizzati per la ricattura basata sul sintomo. Potrebbero sembrare esche psicologiche stupide e infantili, e lo sono senz’altro sul piano della logica ordinaria, ma la partner dipendente abbocca, cede dicendosi che non può lasciare da solo in circostanze così gravi “l’uomo che ha amato”, a dimostrazione che nelle dipendenze affettive vige la psico-logica. La potenza della malattia. Lo schema del sintomo rappresenta l’apice della patologia, la vetta della dipendenza. È la dimostrazione estrema del bisogno di controllo, dell’egoismo e della mutilazione affettiva cui i narcisisti perversi sottopongono se stessi e le persone che “amano”. La prova più difficile per chi vuole interrompere la dipendenza è rifiutare l’idea illusoria di poter veramente prendersi cura dell’altro, è mettere da parte l’aggressore con sano e consapevole egoismo prima che si riprenda e azzanni di nuovo. A molti livelli, la sofferenza psichica e/o fisica “aggancia” le persone imprigionate in una dipendenza affettiva. Spesso rivedono nel narcisista perverso un genitore punitivo da riconquistare o un genitore depresso da consolare con accondiscendenza infantile.

Resistere per vincere. La prima cosa da fare consiste nello smascheramento degli schemi. È doloroso ma indispensabile. Che cosa sta facendo il tuo narcisista perverso? Quale schema di ricattura attua? Quale trappola userà quando l’ultima attuata risultasse inefficace? Alla luce dei suoi schemi di ricattura non è certo il Principe Azzurro ma un kamikaze imbottito di tritolo che sorseggia tranquillamente un drink sdraiato con te, sul tuo letto. E tu cosa vuoi fare?

E’ solo uno schema. La violenza della ricattura psicologica attraverso il sintomo nelle dipendenze affettive può toccare apici sconcertanti e stabilire legami assoluti, legami basati sulla dedizione verso il narcisista malato, situazioni da cui, a un certo punto, può diventare impossibile uscire. Perché la malattia dell’altro, che lo mostra fragile, arreso, distrutto, fa leva su un nucleo dolente: il senso di colpa, il bisogno di rendersi utili, l’illusione di essere riconosciuti che affligge e accomuna le “vittime” dei narcisisti perversi. Uscirne è possibile, purché si ritrovi il rispetto per se stessi e lo si difenda fermamente, lasciando l’altro in balia dei suoi mostri e del suo specchio. Senza Appello e Per sempre

Modificato da erre
  • Mi piace! 2
barese senza accento
Inviato (modificato)

Eddài, Aquila, su.

Non so se sei pazzo, di certo non ci aiuta il fatto che tu ti diverta a farlo.

Tanto più che le cose che stavi scrivendo mi interessavano molto, come mi interessavano quelle di The Sinner che ammette di avere avuto esperienze del genere.

Perché al di là delle vicende di vita vissuta, degli sfoghi e dei rancori di chi purtroppo ha avuto brutte esperienze di questo tipo, resta la necessità di farne un discorso generale.

Una volta che abbiamo stabilito, con i contributi dei manuali E degli psichiatri, chi sono le donne (le persone) che hanno disturbi della personalità, che conclusioni ne traiamo? Come distinguiamo le tipe disturbate dalle tipe borderline e dalle tipe semplicemente insicure/maleducate/aggressive, o magari da quelle un po'zoccole perché infantili? Perché questo punto qui non è mica chiaro.

E soprattutto, qui m'interessava quello che diceva Aquila sull' "andazzo" della discussione, le tipe che hanno qualche problema - senza arrivare al disturbo vero e proprio - sono comunque irrecuperabili (e idem dicasi per i tipi, per chi è interessato)?

Perché se lo sono il problema si pone in misura limitata: le si riconosce, le si evita, se non le si riconosce in tempo le si manda affanculo, e boh.

Difficile a farsi ma relativamente facile a dirsi.

Ma se sono recuperabili? Che si fa? Le si equipara alle psycho? Si riconosce loro il diritto non dico di essere amate, ma almeno di non essere evitate?

Non ho risposte, voi che ne dite?

Modificato da barese senza accento
AquilaImperiale
Inviato

https://www.facebook.com/498755550197764/photos/a.498776530195666.1073741828.498755550197764/715967288476588/?type=1&theater

Attenzione perchè questa è la fase dove il manipolatore narcisista può diventare pericoloso:

Gli schemi della ricattura narcisistica.

Nella logica del narcisista perverso, l’abbandono è inammissibile. La fuga della preda è vissuta come una ferita dell’identità, un attacco imperdonabile al bisogno di esercitare controllo e potere sull’altro. Ciò motiva, di solito inconsciamente, quelli che alla “vittima” sembrano ritorni di fiamma e riavvicinamenti sinceri, e che sono invece trappole. Nell’analisi di decine di casi ho osservato che i narcisisti ricorrono a schemi di ricattura fissi. C’è una ricorsività inquietante nella struttura di questi comportamenti e nelle risposte che suscitano nella preda, che di frequente casca in uno dei tranelli e riprende la danza macabra del mal d’amore.

Gli schemi di ricattura posso presentarsi da poche settimane dopo la chiusura della storia a anni dalla fine del rapporto. In questo senso, la “vittima” non può mai abbassare la guardia e deve sapere di correre pericoli anche a distanza di molto tempo, a meno che non abbia raggiunto un nuovo equilibrio psicologico e affettivo, tale da immunizzarsi dall’influenza del narcisista. Ma in questo caso, l’ex-dipendente affettiva non nutrirebbe alcun interesse per il suo passato “amore”.

Gli schemi di ricattura o “piani” sono quattro:

- lo schema del silenzio;

- lo schema della colpa;

- lo schema della lusinga;

- lo schema del sintomo.

Enrico Maria Secci

dipendenza affettiva esasperata dal dolore e piegata dall’evidenza, la prima mossa del narcisista perverso è restare immobile. Conosce la vittima, sa che non riuscirà a svignarsela così facilmente, la immagina spesso a ragione arrovellarsi nell’ossessione, consumarsi in pianti, soffrire al punto che tornerà più “innamorata” che mai. Inoltre, la tentata evasione del/la partner comporta per l’aguzzino sentimentale il vantaggio secondario di prendersi una pausa da una relazione che sentiva già “troppo impegnativa” e dedicarsi alla sua attività preferita senza complicazioni: trastullare se stesso. Il narcisista perverso ha un senso del tempo decisamente lato: se per la sua “vittima” un’ora è un secolo, per lui settimane sono niente ed è, per questo, abile nell’arte dell’attesa come un ragno delicatamente addormentato sulla sua tela.

Lo schema del silenzio è sempre il piano A. Non comporta alcuna sofferenza per il narcisista, anzi, costituisce un gioco divertente che culmina nel ritorno della pecorella all’ovile che, così, alimenta il suo sentimento del potere. Mentre l’altr0/a si dibatte in un dolore assoluto, il narcisista ricorda un rettile freddo e distaccato in grado di sopravvivere senza cibarsi per settimane, matematicamente certo che il silenzio gli renda giustizia e renderà la vittima ancora più debole e disponibile al sopruso.

Esperto predatore, il narcisista perverso sa bene inoltre che la partner non lo lascerà del tutto a digiuno: guarderà la sua pagina su facebook, gli invierà messaggi indiretti, gli invierà al culmine della disperazione un sms o un biglietto paradossale come “ho deciso di non farmi più sentire da te”!

Se poi, la strategia del silenzio non funzionasse, c’è il piano B: lo schema della colpevolizzazione.

Lo schema della colpa. Se lo stratagemma del silenzio non dovesse funzionare perché la preda è decisa a sottrarsi al giogo della dipendenza, il narcisista perverso cambia schema e adotta il suo preferito, quello che, quando la relazione era intatta, meglio asserviva il/la partner e lo/la inchiodava nel rapporto. Lo schema della colpa è una scaltra miscela di accuse e di offese, di insulti e di squalifiche, di teoremi finalizzati a distruggere l’autostima dell’altro per indurlo a tornare sulle proprie decisioni mosso dall’illusoria possibilità di riscattarsi nell’opinione del narcisista e, allo stesso tempo, dallo sconforto di credere veramente di essere sgradevole e indesiderabile e non avere altra scelta che accontentarsi di un “amore” fatto di vessazioni e di infelicità.

Un arciere infallibile. Il narcisista perverso sa dove colpire e fa centro intercettando punti nevralgici della preda: l’immagine corporea e la sessualità (“Sei grassa.”, “Fai l’amore da schifo, chi ti vuole?”); i valori e la morale (“Ha approfittato della mia pazienza”, “Sei una tr***, mo’ tanto ti fai tutti”); gli affetti e la famiglia (“E’ colpa di quel tuo amico/ tua madre/tua sorella se siamo in questa situazione”, “Ti accompagni con quella gentaglia e sei veramente diventata uno schifo come loro”). Questi i tre bersagli, preferiti perché, stimolati col la giusta crudeltà, possono generare un dolore forte nella vittima, un dolore che stordisce e che le impedisce di difendere la propria integrità e la propria decisione di interrompere il massacro.

Come ti incastro col minimo sforzo. Per veicolare lo schema della colpa, il narcisista perverso usa in primis canali indiretti, come Facebook, msn, sms, chat, perché il suo mantra rimane sempre e solo “ottenere il massimo col minimo”. E allora è una sassaiola di recriminazioni che inducono il soggetto dipendente a rispondere, rendersi disponibile per un “chiarimento”. Se le comunicazione via media non dovessero suscitare l’effetto dovuto, ci sono altre modalità per offendere. Per esempio, far sapere in qualche modo di avere altre “simpatie” o, direttamente costruire una situazione per scaricare sulla vittima tutta la propria (narcisistica) delusione … e il gioco è fatto. La trappola chiusa ad arte. La ricattura è avvenuta.

La fallibilità del piano B è bassissima perché, per quanto possa apparire assurdo, per le “vittime” vedere confermate le proprie convinzioni negative su di sé rappresenta un richiamo irresistibile e costituisce una nuova, sempre illusoria, occasione di riscatto e di conquistare finalmente il “vero amore”.

Lo schema della lusinga. Il narcisista perverso congegna questa trappola se i due precedenti schemi di ricattura (silenzio e colpevolizzazione) non hanno funzionato. La strategia della lusinga consiste nel dire alla vittima quello che lei si aspetta e che vorrebbe sentirsi dire, infarcirla di complimenti, alludere al sentimento amoroso di cui è affamata presentandolo come una possibilità concreta, farle credere che la relazione avrà un futuro. “Ho dei progetti per noi due”; “Sei sempre nei miei pensieri”; “Sei una persona speciale”, frasi che esprimono bene lo spirito della ricattura basata sulla lusinga. Balza subito agli occhi che non si tratta certo di poemi né di proclami d’amore; pochi narcisisti infatti si spingono oltre dichiarazioni melliflue e vaghe perché per la partner dipendente sono sufficienti a scatenare il delirio amoroso e a scardinare la ferma decisione di salvarsi.

La lusinga è un guinzaglio. La lusinga ha la funzione di riaccendere la speranza nella vittima al fine di ri-acquisire il controllo psicologico su di lei. Ripreso il controllo, l’autostima del narcisista perverso compromessa dal tentativo di fuga della preda è ripara istantaneamente riparata, con la conseguenza di riportare il rapporto allo stadio precendente.

Lo schema della lusinga può essere di tipo indiretto o diretto. Il primo, quello meno “costoso” dal punto di vista emotivo, è quello prediletto dal narcisista e sfrutta i social-network, gli sms o gli mms. Per esempio, basta una canzone melensa per suscitare nella ex-partner un tripudio nostalgia irragionevole e di inarrestabile tenerezza … e il gioco è fatto. La lusinga diretta, invece, consiste nel fare un piccolo regalo, inviare fiori o in un invito a cena inaspettato con l’intento ufficiale di “chiarire” la situazione. In questi casi, il narcisista perverso sarà espertissimo nel dire e non dire e, senza esporsi affatto, lascerà ancora una volta che la vittima precipiti nuovamente nella sua tela. Anche se raramente, può verificarsi che la partner resista alle prime lusinghe perché troppo ambigue. In questi sporadici casi, il narcisista può arrivare a promettere un cambiamento e a parlare d’amore … tranne poi smentirsi una volta avvenuta la ricattura.

Se lo schema della lusinga dovesse fallire rimangono ancora due mosse: tornare all’insulto e alla colpevolizzazione dello schema precedente oppure sfoderare l’arma finale, l’asso nella manica: lo schema del sintomo.

Lo schema del sintomo. Quando una delle trappole precedenti (silenzio, colpa e lunsinga) non funziona, il narcisista perverso ne seleziona un’altra e, in caso di fallimento, passa all’altra ancora. Silenzi, colpevolizzazioni e lusinghe possono alternarsi più e più volte: il risultato è un vortice esasperante di comportamenti ambigui e ambivalenti che stordiscono e ricatturano la preda. E’ solo una questione di tempo, di solito bastano poche settimane, qualche mese al massimo per sfibrare la volontà della “vittima” e indurla alla resa del ritorno. Il narcisista non ha particolare fretta, a meno che non intuisca che le sue strategie sono state smascherate e avverta quindi che il suo potere è al tramonto. Se osserva il fallimento ripetuto dei tre schemi di ricattura di base può reagire con forte rabbia e dolore e corroborare nella partner l’impressione cha la ami davvero. “ha bisogno di me e non lo sa perché ha paura dell’amore… Ma il tempo lo cambierà”. Questa, la patetica insegna della sconfitta, l’inizio di un incubo peggiore del precedente.

Come un bambino. La fuga ostinata e inarrestabile della partner non più dipendente, né assoggettata ai voleri del narcisista perverso scatena un’emotività distruttiva e disorganizzata, molto simile alle reazioni di un bambino. Pianti, discorsi sconnessi, lancio di oggetti, azioni auto-lesioniste e abuso di alcol o di sostanze possono preludere all’estremo tentativo di ricattura narcisistica: lo sviluppo del sintomo. E’ importante sottolineare che non si tratta di un sintomo simulato o di una recita perché il narcisista si ammala davvero e, inconsciamente, utilizza la propria condizione per richiamare a sé la ex-partner. “Mi sono rotto una gamba”, “Forse ho un tumore al cervello”, “Non dormo da giorni e non mangio, non so che cosa mi succede” sono esempi di sintomi utilizzati per la ricattura basata sul sintomo. Potrebbero sembrare esche psicologiche stupide e infantili, e lo sono senz’altro sul piano della logica ordinaria, ma la partner dipendente abbocca, cede dicendosi che non può lasciare da solo in circostanze così gravi “l’uomo che ha amato”, a dimostrazione che nelle dipendenze affettive vige la psico-logica. La potenza della malattia. Lo schema del sintomo rappresenta l’apice della patologia, la vetta della dipendenza. È la dimostrazione estrema del bisogno di controllo, dell’egoismo e della mutilazione affettiva cui i narcisisti perversi sottopongono se stessi e le persone che “amano”. La prova più difficile per chi vuole interrompere la dipendenza è rifiutare l’idea illusoria di poter veramente prendersi cura dell’altro, è mettere da parte l’aggressore con sano e consapevole egoismo prima che si riprenda e azzanni di nuovo. A molti livelli, la sofferenza psichica e/o fisica “aggancia” le persone imprigionate in una dipendenza affettiva. Spesso rivedono nel narcisista perverso un genitore punitivo da riconquistare o un genitore depresso da consolare con accondiscendenza infantile.

Resistere per vincere. La prima cosa da fare consiste nello smascheramento degli schemi. È doloroso ma indispensabile. Che cosa sta facendo il tuo narcisista perverso? Quale schema di ricattura attua? Quale trappola userà quando l’ultima attuata risultasse inefficace? Alla luce dei suoi schemi di ricattura non è certo il Principe Azzurro ma un kamikaze imbottito di tritolo che sorseggia tranquillamente un drink sdraiato con te, sul tuo letto. E tu cosa vuoi fare?

E’ solo uno schema. La violenza della ricattura psicologica attraverso il sintomo nelle dipendenze affettive può toccare apici sconcertanti e stabilire legami assoluti, legami basati sulla dedizione verso il narcisista malato, situazioni da cui, a un certo punto, può diventare impossibile uscire. Perché la malattia dell’altro, che lo mostra fragile, arreso, distrutto, fa leva su un nucleo dolente: il senso di colpa, il bisogno di rendersi utili, l’illusione di essere riconosciuti che affligge e accomuna le “vittime” dei narcisisti perversi. Uscirne è possibile, purché si ritrovi il rispetto per se stessi e lo si difenda fermamente, lasciando l’altro in balia dei suoi mostri e del suo specchio. Senza Appello e Per sempre

Oh, fa 'na bella cosa, mettimi in lista ignorati. Io farò altrettanto. Tnx.

erre
Inviato

Eddài, Aquila, su.

Non so se sei pazzo, di certo non ci aiuta il fatto che tu ti diverta a farlo.

Tanto più che le cose che stavi scrivendo mi interessavano molto, come mi interessavano quelle di The Sinner che ammette di avere avuto esperienze del genere.

Perché al di là delle vicende di vita vissuta, degli sfoghi e dei rancori di chi purtroppo ha avuto brutte esperienze di questo tipo, resta la necessità di farne un discorso generale.

Una volta che abbiamo stabilito, con i contributi dei manuali E degli psichiatri, chi sono le donne (le persone) che hanno disturbi della personalità, che conclusioni ne traiamo? Come distinguiamo le tipe disturbate dalle tipe borderline e dalle tipe semplicemente insicure/maleducate/aggressive, o magari da quelle un po'zoccole perché infantili? Perché questo punto qui non è mica chiaro.

E soprattutto, qui m'interessava quello che diceva Aquila sull' "andazzo" della discussione, le tipe che hanno qualche problema - senza arrivare al disturbo vero e proprio - sono comunque irrecuperabili (e idem dicasi per i tipi, per chi è interessato)?

Perché se lo sono il problema si pone in misura limitata: le si riconosce, le si evita, se non le si riconosce in tempo le si manda affanculo, e boh.

Difficile a farsi ma relativamente facile a dirsi.

Ma se sono recuperabili? Che si fa? Le si equipara alle psycho? Si riconosce loro il diritto non dico di essere amate, ma almeno di non essere evitate?

Non ho risposte, voi che ne dite?

Barese, la distinzione è abbastanza semplice da attuare.

La persona disturbata si comporta in maniera veramente incomprensibile.

Ti accorgi che c'è qualcosa che non va in lei.

Ha reazioni spropositate rispetto a ciò che le scatena.

Scatti di rabbia, urla, strepiti, atteggiamenti auto- lesionistici, crisi depressive improvvise, lancio di oggetti, cambi di umore improvvisi ed inspiegabili.

Qui, davvero non si parla di persone che hanno qualche problema, ma persone veramente fuori di testa, che vivono aggrappandosi agli altri e che non sanno cosa voglia dire condividere, ricambiare, ascoltare gli altri.

Ti accorgi che sono irrecuperabili perché ripetono gli stessi schemi all'infinito. Quando sei stanco e stai per andartene, pur di tenerti accanto, ti promettono mari e monti, ma, non appena cedi e sanno di averti convinto a restare, tutto torna uguale.

Non tengono fede alle promesse, agli impegni, ai programmi, tutto è finalizzato ad ottenere qualcosa (qualsiasi cosa, attenzione, compagnia, ritorni personali), fanno solo finta di manifestare disponibilità, di voler cambiare, di ascoltare, ma fanno sempre e solo ciò che pare a loro.

E, se provi ad ignorarli o ad allontanarli, ecco che si scatena la loro furia vendicativa e distruttiva.

  • Mi piace! 2
AquilaImperiale
Inviato

Eddài, Aquila, su.

Non so se sei pazzo, di certo non ci aiuta il fatto che tu ti diverta a farlo.

Tanto più che le cose che stavi scrivendo mi interessavano molto, come mi interessavano quelle di The Sinner che ammette di avere avuto esperienze del genere.

Perché al di là delle vicende di vita vissuta, degli sfoghi e dei rancori di chi purtroppo ha avuto brutte esperienze di questo tipo, resta la necessità di farne un discorso generale.

Una volta che abbiamo stabilito, con i contributi dei manuali E degli psichiatri, chi sono le donne (le persone) che hanno disturbi della personalità, che conclusioni ne traiamo? Come distinguiamo le tipe disturbate dalle tipe borderline e dalle tipe semplicemente insicure/maleducate/aggressive, o magari da quelle un po'zoccole perché infantili? Perché questo punto qui non è mica chiaro.

E soprattutto, qui m'interessava quello che diceva Aquila sull' "andazzo" della discussione, le tipe che hanno qualche problema - senza arrivare al disturbo vero e proprio - sono comunque irrecuperabili (e idem dicasi per i tipi, per chi è interessato)?

Perché se lo sono il problema si pone in misura limitata: le si riconosce, le si evita, se non le si riconosce in tempo le si manda affanculo, e boh.

Difficile a farsi ma relativamente facile a dirsi.

Ma se sono recuperabili? Che si fa? Le si equipara alle psycho? Si riconosce loro il diritto non dico di essere amate, ma almeno di non essere evitate?

Non ho risposte, voi che ne dite?

Ok, ho trollato abbastanza per oggi. :rofl:

Tornando seri, detto in parole povere ti chiedi se le psycho siano irrecuperabili o si possano salvare...?

La cosa che ho notato (a livello personale) delle psycho è la loro straordinaria incoerenza.

Sono capaci di dirti il giorno prima "se mi lasci mi uccido", ed il giorno dopo stanno a letto con qualcun'altro...

Poi ci saranno casi e casi, magari ci sarà qualcuna che quando dice di amare è sincera e si comporta di conseguenza... non sò.

Credo che in questi casi la cosa migliore da fare sia rimanere alla finestra e guardare che fanno, poi agire di conseguenza... (che fin quando non si prova nulla è facile, se si è innamorati un po' meno).

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazioni importanti

Il nostro sito usa dei cookie 🍪 per aiutarti a migliorare la tua esperienza di navigazione. Puoi modificare le impostazioni dei cookie, altrimenti puoi accettarli cliccando su "ACCETTA".