Marius88_2 [Partecipante] 115 Inviato 19 Novembre 2014 Inviato 19 Novembre 2014 Tornano sempre,sempre... Con i fluidi del membro di turno appena uscito da casa loro sulla loro bocca,mentre,sorridendo,ti scrivono un messaggino "tenero e innocente" per tastare il terreno... La mia è psycho da manuale(scatti d'ira esclusi,mai avuti con me...probabilmente si è spaventata per un MIO scatto d'ira avuto quando ho scoperto i suoi giochetti),e torna sistematicamente a farsi sentire con messaggi da "zerbino"... Poi in giro fatica ad incrociare il mio sguardo. Sono patetiche,sono LADRE di energia,stabilità e sentimenti... Cose che loro conoscono ma non possono avere,non sono in grado. E' la loro droga...non vorrete mica dare ad un eroinomane accendino e cucchiaio,vero?
freefall [Partecipante] 3002 Inviato 19 Novembre 2014 Inviato 19 Novembre 2014 Loro tornano quando le cose le andranno male e si allontaneranno quando le andranno bene.Proprrio come la pila.Torneranno da chi le ha accettate per quello che loro sono.Quando verranno rifiutate e respinte a dovere.Ecco perchè bisogna conoscerle bene,fare un esame profondo e respingerle con delicatezza.Nessuno è obbligato a fare il martire e ognuno ha il diritto di vivere felice e von loro la felicità è impossibile.Sono problemi loro e non nostri.Che se ne vadano a ricaricarsi dove vogliono. La delicatezza va meritata. Respinte. Punto. Invadono il territorio altrui per predare. Valga la legge della giungla. Nessuna umana empatia per i rettili. Si infilino una mela in bocca e striscino a rompere le scatole altrove. Balthasar ha reagito a questo 1
MarcoT [Lurker] 7 Inviato 20 Novembre 2014 Inviato 20 Novembre 2014 Eccomi, ho letto più o meno tutto. Sto da qualche anno con una donna che fino a gennaio di quest'anno potevo definire meravigliosa. Potrei definirla ancora oggi, soltanto che dall'inizio dell'anno qualcosa è cambiato. Non sto a spiegarvi tutti i problemi che ci sono dietro per motivi di privacy, ma brevemente è una donna che fin da piccola ha subito violenze fisiche e psichiche dal padre, dal marito, e ora psichiche dai figli ormai tutti quasi maggiorenni. Di punto in bianco ha iniziato a dirmi che lei ha il diritto di fare la sua vita e che io non posso pretendere che lei faccia tutto quello che voglio io. Da notare che sono 3 mesi che non vivo più con lei (prima era 1 settimana si e una no), mi ha letteralmente buttato fuori di casa. Il giorno prima "ti amo", il giorno dopo tu a casa mia "invadi". Molto probabilmente il tutto condizionato dai figli, dei genitori e dall'ex marito, nessuno dei quali ha mai accettato la nostra relazione (ma perchè, avrebbero mai dovuto?) instaurando un rapporto con lei estremamente teso e di continue discussioni...soprattutto i figli. In definitiva, allontanandomi le discussioni con tutti sono finite, ora dice di essere serena e stare bene, peccato che la nostra relazione è praticamente finita nel cesso. Ha cominciato ad inventarsi cose inesistenti, che la controllo, che voglio che viva come dico io non lasciandola uscire con chi le pareva quando le pareva invece che uscire con me (ma una relazione non dovrebbe essere fatta da due persone che VOGLIONO stare insieme?), a dire che lei è libera di fare quello che vuole e che non mi deve dare spiegazioni. In definitiva, le ho detto che se pensa di voler fare ciò che le pare, se pensa che la nostra storia di amore eterno (spergiurato a suo tempo) sia finita, di dirmelo che non c'è problema, la amo, quindi la lascio libera. Cerco di prendermi più volte momenti di "silenzio radio", no sms, wa, fb e chi più ne ha più ne metta... tempo 2, 3 giorni e comincia a scrivermi, a volta anche solo dopo mezza giornata che le ho detto di stare distanti un po... mi cerca "io senza di te non posso stare". Allora le dico, "ok, dimostramelo" Lei :Come? Io: Vediamoci adesso. Lei: non posso Io: domani? Lei: devo andare via e cosi per più volte... l'ultimo week end stava malissimo, malgrado tutto è riuscita ad uscire sabato sera a cena, domenica mattina per shopping, il pomeriggio per partita di basket e la sera per altra cena con le persone con cui aveva visto la partita... Lunedi sarebbe iniziata la nostra settimana (quando dico nostra intendo quella in cui entrambi non abbiamo i figli e abbiamo quindi la massima libertà di vederci), ma alla sera non aveva più voglia di uscire perchè pioveva e faceva freddo... !! La mia pazienza è finita. Ho smesso di scriverle martedì sera mentre lei ha continuato, mi ha scritto "ti amo" che non scriveva da tempo, che non è vero che mi tratta come uno zerbino, che senza di me non può stare... Allora questa mattina ho ceduto... Io: cosa fai sabato sera? Lei: Ho la cena con le amiche Io: ok, ti sei risposta da sola Lei: lo sai che avevo organizzato da tempo Lei: ok, va bene Lei: Allora vedi che tu vorresti che io nella vita non faccia altro che stare a casa o con te? Io: Ci siamo visti una volta in 15 giorni. Se mi ami e se non puoi fare a meno di me, IO VOGLIO FATTI, NON PAROLE. Lei: Guarda che io i "fatti" li ho fatti fino ad agosto Lei: il tuo atteggiamento già mi indispettisce...lo capisci? ...non ho più risposto, faccio un favore a me prima di tutto... A questo punto direi che si tratta di psycho... ...ma come mai tutto ad un tratto? E' recuperabile? Lo psicologo che l'ha vista insieme a me dice che una quindicina di giorni di lontananza e silenzio assoluto dovrebbero farle capire a cosa tiene veramente... Voi cosa ne dite?
Txm [Partecipante] 25 Inviato 20 Novembre 2014 Inviato 20 Novembre 2014 (modificato) Eccomi, ho letto più o meno tutto. Sto da qualche anno con una donna che fino a gennaio di quest'anno potevo definire meravigliosa. Potrei definirla ancora oggi, soltanto che dall'inizio dell'anno qualcosa è cambiato. Non sto a spiegarvi tutti i problemi che ci sono dietro per motivi di privacy, ma brevemente è una donna che fin da piccola ha subito violenze fisiche e psichiche dal padre, dal marito, e ora psichiche dai figli ormai tutti quasi maggiorenni. Di punto in bianco ha iniziato a dirmi che lei ha il diritto di fare la sua vita e che io non posso pretendere che lei faccia tutto quello che voglio io. Da notare che sono 3 mesi che non vivo più con lei (prima era 1 settimana si e una no), mi ha letteralmente buttato fuori di casa. Il giorno prima "ti amo", il giorno dopo tu a casa mia "invadi". Molto probabilmente il tutto condizionato dai figli, dei genitori e dall'ex marito, nessuno dei quali ha mai accettato la nostra relazione (ma perchè, avrebbero mai dovuto?) instaurando un rapporto con lei estremamente teso e di continue discussioni...soprattutto i figli. In definitiva, allontanandomi le discussioni con tutti sono finite, ora dice di essere serena e stare bene, peccato che la nostra relazione è praticamente finita nel cesso. Ha cominciato ad inventarsi cose inesistenti, che la controllo, che voglio che viva come dico io non lasciandola uscire con chi le pareva quando le pareva invece che uscire con me (ma una relazione non dovrebbe essere fatta da due persone che VOGLIONO stare insieme?), a dire che lei è libera di fare quello che vuole e che non mi deve dare spiegazioni. In definitiva, le ho detto che se pensa di voler fare ciò che le pare, se pensa che la nostra storia di amore eterno (spergiurato a suo tempo) sia finita, di dirmelo che non c'è problema, la amo, quindi la lascio libera. Cerco di prendermi più volte momenti di "silenzio radio", no sms, wa, fb e chi più ne ha più ne metta... tempo 2, 3 giorni e comincia a scrivermi, a volta anche solo dopo mezza giornata che le ho detto di stare distanti un po... mi cerca "io senza di te non posso stare". Allora le dico, "ok, dimostramelo" Lei :Come? Io: Vediamoci adesso. Lei: non posso Io: domani? Lei: devo andare via e cosi per più volte... l'ultimo week end stava malissimo, malgrado tutto è riuscita ad uscire sabato sera a cena, domenica mattina per shopping, il pomeriggio per partita di basket e la sera per altra cena con le persone con cui aveva visto la partita... Lunedi sarebbe iniziata la nostra settimana (quando dico nostra intendo quella in cui entrambi non abbiamo i figli e abbiamo quindi la massima libertà di vederci), ma alla sera non aveva più voglia di uscire perchè pioveva e faceva freddo... !! La mia pazienza è finita. Ho smesso di scriverle martedì sera mentre lei ha continuato, mi ha scritto "ti amo" che non scriveva da tempo, che non è vero che mi tratta come uno zerbino, che senza di me non può stare... Allora questa mattina ho ceduto... Io: cosa fai sabato sera? Lei: Ho la cena con le amiche Io: ok, ti sei risposta da sola Lei: lo sai che avevo organizzato da tempo Lei: ok, va bene Lei: Allora vedi che tu vorresti che io nella vita non faccia altro che stare a casa o con te? Io: Ci siamo visti una volta in 15 giorni. Se mi ami e se non puoi fare a meno di me, IO VOGLIO FATTI, NON PAROLE. Lei: Guarda che io i "fatti" li ho fatti fino ad agosto Lei: il tuo atteggiamento già mi indispettisce...lo capisci? ...non ho più risposto, faccio un favore a me prima di tutto... A questo punto direi che si tratta di psycho... ...ma come mai tutto ad un tratto? E' recuperabile? Lo psicologo che l'ha vista insieme a me dice che una quindicina di giorni di lontananza e silenzio assoluto dovrebbero farle capire a cosa tiene veramente... Voi cosa ne dite? giudicando dalla noia che ho provato nel leggere la tua storia, direi che non si tratti di psycho. vai tranquillo bro! Modificato 20 Novembre 2014 da Txm
Initial.D [Partecipante] 220 Inviato 20 Novembre 2014 Inviato 20 Novembre 2014 (modificato) Lei: Guarda che io i "fatti" li ho fatti fino ad agosto Lei: il tuo atteggiamento già mi indispettisce...lo capisci? ti sta dicendo che lei ti e rimasta "fedele" fino ad agosto! ora si è presa la libertà di fare il cazzo che le pare con o senza il tuo consenso (non farti mancare di rspetto in questo modo) e il fatto che tu stia risalendo alla verità, la indispettisce parecchio. 1 consiglio, taglia! (perchè si nota lontano chilometri che ha altro x le mani, o tra le gambe a cui ti tiene allo scuro di tutto.) e non ti vuole intorno = ti sta evitando in tutti i modi 1 altra cosa cho ho notato nelle psyco: hanno anche l'abitudine di dire la verità su di sé - mascherandola da bugia, in modo da fornire un alibi a chi l'ascolta e a se stessa. (si fingono ciò che non sono, sono lo specchio di chi si trovano di fronte) In altre parole lei crede che, con l'uso della dissimulazione e persuasione, possa riuscire a difendersi dal timore di non essere creduta/giudicata dagli altri e, allo stesso tempo, possa non credere nemmeno lei, fino in fondo, a ciò che dice. (non so se ti è mai capitato di notare, che improvvisamnete lei avesse dei "vuoti di memoria") state parlando di un argomento lei e partecipe risponde sorride ecc. e all'improvviso ti dice: "ma cosa?" - "scusa, di che stai parlando?" - "bho, non so! io non l'ho mai detto.." mentre l'attimo prima ti aveva risposto.. sembra che loro vorrebbero stare da entrambi i lati, vorrebbero sdoppiarsi, ma non si puo. prima dicono "ok è destra!" alla stessa domanda 5 minuti dopo ti dicono "no! io ho detto sinistra!" e questo avviene perche, non sono mai certe di niente! neppure delle stronzate che raccontano In qualche modo queste persone rimangono vittime della propria strategia di dissimulazione <<hanno bisogno profondamente di: amici, familiari e partner. e nello stesso modo provano indifferenza, irritazione, rabbia e crudeltà. verso le stesse persone.>> (amore/odio) le persone affette da questo disturbo, presentano una sensibilità estremamente spiccata e un'emotività molto vivida. (x questo amplificano tutto x10 anche quando si tratta di stronzate) le persone borderline/psyco vivano nel terrore della svalutazione e dell'abbandono. sono persone che vivono d'instabilità, d'invidia e d'insicurezza. alcune di loro si uniscono a gruppi con forte carisma (tipo: politici, estremisti, ingenieri, universitari, dottori, ecc.), mentre altre, hanno una forte difficoltà nello scegliere un lavoro o stabilire delle preferenze definitive e stabili rispetto alla politica, al comportamento sessuale, ai valori sociali e culturali e alle amicizie. (per questo si ritrovano sempre compagni che sono avanzi di galera, o tutta gente rude/sporca, poco affidabile.) << vogliono tutto e subito, ma senza fare niente.>> (sti cazzi) elemento distintivo di questo tipo di persone è la necessità di sentire i bisogni attraverso l'altro, e quindi di fissarsi in una posizione di "falsa mancanza" per cui "quello che ho, non è mai abbastanza e non mi gratifica" (è t'incolpano di questo) quando questi soggetti quindi ricevono un complimento (se ci hai fatto caso) come primo istinto credono che non sia sincero ma che abbia solo un intento manipolativo nei loro confronti (stanno sempre sulla difensiva, credendo che tu le voglia in qualche modo "fregare" ) quando sono costretti invece a prenderlo sul serio utilizzano lo strumento della svalutazione e quindi anche di sé ("lo dici solo perche.." - " ma se faccio schifo!" - "mettiti gli occhiali" ecc..) 1 bel meccanismo di difesa, anche se la sua parte narcisistica, gode nel sentirsi valorizzata, apprezzata, elogiata (come si dice: "buon viso a cattivo gioco") come meccanismo di difesa preferito impiegano l'introiezione (che sarebbe: l'opposto della proiezione! cioè; le due facce opposte della stessa medaglia! dott. Jeckyell e mr.Hyde) che ha per effetto la cattiva immagine di sé, i ricatti morali e i sensi di colpa, da cui siamo costantemente assaliti. lo stato emotivo dell'invidia implica la sensazione dolorosa di carenza e di desiderio per ciò di cui ci si sente privi; è una situazione in cui le cose buone sono vissute come qualcosa di esterno a noi, che sentiamo il bisogno di incorporare. Benché l'invidia sia una reazione comprensibile a una frustrazione e a una deprivazione precoce, nella psiche rappresenta un fattore autofrustrante, perché il desiderio smisurato d'amore che essa implica non soddisfa mai la sensazione cronica di penuria e negatività interiore, ma al contrario provoca a sua volta altra frustrazione e altro dolore. La frustrazione è una conseguenza naturale dell'invidia Il bisogno d'amore più grande x 1 border/psyco è quello di sentirsi riconosciuto e rispettato nel proprio drammatico bisogno d'amore. (+ che d'amore oserei dire d'affetto: che le è stato mancato e che quindi non sono capace a loro volta di dare.) quale sia la verità sul momento in cui l'invidia inizia durante l'allattamento, nell'esperienza di molti tale sentimento non viene vissuto a livello cosciente nei confronti della madre, bensì di un fratello/sorella che la madre predilige, di modo che, deciso a conquistarsi l'amore materno, l'individuo ha cercato di essere quel fratello o quella sorella, anziché sé stesso (i genitori che cercano di responsabilizzarla, di spronarla, chiedono sempre aiuto a lei mentre lei vede e vive tutto questo come sfruttazione della sua persona, e la senti citare "perche devo fare tutto io?" - "sono la schiava/serva di casa!" - "non è giusto mio fratello/mia sorella ecc..." - "perche io si e lei/lui no?!" ) e vero che nutre un forte risentimento verso i loro fratelli/sorelle/amici. il quale vengono sempre difesi/elorgiati/premiati dai genitori a suo discapito. ("tuo fratello/sorella lo sa fare meglio" - "la tua amica è + sveglia, mentre tu.." ecc..) 1 la svalutazione e il confronto del tutto sbagliato l'invidia può manifestarsi come la ricerca continua di eventi straordinari e di esperienze intense, cui corrisponde l'insoddisfazione per ciò che è ordinario e privo di drammaticità (motivo per cui, non rispettano le regole e si mettono spesso nei guai, sia con le persone che con la legge.) contemporaneamente all'invidia sociale si sviluppa un aspetto che gli analisti chiamano: "sabotatore interno", che spinge le psyco a scappare "da tutte le partite già perse in partenza". cioè quando sulla strada si profila un ostacolo che percepisce al di là delle sue capacità, semplicemente rinuncia al suo obiettivo e corre in un'altra direzione (si attacca ad 1 altro ramo) con la scusa di "sentirsi soffocare", sentirsi sempre stanca, di non sapere in che direzione andare, cosa voglia veramente, essere perennemente confusa, avere un'immagine di sé come di 1 che non è in grado di fare e né ottenere nulla nella vita. (incapace d'intendere e di volere) e questo suscita parecchia compassione, pena, x chi sta li ad ascoltarla e scatta l'automatico il pronto soccorso/crocerossina "non preoccuparti ti aiuto io." e inevitabilmente ti troverai a fare tutto tu il lavoro che invece dobrebbe fare lei (in altre parole: le spiani la strada e lei alla fine si prenderà tutti i meriti.) l'immagine scadente di se' è 1 auto denigrazione che crea il "buco nero" dal quale emerge la voracità dell'invidia con il suo aggrapparsi, il suo pretendere, il suo mordere, la sua dipendenza, il suo attaccamento eccessivo, in tutte le loro manifestazioni in questo ambito rientrano non solo l'immagine negativa di sé e la frustrazione nel raggiungimento dell'oggetto d'amore, ma anche l'uso del dolore a scopo vendicativo o per il raggiungimento dell'amore. In qualche modo la mancanza d'amore viene giustificata con qualche caratteristica personale deficitaria, per esempio "non sono mai stato amata perché nessuno è mai rimasto davvero con me". autocommiserazione, senso d'impotenza, ecc.. nel contempo lo stesso "deficit", amplificato, viene utilizzato per reiterare una richiesta d'attenzione che resta per questo eternamente insoddisfatta, producendo altra frustrazione e altra solitudine. cioè una richiesta di vicinanza emotiva che ottiene esattamente il contrario e giustifica l'atteggiamento sprezzante e ostile nei confronti della stessa persona verso cui è diretta la richiesta decisamente ambigua. (sentono di avere bisogno di TE e nello stesso modo ti tengono distante da loro) come di conseguenza, tendono a soffrire di solitudine e questo struttura in loro un senso tragico sia del presente che del futuro e della vita in generale (e spesso accade di notte, quando nesuno rimane con loro..) in particolare rilievo ciò che riguarda il senso della perdita, che in genere riecheggia esperienze reali di perdite e privazioni, e a volte è presente come paura di una perdita futura o come tendenza a soffrire intensamente per le separazioni e le frustrazioni della vita (quante volte avete sentito dire queste frasi: "so già che finirà" - "e se tutto questo dovesse finire?" - "alla fine se ne vanno tutti" - "come fai a sopportarmi?" - "non c'è futuro per noi.." - "era destino che le cose dovessero finire.." ) ecc. ma ben oltre questo, elementi di distacco emotivo e di non raggiungimento dell'oggetto "d'amore" (e torniamo semrpe sull'aspetto materialista che hanno queste persone) sono rintracciabili anche più precocemente nella storia delle psyco e/o comunque nel modo in cui lui vive la sua storia. la sensazione di sé è come di un bambino ingombrante per le sue dimensioni, la sua forza e la sua goffaggine e, per certi versi, di bambino scomodo (e molte di loro si convincono di essere nate x sbaglio. appunto perche si sentono dei "pesci fuor d'acqua" - non si sentono parte di questo mondo. e le senti dire " voglio morire. nessuno mi ama.") loro si sentono completamente scollegate, e al tempo stesso protette dal resto del mondo si formano 1 "bolla" - una "bariera" un "muro immaginario" che le circonda e che le tengono separate da tutto e da tutti ma nello stesso tempo, le permette di allungare le sue mani e le sue gambe, per poter andare a prendersi ciò che vuole. (con la forma + antica e vigliacca del mondo: la manipolazione affettiva.) accudimento/dipendenza affettiva (che spesso scambiamo x amore) come e stato più volte ricordato, le psyco si distinguono anche per l'atteggiamento apparentemente gentile e disponibile verso gli altri, salvo poi dimostrarsi instabile nei rapporti e incapace di reale intimità. in ogni caso: la sua capacità di accudimento non è solo una forma di "do ut des" vale a dire esclusivamente in funzione del suo bisogno d'atenzione, e altresì fondato su un'identificazione "empatica" con i bisogni degli altri = mirroring (quindi con l'unico scopo a livello personale e fine a se stessa, 1 succhia energia.) poiché le psyco, non dispongono di confini personali ben definiti, confonde se stesso con i bisogni degli altri e si aspetta che anche gli altri abbiano una simile conoscenza diretta dei suoi bisogni e siano dunque pronti a soddisfarli così come lei farebbe per loro. (la mancanza di questo viene vista come 1 tradimento. non tollerano margine d'errore da parte tua) il narcisismo è collegato all'emotività carica di odio, un atteggiamento di superiorità consiste talvolta con una cattiva immagine di sé, e come compensazione di essa. benché l'individuo possa ribollire di biasimo e di odio per se stesso, in questo caso l'atteggiamento verso il mondo esterno è quello di una prima donna, o almeno di una persona molto speciale. quando la pretesa di essere speciale viene frustrata, può sfociare in un ruolo da vittima, da "genio incompreso" (finta moralista) viceversa da ricattatore punitivo, perversa, demolitrice, sfruttatrice, truffatrice, capricciosa, lagnosa, ecc.. alla fine chi ci troviamo davanti è 1 pazza alterata maggiorenne, che ragiona come 1 mocciosa di 7/8anni (sono casi clinici: non possono ragionare in modo normale, sapiente ecc. sono MALATE MENTALI = manicomio!.) Modificato 20 Novembre 2014 da Initial.D CarlGustav, Attila23 e Frigobar91 ha reagito a questo 3
pasqualcas [Partecipante] 9 Inviato 20 Novembre 2014 Inviato 20 Novembre 2014 1 altra cosa cho ho notato nelle psyco: hanno anche l'abitudine di dire la verità su di sé - mascherandola da bugia, in modo da fornire un alibi a chi l'ascolta e a se stessa. (si fingono ciò che non sono, sono lo specchio di chi si trovano di fronte) In altre parole lei crede che, con l'uso della dissimulazione e persuasione, possa riuscire a difendersi dal timore di non essere creduta/giudicata dagli altri e, allo stesso tempo, possa non credere nemmeno lei, fino in fondo, a ciò che dice. (non so se ti è mai capitato di notare, che improvvisamnete lei avesse dei "vuoti di memoria") state parlando di un argomento lei e partecipe risponde sorride ecc. e all'improvviso ti dice: "ma cosa?" - "scusa, di che stai parlando?" - "bho, non so! io non l'ho mai detto.." mentre l'attimo prima ti aveva risposto.. sembra che loro vorrebbero stare da entrambi i lati, vorrebbero sdoppiarsi, ma non si puo. prima dicono "ok è destra!" alla stessa domanda 5 minuti dopo ti dicono "no! io ho detto sinistra!" e questo avviene perche, non sono mai certe di niente! neppure delle stronzate che raccontano In qualche modo queste persone rimangono vittime della propria strategia di dissimulazione <<hanno bisogno profondamente di: amici, familiari e partner. e nello stesso modo provano indifferenza, irritazione, rabbia e crudeltà. verso le stesse persone.>> (amore/odio) le persone affette da questo disturbo, presentano una sensibilità estremamente spiccata e un'emotività molto vivida. (x questo amplificano tutto x10 anche quando si tratta di stronzate) le persone borderline/psyco vivano nel terrore della svalutazione e dell'abbandono. sono persone che vivono d'instabilità, d'invidia e d'insicurezza. alcune di loro si uniscono a gruppi con forte carisma (tipo: politici, estremisti, ingenieri, universitari, dottori, ecc.), mentre altre, hanno una forte difficoltà nello scegliere un lavoro o stabilire delle preferenze definitive e stabili rispetto alla politica, al comportamento sessuale, ai valori sociali e culturali e alle amicizie. (per questo si ritrovano sempre compagni che sono avanzi di galera, o tutta gente rude/sporca, poco affidabile.) << vogliono tutto e subito, ma senza fare niente.>> (sti cazzi) elemento distintivo di questo tipo di persone è la necessità di sentire i bisogni attraverso l'altro, e quindi di fissarsi in una posizione di "falsa mancanza" per cui "quello che ho, non è mai abbastanza e non mi gratifica" (è t'incolpano di questo) quando questi soggetti quindi ricevono un complimento (se ci hai fatto caso) come primo istinto credono che non sia sincero ma che abbia solo un intento manipolativo nei loro confronti (stanno sempre sulla difensiva, credendo che tu le voglia in qualche modo "fregare" ) quando sono costretti invece a prenderlo sul serio utilizzano lo strumento della svalutazione e quindi anche di sé ("lo dici solo perche.." - " ma se faccio schifo!" - "mettiti gli occhiali" ecc..) 1 bel meccanismo di difesa, anche se la sua parte narcisistica, gode nel sentirsi valorizzata, apprezzata, elogiata (come si dice: "buon viso a cattivo gioco") come meccanismo di difesa preferito impiegano l'introiezione (che sarebbe: l'opposto della proiezione! cioè; le due facce opposte della stessa medaglia! dott. Jeckyell e mr.Hyde) che ha per effetto la cattiva immagine di sé, i ricatti morali e i sensi di colpa, da cui siamo costantemente assaliti. lo stato emotivo dell'invidia implica la sensazione dolorosa di carenza e di desiderio per ciò di cui ci si sente privi; è una situazione in cui le cose buone sono vissute come qualcosa di esterno a noi, che sentiamo il bisogno di incorporare. Benché l'invidia sia una reazione comprensibile a una frustrazione e a una deprivazione precoce, nella psiche rappresenta un fattore autofrustrante, perché il desiderio smisurato d'amore che essa implica non soddisfa mai la sensazione cronica di penuria e negatività interiore, ma al contrario provoca a sua volta altra frustrazione e altro dolore. La frustrazione è una conseguenza naturale dell'invidia Il bisogno d'amore più grande x 1 border/psyco è quello di sentirsi riconosciuto e rispettato nel proprio drammatico bisogno d'amore. (+ che d'amore oserei dire d'affetto: che le è stato mancato e che quindi non sono capace a loro volta di dare.) quale sia la verità sul momento in cui l'invidia inizia durante l'allattamento, nell'esperienza di molti tale sentimento non viene vissuto a livello cosciente nei confronti della madre, bensì di un fratello/sorella che la madre predilige, di modo che, deciso a conquistarsi l'amore materno, l'individuo ha cercato di essere quel fratello o quella sorella, anziché sé stesso (i genitori che cercano di responsabilizzarla, di spronarla, chiedono sempre aiuto a lei mentre lei vede e vive tutto questo come sfruttazione della sua persona, e la senti citare "perche devo fare tutto io?" - "sono la schiava/serva di casa!" - "non è giusto mio fratello/mia sorella ecc..." - "perche io si e lei/lui no?!" ) e vero che nutre un forte risentimento verso i loro fratelli/sorelle/amici. il quale vengono sempre difesi/elorgiati/premiati dai genitori a suo discapito. ("tuo fratello/sorella lo sa fare meglio" - "la tua amica è + sveglia, mentre tu.." ecc..) 1 la svalutazione e il confronto del tutto sbagliato l'invidia può manifestarsi come la ricerca continua di eventi straordinari e di esperienze intense, cui corrisponde l'insoddisfazione per ciò che è ordinario e privo di drammaticità (motivo per cui, non rispettano le regole e si mettono spesso nei guai, sia con le persone che con la legge.) contemporaneamente all'invidia sociale si sviluppa un aspetto che gli analisti chiamano: "sabotatore interno", che spinge le psyco a scappare "da tutte le partite già perse in partenza". cioè quando sulla strada si profila un ostacolo che percepisce al di là delle sue capacità, semplicemente rinuncia al suo obiettivo e corre in un'altra direzione (si attacca ad 1 altro ramo) con la scusa di "sentirsi soffocare", sentirsi sempre stanca, di non sapere in che direzione andare, cosa voglia veramente, essere perennemente confusa, avere un'immagine di sé come di 1 che non è in grado di fare e né ottenere nulla nella vita. (incapace d'intendere e di volere) e questo suscita parecchia compassione, pena, x chi sta li ad ascoltarla e scatta l'automatico il pronto soccorso/crocerossina "non preoccuparti ti aiuto io." e inevitabilmente ti troverai a fare tutto tu il lavoro che invece dobrebbe fare lei (in altre parole: le spiani la strada e lei alla fine si prenderà tutti i meriti.) l'immagine scadente di se' è 1 auto denigrazione che crea il "buco nero" dal quale emerge la voracità dell'invidia con il suo aggrapparsi, il suo pretendere, il suo mordere, la sua dipendenza, il suo attaccamento eccessivo, in tutte le loro manifestazioni in questo ambito rientrano non solo l'immagine negativa di sé e la frustrazione nel raggiungimento dell'oggetto d'amore, ma anche l'uso del dolore a scopo vendicativo o per il raggiungimento dell'amore. In qualche modo la mancanza d'amore viene giustificata con qualche caratteristica personale deficitaria, per esempio "non sono mai stato amata perché nessuno è mai rimasto davvero con me". autocommiserazione, senso d'impotenza, ecc.. nel contempo lo stesso "deficit", amplificato, viene utilizzato per reiterare una richiesta d'attenzione che resta per questo eternamente insoddisfatta, producendo altra frustrazione e altra solitudine. cioè una richiesta di vicinanza emotiva che ottiene esattamente il contrario e giustifica l'atteggiamento sprezzante e ostile nei confronti della stessa persona verso cui è diretta la richiesta decisamente ambigua. (sentono di avere bisogno di TE e nello stesso modo ti tengono distante da loro) come di conseguenza, tendono a soffrire di solitudine e questo struttura in loro un senso tragico sia del presente che del futuro e della vita in generale (e spesso accade di notte, quando nesuno rimane con loro..) in particolare rilievo ciò che riguarda il senso della perdita, che in genere riecheggia esperienze reali di perdite e privazioni, e a volte è presente come paura di una perdita futura o come tendenza a soffrire intensamente per le separazioni e le frustrazioni della vita (quante volte avete sentito dire queste frasi: "so già che finirà" - "e se tutto questo dovesse finire?" - "alla fine se ne vanno tutti" - "come fai a sopportarmi?" - "non c'è futuro per noi.." - "era destino che le cose dovessero finire.." ) ecc. ma ben oltre questo, elementi di distacco emotivo e di non raggiungimento dell'oggetto "d'amore" (e torniamo semrpe sull'aspetto materialista che hanno queste persone) sono rintracciabili anche più precocemente nella storia delle psyco e/o comunque nel modo in cui lui vive la sua storia. la sensazione di sé è come di un bambino ingombrante per le sue dimensioni, la sua forza e la sua goffaggine e, per certi versi, di bambino scomodo (e molte di loro si convincono di essere nate x sbaglio. appunto perche si sentono dei "pesci fuor d'acqua" - non si sentono parte di questo mondo. e le senti dire " voglio morire. nessuno mi ama.") loro si sentono completamente scollegate, e al tempo stesso protette dal resto del mondo si formano 1 "bolla" - una "bariera" un "muro immaginario" che le circonda e che le tengono separate da tutto e da tutti ma nello stesso tempo, le permette di allungare le sue mani e le sue gambe, per poter andare a prendersi ciò che vuole. (con la forma + antica e vigliacca del mondo: la manipolazione affettiva.) accudimento/dipendenza affettiva (che spesso scambiamo x amore) come e stato più volte ricordato, le psyco si distinguono anche per l'atteggiamento apparentemente gentile e disponibile verso gli altri, salvo poi dimostrarsi instabile nei rapporti e incapace di reale intimità. in ogni caso: la sua capacità di accudimento non è solo una forma di "do ut des" vale a dire esclusivamente in funzione del suo bisogno d'atenzione, e altresì fondato su un'identificazione "empatica" con i bisogni degli altri = mirroring (quindi con l'unico scopo a livello personale e fine a se stessa, 1 succhia energia.) poiché le psyco, non dispongono di confini personali ben definiti, confonde se stesso con i bisogni degli altri e si aspetta che anche gli altri abbiano una simile conoscenza diretta dei suoi bisogni e siano dunque pronti a soddisfarli così come lei farebbe per loro. (la mancanza di questo viene vista come 1 tradimento. non tollerano margine d'errore da parte tua) il narcisismo è collegato all'emotività carica di odio, un atteggiamento di superiorità consiste talvolta con una cattiva immagine di sé, e come compensazione di essa. benché l'individuo possa ribollire di biasimo e di odio per se stesso, in questo caso l'atteggiamento verso il mondo esterno è quello di una prima donna, o almeno di una persona molto speciale. quando la pretesa di essere speciale viene frustrata, può sfociare in un ruolo da vittima, da "genio incompreso" (finta moralista) viceversa da ricattatore punitivo, perversa, demolitrice, sfruttatrice, truffatrice, capricciosa, lagnosa, ecc.. alla fine chi ci troviamo davanti è 1 pazza alterata maggiorenne, che ragiona come 1 mocciosa di 7/8anni (sono casi clinici: non possono ragionare in modo normale, sapiente ecc. sono MALATE MENTALI = manicomio!.) La mia in questi giorni sta dando il meglio di se. É sempre intorno a me, mi cerca, cerca di sedurmi, mi da attenzioni. E io grazie a questo trhead mi sto godendo lo spettacolo come uno spettatore esterno. Quanto all'aspetto dei complimenti, concordo sembrano non accettarli o sminuirli. Comunque ne é pieno il mondo. La mia mi ha torturato, destabilizzato e ridotto a brandelli, sto recuperando. Peró una cosa di cui non sono ancora convinto é il fatto che mi guarda come se fosse innamorata di me. Terrificante.
MarcoT [Lurker] 7 Inviato 21 Novembre 2014 Inviato 21 Novembre 2014 Grazie per l'ottima analisi Initial.D Non so come quotare a pezzetti quindi scrivo in colore diverso dove ritrovo tratti presenti... 1 altra cosa cho ho notato nelle psyco: hanno anche l'abitudine di dire la verità su di sé - mascherandola da bugia, in modo da fornire un alibi a chi l'ascolta e a se stessa. (si fingono ciò che non sono, sono lo specchio di chi si trovano di fronte) In altre parole lei crede che, con l'uso della dissimulazione e persuasione, possa riuscire a difendersi dal timore di non essere creduta/giudicata dagli altri e, allo stesso tempo, possa non credere nemmeno lei, fino in fondo, a ciò che dice. (non so se ti è mai capitato di notare, che improvvisamnete lei avesse dei "vuoti di memoria") state parlando di un argomento lei e partecipe risponde sorride ecc. e all'improvviso ti dice: "ma cosa?" - "scusa, di che stai parlando?" - "bho, non so! io non l'ho mai detto.." mentre l'attimo prima ti aveva risposto.. Quello che capita a me è, per esempio, che racconta i nostri problemi dimenticando bellamente il fatto che sono generati da lei, facendo in modo che i suoi interlocutori abbiano una visione della realtà distorta, la sua, e a fronte di quella le diano ovviamente ragione. Solo un interlocutore che andrà più a fondo potrà capire che qualcosa stona, e nel caso lo facesse presente, smetterebbe di essere un interlocutore in quanto non capisce ciò che lei dice, ciò su cui VUOLE AVERE RAGIONE. Il torto non è contemplato.. In qualche modo queste persone rimangono vittime della propria strategia di dissimulazione <<hanno bisogno profondamente di: amici, familiari e partner. e nello stesso modo provano indifferenza, irritazione, rabbia e crudeltà. verso le stesse persone.>> (amore/odio) le persone affette da questo disturbo, presentano una sensibilità estremamente spiccata e un'emotività molto vivida. (x questo amplificano tutto x10 anche quando si tratta di stronzate) Questo è vero, ma la cosa incredibile è che lo psicologo ha detto che questo tipo di disturbi prende di mira, paradossalmente, le persone a cui vogliono più bene, facendo di particolari insignificanti per una coppia normale un problema che mette in discussione tutto e di più. le persone borderline/psyco vivano nel terrore della svalutazione e dell'abbandono. sono persone che vivono d'instabilità, d'invidia e d'insicurezza. alcune di loro si uniscono a gruppi con forte carisma (tipo: politici, estremisti, ingenieri, universitari, dottori, ecc.), mentre altre, hanno una forte difficoltà nello scegliere un lavoro o stabilire delle preferenze definitive e stabili rispetto alla politica, al comportamento sessuale, ai valori sociali e culturali e alle amicizie. (per questo si ritrovano sempre compagni che sono avanzi di galera, o tutta gente rude/sporca, poco affidabile.) Sul fatto dell'abbandono non saprei...se così fosse, avrebbe interesse a stare insieme, e in ogni caso, dal momento in cui non mi faccio più sentire dovrebbe muoversi per potermi riavvicinare, secondo i criteri che io (le persone normali) intendo un rapporto di coppia, ossia Mi ami, non puoi stare senza di me = mi cerchi per stare il più possibile con me << vogliono tutto e subito, ma senza fare niente.>> (sti cazzi) elemento distintivo di questo tipo di persone è la necessità di sentire i bisogni attraverso l'altro, e quindi di fissarsi in una posizione di "falsa mancanza" per cui "quello che ho, non è mai abbastanza e non mi gratifica" (è t'incolpano di questo) quando questi soggetti quindi ricevono un complimento (se ci hai fatto caso) come primo istinto credono che non sia sincero ma che abbia solo un intento manipolativo nei loro confronti (stanno sempre sulla difensiva, credendo che tu le voglia in qualche modo "fregare" ) quando sono costretti invece a prenderlo sul serio utilizzano lo strumento della svalutazione e quindi anche di sé ("lo dici solo perche.." - " ma se faccio schifo!" - "mettiti gli occhiali" ecc..) 1 bel meccanismo di difesa, anche se la sua parte narcisistica, gode nel sentirsi valorizzata, apprezzata, elogiata (come si dice: "buon viso a cattivo gioco") Anche questo è vero. E da gennaio che ha cominciato con le diete, che puntualmente la metto in una condizione di disequilibrio fisico e mentale, peggiorando ulteriormente la situazione già difficile. Il semplice dirle "sei bella così", "mi piaci da matti così come sei" ottengono risposte del tipo "tu sei di parte, io mi vedo brutta"... La dieta poi credo sia un metodo FISICO per cercare di buttare fuori (i kg di troppo) fisicamente quello che non riesce a buttare fuori emotivamente (traumi del passato) che in momenti di stress riaffiorano... come meccanismo di difesa preferito impiegano l'introiezione (che sarebbe: l'opposto della proiezione! cioè; le due facce opposte della stessa medaglia! dott. Jeckyell e mr.Hyde) che ha per effetto la cattiva immagine di sé, i ricatti morali e i sensi di colpa, da cui siamo costantemente assaliti. lo stato emotivo dell'invidia implica la sensazione dolorosa di carenza e di desiderio per ciò di cui ci si sente privi; è una situazione in cui le cose buone sono vissute come qualcosa di esterno a noi, che sentiamo il bisogno di incorporare. Benché l'invidia sia una reazione comprensibile a una frustrazione e a una deprivazione precoce, nella psiche rappresenta un fattore autofrustrante, perché il desiderio smisurato d'amore che essa implica non soddisfa mai la sensazione cronica di penuria e negatività interiore, ma al contrario provoca a sua volta altra frustrazione e altro dolore. La frustrazione è una conseguenza naturale dell'invidia Il bisogno d'amore più grande x 1 border/psyco è quello di sentirsi riconosciuto e rispettato nel proprio drammatico bisogno d'amore. (+ che d'amore oserei dire d'affetto: che le è stato mancato e che quindi non sono capace a loro volta di dare.) quale sia la verità sul momento in cui l'invidia inizia durante l'allattamento, nell'esperienza di molti tale sentimento non viene vissuto a livello cosciente nei confronti della madre, bensì di un fratello/sorella che la madre predilige, di modo che, deciso a conquistarsi l'amore materno, l'individuo ha cercato di essere quel fratello o quella sorella, anziché sé stesso (i genitori che cercano di responsabilizzarla, di spronarla, chiedono sempre aiuto a lei mentre lei vede e vive tutto questo come sfruttazione della sua persona, e la senti citare "perche devo fare tutto io?" - "sono la schiava/serva di casa!" - "non è giusto mio fratello/mia sorella ecc..." - "perche io si e lei/lui no?!" ) e vero che nutre un forte risentimento verso i loro fratelli/sorelle/amici. il quale vengono sempre difesi/elorgiati/premiati dai genitori a suo discapito. ("tuo fratello/sorella lo sa fare meglio" - "la tua amica è + sveglia, mentre tu.." ecc..) 1 la svalutazione e il confronto del tutto sbagliato l'invidia può manifestarsi come la ricerca continua di eventi straordinari e di esperienze intense, cui corrisponde l'insoddisfazione per ciò che è ordinario e privo di drammaticità (motivo per cui, non rispettano le regole e si mettono spesso nei guai, sia con le persone che con la legge.) contemporaneamente all'invidia sociale si sviluppa un aspetto che gli analisti chiamano: "sabotatore interno", che spinge le psyco a scappare "da tutte le partite già perse in partenza". cioè quando sulla strada si profila un ostacolo che percepisce al di là delle sue capacità, semplicemente rinuncia al suo obiettivo e corre in un'altra direzione (si attacca ad 1 altro ramo) con la scusa di "sentirsi soffocare", sentirsi sempre stanca, di non sapere in che direzione andare, cosa voglia veramente, essere perennemente confusa, avere un'immagine di sé come di 1 che non è in grado di fare e né ottenere nulla nella vita. (incapace d'intendere e di volere) e questo suscita parecchia compassione, pena, x chi sta li ad ascoltarla e scatta l'automatico il pronto soccorso/crocerossina "non preoccuparti ti aiuto io." e inevitabilmente ti troverai a fare tutto tu il lavoro che invece dobrebbe fare lei (in altre parole: le spiani la strada e lei alla fine si prenderà tutti i meriti.) l'immagine scadente di se' è 1 auto denigrazione che crea il "buco nero" dal quale emerge la voracità dell'invidia con il suo aggrapparsi, il suo pretendere, il suo mordere, la sua dipendenza, il suo attaccamento eccessivo, in tutte le loro manifestazioni in questo ambito rientrano non solo l'immagine negativa di sé e la frustrazione nel raggiungimento dell'oggetto d'amore, ma anche l'uso del dolore a scopo vendicativo o per il raggiungimento dell'amore. In qualche modo la mancanza d'amore viene giustificata con qualche caratteristica personale deficitaria, per esempio "non sono mai stato amata perché nessuno è mai rimasto davvero con me". autocommiserazione, senso d'impotenza, ecc.. Cosa intendi per " l'uso del dolore a scopo vendicativo o per il raggiungimento dell'amore"?? nel contempo lo stesso "deficit", amplificato, viene utilizzato per reiterare una richiesta d'attenzione che resta per questo eternamente insoddisfatta, producendo altra frustrazione e altra solitudine. cioè una richiesta di vicinanza emotiva che ottiene esattamente il contrario e giustifica l'atteggiamento sprezzante e ostile nei confronti della stessa persona verso cui è diretta la richiesta decisamente ambigua. (sentono di avere bisogno di TE e nello stesso modo ti tengono distante da loro) come di conseguenza, tendono a soffrire di solitudine e questo struttura in loro un senso tragico sia del presente che del futuro e della vita in generale (e spesso accade di notte, quando nesuno rimane con loro..) in particolare rilievo ciò che riguarda il senso della perdita, che in genere riecheggia esperienze reali di perdite e privazioni, e a volte è presente come paura di una perdita futura o come tendenza a soffrire intensamente per le separazioni e le frustrazioni della vita (quante volte avete sentito dire queste frasi: "so già che finirà" - "e se tutto questo dovesse finire?" - "alla fine se ne vanno tutti" - "come fai a sopportarmi?" - "non c'è futuro per noi.." - "era destino che le cose dovessero finire.." ) ecc. anche qui frasi già sentite...sembra quasi che per paura della perdita o di essere lasciata "lavori" per allontanarmi in modo da non soffrire troppo nel caso la lasciassi io... ma ben oltre questo, elementi di distacco emotivo e di non raggiungimento dell'oggetto "d'amore" (e torniamo semrpe sull'aspetto materialista che hanno queste persone) sono rintracciabili anche più precocemente nella storia delle psyco e/o comunque nel modo in cui lui vive la sua storia. la sensazione di sé è come di un bambino ingombrante per le sue dimensioni, la sua forza e la sua goffaggine e, per certi versi, di bambino scomodo (e molte di loro si convincono di essere nate x sbaglio. appunto perche si sentono dei "pesci fuor d'acqua" - non si sentono parte di questo mondo. e le senti dire " voglio morire. nessuno mi ama.") anche "nessuno mi ama" l'ho già sentita... loro si sentono completamente scollegate, e al tempo stesso protette dal resto del mondo si formano 1 "bolla" - una "bariera" un "muro immaginario" che le circonda e che le tengono separate da tutto e da tutti ma nello stesso tempo, le permette di allungare le sue mani e le sue gambe, per poter andare a prendersi ciò che vuole. (con la forma + antica e vigliacca del mondo: la manipolazione affettiva.) accudimento/dipendenza affettiva (che spesso scambiamo x amore) come e stato più volte ricordato, le psyco si distinguono anche per l'atteggiamento apparentemente gentile e disponibile verso gli altri, salvo poi dimostrarsi instabile nei rapporti e incapace di reale intimità. in ogni caso: la sua capacità di accudimento non è solo una forma di "do ut des" vale a dire esclusivamente in funzione del suo bisogno d'atenzione, e altresì fondato su un'identificazione "empatica" con i bisogni degli altri = mirroring (quindi con l'unico scopo a livello personale e fine a se stessa, 1 succhia energia.) poiché le psyco, non dispongono di confini personali ben definiti, confonde se stesso con i bisogni degli altri e si aspetta che anche gli altri abbiano una simile conoscenza diretta dei suoi bisogni e siano dunque pronti a soddisfarli così come lei farebbe per loro. (la mancanza di questo viene vista come 1 tradimento. non tollerano margine d'errore da parte tua) La cosa peggiore è quando dice "non ti dico di cosa ho bisogno, perchè se mi ami lo devi capire da solo, e in ogni caso, se te lo dicessi, diventeresti l'uomo che voglio ma non saresti tu". Ovviamente la richiesta è finalizzata a capire se quello di cui ha bisogno io glielo posso dare, altrimenti la storia finisce li. Il problema è che non sa mai nemmeno lei di cosa veramente ha bisogno. il narcisismo è collegato all'emotività carica di odio, un atteggiamento di superiorità consiste talvolta con una cattiva immagine di sé, e come compensazione di essa. benché l'individuo possa ribollire di biasimo e di odio per se stesso, in questo caso l'atteggiamento verso il mondo esterno è quello di una prima donna, o almeno di una persona molto speciale. quando la pretesa di essere speciale viene frustrata, può sfociare in un ruolo da vittima, da "genio incompreso" (finta moralista) viceversa da ricattatore punitivo, perversa, demolitrice, sfruttatrice, truffatrice, capricciosa, lagnosa, ecc.. alla fine chi ci troviamo davanti è 1 pazza alterata maggiorenne, che ragiona come 1 mocciosa di 7/8anni (sono casi clinici: non possono ragionare in modo normale, sapiente ecc. sono MALATE MENTALI = manicomio!.) Certo, ma perchè non si comporta così con tutti? E comunque sembra che ci sia un disegno ragionato nel suo modo di comportarsi degli ultimi 3 mesi... La fatica di dover discutere con tutti , figli e genitori, a causa della relazione che ha scelto di avere, è diventata insopportabile. La scelta è stata quindi di mettere in cattiva luce la relazione (autoconvincendosi de creando problemi che non esistevano) e riaggannciare i rapporti con i famigliari, ottenendo così di nuovo attenzione e consensi per la scelta fatta, eliminando in toto le discussioni. Allo stato attuale delle cose le sue affermazioni più frequenti sono: 1. Ora sono serena 2. non discuto più con nessuno, solo con te... ...ovviamente dico io, in pochi giorni e senza motivazioni apparenti ha scelto di buttare all'aria una relazione (che andava alla grande quando i famigliari non si intromettevano) . L'errore GROSSO che ho fatto io è stato sicuramente il cercare di capire con razionalità e logica qualcosa che di razionale e logico non è. Ieri ha detto ad un'amica comune che ha bisogno di un uomo più forte...forse non si rende conto che stare al suo fianco per così tanto tempo "di crisi" non solo è sinonimo di forza e pazienza, ma di grande amore. Mi rendo conto però che non bisogna sconfinare nella compassione e nell'errore di eleggersi a crocerossino, quello no, perchè in accoppiata c'è lo zerbino...e questo direi che non andrebbe bene a nessuno, infatti la misura è colma. I soggetti di questo tipo, ne usciranno mai? Esiste un tipo di persone che riuscirebbe a "farle felici"? Di sicuro è una persona che non sa apprezzare ciò che ha, ma il meccanismo dell'invidia non mi è molto chiara... Frigobar91 ha reagito a questo 1
Frigobar91 [Partecipante] 30 Inviato 21 Novembre 2014 Inviato 21 Novembre 2014 Rientro nella discussione dopo qualche periodo di riflessione sulla situazione, è ovvio che stia piano piano superando e prendendo coscienza di chi è e cosa fa la suddetta ex nel mio caso, e tutti i discorsi di Inital D. sono veritieri e razionalmente giusti. A mente fredda ho notato molti di questi atteggiamenti che se non rientrano in un disturbo borderline in ogni caso qui siamo in un caso di "psycho". E riprendo già una formulazione , fatta anche da amici miei che hanno osservato la mia situazione sia prima che dopo la rottura. Possono essere intelligenti quanto volete, possono apparire convinte in quello che fanno ma in realtà sono solo bambine viziate interiormente vuote (come nel mio caso) e qui l'unico rimorso è solo "perché non me ne sono accorto subito?" semplice perché SI RIVELANO DOPO IL PERIODO CHE IO CHIAMO LUNA DI MIELE (i primi mesi). E appunto parlando personalmente posso dire che è una bambina che si atteggia da grande senza saper fare effettivamente un cazzo, e che ha bisogno per forza dell'appoggio di qualcuno che sfrutta per andare avanti, per poi andarsene come se nulla fosse,----> che è quello successo a me , ovvero una volta risucchiato, una volta accortasi di aver reso LEI le cose serie (viaggi etc.) semplicemente FUGGE, in vista di nuove emozioni esperienze all'estero e non, è gente che non sa sedersi col culo piantato a risolvere i problemi e nel mio caso aggiungo che dato che ha sempre il babbo e la mamma che le pagano qualsiasi capriccio (le pagano l'università nel regno unito nonostante studi poco o nulla) ha il culo parato dai suddetti qualsiasi stronzata faccia, dato che non è normale di punto in bianco sparire ADDIO è STATO BELLO UN'ESPERIENZA di punto in bianco, dopo aver creato LEI i casini e le SITUAZIONI PER CUI LITIGARE. E non voglio sentire stronzate del tipo "si vabbè ma bisogna interpretare i segnali in una coppia" ---> cosa vuol dire? devo fare la parafrasi di ogni cosa che dice ? dove va il "mi rilasso con la mia ragazza?" ma stiamo scherzando? qui si tratta solo di una maschera che ha avuto con te, e di altre che ha con altri (genitori amici colleghi etc.) e fino all'ultimo momento ha finto, ti ha portato nella torre + alta, per poi lanciarti di sotto e dirti "be ciao, è stato bello". L'unico problema secondo me è superare il paradosso del "come l'ho conosciuta e di come era brava simpatica etc." e di come si è rivelata alla fine, perché è con quello che provano a fregarci, col fatto che abbiamo ancora in noi il ricordo bello , la sua idealizzazione. E comunque non stiamo parlando di rotture normali ma di esasperazioni, di scaricare colpe all'altro (inesistenti), di manovre per tenerti nel cestello dell'amicizia (nel senso aspetta qui se mi va male la vita ti ripesco). Queste sono situazioni anomale, per quanto ci siano ancora persone che fanno discorsi semplicistici sulla questione.
MarcoT [Lurker] 7 Inviato 21 Novembre 2014 Inviato 21 Novembre 2014 Rientro nella discussione dopo qualche periodo di riflessione sulla situazione, è ovvio che stia piano piano superando e prendendo coscienza di chi è e cosa fa la suddetta ex nel mio caso, e tutti i discorsi di Inital D. sono veritieri e razionalmente giusti. A mente fredda ho notato molti di questi atteggiamenti che se non rientrano in un disturbo borderline in ogni caso qui siamo in un caso di "psycho". Queste sono situazioni anomale, per quanto ci siano ancora persone che fanno discorsi semplicistici sulla questione. Sono d'accordo... Non vorrei passare per quello che giustifica questo tipo di comportamento, ma credo che siamo tutti d'accordo che se si tratta di un disturbo della personalità la responsabilità dei comportamenti non è da dare tutta a loro, inteso nel senso che non è la stronza che apposta ci marcia fino a quando le fa piacere... Ovvero, il risultato è lo stesso, sono d'accordo, ma le dinamiche che ne muovono le basi sono differenti...volute in un caso, effetti di una patologia in un altro... Certo, bisognerebbe imparare a comprenderne i segnali fino a quando si è ancora in tempo. In caso contrario, se la relazione non è un toccata e fuga ma è/era qualcosa sulla quale davvero contiamo/contavamo, imparare a diminuire i danni cercando, nel contempo, di trovare la soluzione. Una cura può essere rapida o lunga, ma se si vuol provare almeno bisognerebbe essere ben consci di quello che questo tipo di scelte comporta, compreso il rimanere soli nel caso nulla funzioni. Lo psicologo mi ha detto "non è grave, ma sei sicuro di volere una donna così al tuo fianco?" Già... sono sicuro? La quantità di dubbio è direttamente proporzionale a quanto sono preso, a quanto ci credevo, a quanto riesco a vedere gli aspetti negativi e, ovviamente, a quanto riesco a sopportare ancora. Nel mio caso, ancora poco se non niente.
Frigobar91 [Partecipante] 30 Inviato 21 Novembre 2014 Inviato 21 Novembre 2014 Sono d'accordo... Non vorrei passare per quello che giustifica questo tipo di comportamento, ma credo che siamo tutti d'accordo che se si tratta di un disturbo della personalità la responsabilità dei comportamenti non è da dare tutta a loro, inteso nel senso che non è la stronza che apposta ci marcia fino a quando le fa piacere... Ovvero, il risultato è lo stesso, sono d'accordo, ma le dinamiche che ne muovono le basi sono differenti...volute in un caso, effetti di una patologia in un altro... Certo, bisognerebbe imparare a comprenderne i segnali fino a quando si è ancora in tempo. In caso contrario, se la relazione non è un toccata e fuga ma è/era qualcosa sulla quale davvero contiamo/contavamo, imparare a diminuire i danni cercando, nel contempo, di trovare la soluzione. Una cura può essere rapida o lunga, ma se si vuol provare almeno bisognerebbe essere ben consci di quello che questo tipo di scelte comporta, compreso il rimanere soli nel caso nulla funzioni. Lo psicologo mi ha detto "non è grave, ma sei sicuro di volere una donna così al tuo fianco?" Già... sono sicuro? La quantità di dubbio è direttamente proporzionale a quanto sono preso, a quanto ci credevo, a quanto riesco a vedere gli aspetti negativi e, ovviamente, a quanto riesco a sopportare ancora. Nel mio caso, ancora poco se non niente. E io qui ti ripeto ciò che è stato detto a me, ovvero che dallo psicologo ci sei finito tu quando dovrebbe starci lei. Anche io ho fatto un paio di sedute per capire che in realtà questa ragazza è cosi e cosà. E ripeto che non serve nemmeno cercare di capire loro per far star bene a noi, quello di capirle magari servirebbe per non far riaccadere la stessa cosa in futuro, perché tanto si rivelano sempre una gran rottura di coglioni sia prima che dopo. Fisicamente ci puoi essere ancora preso (come lo sono io) ma è tutta una idealizzazione tua di lei, giustamente non ci stavi perché parlavate del tempo in ascensore. MarcoT ha reagito a questo 1
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora