banny [Partecipante] 37 Inviato 7 Luglio 2015 Inviato 7 Luglio 2015 Salve ragazzi, ho un dubbio che mi attanaglia! Poniamo caso che una ragazza venga violentata da un uomo, questa lo denuncia e fa in modo che il tizio venga sbattuto in galera come si merita. E' possibile che al momento della scarcerazione, la ragazza riceva una telefonata dai carabinieri (?) che la avvertono di questo fatto? In poche parole, se una persona causa l'arresto di un'altra persona, le forze dell'ordine sono tenute ad avvertire l'interessato??
dickinson1 [Partecipante] 2641 Inviato 7 Luglio 2015 Inviato 7 Luglio 2015 bhe,la legge dice cosi': E' "violenza contro le donne" ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà. Poi,il fatto che qualcuno chiami l'interessata per informarla di questo fatto... ma si sa,in italia le leggi sono cosi'. Ormai si puniscono persone per aver fatto la spia e si lasciano libere persone che hanno violentato qualcuno...
banny [Partecipante] 37 Inviato 7 Luglio 2015 Autore Inviato 7 Luglio 2015 bhe,la legge dice cosi': E' "violenza contro le donne" ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà. Poi,il fatto che qualcuno chiami l'interessata per informarla di questo fatto... ma si sa,in italia le leggi sono cosi'. Ormai si puniscono persone per aver fatto la spia e si lasciano libere persone che hanno violentato qualcuno... Non mi è proprio completamente chiara la tua risposta.. Cioè teoricamente io mi aspetto che non sia lecita questa cosa, ovvero avvertire una "vittima" che il suo "carnefice" è libero, per svariati motivi, tipo: potrebbe scatenare sentimenti di vendetta da parte della ragazza oppure il contrario, vivo con l'ansia di poterlo incontrare e di subire gli stessi soprusi. Quindi il mio dubbio è, la ragazza che mi ha raccontato questo, mi ha preso per il culo?
zerozero [Partecipante] 1165 Inviato 7 Luglio 2015 Inviato 7 Luglio 2015 Avrà avuto qualche amico nel tribunale/carcere. Questa chiamata dubito faccia parte di procedure standard.
WingKilla [Partecipante] 3 Inviato 10 Luglio 2015 Inviato 10 Luglio 2015 perche la violenza sessuale o psicologica verso l'uomo non è mai considerata ?? fuzlod e Er Monnezza ha reagito a questo 2
banny [Partecipante] 37 Inviato 11 Luglio 2015 Autore Inviato 11 Luglio 2015 perche la violenza sessuale o psicologica verso l'uomo non è mai considerata ?? Cosa c'entra questo? E soprattutto cosa vuol dire non è mai considerata??? C'è più di un post nel forum che spiega come difendersi dalle psyco, quindi direi che viene considerata eccome.
Er Monnezza [Partecipante] 216 Inviato 11 Luglio 2015 Inviato 11 Luglio 2015 (modificato) Cosa c'entra questo? E soprattutto cosa vuol dire non è mai considerata??? C'è più di un post nel forum che spiega come difendersi dalle psyco, quindi direi che viene considerata eccome. sui media non sento mai parlare di misandria o di violenza sugli uomini quando invece sono proprio gli uomini a formare la maggior parte delle vittime di violenza(sia maschio/maschio che femmina/maschio), ma sento parlare in tv solo di femminicidio, stupri maschio su femmina, quote rosa. ogni volta che muoiono tante persone,si cita sempre il numero di donne(es. 100 morti di cui 13 donne.) ecc. ecc. ecc. un'utente del forum, che ha scritto la frase che puoi leggere nella mia firma, sarebbe stata crocifissa se avesse detto la stessa cosa nei confronti delle donne: "vi farei stuprate TUTTE..." ma tanto noi maschi siamo sacrificabili, sticazzi se veniamo massacrati, lo siamo stati fin dagli albori della storia umana, quindi chi se ne frega? Modificato 11 Luglio 2015 da Er Monnezza
resurrection joe [Partecipante] 529 Inviato 12 Luglio 2015 Inviato 12 Luglio 2015 Probabilmente non hai avuto la sfortuna di vedere le ragazzine stuprate in bosnia o in congo.ti assicuro che non avresti pensato a tutta questa misandria...personalmente ho visto un po'di zone di operazioni e le vittime erano per la maggior parte donne...non conviene fare la gara a chi è più vittima... Colibrìgioioso, alphabeta e Connor ha reagito a questo 3
Er Monnezza [Partecipante] 216 Inviato 12 Luglio 2015 Inviato 12 Luglio 2015 (modificato) non è una gara ma un dato di fatto. i media si occupano solo di donne, degli uomini che muoiono o vengono stuprati o vengono vessati non frega niente a nessuno. non esiste una legge sul maschicidio anche se la maggior parte delle morti violente sono quelle maschili. come ci insegna questo articolo(ah le fonti...) il problema esiste: http://stradeonline.it/diritto-e-liberta/1285-srebrenica-e-oltre-cos-e-il-genericidio 20 anni fa, l’11 luglio del 1995, si verificava una delle pagine più nere della storia europea. A Srebrenica oltre 8000 uomini e ragazzi di etnia musulmana venivano barbaramente uccisi dalle truppe serbo-bosniache del generale Ratko Mladic, nell’ambito del conflitto che da tempo sconvolgeva la regione. L’evento è ricordato come uno dei peggiori crimini di guerra che si sia mai verificato sul suolo europeo ed ad esso sono associate responsabilità di molti, anche con riferimento all’operato delle Nazioni Unite. Nel 2004 il Tribunale Penale Internazionale per la Ex Yugoslavia ha riconosciuto il massacro di Srebrenica come “genocidio”, ai sensi della legge internazionale, cioè come un “atto inteso a distruggere […]un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Come recitano le conclusioni del processo, le forze serbobosniache “spogliarono tutti i prigionieri maschi musulmani, civili e militari, giovani ed anziani dei loro effetti personali e della loro documenti e li uccisero in modo deliberato e metodico, sulla sola base della loro identità”. Nei fatti, al di là dell’evidente valenza genocida di questo eccidio, i fatti di Srebrenica rappresentano un esempio da manuale di “genericidio”, cioè di sterminio selettivo rispetto al genere sessuale, anche se questo particolare aspetto è meno frequentemente oggetto dell’attenzione dell’analisi storica e del complessivo bilancio umanitario delle guerre yugoslave.Il termine “genericidio” è stato coniato nel 1985 dalla femminista americana Mary Ann Warden nel suo libro Gendercide: The Implications of Sex Selection. Negli ultimi tempi in Italia è divenuto particolarmente familiare il termine “femminicidio”, in riferimento a quei delitti passionali di cui sono vittime le donne. La parola “femminicidio”, tuttavia, identifica in modo istituzionalizzato le donne nella parte delle vittime e, ça va sans dire, gli uomini nella parte dei carnefici. Questa scelta lessicale unilaterale non rende giustizia ad un intreccio tra genere e violazione dei diritti umani che è molto più complesso ed articolato. La Warden, da questo punto di vista, pur iniziando la propria analisi da casi di genericidio che colpiscono le donne, ha esplicitamente sentito la necessità di coniare un termine “neutro”, perché “le vittime possono essere sia maschili che femminili” e perché “le uccisioni selettive rispetto al genere sono sbagliate anche quando ad essere vittime sono gli uomini”. L’utilizzo di un termine gender-neutral è, quindi, fondamentale se quello che si desidera è approcciare determinate questioni in un’ottica realmente umanitaria, richiamando l’attenzione sulle conseguenze dei ruoli di genere sulla vita e sulle libertà fondamentali; insomma se l’obiettivo – che invece traspare ampiamente dalla campagna recente sul “femminicidio” – non è piuttosto quello di far guadagnare un credito spendibile politicamente alle donne o ai gruppi che se ne intestano la rappresentanza.Le forme in cui un “genericidio” prende corpo possono essere le più diverse, in taluni casi più dirette, in altre più indirette. Negli ultimi anni il tema è stato oggetto di studio, tanto nelle sue singole declinazioni, quanto nella sua globalità ed in particolare risulta molto rilevante il lavoro dell’accademico ed attivista per i diritti umani canadese Adam Jones che nei suoi testi Gendercide and Genocide e Gender Inclusive: Essays on Violence, Men, and Feminist International Relations ha dedicato all’argomento tante illuminate pagine. Il massacro di Srebrenica è l’esempio di una tipologia di “genericidio” che si manifesta in modo pianificato, cioè organizzato secondo una regìa. Si tratta di una forma di uccisione selettiva della quale sono quasi sempre vittima gli uomini e che tipicamente ricorre nei casi in cui il genericidio sia praticato con finalità genocide. In casi come quello bosniaco - ma simili pattern sono riscontrabili in tantissimi scenari di crisi – lo sterminio dei maschi è funzionale all’annientamento politico della parte nemica. Il solo fatto di nascere di sesso maschile significa indossare un’uniforme invisibile. Non c’è distinzione, tra militari e civili, perché ogni uomo, ragazzo e spesso bambino rappresenta un soldato potenziale da eliminare. I casi di sterminio pianificato di donne sono molto più rari. Uno dei più famigerati, per quanto su piccola scala, è quello che si verificò nel 1989 a Montreal, quando un giovane armato irruppe nell’Università, separò le persone presenti sulla base del sesso ed uccise 14 studentesse come rappresaglia contro le affirmative actions dalle quali si sentiva discriminato.Un’altra tipologia di “genericidio” è legata a quelle dinamiche in cui lo sterminio di uno dei due generi non rappresenta di per sé un obiettivo intenzionale, ma è la naturale e diretta conseguenza di pratiche politiche ed istituzionali discriminatorie. L’esempio più eclatante è la coscrizione obbligatoria maschile. I paesi che scelgono di implementarla evidentemente non lo fanno in quanto desiderano l’uccisione dei propri giovani maschi, però nei fatti decretano la legittima spendibilità delle loro vite in nome di un superiore interesse nazionale. Il tributo di vite pagato alla coscrizione durante tutte le guerre la rende purtroppo la più rilevante pratica genericida della Storia moderna.Se il termine “genericidio” può senza dubbio essere speso in relazione agli eccidi selettivi rispetto al genere, direttamente o indirettamente legate a scelte pianificate, molti ritengono che la parola sia ragionevolmente utilizzabile anche in relazione a fenomeni decentralizzati ed in particolare alla ricorrenza di tante uccisioni individuali. Prima ancora del tanto mediatizzato “femminicidio” italiano, a ricadere in questa categoria sono l’infanticidio femminile ed il feticidio femminile, particolarmente frequenti in alcuni paesi in cui una bambina è ritenuta una peso. In Cina questo fenomeno è diffuso al punto che tra i nati tra il 2000 ed il 2004 il rapporto tra maschi e femmine è di 124 a 100. Ricadono nella categoria di genericidi praticati a livello “individuale” anche i “delitti d’onore” di cui sono vittime le donne, specie nei paesi musulmani, e le “vendette di sangue” tra famiglie che invece colpiscono praticamente solo gli uomini, frequenti specie in zone come i Balcani ed il Caucaso e certo non sconosciute nel Sud Italia.E’ senz’altro più dubbio parlare, invece, di “genericidio” a proposito di fenomeni di mortalità legati al genere sessuale, ma slegati dall’elemento dell’uccisione e quindi dalla presenza di un’agente. E’ il caso, per quanto riguarda le donne, delle morti per parto e, per quanto riguarda gli uomini, dei caduti sul lavoro. Su questi temi non è, peraltro, peregrino aprire una discussione sui modi più efficaci di ridurre al massimo queste tragiche evenienze, affinché quante meno donne possibile paghino con la vita il loro ruolo di madri e quanto meno uomini possibile paghino con la vita il loro ruolo di genere di breadwinner.Insomma di genere si muore, in tanti modi e per tante ragioni – e nascere con un cromosoma Y non si rivela sempre e necessariamente un vantaggio. E’ bene averlo presente ed è per questo che è giusto ricordare gli uomini ed i ragazzi di Srebrenica non solo in quanto bosniaci, non solo in quanto musulmani, ma anche in quanto maschi vittime di "genericidio". anche questo articolo molto interessante: http://digilander.libero.it/uomini/adamjones.html un estratto: Quali sono i modi con cui gli uomini sono colpiti dai moderni genericidi? In generale gli stessi con cui sono stati colpiti attraverso tutta la storia: sulla base della supposta minaccia che i maschi, in particolare i maschi "in età da battaglia", rappresentano per oppressori ed invasori di qualsiasi colore. Ci sono poi molti casi in cui la distruzione dei maschi "in età da battaglia" serve come fase preliminare per un genocidio di intere comunità umane, come nel caso degli olocausti degli Armeni e degli Ebrei nel ventesimo secolo.Inoltre gli uomini sono vittimizzati in quanto ritenuti adatti a forme brutali di sfruttamento, quali i lavori forzati o la coscrizione militare.Si può individuare un schema di caccia alle streghe e di demonizzazione dei maschi che è profondamente radicato nella Storia, ma che ha assunto alcuni forme moderne veramente preoccupanti, come nel caso delle purghe di Stalin (http://www.gendercide.org/case_stalin.html) e dei massacri in Rwanda. (http://www.gendercide.org/case_rwanda.html). Mi sono occupato di questi temi nel mio articolo "Genocide and Humanitarian Intervention: Incorporating the Gender Variable," pubblicato on-line sul Journal of Humanitarian Assistance (http://www.jha.ac/articles/a080.htm). d in che occasioni sono le donne ad essere vittime? Le donne sono tipicamente le vittime primarie di casi di stupro-omicidio di massa, come a Nanchino nel 1937-38 e in Rwanda nel 1994. Quando intere comunità sono prese di mira, come nel caso dell'Olocausto ebraico, possono essere uccise su una scala comparabile o persino uguale a quella dei maschi, talora con modalità particolarmente "di genere". In generale, tuttavia, penso che il genericidio contro le donne il più delle volte prescinda dai contesti politico-militari, all'interno dei quali sono gli uomini ad essere tipicamente vittimizzati. Questo non vuol dire affatto che il numero di morti sia inferiore - 600 mila donne morte durante il parto sono pressoché l'equivalente dell'Olocausto del Rwanda e per di più si ripete ciò ogni anno(grassettato mio). Probabilmente non hai avuto la sfortuna di vedere le ragazzine stuprate in bosnia o in congo.ti assicuro che non avresti pensato a tutta questa misandria... in compenso ho potuto vedere gli effetti di più cause di divorzio sul malcapitato di turno, sia come marito che come padre. e non avviene in guerra ma ogni giorno, in tempo di pace, in un paese reputato civile... sempre dall'articolo sopra: Le esecuzioni di maschi negli Stati Uniti sono sproporzionate rispetto al numero di omicidi che i maschi effettivamente commettono. Come ha osservato il Death Penalty Information Centre nel 1999 tipicamente le donne sono graziate via via che la macchina della punizione capitale va avanti: le donne rappresentano il 13% degli arresti per omicidio, l'1,9% di chi viene condannato a morte al processo, l'1,3% delle persone presenti nel braccio della morte e solo lo 0,6% delle persone che effettivamente vengono giustiziate. Il 57% delle condanne a morte imposte a delle donne dal 1973 sono state commutate - invece per gli uomini il rapporto è solo di un terzo. Modificato 12 Luglio 2015 da Er Monnezza
resurrection joe [Partecipante] 529 Inviato 12 Luglio 2015 Inviato 12 Luglio 2015 Posso dirti che certe cose le ho viste coi miei occhi,non le ho lette.. e non te le dimentichi. poi è da condannare la violenza sempre e su tutti,ma ti assicuro che ho visto ragazzine stuprate da 10 persone e mutilate,altre lasciate senza un occhio come monito.e donne che non riuscivano più a chiedere una bottiglia d'acqua . personalmente ne abbiamo portatr via 5 col mio equipaggio,e i maschietti che ci guardavano incazzati perché non avevano più i loro giocattoli..per fortuna avevamo dei sistemi per fare capire di levarsi dai coglioni..mi spiace ma non riesco a ed essere obiettivo come certi articoli...sai quanto valeva una di 12 anni in congo? Due dollari..ed erano maschi che la compravano... Colibrìgioioso ha reagito a questo 1
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