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Chamark
Inviato

Molti citano la meritocrazia senza saperne l'origine. Meritocracy è un concetto coniato da Micheal Young, sociologo britannico molto attivo nel campo dell'educazione. Nel 1958 scrisse e pubblicò The Rise of The Meritocracy, un romanzo distopico in cui nei panni di un narratore del 2034 descrive il cambiamento della società in accordo all'introduzione "utopica" e perfetta della meritocrazia. Scritto sostanzialmente per contrastare le riforme del sistema scolastico che si andavano diffondendo in quegli anni. Consiglio la lettura di tale opera a tutti, non so se sia reperibile in italiano, ma in inglese si trova facilmente (se non lo trovate basta che mi inviate un PM).

Micheal Young introduce la meritocrazia dal punto di vista di un fervente sostenitore di questa, cercando di portare alla luce i suoi lati negativi e dannosi. Sfortunatamente con suo grande disappunto la parola è stata utilizzata in tutto il mondo dopo essere stata ripulita di qualsiasi accezione negativa. Oggi la meritocrazia è considerata l'utopia da raggiungere.

Molte considerazioni sarebbero solo la ripetizione di ciò che espone in quel libro, quindi rinnovo l'invito a leggere direttamente la fonte.

Un altro buono spunto sarebbe discutere di come si sposa il principio di Peter (https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Principle) con una società meritocratica perfetta.

Leopold
Inviato

Parlare di meritocrazia fa sempre comodo perchè i più si riconoscono tra i meritevoli.

Ad esempio a poker hanno fatto un sondaggio dal quale risulta che il 95% dei giocatori ritiene di essere sopra la media, e credo sia lo stesso per altre qualità morali (vd quello che scrivono le persone su fb che si lamentano sempre di atteggiamenti degli "altri") o capacità a livello lavorativo.

Pensate a quante volte durante la pausa caffè/pranzo dei colleghi (o magari eravate proprio voi) hanno cercato di farvi capire quanto lavorano bene rispetto agli altri esaltando il loro operato o parlando male di altri colleghi.

Non mi stupirei se la collega "raccomandata" di DarkAdrenaline stesse parlando male di lei su qualche altro forum o con altre persone, sono situazioni piuttosto comuni.

  • Mi piace! 1
  • 1 mese dopo...
olly27
Inviato

La fortuna aiuta gli audaci, la raccomandazione i deboli.

Poi, ci sono quelli che vanno a prendersi quello che vogliono. Da soli, senza l'aiuto di nessuno.

Sarà più faticoso, sarà difficile ma..quanto può essere bello ringraziare solo te stesso? ;)

Vincent
Inviato

La fortuna aiuta gli audaci, la raccomandazione i deboli.

Penso di non essere mai stato piu' in disaccordo con una frase.

  • Mi piace! 1
DarkAdrenaline
Inviato

Olly... Nel mondo dei sogni assolutamente credo che sia così......

Nella vita reale no.

Vincent
Inviato

Olly... Nel mondo dei sogni assolutamente credo che sia così......

Nella vita reale no.

Nel mondo di chi non capisce il mondo e' come dice Olly.

  • Mi piace! 1
  • 1 mese dopo...
NootrOxygen
Inviato

Avevo modificato il mio stato qualche giorno fa e ne stava nascendo una discussione abbastanza interessante, così ho pensato bene di aprire un post per parlarne meglio.

Meritocrazia.

Io, che tento di essere di ideali leali (mi piace questa assonanza) ed il più possibile giusti, mi sto accorgendo da un bel po' di anni che in Italia questo termine non esiste.

Non voglio fare la solita polemica anti-italiana e non sono mai stata all'estero, ma in effetti la situazione lavorativa italiana non soddisfa a pieno quello che vorrei.

Ho un carattere basato sull'idea che in ogni ambito della vita sarebbe giusto avere meriti solo se ci si impegna.

Noto che invece per molti non è così, che la maggior parte delle persone pensa invece a fottere il prossimo, ad ottenere il massimo senza il minimo sforzo.

E così ci ritroviamo ad essere sfruttati perchè non si trova altro, ad essere sorpassati da gente raccomandata o da ragazze che la danno all'uomo di potere di turno ed ottengono un posto valido senza aver nessun merito.

E così ci sono stati non pochi momenti in cui ho pensato "ma davvero la passione per il lavoro, l'aver studiato tanto, l'aggiornarsi continuamente, il comportarsi in maniera corretta servono a qualcosa?"

C'è chi ha detto che sapersi vendere è alla base del successo, pur non avendo meriti o conoscenza adeguate al settore: ma davvero il lavoro in Italia funziona così? A che serve l'università allora se tanto io ottengo un posto solo perchè conosco tizio e caio?

Apro questo post anche per avere informazioni riguardo la situazione oltre l'Italia, perchè sto prendendo seriamente in considerazione l'idea di trasferirmi all'estero, e anzi se qualcuno potrà darmi delle dritte ne sarei felice.

Benvenuta in itaGlia, se sei veramente brava e competente ti consiglio 2 possibilità:

1) o vai in un paese più meritocratico ( paesi meritocratici? USA, Giappone, nord europa)

2) o ti metti da parte i soldi per poterti aprire un'attività in proprio che riguarda le tue competente

se riesci a fare entrambe le cose fai bingo, ciao.

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