Aghori [Élite] 1053 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 (modificato) 6 ore fa, Lilian ha scritto: E la sorella no ?P.s. : Uscito una volta "pubmed" su forum, ed ora lo usano tutti come Bibbia suprema a sostegno di ogni cosa XD Molto Christiana come cosa. Evidentemente no. La malattia citata ha una diffusione a predominanza maschile, seppur lieve. Ci sono altre ipotesi . Quella storica è la sifilide. Tutte neuropatie organiche comunque. L'idea che sia diventato demente e semiparalizzato a causa del suo pensiero è risibile imho. Non è impazzito Kurt Gödel... (solo ipocondriaco e anoressico...) P.S. : "Pubmed" (che non vedo ogni due per tre qui) non è la bibbia (per fortuna) ma è sempre più attendibile di una "riza psicosomatica" ad esempio. P.P.S. : "Christiana " viene dall'inglese preimpostato sul mio cell : corregge all'anglosassone maniera... Modificato 24 Maggio 2017 da To Megatherion
Lilian [Lurker] 81 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 2 ore fa, To Megatherion ha scritto: Evidentemente no. La malattia citata ha una diffusione a predominanza maschile, seppur lieve. Ci sono altre ipotesi . Quella storica è la sifilide. Tutte neuropatie organiche comunque. L'idea che sia diventato demente e semiparalizzato a causa del suo pensiero è risibile imho. Non è impazzito Kurt Gödel... (solo ipocondriaco e anoressico...) P.S. : "Pubmed" (che non vedo ogni due per tre qui) non è la bibbia (per fortuna) ma è sempre più attendibile di una "riza psicosomatica" ad esempio. P.P.S. : "Christiana " viene dall'inglese preimpostato sul mio cell : corregge all'anglosassone maniera... Parola Chiave:Ipotesi <3 Quello che volevo dirti è che geneticamente tutti sono predisposti ad un sacco di roba, non a tutti si attivano quei determinati geni. Circostanze esterne ed interne, spesso influenzano l'attivazione o meno. Quindi la malattia non esclude la "storia romantica", e la "storia romantica" non esclude la malattia :D
Aghori [Élite] 1053 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 30 minuti fa, Lilian ha scritto: Parola Chiave:Ipotesi <3 Quello che volevo dirti è che geneticamente tutti sono predisposti ad un sacco di roba, non a tutti si attivano quei determinati geni. Circostanze esterne ed interne, spesso influenzano l'attivazione o meno. Quindi la malattia non esclude la "storia romantica", e la "storia romantica" non esclude la malattia :D Certo ipotesi, ma se l'ipotesi sul campo è CADASIL. cerebral autosomal dominant arteriopathy with subcortical infarcts and leukoencephalopathy, arteriopatia cerebrale autosomica dominante con infarti sottocorticali e leucoencefalopatia le parole "autosomica dominante" significano che, dato quel gene difettoso, la malattia si esprimerà comunque. Si manifesta tra i 40 e i 50 anni ed è progressiva. Incurabile ancor oggi. Se avessero ragione si sarebbe ammalato anche se avesse fatto l'anonimo maestro di campagna tutta la vita. Poi ovviamente nessuno era là e una certezza si avrebbe solo riesumandolo (secondo me prima o poi lo fanno). Quello che intendevo dire è che la condizione di Nietzsche non era quella di uno schizofrenico, ma di un uomo cui ripetuti ictus o un infezione, causarono lesioni cerebrali permanenti tali da fargli perdere la ragione, la facoltà di riconoscere le persone, l'uso delle gambe e alla fine la parola. E lo dicevo perché credo che nell'opera di Nietzsche non ci sia proprio nulla che possa condurre uno come Aivia alla pazzia (perlomeno alla stessa sua "pazzia " ) In realtà io, a leggerlo mi sono anche (sottolineo anche) annoiato un po'.
Lilian [Lurker] 81 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 1 ora fa, To Megatherion ha scritto: Certo ipotesi, ma se l'ipotesi sul campo è CADASIL. cerebral autosomal dominant arteriopathy with subcortical infarcts and leukoencephalopathy, arteriopatia cerebrale autosomica dominante con infarti sottocorticali e leucoencefalopatia le parole "autosomica dominante" significano che, dato quel gene difettoso, la malattia si esprimerà comunque. Si manifesta tra i 40 e i 50 anni ed è progressiva. Incurabile ancor oggi. Se avessero ragione si sarebbe ammalato anche se avesse fatto l'anonimo maestro di campagna tutta la vita. Poi ovviamente nessuno era là e una certezza si avrebbe solo riesumandolo (secondo me prima o poi lo fanno). Quello che intendevo dire è che la condizione di Nietzsche non era quella di uno schizofrenico, ma di un uomo cui ripetuti ictus o un infezione, causarono lesioni cerebrali permanenti tali da fargli perdere la ragione, la facoltà di riconoscere le persone, l'uso delle gambe e alla fine la parola. E lo dicevo perché credo che nell'opera di Nietzsche non ci sia proprio nulla che possa condurre uno come Aivia alla pazzia (perlomeno alla stessa sua "pazzia " ) In realtà io, a leggerlo mi sono anche (sottolineo anche) annoiato un po'. I love-loved Nietzsche <3 Ma resto sulla mia, è sempre più provato oggi che tante malattie/tumori/cancri, hanno corrispondenti con il life-style di una persona, le sue relazioni, il suo approccio emozionale alla Vita, ed addirittura la sua consapevolezza sull'inconscio familiare. Ci sono tumori/cancri/altro anche gravi che in alcune persone regrediscono o cambiano a seconda del cambiamento di approccio alla vita e di life-style. In alcune, non tutte. Diciamo che l'approccio genetico-deterministico mi convince sì e no, ed essendoci anche eccezioni a smentirlo... nel dubbio, preferisco volgermi da quella parte :D ... Comunque interessante lo studio, grazie per la condivisione <3 Aghori ha reagito a questo 1
Aghori [Élite] 1053 Inviato 25 Maggio 2017 Inviato 25 Maggio 2017 4 ore fa, Lilian ha scritto: I love-loved Nietzsche <3 Ma resto sulla mia, è sempre più provato oggi che tante malattie/tumori/cancri, hanno corrispondenti con il life-style di una persona, le sue relazioni, il suo approccio emozionale alla Vita, ed addirittura la sua consapevolezza sull'inconscio familiare. Ci sono tumori/cancri/altro anche gravi che in alcune persone regrediscono o cambiano a seconda del cambiamento di approccio alla vita e di life-style. In alcune, non tutte. Diciamo che l'approccio genetico-deterministico mi convince sì e no, ed essendoci anche eccezioni a smentirlo... nel dubbio, preferisco volgermi da quella parte :D ... Comunque interessante lo studio, grazie per la condivisione <3 Come a dire che l' Intero è sempre qualcosa, molto, di più della somma delle sue parti. Sono d'accordo , è uno di quegli assunti su cui ho pochi dubbi. Grazie a te Lilian. Lilian ha reagito a questo 1
Fabius king [Partecipante] 58 Inviato 22 Settembre 2019 Inviato 22 Settembre 2019 Il 3/3/2016 at 04:21, ^'V'^ ha scritto: Trista è la donna che serve sia una società che le dice che le donne non sono portate per la matematica, che un Master che crede in lei e le racconta della vita di grandi matematiche donne. Società e Master sono due padroni. Società scelta dal Master che dia supporto alla donna, e Master, è un padrone. Una sola voce, di sostegno e di fiducia. Non due voci dissonanti. La cosa più terribile è quando lei è soltanto in preda alla società casuale in cui è nata. Una società fatta di contraddizioni e di schiamazzi scimmieschi in antitesi continua. "l'unione fa la forza - chi fa da sé fa per tre / Dio salvami dai miei amici che ai miei nemici ci penso io - chi trova un amico trova un tesoro" Un pessimo padrone. Un padrone schizofrenico che fa per due, quindi lei è trista due volte. Una perché ha scelto di servire il padrone sbagliato, il più assurdo che esista. Una perché quel padrone sbagliato è già di per sé servire due padroni, dato che i dettami della società sono tutti in antitesi netta tra loro. Sai cosa accadde ai famosi cani di Pavlov quando furono messi davanti alla scelta paradossale di una figura circolare che diventava ellittica e poi circolare e loro non sapevano quale zampettare per ricevere il premio? Successe che diventarono dopo un po' di tempo apatici e depressi. Guarda intorno a te le donne over 30 - 40 senza una figura di riferimento salda. Guarda cosa devono inventare per poter fingere una maschera sorridente al lavoro o per riuscire a dormire. Aivia questo è un concetto estremamente importante.. mi capita spesso con ragazze, sopratutto nella prima fase.. che siano molto ricettive e riconoscono il mio ruolo di "padrone" poi cosa che noto dopo diverso tempo è il cambiamento.. sarà che qualche condizionamento esce sempre a galla.. sarà il fatto che torna a casa dai genitori o parla con le amiche .. sarebbe bello riprogrammare anche la sua vita sociale per far si che non tradisca mai il "padrone" è possibile ?
Yuber [Partecipante] 895 Inviato 26 Settembre 2019 Inviato 26 Settembre 2019 Casanova diceva : " non riesco a capire come un padre possa sinceramente amare la propria figlia senza aver mai giaciuto con lei". ^'V'^ ha reagito a questo 1
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174580 Inviato 24 Dicembre 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 24 Dicembre 2019 Il 22/9/2019 at 21:27, Fabius king ha scritto: Aivia questo è un concetto estremamente importante.. mi capita spesso con ragazze, sopratutto nella prima fase.. che siano molto ricettive e riconoscono il mio ruolo di "padrone" poi cosa che noto dopo diverso tempo è il cambiamento.. sarà che qualche condizionamento esce sempre a galla.. sarà il fatto che torna a casa dai genitori o parla con le amiche .. sarebbe bello riprogrammare anche la sua vita sociale per far si che non tradisca mai il "padrone" è possibile ? In passato, prima dei social, era un lavoro pesantissimo ma possibile, comprendente l'isolamento del soggetto da scambi sociali esterni e la sua immissione graduale in una cultura editata a suo vantaggio e supportiva. Spoiler Un lavoraccio, anche se consideri che nell'uomo la scarsa presenza di testosterone prenatale e una forte presenza di estrogeni porta con sé meno capacità logica e più credenze paranormali e superstizioni alla maniera femminile, ridotta abilità nel trading finanziario, ridotte skill da leader autorevole, maggiore tasso di schizofrenia, di depressione, ecc. Questo faceva sì che spesso chi riusciva a raccontare e bersi da solo così tante stronzate da essere capito e seguito nella sua subcultura anche dalle donne, portava spesso la sua subcultura al collasso finanziario, alla leading schizzata, depressa e non autorevole, e tutte le varie motivazioni per cui molti usano la parola "guru" in senso dispregiativo. Oggi come oggi il soggetto anche se completamernte in balia di culture demenziali e ad ogni sorta di superstizione e credenza bislacca (siamo nel 2020 e l'ultima volta che una mi ha spiegato la law of attraction è stato solo un mese fa...) ed anche se - si pensi alla conduttrice televisiva bionda - può con estrema facilità essere circuito da donne più sgamate, ha dei meccanismi servofrenanti di derivazione politica e giornalistica nei confronti del giusto conduttore che può darle la logica, la capacità nel trading, nel comprendere sistemi complessi, la stabilità rispetto a schizzi e depre, e dotato di skill affilate per la leading. A questo si aggiunge l'avvento dei social, che ha cambiato completamente le carte in tavola e che ha reso quantomeno improbabile l'isolamento del soggetto, se non coercitivo. Il soggetto sui social sperimenta il rifiuto insensato, la critica, l'essere sminuito o ignorato, il sadismo di altre donne, tutte queste cose allo stesso tempo o anche peggio: i like. Bastone e carota perdono di efficacia se disgiunti, e pochi sanno che un feedback sgradito può condurre alla stessa dipendenza dei rinforzi positivi. Se si ottiene una ricompensa, che per un maschio può essere un saggio pompino o una quantità di denaro, mentre per la donna è spesso un apprezzamento sociale, un dolcetto o un like ogni volta che si compie una certa azione, allora la si tenderà a ripetere con maggiore frequenza. Quando le donne ricevono una reazione lusinghiera, tendono a postare di più e di più di quel tipo. Sembra un meccanismo innocente, ma è il primo stadio di uno sviluppo malato della società. Nella silicon valley chiamano questa fase engagement, e c'è un attore altro a generarlo. Gli algoritmi. Non è tanto che i feedback positivi o negativi funzionino, ma che total random feeback possono generare nel bambino e nella donna più engagement di quelli umani. Non a caso chi studia gli algoritmi nella Silicon Valley manda spesso i suoi bambini in scuole steineriane ove è vietato l'uso della tecnologia elettronica. Ma non puoi dire a donne adulte che non possano avere uno smartphone. Supponiamo che il soggetto riceva un dolcetto ogni volta che dice "per favore" nel chiedere una cosa. E' probabile che inizierà a dirlo più spesso. Ma supponiamo che ogni tanto il dolcetto non venga dato. Secondo la logica aristotelica siamo portati a pensare che allora lo dirà più di rado, non essendo ricompensato, ma a volte accade il contrario. Un cervello programmato per cercare schemi ed impararli a memoria, non vuole arrendersi quando il suo schema è messo in crisi da un'eccezione non gestita e frustrante. Inizia ad ossessionarsi. E continua a dire "per favore", nella speranza che rincarando la dose appaia un pattern più profondo e il sistema torni a pagare. Ma non c'è un umano a generare i feedback, c'è invece un sistema casuale, ad adattamento continuo. Per un uomo savio, essere intrigato da uno schema ad equazioni non lineari e quasi caotico è una cosa molto positiva, perché significa che scaverà a fondo nella struttura del sistema stesso, esplorando e prendendosi rischi fino a scoprire forse qualcosa di nuovo. O fino a perdere la faccia per l'errore commesso. Un gioco che per un maschio adulto può valere la candela. Se scrivi un romanzo o la sceneggiatura di un film, un'incongruenza caotica, non ordinata in modo lineare, renderà il personaggio più interessante e meno prevedibile. Oppure sgradito e criticatissimo. Se stai testando un farmaco per l'angina pectoris e i soggetti sperimentali umani non ti restituiscono le pillole perché gli tira moltissimo il cazzo, hai scoperto il sildenafil, il viagra. Ma per altri tipi di persone, specialmente donne e bambini ma non solo, è una terribile fonte di inciampo. L'attrazione per i feedback imprevedibili e quasi caotici, è ciò che potrebbe spingere molte donne in relazioni codipendenti in cui vengono maltrattate. L'attrazione per un bel culo e dei buoni pompini, unita alla difficoltà nel trovare altri posti dove scopare, è ciò che ci fa finire molti maschi. La casualità dei feedback, non essendo gli algoritmi dei social perfetti, è connaturata nella natura stessa della macchina, ma c'è molto di più, infatti vi è una casualità matematica intenzionale, adattiva, e molto più rapida della capacità della donna singola di farvi fronte: Gli algoritmi sono adattivi ed implementano di continuo piccoli miglioramenti o cambiamenti testando quale schema produca risultati migliori, ossia più consumi. Tradotto, più ingaggianti e più redditizi in termini di sponsor. E viene messa una parte di casualità matematica. Supponi che un algoritmo le presenti l'occasione di acquistare un nuovo tipo di spazzolino da denti, circa cinque secondi dopo che lei ha visto un video di gatti che fanno cose stupide, i quali hanno sviluppato nel corso dell'evoluzione dei tratti infantili nel musetto per assicurarsi le cure e la sudditanza umana, e che lei come donna alla vista di quei musetti produca ossitocina, si senta bene, di buon umore. Un algoritmo adattivo non si accontenta certo di vendere spazzolini da denti elettrici dopo cinque secondi dal video che la fa stare bene, ma esegue test per scoprire cosa succede se modifica l'intervallo a quattro secondi e mezzo, a cinque secondi e mezzo... in questo caso è più probabile che lei compri? Se sì, questo lasso temporale adattato viene applicato in futuro ad altre migliaia di persone che risultano vicine a lei per tavolozze di caratteristiche testate in pacchetti, che possono andare dalle preferenze nei colori delle foto a cui si dà like, allo stile che si ha nel guidare sotto satellite. Però. E qui arriva il caos. Adattamenti progressivi, piccoli aggiustamenti, possono arrivare ad uno stallo. Ad esempio a quattro secondi e mezzo compra di più, ma a quattro compra di meno, ed anche a cinque e mezzo compra di meno. E' allora il caso di settare il tutto a quattro e mezzo fisso? Se fosse così, non sarebbe adattivo, e soprattutto lei imparerebbe a conoscere lo schema, ed assuefarsi. Ricordi i dolcetti? E se un cambiamento più grande e non progressivo migliorasse il risultato? Forse due secondi e mezzo sarebbe più efficace, ma l'algoritmo se lasciato ad una logica lineare e progressiva con modifiche incrementali si fermerebbe a quattro e mezzo, dato che a quattro compra di meno. Ecco perché allora la macchina include una dose di caos, ogni tanto l'algoritmo prova secondo tentativi non lineari, se può tornare un risultato positivo sganciandosi dalla ricerca di risultati positivi. Procede per salti casuali. Nella nostra evoluzione, molto più lenta dell'adattamento degli algoritmi, ci sono mutazioni utili casuali, date dall'incrocio di due linee di sangue, che sono incrementali. Ogni tanto però una mutazione non lineare che potrebbe far morire o perdere nella gara quasi di sicuro, aggiunge invece ad una specie un tratto strano che per una serie di casualità risulta essere più adattivo di un miglioramento incrementale. Le neuroscienze cercano di capire se simili processi si verifichino anche nel cervello, essendo portato a cercare sorprese perché la routine rassicura la natura che cerca l'omeostasi ma porta anche alla noia ed alla voglia di stimoli inediti e di fare qualcosa di nuovo. Allora, quando l'algoritmo procura delle esperienze casuali e queste si traducono in un maggiore engagement del nostro soggetto, il cervello dello stesso è sorpreso ed engaged, fino alla dipendenza... ma solo se... Non inizia a riconoscere lo schema. E' la corsa del leone e della gazzella. Solo, basato su una matematica più veloce del cervello e basato su milioni di risposte di altre persone simili a lei, per cui ha sempre meno scampo. Lei vive le sue esperienze, una per una, e comprende il mondo un morsicotto per volta, l'algoritmo fagocita milioni di esperienze al secondo e sempre più accuratamente capisce quali di queste sono triggeranti per lei, le possano dare engagement. I primi a studiare ed exploitare questa corsa tra matematica e hobrain (cervello umano) non sono stati i social, ma gli inventori delle macchinette per il gioco d'azzardo, poi dei siti per giocare online. Ora, dobbiamo immettere in questa corsa la pressione sociale. Da bambini tutti siamo stati indifesi e dipendenti come si sentono le femmine, e sappiamo cosa si provi ad essere esclusi o validati, siamo rimasti dipendenti ed indifesi per anni. Ci sono anche maschi adulti che cercano validazione, non pochi. Il giudizio, l'ammirazione, il biasimo, ci potevano toccare. Le donne ne rimangono toccate in misura molto più alta. Questo significa che mentre per noi l'inferno è il carcere dove non si scopa, si viene scopati o si scopano immigrati, e il paradiso è un harem, per le donne ed i bambini il paradiso e l'inferno sono le altre persone. Ora, l'algoritmo non è manovrato da un team che decide di far sentire bene donne e bambini, o di farli sentire male se questo aumenta l'engagement. Si rafforza e si adatta da solo in base ai risultati di acquisto, e se far sentire male funziona di più a rendere consumatrici, amplificando frustrazione e senso di inadeguatezza o di mancata conformità alla massa critica degli "altri", lo farà, lo fa. L'algoritmo di engagement non ha alcun altro scopo che quello di evolvere e migliorarsi, al fine di aumentare la propensione al consumo, e questo può portare ad un'amplificazione su scala mondiale delle emozioni più facili da elicitare che sono spesso negative. La parola engagement se intesa su donne e bambini, è un eufemismo che dovrebbe essere cambiato con dipendenza e modificazione comportamentale a noleggio. Un tempo i clienti dei social erano clienti, inserzionisti, gente che spende dei soldi perché vuole che tu veda la sua marca di orologi da polso. Persone oneste che lavorano e cercano di vendere il loro prodotto o servizio. Poi però gli algoritmi si sono fatti così avanzati nel generare emozioni e modificazioni comportamentali nelle persone più sensibili all'engagement ed al conformismo, al giudizio degli altri ed ai bastoni e carote, che sono diventati degli imperi di modificazione comportamentale a noleggio. E si possono usare per modificare una democrazia, per indurre una guerra, per far credere che il giusto leader di un grande stato sia un dittatore, ecc. In questo gli algoritmi si sono fatti di parte, non nel senso destra o sinistra, ma sopra e sotto. Infatti gli algoritmi scoprono che se è vero che quando lei è di buon umore per aver visto i gatti compra qualcosa, è più vero che quando è frustrata per aver visto le altre persone in vacanza, fare una vita migliore, avere più like, un miglior aspetto, compra di più, e quando è indotta a scopare di meno ha bisogno di consumare più prodotti e servizi. La - relativa - semplicità con cui sistemi adattivi velocissimi e processanti le azioni di milioni di persone ogni secondo possono usare le emozioni negative per creare dipendenza, engagement e modifiche nel comportamento a vantaggio dei clienti della macchina, è maggiore di quella con cui possano produrre risultati apprezzabili inducendo emozioni di euforia, sicurezza in se stessa, migliore auto immagine ed autostima. Insomma, questo connubio sfortunato tra biologia e matematica che la insegue e varia gli stimoli, favorisce il degrado umano, e anche il savio, il maschio adulto che se ne frega di conformarsi o di essere approvato, è colpito al cuore del suo paradiso ed inferno, infatti donne sempre più stressate e schizzate fanno meno e peggior sesso, l'unica cosa che serve al maschio per non schizzare e non deprimersi pure lui, diventando per effetto a strascico un migliore consumatore pure lui. Ci sarebbe molto altro da dire, a partire dalla prostituta che sul social esprime parole di forte biasimo per il comportamento sessuale di altre persone, e io lo so che fa la pro, ma la ragazza che legge i commenti si sente giudicata e non capisce che sono tutte cazzate di zombie subumani per zombie, o la tipa che conoscevo che faceva foto di met art con annessi pompini al fotografo, che poi si fidanza e inizia a criticare in pubblica quelle che si vestono sexy per halloween, dando loro delle zoccole. Io lo so che sono parole di figa, inutili sfiati di niente, ma la tipa che quella sera ad halloween si sarebbe vestita con dignità e minigonna giro figa, finisce coi leggins a rovinare il mondo di tutti. Tutte queste persone bugiarde e ipocrite che popolano il social, e che nella vita reale di un villaggio arcaico sarebbero durate poco perché conoscendole di persona lo sai che una fa la puttana e l'altra faceva fino al giorno prima i porno amatoriali con gli animali da cortile e i nani, diventano non solo voci capaci di modificare il comportamento del soggetto coi loro like, dislike e stati farciti di menzogne. Non solo. Ma l'algoritmo non ti mostra tutto, ti mostra sempre più accuratamente quello che ha dimostrato di far propendere al consumo le persone sempre più accuratamente simili a te, per cui al soggetto in modo automatico ed implacabile viene mostrato proprio quel commento, quello stato, quella foto, che la farà sentire male e che la indurrà a cercare "un dolcetto", variando lo stimolo in modo casuale al fine di renderla sempre più dipendente. Ci sarebbe molto altro da dire e libri, sono scritti sulla questione algoritmica. Ma quello che ti voglio far notare, è che se prima l'uomo savio nel rilevare il soggetto dalla condizione di zombie conformato ad una società stupidissima, ad una pressione sociale a lei nemica, doveva solo battersi con la società intera e col cervello di lei programmato per armonizzarsi al clan, in un mondo che clan non aveva più, ma macro società di milioni di persone allattate di cazzate dalla TV, senza un leader, al fine di poterla far stare bene, (win) il che porta lui a stare bene sessualmente (win)... Oggi l'uomo savio non è più da solo contro la società demenziale e casuale, in conflitto aperto con se stessa, che combatte come scimmie urlatrici nel cervello di lei. Oggi è contro l'algoritmo automatico di potenziamento del peggio della società, che corre come il gatto col topo dietro al cervello di lei. Certo. Nessuno ordina all'algoritmo di pescare per forza la maggior propensione al consumo mediante l'induzione in stati di stress e frustrazione, tenuti vivi con casualità a salti. Molti uomini forti potrebbero sovvenzionare una modifica comportamentale positiva e pro-femminile, o anche la pace in alcune parti del mondo belligeranti, mediante le modifiche comportamentali necessarie, non programmabili a tavolino, ma adattabili per risultati progressivi ad opera degli algoritmi. Ma se quasi nessuno mette nemmeno il gettone in questa Cattedrale, se nemmeno per 47 euro capiscono che battaglia si sta combattendo e per chi, è utopistico pensare che il giorno in cui gli uomini migliori del pianeta prenderanno le redini della macchina e diranno alle donne di sentirsi bene e riallineare le percezioni, come interpretare le cose, sia prossimo a venire. Certo, sarebbe il paradiso maschile e femminile win win, ma quasi nessuno è ancora in grado di comprendere sistemi così aperti, complessi, adattivi, e quei pochi che ci lavorano o che ci investono in inserzioni - giustamente - tirano acqua al loro mulino economico, perché ancor più della centratura e della felicità femminile, è il denaro che garantisce loro la maggior qualità e quantità di fighe. Beh, se metto sessantamila euro in ads sui social per vendere uno stick da selfie, preferisco avere un ROI positivo che perderci dei soldi ma sapere che le donne sono meno stressate e meno instupidite. E ad un ROI positivo ne preferirei, potendo, uno molto positivo. Se per produrre questo risultato l'algoritmo, non per progetto malvagio, ma per adattamento progressivo al miglior risultato, rende le donne sempre più sconnesse... beh, andrò a puttane con quei soldi, che è quello che i più svegli e possidenti stanno facendo da un bel pezzo. La tecnologia che sta alla base del modello di modifica comportamentale è molto più potente della vecchia televisione che le aveva già ridotte uno straccio, ed è molto più potente dei tizi col megafono che c'erano prima, o della piazza del gossip tra lavandaie. Ma non è uno strumento malevolo, è uno strumento. Quando poi il nostro soggetto stacca dal social e segue dei video della sua influencer preferita, o del suo influencer (quando non li guarda direttamente dai social) spesso non sa che queste persone ricevono bonifici (non è teoria cospirativa, ci sono le prove documentate) dai servizi segreti di stato per indurre questa o quell'idea nelle spettatrici, per non parlare di qualcosa, o per parlarne, completando il quadro di modifica comportamentale del nostro soggetto. Prima noi della resistenza si combatteva contro il brainwashing ecclesiastico, quello di stato, contro la peer pressure di pecore zombizzate e - a mio avviso - palesemente lobotomizzate. Ed era molto più difficile che combattere contro i mulini a vento, anche se ogni donna strappata all'idiozia era una sensazione bellissima ed un dono al mondo in "capitale circolante" enorme. Oggi siamo di fronte a macchine che scavano il fondo del degrado umano ed hanno superato in forza il brainwashing di stato e chiesa, famiglia indottrinata e società demenziale. Oggi riuscire a prendere una e tenerla in piedi col cervello e tenerla con le interpretazioni funzionali per la sua aderenza alla realtà e per la sua felicità, è un'impresa titanica... e il nemico è così elegante nella sua configurazione di modifica del feed dell'individuo, che lei arriverà a dire al savio che lotta per lei... che Egli la starebbe manipolando... Il sistema riesce a mettere, ancora più accuratamente di prima, che già era ai massimi, il cervello del soggetto contro "il lupo". Ai tempi della stupidità di massa, se ti ricordi, reclamizzavi un prodotto e dopo averlo fatto verificavi se si vendesse meglio o peggio. Oggi le aziende verificano se il soggetto abbia cambiato il suo comportamento, e pagano per ottenere la modifica comportamentale, così i feed di ogni individuo (sensibile alla pressione sociale) vengono continuamente ottimizzati per modificare il suo comportamento. Ossia, il prodotto è il comportamento, è questo per cui si investono soldi. Può essere la propensione al click, allo stare diversi minuti su una pagina, a comprare, a commentare, a reagire in questo o quel modo, a votare di qua o di la, a pensare questo o quello, ma sempre più precisamente in modo adattivo, progressivo e con salti casuali fortunati in mezzo a mille mila sfortunati, il prodotto è raffinato, e più rapido della capacità della gazzella di assuefarsi o scappare. Ed essendo che l'algoritmo non è buono né cattivo, ma si ottimizza verso il risultato e lo fa in via più veloce e facile instupidendo le donne, rovinando per mezzo loro la vita sessuale in quantità e qualità, generando emozioni negative nelle stesse e nei più piccoli, è più efficace nel danneggiare la società, anche dei maschi perché dipendono dalle donne per il sesso che gli serve per mandare avanti il mondo e produrre soluzioni, che nel migliorarla, a vantaggio dei pochi clienti più abbienti e subdoli che guadagnando da questo peggioramento generale più soldi, riescono facilmente a fare tanta figa e di qualità, aumentando ancora di più la forbice tra le soluzioni che possono mettere in campo loro e la forza delle idee di chi ha meno soldi e deve passare sei giorni a settimana a procurarsi il sollievo circa un bisogno di base al pari di mangiare e dormire. Ma, ripeto, non lo fanno per cattiveria o per cospirazione, come dicevo, anche io se avessi messo 60k in ads per generare un comportamento di interesse verso lo stick da selfie che produco e poi di acquisto, vorrei tirarne su 90k e se è possibile 130k, non rientrare di 40k perdendone 20. Siamo entrati a pieno titolo in un nuovo teatro operativo, tutto qui. E io... nel mio piccolo... Dico che se gli animali stanno ripopolando la zona interdetta di Cernobyl dopo 30 anni invece che 300, grazie a velocissime mutazioni adattative, noi organismi biologici possiamo essere operativi, adattarci, raggiungere lo scopo non casuale win win del benessere femminile che si ripercuote su di noi e sulla società, anche operando contro forze soverchianti. Assolutamente. Il nostro cervello singolo può non essere veloce ad adattarsi quanto un algoritmo che opera su milioni di individui in tempo reale, ma ancora una macchina non è in grado di produrre arte astratta che colpisca come la macchia di vernice tirata da un artista, ancora non è in grado di mettere le stesse note di una sinfonia di Mozarth in un altro ordine che colpisca allo stesso modo. Vivere non significa solo tramandare l'adattamento progressivo dei geni alle future generazioni, possiamo lasciare musica, non solo cliccare quella che ci piace, parole che si fanno architettura di cattedrali, poesia, film, possiamo andare oltre i significati che la macchina attribuisce, spezzando il legame tra significante e significato e toccando più in fondo che con le parole che una macchina può intelligere, possiamo costruire metafore ed allegorie di metafore incastrate, possiamo cliccare sui pulsantini "non sono un robot", possiamo passare la fiaccola di ciò che abbiamo provato, e sentito, e lasciare che i bambini un domani la usino per leggere con la sua luce, e riescano ad interpretare... Ed abbiamo.... tutto il potere dell'era digitale per farlo. Possiamo combattere per la felicità delle nostre donne ad un livello che nessuna macchina potrà mai eguagliare, perché abbiamo un cuore. E, poiché abbiamo un cuore... dobbiamo, combattere. Voyager, Crocodile, Usura e 28 altri ha reagito a questo 7 22 2
CrazyTony [Élite] 581 Inviato 26 Dicembre 2019 Inviato 26 Dicembre 2019 Il 24/12/2019 alle 12:49 , ^'V'^ ha scritto: Ed era molto più difficile che combattere contro i mulini a vento, anche se ogni donna strappata all'idiozia era una sensazione bellissima ed un dono al mondo in "capitale circolante" enorme. È una sensazione fantastica, vedere di nuovo la luce nei loro occhi! E poi a distanza di mesi, anni rincontrarle per un caffè e sentirsi dire “tu mi hai cambiato la vita” intendendo in meglio, non ha prezzo!
Frankgolf [Partecipante] 19 Inviato 10 Novembre 2021 Inviato 10 Novembre 2021 Il 2/3/2016 at 14:56, ^'V'^ ha scritto: Cristina, non quoto perché dal cell. Hai parlato di tuo padre, un uomo senza padrone e schiavo dei suoi vizi e delle sue paure come un cane rinselvatichito. Non un uomo libero e tuo padrone e responsabile. In questi casi una ragazzina, piuttosto che rivolgersi ad istituzioni di pecore il cui unico scopo è raccogliere denunce per sapere un domani chi indagare in caso di incidente, dovrebbe iniziare a scoprire che esistono uomini con occhi di belva feroce e che possono vedere col cuore. Quando ne vedono uno, tutto intorno si fa buio e sfumato. Quello è il momento di assumere una posizione d'invito e di proofferta di sé, a palmi in su. Il padre slave non merita lo stato contro. Merita che sua figlia abbia chi la ama, si prende cura di lei e... Anche di lui. Perché lui è in cerca di un "padrone", di un uomo che sappia dargli quella carezza che ha sempre sognato e che ha sempre provato a prendere di forza per paura di chiedere. Non è padrone di sé. Quando sopra parlavo di quella che mi chiede come abbia fatto a prendermi cura di lei e del suo sviluppo anche mentre mi faceva di tutto contro... Tutto era nato con quell'imprinting. Un padre drogato e violento, uno sguardo verso di me... D'improvviso il buio intorno. Hanno entrambi bisogno di guida e protezione. E non può certo essere lo stato a fornirle. Lo stato è fermo a logiche di uguaglianza sociale e di convinzioni manichee circa i buoni e i cattivi. Non può davvero proteggere nessuno. Chiede solo di continuo che le pecore garantiscano per lui, esprimendo fiducia con un voto. Nessuno che si faccia coprire e garantire dalle pecorelle, può darti protezione e guida. Occhi di belva ancora vivi, ambra che arde sotto la cenere. Dovrebbero cercare chi si fa carico della cenere della tristezza. Li vedi. Se apri il cuore. Ci sono braci ancora vive. Lo sono per fare tana libera tutti. Non per mettersi contro tuo padre, che fa quello che può in questa giostra al massacro. Anche lui vorrebbe poter chiudere gli occhi, lasciarsi cadere e sentirsi prendere al volo. Ha solo paura di crederci. Stanotte ho avuto un attacco di panico aivia.
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