Cristina.Spa [Partecipante] 81 Inviato 5 Marzo 2016 Inviato 5 Marzo 2016 Ma non ci credo... Cos'è che non credi??
^'V'^ [Aivia Demon] 174577 Inviato 5 Marzo 2016 Inviato 5 Marzo 2016 centrata è affondata...... Mi piace pensare "la fenice rinasce dalle ceneri morte" ....ma è troppo tempo che sono cenere e non riesco a ricomporre... Quando passo li sento gli sguardi addosso..... La pancia, veleggia fiera sui tacchi ...... ma la testa si ribella,... non è il razionale che frena è il pregiudizio... E dire che la tua firma era un messaggio nella bottiglia mica da poco, da parte della Dea che sei e che desidera le sue ali indietro. La sento gridare da dietro un vetro spesso, insonorizzato e specchiato... ove ognuno non fa che vedere se stesso e sistemarsi i capelli. Riesci a sentirla? - Rochester: non ridete mai, signorina? Solo di rado, immagino. Ma non siete nata austera così come io non sono nato crudele. Leggo in voi lo sguardo di un uccellino curioso, attraverso le sbarre di una gabbia. Un vivido e irrequieto prigioniero. Fosse libero, volerebbe molto in alto. - Rochester: Avanti parlatemi. Vorrei soltanto farvi uscire dal vostro guscio. Avete l'aria di chi si trova in un altro mondo. Non voglio trattarvi come un'inferiore. - Jane: Eppure mi comandate di parlare. - Rochester: Siete ferita dal tono del mio comando? - Jane: Pochi padroni si preoccuperebbero di sapere se i loro subordinati siano feriti dai loro comandi. - Rochester: Subordinati. Dimenticavo lo stipendio... visto che ricevete uno stipendio, potreste parlare con me da pari? Senza pensare che la richiesta nasca dall'insolenza? - Jane: Non scambio mai la famigliarità con l'insolenza. La prima non mi dispiace, l'altra... nessuna persona libera dovrebbe accettarla. - Rochester: Sciocchezze. - Jane: Neppure per uno stipendio. - Rochester: Molte persone libere accetterebbero ogni cosa per uno stipendio, ma vi stringo mentalmente la mano per la risposta. Non esistono 3 giovani governanti su 3000 che mi risponderebbero così. - Jane: Non avete passato molto tempo in nostra compagnia. Sono un semplice uccellino uguale a tutte le altre, con una comune triste storia. dal film "Jane Eyre" di Gary Fukungaga tef, Cristina.Spa, Edo e 1 altro ha reagito a questo 4
Cristina.Spa [Partecipante] 81 Inviato 5 Marzo 2016 Inviato 5 Marzo 2016 E dire che la tua firma era un messaggio nella bottiglia mica da poco, da parte della Dea che sei e che desidera le sue ali indietro. La sento gridare da dietro un vetro spesso, insonorizzato e specchiato... ove ognuno non fa che vedere se stesso e sistemarsi i capelli. Riesci a sentirla? - Rochester: non ridete mai, signorina? Solo di rado, immagino. Ma non siete nata austera così come io non sono nato crudele. Leggo in voi lo sguardo di un uccellino curioso, attraverso le sbarre di una gabbia. Un vivido e irrequieto prigioniero. Fosse libero, volerebbe molto in alto. - Rochester: Avanti parlatemi. Vorrei soltanto farvi uscire dal vostro guscio. Avete l'aria di chi si trova in un altro mondo. Non voglio trattarvi come un'inferiore. - Jane: Eppure mi comandate di parlare. - Rochester: Siete ferita dal tono del mio comando? - Jane: Pochi padroni si preoccuperebbero di sapere se i loro subordinati siano feriti dai loro comandi. - Rochester: Subordinati. Dimenticavo lo stipendio... visto che ricevete uno stipendio, potreste parlare con me da pari? Senza pensare che la richiesta nasca dall'insolenza? - Jane: Non scambio mai la famigliarità con l'insolenza. La prima non mi dispiace, l'altra... nessuna persona libera dovrebbe accettarla. - Rochester: Sciocchezze. - Jane: Neppure per uno stipendio. - Rochester: Molte persone libere accetterebbero ogni cosa per uno stipendio, ma vi stringo mentalmente la mano per la risposta. Non esistono 3 giovani governanti su 3000 che mi risponderebbero così. - Jane: Non avete passato molto tempo in nostra compagnia. Sono un semplice uccellino uguale a tutte le altre, con una comune triste storia. dal film "Jane Eyre" di Gary Fukungaga Film molto bello, ogni volta che lo ripropongono lo guardo volentieri...
Cristina.Spa [Partecipante] 81 Inviato 5 Marzo 2016 Inviato 5 Marzo 2016 E dire che la tua firma era un messaggio nella bottiglia mica da poco, da parte della Dea che sei e che desidera le sue ali indietro. La sento gridare da dietro un vetro spesso, insonorizzato e specchiato... ove ognuno non fa che vedere se stesso e sistemarsi i capelli. Riesci a sentirla? - Rochester: non ridete mai, signorina? Solo di rado, immagino. Ma non siete nata austera così come io non sono nato crudele. Leggo in voi lo sguardo di un uccellino curioso, attraverso le sbarre di una gabbia. Un vivido e irrequieto prigioniero. Fosse libero, volerebbe molto in alto. - Rochester: Avanti parlatemi. Vorrei soltanto farvi uscire dal vostro guscio. Avete l'aria di chi si trova in un altro mondo. Non voglio trattarvi come un'inferiore. - Jane: Eppure mi comandate di parlare. - Rochester: Siete ferita dal tono del mio comando? - Jane: Pochi padroni si preoccuperebbero di sapere se i loro subordinati siano feriti dai loro comandi. - Rochester: Subordinati. Dimenticavo lo stipendio... visto che ricevete uno stipendio, potreste parlare con me da pari? Senza pensare che la richiesta nasca dall'insolenza? - Jane: Non scambio mai la famigliarità con l'insolenza. La prima non mi dispiace, l'altra... nessuna persona libera dovrebbe accettarla. - Rochester: Sciocchezze. - Jane: Neppure per uno stipendio. - Rochester: Molte persone libere accetterebbero ogni cosa per uno stipendio, ma vi stringo mentalmente la mano per la risposta. Non esistono 3 giovani governanti su 3000 che mi risponderebbero così. - Jane: Non avete passato molto tempo in nostra compagnia. Sono un semplice uccellino uguale a tutte le altre, con una comune triste storia. dal film "Jane Eyre" di Gary Fukungaga non posso più modificare ed aggiungere nulla nel messaggio precedente Non credo di essere mai stata una Dea, solo uno spirito libero. Si sono in gabbia o in una bottiglia non importa dove... La consapevolezza mi è arrivata come uno schiaffo un giorno del 2015... Voglio tornare ad essere libera da ogni costrizione. è un male??
^'V'^ [Aivia Demon] 174577 Inviato 7 Marzo 2016 Inviato 7 Marzo 2016 Il 5/3/2016 alle 23:54 , Cristina.Spa ha scritto: Non credo di essere mai stata una Dea, solo uno spirito libero. Dice il pacchetto di fazzoletti: non credo di esser mai stato un rettangolo. Cos'è il rettangolo? Un archetipo. Esiste il rettangolo? NO. Checché ne dica Platone, non esiste un mondo ove il rettangolo vive. Esso vive solo attraverso ciò che lo manifesta, uno smartphone, un pacchetto di fazzoletti, un libro. E' possibile per chi ama i rettangoli venire in contatto con l'archetipo puro? Certo. Toccando un pacchetto di fazzoletti che con la sua esistenza manifesta il rettangolo. Se dici di non credere di essere mai stata una Dea, stai operando da una posizione di pensiero in cui le Dee esistono, stanno su un monte in Grecia e sono altro da te. Ma la Dea non esiste senza di te. E' tutto in mano tua, esprimere il femminile. Lo fai con le tue forme, e con il tuo modo di esprimere la tua essenza, il tuo core self. Ma tra il tuo core self e la maschera che usi in società, vi sono una miriade di filtri per cui percepisci, credi, e vedi, ti manifesti, operi, ti atteggi e parli in modo non connesso, ma rifratto e deviato in molti modi. Una società "autorizzata" non permetterebbe l'introiezione di convinzioni e morali contrarie alla piena manifestazione della tua essenza. Ma siamo in mano alle pecore belanti, e in modo completamente non autorizzato le persone hanno creato una società di pagliacci autoreplicante per mezzo di convinzioni disfunzionali e ridicole. E così, data la tua propensione innata e biologicamente sensata di allinearti alla tribù, dovendo operare in una tribù mesosociale di pagliacci, ti trovi con la Testa e i filtri in un senso, con la pancia, la tua possibilità di manifestare la Dea, in un altro. Divisa, separata. In frizione e conflitto interiore. Ok Aivia. Ma se l'archetipo Dea è uno, come faccio a sentirmi speciale manifestandolo, sarei uguale alle altre che sono connesse? Questa è la domanda di un I-Phone che per sentirsi diverso desidera una cover personalizzata. Quella che le donne odierne chiamano unicità è sovrastruttura. Esse agli occhi del connesso appaiono come tanti I-Phone uguali che, avvolti in cover differenti, considerano lesa maestà ogni frase che ne sminuisca l'unicità. E allora.. come faccio a manifestare e portare nel mondo la Luce che ho dentro, se questo mi rende simile ad altre? Nello stesso modo con cui la luce bianca si divide nei colori diversi passando attraverso un prisma. Tu non sei uguale alle altre, possiedi un codice di cifratura interno, DNA, che ha una capacità di storage in un paio di grammi impensabile anche per tutti gli HDD del mondo messi insieme. L'archetipo Dea, nel manifestarsi attraverso di te e solo te, che sei diversa da ogni donna al mondo, emette una luce differente, pur essendo una base di luce bianca. Cita Si sono in gabbia o in una bottiglia non importa dove... La consapevolezza mi è arrivata come uno schiaffo un giorno del 2015... Voglio tornare ad essere libera da ogni costrizione. è un male?? E' un desiderio mal formulato. E' "via da". Non "verso". Quando hai i padroni sbagliati sai cosa non vuoi. E credi di non volere padrone. Perché dove stai, stai male. E vuoi l'opposto. Ma la libertà è potersi scegliere i condizionamenti, non esiste non averne. Non esiste Osho. E' un ciarlatano in carcere. La libertà di una donna è poter scegliere chi. Non è fatta per prosperare in base alla sua testa, è fatta per agire in modalità sopravvivenza, da sola. Non per prosperare. Non è fatta per rischiare e prendersi il peso di scelte pesanti. E allora, vuoi altri film oltre a Jane Eyre, per nutrire la tua essenza, la Dea, di speranza e lucidità operativa? Next Three Days. E' un'allegoria magnifica composta di metafore incastrate in serie, chi ha scritto il discorso con cui il protagonista parla a sé stesso quando decide come fare un piano di fuga per tirar fuori lei dal carcere, trova uno che - un caso? Si chiama Damon (pron Demon) - può guidarlo come maestro segreto (Dark Master) e poi ci parla di come uscire dalle sbarre, beh, chi lo ha scritto è autorizzato. Il momento poi in cui c'è il passaggio di staffetta tra piano della ragione ben calcolato e viscere, per cui la ragione si rimette al suo posto - che è quello di calcolare il modo migliore per eseguire gli ordini della Dea, non di dire alla Dea cosa fare, è fantastico. Ovvero, il momento in cui il piano perfetto di lui salta per un imprevisto col figlio. E può solo continuare col percorso stabilito abbandonando il figlio. Ma lei si incazza e contro ogni - davvero ogni - logica si butta fuori dallo sportello dell'auto per costringerlo a fermarsi, e gli dice che o col figlio o nulla. E lui va in crash. Ma... poi fa quello che deve fare, quello che fa un navigatore quando cambi strada per motivi tuoi: non deve romperti le palle perché lo hai fatto. Deve dire: stiamo ricalcolando il percorso. Se introietti quella scena, essa è un piano operativo per Dea e Miss, una metafora in cui lui interpreta la Miss e la parte razionale femminile, lei la Dea. E poi... Zootropolis. Zootropolis. Un film fondamentale. Fantastico nei suoi significati multistrato a cipolla. E' autorizzato come latte per i bambini e carne per gli adulti. Tony Stark, Edo, Lilian e 1 altro ha reagito a questo 4
Cristina.Spa [Partecipante] 81 Inviato 8 Marzo 2016 Inviato 8 Marzo 2016 (modificato) Dice il pacchetto di fazzoletti: non credo di esser mai stato un rettangolo. Cos'è il rettangolo? Un archetipo. Esiste il rettangolo? NO. Checché ne dica Platone, non esiste un mondo ove il rettangolo vive. Esso vive solo attraverso ciò che lo manifesta, uno smartphone, un pacchetto di fazzoletti, un libro. E' possibile per chi ama i rettangoli venire in contatto con l'archetipo puro? Certo. Toccando un pacchetto di fazzoletti che con la sua esistenza manifesta il rettangolo. Se dici di non credere di essere mai stata una Dea, stai operando da una posizione di pensiero in cui le Dee esistono, stanno su un monte in Grecia e sono altro da te. Ma la Dea non esiste senza di te. E' tutto in mano tua, esprimere il femminile. Lo fai con le tue forme, e con il tuo modo di esprimere la tua essenza, il tuo core self. Ma tra il tuo core self e la maschera che usi in società, vi sono una miriade di filtri per cui percepisci, credi, e vedi, ti manifesti, operi, ti atteggi e parli in modo non connesso, ma rifratto e deviato in molti modi. Una società "autorizzata" non permetterebbe l'introiezione di convinzioni e morali contrarie alla piena manifestazione della tua essenza. Ma siamo in mano alle pecore belanti, e in modo completamente non autorizzato le persone hanno creato una società di pagliacci autoreplicante per mezzo di convinzioni disfunzionali e ridicole. E così, data la tua propensione innata e biologicamente sensata di allinearti alla tribù, dovendo operare in una tribù mesosociale di pagliacci, ti trovi con la Testa e i filtri in un senso, con la pancia, la tua possibilità di manifestare la Dea, in un altro. Divisa, separata. In frizione e conflitto interiore. sono sicuramente divisa. Non so da cosa ma mi sento doppia. Ok Aivia. Ma se l'archetipo Dea è uno, come faccio a sentirmi speciale manifestandolo, sarei uguale alle altre che sono connesse? Questa è la domanda di un I-Phone che per sentirsi diverso desidera una cover personalizzata. Quella che le donne odierne chiamano unicità è sovrastruttura. Esse agli occhi del connesso appaiono come tanti I-Phone uguali che, avvolti in cover differenti, considerano lesa maestà ogni frase che ne sminuisca l'unicità. E allora.. come faccio a manifestare e portare nel mondo la Luce che ho dentro, se questo mi rende simile ad altre? Nello stesso modo con cui la luce bianca si divide nei colori diversi passando attraverso un prisma. Tu non sei uguale alle altre, possiedi un codice di cifratura interno, DNA, che ha una capacità di storage in un paio di grammi impensabile anche per tutti gli HDD del mondo messi insieme. L'archetipo Dea, nel manifestarsi attraverso di te e solo te, che sei diversa da ogni donna al mondo, emette una luce differente, pur essendo una base di luce bianca. Nemmeno mai sfiorato l'idea di poter essere in qualche modo "uguale" ad altri in nessuno stato in cui mi trovi. Sicuramente sono unica e se qualcuno mi vuole "conformata" non sono io... E' un desiderio mal formulato. E' "via da". Non "verso". Quando hai i padroni sbagliati sai cosa non vuoi. E credi di non volere padrone. Perché dove stai, stai male. E vuoi l'opposto. Assolutamente vero.............sto male. E' la bottiglia da dove mi senti gridare. Ma la libertà è potersi scegliere i condizionamenti, non esiste non averne. Non esiste Osho. E' un ciarlatano in carcere. La libertà di una donna è poter scegliere chi. Non è fatta per prosperare in base alla sua testa, è fatta per agire in modalità sopravvivenza, da sola. Non per prosperare. Non è fatta per rischiare e prendersi il peso di scelte pesanti. E allora, vuoi altri film oltre a Jane Eyre, per nutrire la tua essenza, la Dea, di speranza e lucidità operativa? Next Three Days. E' un'allegoria magnifica composta di metafore incastrate in serie, chi ha scritto il discorso con cui il protagonista parla a sé stesso quando decide come fare un piano di fuga per tirar fuori lei dal carcere, trova uno che - un caso? Si chiama Damon (pron Demon) - può guidarlo come maestro segreto (Dark Master) e poi ci parla di come uscire dalle sbarre, beh, chi lo ha scritto è autorizzato. Il momento poi in cui c'è il passaggio di staffetta tra piano della ragione ben calcolato e viscere, per cui la ragione si rimette al suo posto - che è quello di calcolare il modo migliore per eseguire gli ordini della Dea, non di dire alla Dea cosa fare, è fantastico. Ovvero, il momento in cui il piano perfetto di lui salta per un imprevisto col figlio. E può solo continuare col percorso stabilito abbandonando il figlio. Ma lei si incazza e contro ogni - davvero ogni - logica si butta fuori dallo sportello dell'auto per costringerlo a fermarsi, e gli dice che o col figlio o nulla. E lui va in crash. Ma... poi fa quello che deve fare, quello che fa un navigatore quando cambi strada per motivi tuoi: non deve romperti le palle perché lo hai fatto. Deve dire: stiamo ricalcolando il percorso. Se introietti quella scena, essa è un piano operativo per Dea e Miss, una metafora in cui lui interpreta la Miss e la parte razionale femminile, lei la Dea. E poi... Zootropolis. Zootropolis. Un film fondamentale. Fantastico nei suoi significati multistrato a cipolla. E' autorizzato come latte per i bambini e carne per gli adulti. Visiono i films..........magari ne capisco qualcosa ho risposto in rosso in alcuni punti all'interno del quote Questa tastiera fa un casino, ho dovuto fare così Modificato 8 Marzo 2016 da Cristina.Spa ^'V'^ ha reagito a questo 1
Crik1997 [Partecipante] 449 Inviato 25 Marzo 2016 Inviato 25 Marzo 2016 non elevare una donna a Dea se non ha le ali per volare, rischia di precipitare dall'Olimpo e farsi male Se tutti gli uomini lo capissero non ci sarebbero problemi. Le donne non avrebbero 30 mila zerbini e si vivrebbe piu felici.
Edo [Donna] 15318 Inviato 3 Aprile 2016 Inviato 3 Aprile 2016 Parole sante quelle di Aivia Penso sinceramente che dovresti fare politica (nel senso di come la intendi tu, che hai spiegato in qualche post recente) Sarebbe un vantaggio per tutti avere un master così a guidare noi pecorelle Istruttivo e salvifico Per gli uomini in cerca di padrone (io in primis) Per le donne Fortunato/a chi ti "ha" nella vita reale (e magari non ne è consapevole) Grazie ^'V'^ e giannicarlo ha reagito a questo 2
PURPLE BLACK [Élite] 2010 Inviato 15 Settembre 2016 Inviato 15 Settembre 2016 Il 5 marzo 2016 alle 06:22 , ^'V'^ ha scritto: Dura volare quando hai la testa sotto uno stivale. Dea è la parte primitiva e vera che Venero. Ma la parte razionale e socialmente programmata... quella non si sogna nemmeno di poter strisciare. Ferma. La testa. Sotto lo stivale. La chiamo Signorina, Miss. E sì, sono Master della Miss, e decisamente slave della Dea. Diciamo che per poter volare così combinata dovrebbe troncarsi in due. Oppure... far pace col cervello, ritrovare la sua identità perduta, connettersi alla pancia e alla nascita di Voluttà, figlia di Eros e Psiche, beh, le ali per volare le (ri)avrà. Io non dovrò più farle la pietà di tenerla per terra con la faccia e... all'Olimpo andrà per mettere i suoi stivali sporchi Christian Loubutin a suola rossa in faccia alle Dee. Per terra devono guardare quando passi, se sei una mortale connessa tra pancia e cervello. Questa notte ho trovato questa sul profilo di @EdoardoG e la risposta è sempre lì nelle tue parole allora come ora. ritrovare la mia identità perduta facendo pace con il cervello. Ogni tanto penso di esserci arrivata e provo a volare. . . . ma son proprio goffa 😳 Devo stamparmele bene in testa queste parole grazie Spoiler mio Master ^'V'^ ha reagito a questo 1
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