leavingmyheart [Partecipante] 10218 Inviato 13 Aprile 2016 Inviato 13 Aprile 2016 Molte storie di successo sono iniziate da una serie anche numerosa di fallimenti, che sono stati affrontati dalle persone di successo in maniera costruttiva, facendosi domande sul perchè di una serie di risultati di un certo tipo, individuando il problema, correggendo il tiro e quindi migliorandosi nell'ottica di un avvicinamento sempre più costante al successo. Sappiamo anche che il successo non è prerogativa di tutti: in qualsiasi campo, solo una percentuale minima di persone raggiunge l'eccellenza, o comunque un ottimo rendimento; la maggioranza naviga nella mediocrità per tutta la vita. La differenza la fa la costanza, la determinazione, la motivazione, l'impegno, l'apprendimento e la fortuna (conta moltissimo anche quella, ipocrita chi dice il contrario). C'è da considerare che un individuo può avere anche tutte queste doti, e fallire lo stesso. Daniel Negreanu, stella del poker mondiale, interrogato sul successo, ha detto una frase bellissima: "Sei disposto a lavorare sodo e ad affrontare ostacoli durissimi, pur sapendo che tutto ciò potrebbe non essere sufficiente?". La mia domanda è, invece: quando è il caso di insistere e quando è il caso di pensare che non si è portati per eccellere in un qualsivoglia campo/settore? Come possiamo capire se, nonostante tutti i fallimenti e le difficoltà, stiamo andando nella direzione giusta, oppure se è il caso di cambiare target? Mi piacerebbe sapere come la pensate su questo argomento, qual è la vostra "soglia" e anche testimonianze di vita ed esperienze vissute. al contrario di quanto molti credono, i grandi traguardi non sono quasi mai previsti. Chiunque nella vita ha fatto strada si e' mosso un passo alla volta, poi una cosa tira l'altra e ole'. Non c'e' poi tutta questa pianificazione a monte... Poi, persistere nonostante le delusioni e' tecnicamente disumano, il capitale psicologico lo perdi in fretta. In condizioni ''normali'' difficilmente c'e' uno stimolo cosi' potente ad andare avanti. Mentre invece chi deve fuggire dall'inferno, chi c'ha il culo sulla brace, e' piu' portato a spingere avanti, perche' e' mosso da urgenze, nevrosi urticanti... L'esempio calcistico comunque non c'azzecca molto, perche' il successo nello sport e' risultato di fallometria pura. Messi e' un talento perche' il livello medio di chi gioca in serie A e' inferiore, e' quindi un dato relativo. Maradona oggi non sarebbe lo stesso Maradona, piaccia o meno, sarebbe meno divino di quanto fu allora, perche' il calcio e' cambiato.
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