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^'V'^
Inviato

Ok, questo col bocia. Ma alla madre, che dice?

E che fra due anni sua figlia si troverà in una scuola ad alta frequentazione di extracomunitari autoghettizzati il cui passatempo è farsi belli davanti agli altri del gruppo prendendo di mezzo bambine timide come la sua, e lei non potrà essere lì con lei.

E che essere carina adesso con uno sveglio che allora sarà in terza o quarta è una buona idea per assicurarsi copertura domani.

Le dirà poi di suggerire a sua figlia di essere un po' più carina con lui.

Che già gli stanno girando.

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-Grey-
Inviato (modificato)

Aiuto...adesso piango!!!

Altro che amarlo...è la mia vita...

Cosa devo dirgli quindi???

Cosa gli rispondo se mi racconta che la tale mamma X si è incazzata o la bambina Y gli ha dato uno spintone perché voleva toccarle il culo???

è molto semplice quello che devi fare

aprirgli la porta di casa ogni volta che arriva

e quando arriva che muore di fame, aprire il frigo e dargli da mangiare

e quando arriva insanguinato in faccia perchè il fidanzato di una a cui ha toccato il culo lo ha riempito di botte, aprire l'armadietto delle medicine e lavargli il sangue dalla faccia

e quando arriva che ha perso tutto in un investimento rischioso con cui poteva fare un sacco di soldi ma gli è andata male, fargli il letto e dargli un tetto per dormire

ma il figliol prodigo è l'unica parte della religione cattolica che nessuno ricorda? Invece tutti ricordano "non desiderare la donna d'altri"

dirgli, non dirgli, bravo, cattivo, punirlo... perchè?

sta facendo quello che deve fare un bambino: esperienza del mondo (vero non quello di fantasia che si raccontano quelli che non hanno abbastanza esperienza della realtà o non possono sopportarla)

solo facendo esperienza del mondo può interagirci davvero

e tu sei la madre, non il padre

nessuno ti chiede di insegnargli qualcosa

le lezioni gliele da il mondo, e coi fatti, non con le morali a parole

tu fai la maglia tutta l'estate, che sembra che tu non faccia niente... poi arriva l'inverno e lui ha freddo, e il maglione è pronto

non hai fatto niente, non hai acceso il fuoco... c'era un maglione lì per lui

l'hai fatto tu, ma in estate, seduta a guardarlo crescere

devi essere lì per lui e basta

cosa vuoi insegnarli quando il mondo dove lui cresce non l'hai mai conosciuto e quello dove dovrà vivere da grande ancora non esiste? Cosa puoi sapere?

ma puoi dargli i mezzi, ora, il maglione, per quando ci sarà l'inverno

piuttosto che comprargli delle scarpe, dagli 50 euro e che se le vada a comprare lui

e se le trova a 30 euro e 20 li spende per un berretto ridicolo

va bene così

si vede che chi non ha quel berretto ridicolo nella sua generazione non tromba

lui a caccia ci va uguale

tu puoi decidere se ci andrà con un fucile o se ci andrà in catene

non fare in modo che non gli vada più di uscire di casa perchè deve sempre renderti conto di dove va, con chi, a che ora torna, cosa farà e perchè

dagli i soldi per il taxi se deve tornare tardi e che faccia quello che crede

non sfogare una tua compulsione materna ingozzandolo di cibo a forza e tenendotelo vicino a tutti i costi quando dovrebbe stare proprio a fare conoscenza delle vicine di casa e delle loro cosce

perchè poi diventerà un imbranato e un ciccione e la sua vita è già rovinata se da 10 a 20 anni non è un modello, figurati se deve anche combattere contro di te, oltre che tutto il mondo, per evitarlo

quando gli andrai a fare la tessera della biblioteca, fermati, e fagli quella della palestra, quando andrai a iscriverlo a un corso di latino, fermati e iscrivilo a nuoto

ha tempo tutta la vita a leggere libri, anche quando sarà vecchio e paralitico in sedia a rotelle

ma se a 15 è un nuotatore stai tranquilla che prima di lasciare la scuola la figa la conosce bene

invece che il primo posto alla gara di spelling che la vedrà per la prima volta a 35 anni e sarà anche l'ultima (!)

ancora meglio, dagli la quota mensile del corso e che ci faccia lui cosa è meglio per lui

non ha senso che tu gli faccia da maestro, non sei mai stata uomo, non sei mai vissuta nel mondo che vivrà lui, non hai niente da insegnargli

ma puoi fare qualcosa di ancora più fondamentale

quello che devono fare le donne e non lo capiscono

niente

essere lì

essere il sole

dargli la vita, la possibilità, i mezzi per vivere

per avere quello che gli serve

è inutile che abbia sempre tonnellate di cibo e galloni di acqua per buttarne via il 90% se non avrà da scopare

il piatto pieno e il letto vuoto è triste, inutile e dannoso

soprattutto se il piatto straborda 100 volte

avrà tempo dopo, e anche voglia, di dedicarsi alla filosofia, alla letteratura e a mille fantastiche esplorazioni della conoscenza

dopo

quando non dovrà strisciare per la figa e passare tutto il suo tempo a cercarla, ma anzi sarà la meta di tutte le troiette della scuola dovunque andrà

allora sì che potrà ringraziarti

non la vuole la maschera

è scomoda da portare

soprattutto se non è una scelta

Modificato da -Grey-
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^'V'^
Inviato

Paperina...

Riguardo al padre latitante, ti và di sfogarti un po'?

Ne parliamo?

Non è un tema da lasciar cadere nel vuoto.

Inviato

Più che altro che differenza di ruolo dovrebbero avere un padre e una madre con i propri figli?

E come dovrebbero comportarsi in assenza di uno dei due?

^'V'^
Inviato

Più che altro che differenza di ruolo dovrebbero avere un padre e una madre con i propri figli?

E come dovrebbero comportarsi in assenza di uno dei due?

Nessuno sa davvero chi sia suo padre, e in fondo poco importa, il padre biologico il suo ruolo lo espleta mettendoci i geni migliori che può.

È come se ti desse una Dacia oppure una Mercedes.

Poi chi ti insegna a guidare può pure essere geneticamente una Dacia.

Ma avere un cuore Ferrari sotto il cofano.

Questa fobia di conoscere il nome del padre è roba di epoca agricola, per la trasmissione in linea paterna della proprietà privata.

Buffo.

Ma è stata una parentesi.

Poi con l'era industriale si sono formate le coppie da due, migrate in città.

I conservatori raccolgono voti tra gli sposati appellandosi al valore della famiglia tradizionale, quando non portano addirittura il presepe come modello, mentre quel tipo di famiglia è tradizionale come il motore a scoppio.

La new left e le femministe aggrediscono quel tipo di famiglia dicendo che la donna riverita a casa era schiava del poraccio che faceva sedici ore in miniera per lei, e che il matrimonio lo vogliono i maschi (hahaha), sono i maschi che vogliono accasarsi e figliare (ahaha) e che i maschi non vogliono che le donne scopino (Nobel).

Di fatto hanno aiutato quel tipo di famiglia a sfaldarsi, anche se era un processo innescatosi da solo per via della sua moderna introduzione e insussistenza come modello anche solo probabile.

Allora le associazioni di padri separati e cose simili, oppongono gli studi seri (diversamente dagli "studi" delle femministe che sono slogan e non hanno possibilità di replica pena la rivolta incendiaria) per mostrare quali sono i moltissimi danni riconosciuti della mancanza del padre nella crescita di bambini e bambine, ed inneggiano così alla solita solfa della famiglia tradizionale perché è ciò che conoscono come unico modello in cui ci sia il maschio.

In questo... Sbagliano.

Perché la famiglia tradizionale da due c'è da poco.

E poco è durata, perché è un castello di carta.

Quello che determina tanti danni, infatti, è la mancanza della e delle figure maschili di riferimento.

Non tanto del padre biologico o del samaritano che ne fa le veci.

Cosa accade al bambino che non ha il papà oggi?

Mamma a casa, che di solito non è intelligente come Paperina.

Maestre a scuola, eventuale baby sitter femmina, professoresse donne quasi tutte.

Cosa fa il bimbo?

Presente quando ti svegli dopo aver mangiato la pizza col salame piccante la sera prima e scoli qualsiasi liquido che hai sul comodino anche se è una Fanta vecchia di settimane?

Nella tribù il bimbo era sempre in mezzo a maschi adulti e adolescenti, e li osservava.

Come loro trattavano le donne, formava il suo modello.

Non quello che diceva la mamma su come si trattano le donne.

E sappiamo che per motivi di preziosità dei gameti, le donne di una tribù erano i gioielli, il tesoro, della tribù.

Li vedeva lavorare il legno, copiava coi legnetti, li vedeva lavorare la pelle, giocava con gli scarti di una lepre.

Li vedeva raccontare storie intorno al fuoco, e ne divorava gli archetipi.

Non delle storie.

Dei maschi.

E da grande... Gli archetipi che più gli erano congegnali, gli esempi e i mestieri con cui si trovava meglio, lo formavano.

Non a modello di un papà.

Il papà biologico ci ha già messo il suo, e il papà non biologico è un modello casuale, non si può imporre come unica scelta, nella più che probabile ipotesi di un carattere ed un temperamento diversi.

Presente la sete dopo la pizza?

Il bimbo è predisposto per assorbire il maschile...

Ma lo trova solo in TV.

I modelli ci sono.

E sono tanti, in TV.

Anche se dagli anni 80 è vietato mostrare un maschio, il maschio deve sempre essere ridicolizzato o fare un mestiere assistenziale. Unica eccezione da allora il film shooter, se si escludono sequel di personaggi nati fino agli anni 80.

E va bene.

Non saranno maschi, ma almeno placano la sua sete, dirà qualcuno...

No.

I maschi della tribù li vedi piangere.

Li vedi in one itis.

Vedi tuo cugino muscoloso e sicuro di sé quando ha la diarrea e si vergogna.

Il personaggio del film no.

Non assorbi altro che stereotipi di genere abbastanza stupidi da passare la severissima censura sessista americana.

Che chiamiamo anti sessista, ma cosa stanno facendo lo pagheranno loro nel tempo, non deve pagarlo questo bambino.

Oltre alla mancanza... Di figure...

Gli manca terribilmente il rito dei 14 anni.

Nella tribù in quel momento si entra fra gli uomini e si viene addestrati alle competenze specifiche degli uomini, è ufficiale che non sei più un bambino, tutta la tribù sa che sei adulto e che giustamente cerchi sesso.

E tua madre entra sotto la tua copertura, non esiste che da questo momento lei dia comandi a te.

Ma nemmeno le viene in mente.

Sei cambiato.

Cosa rimane ad una ragazza madre per dare una chance ad un bimbo oggi?

Il padre biologico?

Ma no.

Se lo ha scelto coi geni più cazzuti non era certo tipo da sposarsi.

E proprio per questo lo ha scelto.

Il facente veci del padre, il compagno della madre?

Ma no.

Già per una ragazza madre con figlio maschio altrui è difficilissimo trovare qualcuno che se la prenda, se poi nel pacchetto gli carica anche troppo il figlio...

Questo o è sveglio e fila via, o è - diciamo innamorato, poi ognuno capisca come vuole - e sta lì, ma non è un modello come maschio.

Merita tutto l'amore del mondo.

Dico solo che il maschio non lo sente come modello e si rifugia in fantasie con supereroi e altri modelli.

E allora?

A carte scoperte.

Io, mamma, aiuto voi amici maschi come wing woman nella cosa per voi più importante, la caccia alle fighe.

Voi, amici maschi, insegnate a mio figlio la vita.

Tu, Piero, portalo a nuoto con te.

Tu, Salvatore, prendilo un mese in estate al cantiere con te.

Tu, Sergio, quando vai in campeggio con tua figlia, portalo una settimana.

Tu, Diego, parla con lui. E aiutami a scegliere i regali a natale e a capire cosa vuol dire quando dice ho freddo, oppure ciao. (per le lettrici femmine: ho freddo significa che ha freddo, ciao significa ti saluto ndA).

A quel punto, se subentra un compagno, convincerlo a restare nonostante il figlio maschio altrui, è più facile.

Perché vede che il peso è distribuito su una rete tessuta con amore, un pizzico di astuzia e una collaborazione Win Win.

Paperina... Quasi nessun maschio te lo confesserà mai.

Ma vorrebbe tanto che lo aiutassi a rimorchiare.

Non importa se per una sera o per sposarsi.

Ma il ruolo delle amiche femmine è potente quanto avere casa da soli e auto.

Possono darti tanto in cambio.

Possiamo.

E vogliamo.

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Ginevra
Inviato

Da bambino avrei dato tutti i miei giocattoli, e avrei firmato cambiali a vita, per poter almeno una volta a settimana leccare la figa di qualcuna grande, non sapevo nulla del sesso ed ero confuso (ad arte) su come nascessero i bambini, ma una cosa la sapevo: i tremiti e il dolore che provavo, si accendevano davanti ad uno scavallare di gambe con vista e l'unico modo che avevo per calmare il dolore da tossico in astinenza legato al letto era fiondare la faccia sotto una gonna o piantare il naso contro la zona inguinale di una donna, e quell'odore poteva farmi stare bene.

Non sapevo masturbarmi e nemmeno mi usciva qualcosa le prime volte che ho imparato. Non si trattava di pressione interna da bisogno di spruzzare, che già è una bella gatta da pelare per ogni uomo adulto sopra i 12.

Si trattava di appetito per la figa che diventava fame e poi dolore in mancanza di odore.

Ricordo che in seconda elementare passando un foglio ad un compagno sfiorai con l'avambraccio il ventre di una bambina, nemmeno bella, e la differenza di potenziale mi fece scoppiare qualcosa in pancia e in testa, con tachicardia, senso di calore ovunque, come ad essere invaso da una dolce sensazione di pienezza... che si sarebbe presto trasformata in astinenza e dolore se non avessi avuto la sua figa tra le labbra.

E in dolore si trasformò.

Se qualcuno ha mai preso una mazzata dietro la nuca, da tenere la testa bassa per ore e lottare per non perdere i sensi, sa cosa provai quando a casa di sconosciuti parenti di ventesimo grado la bambina mia coetanea si sedette sul letto davanti a me con una maglietta gialla e sotto le mutandine bianche, piantandomela a 20 cm dal viso.

Avevo un problema. Ero vivo.

Come chi è vivo capisce di avere un problema sott'acqua, quando gli spasmi da fame d'aria gli ricordano che è un fottuto tossico di ossigeno.

Gli altri sembravano molto più interessati al pallone o a macchinine che si potevano trasformare in robot.

Gli altri a parte uno.

Damiano.

Soffrivamo moltissimo, vedendo ragazze grandi, cui non sarebbe costato nulla nutrirci, e che avevano l'odore che ci serviva per campare, negarci ogni esigenza in nome di una moralità che non avevamo autorizzato e di cui non eravamo burattini.

Trovai anche denari, e non certo in casa, spacciando accendini rubati a scuola, perché, spiegavo, dominare il fuoco era la differenza tra il re delle scimmie e Mowgli, il cucciolo di uomo.

Spiegavo che gli adulti non ti vogliono vedere con un accendino perché questo ti dà l'accesso alla conoscenza da cui vogliono escluderti per regnare e tenerti nello stato di scimmietta ammaestrata.

Pochi soldi, troppo pochi per convincere qualche dada grande a nutrirci. Ma abbastanza per essere presi a sberle.

La fame si faceva così dolorosa, che non sapendo nulla del sesso iniziammo a credere, con convinzione, che il nostro istinto fosse fagico, che volessimo mangiare la figa e che per questo, si rifiutassero.

Iniziammo a fantasticare di costruire un centrifugatore gigante per bere il succo di femmina, come per un vampiro bere una fata, la sensazione che ci dava pensare a quel benessere che si infondeva in noi, unita all'immaginazione di mangiare la passerina, era come grattarsi su un'ustione.

Bello finché gratti, dopo è pure peggio di prima.

Avevo 5 anni, quando vidi sullo schermo della TV la stella della senna cambiarsi d'abito e rimanere in costumino, senza neppure sapere cosa stessi facendo mi trovai in ginocchio a leccare lo schermo, e quando mio padre mi chiese cosa stessi facendo... spiegai che la tv era sporca e la stavo pulendo.

Purtroppo... questo continuo cercare di far sollevare la gonna alle bambine, che non sembravano affatto spaventate dalla cosa e ci giocavano divertite, fu notato presto dalle suore.

Io e Damiano fummo massacrati di botte dai 5 anni in avanti, fino a che lui si impiccò e si tolse la vita a 13 anni.

Ma le botte non bastavano sicuramente a farci smettere di avere fame, fame, tremore, sogni.

I nostri grembiuli neri, tuttavia, non potevano essere visti mescolarsi a quelli rosa e innocenti, che saltavano su griglie di gessetto giocando a luna, con le gonne che svolazzavano e tutto ciò di cui avevamo bisogno per vivere e non sentire male, lì sotto, custodito più dalle suore di guardia che dalle aventi diritto.

Grazie a noi, tutti i maschi della mia classe (lui era della mia età ma di una classe in meno perché ero andato in prima a 5 anni) erano stati segregati nei bagni a fare compiti punitivi, mentre le bambine erano in classe con la suora che le indottrinava e faceva loro scrivere nel quaderno a righe, centinaia di volte, slogan contro i maschi. Considerati cani schifosi.

Ricordo proprio la spiegazione che ricevettero, che quando porti il cane in giro, poiché non è nelle grazie di Dio, essendo una bestia, deve annusare i genitali delle cagne.

In fondo quei maschietti cosa centravano... poveretti. Gli davi un pallone ed erano felici.

Un domani sarebbero stati preda del nostro cibo, si sarebbero sposati e le femmine si sarebbero nutrite di loro come noi delle femmine.

Ovviamente il problema ero io, non loro.

Non a caso la suora capo identificò facilmente (infami) la bambina per cui avevo una cotta e mi fece portare da lei in ogni classe a far alzare tutti in piedi e ripetere che Aivia era uno stupido imbecille.

Ma tanto... tutti erano stati edotti del fatto che fossi il diavolo, privo di anima (non solo i bambini! I genitori!) e già non potevano né giocare né parlare con me.

Pena sgridate a casa dai genitori!

Cosa cambiava se mi dicevano stupido... tanto... di nascosto venivano quasi tutti a chiedermi udienza.

E rispettavo i loro segreti.

Alle bambine fu insegnato che ciò che subivano, mostrandomi le mutande o facendomi annusare le dita dopo essere state in bagno, era violenza.

E che ero un mostro.

A me sembravano divertirsi.

E sapevo, di poter essere un mostro, ma solo se messo alla fame. Per difendermi dal dolore.

Un agnello alla settimana e non avrei mai rotto le palle a nessuno, avrei partecipato alla loro crescita e sviluppo, li avrei sostenuti, possibile che solo San Francesco avesse saputo come parlare?*

Decine di volte, con la faccia insanguinata per le botte che prendevo, fui messo a forza a chiedere scusa a femmine che tutto mi sembravano tranne che afflitte.

Ci picchiavano entrambi a prescindere, così dicevano ai genitori che ci picchiavamo io e lui, se mai avessimo infamato o destato sospetti per i segni.

In effetti questo dissero a sua madre le volte che vennero a informarsi, per i segni, io non avevo nessuno a cui dirlo e nemmeno lo avrei detto, per me ognuno si tiene quelle che ha dato e quelle che ha preso.

Le suore riuscirono in un'occasione anche a convincere sua madre che il padre lo picchiasse e che lui avesse paura a dire la verità.

Picchiare uno che non ha da mangiare perché con garbo chiede, anche pagando, da mangiare...

Bah.

Tuttavia...

Passarono gli anni.

Grazie alle botte misi la testa a posto e mi appassionai di giuoco del calcio (certo).

E pochi anni fa incontro una delle bambine che "molestavo". Ormai donna. Fermo restando che ai tempi avevo più fame di donne grandi, ma erano off limit, spaventate.

Per la prima volta senza fingere le chiedo scusa e se le avessi dato fastidio.

Quella sbotta a ridere e mi racconta che con le altre facevano a gara di chi aveva le mutandine più belle perché l'unico momento bello della giornata era quando scappavano da me e, appena dietro l'angolo, alzavano la gonna e poi fingevano di scappare ancora.

Le dissi che a sentire le suore sembravano tutte vittime di abusi.... e che loro non si erano mai alzate in piedi a difendermi o a dire che non era vero che facessi loro del male.

Mi disse, lei, che stavano zitte e lasciavano che fossi messo in croce perché erano imbarazzatissime che fossero coinvolti i genitori... perché avevano molto da nascondere.

Infatti si trovavano il pomeriggio a casa di una con la scusa di fare i compiti e sognavano di essere le puttane del padre di una di loro che aveva 30 anni, che le usava e mentre lo sognavano sfilavano coi vestitini, immaginando di essere scelte da lui e si strusciavano il cuscino una con l'altra tra le gambe sognando che fosse lui.

La figlia fungeva da preferita e maitresse, decidendo cosa ognuna poteva fare col padre e dirigendo l'orchestra, poi chiudevano gli occhi e sognavano toccandosi, baciandosi, che fosse lui.

Mi spiegò che con me era eccitante, ma avrei dovuto avere 30 anni pure io per avere da loro quello di cui avevo davvero bisogno.

E lo stesso valeva per me. Era importante la loro femminilità per sopravvivere, ma mi servivano le grandi per ottenere quell'odore che mi teneva in vita.

Pensa che se una dada mi avesse nutrito, per le pecore sarebbe stata violenza e sarebbe stata messa in carcere da gente non autorizzata a rappresentarmi, e neppure a guardarmi negli occhi.

Torce, forconi, ignoranza e la ferma convinzione che siamo tutti uguali... poi? Ah, sì,se passa un gatto nero porta sfiga e oggi l'oroscopo dice che conoscerò una persona speciale.

E il pallone. Il pallone, quello è importante.

*In questa canzone Branduardi ha capito esattamente cosa ci dicemmo 700 anni fa.

https://www.youtube.com/watch?v=pbWLuZGEtyI

Stai giù.

Stupendo! Ho rivissuto il periodo delle elementari!

Mio fratello mi becco' in roulotte ad esplorarmi con un suo amichetto.....

Andò a raccontarlo a mamma e furono mazzate!!

Ahahah! E pensavo: oddio sarò una depravata!

Avevo dimenticato certi giochi con compagne e compagni...

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Inviato

Aivia, non so se potrà risultare un po fuori luogo ma pochi giorni fa su youtube è uscita una serie ideata da uno psicologo "Luca Mazuchelli" (non se se conosci lui e il suo canale), questa serie è formata da 9 cortometraggi e descrive le differenze di comunicazione tra uomo e donna nei rapporti di coppia e come vivere al meglio questi ultimi. Mi è sembra in linea con il topic è molto interessante. Visto che questi video possono arrivare a molte persone mi sembrava utile un analisi critica di questa serie che a me è sembra un po troppo superficiale.

Questi sono i primi due video

Se ti va dagli un'occhiata e dimmi cosa ne pensi, ovviamente mi rivolgo anche a gli altri utenti del forum. :)

Inviato (modificato)

Nessuno sa davvero chi sia suo padre, e in fondo poco importa, il padre biologico il suo ruolo lo espleta mettendoci i geni migliori che...

Cosa accade al bambino che non ha il papà oggi?

Mamma a casa, che di solito non è intelligente come Paperina.

:wub:

Si, ma non abbiamo parlato dell'assenza di una figura materna.
Modificato da anxiety
^'V'^
Inviato

.

Sempre a dirsi shoccati...

Mi fa male come fosse adesso.

Seconda media, vedo entrare un coetaneo che sta così tanto bene che gli chiedo io cosa avesse fatto.

Non era nella mia sezione, faceva parte di un gruppetto con cui non andavo d'accordo, ma è così evidente che cammina in modo diverso e ha uno sguardo migliore, che lo guardo e mi dico... Voglio quel potere.

Essere forte. Sereno. Felice.

Cosa hai fatto?

Mi raccontò di come fosse al campetto a giocare e fossero passate due bambine coetanee a proporsi senza verbalizzare con un cartellino in mano coi prezzi.

Ricordo a memoria il dettaglio "bocca 8 mila lire".

Tana libera tutti.

Stetti male, come se una donna vedesse una tipa con la macchina nuova e sentisse dire che ieri un tizio vendeva a 5 euro gratta e vinci sempre vincenti, ma che ormai non si sà dove sia costui e non esisteva il cellulare.

No, molto più male di così.

Dolore.

Desidero bruciante e invidia ai massimi e...

E poi mi resi conto...

Che anche se fossi stato così fortunato da essere lì quando passavano quelle due...

Beh, non arrivavo a tre mila lire.

Al dolore si unì l'angoscia.

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