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gelsomino
Inviato
28 minuti fa, Apollodoro ha scritto:

Ti rispondo dicendo che speravo che il Capitalismo non ancora colpisse certe terre.

 

Queste tue idee in fondo non sono altro che "programmazione sociale" , il cattocomunismo che ha reso questo paese quello che e' adesso...balordi che ti fermano mentre sei in 

auto ,ti fanno scendere ,tirandoti per i capelli e se ne vanno con l'auto e tu rischi di rimanerci secco aggrappandoti alla maniglia per non fartela portare via.

...passo la mia vita in mezzo alla gente, anche a diseredati e quantaltro e posso dirti che L'odio lo provano anche loro ,lo proviamo tutti ...HOMO HOMINI LUPUS!!

...non centra nulla il capitalismo ... il socialismo o altro.... e' odio ...odio..... il concetto/principio primordiale del MORS TUA ,VITA MEA!

...poi abbiamo capi di stato che inneggiano ai diritti civili, al politically correct, al volemose bene, al pagare le tasse perche' altrimenti si va all'inferno....e loro su

quelle tasse ci ricavano una percentuale.....

....e' tutta manipolazione, manipolazione di massa.... ma la coperta diventa sempre piu' corta.... e puzza di merda e piscio...#tictactictac----

 

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trout_man
Inviato
20 ore fa, Gado ha scritto:

Ed infatti ho difficoltà di concentrazione e di memoria, che funzionano a periodi alterni.. fondamentalmente proporzionali al mio umore, altalenante. 

Io ho avuto modo di sentirlo, che dipende tutto da me.. non saprei categorizzarmi, perché mi sento un leone e mi sento un agnello. Un giorno mi è difficile parlare con una persona, quello dopo parlo con dieci persone, e le sento pure.. un'altalena bastarda che ho avuto la sensazione che sfuggisse al mio controllo.

È un paradosso complesso: Io nutro sincera fiducia nel mio.. potere. Ci credo veramente dentro di me, perché lo sento, perché a tratti l ho potuto vivere; se penso a me stesso, vedo il me stesso dei momenti migliori, sono convinto di essere quello! Allora quando l'ombra cala su di me, mi perdo.. si prende la vitalità, si prende il coraggio, seghe e paranoie che non avrei avuto.. divento un altro

È come dici tu: Non ho potuto avere un riferimento, sono cresciuto in una frustrazione familiare a cui ho dato un nome solo da un paio di anni..

Inizialmente si chiamava rabbia.. verso chi non ha potuto darmi ciò che era necessario per affrontare il mondo. Poi spontaneamente, ho cercato di capire.. ho iniziato a chiedere, a parlare.. sentendo che qualcosa andava cambiato.. e verso questi messaggeri ho iniziato a portare comprensione. Ho discostato la responsabilità da loro a me stesso, perché fintanto che l'avessi avuta su di loro.. non avrei ottenuto nulla.

In me si è alimentato un desiderio forte, mi sono ripromesso che non avrei fatto la stessa, triste fine.. mi sono detto che sarei riuscito a conquistare ciò che loro non hanno potuto vivere.. lo sento ogni giorno, perché ogni giorno vivo situazioni, anche piccole, che vomitano la frustrazione di chi desidererei stesse bene.. 

Hanno seguito la scia dell'onda, si sono fatti trasportare dalla casualitå dell'esistenza e hanno perso il piacere di combattere per sé stessi.. sono andati incontro alla loro infelicità consapevolmente, o meglio, senza la forza di poter scegliere, di cambiare tutto 'solo' perché non andava. Quasi come se dare luce a una nuova vita stesse nel mezzo tra il piacere proprio, e quello di 'qualcun altro', astratto e sogghignante

Io non lo posso pensare.. per me sarà diverso, altrimenti avrei fallito miseramente.

Ho capito che comprendere razionalmente non mi aiuterà.. devo.. anzi, desidero.. risvegliare le emozioni, sentirle percuotermi il corpo!

Per quanto riguarda ciò che dici sui pensieri.. ho pensato di provare con la meditazione. Da uno scetticismo iniziale nutro il dubbio che possa avere più di un senso..

Ti ringrazio, mi aggiornerò costantemente sul cartello.

Stasera esco con una.. onore al mio fallo robotico!

 

 

 

@Gado cito solo l'ultimo dei tuoi messaggi qui, solo per ordine cronologico e solo perchè in questo, ancor piu' che negli altri, mi ci specchio e mi rivedo punto per punto.

Alcuni passaggi chiave, che mi hanno fatto passare dalla modalità "sola lettura" alla piacevole sensazione di parlare con me stesso. Il soliloquio dei matti, quelli che parlano allo specchi e ci sembrano scemi no?

I passaggi chiave per me sono quelli in cui ti senti "diverso", ti senti di avere (rectius: aver avuto) una scintilla forse quello che tu chiami POTERE. E i momenti in cui ti senti morto, spento, privato di quel potere appunto ("ma davvero c è mai stato da qualche parte?" continuo a chiedermi...). 

Forse, e dico, forse, ed ho tanta paura a dirlo... E' in questi passaggi dal sentire la presenza del "potere", al sentire l'assoluta assenza del "potere", in queste transizioni appunto sento lo zampino terribile di Narciso che viene a bere nel nostro stagno e si ferma a guardare incantato e petrificato se stesso domandosi se in fondo è davvero la sua l'immagine che vede riflessa sul pelo dell'acqua.

Sono confuso oggi e probabilmente si capisce bene. Ho ancora meno certezze del solito e sono molto spaventato. Sarebbe bello capire cos'è questo "potere"? Forse è questo il vero veleno e piano piano ha fatto tutto il suo effetto (irreversibile? letale?).

Vivo l'angoscia. L'angoscia di chi teme che questa altalena non è in grado di fermarla più. E se da bambino, come dice Gado, si poteva anche ben dare la colpa a chi continuamente ci spingeva alle spalle e ci faceva dondolare troppo forte o troppo piano, ora non ho (e non devo avere) più nessuno a cui dare la colpa. 

Poichè ora ho la barba e la voce da uomo e quell'uomo che sarei diventato, quell'immagine idealizzata che mi ero costruito a forza di sogni lucidi e deliri onirici, ce l'ho davanti davvero (qui e ora) e non è più quella pellicola in divenire in cui a stento si scorgono contorni sbiaditi e poco definiti. Quell'immagine sono io e non posso non prenderne atto. 

Quell'immagine E' la mia e non potrà essere diversa, non potrà e non dovrà più seguire quei segni incerti della matita del bambino sul foglietto stropicciato.

Fa paura tutto questo. Soprattutto oggi che è domenica e piove e non si vede già più e siamo ancora a metà pomeriggio...

 

 

Gado
Inviato

Io non lo so, se siano questi passaggi a spaventare noi e non viceversa. Forse questi passaggi sembrano tutto e sono niente..
Questo è ciò che pensa il matto che è dentro di me.. certe volte un po.. sadico, mi sembrava uno da evitare.. ma potrei cambiare opinione, sai?
Ultimamente ci vediamo anche per il tè delle 5.. gli ho dato una pacca sulla spalla cercando di sorridergli, e mi ha detto.. 'Che cazzo fai?!'
Ma poi mi ha offerto uno dei suoi biscotti, senza dire niente.. io l'ho ringraziato, ma mi ha messo ancora il broncio. E' scorbutico e maleducato..
su questo non ci piove! ma apprezza la mia compagnia. E allora cerco di leggere un po dietro i suoi tanti vaffanculo.. ad osservarlo meglio, non mi
sembrano così sinceri! Certo, se si trasformasse in una donna.. potrei pensare di fissare un appuntamento!

Però.. io ho potuto perdermi, in una confusione bestiale che rema verso l'estremo opposto, lontano dal mio corpo..
Ma l'immagine vivida di quello che sono non l'ho mai persa veramente! Si è sempre aggrappata a me, a braccetto
con determinazione. Io non posso accettare, tutto qui! Ho capito che non mi detesta, in fondo.. bastardo, poco socievole
e faccia di merda.. ma in quei momenti bui che dici tu.. fanculo l'orgoglio, cercherò io per primo per afferrargli il braccio, se ne
avesse bisogno!
 

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trout_man
Inviato
56 minuti fa, Gado ha scritto:

Io non lo so, se siano questi passaggi a spaventare noi e non viceversa. Forse questi passaggi sembrano tutto e sono niente..
Questo è ciò che pensa il matto che è dentro di me.. certe volte un po.. sadico, mi sembrava uno da evitare.. ma potrei cambiare opinione, sai?
Ultimamente ci vediamo anche per il tè delle 5.. gli ho dato una pacca sulla spalla cercando di sorridergli, e mi ha detto.. 'Che cazzo fai?!'
Ma poi mi ha offerto uno dei suoi biscotti, senza dire niente.. io l'ho ringraziato, ma mi ha messo ancora il broncio. E' scorbutico e maleducato..
su questo non ci piove! ma apprezza la mia compagnia. E allora cerco di leggere un po dietro i suoi tanti vaffanculo.. ad osservarlo meglio, non mi
sembrano così sinceri! Certo, se si trasformasse in una donna.. potrei pensare di fissare un appuntamento!

Però.. io ho potuto perdermi, in una confusione bestiale che rema verso l'estremo opposto, lontano dal mio corpo..
Ma l'immagine vivida di quello che sono non l'ho mai persa veramente! Si è sempre aggrappata a me, a braccetto
con determinazione
. Io non posso accettare, tutto qui! Ho capito che non mi detesta, in fondo.. bastardo, poco socievole
e faccia di merda.. ma in quei momenti bui che dici tu.. fanculo l'orgoglio, cercherò io per primo per afferrargli il braccio, se ne
avesse bisogno!
 

Ti capisco, caro amico... Eppure non condivido.

I passaggi sono tutto, a mio avviso. Sono sempre più convinto che sia il movimento continuo il reale problema. Le spinte di questa maledetta altalena, che continua ad essere spinta dall'esterno, da altri!

A turno, ognuno come può e come vuole: a calci, con le carezze, con gli sputi, con le coccole... E boom, boom, boom. Questo maledetto cigolio continuo e la nausea che cresce e sembra passare solo in quell'attimo in cui siamo da un estremo all'altro, sempre passando nel punto più basso dell'oscillazione di questo ideale ed infernale pendolo.

Sono quindi i passaggi ad ammazzarci. Perchè pur essendo passato tante, tantissime volte in punti alti, di euforia, di controllo dall'alto del resto del territorio affianco a me, continuo a scendere giù, al posto di partenza e da là non vedo niente, mi sento perso, so di essere in basso e non so quando il prossimo calcio in culo mi riporterà in alto o ancora più in basso.

Il problema è tutto nella transizione invece... Perchè se fossimo fermi sarebbe tutto più facile. Riconoscere la propria immagine dopo anni nello stesso stagno con l'acqua limpida e ferma come una tavola non richiede molto sforzo no? Se non quello di accettare una volta per tutti che la nostra immagine è proprio quella: lo è sempre stata e sempre lo sarà finchè si è in questa terra almeno.

Capisco, che la vita è tutto un movimento e guai non lo fosse. Siamo in un sistema che di deterministico (almeno per le nostre attuali conoscenze e capacità cognitive) ha davvero poco, lo so bene. So che le variabili sconosciute e imponderabili a priori sono tante, infinite. 

Ma non possiamo, non posso, essere in balia di chi a turno spinge e dà il ritmo a questa maledetta altalena. Soprattutto quando una volta (forse in sogno?) si è manifestata chiara l'impressione di avere un maledetto potere di potere incidere su questo maledetto oscillare.

 

Meglio ancora, qualche volta, lo giuro, ho avuto anche io l'impressione di potermi prendere qualche minuto di pausa dai giochi e andare a spingere il seggiolino di qualcun altro, con una carezza o con un calcio in culo ben assestato, con tutta la pianta del piede...

Lo giuro, mi pare di averli vissuti questi momenti. O appunto, si trattava solo di un dolcissimo e effimero sogno a occhi aperti?

@^'V'^  : tu hai visto che diavolo è questo "potere"? si tratta del famoso Euro in tasca per ordinare un caffè (amaro, di grazia) o parliamo forse di qualcosa di più che non ha proprio a che fare con quanto possiamo dare alla barista dietro il bancone...

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Gado
Inviato

E invece secondo me il problema è, quanto sia difficile credere veramente in quel potere. È mio o di qualcun altro? Tu ti chiedi.. è reale?

Allora forse l'unica domanda che abbia senso fare è.. ma tu, assaporando quel potere.. ti sentivi bene?

Se nella nostra testa ci fosse un'altalena.. chiamata 'io', e il vento fosse il pensiero, che passa attraverso gli occhi e le orecchie..

Se tu potessi scegliere di essere.. cosa sceglieresti di essere?

L'altalena, 'io'? In balia del potere del vento che dirige, incontrastabile!

Il vento? Potente.. capace di smuovere 'io' dal punto fermo in ogni direzione.. alimentato da voci, rumori, suoni.. un decibel singolarmente farebbe poco.. tanti si amalgamerebbero in un'energia potente e confusa, non controllabile; potresti erigere un muro di pietra a protezione di 'io', certo.

Oppure, il fermo metallico retrostante all'altalena, impiantato tre metri nel terreno.. incapace di controllare la potenza del vento, ma capace di gestire il movimento rocambolesco cui è destinata l'altalena, almeno in un senso.

Povero 'io', mi viene da pensare.. ha bisogno di aiuto, da solo verrebbe travolto, usato, stuprato dalla forza del vento.. da quel potere che desidererei io stesso, mi racconto.

Per me tendergli il braccio significa proprio questo.. diventare il fermo metallico, che non è potente.. conferisce potere!

Adattare tanti eufemismi alla realtà che avanza prepotente non è semplice.. può essere uno spunto, che ognuno possa elaborarlo secondo se stesso ed il senso che intende intraprendere

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^'V'^
Inviato
Il 5/2/2017 alle 17:39 , trout_man ha scritto:

 

@^'V'^  : tu hai visto che diavolo è questo "potere"? si tratta del famoso Euro in tasca per ordinare un caffè (amaro, di grazia) o parliamo forse di qualcosa di più che non ha proprio a che fare con quanto possiamo dare alla barista dietro il bancone...

L'Euro in tasca è solo un modo per infilare il cazzo in metà della popolazione mondiale che è in vendita. 

Che fargli le capriole davanti per sentirsi dire "ma che carino" è più gaio di una dark room del sud di Gran Canaria. 

Sul potere di non essere una pallina del flipper sbalzata a destra e sinistra mentre spera (o, peggio, prega) di colpire un bonus, ci ho costruito un Clan. 

Ma se vuoi solleticare più velocemente le tue corde... studia il modello naturale. 

Parti dai gas nobili, capisci in cosa differiscono dal resto della tavola periodica, studia come essi possano essere usati per produrre eccimeri, come questi eccimeri siano volatili e brevi nella durata. 

Poi cerca come funzionano i laser ad eccimeri. 

Nota come ci sia bisogno di luce, gas nobili e gas reattivi (fluoro o cloro) col guscio elettronico incompleto per produrre quel fascio laser ultra violetto potentissimo ad impulsi. 

 

Quando hai sentito l'eleganza del disegno... E hai capito perché i gas nobili sono solitari e non sviluppano molecole di codipendenza ma sono eccitatissimi di condividere la luce con altri gusci elettronici completi... 

 

Sostituisci laser ad impulsi con Potere dato da attenzione diretta lungo intenzione<--->ossessione. , sostituisci gas reattivi con Kajiru, Gas Nobili con Predator... luce con Luce. 

 

Spoiler

Per chi è del Clan all'ottavo modulo... credo che il King sia un alpha di tipo Helium, Elio. Sole. E' l'unico gas nobile che pur avendo solo due elettroni nell'orbitale esterno si rinchiude e non congela a nessuna temperatura. Gli altri gas nobili non sentono bisogno di creare codipendenze perché hanno tutta l'orbita esterna completa di otto elettroni. L'Elio riesce ad essere nobile e incongelabile nonostante abbia una forte vuoto da colmare nell'orbitale esterno. Se gli alpha sono Idrogeno che va verso l'alto per natura ma è infiammabile, l'elio va in alto ma non è preda delle fiamme... 

 

Singolare (e dispendiosa in termini di vite umane che potevano essere meglio utilizzate), la metafora che ci è stata lasciata nel 1937 come codice da decifrare, a proposito del dirigibile Hindeburg, che doveva portare molti umani in alto sotto la guida dell'idrogeno ma è bastata una scintilla ed ha preso tutto fuoco, dopodiché si è capita l'antifona e si è iniziato ad usare l'Elio come unico alpha cui affidare vite che devono sollevarsi verso la big picture, la visione dall'alto. 

 

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kenwood
Inviato
Il Monday, December 05, 2016 alle 21:03 , ^'V'^ ha scritto:

Eppure nei montaggi veloci delle fasi che fanno nascere un amore nei film si vede i due che condividono esperienze e fanno delle cose insieme, non si vede mai lei che parla per tre ore di stronzate scollate sia da una qualsiasi realtà oggettivamente condivisibile, sia soprattutto dalla realtà della sua esperienza interiore, dei fatti, del suo passato e dei comportamenti che avrà in futuro. 

Li si vede giocare al tiro a segno, correre dietro al carro attrezzi che gli ha portato via la macchina, ballare (che è diverso dall'andare a ballare per poi stare in un angolo a bere e parlare). 

Condividere esperienze. 

Andare ai go kart insieme, o anche vedere lo stesso film al cinema. Che non comporta un dialogo, ma c'è un check continuo più o meno conscio delle emozioni suscitate nell'altro dalle stesse scene cui stiamo assistendo noi, tanto che andarci da solo fa deprimere un po'. 

 

Premesso che non è una conditio sine qua non per scopare e che nasce molto più spontaneamente con l'ossitocina post coito. 

Premesso questo. 

E che non è una cosa che tu le fai ma è una condivisione di sensazioni. 

Ti paga lei? 

Ti paga per entrare in sintonia con la sua merda? 

Milton Erickson ha basato la sua terapia, sull'entrare in risonanza con i pazienti e poi guidarli. 

Lo pagavano. 

Sei un terapeuta? 

Lei ti sta pagando per far sì che tu ti metta ad entrare in fase con sensazioni per te tossiche e punti di vista demenziali? 

Se stai per rispondere che il pagamento è il sesso, no. 

Il sesso avviene anche senza alcuna connection. 

Una relazione, senza connection, non nasce. 

Inoltre, se lo scopo di lei è provare connection, legame, e tu glielo dai gratis a tue pesantissime spese prima di aver scopato, lei ha già mangiato. 

Devi sborrare bene per produrre ossitocina. 

La validazione della sua avvenenza è la prima metà dello scambio, l'altra metà, se lei vuole connection come vantaggio, si paga dopo, il sesso. 

E si paga se c'è. 

Se senti davvero sintonia. 

Se devi modificare la tua "Vibe" per entrare in fase con lei come un terapeuta, devi farti pagare come un terapeuta. 

Perché è un lavoro, ti sbilancia, ti riempie di cazzate e ti costringe a doverti schermare dopo un po' perché stai male. 

E non credere che i terapeuti scopino più di chi invece esprime se stesso senza modularsi a forza per entrare in fase con chi non lo è. 

 

Se anche ti costringi ad entrare in sintonia con chi non lo è nemmeno un po', non è che poi puoi rimanere in quello stato per giorni. 

 

Se si tratta di una seduta terapeutica di un'ora ok, ti paga ed è un'ora. 

 

Ma se si tratta di sbilanciarti per giorni a gratis, stai male. 

 

Questo, posto che lei voglia connection come vantaggio sperato. 

 

Molte volte non la vuole o ne ha addirittura paura per qualche bruciatura fresca. 

 

Nota anche che a parte i fini terapeutici, la connection senza attrazione si ottiene quando stai costruendo amicizia. 

 

Puoi avere connection con una donna che non ti vuole scopare parlando degli argomenti giusti e toccando i tasti giusti? 

 

Certo, la chiamano friendzone. 

 

E va benissimo. 

 

Ho più connection con varie amiche, che con maschi, come numero e a volte anche come intensità di sintonia. 

 

Ma il mio scopo non era farci sesso. 

 

Una cosa utile è ciò che è costruttiva verso l'obiettivo della comunicazione. 

Una donna parla perché deve parlare, non per un obiettivo. 

Lo fa per scaricare la tensione o il nervosismo perché c'è tensione ma non la baci, lo fa per dimostrare punti di vista o opinioni che non riflettono nulla di lei ma che crede siano una buona vetrina per te, per ricevere approvazione o per non sembrarti in un qualche modo. Lo fa per il gusto di convincerti di qualcosa, per pretendere e chiedere qualcosa senza chiederlo direttamente, ecc. 

Tutte queste cose non sono utili ai vostri obiettivi. 

Il tuo è isolarla e scoparla. Oppure ottenere un appuntamento. O il numero. 

Il suo è conoscere i vantaggi che riceverà certamente per essersi fatta scopare, siano essi soldi o l'unico massaggio ai piedi della città che procura orgasmi, o l'aver messo a bilancio un tizio importante e ricercato di cui vantarsi con le amiche. Cosa, nella sua concessione sessuale, comporta un vantaggio ed una crescita per lei. Intesa come sviluppo delle potenzialità. 

Tu il tuo obiettivo lo conosci. 

Lei del suo non ne ha idea. 

Pensa che crede di perdere due ore a truccarsi e farsi bella per andare in disco, perché vuole sentire musica e vedere gente. 

Lo crede davvero. 

Ogni volta che invece di comunicare qualcosa che sia costruttivo verso lo scambio dei vostri obiettivi, lei si perde a convincerti della legge di attrazione o a sparare cazzate assurde circa la propria autopercezione (esempio? la ragazza più violenta e cattiva che ho conosciuto che poi ho instradato verso la muay thai perché si sfogasse un po' ma non le basta mai fare male e rifarlo, quando siamo usciti ha passato la prima ora a rompermi le palle perché il mio lavoro era violento e lei era per la non violenza e che quindi io ero cattivo e... e poi una sera è passata dove lavoravo e mi ha visto purtroppo nella versione che non voglio con un tizio, e si è eccitata da morire e non smetteva più di dirmi che voleva vedermi far del male alla gente di nuovo. Ovviamente, non sono stato ad ascoltarla quella prima sera mentre mi accusava di essere un violento e non un buono come lei, ho cambiato discorso e parlato di logistica, poi l'ho portata a scopare)

 

Ora, vorrei portarti verso ciò che è un ascolto predatorio. 

Un ascolto predatorio è diversissimo dall'ascolto empatico da amico gay che propongono i best seller sulle relazioni. 

Si noti per favore che sono best seller perché è un argomento dolorosissimo in cui quasi tutti cercano una bussola, non perché scrivano cose autorizzate. 

 

Un ascolto predatorio mentre tiene gli occhi puntati sull'obiettivo della comunicazione e vigila affinché non si finisca a convincersi l'un l'altra di convinzioni politiche o di scelte etiche, si occupa di scandagliare:

Contenuto della comunicazione: cosa significa per lei. 

Questo riguardo al racconto della laurea significa fregarsene dalla successione di scene ed eventi che hanno poca o nessuna attinenza con ciò che è accaduto realmente e capire invece cosa significhi per lei, perché la racconti in quel modo, questo è ottimo se sta raccontando un film o un romanzo che hai visto o letto anche tu, perché hai una misura esatta di quali scene che anche tu conosci abbiano colpito lei e perché, e sono scene diverse da quelle che racconteresti tu e diverse da come le racconteresti. 

Questo ti serve per costruire poi delle metafore che la tocchino al di là delle parole, usando le sue immagini e sensazioni. 

Metafore che hanno senso nella misura in cui servono per comunicare ciò che hai da offrire nello scambio, ossia rimanendo in obiettivo. 

Per fare questo, è sufficiente che lei parli per 5 minuti, non serve che la stai ad ascoltare per mezz'ora. 

Dopo 5 minuti, il racconto dettagliato della sua laurea non serve a nessuno dei vostri obiettivi, quindi tagli corto. 

 

Autopresentazione: Che cosa vuole che io pensi di lei. 

Prova, in base a ciò che va affermando, ad attribuirle due o tre aggettivi. 

Questi aggettivi sono ciò che vuole darti da bere. 

Trova il contrario di questi aggettivi e hai capito qualcosa di lei. 

Per questo bastano pochi minuti, non si tratta di lasciarla scavarsi da sola la fossa per un'ora. 

Appena hai tre aggettivi, li ribalti e tagli corto coi suoi discorsi inutili. 

 

Funzione Conativa: Richiesta diretta o indiretta. 

Che cosa lei mi vuole chiedere tra le righe o sta chiedendo esplicitamente. 

Se è esplicita, ci vuole un minuto, il tempo di affermare ciò che vuole. 

Se è una pretesa, un delirio psicodrammatico, una richiesta mascherata da inutile racconto di qualche ex, la si capisce in due minuti, non in due ore di bugie, cazzate e manipolazioni della realtà da subire come se ci credessi o come se ti interessasse. 

Che cazzo vuole? 

Di solito personalmente davanti alle pretese velate batto la mano sul tavolo e chiedo di scoprire le carte. 

Non è una cosa che accetto. 

Per altri va bene far finta di farsi prendere per il culo o nemmeno capirlo e continuare a farsi prendere per il culo. 

Chiedi e ti sarà dato, se mi va e se posso. 

Sai reggere un rifiuto bella mia? Sai sentire un no? 

 

Piano della relazione

Qual è lo stato del suo essere in relazione a me? 

Adulto, genitore, bambino, salvatore, vittima? 

In che stravolgimento dell'analisi transazionale si sta andando ad infilare? 

Mi va bene il ruolo che sta cucendo addosso a me in questo scambio? 

In che modo io aderisco o ho voglia di aderire al suo stato dell'io? 

Che stato dell'io sta provando ad evocare in me lei? 

Mi sta bene? E' utile ai rispettivi obiettivi? 

Che tipo di relazione vuole, senza chiederla chiaramente? 

Vuole che io la consigli, vuole che io sia compiacente alle sue cazzate e ideologie vegan, cosa vuole? Lo voglio anch'io? 

Se lo voglio anch'io, il momento in cui darle questo tipo di relazione è dopo del buon sesso come pagamento, non certo prima per diventare amici. 

Che emozione sperimenta stabilmente dentro di sé? 

E' colpa mia?

Sta cercando di trascinarmi nel suo nervosismo, paranoia, perché io non ho ancora deciso che emozione farle riflettere e non mi ci sono ancora immerso? 

Quale emozione è utile innescare in lei per arrivare ai rispettivi obiettivi in modo win win? 

 

Cazzate inutili e disfunzionali da tagliare in modo secco:  

Sta dando o rubando troppa energia? (tipo che dovrei stare ad ascoltare le sue lagne per due ore, o che guida troppo con domande, senza andare a parare da nessuna parte perché non guida verso un obiettivo) 

Sta iper responsabilizzando me o se stessa? 

Mi sta svalutando? 

Sta mostrando finta sottomissione? 

Rivalità? 

Grandiosità / mitomania?

Vittimismo? 

Astinenza ostile, atteggiamento passivo aggressivo? 

Manipolazioni colpevolizzanti? 

Doverizzazioni? (se uno ama deve chiamare la sua tipa ogni tre ore, se usciamo deve pagare l'uomo... ecc.) 

 

 

Sembra una lista lunga, ma non è una check list da seguire, è una sensazione che con l'abitudine all'ascolto predatorio e non da preda di informazioni, nozioni e piani relazionali, avviene in modo olografico e velocissimo su tutti i piani, del contenuto e della relazione. 

 

Non serve affatto ad etichettare le persone. 

 

Sia perché le persone cambiano a seconda del contesto, del momento biografico, di come reagiscono all'osservatore, sia perché lo scopo non è giudicare, ma tenere quel cazzo di timone in rotta verso la mutua e reciproca soddisfazione, evitando che lei si faccia portare in giro dalle onde e soprattutto evitando che ci caschi l'uomo dietro come un pupazzo. 

 

La reciproca soddisfazione, beninteso, può anche essere che tu capisca chiaro che non lo vuoi più infilare in lei perché troppo idiota anche per un maschio, e che lei capisca chiaro che non hai il tipo di vantaggio che lei chiede in modi indiretti e velati. 

 

Meno la fai parlare a vanvera, meno ti sale la sensazione per cui ti passa pure la voglia di infilarglielo. 

 

Per questo, se lei ti desidera, a farla stare zitta e prendere parola o, meglio, azione, le stai facendo un grosso favore, ma ti ringrazia dopo essere venuta. 

 

 

Tra le 214 pagine di "Arsenal" ci sono alcuni capitoli dedicati, il webinar "Retta Parola" ne parla, ne parla "Target Avatar", in particolare il capitolo 1 e 3, ne parla "Comunicazione Diabolica", anche se ad un livello che si costruisce in molti anni, non immediato, e ci sono vari sotto moduli non ancora iniziati che ne parleranno. 

Per me è tuttavia molto importante evitare di affrontare la questione "conversazione" prima di avere una struttura portante, se no diventa una sorta di ricerca di pattern e di  cose da dire. 

Il fatto è che ogni gesto, ogni comportamento, ogni sguardo, ogni cosa fatta e non fatta, detta e non detta, comunica tutto di noi. 

La conversazione è solo una piccola parte della comunicazione, ma non è qualcosa che si possa fingere o imparare a memoria, se non è congruente col resto della comunicazione. 

Può essere giusto una modalità espressiva in più, spesso sopravvalutata, al punto che Zema non vi ricorre quasi per nulla. 

Chi conosce le donne meglio delle lesbiche? 

Quasi mai visto le lesbiche in un locale di lesbiche mettersi a parlare per due ore. 

Si lanciano occhiate, si avvicinano, cercano un'escalation di contatto, comunicano con gli occhi, con i gesti, si baciano, se ne vanno a casa insieme. 

E' con le amiche, che partono coi segoni mentali e gli sfoghi a spruzzo verbale.

Ok, non abbiamo come maschi etero la corsia privilegiata che hanno le altre donne, infatti dobbiamo pure andare in spogliatoi diversi. 

Ma da qui ad accettare di essere un bidone dell'immondizia per le discussioni inutili che fanno, prive di senso e di relazione con i fatti, ce ne passa. 

Discussione davvero molto interessante Aivia, complimenti! Visto che in questo post parli anche di friendzone e che io come molti di quelli che si sono iscritti su IS iniziai a voler capire di più sulle dinamiche della seduzione proprio dopo aver preso palo da un amica, volevo avere il tuo punto di vista su un paio di domande...

A un certo punto dici che tu sei riuscito a creare più connessione con tue amiche donne che non con amici uomini. Magari una connessione particolare e tutta vostra. Ora, questo spesso capita anche a me. Comosco una donna che magari inizialmente non mi dice nulla, divento suo amico deliberatamente ma poi col passare del tempo creao quella stesso legame che tu crei con le tue amiche finendo però poi con il capire di volere di più da loro.

Solo una volta mi sono sbilanciato uscendo alla scoperto, ottenendo poi un palo dopo solo un k close coi controcazzi (coglione io che non avevo spinto fino al sesso visto che ci sarebbe stata).

Ora le mie domande sono queste: 1) se anche tu dopo aver creato connessione profonda con una tua amica che non volevi inizialmente farti, scopri invece che metterla orizzontale sul tuo letto non sarebbe poi cosi male, cosa faresti esattamente? 2) E se come nella mia situazione lei dopo non aver spinto verso il sesso dopo il bacio ti desse un palo? Nel mio caso poi tornò a farsi sentire con la scusa del "però solo da amici ok?" scusa che mi puzza ma vabbe. Insomma uno come te cosa farebbe per capovolgere situazioni cosi spinose dopo aver capito di volere di più da questo particolare legame che ti lega ad una tua amica. 

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albero
Inviato

Bel Video Aivia, grande!

In questo momento mi trovo in una situazione in cui ho sedotto una ragazza e me la sono scopata nonostante lei sapesse che mi sto lasciando dalla mia ormai ex

Ha poi però messo le cose in chiaro, che adesso si sta trattenendo per evitare di entrare troppo "Emotivamente" nella relazione e starci male se io decidessi di non lasciare la mia ex

Nonostante io le abbia detto chiaramente che non mi interessa più la mia ex.

Lei infatti si sta negando in questo periodo, è molto fredda e distaccata e sento che d'istinto mi verrebbe da investire in lei, chiamarla, andarla a trovare etc... Mi sto controllando e non lo sto facendo proprio per non sembrare needy, nonostante me la sia già scopata e le abbia dichiarato esplicitamente quanto mi piace. Lei vuole svalutarmi.

A me però sembra una guerra fredda.. e non so dove andremo a finire. Forse è già finita?

Grazie per il prezioso contributo

kenwood
Inviato (modificato)
2 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Le mie amiche devono mangiare bene, dormire bene e per un tempo adeguato, sborrare bene, vestire con buone stoffe, non toccare vino di scarsa qualità. 

Non mi importa che siano strafighe, ma se passano del tempo con me, belle o brutte, giovani o vecchie, mi premuro che siano soddisfatti i criteri di cui sopra. 

Il che può significare che gliela lecco senza aver bisogno di ficcarle. 

Se non vogliono, è lo stesso. 

Se offro il mio miglior vino e si dichiarano astemie, non importa. 

L'importante è che io non abbia schierato in campo del tavernello. 

La gente deve mangiare, dormire, sborrare. 

E con me deve farlo nel miglior modo che possa. 

Il resto a suo capriccio, ma le cose base devono essere garantite. 

Ora. 

Se ti sto offrendo il mio vino migliore e ti chiedo di decidere se vuoi un calice di rosso... 

In base al livello di frittura del tuo cervello potresti entrare in qualche conflitto ideologico contro l'uva o contro l'alcool e rinunciare ma rimanendo con un doloroso livello di dissonanza cognitiva perché lo desideravi. 

Se devi parlarne prima con una tua amica, lei ti dirà mille motivi per cui il vino fa male e in particolare il mio. 

Se invece non ti chiedo nulla, lo verso per entrambi dopo averti messo in mano il calice e ti guardo negli occhi in attesa di bere insieme, senza nessuna parola inutile e filtrata da una mente razionale demenziale, esiste il caso in cui una proprio sia paranoica patologica, ma di solito lo beve e ti ringrazia dopo. 

Ora. 

Se dico ad un'amica che gliela lecco, la sua mente razionale inutile trova mille parole assurde e si crea dei mostri per cui si dice contraria per questa o quella razionalizzazione. 

Se le chiedo il permesso di toccarla, idem. 

Deve decidere e crede ne dipendano problemi futuri. 

Se le tocco il pancino e mi metto la sua mano complice sopra, poi scendo, ed è la sua mano in caso a dimostrarsi contraria, non la sua testa di minchia fritta, dopo tre minuti si sta spogliando per godere di più. 

Baci? 

Perché? 

Mica stai chiedendo alla sua mente spauracchiata di buttare via una valida amicizia per ottenere uno schifoso rapporto di coppia. 

Stai lavorando per la pace nel mondo, non per la guerra. 

La pace nel mondo è fatta a partire dal contatto, le coccole, gli orgasmi che distribuisci. 

Vedo tante fighe piene di buone intenzioni che fanno volontariato inutile o donano inutilmente soldi per una causa astratta e poi si vantano di aver mandato in bianco e sfruttato 200 amici interessati. 

Per 18 anni della mia vita sono stato costretto per lavoro ad alzare le mani su questi 200 che poi per la frustrazione bevono e cercano di accoltellarsi. 

Tutte queste non si rendono conto che distribuendo pompini agli amici avrebbero fatto davvero la differenza. 

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. 

Il bacio? 

Ad un certo punto iniziate a baciarvi. 

Viene naturale, non è uno step per sbloccare un bonus. 

L'importante è che il tuo bacio non subcomunichi "questo cambia tutto e adesso vuol dire che siamo fidanzati e poiché sono un frocio monogamo ti impedirò di vivere liberamente".

Se poi la tua amica ha meno di 45-50 anni e pertanto crede di volersi fidanzare col frocio monogamo che non sei...

Questo non cambia nulla. 

Tanto lui per sua natura può farla sborrare solo casualmente e solo se lei sta per esplodere, per cui il tuo impegno a farla star bene rimane invariato, con la differenza che quando è fidanzata è lei a cercarti per venire bene, perché non ci vede il rischio di fidanzarsi con te che, si spera per te, sarebbe effettivamente la scelta più stupida che potrebbe fare, dato che non sei un pollo. 

Tu i polli li farcisci aprendoli dal culo e poi li mangi. 

E questo lei se lo capisce è bene. 

Dunque Aivia mi pare di capire che secondo te con le amiche si possa baciarsi e anche finire a letto insieme ma sarebbe meglio non far capire che con tali azioni noi stravediamo per lei e quindi una scopata o un bacio implichino automaticamente che vogliamo ingabbiarla in una relazione altrimenti la sua parte razionale inizierebbe a sfracellarci le palle. Questo tuo discorso fila perfettamente e trova riscontro anche nella mia storia visto che dopo il k close iniziai a messaggiarle tipo fidanzatino pollo con gli occhi a cuoricino senza manco averla timbrata e difatto mi beccai un palo in culo grosso quanto un semaforo. 

Grazie mille per la tua risposta esaustiva Aivia ma mi sfugge l ultimo punto. Cioè secondo te dopo aver timbrato un amica sarebbe sconveniente farci una relazione perchè finiremmo per essere noi quei polli di cui parli. Mi sfugge il perchè però. Se entrambe le persone stanno bene da amici per via di quella connessione di cui parlavamo e in piu ci aggiungono il fattore sesso che male ci sarebbe a voler rendere il tutto un rapporto di coppia?

Modificato da kenwood
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