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Cos'è davvero l'autostima? Qual è il passo successivo?


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Inviato

Il concetto di autostima come qualcosa di percepito dagli altri è interessante, ma errato secondo me. Se è autostima, dovrebbe essere qualcosa di indipendente dal giudizio degli altri. Altrimenti non sarebbe AUTOstima. Una tribù può ritenere un suo membro un buono a nulla... questo non vuol dire che lui effettivamente lo sia e che si senta tale.

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Winter
Inviato (modificato)

Non hai successo => TI senti insicuro.  Non il contrario.

Quando ti poni degli obiettivi e li raggiungi, cominci a credere nelle tue capacità, ad acquisire autostima in un determinato ambito.

 

Modificato da Winter
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bibiSupertramp
Inviato

@Kickman ciao,

io ti do la mia opinione basata su esperienza personale, non sono un guru chiaramente.. XD

ma anche io in passato ho fatto a pugni con una bassa autostima, e confrontandomi con altre persone vedevo che pur non avendo più di me, erano sicuramente più sicuri di se stessi..

Io sono sicura che molto dipende dalla genetica e dall'ambiente in cui cresci... Dalla genetica nel senso che lcune persone sono più portate all'autoindagine a all'autoanalisi, tendendo a mettersi più spesso in dubbio! Dall'ambiente perché potrebbe darsi che le persone attorno a te, a cominciare dalla famiglia, ti abbiano sempre fatto sentire un certo senso di responsabilità per le tue azioni, e insegnato un voler tendere al costante miglioramento e a cercare a raggiungere sempre il massimo! questa voglia di non deludere nessuno per questi motivi avrà sempre fatto parte di te! Il che è un bene, perché avrai sempre fatto del tuo meglio nella tua vita!

Detto questo, io credo che l'autostima, per persone come te, che cercano sempre di ottenere il meglio, si ottenga con il tempo: forse sei giovane, ma capirai nel tempo che nella vita è normale non essere perfetti e che fare errori non solo è lecito ma è utile, perché gli errori ti fanno imparare e soprattutto, ti fanno capire ed accettare il fatto che non sei invincibile, che hai anche te delle debolezze; quando imparerai a convivere con queste debolezze, ad accettare le sconfitte sapendo che comunque tu hai fatto del tuo meglio, anche la tua autostima ne guadagnerà! Accetta il fatto che hai dei punti deboli e che puoi vivere benissimo ugualmente, basta essere consapevole di quali sono, perché nessuno può dire di non averne!

Un altro consiglio: il tuo scopo nella vita è essere felice, non far felici gli altri: chiediti di cosa hai bisogno per essere felice e rincorri questi obiettivi, che sicuramente non si appaiano del tutto con quelli che ti sei posto per non deludere gli altri. Stai attento, perché è facile cadere nel tranello di voler fare una data professione o raggiungere alti livelli, solo perché tutti si sono sempre aspettati questo da te, quando in realtà te saresti soddisfatto con altro. 

Una volta chiariti i TUOI obiettivi, inseguili senza preoccuparti di ciò che gli altri pensano. Vedrai che ti sentirai più sicuro, perché non sarai più in contrasto con te stesso , come hai scritto. Inoltre, non pensare che l'essere felice voglia dire essere egoista: tra i tuoi obiettivi per essere felice molto probabilmente c'è anche una parte di te che vuole dare una mano a qualcuno!

scusa se ho scritto troppo, spero di averti un po' chiarito le idee :)

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CrowBagger
Inviato

Penso che il segreto per una buona autostima stia nel comprendere che il giudizio datoci dalla società, dalla gente ecc. non può essere MAI veritiero e totalitario.

Mi spiego meglio.

Siamo tutti diversi, ognuno ha un DNA diverso, ognuno ha vissuto esperienze diverse.

Nessuno può conoscere totalmente ciò che un altra persona ha nella mente. Tranne noi stessi.

Quindi ogni giudizio altrui, dal momento in cui è basato su una piccola parte che noi facciamo vedere al mondo, altro non è che un punto di vista.

Che non potrà sostituirsi a ciò che pensiamo di noi stessi.

Certo potrà offrirci uno spunto, ma non potrà definirci in un modo se non siamo poi noi ad autodefinirci come tali.

Quindi per me avere autostima significa comprendere quanto inferiori ai nostri autogiudizi, ma, non per forza inutili al miglioramento, siano i giudizi altrui.

Lo capirete il giorno in cui farete ciò che gli altri credevano non avreste mai potuto fare😁.

 

 

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Kickman
Inviato

Già, probabilmente sono una persona che cerca sempre il miglioramento, e di conseguenza è predisposto all'autoanalisi e all'autocritica, spesso confrontandosi con gli altri.
Ciò che mi chiedo è: è sano, dopotutto, cercare di raggiungere sempre il meglio? Non accontentarsi di essere nella media?
Mi è stato insegnato che è una cosa giusta, ma in realtà è alla radice del 90% delle mie seghe mentali, motivo per cui l'autostima spesso va a farsi fottere.

Non è qualcosa che si limita solo al mondo del pick-up (conosco diversi complessati che trombano come conigli), è una questione di star bene con se stessi, e un complessato in genere non lo è.
 

Kickman
Inviato

Per intenderci, non è una questione di giudizio altrui: è appunto una questione di AUTOstima, AUTOimmagine, piacere a se stessi incondizionatamente è su questo che voglio lavorare.
Il giudizio degli altri ha relativamente poco conto

  • Mi piace! 1
  • 1 mese dopo...
Daniele
Inviato

Inner game o autostima significa FIDUCIA NELLE PROPRIE CAPACITA'.

Però bisogna fare attenzione al fatto che questo concetto è SETTORIALE. Ciò significa che un ragazzo bravo a scuola si sentirà molto sicuro

a parlare con i compagni e tutte le persone nell'ambito scolastico, chi è bravo a fare il barista si sente a suo agio a parlare nel suo bar, con i clienti, con i colleghi. L'ambito nel quale il seduttore deve abituarsi a sentire suo è LA SOCIETA'. Questo gli permetterà di vincere ogni barriera/ansia d'approccio... come si ottiene questo? Approcciando, approcciando e approcciando! Parlando con gli sconosciuti/e, con i cani, gatti, muri e piante. E quando sarai sicuro/avrai un forte inner game, non ci pensarai molto .. ma entrerai subito in azione ... già, perchè l'inner game è azione... non pippe mentali.

Ricordo i miei primi approcci (circa un anno e mezzo fa) ... vagavo per la città per ore senza trovare un "set buono". Oggi pioveva a dirotto ... mi sono fermato vicino un'hb che si stava a sua volta riparando .. e quasi ci cavavo un numero. Cosa è cambiato in questo tempo? La mia mente razionale e la mia mente istintiva hanno capito che non succede quasi mai nulla di male a parlare con le persone che non conosciamo...Questo ci darà una grande capacità.. essere delle persone socievoli viene percepito da tutti, e in questo stato sono molte di più le persone che chiedono informazioni e vogliono interagire con noi... ovviamente anche le ragazze lo avvertono.

 

Quando dobbiamo valutare la convenienza di compiere un'azione abbiamo tre filtri ... il nostro istinto, la ragione, il giudizio degli altri... l'istinto ci mette poco a dirci cosa fare, qualche secondo in più ce lo mette la ragione che oltre a valutare pericoli oggettivi deve analizzare anche l'immagine che gli altri avrebbero di noi se compissimo quell'azione. Avere un forte inner game significa fidarsi del proprio istinto e della propria ragione .... in fondo sono due bei filtri/mezzi di sopravvivenza ... siamo davvero sicuri di aver sempre bisogno del giudizio delle persone? Io ne sto facendo sempre di più a meno .... vedo, penso, agisco .... in questo schema i condizionamenti esterni dalle persone che mi circondano sono minimi.

  • Mi piace! 1
original cool name
Inviato

Il puntare in alto, il guardare chi nella tua personale stima del successo si trova in cima, chi ha tutte quelle qualità che vorresti avere, è positivo. Ti rende affamato di successo, ti mostra esempi da seguire per ottenere i tuoi obbiettivi, ti mostra come potresti essere.

Al tempo stesso però ti rende insoddisfatto, ti rende consapevole che ti manca ancora un bel po' di strada e che ancora non sei a quel livello.

Ecco perché bisogna guardarsi anche indietro, tutta quella gente che consideri patetica e sei felice di non essere, tutta quella gente che lavorando duramente su te stesso hai lasciato nella polvere.

Ti rende consapevole del dove sei arrivato, ti rende sicuro perché, anche se non sei l'eccellenza, sei abbastanza.

Tieni conto però che, per la tua salute mentale, non deve essere il risultato finale a renderti fiero, a renderti sicuro, ma il processo in se.

Mettiamo ad esempio che tra i tuoi obbiettivi ci sia quello di essere un corridore, il miglior corridore al mondo. Interessandoti al risultato finale, tutte le volte che non sarai più veloce al mondo, tutte le volte che non sarai più veloce di Usain Bolt, ti sentirai un fallito.

Ecco perché devi porre le ragioni dietro la tua autostima nel processo. Ogni volta che ti presenti in campo e procedi col tuo allenamento stai percorrendo i passi che ti porteranno al tuo obbiettivo e devi esserne fiero, ogni qual volta ti informi per migliorare la tua forma devi esserne fiero e questo basta a renderti sicuro.

La sicurezza in te la trovi con la consapevolezza che tutti i difetti sui quali puoi lavorarci sono in procinto di non essere più tali, che è solo questione di tempo.

Essendo comunque conscio che i tuoi difetti che non possono essere cambiati sono al di fuori del reame del tuo controllo ed è inutile preoccuparsi.

Daniele
Inviato
22 ore fa, original cool name ha scritto:

 

Tieni conto però che, per la tua salute mentale, non deve essere il risultato finale a renderti fiero, a renderti sicuro, ma il processo in se.

Mettiamo ad esempio che tra i tuoi obbiettivi ci sia quello di essere un corridore, il miglior corridore al mondo. Interessandoti al risultato finale, tutte le volte che non sarai più veloce al mondo, tutte le volte che non sarai più veloce di Usain Bolt, ti sentirai un fallito.

Ecco perché devi porre le ragioni dietro la tua autostima nel processo. Ogni volta che ti presenti in campo e procedi col tuo allenamento stai percorrendo i passi che ti porteranno al tuo obbiettivo e devi esserne fiero, ogni qual volta ti informi per migliorare la tua forma devi esserne fiero e questo basta a renderti sicuro.

La sicurezza in te la trovi con la consapevolezza che tutti i difetti sui quali puoi lavorarci sono in procinto di non essere più tali, che è solo questione di tempo.

Vero, in particolare nel game è molto produttivo avere BISOGNO di fare esperienza e DESIDERARE di diventare seduttori\rimorchiatori di ragazze. Indipendentemente da quale sia il tuo obbiettivo all'inizio è fondamentale avere ben chiaro che non si tromberà nessuno con gli approcci, il massimo che puoi ottenere sono delle buone interazioni, quindi esperienza ... ma al tempo stesso sai che con l'esperienza otterrai i risultati che desideri ... Potrei dire altro, ma non vorrei finire fuori tema

  • 3 settimane dopo...
Kickman
Inviato
Il 4/5/2017 alle 21:32 , Daniele ha scritto:

Inner game o autostima significa FIDUCIA NELLE PROPRIE CAPACITA'.

Però bisogna fare attenzione al fatto che questo concetto è SETTORIALE. Ciò significa che un ragazzo bravo a scuola si sentirà molto sicuro

a parlare con i compagni e tutte le persone nell'ambito scolastico, chi è bravo a fare il barista si sente a suo agio a parlare nel suo bar, con i clienti, con i colleghi. L'ambito nel quale il seduttore deve abituarsi a sentire suo è LA SOCIETA'. Questo gli permetterà di vincere ogni barriera/ansia d'approccio... come si ottiene questo? Approcciando, approcciando e approcciando! Parlando con gli sconosciuti/e, con i cani, gatti, muri e piante. E quando sarai sicuro/avrai un forte inner game, non ci pensarai molto .. ma entrerai subito in azione ... già, perchè l'inner game è azione... non pippe mentali.

Vero, mi ricordo, quando non avevo ancora cominciato il mio percorso (ergo, IO ero il frutto dell'educazione dei miei genitori e della giungla che chiamiamo vita), che ero molto a mio agio nel parlare di "cose scolastiche", il mio modo di comunicare con i compagni era aiutarli nell'unica cosa in cui ero qualcuno. Se spaccassi i culi all'università quanto spaccavo i culi al liceo mi sarei laureato in due anni e mezzo ahahhaah
Per il resto le mie capacità sociali si limitavano al bere il caffè coi nerd della classe (che adesso son diventati miei amici).

Dopo due anni di vita "là fuori" e soprattutto di ore passate a leggere questo forum e libri di crescita personale, posso dire che le capacità "sociali" si sono molto rafforzate. Ho un sacco di amici, ogni sera ho un'ampia scelta di persone con cui uscire e che vogliono che io sia lì, non che mi portano dietro giusto per.

Però ho ancora quell'impacciataggine, quel chiedere al mondo, alla terra che calpesto, all'aria che respiro, il permesso di esistere, camminare e respirare, come se dovessi difendermi da un nemico che non esiste. O meglio, esiste, perchè sono io stesso. Quanto c'entra questo con l'autostima?

Il 5/5/2017 alle 10:24 , original cool name ha scritto:

Ecco perché bisogna guardarsi anche indietro, tutta quella gente che consideri patetica e sei felice di non essere, tutta quella gente che lavorando duramente su te stesso hai lasciato nella polvere.

Ti rende consapevole del dove sei arrivato, ti rende sicuro perché, anche se non sei l'eccellenza, sei abbastanza.

Guardare indietro mi aiuta nei momenti in cui son giù.
Confrontarmi con altre patetiche persone mi fa pensare a quanto sia fortunato ad essere ciò che sono (anche se mi rendo conto che esse hanno bisogno di aiuto come ne ho avuto bisogno io e ne ho bisogno ancora), mi insegna a non dare per scontato ciò che ho ottenuto sudando e stando male.

Il 5/5/2017 alle 10:24 , original cool name ha scritto:

Il puntare in alto, il guardare chi nella tua personale stima del successo si trova in cima, chi ha tutte quelle qualità che vorresti avere, è positivo. Ti rende affamato di successo, ti mostra esempi da seguire per ottenere i tuoi obbiettivi, ti mostra come potresti essere.

Al tempo stesso però ti rende insoddisfatto, ti rende consapevole che ti manca ancora un bel po' di strada e che ancora non sei a quel livello.

Hai colto il centro. Il punto è che non aspiro a poteri sovrannaturali o ad essere un playboy olimpico, basterebbe cominciare con la scioltezza: arrivare in aula, battere il pugno agli amici, levarsi lo zaino dalle spalle, essere disinvolto e, perchè no, carismatico un giorno. Sorridere e trasmettere fiducia nelle persone. Senza cercare negli occhi della persona con cui parlo la conferma "ok, stai andando bene". Oppure arrivare al parcheggio del bar, uscire dalla macchina e incamminarmi verso gli amici senza sembrare un pinguino, prendere la sigaretta dal pacchetto e accenderla senza che mi scivoli tra le mani.
Nei miei momenti "ok", in cui mi sento al top, non ho di questi problemi. In quei momenti sono davvero felice e sto bene con me stesso, e con gli altri.
Ma le ricadute son frequenti, molto, e mi sembra di tornare il bambino di sei anni che gli animatori dovevano costringere a giocare con gli altri bambini.

Per me puntare in alto significa mantenere quello status da "fregancazzo", "non devo chiedere il permesso a nessuno per essere al mondo" e chiedermi se gli altri mi piacciano, non se io piaccia agli altri. Anche se probabilmente, per centinaia di altri ragazzi, il "puntare in alto" sarebbe semplicemente avere quello che io ho, e loro non hanno.

Penso tutto si riduca allo smettere di cercare l'approvazione altrui, argomento dei primi due libri che ho letto (No more mr nice guy e Le vostre zone erronee). A quanto pare mi han dato una spinta enorme, ma non è bastata, per lo meno a me non basta.

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