Attato [Élite] 4911 Inviato 30 Settembre 2017 Inviato 30 Settembre 2017 Il 28/9/2017 alle 20:27 , Tisana ha scritto: Ps. il signore aveva 32 anni... Che amarezza... All'epoca non c'era EP.
TADsince1995 [Élite] 10675 Inviato 30 Settembre 2017 Inviato 30 Settembre 2017 2 ore fa, Attato ha scritto: EP è un MUST per qualsiasi giovane che non vuole sprecare la vita o perdere del tempo prezioso inutilmente, andando a tentativi che di solito non funzionano. E per chi non è più giovanissimo? Se lo guarda potrebbe venirgli da spararsi per le minchiate fatte quando era giovane? Resilienza.... e Attato ha reagito a questo 2
Practicing [Partecipante] 614 Inviato 1 Ottobre 2017 Inviato 1 Ottobre 2017 (modificato) Il 23/9/2017 alle 14:04 , ^'V'^ ha scritto: L'arvicola delle praterie e l'arvicola delle montagne rocciose sono cugine di DNA praticamente identico ma quella delle montagne rocciose ha un hardware che la porta a volerle inseminare tutte attivamente, andando in cerca. Quella delle praterie ha un hardware che la porta ad essere sempre addosso alla compagna e a chiavare le altre solo se gli saltano in bocca. Così hanno guardato nei loro cervelli ed hanno scoperto che in quella "monogama" la vasopressina, che dà il senso della difesa territoriale, ha i recettori molto vicini ai circuiti della ricompensa dopaminici, arrivando ad una attivazione vicendevole. E la dopamina è quanto di più bello ci auto facciamo per essere premiati nei comportamenti, ma è anche ciò che ci dà dipendenza. Ossia... Si è visto che alla base della scelta di stare addosso ad una sola femmina per una sorta di tossicodipendenza, c'è questa forte ricompensa nell'avere comportamenti di difesa del territorio, unita ad una dolorosa mancanza di ricompensa nel non averli. Prima che le donne o le femministe corrano in massa a selezionare col loro utero ceppi genetici di persone tendenti al monogamo e poco proattive nella ricerca di altro, o a iniettare più vasopressina nei maschi sperando attivi la dopamina per vicinanza dei circuiti, va spiegato che l'ormone vasopressina che ti fa legare ad una con cui scopi bene e che ti piace, e che ti fa diventare iperprotettivo nei confronti della donna incinta ragionevolmente di te... Non ha a che fare con l'affetto, ma col senso del territorio. Una caratteristica maschile che le donne credono essere un problema culturale o qualcosa di destra. Tutti sappiamo che le femmine cui siamo legati sono sentite come territorio. Con più vasopressina, con più il senso del territorio si fa forte. Tuttavia, questo da solo non ci rende tossici del controllo. Ad esempio la Toscana la percepisco come territorio e mi piace, ma questo non mi vieta di andare ad assaggiare anche l'Andalusia. Il problema nasce quando questo senso territoriale si trova a stimolare la dopamina, rendendomi tossico del controllo al punto che arriverei, come l'arvicola delle praterie, a perdermi le situazioni e le sensazioni più importanti e premiate nella vita di un maschio, pur di non soffrire il dolore di vedere il mio territorio invaso, venendo premiato invece dal controllo sullo stesso. Non serve la calcolatrice per notare che dal punto di vista riproduttivo questo equivale a giocare in porta sotto rigori, quindi puoi perdere cinque o uno se sei molto veloce, ma non vinci mai. Quello che a molte femmine sfugge è che tossicodipendenza da controllo significa anche incazzarsi tremendamente e ferire la femmina quando lancia segnali ad altri maschi. Sia la donna vissuta come territorio, sia l'esasperazione nel controllarla e prendersela con lei se si lascia invadere o avvicinare, sono comportamenti che le femmine umane credono (per indottrinamento politico) essere frutto di educazione al ruolo di genere, e credono che se uno impazzisce e diventa violento quando sta perdendo controllo sul territorio, questo dipenda dall'educazione "maschilista". Se mai esistesse un'educazione maschilista, essa insegnerebbe ad avere status per fare meno fatica a scoparne mille e poi ributtarle in mare, dato che questo è giocare tirando nelle porte avversarie e massimizza, così come ottimizza, la riproduzione del maschio. Essendo lo scopo delle femmine quello di rendersi appetibili così da attirare uno di buon status e poi cercare di dirottare più tempo e cure possibili su di sé, se dovesse esistere un tiro alla fune femminista e maschilista dato dall'educazione, questo riguarderebbe la quantità di tempo e cure ottenute dalla singola donna. Sicuramente Angelina Jolie con le ali e in compagnia di amiche lap dancer hanno la possibilità di sottrarre tempo e cure a molti maschi. Ma una donna normale, che non si preoccupa troppo di cosa mangia e che non è un buco nero di attrazione sessuale, dovrebbe essere messa in condizione di comprendere che se un uomo che potrebbe averne altre se non meglio almeno pari, si mostra molto presente e "geloso", pronto a dare cure e tempo... questo non ha a che fare con una buona educazione castrante e femminista, e non ha a che fare con Richard Gere che sale la scaletta antincendio spiegando a Vivian che le darà la favola. Ha a che fare con un hardware che dà tossicodipendenza per il controllo territoriale. E, purtroppo per le donne, la loro scarsa preparazione in merito a questioni biologiche pure le porta spesso a confondere gelosia e scenate da tossico senza dose, con interesse e cure o come tempo strappato al maschio e pertanto riprova del proprio valore di attrazione. E arriviamo alla tua domanda. Abbiamo visto che ci sono maschi che tirano in porta e amano i territori da esplorare. E che ci sono maschi che hanno una dipendenza chimica per un territorio in particolare, che li porta ad impazzire di rabbia e giocare in porta sotto rigori. Come si comporteranno questi ultimi secondo lo stile di attaccamento? Per chi non conoscesse il riferimento, lo stile di attaccamento riguarda il rapporto con il caregiver. Ossia con chi si prende cura e fornisce supporto e protezione. Non con il territorio. Il territorio lo puoi pattugliare e controllare oppure lo puoi viaggiare, esplorare, conquistare. Intendo dire che probabilmente un bamboccio di 40 anni che vive una codipendenza patologica e che vede nella sua fidanzata un surrogato di mamma, potrebbe certamente manifestare comportamenti in linea col suo stile di attaccamento nel rapportarsi alle di lei assenze e presenze. Parimenti una donna, un bambino, una bambina, un cane e alcune categorie di disabili si rapporteranno col caregiver in modi derivati dal loro stile di attaccamento. Ma ritengo che un uomo adulto, che non è in cerca di mamme ma di posti dove piantare il cazzo per ricevere il suo premio in benessere, non si comporterà con la comorbilità di una codipendenza o addirittura di una dipendenza, ma secondo le due relazioni col territorio - Controllare e rinchiudere - Esplorare e conquistare Che non sono relazioni culturalmente apprese, non sono software, come non è una nozione culturale la donna sentita e vissuta come territorio. Quello che potrebbe evocare invece il suo stile di attaccamento, potrebbe essere la relazione col gruppo sociale di appartenenza, non inteso come rete di contatti ma come gerarchie e uomini più forti di lui che possano favorirlo o schiacciarlo nella vita. Secondo me a questo proposito, nella storia, è stato con profitto utilizzato il cervello maschile nel momento in cui si è spostato culturalmente il suo indice referenziale da uno stato inteso come gerarchie di uomini (a rischio di stili di attaccamento problematici) in direzione di una femminilizzazione dell'idea territoriale di patria. La quale sensazione, se ben innestata, non può che produrre nei maschi due sentimenti: - Difendere la patria ad ogni costo dal passaggio di altri maschi - Conquistare altre patrie Questo sentimento territoriale esiste già nel maschio, del tipo 1 o 2. Non sto dicendo che sia stato sovrascritto con qualche immagine o richiamo alla natura femminile e donna della patria. Dico che è probabilmente stato esasperato dalla sovrapposizione. E credo abbia allontanato con profitto i musi e le rimostranze verso i caregiver della società dovuti a stili di attaccamento diversi dei maschi del popolo, mentre però esasperava un sentire bellico di protezione e conquista che non andrebbe mai confuso con l'aggressività (la quale è uno strumento, in mano a questo sentire, non viceversa) o propensione alla violenza in se stessa. Parimenti, credo per le stesse ragioni che concentrarsi sulla violenza (che è uno strumento di coercizione, ma non è il sentimento mandante) e sull'educazione nelle questioni di violenza domestica e controllo sulla moglie o compagna, sia inutile (anche se deresponsabilizzarsi e trovare colpevoli è estatico per molte donne). Credo sarebbe molto più utile parlare francamente con le donne del funzionamento dell'hardware maschile e del fatto che stanno, incoraggiate da telenovelas e da pessima televisione pomeridiana, sempre più spesso scegliendo come partner per la riproduzione proprio quel maschio che mostra una tossicodipendenza per il controllo sul territorio, che molte donne scambiano per affezione o amore e che molte donne scambiano per una vittoria, una conquista nel tiro alla fune sul tempo e le attenzioni che riescono a dirottare. Questo, esattamente come in un allevamento di cani, sta sempre più selezionando ceppi genetici vasopressina-dopamina interagenti. Col risultato che le donne, cercando di ridurre in monogamia una delle specie più esplorative e poliginiche al mondo, si stanno creando il violento autogoal di generazioni future più tossiche del controllo e violentemente repressive dei modi femminili di mostrarsi e sedurre. Quello che posso dire a quel maschio che ha letto fino a qui e si riconosce nel soggetto adulto, privo quindi di quella gelosia da immaturità emotiva del bambino verso il caregiver, ma sensibile in quella gelosia da controllo del territorio, ossia avente i recettori per la vasopressina molto vicini al circuito della dopamina... È: Non puoi eradicare il tuo hardware e non puoi apprendere come non sentire ciò che senti con qualche lezione di educazione. Ma puoi trovare un equilibrio funzionale a vivere nel teatro operativo dato attraverso lo studio della spada giapponese prima, le cure verso un uccellino poi. La katana infatti diventa parte di te solo se la tieni in mano esattamente come una rondine. Se la stringi soffoca. Se la tieni troppo aperta vola via. Per agire dei tagli decisi sei così costretto a trovare un modo di stringere ciò a cui tieni in un modo che è premuroso ma non soffocante, presente e protettivo ma non aggrappato. Passare dalla spada ad infondere affetto ad un uccellino da compagnia, imparando a maneggiarlo senza fargli male, e piano piano imparando a tenerlo in mano con la finestra aperta da cui potrebbe scappare senza tarpargli le ali e senza nemmeno fargli sentire che se ne può andare perché te ne freghi... Poi tornare alla katana a cui traslare le sensazioni del proteggere e prendersi cura di un uccellino che è sempre più parte di te.... Per poi piano piano sentire un bypass da condizionamento su quell'istinto territoriale forte e sulle modalità di espressione coercitiva che impone, e dedicare allora ad una donna la stessa carezza che ti hanno insegnato una spada e un piccolo uccellino fragilissimo... Ecco, non credo nell'educazione in senso nozionistico. Ma credo nelle esperienze vive che goccia a goccia possono portare ad espressioni comportamentali diverse partendo dallo stesso sentire. Ah..già. Il Tango. Dopo aver sentito il controllo dato dalla libertà di espressione che lasci alla katana, dopo aver sentito che l'uccellino sta in mano perché ti vuole bene e non perché lo stringi... Il Tango. Dove il tuo organismo può registrare ad ogni passo la sensazione di controllo data dall'esposizione della femmina nel guidare la sua libera espressione. Esistono anche animali poligami e territoriali come leoni, gorilla, cervi, ippopotami ecc... Modificato 1 Ottobre 2017 da Practicing
Attato [Élite] 4911 Inviato 1 Ottobre 2017 Inviato 1 Ottobre 2017 16 ore fa, TADsince1995 ha scritto: E per chi non è più giovanissimo? Se lo guarda potrebbe venirgli da spararsi per le minchiate fatte quando era giovane? Sarà ugualmente utile. Non è mai tardi, imparare a far delle cose, cambiare rotta. E' meglio meno giovani e avere la fortuna del sapere e del cambiamento che essere giovanni ma destinati a marcire, rimanendo nell'oscurità preconfigurata. TADsince1995, Percival e jinky89 ha reagito a questo 3
BeegBooties [Élite] 177 Inviato 1 Ottobre 2017 Inviato 1 Ottobre 2017 Il 28/9/2017 alle 19:04 , ^'V'^ ha scritto: Lara è sposata con un uomo che ha diverse case di proprietà e un'azienda. Il matrimonio è ormai vecchio, il sesso è finito da anni e Lara pensa a come andare a soldi col divorzio, ma le servono prove a carico del marito per addebitargli il divorzio e portargli via i beni. Allora contatta tramite un amico due investigatori. I quali le spiegano: Guarda Lara, per avere le prove devi fare il mandato con l'agenzia se no non valgono. Solo che l'agenzia ti prende 100 euro all'ora e a noi ne passa 15 e ci dobbiamo pure pagare la benzina. Facciamo un patto: Ce ne dai 50 e ti facciamo il lavoro, quando sappiamo dove e con chi si vede, fai il mandato ufficiale con l'agenzia e... per miracolo in tre ore lo abbiamo preso. (perché già sappiamo tutto). Perfetto, stretta di mano e quella domenica c'è già il video del marito mano nella mano con la sua segretaria sotto casa di lei, vestiti male come gente che sono mesi che scopa e non ha bisogno di impressionarsi o piacersi. Lara vede il video. E le viene spiegato: senti, lo so che sei una donna e non ci stai con la testa, però adesso non è il momento di fare una scenata isterica a tuo marito, perché questo video è illegale e non vale in tribunale. Tu devi essere efficace, non validata nelle tue emozioni, dato che stai facendo un lavoro mirato all'obiettivo come se fossi un uomo. E devi solo pensare alle case che gli porti via, e ad andare in agenzia a firmare il mandato ufficiale, dopo sappiamo già dove andare e alla prima botta lo prendiamo col video ufficiale che vale in tribunale. OK? Sì, hai fatto bene a dirmelo perché già stavo ribollendo. Prenderò un calmante. No, Lara, devi esserci con la testa, perché quello che hai fatto, e che abbiamo fatto, è illegale fino ad adesso. Se ne parli, passi dalla parte del torto e non vale più nulla ciò che stai cercando di fare. Sì, ho capito. Così Lara va a casa. Il marito rientra. Non deve fare nulla lei, deve solo stare zitta una volta nella vita e ci guadagna circa un milione e mezzo di beni. Ha un obiettivo, e deve agire un comportamento efficace ed efficiente, come un uomo adulto e padrone di sé. Ci riesce per mezz'ora. Poi sbotta... mi fai schifo!, so tutto, ti faccio seguire, figlio di puttana, e inizia a lanciare i piatti come una figa isterica e diversamente da un uomo adulto. Ho visto il video di te con la segretaria!!!! Poi la mattina dopo si veste come dovesse andare ad un party serale e si presenta in ufficio dalla segretaria, ridendo di lei e di come è vestita normale da giorno e urlando che è una puttana e che suo marito fa schifo a scoparsi una così sfigata coi jeans quando può avere una con il dress da sera, e sfiorando dannatamente la denuncia quando dice alla segretaria che sa dove ha fatto la spesa, che sa tutto della sua giornata e la fa seguire. Poi in un attimo di ripensamento, chiama gli investigatori e spiega loro che non si è saputa gestire e che adesso non sa come fare, e riceve un next, un vaffanculo e un telefono riagganciato in faccia. E' stata validata nelle sue emozioni negative come una figa o un bambino? Sì. Ha raggiunto il suo target da un milione e mezzo di euro, è stata efficace ed efficiente nel conseguire con competenza e dedizione il suo obiettivo come un uomo adulto e diversamente da un inutile coglione, un bamboccio o una figa isterica? No. Ecco tutto. Ahahahah, le donne... sono esattamente così.
^'V'^ [Aivia Demon] 175013 Inviato 1 Ottobre 2017 Autore Inviato 1 Ottobre 2017 7 ore fa, Practicing ha scritto: Esistono anche animali poligami e territoriali come leoni, gorilla, cervi, ippopotami ecc... E umani. Siamo una specie poliginica e territoriale. Il discorso dell'arvicola non è tanto riferito ad harem contrapposto a monogamia, ma a caccia di uteri nuovi contrapposto a stare in porta a controllare quello in possesso (poi se altre femmine si avvicinano loro, le fa, non è che sia omosessuale). Se lo status di una persona gli permette di avere una mansion alla Hugh Efner, la sensazione di territorialità tossica è vissuta bene. Anche chi crede nel paradiso, infatti, sa che Hugh è l'unico che morendo non è andato in un posto migliore. Parlando di persone come noi, invece, l'assetto tossico territoriale che porta a quella forma patologica di monogamia da controllo dell'unica, porta spesso ad una vita di inutile sofferenza. RDLF, Liam Miller, Tony Montana e 2 altri ha reagito a questo 5
^'V'^ [Aivia Demon] 175013 Inviato 1 Ottobre 2017 Autore Inviato 1 Ottobre 2017 2 ore fa, BeegBooties ha scritto: Ahahahah, le donne... sono esattamente così. Fu quando spiegò di essere una manager in azienda e di gestire personale, spiegando che ce l'avrebbe fatta a gestirsi... Che i due investigatori si guardarono e capirono il finale... Sungroove, Fudōshin, BeegBooties e 2 altri ha reagito a questo 2 3
BeegBooties [Élite] 177 Inviato 1 Ottobre 2017 Inviato 1 Ottobre 2017 Ho due barra tre corsi da terminare, un progetto enorme da concludere e una one itis devastante dritta nel culo, unica nota positiva del momento è che respiro un po' di più con il cash. Questo EP mi sa che è una bomba e sento che ho proprio bisogno di leggerlo, porca la puttana. jinky89 ha reagito a questo 1
Practicing [Partecipante] 614 Inviato 2 Ottobre 2017 Inviato 2 Ottobre 2017 Avevo considerato anch'io Escape Plan, più che altro per avere una motivazione e delle idee sistematizzate, non che mi aspettassi chissà quali verità. Ma se non ho reciso il cordone ombelicale fondamentalmente è per colpa della depressione. Non si tratta di non avere spina dorsale, si tratta di una mancanza, e d'altronde lo stesso Aivia ha precisato che Escape Plan non è per persone con questi problemi clinici, nel mio caso un disturbo della sfera affettiva.
Mesmerize [Élite] 41 Inviato 9 Ottobre 2017 Inviato 9 Ottobre 2017 Volevo dare un feedback sulla terza e quarta parte. La terza mi ha aiutato a capire quanto stessi vivendo in funzione degli altri. Ho sempre scelto percorsi di studi pratici o indirizzati alle materie scientifiche. Alle superiori l'istituto tecnico che bene o male ti permette di fare tutto, continuare a studiare o lavorare. Poi l'università che sì, in parte mi intrigava, scelta anche perché ci sarebbe andato anche un ragazzo che conoscevo e in quanto indirizzo che offre sbocchi lavorativi. Poi sono andato fuori corso. Dubbi, dilemmi, pipponi mentali. Mi sono reso conto che non era una fase, ho realizzato che non stavo vivendo ed ero vittima degli altri e delle mie paure. Ho capito che non aveva senso continuare un percorso di studi che non mi gratificava solo per motivi che mi sono sentito e sento tuttora dire del tipo: - Ti manca poco - Il pezzo di carta serve & simili - Obblighi morali verso la famiglia Più il fatto che lo stessi facendo ormai per comodità nonostante non mi soddisfacesse, perché il cambiamento è faticoso. Questo è stato uno step, ne mancava un altro però. Capire cosa fare dopo. Mi sono chiesto: ok, questo non è quello che voglio fare davvero, ma allora cos'è? Riparto da zero per andare dove? Qui entra in gioco il quarto capitolo. Non ho ancora visualizzato il mio Predator Destiny ma ho capito com'è, che forma ha. Si è trattato principalmente di ammettere verità scomode. Sono uno di quelli che per non rischiare di soffrire, per paure varie e per non subire il giudizio altrui ha sempre nascosto alcuni sui lati perché non convenzionali, considerati strani, da "sfigato". E fa paura ammettere di aver sbagliato, così come spaventa l'idea di cambiare rotta. No, adesso non arriva la parte dove dico che è tutto a posto ma mi sta bene così. Lo dice anche Aivia, prima fai, poi ottieni risultati e sei felice, non il contrario stile corso motivazionale all'americana. Adesso sono in una fase di transizione, sento più che mai il gap tra come sono adesso e come vorrei essere e lo uso come carburante, ho abbozzato una nuova rotta anche se lasciare il porto sicuro sembra a molti un azzardo e in qualche modo spaventa. Però nonostante tutto sono felice di essermene accorto a 25 anni e non a 40, 60 o sul letto di morte, felice di poter vivere al posto di subire e chiudermi al mondo e agli altri. Waitforit, Liam Miller, ^'V'^ e 1 altro ha reagito a questo 3 1
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