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Practicing
Inviato (modificato)
2 ore fa, BlueScript ha scritto:

Era per dare spunti a Gianluca-20 riguardo a dove poter inziare a cercare (studi sulle api) in merito all'argomento.

L'epigenetica nelle api non è l'epigenetica negli umani.

Prendi due larve d'ape identiche in tutto e per tutto, una viene alimentata con pappa reale durante tutta la fase di sviluppo (e poi per tutta la vita) e l'altra solo per tre giorni, la prima diventa un'ape regina, la seconda un'ape operaia. L'ape regina può diventare grande anche il doppio dell'ape operaia, ma sono diverse in tutto, nell'anatomia e nelle funzioni.

Prendi due gemelli omozigoti, il primo viene nutrito con una dieta completa in tutti i nutrienti macro e micro, il secondo con una dieta scarsa di calorie, proteine, vitamine, calcio.

Il primo gemello diventerà alto il doppio del secondo? Può essere che diventi 20 cm più alto, con le ossa più doppie e le spalle più larghe, ma non ci saranno le notevoli differenze che ci sono nelle api, né di dimensioni né di funzioni.

Dal punto di vista del comportamento il paragone tra api e umani (ma vale anche per un topo o uno scimpanzé) è esagerato, dato che il software che dirige il comportamento dei secondi è molto più complesso e meno stereotipato.

L'epigenetica è recente, talmente recente che come tutte le scoperte che si pongono ai confini della conoscenza (come anche la teoria dei quanti), viene sfruttata per ricamarci teorie sopra da personaggi molto vicini all'ambiente new-age.

Che l'epigenetica esista la scienza non lo nega affatto, però le ricerche su fino a che punto può condizionare l'espressione dei geni, sono abbastanza recenti.

Un nome su tutti, del più famoso predicatore di come l'epigenetica condizionerebbe il DNA attraverso i pensieri: Bruce Lipton, noto per il best seller internazionale "La biologia delle credenze". Le teorie di Bruce Lipton non sono riconosciute dalla scienza ufficiale e vengono considerate pseudo-scienza, legate all'ambiente new-age e alcune volte purtroppo anche a quello della PNL. Mentre i due più autorevoli esperti di relazione tra geni e comportamento a livello mondiale sono Jerome Kagan e Robert Plomin.

Modificato da Practicing
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Inviato (modificato)
Il 6/1/2017 alle 15:53 , badguy ha scritto:

In pratica, si tratta di creare una startup all'americana, in cui un gruppo di under30 affita un locale di 35mq dove lavora, mangia e dorme, e diventa milionario usando 3 tavolini, 3 PC e 3 sedie? Questa è una tua supposizione, immagino.

Ripeto, vorrei qualche delucidazione dall'autore.

Per quel che ho visto finora, se si parla di indipendenza economica e successo sul lavoro a una età ragionevole, l'unica soluzione è andare all'estero.

 

Questa è certamente una mia supposizione, e sicuramente il classico esempio startup in cui il gruppetto che dal garage fa successo un pò in tutti gli ambiti della vita è risultato riduttivo.

Tuttavia, dal chapter 1 non ho intravisto dettagli che vanno molto oltre questo modello, a livello operativo. Evidentemente c'è tanta altra carne al fuoco nel chapter 2 e nei successivi.

A livello potenziale c'è n'è eccome, ognuno se lo cuce come gli pare sempre scendendo a compromessi con il gruppo, magari se conosci altri due amici che non stanno nella pelle di uscire di casa e fare le cose come si deve, è un'opportunità che si sta presentando.

Ma se devo avviare un progetto mi piace anche vedere il caso peggiore in cui parto da zero.

Prendendo le parole di un altro post, che ci sono coinquilini che sotto lo stesso tetto vivono da soli, non mi risulta spiegata alcuna strategia per innescare in un ambiente "ostile" come switchare verso la modalità EP.

Probabilmente un requisito omesso era: "si però dovete farvi prima il culo a fare un certo tipo di networking o avere già un gruppetto di pari e per quello c'è tutto un altro lavoro da fare sopra...".

Che non è poco, possono volerci mesi senza aver costruito praticamente nulla.

Probabilmente dovrò ingegnarmi di più ma:

in cosa l'attivarsi con l'EP è tanto diverso dall'uscire di casa per andare a vivere all'estero (dove ci sono cani e porci ma anche molti nella potenziale situazione di voler ottimizzare tempi e costi per i loro "progetti di vita") o provare ad essere indipendenti nella tua città, mietendo il seme con chi sembra favorevole ad appoggiare il piano?

Qualche esempio pratico che smentisce la mia domanda volutamente provocatoria :)?

Modificato da Wayna
Inviato (modificato)

Considerando la Visione di Aivia, che è da un anno che parla di clan e tribù, credo che la differenza sia l'avere un Progetto comune che vada oltre lo sparagno e avere posto il per scopare fighe. Che ci vuole, sia chiaro, ma in una semplice condivisione ognuno paga la sua quota, si fanno i turni per le pulizie e bon, ciascuno perso nel suo mondo. Quando si ha culo, si chiacchera un po' e non ci si rompe le palle a vicenda.

Se c'è invece un Progetto condiviso, ognuno può essere funzionale agli altri per le sue conoscenze e si cresce assieme raccontandosi e facendo esperienze. C'è un abisso ENORME, con il cercare una stanza guardando negli annunci. Enorme.

 

Poi ovvio c'è da fare un grosso lavoro di selezione alla base ma ehi... ricordatevi in che forum siete. ;)

 

Modificato da poiuyto
^'V'^
Inviato

@Wayna

Ho provato ad essere morbido, accomodante, materno quasi.

Ho parlato di mammoni, di bambocci.

Ho parlato di mancanza di riti di passaggio al mondo maschile adulto.

Perché già dover usare il termine gregario con persone in delirio narcisistico da ranking di fighe scopate era difficile.

La parola che non ho detto, era coglioni.

Un coglione che va all'estero cosa diventa? 

Un coglione all'estero.

Ne vedo un bel po'.

Infatti ci prende per il culo mezzo mondo.

L'altro mezzo ci caga in casa e ci ordina di pulire.

Ora.

Se tu vuoi vedere una startup americana in un modello che non è un progetto di business, che non è un'azienda, che non suggerisce una comunione di intenti, punti di vista, credo, e che è solo una parte accessoria e facoltativa di EP, fallo pure.

Pensa che vedo una gonna rovesciata nel simbolo del WI FI.

Ma non posso assolutamente affermare che nel capitolo due arriveranno le delucidazioni che mancano.

Perché nulla nel chapter 1 parla di startup o simili.

Pertanto, io ho urgenza di sborrare se voglio smetterla di andare in fissa per il simbolino del WI FI.

E tu... Credo dovresti... Svuotare anche tu.

La metaforica tazza.

Perché da quel che ho letto sembra che tu abbia guardato al primo capitolo filtrandolo in base a idee che già avevi e soprattutto, cosa successa non solo a te, leggendo la locuzione "indipendenza economica/finanziaria dalla famiglia, stato, recinti" in senso americano.

Mentre non lo era.

Ossia, non significa indipendenza dal lavoro, fai lavorare i soldi per te, genera rendite passive milionarie o altre cose.

Significa anche fai l'operatore ecologico, lo spazzino, ma fallo da Uomo.

E imparare a gestirsi da adulti mentre si sta in famiglia è impossibile. Sia dal punto di vista della comprensione delle dinamiche reali della vita e dei mindset da adulto, sia dal punto di vista economico logistico.

 

Imparare a farlo per tentativi ed errori da soli contro tutto con una paga iniziale misera...

Forse ti rende più sgamato in qualche anno, certamente.

Un po' meno coglione.

Come chi va all'estero.

Ma l'estero che vuol dire?

L'estero dell'esperienza da cameriere a Londra e ritorno o da schiavo agricolo semestrale in Australia? 

O l'estero di una buona laurea che in Ita sarebbe sprecata?

Perché se parliamo dell'esperienza all'estero...

Non è che poi torni e sei autonomo.

Al massimo sai una lingua in più e hai imparato a far la spesa.

Ma sei punto e a capo.

A meno tu non voglia fare il cameriere a vita dove non parlano la tua lingua e dovendo dividere in tre l'affitto di un buco che costa più sterle al mese di quante ne prendi.

Se parliamo della super laurea...

Bene, ci sono posti all'estero dove pagano più che in Ita.

Significa comunque essere un bamboccio aviolanciato in un ambiente operativo ostile, che passa dalla tetta di mamma a quella dell'azienda.

Per milioni di anni i giovani maschi cacciatori sono stati iniziati alla caccia, alla costruzione e maneggio degli strumenti da caccia e da sopravvivenza, al modo completamente diverso di rapportarsi al mondo che ha un uomo, facendo loro sostituire ogni abitudine appresa dalla mamma o dai suoi insegnamenti.

Poche cose ti remano contro di più.

Poi... Bum.

Tutto sostituito dal servizio di leva che ti condiziona ad obbedire e alla fine ti rispedisce dalla mamma con un anno di debiti e mancati guadagni...

Poi tolto pure quello.

Non è mica colpa tua.

Non si tratta di identificare colpevoli.

Si tratta di vedere come fare.

Perché cosí non ci si salta fuori.

In una società sensata e a misura d'uomo, non mi permetterei mai di fare un corso su come andare fuori dai recinti come i predator.

Se gli alpha sono giusti e le regole di recinto sostengono il singolo, ben venga.

Ma oggi tutto ciò che riguarda il rapporto con le donne, coi soldi, con diritti e doveri, con la comprensione delle sinergie di potere, il rapporto con competitor e alleati, è quanto di più simile vi possa essere agli insegnamenti e ai ricatti emotivi di mamma, o di un maschipentito mammo, e quanto di più lontano vi possa essere da una gestione proficua della propria vita per un maschio.

L'ambiente operativo è cambiato.

Non è più l'epoca agricola.

Si può essere uomini in mille modi differenti.

Non è che i giovani cacciatori mentre imparano a bastare a se stessi (non si impara in un giorno) diventano tutti uguali o animati da simili scale di valori.

Nemmeno per sogno.

Ma sicuramente da una cosa diventano tutti diversi: i bambocci. 

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Massimo12
Inviato
5 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

@Wayna

Ho provato ad essere morbido, accomodante, materno quasi.

Ho parlato di mammoni, di bambocci.

Ho parlato di mancanza di riti di passaggio al mondo maschile adulto.

Perché già dover usare il termine gregario con persone in delirio narcisistico da ranking di fighe scopate era difficile.

La parola che non ho detto, era coglioni.

Un coglione che va all'estero cosa diventa? 

Un coglione all'estero.

Ne vedo un bel po'.

Infatti ci prende per il culo mezzo mondo.

L'altro mezzo ci caga in casa e ci ordina di pulire.

Ora.

Se tu vuoi vedere una startup americana in un modello che non è un progetto di business, che non è un'azienda, che non suggerisce una comunione di intenti, punti di vista, credo, e che è solo una parte accessoria e facoltativa di EP, fallo pure.

Pensa che vedo una gonna rovesciata nel simbolo del WI FI.

Ma non posso assolutamente affermare che nel capitolo due arriveranno le delucidazioni che mancano.

Perché nulla nel chapter 1 parla di startup o simili.

Pertanto, io ho urgenza di sborrare se voglio smetterla di andare in fissa per il simbolino del WI FI.

E tu... Credo dovresti... Svuotare anche tu.

La metaforica tazza.

Perché da quel che ho letto sembra che tu abbia guardato al primo capitolo filtrandolo in base a idee che già avevi e soprattutto, cosa successa non solo a te, leggendo la locuzione "indipendenza economica/finanziaria dalla famiglia, stato, recinti" in senso americano.

Mentre non lo era.

Ossia, non significa indipendenza dal lavoro, fai lavorare i soldi per te, genera rendite passive milionarie o altre cose.

Significa anche fai l'operatore ecologico, lo spazzino, ma fallo da Uomo.

E imparare a gestirsi da adulti mentre si sta in famiglia è impossibile. Sia dal punto di vista della comprensione delle dinamiche reali della vita e dei mindset da adulto, sia dal punto di vista economico logistico.

 

Imparare a farlo per tentativi ed errori da soli contro tutto con una paga iniziale misera...

Forse ti rende più sgamato in qualche anno, certamente.

Un po' meno coglione.

Come chi va all'estero.

Ma l'estero che vuol dire?

L'estero dell'esperienza da cameriere a Londra e ritorno o da schiavo agricolo semestrale in Australia? 

O l'estero di una buona laurea che in Ita sarebbe sprecata?

Perché se parliamo dell'esperienza all'estero...

Non è che poi torni e sei autonomo.

Al massimo sai una lingua in più e hai imparato a far la spesa.

Ma sei punto e a capo.

A meno tu non voglia fare il cameriere a vita dove non parlano la tua lingua e dovendo dividere in tre l'affitto di un buco che costa più sterle al mese di quante ne prendi.

Se parliamo della super laurea...

Bene, ci sono posti all'estero dove pagano più che in Ita.

Significa comunque essere un bamboccio aviolanciato in un ambiente operativo ostile, che passa dalla tetta di mamma a quella dell'azienda

Rispondo perché mi sento chiamato in causa visto che è la scelta che ho fatto. A un certo punto stare a casa con i miei con un lavoro da fame in Italia non era più un'opzione. Così un paio di anni fa me ne sono andato all'estero a lavorare in una multinazionale con un lavoro base ma che mi dà tutto ciò che è necessario per fare una vita dignitosa.

Quindi tutto bene? Aivia ci ricama su questa cosa? No, perché dalla mia esperienza questa scelta ti fa maturare molto e ti permette di vivere dignitosamente, ma non ti permette di prosperare. 

L'ambiente operativo estero è tendenzialmente più difficile da gestire e creare delle sinergie per prosperare con altri individui si rivela più complicato. Quindi fai sì il primo passo verso l'indipendenza ma poi ti trovi bloccato a fare i passi successivi nel tuo sviluppo economico, sociale e sessuale.

My 2 cents

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Inviato
8 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

@Wayna

Ho provato ad essere morbido, accomodante, materno quasi.

Ho parlato di mammoni, di bambocci.

Ho parlato di mancanza di riti di passaggio al mondo maschile adulto.

Perché già dover usare il termine gregario con persone in delirio narcisistico da ranking di fighe scopate era difficile.

La parola che non ho detto, era coglioni.

Un coglione che va all'estero cosa diventa? 

Un coglione all'estero.

Ne vedo un bel po'.

Infatti ci prende per il culo mezzo mondo.

L'altro mezzo ci caga in casa e ci ordina di pulire.

Ora.

Se tu vuoi vedere una startup americana in un modello che non è un progetto di business, che non è un'azienda, che non suggerisce una comunione di intenti, punti di vista, credo, e che è solo una parte accessoria e facoltativa di EP, fallo pure.

Pensa che vedo una gonna rovesciata nel simbolo del WI FI.

Ma non posso assolutamente affermare che nel capitolo due arriveranno le delucidazioni che mancano.

Perché nulla nel chapter 1 parla di startup o simili.

Pertanto, io ho urgenza di sborrare se voglio smetterla di andare in fissa per il simbolino del WI FI.

E tu... Credo dovresti... Svuotare anche tu.

La metaforica tazza.

Perché da quel che ho letto sembra che tu abbia guardato al primo capitolo filtrandolo in base a idee che già avevi e soprattutto, cosa successa non solo a te, leggendo la locuzione "indipendenza economica/finanziaria dalla famiglia, stato, recinti" in senso americano.

Mentre non lo era.

Ossia, non significa indipendenza dal lavoro, fai lavorare i soldi per te, genera rendite passive milionarie o altre cose.

Significa anche fai l'operatore ecologico, lo spazzino, ma fallo da Uomo.

E imparare a gestirsi da adulti mentre si sta in famiglia è impossibile. Sia dal punto di vista della comprensione delle dinamiche reali della vita e dei mindset da adulto, sia dal punto di vista economico logistico.

 

Imparare a farlo per tentativi ed errori da soli contro tutto con una paga iniziale misera...

Forse ti rende più sgamato in qualche anno, certamente.

Un po' meno coglione.

Come chi va all'estero.

Ma l'estero che vuol dire?

L'estero dell'esperienza da cameriere a Londra e ritorno o da schiavo agricolo semestrale in Australia? 

O l'estero di una buona laurea che in Ita sarebbe sprecata?

Perché se parliamo dell'esperienza all'estero...

Non è che poi torni e sei autonomo.

Al massimo sai una lingua in più e hai imparato a far la spesa.

Ma sei punto e a capo.

A meno tu non voglia fare il cameriere a vita dove non parlano la tua lingua e dovendo dividere in tre l'affitto di un buco che costa più sterle al mese di quante ne prendi.

Se parliamo della super laurea...

Bene, ci sono posti all'estero dove pagano più che in Ita.

Significa comunque essere un bamboccio aviolanciato in un ambiente operativo ostile, che passa dalla tetta di mamma a quella dell'azienda.

Per milioni di anni i giovani maschi cacciatori sono stati iniziati alla caccia, alla costruzione e maneggio degli strumenti da caccia e da sopravvivenza, al modo completamente diverso di rapportarsi al mondo che ha un uomo, facendo loro sostituire ogni abitudine appresa dalla mamma o dai suoi insegnamenti.

Poche cose ti remano contro di più.

Poi... Bum.

Tutto sostituito dal servizio di leva che ti condiziona ad obbedire e alla fine ti rispedisce dalla mamma con un anno di debiti e mancati guadagni...

Poi tolto pure quello.

Non è mica colpa tua.

Non si tratta di identificare colpevoli.

Si tratta di vedere come fare.

Perché cosí non ci si salta fuori.

In una società sensata e a misura d'uomo, non mi permetterei mai di fare un corso su come andare fuori dai recinti come i predator.

Se gli alpha sono giusti e le regole di recinto sostengono il singolo, ben venga.

Ma oggi tutto ciò che riguarda il rapporto con le donne, coi soldi, con diritti e doveri, con la comprensione delle sinergie di potere, il rapporto con competitor e alleati, è quanto di più simile vi possa essere agli insegnamenti e ai ricatti emotivi di mamma, o di un maschipentito mammo, e quanto di più lontano vi possa essere da una gestione proficua della propria vita per un maschio.

L'ambiente operativo è cambiato.

Non è più l'epoca agricola.

Si può essere uomini in mille modi differenti.

Non è che i giovani cacciatori mentre imparano a bastare a se stessi (non si impara in un giorno) diventano tutti uguali o animati da simili scale di valori.

Nemmeno per sogno.

Ma sicuramente da una cosa diventano tutti diversi: i bambocci. 

A volte chi va all'estero lo fa anche perché ne ha veramente abbastanza di una serie di situazioni e, si, accade pure che si passa da una gabbia ad un'altra, e se non va peggio per un pò sembra andare pure bene. Si sente la ventata d'aria fresca. Che è quello di cui avrei bisogno io. Tuttavia qualche perplessità ce l'ho.

Ne ho lette di tutti i colori.

Così come i startuppari che diffondono messaggi di indipendenza di qua e la basando tutto sulle loro particolari circostanze di successo che probabilmente non si ripeteranno di nuovo.

Quindi si, il rischio di diventare il mammone dell'azienda estera X pensando di aver svoltato è abbastanza probabile.

Tuttavia, quando hai delle skills e cerchi l'indipendenza, e in Italia vedi mandrie di vecchi (e di giovani anche) che continuano a parlare delle glorie di Roma e di quato siamo fighi per questo e quello, da aver perso pure punti sul turismo rispetto ad altri paesi, due pensierini sull'estero ce li fai. Soprattutto quanto anche qualche "banchetta" comincia a scricchiolare.

A meno da essre tanto mammone da avere un ampio materasso a sostenerti, ma ne sento sempre di meno che stanno così.

E' lecito vertere su quella scelta, anche se sai che potrebbe scottare.

Ed è per questo che ho acquistato EP, perché anche io vedo a livello sistemico quello che vedi tu, o per lo meno ne condivido degli aspetti, e sto provando a guardare a un'alternativa e, almeno in parte, spero che sia fattibile anche se ancora non so bene come :)

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Inviato
4 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Beh, estero per estero...

C'è stato un lungo periodo in cui braccia calabresi, campane, siciliane e sarde hanno preso il volo verso il Belgio, la Svizzera, la Germania, gli USA...

Poi questi paesi si sono resi conto che avevano chiesto braccia... Ma gli erano arrivati esseri umani.

Non fu facile.

Adesso ci si riempie la bocca di integrazione.

Ma gli italiani dovettero fare clan e lottare.

Lottare per ogni minimo diritto, per diventare interlocutori e rappresentati, per non essere ghettizzati.

Hanno ottenuto molto, e ora grazie a loro e alle loro rinunce un giovane ita può anche pensare di andare all'estero senza tribù d'appoggio.

Per tribù ita d'appoggio non mi riferisco a mafia o caporalato, ma alla comunità ita del posto che lotta per guadagnare possibilità e riconoscimento.

Così si è costruita una certa sensazione in patria sul fatto di "andare all'estero".

Solo... È una sensazione che da un lato deriva dall'esperienza industriale, famiglie che si sono salvate ed hanno prosperato andando a lavorare alla Bosh quando assumeva e pagava in marchi...

Dall'altro lato dall'amico con la super laurea che è andato in qualche posto lontanissimo da tutto e tutti perche assunto da una grossa azienda.

L'esperienza industriale non c'è più.

E la super laurea non è da tutti.

Oggi cosa fanno gli ita all'estero?

Gli è rimasta la sensazione di possibilità ereditata da chi è andato in fabbriche che oggi non ci sono più, allora si vendono la moto, si fanno prestare qualcosa e partono con idee strane come aprire un bar, buttarsi nella ristorazione non avendolo mai fatto, ecc.

Ne vedo otto su dieci lì da me che tornano con le ossa rotte.

Coi soldi della liquidazione finiti, o della casa della nonna che si erano venduti, o di un prestito.

Chi lo sa perché quando lavoro all'estero ce n'era gli italiani ci andavano a testa bassa, facendo clan per farcela e integrandosi meglio possibile (esempio genitori che non volevano sentir parlare italiano in casa). 

Mentre ora che l'epoca industriale è finita e lavoro non ce n'è...

Ci vanno da soli con qualche soldino a fare impresa in settori che nemmeno conoscono.

O a sperare di fare i camerieri. 

Esistono, dei lavori che in giro in una società marcia sarebbero un passe partout.

Questa società femminilizzata ti porta forzatamente a due scelte.

O scappi di casa e dalla follia materna con lavoretti stagionali e di bassa specializzazione per poi sperare tutta la vita in un gratta e vinci... O fai contenta mamma e diventi il ventesimo laureato in legge del tuo condominio o di altre materie umanistiche e inutili che alla mia età come studio per diletto sono una meraviglia, ma per costruire sono nulla.

Non esiste più la scelta maschile.

La scelta maschile significa manodopera altamente specializzata.

Ed è una cosa che si impara tra maschi.

Ci vuole il tempo di una laurea, ma mentre "studi" stai guadagnando.

E quando finalmente hai accesso al credito o una fetta di casa della nonna cosa fai? Apri un bar all'estero non avendo mai fatto un caffè?

No, apri un'azienda che fornisce quel servizio non più in proprio ma con dipendenti di livello.

Faccio l'esempio pratico delle Canarie.

Vedo tutti questi italiani che si lanciano a cercare lavoro che non c'è o ad aprire ristoranti che chiudono in pochi mesi.

E cosa servirebbe? 

Ci sono tantissimi muratori.

Durante il boom edilizio tutti quelli in lista di collocamento sono andati ad impilare mattoni o a portare sacchi di cemento.

E ci sono tantissimi giovani con due lauree.

Durante la crisi i loro genitori li hanno fatti imparare libri a memoria nella speranza che questo avesse a che fare con l'economia reale.

L'economia reale però ha una sola legge.

I soldi non nascono sugli alberi.

Li hanno le persone e non li vogliono dare a te.

Però le persone hanno anche problemi.

E più sei capace di risolverli, più ti daranno i loro soldi in cambio.

E tra tutti questi muratori multietnici e tutti questi laureati che sperano in un lavoro...

Cosa manca? 

Cristo non c'è nessuno sulle sette isole che sappia fare le ristrutturazioni.

Perché tirar su pile di mattoni è facile.

Faticoso, ma è manodopera non specializzata.

Il boom edilizio ha insegnato a migliaia di persone a tirar su mattoni.

Ma ora quelle case hanno crepe, cedimenti, impianti da rifare a norma, e non ci sono persone specializzate.

Ristrutturare richiede competenze molto superiori come muratore.

Ci sono alberghi disperati, i locali vanno lì con frattazzo e cazzuola a coprire con stucco, intonaco e speranze intere pareti in cedimento.

E gli altri hanno due lauree che usano per concorrere in mezzo milione per cento posti da ufficiale giudiziario e andare finalmente a fare pignoramenti invece che subirne.

Ora. Da me il problema più evidente ai miei occhi è quello della muratoria specializzata.

In altri posti possono essere altri i vuoti da colmare.

Ma questo tipo di società femminilizzata sta creando quel vuoto nei lavori tipici maschili, quelli dove devi risolvere problemi ed avere competenze pratiche complesse.

Il fatto...è che le persone è per questo che pagano.

A mio fratello si è rotto un pezzo monoblocco di un macchinario per la stampa del vetro.

Il manutentore, il solito ragazzo con tre mesi di contratto che viene dal tele marketing, gli ha spiegato quale fosse il pezzo da sostituire.

Un pezzo che costa 10k su un macchinario che lui ha preso usato e a rate per 13k.

Era disperato...

Quando un suo amico, specializzato in lavori elettrotecnici, gli ha chiesto di vedere il pezzo.

Lo ha aperto, ha trovato il difetto, ha dato un punto di saldatura e il pezzo era nuovo.

Venti minuti di lavoro.

Da maschio.

Non glieli dai 1000 euro per averne salvati 10k che non avevi nemmeno?

EP non tratta di business all'americana.

Le startup americane funzionano perché un imprenditore mette 500k a testa in dieci startup sapendo già che nove falliranno ma una farà 27 volte il capitale iniziale.

Quindi ci avrà comunque guadagnato.

Lui.

Non certo il ragazzo italiano che ha letto due info prodotti sulle startup e prende i 28 k della sua parte di casa della nonna credendo di farne un mestiere.

EP parla di essere Uomini.

Ossia costruire un mindset, anche in campo lavorativo, da uomo.

Il che non si sovrappone nemmeno in parte con la corsa al numero di lauree nella speranza che esse siano un passaporto per questa nuova grande mamma che è "il mondo del lavoro". 

 

E' un discorso interessante, soprattutto in una società femminizzata dove, come dici tu, abbiamo un figura pari femminile in ogni categoria di mestiere e di ruolo, o quasi.

Perfino nell'esercito.

La cosa divertente è che nel settore del turismo, dell'hospitality, e della medicina, che vanno forte e in cui ci sono masse di asiatici pronti a spendere belle somme, o comunque che lo saranno a breve, la donna si presta quasi meglio a fare il lavoro.

Che è normale perché è chiaro che vedrei meglio un'ostetrica, una massaggiatrice o una guida turistica cittadina in quel ruolo.

Oggi tutti a fare gli ingegneri, i designer e i programmatori, ma ormai è quasi manovalanza 2.0 che viene spinta nel mondo dei servizi che è un calderone in cui alla fine smanetti al pc per tirar fuori qualche progettone di natura digitale.

Quando, come dici tu, il maschio imparava a usare il coltello e da lì a fare tutta un'altra serie di cose, i ruoli erano ben distinti perché c'era una barriera di genere a regolarle, e le specializzazioni non si sovrapponevano.

C'era una manualità diversa, richiedeva una certa destrezza ed esperienza e venivi addestrato presto a svilupparla.

Oggi semplificando, nel calderone, la manualità base è smanetto meglio di te al pc a parità di settore, con un pizzico di creatività quando te lo fanno fare.

Il bello è che per arrivare lì devi avere queste benedette 2 lauree e ci vuole non poco tempo.

Anche se poi c'è chi sta molto peggio.

Però prima parlavi dello spazzino che comunque lo fa da Uomo...

Spero ci siano degli spunti chiave su questo argomento nei prossimi contenuti, soprattutto se pensiamo al fatto che come alternativa non si può più andare in giro a razziare benestanti con il coltello e l'arco alla Robin Hood 😝

^'V'^
Inviato
14 minuti fa, Wayna ha scritto:

E' un discorso interessante, soprattutto in una società femminizzata dove, come dici tu, abbiamo un figura pari femminile in ogni categoria di mestiere e di ruolo, o quasi.

Perfino nell'esercito.

La cosa divertente è che nel settore del turismo, dell'hospitality, e della medicina, che vanno forte e in cui ci sono masse di asiatici pronti a spendere belle somme, o comunque che lo saranno a breve, la donna si presta quasi meglio a fare il lavoro.

Che è normale perché è chiaro che vedrei meglio un'ostetrica, una massaggiatrice o una guida turistica cittadina in quel ruolo.

Oggi tutti a fare gli ingegneri, i designer e i programmatori, ma ormai è quasi manovalanza 2.0 che viene spinta nel mondo dei servizi che è un calderone in cui alla fine smanetti al pc per tirar fuori qualche progettone di natura digitale.

Quando, come dici tu, il maschio imparava a usare il coltello e da lì a fare tutta un'altra serie di cose, i ruoli erano ben distinti perché c'era una barriera di genere a regolarle, e le specializzazioni non si sovrapponevano.

C'era una manualità diversa, richiedeva una certa destrezza ed esperienza e venivi addestrato presto a svilupparla.

Oggi semplificando, nel calderone, la manualità base è smanetto meglio di te al pc a parità di settore, con un pizzico di creatività quando te lo fanno fare.

Il bello è che per arrivare lì devi avere queste benedette 2 lauree e ci vuole non poco tempo.

Anche se poi c'è chi sta molto peggio.

Però prima parlavi dello spazzino che comunque lo fa da Uomo...

Spero ci siano degli spunti chiave su questo argomento nei prossimi contenuti, soprattutto se pensiamo al fatto che come alternativa non si può più andare in giro a razziare benestanti con il coltello e l'arco alla Robin Hood 1f61d.png

Fare le cose da uomo non è uno sminuire il modo di farle da donna.

Non è contrapposto a donna, ma a bamboccio.

Ora vorrei fare un discorso complesso ma necessita di una grafica 3d per spiegarlo, per un cacciatore basterebbe un accenno perché misura lo spazio in tempo e viceversa.

Millenni di stanzialità hanno imposto sulla cultura una passiva sopportazione del tempo come transitante a linea su uno spazio fermo.

Questo ha portato con sé aberrazioni mentali da bambocci come "il posto fisso". 

Si può certamente fare lo spazzino come un bamboccio, o farlo come un uomo.

Ne parlerò in modo approfondito, non è che non voglia spoilerare, è che per tradurre il linguaggio da uomini in linguaggio compatibile con agricoltori mi serve usare disegni e sbracciare, mi capisco più facilmente con un cacciatore albanese senza sapere la lingua che parlando in italiano per tutti.

Per le donne è molto diverso.

Fu osservato che davanti alle due opzioni 

- avere un lavoro da 1500 euro che ti arrivano sempre nello stesso giorno del mese (18k annuali).

- avere un lavoro da 36 k all'anno che ti arrivano tutti in una volta ma non sai quando.

Le donne votavano in massa la prima opzione da 18 k all'anno ma puntuali tutti i mesi, dando una sensazione di sicurezza.

I maschi votavano in massa per guadagnare il doppio anche se non sapevano quando li avrebbero presi e avrebbero dovuto saperli gestire.

Ora.

Se avessero chiesto: rischieresti la salute per un farmaco pesante che ti faccia ringiovanire di cinque anni e venire un culo da favola?

La propensione al rischio si sarebbe invertita tra maschi e femmine.

Infatti i maschi con più soldi sono più amati e scopano di più e meglio, e lo stesso accade alle donne più belle.

Il punto non è se le donne siano o meno in grado di svolgere il lavoro di guida turistica o di spazzina come o meglio di un uomo.

Il succo è che farlo da uomo parte da un'architettura cerebrale diversa.

Le donne non sono uomini.

Gli uomini non sono donne.

Sebbene i sindacati rubino soldi per convincere le donne di essere uomini e gli uomini di dover lottare per il posto fisso.

Facciano quel che gli pare coi bambocci.

Ma nessun cacciatore adulto li ascolterebbe.

E non certo perché non valuta e non apprezza il contributo prezioso delle donne.

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