Kain [Partecipante] 1305 Inviato 27 Febbraio 2017 Inviato 27 Febbraio 2017 13 ore fa, Percival ha scritto: A farle capire coi gesti e con le parole che siamo "una squadra". "Vediamoci, e stiamo solo io e te, nient'altro attorno che ci disturbi. Nessun pensiero." Perdonami, @Percival , ma secondo me questo non c'entra niente con "fare squadra". Anzi. E' l'emblema dell'egoismo che si manifesta sotto forma di controllo personale e ambientale. Una proposta del genere è come mettere il paraocchi ad un cavallo e costringerlo a guardare solo in una direzione. Fare squadra vuol dire fare un passo indietro. Dare priorità alla relazione. NON a quello che lei prova per te. Per lo meno sul momento. Concordo che ci sia un "punto di non ritorno". Il problema, secondo me, è che molte volte è un punto di non ritorno perche' non pensiamo a quello che stiamo facendo, eseguendo il lavoro e l'impegno necessario per cambiarlo, in nome della relazione. Continuiamo a fare quello che stavamo facendo. Solo piu' intensamente. Come un urlo di disperazione che recita: "Ti pergo. Guardami. Amami" Fare squadra non è un inizio. E' un raggiungimento. Un obiettivo. Che è perseguibile quando ognuno dei due vuole e decide di fare gioco di squadra. Non lo puoi proporre a parole all'inizio. Ed inizia sempre con quel famoso passo indietro che ti permette di analizzare il problema e cercare per lo meno di risolverlo. Perche' la persona perfetta non esiste. L'altra metà della mela è fantasia. L'unico vero lavoro che puoi fare, secondo il mio modestissimo e umile parere, è imparare ad intervenire su quello che ritieni importante. Perche' la bellezza o meno di una relazione la fa il lavoro che ci mettete dietro nella sua costruzione e nel suo percorso. Non le botte chimiche random che possono piu' o meno frequentemente capitare. Altrimenti ti aspetta una vita da saltimbanco. Di relazioni che si spengono. Di matrimoni che finiscono. Non parlo di darsi colpe. Ma di prendersi responsabilità. Febb, gold86 e OuterSpace ha reagito a questo 3
Percival [Élite] 5246 Inviato 27 Febbraio 2017 Inviato 27 Febbraio 2017 58 minuti fa, Kain ha scritto: Perdonami, @Percival , ma secondo me questo non c'entra niente con "fare squadra". Anzi. E' l'emblema dell'egoismo che si manifesta sotto forma di controllo personale e ambientale. Una proposta del genere è come mettere il paraocchi ad un cavallo e costringerlo a guardare solo in una direzione. Fare squadra vuol dire fare un passo indietro. Dare priorità alla relazione. NON a quello che lei prova per te. Per lo meno sul momento. Concordo che ci sia un "punto di non ritorno". Il problema, secondo me, è che molte volte è un punto di non ritorno perche' non pensiamo a quello che stiamo facendo, eseguendo il lavoro e l'impegno necessario per cambiarlo, in nome della relazione. Continuiamo a fare quello che stavamo facendo. Solo piu' intensamente. Come un urlo di disperazione che recita: "Ti pergo. Guardami. Amami" Fare squadra non è un inizio. E' un raggiungimento. Un obiettivo. Che è perseguibile quando ognuno dei due vuole e decide di fare gioco di squadra. Non lo puoi proporre a parole all'inizio. Ed inizia sempre con quel famoso passo indietro che ti permette di analizzare il problema e cercare per lo meno di risolverlo. Perche' la persona perfetta non esiste. L'altra metà della mela è fantasia. L'unico vero lavoro che puoi fare, secondo il mio modestissimo e umile parere, è imparare ad intervenire su quello che ritieni importante. Perche' la bellezza o meno di una relazione la fa il lavoro che ci mettete dietro nella sua costruzione e nel suo percorso. Non le botte chimiche random che possono piu' o meno frequentemente capitare. Altrimenti ti aspetta una vita da saltimbanco. Di relazioni che si spengono. Di matrimoni che finiscono. Non parlo di darsi colpe. Ma di prendersi responsabilità. Kain, la pensiamo allo stesso modo. Non a caso, le volte che ritornano, sono solo quelle in cui lasci loro lo spazio per decidere in solitudine cosa vogliono. Tralasciando le motivazioni dietro a tutto ciò.. La mia riflessione verteva sull'inutilità pratica del cercare di risolvere a parole. In quei casi non funziona. Maschi e femmine hanno una diversa architettura del cervello, e dunque ciò che serve a noi uomini per "chiarire" (un ragionamento logico), non è ciò che serve a una ragazza. La squadra.. La squadra non esiste. In una relazione due egoismi si incontrano, e tentano di creare uno spazio di piacere condiviso. Onestamente Kain, ad oggi, non credo più neanche alla parola "costruire", nell'accezione comune del termine. Si costruisce per appagare noi stessi. Si ricerca nell'altra persona il piacere. Per chi? Per noi stessi. Fondamentalmente, stiamo dicendo la stessa cosa. -Alex- ha reagito a questo 1
Kain [Partecipante] 1305 Inviato 27 Febbraio 2017 Inviato 27 Febbraio 2017 3 minuti fa, Percival ha scritto: Kain, la pensiamo allo stesso modo. Non a caso, le volte che ritornano, sono solo quelle in cui lasci loro lo spazio per decidere in solitudine cosa vogliono. Tralasciando le motivazioni dietro a tutto ciò.. La mia riflessione verteva sull'inutilità pratica del cercare di risolvere a parole. In quei casi non funziona. Maschi e femmine hanno una diversa architettura del cervello, e dunque ciò che serve a noi uomini per "chiarire" (un ragionamento logico), non è ciò che serve a una ragazza. La squadra.. La squadra non esiste. In una relazione due egoismi si incontrano, e tentano di creare uno spazio di piacere condiviso. Onestamente Kain, ad oggi, non credo più neanche alla parola "costruire", nell'accezione comune del termine. Si costruisce per appagare noi stessi. Si ricerca nell'altra persona il piacere. Per chi? Per noi stessi. Fondamentalmente, stiamo dicendo la stessa cosa. Sono perfettamente d'accordo. Sul primo punto se ne è anche discusso recentemente in un altro topic. Non è un discorso di parole. E' un discorso di comunicazione. Parlare è una forma (a volte inefficace) di comunicazione. Stare zitti è un'altra forma. Restare per imporre la presenza è una forma. Andare per lasciare spazio è un'altra. Comunichi. Con un obiettivo. Ti interessa quello. Per il secondo punto ... Si e no. Nel senso ... Siamo tutti alla ricerca del piacere personale. Ma anche dare piacere a qualcun altro rientra nel nostro "piacere personale". Posso perseguire l'esclusiva ricerca del mio piacere calpestando con indifferenza il piacere di qualcun altro ... Oppure posso rimandare l'esclusiva ricerca del mio piacere, lasciando uno spazio comune dove nuove forme di piacere nascono e si alimentano grazie allo stimolo di un'altra persona. Che è in grado di provare pure lei nuove forme di piacere, facendo la stessa cosa nei miei confronti. Ecco che il significato di "costruire" si dissocia dall immagine evocata di "aggiungere mattoni su mattoni". E per gran parte della sua esistenza prende il semplice ma altrettanto impegnativo significato di "lasciare spazio". Costruisci uno spazio comune. Condiviso. C'è il piacere personale. Individuale. E c'è il piacere nella condivisione del piacere stesso. Secondo me.
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