Questo è un messaggio popolare. Gerard [Banned] 1305 Inviato 22 Maggio 2017 Questo è un messaggio popolare. Inviato 22 Maggio 2017 Ho vissuto un'adolescenza passata tra versioni di latino, delusioni amorose, emarginazione, bullizzazione e amici beta quasi quanto me. I professori pretendevano tanto e non regalavano nulla, e prima delle ore 20-21 non si finiva mai di fare i compiti (la scuola degli anni '90 era molto diversa da quella di oggi...) I miei coetanei già a 14 anni iniziavano a dare i primi baci e a uscire mano nella mano con le ragazze, mentre io stavo alla finestra a guardare. Non riuscivo nemmeno a socializzare in quanto il mio carattere timido e introverso mi rendeva un target facile per i galletti della classe che non facevano altro che deridermi quotidianamente. E le mie compagne non erano da meno. Successe poi che a 16-17anni commisi l'errore madornale di invaghirmi di una ragazza un paio di anni più piccola, che frequentava la mia stessa scuola e che non ne voleva sapere nulla di me (lei, ovviamente, concedeva le sue attenzioni a uno che sembrava il sosia di Ricky Martin). Fu la classica cotta adolescenziale, ma fu anche una delle più grandi umiliazioni della mia vita. Due anni orrendi. Divenni lo zimbello di lei e di tutte le sue amiche. Se ci ripenso oggi non so se ridere per la mole di stupidaggini dette e fatte, o piangere per la cocente delusione subita. Nel frattempo mi ero fatto qualche amico al di fuori della mia classe (con i miei compagni di classe ho sempre avuto un rapporto pessimo, ero un emarginato totale), ma le ragazze nella nostra comitiva scarseggiavano. Anzi, vi anticipo fin da ora che nella mia vita non ho MAI avuto una comitiva, intesa come gruppo coeso e duraturo nel tempo formato da ragazzi e ragazze. E questo, naturalmente, ha condizionato in negativo ogni aspetto della mia vita, specie il lato sentimentale e sessuale. Con queste premesse, che rappresentavano il trampolino di lancio ideale per ciò che sarei diventato in seguito, giunsi all'ultimo anno di liceo con una voglia di riscatto che mi divorava dall'interno. Tanta rabbia in corpo, tanta voglia di allontanarmi da quell'ambiente. Non vedevo l'ora di completare l'ultimo anno, diplomarmi, scappare da lì e iniziare una nuova vita. Mi convinsi (ingenuamente) che all'università, in città, in mezzo a facce nuove, dove la mia reputazione non era stata totalmente sputtanata, sarei stato un'altra persona e che finalmente avrei conosciuto anche io l'amore che mi era stato fino ad allora negato. Ma non potevo immaginare che quello che avevo vissuto fino ad allora, sarebbe stato solo un piccolo assaggio di quel che mi attendeva negli anni a venire. E così a 19 anni giunsi in città, dividendo una casa con altri studenti come me. Nelle prime settimane di università conobbi una ragazza che passava buona parte del suo tempo in mia compagnia. Durante le pause, quando si rientrava a casa da lezione, stava sempre con me e parlavamo un po' di tutto, convidendo caffè e sigarette. Avevamo stretto amicizia. Non immaginate quanto intensamente ho fantasticato, durante quei mesi, di ricevere da lei abbracci, baci e passeggiate romantiche. Tutti quegli abbracci e quei baci che mi erano stati malamente negati nell'adolescenza. In un paio di occasioni arrivai anche a sognarla di notte. Pensai che fosse l'occasione buona per tentare un approccio, che misi in pratica solo quando seppi della rottura col suo ragazzo del paese. Così una mattina, mentre eravamo in facoltà, la invitai a uscire insieme di sera. Il mio primo invito in assoluto, che ovviamente si risolse con un nulla di fatto ("Ho promesso a Carla che stasera studiamo insieme") e mi valse anche un sms (proveniente da un numero che non conoscevo) dai toni altamente offensivi e minacciosi, come se mi stesse scrivendo il suo ex-fidanzato, e ricevuto l'indomani del mio invito. Restai per molto tempo col dubbio che potesse essere lei, e non sapevo come comportarmi. Il mio cervello andò in tilt all'idea che l'unica ragazza che aveva mostrato un certo interesse nei miei confronti, che spontaneamente passava del tempo con me, sotto sotto potesse essere una gran carogna. Scoprii solo a distanza di mesi che avevo ragione, e che il numero apparteneva ad una nostra collega con cui lei aveva stretto amicizia. Avevo riposto ogni mia speranza su di lei, e tutto crollò in attimo come un bellissimo, quanto fragile, castello di carte. Già avete capito bene: mi ha apostrofato pesantemente e minacciato solo perchè avevo "osato" invitarla educatamente a uscire con me. Vi risparmio tutti i dettagli della vicenda, ma l'epilogo fu amarissimo, con lei che volle infliggermi una sorta di umiliazione pubblica di fronte ad altri colleghi-e. Mi fece mandare a chiamare da un collega di corso, e, badate bene, non scelse un tizio a caso, ma il più alto e muscoloso del corso, quello che mi avrebbe dovuto incutere più timore. Un armadio alto 1.90m che mi guardò col suo sguardo da macho-man sotto steroidi, e mi disse "Ehi Gerard, le ragazze ti vogliono parlare", e indicò il gruppetto con lei presente. Compresi al volo quello che mi aspettava: una sonora ramanzina mista ad insulti e improperi di ogni genere perchè avevo smascherato il suo infantile e offensivo giochetto telefonico, così feci finta di nulla e mi allontanai rapidamente. E fu così che presi la mia seconda cocente delusione nell'arco di nemmeno 12 mesi. Entrambe ricevute nel peggiore dei modi. E la mia autostima era in picchiata. Purtroppo storie del genere fanno male, ti segnano nel profondo, mandano in tilt il tuo cervello, ti fanno perdere i punti di riferimento perchè non capisci cosa hai fatto di male per meritare un simile trattamento. Trattamento che si andava a sommare alle umiliazioni ricevute neanche 1 anno prima nel mio paese d'origine da una ragazza totalmente diversa e che non aveva nulla a che spartire con lei. Oltre 10 anni dopo compresi, una volta accettata la mia natura di maschio beta "assoluto", che non si trattava di sfiga o di coincidenze, ma di un modo ben preciso che ha escogitato Madre Natura per difendersi dalla propagazione di quei caratteri "beta" che peggiorerebbero la specie anzichè migliorarla. Dopo quell'episodio, decisi che negli anni a venire non avrei più tentato alcun genere di approccio sentimentale o che potesse dare adito a fraintendimenti con una mia collega di università. Non volevo rischiare di nuovo di dover avere ogni giorno tra i piedi un'arpia falsa fino al midollo che mi scaccia come un lebbroso, o di coinvolgere nei miei problemi sentimentali persone che non c'entrano nulla. E così fu. Rapporti cordiali con tutte, amichevoli, ma nulla di più. Alzai un muro intorno a me che però, neanche a dirlo, nessun'altra mia collega provò ad abbattere. Negli anni a seguire conobbi alcune colleghe (alcune anche molto carine) che mi interessavano, ma rimasi coerente con la mia promessa. La delusione, la tristezza, la vergogna, l'umiliazione, erano ancora vive in me, e le respiravo ogni giorno che mettevo piede in quelle aule. E così, dopo appena 1 anno di vita universitaria e dopo i miei scoppiettanti propositi di liceale deluso che si affaccia speranzoso al mondo accademico, misi una pietra tombale sopra le mie possibilità di far conquiste tra le aule universitarie. Lezioni, esami, gruppi di studio e nulla di più. Capisco che leggere una vicenda simile, per chi si passa in serie tutte le sue colleghe di facoltà, può sembrare fantascienza, ma è la testimonianza di una realtà che molti ignorano o addirittuna negano. Una realtà fatta di incompresioni, solitudine, amarezza, rifiuti più o meno plateali e più o meno pieni di cattiveria. Se la mia vita sentimentale era un disastro, quella sociale non decollava nemmeno, anche perché avendo già accumulato un discreto gap a livello di esperienze di vita, non sapevo mai di cosa parlare in presenza dei miei colleghi, eccezion fatta dei libri. Ascoltavo per lo più, ogni tanto intervenivo, dicevo la mia, ma non avevo mai nulla di sensazionale di cui renderli partecipi. Avevo 19-20 anni, ma ero allo stesso livello di un bambino di 8 anni che va a scuola, torna a casa, fa i compiti, va a letto, la mamma gli rimbocca le coperte e fine. Mi mancavano già allora anni di vita, vita non vissuta, vita scoppiettante e intensa che vedevo scorrere intorno a me, ma di cui non riuscivo a essere protagonista. Era come se io vivessi in un mondo parallelo che non aveva punti di contatto con quello reale, un mondo che già allora era a tinte fosche, come la campagna inglese durante quelle nebbiose giornate d'autunno. Un mondo fatto di solitudine, tanti sforzi per stare al passo con gli esami, qualche amico sfigato come me, e nient'altro. Già in quel periodo caddi in uno dei tipici errori di molti beta, ovvero imitare goffamente gli alfa. Pensavo di rendermi simpatico, estroverso, popolare, far ridere la gente, diventare il leader del gruppo, ma mi mancava tutta la sicurezza, la spigliatezza, il bagaglio di esperienze di vita necessario e tutte quelle altre qualità che sono solo appannaggio degli alfa, finendo, naturalmente, per apparire ridicolo e fuori luogo. Questo mio tratto divenne ancor più esasperato durante la mia esperienza da aspirante seduttore seriale: toccai delle vette di ridicolaggine EPICHE! Al paese iniziai a frequentare per qualche tempo un gruppetto misto fatto di ragazzi e ragazze. Le persone cambiarono, ma il risultato fu identico. Loro si accoppiavano, a volte scambiandosi la stessa ragazza a distanza di pochi mesi, e io stavo a guardare. Al massimo scambiavo qualche battuta con queste ragazze, ma la cosa finiva là. Non riuscivo a suscitare alcun interesse nel gentil sesso. Gli IOI, come direbbe Style, stavano a zero. Purtroppo non immaginavo minimamente dove fosse il problema, così continuai imperterrito a cercare di uscire dalla mia condizione di beta sfigato ed entrare pure io in quel mondo fatto di amore, baci, sesso da cui ero rimasto escluso. Tentai delle vie alternative. Avendo un telefonino (un vecchio Motorola GSM grosso come un citofono), pensai di poter allacciare rapporti con qualche ragazza che conoscevo di vista, a suon di squilli ed SMS. Qualcuna, che inizialmente mi scriveva regolarmente e mi dava corda, scompariva appena dichiarata la mia identità. Qualcun'altra, dopo mesi passati dietro lo schermo e dopo un primo incontro conoscitivo, mi scrisse "Mi dispiace, ma io non riesco a vederti nello stesso modo in cui mi vedi tu" (la mia prima friendzone). Arrivai così a 20 anni con il seguente, e tutt'altro che invidiabile, curriculum sentimentale: - 2 rifiuti secchi con tanto di pubblico sputtanamento di fronte ad amiche e/o colleghe - 3 o 4 rifiuti altrettanto secchi rimediati tramite SMS, con conseguente dileguamento di lei appena rivelata la mia identità - 1 friendzone clamorosa - una decina di ragazze che conoscevo di vista e che mi avevano presentato i miei amici, ma che mi consideravano al pari di un mobile o di un oggetto di arredamento - zero baci all'attivo (ovviamente!) - totalmente vergine (ma che ve lo dico a fare?!) - milioni di lacrime versate - infiniti pomeriggi passati in solitudine in cui iniziavo a pensare che non avrei mai trovato una donna e sarei morto in totale solitudine (vedendo la cosa a distanza di anni, non ci andai poi così lontano...) Un curriculum che, messo a paragone con quello di molti adolescenti odierni che fanno le orge a 15 anni e arrivano a 20 con una trentina di ragazze diverse nel loro palmares, fa ridere i polli. I miei coinquilini, che cambiavano con frequenza annuale, avevano quasi tutti una fidanzata fissa che li andava a trovare regolarmente, e in certi casi si fermava da loro a dormire. Non immaginate con che occhi e che stato d'animo guardavo quelle scene di felicità, felicità di cui io potevo essere solo mero spettatore. Lei che gli prepara il pranzo, loro che mangiano mano nella mano, lui che lava i piatti, entrambi che si appartano in stanza lanciandosi in effusioni che non potevo osservare nè sentire, ma solo immaginare. Il mio carattere inevitabilmente cambiò. Divenni triste, chiuso, vedevo il mio futuro nero come la pece, desideroso di una felicità che sembrava possibile per tutti (pure per i più imbecilli), tranne che per me. Non capivo cosa non andasse in me, cosa avessi di sbagliato. Mi chiedevo sempre "Perché loro si, e io no?" Compii 21 anni, mi feci un bell'esame di coscienza e mi accorsi che in quel mondo fatto di amori, mazzi di rose, passeggiate mano nella mano, tradimenti, gelosie, ritorni di fiamma, io non avevo alcun ruolo. Ero solo una comparsa, o, ancora peggio, un pezzo della scenografia. "Ma se io andassi a letto con una tizia a caso - pensai - chi sarebbe gelosa? Chi si arrabbierebbe? Chi soffrirebbe per me?" Fu così che un bel giorno, totalmente solo, vergine, incompreso e rifiutato da qualsiasi donna nel raggio di 200Km, presi un quotidiano locale e andai nella sezione "Annunci Personali", alla ricerca di una prostituta (all'epoca si chiamavano ancora così, non "escort"). Persi così la mia verginità con una bellissima ragazza spagnola, alta circa 1.75, bionda, formosa, dalla pelle bianca come il latte, che mi accolse con una lunga sottoveste nera e i tacchi a spillo. Pensavo di liberarmi di un peso, quello della mia verginità, e di poter avere mezz'oretta di felicità con una "fidanzata" a pagamento in cambio di 200.000 lire del vecchio conio. Ma non fu nulla di speciale per entrambi. Io tornai a casa col mio consueto senso di solitudine e frustrazione (da una professionista non potevo aspettarmi "amore" nel vero senso della parola). Lei invece, durante i miei affondi, annoiata, si rigirava gli anelli che aveva nelle mani, e, forse, pensava a cosa cucinarsi per cena. Compresi solo anni più tardi il ruolo fondamentale (e corretto) che il sesso a pagamento ha nella vita di un beta, un beta assoluto come me. Proprio in quegli anni iniziarono anche a manifestarsi in tutta la loro gravità i segni di una calvizie che mi portò già a 20 anni ad avere un bel buco al centro della fronte, e negli anni seguenti a stempiarmi lentamente ma inesorabilmente, con conseguente arretramento della mia hairline (-> fronte alta, che poi divennne altissima!) Era come se il mio corpo mi stesse dicendo a chiare lettere che nelle mie cellule c'era qualcosa che non andava, che avevo avuto la sfortuna di ereditare dai miei genitori dei tratti di DNA "marcio". Andai da un dermatologo che mi prescrisse una lozione e delle pillole con effetti collaterali, agli occhi dei miei genitori, piuttosto pesanti. Mi lasciai convincere, non diedi particolarmente peso al problema come fanno tanti altri uomini, e continuai la mia vita come se nulla fosse. Ero arrivato pure a pensare che la caduta fosse provocata dalla forfora che soffocava i bulbi piliferi, e che eliminata la forfora la caduta si sarebbe interrotta spontaneamente. Pensate che coglione che ero!! E così, stupidamente, lasciai che quei tratti di DNA di scarto, di serie B, facessero ciò per cui erano stati programmati, andando a peggiorare un quadro generale che non era affatto roseo, ma di cui ancora non avevo alcuna consapevolezza. Compresi solo a 26-27 anni che non era un problema di forfora, e compresi pure quale fosse il ruolo dell'eredità genetica nel determinare questo pesante inestetismo (e non solo questo....) Un bel giorno però a lezione, ebbi una di quelle visioni che ti illuminano, che ti fanno accendere una lampadina, che ti fanno pensare (erroneamente) di cambiare in meglio la tua vita ponendoti nuovi obiettivi. Vidi due miei colleghi, Alex e Marco, che parlavano con le 2 ragazze più carine del corso (due HB 7.5). Alex e Marco o erano due ragazzi piuttosto piacenti, alti, spalle larghe, ben fisicati, dal sorriso magnetico, con buonissimi voti e che giravano in moto. Le mie 2 colleghe, che avevano una tresca amorosa con loro (e che zoccoleggiavano alla grande anche fuori dall'ambiente universitario arrivando a scambiarsi tra loro i rispettivi fidanzati), pendevano dalle loro labbra come se stessero avendo una visione della Madonna o di San Pietro. E poi c'ero io, alto, snello, ma con la prestanza fisica di un mangiatore di merendine. Non avevo un muscolo. Ero un appendipanni che camminava. Pensai così di stravolgere la mia vita sentimentale diventando pure io un bel fusto muscoloso come loro. L'altezza, d'altronde, mi aiutava. Per la seconda volta, caddi nel processo di imitazione degli alfa (mai imitarli se siete dei beta, mai!!). Passai i seguenti 3 anni (22-25 anni) sfondandomi di squat, leg-press, croci ai cavi, rematore, e qualsiasi altro macchinario possibile, arrivando anche a sviluppare la forza necessaria per fare le trazioni alla sbarra. Anni passati tra montagne di carne, proteine in polvere, WHEY, BCAA e qualsiasi altro espediente utile a metter su muscoli (purchè legale e non dannoso!). Mi asciugai un pochino e poi iniziai a fare massa muscolare in maniera piuttosto seria e mirata, ma i risultati sperati in campo sentimentale non arrivarono comunque. Anzi, le sconfitte furono ancora più numerose in quanto, essendomi fatto un discreto fisico da spiaggia, pensai di poter piacere di più e quindi iniziai a provarci più spesso del solito, anche con ragazze che palesemente non manifestavano alcun interesse nei miei confronti, rimediando i classici "Non sei il mio tipo", "Sei solo un buon amico" e tutte quelle frasi di circostanza che dicono in questi casi le ragazze. Mi iscrissi nella stessa palestra in cui andava un mio amico, pure lui un beta sfigato, che ebbe, neanche a dirlo, i miei medesimi risultati negativi nonostante gli sforzi compiuti. Lui, per di più, rimase totalmente pelato a soli 21 anni, una perfetta palla da biliardo. Vi lascio immaginare che enorme successo riscosse con le donne in quegli anni... (è tutt'ora single e vergine). Ad ogni modo, io tenevo duro, pensando che dovevo andare ancora avanti, che dovevo spingere di più, che dovevo essere più grosso o solo più definito, e poi allora sarei stato pure io degno di attenzioni da parte delle donne. Tuttavia, già allora, alcune coppie che vedevo in giro facevano vacillare questa mia forte convinzione. Il punto di saturazione lo raggiunsi quando vidi l'ultimo arrivato in palestra, un tizio con le gambe grosse come due stuzzicadenti, salutare la sua fidanzata HB8 ed entrare a fare i suoi soliti esercizietti con manubri da 5Kg. Solo allora capii che non avrei risolto i miei problemi con le donne a suon di stacchi da terra e bilanceri da 100Kg sollevati sulla panca pianca. Quel giorno rappresentò un punto di svolta per me. Mi guardai nella parete piena di specchi che avevo di fronte e pensai: "Sei un coglione Gerard, guarda là: l'ultimo arrivato riesce ad avere con estrema facilità qualcosa per cui tu lotti invano da quando andavi alle superiori. Qualcosa per cui tu sputi lacrime e sangue da 3 anni a questa parte, e che l'universo femminile si rifiuta tutt'ora di concederti, e che lui ha ottenuto senza nemmeno sapere cos'è l'indice glicemico o come si esegue correttamente uno squat" Mollai definitivamente la palestra, le proteine in polvere, i BCAA e tutto quanto. Mollai tutto. Rinunciai pure ai 15 giorni restanti di abbonamento mensile. Non misi mai più piede lì dentro. Da alora mi dedicai, e mi dedico tutt'ora, ad altri sport e attività all'aperto più emozionanti e da poter svolgere anche in gruppo (bici, corsa, moto). Quindi, se vivete le difficoltà che vivevo io all'epoca, mi permetto di darvi il mio modesto consiglio: fate sport, ma senza cadere negli eccessi in cui caddi io. Tenetevi in forma, né obesi da far schifo, né scheletrici come i deportati nei lager nazisti. Questo è più che sufficiente. Ma se siete già in forma e con un fisico atletico, e nonostante questo i problemi sentimentali permangono, non pensate che con 2.5cm in più sui bicipiti, o scendendo da BF14% a BF12%, la vostra vita sessuale cambierà da così a così e diventerete automaticamente degli slayer (termine a me ignoto a quei tempi). Non commettete i miei stessi errori! Cambiate strategia!! Non è lì che dovete lavorare. Maturai anche la consapevolezza che, non avendo mai avuto una donna, avevo delle lacune enormi a livello comunicativo, sociale, esperienziale, che dovevo in qualche modo colmare. Che i miei coetanei sapevano come parlare con una ragazza, come rendersi interessanti ai suoi occhi e farla sorridere, come gestire un rapporto di coppia, mentre io non riuscivo nemmeno a trovare più il coraggio di dire a una ragazza "Ti piacerebbe uscire con me?" (i 2dipicche in serie fanno male alla nostra psiche, molto male...). Negli anni a seguire sviluppai sempre più questa consapevolezza, fino a mettermi nelle mani di Style, Mistery Method, e di alcuni PUA italiani che si ispiravano a quei libri, e cacciandomi in situazioni, sia da solo che in compagnia, che mai avrei pensato di poter affrontare. Durante i miei 3 anni da "bodybuilder", iniziai pure a frequentare numerose chat e siti di incontri online, dove riuscii, dopo molti sforzi e migliaia di ore spese dietro monitor e tastiera, a raccattare le briciole (solo le briciole!) di ciò che altri uomini ottenevano allo schioccar di dita, ma di tutto questo vi parlerò con calma un'altro giorno. Credo di aver scritto abbastanza per oggi, forse anche troppo, anzi mi scuso per la lungaggine del mio post. Perdonatemi, ma sono abbastanza stanco, dopo una lunga giornata di lavoro. Insomma, questa, a grandi linee, è stata la mia gioventù nella fase 14-25 anni. Anni in cui sono stato a contatto con dinamiche sociali che osservavo e non comprendevo, con qualcosa che era sotto i miei occhi ma di cui non riuscivo a far parte. Anni che per molti sono i migliori, ma che io ho passato da semplice spettatore. Anni in cui sono rimasto parcheggiato ai pit stop, mentre altri correvano all'impazzata. Anni in cui ho faticato a testa bassa e nell'ombra, senza ottenere nulla di particolare in cambio. Anni che mi sono visto sfuggire tra le mani senza poter far nulla. Intimidator305, Giuseppeaerox, AlessioC e 9 altri ha reagito a questo 12
Druid [Partecipante] 8735 Inviato 22 Maggio 2017 Inviato 22 Maggio 2017 Il primo pezzo è carino.. Nei prossimi giorni leggerò il resto.. Sono arrivato al @vikingo di 1.90 che ti ha detto che le ragazze ti volevano parlare... Se @Zupper mi volesse fare un riassunto, dato che nel racconto ci sono 2 @vikinghi... Apollodoro ha reagito a questo 1
gelsomino [Partecipante] 7733 Inviato 22 Maggio 2017 Inviato 22 Maggio 2017 Ho letto, in maniera veloce... lo scritto era abbastanza prevedibile... scorrevole...e ho fatto due o tre considerazioni.. ti ho fatto pure un mezzo profilo.... ti dico solo due tre cose .... la prima... attribuisci troppo valore assoluto all'esperienza....ovvero lasci il dolce e prendi la merda non sei un cane...... se ragioni cosi' sei morto o forse solo in putrefazione la seconda...... la seconda e' importantissima... la ragazza quella che ti fa chiamare dall'amica col cell....che raggionamento contorto.... dovresti pensare adesso a lei.... solo nell'ottica......" ma che tecnica ha di fare le pompe?!?"........ perchè e' una bimbominchia ... ....quasi tutto il dolore che ti hanno fatto provare.... glielo hai permesso tu!! mi spiace dirlo ma colpa tua.... ganimede, Apollodoro, Clock e 2 altri ha reagito a questo 5
Apollodoro [Lurker] 906 Inviato 23 Maggio 2017 Inviato 23 Maggio 2017 (modificato) "La gioventù mai vissuta" è un ossimoro. Quello che non hai vissuto prima lo puoi vivere pure a ottanta anni. Certo non è la stessa cosa. Ma non puoi vivere "a periodi". Modificato 23 Maggio 2017 da Apollodoro AlessioC ha reagito a questo 1
Gerard [Banned] 1305 Inviato 23 Maggio 2017 Autore Inviato 23 Maggio 2017 10 ore fa, gelsomino ha scritto: Ho letto, in maniera veloce... lo scritto era abbastanza prevedibile... scorrevole...e ho fatto due o tre considerazioni.. ti ho fatto pure un mezzo profilo.... ti dico solo due tre cose .... la prima... attribuisci troppo valore assoluto all'esperienza....ovvero lasci il dolce e prendi la merda non sei un cane...... se ragioni cosi' sei morto o forse solo in putrefazione la seconda...... la seconda e' importantissima... la ragazza quella che ti fa chiamare dall'amica col cell....che raggionamento contorto.... dovresti pensare adesso a lei.... solo nell'ottica......" ma che tecnica ha di fare le pompe?!?"........ perchè e' una bimbominchia ... ....quasi tutto il dolore che ti hanno fatto provare.... glielo hai permesso tu!! mi spiace dirlo ma colpa tua.... L'esperienza è ciò che dà misura e valore alle nostre azioni, e, in ultima analisi, a noi stessi. Mando in input al mondo reale, ricevuto un output (l'esperienza), lo elaboro e mi regolo di conseguenza per le mie azioni future. E in tutto quel che ho vissuto in quegli anni, credimi, non c'è nulla di dolce. Oggi non ripenso a lei con "Che tecnica ha di fare le pompe?" Oggi ripenso a lei e a tutto il mio periodo giovanile in modo totalmente diverso, dopo la raggiunta consapevolezza, arrivata solo dopo i 30, del mio vero essere. Se avessi preso coscienza di determinate problematiche già a 20 anni, mi sarei risparmiato anni di delusioni, depressione, umiliazioni, sconfitte. Ho scritto tutto questo con un enorme sforzo perchè si tratta di un passato lontano (fine anni '90-inizio anni 2000) sia temporalmente che mentalmente. Molti nomi nemmeno li ricordo più. Oggi non sono più quella persona, ma se ripenso a quegli anni, stento a credere alla mole di errori fatti. Errori analoghi a quelli di molti altri adolescenti che si affacciano per la prima volta nel mondo dell'amore, ma che nel mio caso portavano a risultati disastrosi. 1 ora fa, Apollodoro ha scritto: "La gioventù mai vissuta" è un ossimoro. Quello che non hai vissuto prima lo puoi vivere pure a ottanta anni. Certo non è la stessa cosa. Ma non puoi vivere "a periodi". Gli anni giovanili non tornano indietro, non te li restituisce nessuno. E più passa il tempo, più tutte quelle lacune comportamentali di cui parlavo si ampliano, diventano profonde, fino a risultare impossibili da colmare. D'altronde, una donna qualsiasi che in media può avere decine di maschi alpha forti e con grande esperienza sentimentale e sessuale alle spalle, non sceglie di fare da crocerossina ad un 30enne vergine alla sua prima relazione amorosa. Big Brother ha reagito a questo 1
Apollodoro [Lurker] 906 Inviato 23 Maggio 2017 Inviato 23 Maggio 2017 2 ore fa, Gerard ha scritto: Gli anni giovanili non tornano indietro, non te li restituisce nessuno. E più passa il tempo, più tutte quelle lacune comportamentali di cui parlavo si ampliano, diventano profonde, fino a risultare impossibili da colmare. D'altronde, una donna qualsiasi che in media può avere decine di maschi alpha forti e con grande esperienza sentimentale e sessuale alle spalle, non sceglie di fare da crocerossina ad un 30enne vergine alla sua prima relazione amorosa. Infatti, è proprio per questo che non puoi e non devi ancorarti al passato , di quello che è stato e non è stato. Lo dici tu stesso che adesso sei diverso e che non sei la stessa persona ma poi ti contraddici dicendo che quelle lacune comportamentali si ampliano e diventano profonde. Per quel che ne so... dovrebbe accadere l'esatto contrario. E chi ti dice che devi trovare una crocerossina? Che tra l'altro proprio una crocerossina molto probabilmente sarebbe la peggiore compagna nel tuo caso. Perché hai bisogno di qualcuno che ti svegli e potrebbe essere anche una persona che non ti dia solo sesso, potrebbe essere anche un uomo che ti mostri come è diversa la vita. Ad una donna forte come dici tu, invece potrebbe intrigare anche assai di andare con un uomo vergine se non addirittura di innamorarsene. Non porti limiti. Sopratutto adesso.
gelsomino [Partecipante] 7733 Inviato 23 Maggio 2017 Inviato 23 Maggio 2017 2 ore fa, Gerard ha scritto: L'esperienza è ciò che dà misura e valore alle nostre azioni, e, in ultima analisi, a noi stessi. Mando in input al mondo reale, ricevuto un output (l'esperienza), lo elaboro e mi regolo di conseguenza per le mie azioni future. E in tutto quel che ho vissuto in quegli anni, credimi, non c'è nulla di dolce. non sei un animale... tu hai,dovresti avere il raziocinio... col fuoco potresti bruciarti ma ti serve anche per cucinare le bistecche! ... ma forse,nel tuo caso, aveva ragione bukosky ...." Mi hanno piantato dentro così tanti coltelli che quando mi regalano un fiore all'inizio non capisco neanche cos'è. Ci vuole tempo."... dovresti leggerlo bukosky ... Oggi non ripenso a lei con "Che tecnica ha di fare le pompe?" Oggi ripenso a lei e a tutto il mio periodo giovanile in modo totalmente diverso, dopo la raggiunta consapevolezza, arrivata solo dopo i 30, del mio vero essere. Se avessi preso coscienza di determinate problematiche già a 20 anni, mi sarei risparmiato anni di delusioni, depressione, umiliazioni, sconfitte. Ho scritto tutto questo con un enorme sforzo perchè si tratta di un passato lontano (fine anni '90-inizio anni 2000) sia temporalmente che mentalmente. Molti nomi nemmeno li ricordo più. Oggi non sono più quella persona, ma se ripenso a quegli anni, stento a credere alla mole di errori fatti. Errori analoghi a quelli di molti altri adolescenti che si affacciano per la prima volta nel mondo dell'amore, ma che nel mio caso portavano a risultati disastrosi. .... vedi fai di nuovo lo stesso errore... lo fai di nuovo... la "tua esperienza" ti sta fottendo di nuovo... la stai associando di nuovo al dolore... ...se la rivedi ... cambi strada ... e perdi la possibilità di conoscere la sua tecnica di fare le pompe!
AlessioC [Élite] 148 Inviato 23 Maggio 2017 Inviato 23 Maggio 2017 Io ho 19 anni bioligici ma mi sento di essere ancora a 17. Sarà perché non ho ancora fatto progressi con la mia vita.
Gerard [Banned] 1305 Inviato 23 Maggio 2017 Autore Inviato 23 Maggio 2017 2 ore fa, Apollodoro ha scritto: Infatti, è proprio per questo che non puoi e non devi ancorarti al passato , di quello che è stato e non è stato. Lo dici tu stesso che adesso sei diverso e che non sei la stessa persona ma poi ti contraddici dicendo che quelle lacune comportamentali si ampliano e diventano profonde. Per quel che ne so... dovrebbe accadere l'esatto contrario. E chi ti dice che devi trovare una crocerossina? Che tra l'altro proprio una crocerossina molto probabilmente sarebbe la peggiore compagna nel tuo caso. Perché hai bisogno di qualcuno che ti svegli e potrebbe essere anche una persona che non ti dia solo sesso, potrebbe essere anche un uomo che ti mostri come è diversa la vita. Ad una donna forte come dici tu, invece potrebbe intrigare anche assai di andare con un uomo vergine se non addirittura di innamorarsene. Non porti limiti. Sopratutto adesso. L'espressione "sono diverso" non sottintende in alcun modo un mio riscatto, l'essere diventato un grande amatore o uno che sa farci con le donne. Sono diverso perchè, a seguito di un profondo lavoro interiore compiuto dopo i 30 anni, ho trovato il mio valore di uomo scollegandolo dal sesso (che non ho mai ricevuto gratuitamente) e da quel complesso di cose chiamate "amore", che cercavo ossessivamente e che non faceva altro che generare traumi e carenze di serotonina nel mio cervello. Sono diverso perchè mi sono liberato da un peso, quello di piacere a tutti i costi e di trovare una compagna, pena l'essere considerato da chi mi sta intorno un fallito, un "caso umano". 2 ore fa, gelsomino ha scritto: Vorresti forse dire che il mio carattere dovrebbe essere totalmente scollegato dalle esperienze che ho avuto? "Nulla può togliermi il sorriso"? Dovrebbe essere questo il mantra da ripetere e che dovrebbe guidare le mie giornate? Suvvia, non sono più un 20enne facilmente suggestionabile. Big Brother ha reagito a questo 1
Gerard [Banned] 1305 Inviato 23 Maggio 2017 Autore Inviato 23 Maggio 2017 1 ora fa, AlessioC ha scritto: Io ho 19 anni bioligici ma mi sento di essere ancora a 17. Sarà perché non ho ancora fatto progressi con la mia vita. Hai 19 anni, è ancora presto per fare un bilancio della tua vita, anche se dovresti già iniziare a mettere insieme i pezzi del puzzle per capire verso dove stai andando (o NON stai andando) e iniziare a correggere la mira. Non fare come me che prendevo un 2dipicche, non capivo il perchè, e perseveravo nell'errore, arrivando pure a provarci con gente che era chiaramente non interessata. Dovresti capire quali sono le aree più critiche, quelle su cui lavorare, ma se anche tu sei iscritto qui, presumo tu abbia dei problemi piuttosto seri con le donne che vuoi in qualche modo risolvere. AlessioC ha reagito a questo 1
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