Alby1111 [Partecipante] 15 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 29 minuti fa, FMJ ha scritto: Ho letto questo bel racconto con un certo interesse. Scritto molto bene, intenso... traspare intelligenza, padronanza del linguaggio, capacità di analisi, un sottile umorismo, una certa autoironia... e tu, che mi vieni a raccontare? Che sei un beta? Che sei uno sfigato? Non direi proprio. Sei una delle persone più interessanti tra tutte quelle che ho letto/incontrato qui, in questo forum. Hai stile. C'è sostanza nelle tue riflessioni. Non mi interessa un cazzo di quante donne ti sia scopato o di quanti rifiuti tu abbia ricevuto: misuro la cifra del tuo essere uomo dall'intelligenza che traspare da quello che scrivi e da come lo scrivi. Mi piace l'intelligenza quando fluisce da una buona penna... sei un uomo di valore e si vede molto chiaramente. L'idea di misurare il valore e il successo di un uomo dal numero di donne che riesce a scoparsi è semplicemente oscena, ridicola e... risibile. FMJ infatti la maggioranza dei saggi/filosofastri/pensatori sono degli sfigati che stanno nel loro eremo a domandarsi cosa ci sia oltre la siepe. proprio come gerard, absit iniuria verbis. essere intelligenti nella realpolitik di tutti i giorni serve a poco, cio' che ti salva spesso e' la lucida follia. caro gerard, io non ho capito anche adesso cosa provi di piacevole nell'ammorbare il forum con 'sta storiaccia. tanto e' evidente che non vuoi cambiare. o forse e' uno sfogo??? il pagnisteo napoletano non ti portera' da nessuna parte.
FMJ [Banned] 357 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 1 minuto fa, Alby1111 ha scritto: infatti la maggioranza dei saggi/filosofastri/pensatori sono degli sfigati che stanno nel loro eremo a domandarsi cosa ci sia oltre la siepe. proprio come gerard, absit iniuria verbis. essere intelligenti nella realpolitik di tutti i giorni serve a poco, cio' che ti salva spesso e' la lucida follia. caro gerard, io non ho capito anche adesso cosa provi di piacevole nell'ammorbare il forum con 'sta storiaccia. tanto e' evidente che non vuoi cambiare. o forse e' uno sfogo??? il pagnisteo napoletano non ti portera' da nessuna parte. Gli sfigati, magari, sono quelli che ammorbano il forum con luoghi comuni triti e ritriti, stereotipi e banalità assolute e che pensano, absit invidia verbo, che l'intelligenza serva a poco, dato che viviamo in un mondo di imbecilli... e di ignoranti, incolti e illetterati. Come dire, l'intelligenza che dovrebbe esser colpa, stante la riversata idiozia. Un sillogismo semplicemente idiota. Per l'appunto. FMJ YOLO ha reagito a questo 1
Alby1111 [Partecipante] 15 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 9 minuti fa, FMJ ha scritto: Gli sfigati, magari, sono quelli che ammorbano il forum con luoghi comuni triti e ritriti, stereotipi e banalità assolute e che pensano, absit invidia verbo, che l'intelligenza serva a poco, dato che viviamo in un mondo di imbecilli... e di ignoranti, incolti e illetterati. Come dire, l'intelligenza che dovrebbe esser colpa, stante la riversata idiozia. Un sillogismo semplicemente idiota. Per l'appunto. FMJ stai avendo una giornata terribile. mi spiace.
FMJ [Banned] 357 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 Adesso, Alby1111 ha scritto: stai avendo una giornata terribile. mi spiace. E perché mai? Giornata tranquilla ed estremamente rilassante... minuti piacevoli che posso serenamente e placidamente sprecare, pure per rispondere a te... FMJ Power ha reagito a questo 1
AlessioC [Élite] 148 Inviato 24 Maggio 2017 Inviato 24 Maggio 2017 (modificato) 8 ore fa, FMJ ha scritto: L'idea di misurare il valore e il successo di un uomo dal numero di donne che riesce a scoparsi è semplicemente oscena, ridicola e... risibile. Be', se sono anni che ho per la testa un'unica ambizione e non sono mai riuscito ad avvicinarmici, non dico a realizzarla, le mie altre qualità mi aiuteranno ben poco a difendermi dalla depressione e da una lucida voglia di morire. Modificato 24 Maggio 2017 da AlessioC
Aeon [Élite] 1326 Inviato 25 Maggio 2017 Inviato 25 Maggio 2017 Il 23/5/2017 alle 00:13 , Gerard ha scritto: Un curriculum che, messo a paragone con quello di molti adolescenti odierni che fanno le orge a 15 anni e arrivano a 20 con una trentina di ragazze diverse nel loro palmares, fa ridere i polli. I miei coinquilini, che cambiavano con frequenza annuale, avevano quasi tutti una fidanzata fissa che li andava a trovare regolarmente, e in certi casi si fermava da loro a dormire. Non immaginate con che occhi e che stato d'animo guardavo quelle scene di felicità, felicità di cui io potevo essere solo mero spettatore. Lei che gli prepara il pranzo, loro che mangiano mano nella mano, lui che lava i piatti, entrambi che si appartano in stanza lanciandosi in effusioni che non potevo osservare nè sentire, ma solo immaginare. Il mio carattere inevitabilmente cambiò. Divenni triste, chiuso, vedevo il mio futuro nero come la pece, desideroso di una felicità che sembrava possibile per tutti (pure per i più imbecilli), tranne che per me. Non capivo cosa non andasse in me, cosa avessi di sbagliato. Mi chiedevo sempre "Perché loro si, e io no?" Ho letto tutto lo scritto e mi ci sono rivisto a livello empatico per diverse situazioni. Mi piacerebbe soffermarmi un attimo su questa parte che ho evidenziato. Col tempo personalmente ho imparato che buona fetta del malessere derivato dall'esclusione viene dall'inevitabile paragonarsi ad altri, che sia nella vita di tutti i giorni, in palestra, o in "amore". La percezione di una sorta di normalità nella massa, o perlomeno in una buona percentuale di essa, ci rende ciechi verso noi stessi e offusca spesso ciò che veramente abbiamo davanti. E' un discorso difficile da recepire e assimilare quando si è adolescenti, e anche io ci sono arrivato col tempo, ma paragonarsi ad altri è un'azione sbagliata in partenza. Non perchè sia sbagliato chiedersi cosa la persona x o y abbiano di positivo ed eventualmente cercare così di migliorarci, ma perchè il 100% delle volte, partendo da un'autostima già traballante, l'approccio tende a sminuire se stessi mediante un paragonarsi a persone di cui non sappiamo nulla. Non ne conosciamo la vita, le sensazioni, i sentimenti, l'infanzia, i rapporti con i genitori e mille altre sfumature. Vediamo solo quello che abbiamo davanti, e gli attribuiamo le sembianze di una vita ideale. Il paragone genera invidia, e l'invidia, come la gelosia, è sinonimo di inadeguatezza. Il paragonarsi ad altri dovrebbe essere sempre un campanello d'allarme per migliorare noi stessi. Vado in palestra, inizio ad allenarmi: vedo un tizio tre volte più grosso di me che alza il quadruplo del mio massimale per le sue serie di riscaldamento. Dovrei deprimermi perchè non arriverò mai ad alzare i pesi che alza lui? Dovrei emularlo o chiedergli che scheda di allenamento segue? O soffermarmi sul fatto che la sua struttura fisica non è la mia, che i suoi punti di forza non sono i miei, che la sua risposta ad un allenamento specifico è diversa dalla mia e cercare in generale di scoprire un po' meglio come io possa raggiungere meglio la miglior comprensione del MIO fisico per ambire alla MIA miglior prestazione, invece di continuare a guardare allo specchio lui che fa i curl con le persone? Il paragone è traslabile anche alla vita sentimentale. Ho diversi amici natural. Mi sono chiesto molte volte in passato come riuscissero a passare da una ragazza all'altra con la stessa nonchalance e facilità con cui una scimmia cambia liana per muoversi tra gli alberi. Poi ho smesso. Perchè non ha senso. Non ha senso perchè tu non sei loro. Perchè tu non vuoi quello che vogliono loro, e non cerchi quello che cercano loro in una donna o nella compagnia di una donna. Come già detto, la voglia di emulazione ci rende ciechi, e genera mostri. Perchè poi magari scopri che quella ragazza che per qualche strano intervento divino ha deciso di concederti le sue grazie non è la panacea per i tuoi dolori da giovane Werther, ma un maxischermo su cui proiettare la tua mancanza d'autostima. Ed è lì che arrivano i dolori. Come detto, se ripenso al me di una decina di anni fa, sarebbe difficile inculcarmi un discorso del genere. Ma se tutti iniziassimo a smetterla di percepire la vita degli altri come ideale e perfetta e ci concentrassimo un po' di più sullo scoprire i perchè di noi stessi, con un po' di tempo e lavoro saremmo tutti un pelino più felici. June*, CoolAid e ganimede ha reagito a questo 3
Tolomeo [Partecipante] 711 Inviato 25 Maggio 2017 Inviato 25 Maggio 2017 Ho letto tutta questa prima parte di racconto. E le risposte, con le quali concordo in gran parte. In particolare il profilo fatto da @gelsomino, che mi ha tolto le parole di bocca. Troppo peso al passato, immagino che se raccontassi tutto questo a voce non riusciresti a ridere neanche di uno solo degli episodi, e comunque la tipa dell'università era proprio una stronza. Non puoi permettere che uno o due casi formino il campione di riferimento di un intero genere. A dirla tutta pure la prima prostituta con cui sei andato è stata mediocre, e per uno che si trova alla sua prima volta un comportamento sbagliato come quello che ha avuto può essere devastante come imprinting. Probabilmente vorresti sentirti dire eh povero te, sei stato veramente sfigato, mi calano le braccia a sentire il tuo triste racconto, non c'è niente da fare e via di compassione. Mi spiace, non accadrà, è il posto sbagliato. Non perché qui siamo tutti cattivi, ma perché tutti quelli che nel proprio cammino si sono imbattuti in questa piazza si sono rifiutati di rassegnarsi alla vita che gli è stata affibbiata mentre si facevano travolgere dagli eventi che gli capitavano. E poi c'è di peggio. Io stesso mi sono avvicinato abbastanza a quanto racconti, specialmente in certi periodi della mia vita. Mentre invidiavo i miei compagni di classe che iniziavano a spruzzare addosso alle loro ragazze, passavo di one itis in one itis, e il primo bacio l'ho dato a 16 anni, e lei neanche mi piaceva. Così come una breve frequentazione che ho avuto due anni dopo. L'università, tutti o quasi tutti scopavano, io come te restavo a guardare. Sempre passando di one itis in one itis, perché il mio ragionamento era "per provarci deve piacermi veramente, quindi prima mi assicuro che mi piaccia, poi ci provo". Ovviamente tutto risultava in un corto circuito emotivo a dir poco deleterio, e un minimo di sblocco l'ho avuto a 24 anni, quando finalmente sono riuscito a dare un altro bacio, ad una che era veramente una warpig. Ma mi permise di sbloccarmi. Mi sono sentito anch'io indietro su un'ipotetica tabella di marcia. Tutti sapevano nuotare, io a stento mettevo un piede nell'acqua. Mentre magari in compenso sapevo volare, ma stavo lì a preoccuparmi solo dell'abilità di nuotare, e gli anni passavano con me che non riuscivo a mettermi in pari con il resto del mondo, trascurando le altre mie abilità per preoccuparmi su una sola. Ci sono state varie piccole vicende, alcune le ho raccontate sul forum. La verginità l'ho persa a 28 anni, e anche il preludio di ciò l'ho raccontato sul forum. Da lì avrei iniziato a camminare senza più fermarmi, se non fossi andato in una LTR durata poi 3 anni, poco dopo. Ma questa situazione è andata sensibilmente a migliorare negli anni perché anche grazie al forum ho capito delle cose, e oggi ne capisco sempre di più. Innanzitutto come ti hanno detto, le donne non fanno la felicità. Le donne attingono alla tua felicità. Le donne sbagliate raschiano la tua felicità e più o meno consciamente cercano di distruggerla. Insomma se non stai bene di tuo, non pensare che starai bene con una donna vicino. Prendere pali, batoste e via dicendo non è la fine del mondo. Sei un uomo, sei fatto per buttarti già sulla successiva appena quella prima ti ha detto no, e nel farlo hai già resettato la tua mente per effettuare il nuovo approccio. A oltranza. Questo è qualcosa che le donne non avranno mai. Avranno strategie contorte, avranno la lingua tagliente, avranno la preselezione, ma capitoleranno ogni volta che verificheranno l'inefficacia di tutto il loro armamentario contro un uomo che ha capito quanto in realtà siano innocue in fase di approccio. Termini come alpha e beta dovresti dimenticarli. Magari vanno bene a scopo di scherno verso qualcuno, ma basare la propria quotidianità su questi concetti non serve proprio a nulla. Essere un re può sembrare una vita di soli privilegi agli occhi dei sudditi, che ignorano tutto il lato meno evidente delle mansioni di un re. Un re deve tenere in piedi un popolo, assicurarsi che non verrà odiato dallo stesso e che non insorgeranno contro di lui, deve amministrare una marea di cose, prendere decisioni benefiche, investire risorse. Ma i sudditi vedranno solo un uomo potente che comanda e che vive in mezzo all'oro. Sì, emulare la vita di altri di cui vedevi solo gli aspetti più superficiali (il fisico, la moto, le ragazze che pendevano dalle loro labbra) non ti ha fatto bene. Perché non hai mai fatto i conti con il fatto che quel loro mondo non ti apparteneva, o con le seccature, gli impegni, che comportava l'essere così (tempo sottratto ad altro per fare allenamento, possibile mancanza di rapporti con i genitori che magari morivano anche di paura a immaginarsi il figlio in moto a fare stronzate, rivalità anche violenta con altri ragazzi per mezzo di una ragazza). Forse non sei mai stato propenso a questo. Forse dovevi/devi solo di più accettarti. Accettarti nell'accezione in cui lo intendo, significa mettere gli altri in condizione di fare lo stesso. Proprio oggi su Tinder una mi chiedeva quante amiche di letto abbia avuto e quante storie serie. In quel caso accettare me stesso significa dirle la verità: zero, e una. Questo sono, o mi accetti o te ne vai, ma non cambierà il fatto che so di vantare dei numeri così bassi e non ho problemi a farli presente al mio interlocutore. Dunque accetto questa parte di me. -S-, Giuseppeaerox, -Zodiac- e 4 altri ha reagito a questo 7
Lilian [Lurker] 81 Inviato 25 Maggio 2017 Inviato 25 Maggio 2017 Ho letto solo l'ultima pagina, e tra l'altro un po' sì ed un po' no. Penso però che il problema qui sia dove porti l'attenzione, "Cosa ho perso/mancato/non fatto" Anziché : "Cosa posso fare, ora, adesso, in questo momento, per riprendermi ciò che è mio di Diritto" Draconicus ha reagito a questo 1
Big Brother [Partecipante] 1831 Inviato 25 Maggio 2017 Inviato 25 Maggio 2017 (modificato) Io ti capisco perfettamente. Ho esempi tra le mie amicizie di uomini con i quali sono cresciuto tra scuola,compagnie,disco e ferie , nella tua stessa situazione. Uomini che hanno preso consapevolezza di chi erano e di quali fossero le loro lacune dopo i 30. Eh si, ci hanno provato e riprovato ma l'aspetto fisico mediocre unito ad una totale incomprensione delle relazioni uomo/donna hanno segnato quel periodo della loro vita. Hanno trovato una loro dimensione nello sport e nel lavoro dove hanno avuto buoni risultati, ma essere alti 1,60 , scheletrici e avere i capelli bianchi (!!!)a 20 anni... beh ti lascio immaginare. Hai voglia a leggere Mistery. Per chi non ha vissuto questa vita immagino sia difficile capire, ma un po di empatia... Sono comunque riusciti ad avere relazioni in seguito con ragazze probabilmente scartate da altri uomini per l'aspetto fisico (ai miei occhi delle 4-5 ) ma evidentemente con altre qualità, tanto che alcuni ora convivono. Altri invece si sono liberati dal bisogno del sesso andando abitualmente a pay e vivono più serenamente la loro vita dedicandosi ad altro. La seduzione, le donne, il sesso, i numeri e l'amore probabilmente non arrivano per tutti, questo non ti rende meno uomo rispetto ad un trombatore seriale. F. Un mio caro amico compagno di bevute, è un AFC totale,nerd e bruttino che convive con la sola donna che si è concessa. Ma è l'unico a cui affiderei tutto quello che ho ,sicuro di non essere tradito. A volte, me compreso, ho l'impressione che misuriamo il nostro essere uomini dalla validazione data dalle femmine e non da altri maschi, non sono così sicuro che il metro di validazione femminile debba essere quello di riferimento. Modificato 25 Maggio 2017 da Big Brother EarlGrey, Percival, -Zodiac- e 4 altri ha reagito a questo 7
Giorno_Giovanna [Partecipante] 596 Inviato 26 Maggio 2017 Inviato 26 Maggio 2017 Il 24/5/2017 alle 12:05 , Iced ha scritto: conosco gente che il bravo scolare non l' ha fatto ed è un coglione lo tesso ed è pure peggio del bravo scolare . che vuol dire imho? Non importa. Se vivi da adolescente con regole rigide imposte da genitori e dalla scuola delle suore, tutto questo si trasforma in una condizione sufficiente a diventare un coglione. NON significa che per crescere in maniera sana sia sufficiente non essere uno scolaro dentro i limiti imposti... Significa solo che un adolescente che ha la forza di essere se stesso e di provare esperienze, difficilmente nella vita sarà un perdente. Il tutto condito con imho, acronimo inglese da forum per dire : nella mia modestissima opinione.
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