Kagan [Élite] 726 Inviato 18 Novembre 2017 Inviato 18 Novembre 2017 (modificato) Ciao Mark, apprezzo il tuo modo di ragionare e alle tue conclusioni raggiunte, anche se vanno in perfetta antitesi con le mie. Per questo volevo fare una semplice osservazione, senza nessuna intenzione di convertire, ci mancehrebbe. E perdona la lunghezza! Premesso che delle frasi scritte possano facilmente far cadere in misunderstanding. Ad esempio, già il tuo ringraziare molto cortesemente chiunque ti abbia dato il benvenuto, appunto la cortesia, rappresenta un valore in cui credi e che tu poni in essere. Perché appunto, il ringraziare sarebbe altrimenti un qualcosa di disfunzionale perché ti farebbe perdere quei secondi di tempo. Questo ovviamente nel micro ed estremizzato. La morale ha a che fare con un dover essere. Esatto. E' proprio questo il punto di forza della - morale -. Perché quel dover essere, non è qualcosa che deve essere artatamente imposto dalla società, ma te lo poni tu in quanto tale, e qui sta tutta la forza del tuo essere umano che ci distingue inevitabilmente da qualunque altra specie. Tu decidi cosa vuoi essere - la morale , e lo raggiungi - il tuo essere Uomo. Non sempre ci si riesce, ovviamente. Ecco il perché della mia immagine di Rimbaud. Lui non era un romantico, non era un veggente, non era niente. Era un essere umano che aveva scelto NON di non avere morale, ma di cercare la morale, ovvero le sue credenze, soltanto attraverso di sé, le sue esperienze. Di volta in volta. Questo non significa non prendere esempi da altri, ci mancherebbe, ma di essere proattivi invece che passivi. Tutto qui. La parte più bella di Rimbaud, non sono solo le sue poesie ( alcune mi piacciono, altre no ), ma la sua vita. Lui, a modo suo, è stato libero. Sta di fatto che poi è stata propria la morale comune, quindi l'etica, a permettere a noi Sapiens di abbattere i nostri concorrenti preistorici, i Neanderthal. Essi infatti riuscivano soltanto a " pensare" ciò che fosse terreno, e per il loro tessuto celebrale ( più sviluppato del Sapiens, paradossalmente ) riuscivano a vedere come amico soltanto un numero limitato di persone, dai 50 ai 100, unendosi in questi gruppi limitati. i Sapiens, invece, riuscivano ad unirsi in gruppi spaventosamente grandi, perché erano riusciti ad evolversi in modo tale da riuscire a pensare a ciò che terreno non era, a delle Idee esterne, a dare forma dunque di un etica rudimentale che gli permettesse di unirsi tra sconosciuti sotto un unico vessillo, un' unica morale, un'unica etica. Questo ci ha permesso di farli estinguere. Ovviamente il discorso sarebbe pagine e pagine, ma non volevo dilungarmi. Cosa ne pensi? Modificato 18 Novembre 2017 da Kagan what_else e Tisana ha reagito a questo 2
> Mark < [Élite] 2249 Inviato 19 Novembre 2017 Autore Inviato 19 Novembre 2017 4 ore fa, Kagan ha scritto: Premesso che delle frasi scritte possano facilmente far cadere in misunderstanding. Ad esempio, già il tuo ringraziare molto cortesemente chiunque ti abbia dato il benvenuto, appunto la cortesia, rappresenta un valore in cui credi e che tu poni in essere. Doverosa precisazione: non ho ringraziato in quanto credo nel valore della cortesia. Ho ringraziato perché è un gesto il quale, in questa specifica situazione, mi ha dato piacere di per sé. Insomma: è un gesto che mi sono sentito di fare con gioia. Al contrario porre in atto un comportamento non perché lo SENTO, ma solo in quanto mi è imposto, o anche solo suggerito, da qualche regola/norma/valore sociale mi farebbe ricadere nella fattispecie perniciosa dei comportamenti morali (esemplificati nella mia precedente risposta). Ad esempio, è un comportamento morale quello di un uomo il quale ritriene che una donna dovrebbe sceglierlo in base a ciò che lui è (o che crede egli stesso di essere), piuttosto che per come lei si sente quando è insieme a lui. ...Da qui poi tutta una serie di prevedibili e devastanti delusioni, con conseguente e inevitabile risentimento, della serie: "Io potevo darle bla bla bla, mentre lei invece è andata con quel troglodita coglione di bla bla bla." Cita Tu decidi cosa vuoi essere - la morale , e lo raggiungi - il tuo essere Uomo. Io non posso decidere cosa voglio essere. Si tratta di un'illusione estremamente pericolosa, la quale, nei casi più gravi, conduce di sovente a psicopatologie e/o malattie psico-somatiche. La nostra Essenza, o meglio il nostro Daimon, per dirla alla Socrate, ci è dato a priori. Non dipende da noi. Si tratta di un luogo segreto, e senza tempo, che risiede al nostro interno. Siamo, soprattutto, proprio ciò che non vediamo di noi stessi. Quello che possiamo fare è solo porre in atto ciò che è in potenza. Il che fa tutta la differenza di questo mondo... Le più grosse frustrazioni e sofferenze nella mia vita, con conseguenti mie cazzate (anche a danno altrui), sono sempre derivate dal fatto che, di volta in volta, mi misi in testa che dovevo essere/fare tutta una serie di cose le quali erano totalmente disallineate rispetto a ciò che davvero sono/sento. Cita La parte più bella di Rimbaud, non sono solo le sue poesie ( alcune mi piacciono, altre no ), ma la sua vita. Lui, a modo suo, è stato libero. Concordo assolutamente. Cita Sta di fatto che poi è stata propria la morale comune, quindi l'etica, a permettere a noi Sapiens di abbattere i nostri concorrenti preistorici Ciò che ha permesso alla nostra specie di sopravvivere, prosperare e dominare su questo pianeta è la nostra estrema adattabilità. Sopravvive chi riesce ad adattarsi meglio, di volta in volta, rispetto a quelle che sono le mutate condizioni ambientali di riferimento. Aggiungo che siamo ancora su questo pianeta non grazie alla morale, ma NONOSTANTE la morale. C'è un vecchio proverbio: "Le strade per l'inferno sono sempre lastricate di buone intenzioni." Kal-El e Edo ha reagito a questo 2
JoieDeVivre [Élite] 397 Inviato 15 Gennaio 2018 Inviato 15 Gennaio 2018 Il 14/11/2017 alle 13:17 , > Mark < ha scritto: Mark è il mio vero nome e il tizio nella foto sono io. Due sono le cose che mi provocano estasi e che danno senso, e soprattutto passione, alla mia esistenza:=> La Conoscenza, intesa non come sterile e noiosa erudizione, bensì come costante trasgressione dei limiti conosciuti. …È qualcosa che, per quanto mi riguarda, va oltre il senso stesso di libertà. Oppure, per dirla alla Sergey Brin, è un voler “sfondare i limiti dell'inimmaginabile.”=> La Bellezza, intesa come quella fiamma che anima e nutre le mie sensazioni più profonde e viscerali. Non a caso la parola "estetica" ha origine dal termine greco αἴσθησις, che significa "sensazione". Bellezza non è, tuttavia, solo un bel volto e un corpo armonioso. Bellezza è, per me, tantissime cose: l'opera di Waterhouse, un gesto atletico ben riuscito, una melodia che ti apre un mondo dentro, un ragionamento geniale, l'orrore quotidiano che può farsi arte sublime (come succede, ad esempio, nella poesia di Baudelaire) e poi… …E poi c'è tutto quell'insieme travolgente di emozioni e sensazioni, di cui mi nutro con entusiasmo, nei rapporti che genero con le donne. Ciao Mark, innanzitutto benvenuto ! A differenza del più delle presentazioni la tua mi ha colpito parrecchio, in particolare queste prime righe...sembri il tipo di persona giusta per questo forum e perchè no, per gli AFC come me, visto che nonostante la differenza di etá mi ritrovo in diverse cose scritte da te. Ciao! > Mark < ha reagito a questo 1
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