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Robelaz

Fine della storia e One ITIS.

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Igor123
Inviato (modificato)
34 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Esistono persone che passando la mano su una stoffa pregiata, assaggiando un vino corposo, annusando un bouquet di fiori o sfiorando la corteccia in quell'interstezione a nord in cui si scivola sul muschio, evocano una memoria emotiva unica. 

Per queste persone siamo rimasti tremendamente in topic. 

Altre persone sono perfettamente consapevoli della differenza tra una stoffa, un vino, l'olfatto, i fiori, il muschio. 

Saprebbero analizzare con minuziosa precisione le differenze. 

Per queste persone abbiamo toccato topic diversi se non antitetici. 

Spero non si creino due squadre. 

Sintesi e analisi, solve et coagula, stanno bene a danzare insieme. 

Solve et coagula, hai perfettamente ragione. Ma solvere vuol dire rompere, e sono sicuro che apprezzerai almeno il tentativo di voler intervenire, appunto in rottura,  in una catena di post che stava  portando  la discussione su tutto un altro piano rispetto alla domanda fatta da chi ha perto il topic. E mi riferisco ad un "altro piano", perchè probabilmente chi ha aperto il topic, e molti "disperati" come il sotttoscritto, non hanno ancora quella formazione intellettuale ed emotiva per cogliere l'essenza di certi concetti.

Il mio suggerimento sarebbe quello di aprire un thread a parte, il mio auspicio, invece, è che non si creino due squadre, ma piuttosto che i membri di spicco aiutino quelli palesemente in difficoltà che postano in tale sezione, anche con concetti semplici.

 

Modificato da Igor123

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Draconicus

Porco dio se mi gasi 🌷

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DreamSpirit
3 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Poi sborri, per suggellare l'unità totale con la luce. 

E la tua memoria non ti restituirà che frammenti della conoscenza che hai acquisito. 

Flebile fiammella con cui provi a convincere i profani che fosse una torcia ardente.

E il linguaggio nemmeno riesce a tradurre quei frammenti all'intelletto altrui, sul piano simbolico. 

Sì mi è successo in questo ordine 

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Resilienza....
7 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Vieni via dalla formazione intellettuale. 

Vieni via dal piano simbolico. 

Entra nelle sensazioni. 

Il piano intellettuale, quello che può darti consigli a parole, è capace solo di analizzare per linee spezzate o continue, per zeri e uno, per bianchi o neri, yin o yang. 

Anche volendo mescolare i bit per avere l'illusione della sintesi analitica si arriva a quell'obbrobrio della pretesa di intuizione che è l'I Ching, l'antico libro di divinazione cinese basato su esagrammi. 

Che si vendono come intuizione ma altro non sono se non la sovrapposizione di linee intere e spezzate, più complicate di un pensiero dicotomico in bianco o nero, ma aventi nulla a che fare con la luce. 

Il tuo intelletto può solo accettare che la natura sfugga alla macchina binaria che è il cervello razionale, dopo gli studi di Louis de Broglie siamo costretti ad ammettere che la luce è nello stesso tempo continua e spezzata. 

Ma il nostro intelletto non può rappresentarsi un tale fenomeno. 

Può impararlo a memoria, ma non può capire dall'interno, conoscere. 

Lo si ammette e lo si sa.

Ma non si conosce. 

Ora... Immagina solamente che nello stesso tempo il tizio cui sborri in faccia perché lo vedi contorcersi nei conflitti interiori e vivere latrando come una latrina... Sia altro da te e dalla pateticità di una relazione univoca con una donna che ti umilia... E al contempo sia te. 

In quel momento il tuo intelletto passa dallo stato aritmetico (sacrosanto per costruire un ponte o una diga) a quello analogico, nel lampo dell'estasi. 

Esso diviene uno con la luce, che è spezzata e continua al contempo. 

Esso vive il fenomeno. 

Nasce con esso, lo Conosce. 

Che è diverso da "lo sa".

In quel momento in cui vedi da dentro che tu in one itis per una sola figa e la latrina umana vittima nel film siete uno, e riesci a sborrare in faccia a quel te stesso, tu vai lì in profondità dove la sublime intelligenza di De Broglie non arriva con l'analisi. 

Poi sborri, per suggellare l'unità totale con la luce. 

E la tua memoria non ti restituirà che frammenti della conoscenza che hai acquisito. 

Flebile fiammella con cui provi a convincere i profani che fosse una torcia ardente.

E il linguaggio nemmeno riesce a tradurre quei frammenti all'intelletto altrui, sul piano simbolico. 

È come me, sussulta il tuo cuore in estasi davanti al ragazzo lasciato da una figa, davanti ai moventi della figa, davanti alla partoriente felice di veder chiavato il feto, davanti all'uomo che glielo chiava in faccia, davanti al feto. 

Non si vede bene che col cuore, inteso come centro. 

L'essenziale è invisibile agli occhi. 

E l'intelletto analitico può essere paragonato alla frazione visibile dello spettro luminoso. 

Mi piace scrivere spettro. 

Lo spettro della luce si presenta così: a sinistra la larga zona delle onde herziane e dell'infrarosso. 

Nel mezzo la zona stretta della luce visibile. 

A destra la zona infinita: ultravioletto, raggi X, raggi gamma e quell'ignoto infinito che potrebbero paradossalmente chiamare Darkness, Oscurità. 

E se lo spettro dell'intelletto fosse paragonabile a questo spettro? 

Non si dice forse "il lume della ragione?" 

A sinistra più in profondità l'infra o sub cosciente. 

In mezzo la stretta zona della coscienza. 

A destra la zona infinita dell'ultra coscienza. 

Desidero che tu sborri godendo delle pene di quel ragazzo che soffre per una sola figa. 

E col linguaggio non saprei convincerti intellettualmente del perché aritmetico. 

Posso dirti che si deve svuotare la vescica. 

Consigliarti di farlo. 

Ma non posso fare pipì per te. 

Non può nessun altro. 

L'essenziale è quello che tu provi. 

Non quello che oggettivamente vedi sullo schermo. 

Nello stesso film, i mostri vedranno mostri e se ne spaventeranno, gli iniqui vedranno ingiustizia. 

Coloro che irradiano bellezza e che sono l'origine del fuoco, vi scorgeranno bellezza. 

E loro non capiranno. 

I mostri folli diranno che sono mostri e folli, diranno che sono oscuri, e non avranno la coscienza di quel misterioso infinito Darkness che è più a destra della luce di cui si può parlare, che può essere analizzata, cui si può dare un Nome. 

Nessun mortale può sollevare il velo che ricopre Iside sorella e sposa. 

Nessun intelletto mortale. 

Può figurarsi e capire la simultaneità di spezzata e continua. 

Ma un mortale può amare. 

E con l'amore, nell'amore e per l'amore, noi Conosciamo. 

Possiamo conoscere ciò che amiamo. 

E l'intelletto.... Zitto. Per carità. 

Desidero tu goda della pateticità di quel ragazzo in one itis. 

Non esistono parole comprensibili per dirlo.

Esistessero, gli intellettuali non sarebbero così stupidi e inconcludenti. 

Esistessero, qualcuno in passato avrebbe parlato di prosa demonica e non di ermetismo demonico.

Esatto.

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^'V'^
Il 15/1/2018 alle 13:31 , ^'V'^ ha scritto:

 

E l'intelletto analitico può essere paragonato alla frazione visibile dello spettro luminoso. 

Mi piace scrivere spettro. 

Lo spettro della luce si presenta così: a sinistra la larga zona delle onde herziane e dell'infrarosso. 

Nel mezzo la zona stretta della luce visibile. 

A destra la zona infinita: ultravioletto, raggi X, raggi gamma e quell'ignoto infinito che potrebbero paradossalmente chiamare Darkness, Oscurità. 

E se lo spettro dell'intelletto fosse paragonabile a questo spettro? 

Non si dice forse "il lume della ragione?" 

A sinistra più in profondità l'infra o sub cosciente. 

In mezzo la stretta zona della coscienza. 

A destra la zona infinita dell'ultra coscienza. 

 

 

 

 

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LIZ
Il 13/1/2018 alle 15:44 , ^'V'^ ha scritto:

Perché a nessuna che sappia anche solo in alcuni momenti di lucidità alcolica che cosa è dentro in verità e quali sono i suoi moventi, sembra giusto poter essere amata. 

Che è qualcosa che vivono come un'ingiustizia. 

Che non vogliono lasciare impunita. 

Ma che non hanno la forza per punire. 

Perchè solo scavando si sanguina, ma è proprio dal sangue che nasce la vita. :295_rose:

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DreamSpirit
Il 12/01/2018 alle 20:04 , DreamSpirit ha scritto:

Io queste cose non le devo vedere 

1 mese fa ero andato da mia nonna e volevo farmi fare un vestito da digimon che avevo da bambino, per girarci in casa

So già che tra 6 mesi ci giro per il mio paesino e divento un eremita definitivo

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Il Kairos non mi ha trovato pronto

Alla fine a mia nonna non le dissi più niente e spesi i soldi che servivano per la stoffa in altri modi 

Tanti me lo sarei messo solo in casa, ci stava ma non era urgente

Lasciai perdere 

 

Stasera c'è una festa in cui la gente può travestirsi come vuole, qualsiasi modo 

E sarei potuto girare come un digimon senza abissarmi il social proof, anzi

E chissà che filmini ci potevo fare

Sono un coglione

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