Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175054 Inviato 14 Gennaio 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 14 Gennaio 2019 Il 14/1/2019 alle 10:28 , ganimede ha scritto: vi sono però casi di donne che si liberano dalla necessità ancestrale di protezione e affrontano il pericolo dell' abbandono vincendo questa paura innata che sottolineavi ( che spiega in effetti come molte donne permangano i compagnia di un partner manesco fino alle estreme conseguenze come tu ben spiegavi ) così come vi sono ,parimenti, uomini che vincono la dipendenza dalla necessità della figa di una particolare femmina e decidono di rinunciarvi per non sottostare più alle angherie che descrivevi.. come , perchè, cosa scatta,....come mai vi sono questi casi spuri (nel senso che sono deviazioni significative dalla media per l' esiuguità con cui si manifestano) ?..mi piacerebbe leggere un tuo parere su queste circostanze Nel caso della donna, il trigger per il pattern comportamentale è dato dalla percezione di pericolo esterno alla relazione in se stessa. Ossia la paura di abbandono è una paura di quello che vi è fuori dalla relazione. Che sia razionalmente spiegabile o meno. Parliamo di percezioni, una donna - caso reale - può odiare il padre per averla abbandonata perché questi non ha trovato di meglio da fare che morire di tumore. Razionalmente è ovvio che sia una scemenza, ma di razionale non c'è nulla nei nostri moventi e moti. Una donna può provare paura di fronte a cose che sono semplicemente ignote e interessantissime da scoprire, potenzialmente foriere di novità vantaggiose. Ma nel dubbio scatta indietro perché non ci sono uomini a dirle che cosa siano queste cose. In quello scattare indietro, vi è l'attaccamento alla figura caregiver. Anche il bambino si attacca alla figura caregiver, però egli non ha armi per controllarla e sottometterla al suo volere. Può fare i capricci e verrà punito, può usare la forza e verrà messo a cuccia, può farsi i tagli nelle braccia e cercare di manipolare con quelli, ma poco più. La donna invece ha la figa con cui cercare il controllo del caregiver, sia quella figa di cui lui ha bisogno per sopravvivere, sia quella figa che se regalata al primo che passa può piegarlo dal dolore. E questo è il punto di incontro tra le due dipendenze. Perché le violenze psicologiche, i ricatti, i musi, le privazioni e i tira e molla di figa che una donna cerca di attuare per sentirsi in controllo rassicurante sul mezzo di protezione, funzionano ma creano una prigionia da cui lui desidera ogni giorno, con ogni gratta e vinci giocato, con ogni schedina, con ogni litro di alcool bevuto per sentire meno male, scappare. Scappare. E scappare attiva proprio quel terrore di abbandono per cui lei inasprisce le violenze e l'uso strumentale della figa internamente ed esternamente alla relazione. Una delle condizioni tipiche di chi sogna ogni giorno e ogni notte di poter scappare da una situazione che gli fa del male, è che se può scappa davvero. Se può. Ma non avendo la figa, non ha porte aperte. Non può mollarla per strada e in una settimana avere fornitura base di figa, magari può spendere tutto quello che ha per prendere fiato con una pro, può incorrere in una ONS per non finire schiacciato, ma non può contare su pro ed ONS per avere le forze per "lasciare l'atomosfera". Come sappiamo, serve moltissima energia per allontanarsi dal pianeta, poi una volta in orbita con un filo di gas si viaggia per anni. Di solito le persone vessate da una figa non hanno i soldi, le possibilità, per allontanarsene. Non hanno altra figa sicura e in varietà, che gli permetta di vivere con dignità. Allora quello che fanno è aumentare il consumo lenitivo di alcool, di droghe, la ludopatia nel tentativo di avere i soldi per stare bene, e perché no anche le manifestazioni di violenza verso la persona che li cerca di tirare in terra. La frustrazione, porta al consumo. Ovviamente, questo circolo vizioso fa il gioco di lei, che può fare la vittima che sta accanto ad uno che si droga e ci sta perché martire dell'amore. Tutti diranno che lui è cattivo e lei è ingenua e vittima. A volte uno arriva a farsi così schifo e a sentire così male - per narcisismo, nel suo range sano e funzionale che ti impedisce di farti schifo - che può addirittura trovare il modo di scappare seppur verso una sofferenza indicibile, perché può stare settimane senza figa e il trapano del dentista gli sembrerà una distrazione analgesica. Altre volte uno riesce a fuggire dalla prigione del controllo del caregiver grazie ad amiche che gli forniscano quei pompini di cui ha necessità, fu il caso di una che frequentavo, a cui spiegai senza mezzi termini come funzionano le persone e come siano tutte cazzate le discussioni basate sull'ascolto empatico o, peggio, i consigli... E così quando un tipo che conosceva era distrutto per i tira e molla della convivente, stremato dalla tossicità della relazione e però costretto lì dalla poca figa che poteva minarci, lei invece di consolarlo, parlarci, ascoltarlo e altre situazioni omosessuali, gli disse che Aivia le ha insegnato a stare al mondo, gli slacciò la patta, gli tirò due pompe una dietro l'altra e lui ritrovò la fiducia nel genere femminile e trovò la forza per allontanare da sé il problema. Non che dopo abbia trovato porti sicuri in ogni amica e vera comprensione nelle donne, ma semplicemente trovò la forza di saltare nel vuoto e liberarsi dai lacci e dai ricatti della convivente. Convivente che, va detto, fosse stata invece che una carceriera una complice, avrebbe giovato molto di quei due pompini, infatti la varietà sessuale ci ricarica di desiderio per chi già abbiamo fatta. Altre volte, molto rare, uno riesce - nonostante il sabotaggio da dentro casa, nonostante la necessità di ricorrere a droghe o alcool per sopravvivere al dolore e alla frustrazione, nonostante stia chiavando una sola figa e, cosa gravissima, quando pare a lei - ad avere i soldi e le opportunità per "lasciare l'atmosfera" e finalmente realizzare la di lei fantasia erotica di abbandono che tanto la stimola e la attiva... Risolvendosi in molti casi in quel fastidiosissimo stalking ossessivo femminile che tutti conosciamo ma che pochi denunciano dato che sono denunce che si accumulano a vuoto senza alcuna azione se non qualche derisione. In quei casi la donna che prima poteva dirsi innamorata perché stava con il drogato o alcolista, a cui cercava di controllare la vita e l'accesso alla figa portandolo a bere il doppio, cerca di giustificare con vane allusioni a sentimenti d'amore quell'ossessione per il controllo del caregiver e per il senso di potere sullo stesso, arrivando a fargli terra bruciata intorno sul lavoro, nelle relazioni, cercando di sabotarlo in ogni modo e rovinandogli la vita nel tentativo di ritirarlo a terra dove egli non avrà altro o di meglio che lei per sborrare. Ovviamente, ne uscirà pulita e povera vittima, se poi riesce a portarlo alla follia fino a darle un pugno in un occhio ha fatto il suo bingo, potrà usare il tira e ritira la denuncia per umiliarlo a stare lì, con tanto di sistemi assistenziali che le chiederanno se ella non abbia subito minacce o pressioni per il ritiro della denuncia e bla bla bla. Come se ne esce? In tutti e due i casi la soluzione, come spesso accade, non è all'interno dello stesso livello, la coppia, che ha generato il problema. Se osserviamo cosa fanno i topi in gabbia se hanno accesso ad acqua o acqua addizionata di cocaina, noteremo che ci finiscono sempre più sotto con la cocaina. Eppure i soldati del vietnam che erano diventati in massa dipendenti dall'eroina, per far fronte agli orrori di una vita nel fango sotto la pioggia di acqua e proiettili e priva di figa, al loro rientro preoccuparono molto le istituzioni. Gestire la piaga, sociale e di sicurezza, di quantità enormi di eroinomani traumatizzati era un costo organizzativo ed economico enorme. Quello che successe fu semplicemente che quando tornarono a casa ed ebbero dove sborrare e una vita sociale e prospettive, semplicemente smisero di assumere eroina. E se torniamo ai nostri topi, se è vero certo e verissimo che nelle gabbie prigionieri si sfondavano sempre di più di acqua e cocaina, fu osservato che al contrario se veniva loro costruito un parco giochi per topi dove prodursi in diverse attività, socializzare e avere accesso a sborratoi, iniziavano a scegliere l'acqua pura. Perché allora quei due tipi della nostra relazione sono finiti ad essere dipendenti una del supporto e uno della figa dell'altra? A costo di sopportare in cambio l'una le sberle, l'altro le violenze sessuali e psicologiche continue della figa e dei pompini negati, minacciati in regalo ad estranei? Lei perché è un sistema congegnato ed evolutosi per milioni di anni per cercare il supporto e la protezione del Clan, della tribù in cui vive. Ove vive ed esprime le sue dimensioni affettiva, sociale e normativa che sono ormai tirate addosso alle aspettative smisurate che ha sulla relazione con un maschio che la scopa, con particolare sbilanciamento verso la dimensione affettiva. Tribù matrilineari in cui chi sia il padre è un'incognita e in cui se c'è un uomo che la vuole per sé e che le offre protezione, e le offre affetto, queste sono aggiuntive, a quella tribale congiunta, non bianco/nero lui/niente come nella vita disperatamente organizzata contro natura che vive la nostra donna. Lui perché è un sistema congegnato per scegliere l'acqua pura quando sono soddisfatte le sue esigenze sessuali, sociali, quando non vive nella frustrazione e nella tirannia di una sola figa, in un contesto di ricatto sociale femminile volto alla sottomissione del maschio all'unica che lo faccia sborrare dopo mesi di sofferenza e vana ricerca. Ricatto femminile che si rende necessario nel momento in cui è il maschio, invece della tribù, del Clan, quello a cui chiedere che si prenda cura di lei sotto ogni profilo, da quello economico a quello della vicinanza e presenza. Vicinanza e presenza che, rompendo lo schema di eccitazione femminile assenza-presenza del cacciatore, desiderio e payoff, sono anche l'anticamera per la morte del rapporto basato sulla dopamina e del desiderio sessuale verso di lui, e l'inizio del rapporto "che schifo siamo diventati fratello e sorella, mi attrai come un fermacravatta" basato sulla serotonina che lei avrebbe dovuto prendere dai legami stabili intessuti nella tribù. E' chiaro che entrambi i sistemi, così come sono hardwired, non sono fatti per poter stare sereni nel contesto relazionale e sociale, culturale in cui sono stati ficcati nel giro di pochi anni, pochissimi se si guarda alle mutazioni genetiche. Questo non significa che rispettandone la natura sarebbero tutti felici, la natura ha vincitori e vinti, non è rose e fiori, però allo stato attuale delle cose ci sono solo perdenti e perdenti. L'intervento non sarà pertanto sulla parte femminile della relazione lose lose, puntando i riflettori (troppo a lungo coperti) sugli errori di lei, non sarà sulla parte maschile della stessa, reincorniciando ciò che a lui da troppo tempo si ascrive come colpa. Nemmeno sulla relazione stessa, ma sul contesto sociale esterno, contesto affettivo, sessuale, di supporto... e pare proprio che macrosocietà di milioni e milioni di estranei competitor divisi et imperati non siano una domanda sensata e nemmeno una risposta. Quando vediamo una donna ossessionata dal controllo su una fonte di riduzione della tensione, che cerca potere dentro una relazione invece che baci, quando vediamo un uomo frustrato e imprigionato in un carcere di figa, fino a doversi drogare o alcolizzare per sentire meno male... Pensiamo ai topolini in gabbia che devono assumere coca, e a quelli con una vita sociale e sessuale, che scelgono l'acqua. Quando vediamo un tizio che arriva ad alzare le mani per il dolore... un dolore che le donne non credo conoscano, un tizio che non può fuggire perché non ha certezza di figa e varietà di figa altrove, abbiamo davanti un tizio che combatte perché non può fuggire. Nessuno alza le mani quando ha tre tipe che lo sbocchinano e ci sono anche domani. Il tizio sente dolore e combatte. A parità di peso può essere uno sfogo, contro una donna di 50 kg può essere visto come brutale, ma la percezione del potere di lei da parte di lui è asimmetrica, dato che lei con lo strapotere della figa data e tolta o data ad altri, può tirare colpi e infliggere dolori che i pugni di Tyson fanno meno paura. Vediamo cosa ne pensa la psicobiologia. L'origine della Psicobiologia nasce da Henry Laborit negli anni 50. Egli era un biologo, un ricercatore ed ha scoperto molte cose interessanti. Uno dei suoi esperimenti è il seguente: ha preso delle cavie da laboratorio. Le ha messe dentro delle gabbie con 2 compartimenti, una griglia attraverso la quale passa dell elettricità, un piccolo segnale luminoso ed acustico che si attiva 5 secondi prima del passaggio di elettricità. L'elettricità passa per una decina di secondi. Nella gabbia si inserisce una cavia che subirà una scossa elettrica per 10 secondi, ogni 30 minuti, per 12 ore. 1) La cavia è un animale che impara velocemente (7 volte più velocemente di un cane) e capisce fin dalla prima volta che ogni volta che c'è un segnale arriverà l elettricità. Quindi, già dalla seconda volta, al momento del segnale, passerà dall'altra parte della gabbia dove non c'è l'elettricità. Lo farà per tutta la giornata. Alla fine della giornata, si prenderà la cavia, si faranno le analisi e si vedrà che la cavia è in perfetta salute. 2) Secondo esperimento. Si mettono nella gabbia 2 cavie e si chiude la parete. Si fa passare l'elettricità allo stesso ritmo. Le cavie sono obbligate a subire l'elettricità perché non possono passare dall'altra parte. Allora, al momento del segnale, si raddrizzano su 2 zampe e cominciano a combattere. Ogni volta che arriva la scossa elettrica, esse combattono tra di loro. Quando si fanno le analisi alla fine della giornata, risultano in piena salute. 3) Terzo esperimento. Una cavia dentro la gabbia, la porta è chiusa ed è costretta a subire l'elettricità senza poter fare nulla. Alla fine della giornata, dalle analisi risultano tutti i tassi fuori posto: la cavia è malata. Con questo esperimento, Laborit ha dimostrato che quando si ha un problema importante... Se possiamo fuggire non ci ammaliamo. Se possiamo combattere, non ci ammaliamo. Se non possiamo né fuggire né combattere, ci ammaliamo. Quindi, quando si è nell'inibizione dell'azione ci si ammala. Perché non possiamo dare una risposta. Se non diamo una risposta, siamo in uno stato di stress grave e, in queste condizioni, accadono delle cose particolari: 1. Intanto, la nostra biologia mette in moto tutti i segnali di allarme. È come se viaggiassimo con l'aria tirata in macchina: si consuma moltissima energia. Questo esempio le nuove generazioni non lo possono comprendere, dato che le auto odierne non hanno l'aria da tirare. Per semplificare, si trattava di sovralimentare l'auto per agevolarne la messa in moto e il riscaldamento del motore nei primi km di marcia, soprattutto a motore freddo d'inverno, quando non ne voleva sapere. 2. Il secondo problema è che tutti i nostri recettori esterni, che normalmente ci danno segnali di avvertimento e permettono di evitare incidenti, in caso di eccesso di stress sono rivolti al problema ed è proprio in quel momento che possono capitare degli incidenti o qualcosa del genere. Che cosa succede? Abbiamo vissuto qualcosa che ci mette in una situazione di stress, a cui pensiamo tutta la giornata ed a volte anche per parecchio tempo. Si mangia meno bene, si dorme meno bene. Si è in conflitto. C'è qualcosa che dobbiamo risolvere e che non riusciamo a risolvere. Se il pensiero non può risolverlo, se le azioni non possono risolverlo. Se non si può fuggire, né combattere, si è nella INIBIZIONE DELL'AZIONE. Allora, il cervello biologico deve dare una risposta. Perché, altrimenti, si muore. Trovare il modo di fuggire, o di combattere. (Sintesi tratta da https://docplayer.it/20941690-Introduzione-alla-psico-biologia-le-regole-di-base-da-considerare-sempre.html ) Ma era necessario ridurre lei al dover elemosinare supporto e protezione ad un solo uomo, cercando di controllarlo e umiliarlo, quando ne ha bisogno tutto il tempo ed era la dimensione tribale, a fornirglielo, era necessario ridurre lui a dover elemosinare figa da una sola donna, quando ne ha bisogno ogni giorno e in varietà? Non lo so. Ma se questo è il teatro operativo dato, non ci resta che trovare il modo, qualunque modo, per fuggire o combattere. Lascio una goccia di speranza... Nel 1959, molto tempo prima che Langford scoprisse l’empatia nei topi, Russell Church […] pubblicò un articolo […] intitolato Reazioni emotive dei ratti al dolore altrui. Church aveva allestito un esperimento in cui i ratti venivano addestrati a premere una leva per ottenere del cibo come ricompensa. Quindi, in una gabbia adiacente, aveva approntato una “stanza della tortura”, il cui pavimento era una griglia elettrificata su cui avrebbe poggiato le delicate zampe degli animali. Quando un ratto, nella prima gabbia, premeva la leva, la scarica di corrente, percorrendo la griglia, raggiungeva la gabbia adiacente e il ratto che la occupava prendeva la scossa. Church osservò che i ratti non premevano la leva per ottenere il cibo, se vedevano che un consimile riceveva la scossa. Nell’esperimento un ratto, anche se affamato, si rifiuta di mangiare se per ottenere il cibo deve elettrificare un suo simile. Nel ’62 viene pubblicato lo studio di Rice e Gainer L’altruismo nel ratto albino, che dimostra come i ratti tendano ad aiutare i consimili posti in situazioni angoscianti. Un ratto veniva sospeso in aria tramite una bardatura e, in questa posizione, solitamente squittiva e si contorceva, mentre il ratto nella gabbia vicina poteva farlo scendere premendo una leva. La vista di segnali di angoscia nell’individuo tenuto sospeso faceva sentire a disagio l’altro ratto che agiva per alleviarne le sofferenze. (Riassunto t-ratto da https://www.derattizzazione-disinfestazione.it/blog/2012/03/30/topi-e-ratti-emozioni-complesse/) Anche dei fottuti ratti ce la fanno. Anche dei fottuti ratti riconoscono l'angoscia di un simile e ci fanno qualcosa. Ci sarà speranza per i primati genere homo? Ce la potranno fare? Manco li ratti. Stanno messi come la gente imprigionata in una relazione. Trilly, Shriekin D., Brif e 21 altri ha reagito a questo 13 10 1
lipstickjungle [Donna] 404 Inviato 15 Gennaio 2019 Autore Inviato 15 Gennaio 2019 Ho notato che tende a voler comandare . Ogni qualvolta propongo una cosa io mi dice di no e propone lui qualcosa per il giorno dopo . Non è un po' strana questa cosa ?
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175054 Inviato 15 Gennaio 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 15 Gennaio 2019 Il 15/1/2019 alle 19:04 , lipstickjungle ha scritto: Ho notato che tende a voler comandare . Ogni qualvolta propongo una cosa io mi dice di no e propone lui qualcosa per il giorno dopo . Non è un po' strana questa cosa ? Strano nel senso di non normale per te, o strano nel senso di non normale biologicamente? Sono moltissimi anni che quando lasciamo una decisione in mano ad una donna o non si scopa o non si scopa e si va in due contro un muro. Siamo più lenti ad apprendere dei cani, che sono più lenti ad apprendere dei topi, ma prima o poi uno ci arriva. Detto ciò, che è ovviamente estremizzato per ignorantare un po'. Non è normale per te, nel senso che in passato hai frequentato maschi che fanno prendere decisioni ad una femmina? Se sì, ho una sensazione circa la tua ansia. Mi viene in mente il bambino il cui padre invece di dirgli "oggi andiamo dalla nonna [perché ci tiene e ti fa da mangiare i cappelletti - aggiunta carina ma non dovuta]" gli chiede "oggi vuoi andare al parco giochi o vuoi andare dalla nonna?" Sembra gentilezza. In realtà sta facendo crollare il mondo a quel bimbo che entrerà sempre più in uno stato d'ansia. Perché aveva bisogno di una figura forte che sa cosa si fa oggi, e perché. Non di scelta. La scelta lo grippa, non può più stare sereno perché perso com'è nei pensieri starà tutto il tempo a chiedersi cosa sarebbe successo di meglio se fosse andato, se avesse scelto, l'altra cosa. Ad esempio, noterai che a volte devi uscire con uno e perdi due ore a pensare a cosa metterti. A me piace dire ad una come vestirsi, mi piace dirle "mettiti quel vestitino nero che avevi quando ci siamo conosciuti". Le sue amiche potranno dirle che tiranneggio. Il fatto è che io lo so benissimo come ho voglia di scoparla quel giorno, lei non lo sa e nemmeno sa cosa voglia comunicare vestendosi. Black Diamond, Fabbio, Shriekin D. e 12 altri ha reagito a questo 12 3
lipstickjungle [Donna] 404 Inviato 15 Gennaio 2019 Autore Inviato 15 Gennaio 2019 4 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: Strano nel senso di non normale per te, o strano nel senso di non normale biologicamente? Sono tipo 2,8 milioni di anni che quando lasciamo una decisione in mano ad una donna o non si scopa o non si scopa e si va in due contro un muro. Siamo più lenti ad apprendere dei cani, che sono più lenti ad apprendere dei topi, ma prima o poi uno ci arriva. Detto ciò, che è ovviamente estremizzato per ignorantare un po'. Non è normale per te, nel senso che in passato hai frequentato maschi che fanno prendere decisioni ad una femmina? Se sì, ho una sensazione circa la tua ansia. Mi viene in mente il bambino il cui padre invece di dirgli "oggi andiamo dalla nonna [perché ci tiene e ti fa da mangiare i cappelletti - aggiunta carina ma non dovuta]" gli chiede "oggi vuoi andare al parco giochi o vuoi andare dalla nonna?" Sembra gentilezza. In realtà sta facendo crollare il mondo a quel bimbo che entrerà sempre più in uno stato d'ansia. Perché aveva bisogno di una figura forte che sa cosa si fa oggi, e perché. Non di scelta. La scelta lo grippa, non può più stare sereno perché perso com'è nei pensieri starà tutto il tempo a chiedersi cosa sarebbe successo di meglio se fosse andato, se avesse scelto, l'altra cosa. Ad esempio, noterai che a volte devi uscire con uno e perdi due ore a pensare a cosa metterti. A me piace dire ad una come vestirsi, mi piace dirle "mettiti quel vestitino nero che avevi quando ci siamo conosciuti". Le sue amiche potranno dirle che tiranneggio. Il fatto è che io lo so benissimo come ho voglia di scoparla quel giorno, lei non lo sa e nemmeno sa cosa voglia comunicare vestendosi. Di solito nel mio gruppo di uscite sono quella che organizza tutto. Avevo un ragazzo che tendeva a programmare ma me ne rendeva partecipe in ogni caso . Questo suo comportamento mi spiazza perché non so se è perché vuole fare colpo su di me oppure è solo stanco .
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175054 Inviato 15 Gennaio 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 15 Gennaio 2019 1 minuto fa, lipstickjungle ha scritto: Di solito nel mio gruppo di uscite sono quella che organizza tutto. Avevo un ragazzo che tendeva a programmare ma me ne rendeva partecipe in ogni caso . Questo suo comportamento mi spiazza perché non so se è perché vuole fare colpo su di me oppure è solo stanco . Oppure ti odia. Non puoi mai sapere cosa gli possa frullare in testa. Però se invece di pensarci gli slacci la patta, al 95% ci hai preso. Fabius king, Dream_, Trilly e 8 altri ha reagito a questo 5 3 3
lipstickjungle [Donna] 404 Inviato 15 Gennaio 2019 Autore Inviato 15 Gennaio 2019 1 minuto fa, ^'V'^ ha scritto: Oppure ti odia. Non puoi mai sapere cosa gli possa frullare in testa. Però se invece di pensarci gli slacci la patta, al 95% ci hai preso. Avrei voluto farlo proprio stasera 😅 ^'V'^ e Fabbio ha reagito a questo 2
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175054 Inviato 15 Gennaio 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 15 Gennaio 2019 Adesso, lipstickjungle ha scritto: Avrei voluto farlo proprio stasera 😅 C'era qui una polacca in vacanza. La mattina dopo lo ius primae noctis ci alziamo e inizia ad angosciarsi su programmare cose da fare nella mattinata, posti dove andare, organizzare... L'unica cosa che vedevo nei suoi programmi ipotetici è che non c'era logistica, non c'era fuck location, c'era solo rovinarsi il tempo a vicenda. Allora le dico che andiamo a fare una passeggiata lungo mare. Davanti a casa. Ad un certo punto a furia di toccarle il culo troviamo un posto al riparo da sguardi e inizio ad essere volgare. A lei piace, ma le piace un po' meno che possa passare qualcuno, e quando qualcuno passa mi chiede di andare a casa. Che era esattamente il mio progetto, l'unico sensato e win win. Ma doveva affiorare da lei, se no magari le pareva di essersi persa non so, un viaggio in taxi. Cose di nessun conto. E così andiamo a casa e ci stiamo fino a che deve scappare a fare la valigia che rischia di perdere l'aereo. Non mi interessa se quando ho bocciato le sue idee e ho detto di andare a fare una passeggiata ha pensato che volessi dimostrare qualcosa, che volessi fare colpo, che fossi stanco, che la odiassi, che fossi maschilista, che fosse bossing, che... Non mi interessa, mi interessa solo far funzionare le cose e che siano win win. Dopo ha ringraziato. vegeta, - Raiden -, Trilly e 12 altri ha reagito a questo 9 4 1 1
lipstickjungle [Donna] 404 Inviato 15 Gennaio 2019 Autore Inviato 15 Gennaio 2019 1 minuto fa, ^'V'^ ha scritto: C'era qui una polacca in vacanza. La mattina dopo lo ius primae noctis ci alziamo e inizia ad angosciarsi su programmare cose da fare nella mattinata, posti dove andare, organizzare... L'unica cosa che vedevo nei suoi programmi ipotetici è che non c'era logistica, non c'era fuck location, c'era solo rovinarsi il tempo a vicenda. Allora le dico che andiamo a fare una passeggiata lungo mare. Davanti a casa. Ad un certo punto a furia di toccarle il culo troviamo un posto al riparo da sguardi e inizio ad essere volgare. A lei piace, ma le piace un po' meno che possa passare qualcuno, e quando qualcuno passa mi chiede di andare a casa. Che era esattamente il mio progetto, l'unico sensato e win win. Ma doveva affiorare da lei, se no magari le pareva di essersi persa non so, un viaggio in taxi. Cose di nessun conto. E così andiamo a casa e ci stiamo fino a che deve scappare a fare la valigia che rischia di perdere l'aereo. Non mi interessa se quando ho bocciato le sue idee e ho detto di andare a fare una passeggiata ha pensato che volessi dimostrare qualcosa, che volessi fare colpo, che fossi stanco, che la odiassi, che fossi maschilista, che fosse bossing, che... Non mi interessa, mi interessa solo far funzionare le cose e che siano win win. Dopo ha ringraziato. Sei così spietato da essere tremendamente divertente xD MagniFico, Edo e ^'V'^ ha reagito a questo 2 1
Zugzwang [Élite] 752 Inviato 15 Gennaio 2019 Inviato 15 Gennaio 2019 (modificato) 3 ore fa, ^'V'^ ha scritto: C'era qui una polacca in vacanza. La mattina dopo lo ius primae noctis ci alziamo e inizia ad angosciarsi su programmare cose da fare nella mattinata, posti dove andare, organizzare... L'unica cosa che vedevo nei suoi programmi ipotetici è che non c'era logistica, non c'era fuck location, c'era solo rovinarsi il tempo a vicenda. Allora le dico che andiamo a fare una passeggiata lungo mare. Davanti a casa. Ad un certo punto a furia di toccarle il culo troviamo un posto al riparo da sguardi e inizio ad essere volgare. A lei piace, ma le piace un po' meno che possa passare qualcuno, e quando qualcuno passa mi chiede di andare a casa. Che era esattamente il mio progetto, l'unico sensato e win win. Ma doveva affiorare da lei, se no magari le pareva di essersi persa non so, un viaggio in taxi. Cose di nessun conto. E così andiamo a casa e ci stiamo fino a che deve scappare a fare la valigia che rischia di perdere l'aereo. Non mi interessa se quando ho bocciato le sue idee e ho detto di andare a fare una passeggiata ha pensato che volessi dimostrare qualcosa, che volessi fare colpo, che fossi stanco, che la odiassi, che fossi maschilista, che fosse bossing, che... Non mi interessa, mi interessa solo far funzionare le cose e che siano win win. Dopo ha ringraziato. Questo tipo di comportamento win-win, fino a che punto è studiato a tavolino o è invece frutto di sensazioni?!? Cioè, non sarebbe bastato dirle che volevi rimanere a casa a fare il maleducato fino a quando lei non sarebbe dovuta partire?!? Lo chiedo perché più volte ho avuto la sensazione che le proposte di lei non fossero azzecate, ma è una sensazione più del tipo " a me non va di fare quello che proponi tu", però poi strategie in mente per farla capitolare verso la mia di proposta ( che presumo possa essere win win per entrambi) non me vengono... E allora o capitolo io o arrivo direttamente a fare la mia controproposta diretta... Per farla breve strategia studiata a tavolino o semplicemente seguire le proprie sensazioni?!? Modificato 15 Gennaio 2019 da ottone ^'V'^ ha reagito a questo 1
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175054 Inviato 16 Gennaio 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 16 Gennaio 2019 5 ore fa, ottone ha scritto: Questo tipo di comportamento win-win, fino a che punto è studiato a tavolino o è invece frutto di sensazioni?!? Cioè, non sarebbe bastato dirle che volevi rimanere a casa a fare il maleducato fino a quando lei non sarebbe dovuta partire?!? Lo chiedo perché più volte ho avuto la sensazione che le proposte di lei non fossero azzecate, ma è una sensazione più del tipo " a me non va di fare quello che proponi tu", però poi strategie in mente per farla capitolare verso la mia di proposta ( che presumo possa essere win win per entrambi) non me vengono... E allora o capitolo io o arrivo direttamente a fare la mia controproposta diretta... Per farla breve strategia studiata a tavolino o semplicemente seguire le proprie sensazioni?!? Faccio una dovuta premessa: Sembra che tu stia parlando di un possibile date o simili, ovvero una situazione in cui devi sborrare e hai il cervello in pappa, strategicamente, e quando sei un maschio che deve sborrare, mangiare o dormire sei un po' come un democratico o una donna, riesci a congegnare pensieri in accordo o in disaccordo, con ciò che ti viene proposto, ma non puoi formulare soluzioni geniali diverse. Non puoi se non dormi da giorni, se non mangi da giorni, se non scopi da ore o giorni. In quei casi le persone riescono giusto ad esprimere assenso o dissenso su questioni in bianco o nero come immigrati sì, immigrati no, soldi distribuiti ai poveri, soldi alla piccola media impresa, i gay si possono sposare, i gay non si possono sposare... ragionando un po' come donne, in bianco e nero e sempre convinte di volere qualcosa ma non sapere cosa, poi quando la vedono o sentono dire, gradiscono o rifiutano. Infatti sanno sempre cosa non vogliono, e sanno che vogliono tantissimo qualcosa ma non sanno cosa. La scena gestionale, di bilancio, di politica interna ed estera, di una popolazione in cui a decidere sono in concerto donne e maschi che non scopano diverse fighe al giorno, diventa alla fine quel teatro dei burattini per cui tipo il 41% dice immigrati sì, il 44% dice no, e vince il no. In realtà gli unici che avrebbero saputo ragionare con il bisturi e non con l'ascia, e che avrebbero proposto soluzioni creative, evidence based e mandatorie, da realizzare in ogni punto senza fiatare, si ringrazia dopo, sono quel 5% che è rimasto fuori dal tiro alla fune dei guelfi contro i ghibellini. La premessa l'ho dovuta fare perché nel momento della presa in carico del destino della mattinata io avevo scopato due o tre volte. Avevo dormito, e avevo mangiato. Non si può essere così lucidi nel decidere per un date su cui si deve puntare per sborrare, ed è normale a quel punto sia l'inerzia che il rifiuto senza però migliori alternative, di ciò che viene proposto. Detto questo... entra in gioco un altro fattore, relativo al perché ho scelto "passeggiata". Infatti avevo scopato lei, non lei e un'altra, per cui il mio disagio di fondo lo sentivo, non potevo avere una reale visione dall'alto "della foresta" renderizzata in real time. Ma nemmeno ero in emergenza costretto a rispondere in modo binario veloce sì/no agli alberi che mi si presentavano. Avevo bisogno di un po' di tempo per capire come fare, per vedere svilupparsi la scena. E qui entra in gioco il concetto di passeggiata. Ma prima dobbiamo capire un altro concetto, che lo introduce. Non puoi dare una bistecca ad un bebè e non puoi prendere uno squalo con un verme. Devi dargli qualcosa di abbastanza piccolo che senta di poterlo masticare, e abbastanza grande o di qualità perché lo desideri. Se vuoi far affiorare nella sua mente una volontà di collaborazione, ti serve capire che esca usare. Se vuoi capirlo, devi metterti nella sua mente e pensare come lei pensa. Il che è ben diverso dal correggere, rifiutare o anche validare come lei pensa. Per questo credo che la natura abbia fatto sì che nessuna donna passi una fase Master, ma che ogni uomo durante la giovinezza attraversi una fase puttana anche se master per natura. Perché il Master si ricorda e capisce come la preda pensa e sente. Devi sapere quale sarà la prossima mossa della preda, prima che lo sappia lei che agisce di impulso secondo rifiuti o gradimenti bianco/nero. Lei ad esempio è una bella donna con bassa autostima. Non sa cosa provi per il suo seno acerbo e mai pervenuto, non sa che ti piace. Lei pensa che le manchi qualcosa ai tuoi occhi. Non devi validare questo suo pensiero, dicendole che sì, starebbe bene con il silicone, e non devi rifiutarlo dicendo che ti piacciono da matti e sono ipersensibili come piace a te. Devi sapere quale sarà la sua prossima mossa perché sei stato bambino senza scooter quando piacevano alle ragazze solo quelli con un bello scooter. Sai benissimo come si sta ad essere senza tette, e come ci si dimentica addirittura di avere un bel culo in compenso. Ci sono diversi stili di Mastering, ora la faccio breve, per chi appartiene a ciò che chiamo classe King, la sua bassa autostima è un vantaggio tattico, e per ottenere maggior vantaggio dovrà abbassargliela ancora di più. Se non è abbastanza bassa, dovrà abbassargliela. Per il Master King la puttana (maschio o femmina che sia) è un oggetto e, se parliamo di oggetti, vuoi pagarli meno che puoi e ricavarci più che puoi. Dopo averli ristrutturati e migliorati. Nel caso del King il win win è ottenuto in questo modo. Ottimo se vuoi diventare un artista di successo, ti darà il successo dopo averti reso commerciabile e ristrutturato nell'immagine. Per poterti ristrutturare e migliorare, deve prima mettersi in posizione Top/down e farti sentire sbagliato, in cerca di consigli e di intervento esterno. Per il suo tornaconto e il tuo. Per quelli classe Prince of Darkness o Predator (Prince of Darkness è un Predator al servizio di altri Predator), invece la bassa autostima è uno scalino in più da superare nel favorire l'autonomizzazione e l'empowerment della puttana. Perché ragiona a clan, non a piramide. A sinergia di potere. Infatti hai notato che ho deciso io ma ho fatto affiorare in lei l'idea di andare a casa. Non l'ho fatta sentire da meno di me, per poi proporre la mia idea migliore. Non è nelle mie corde, per natura. King o Prince of Darkenss che sia, il punto chiave al momento è che una puttana è debole. Ha un falso senso di sicurezza con cui maschera maldestramente la sua bassa autostima. Proporrà cose per sentirsi in controllo della situazione e convincere gli altri di esserlo. Ed è un dettaglio importantissimo. Se tu non hai problemi di autostima e sei sicuro di te stesso. Dal momento che sei in vacanza una settimana nel luogo dove uno ci vive e conosce la zona, hai forse problemi a chiedergli serenamente cosa proponga, cosa consigli di fare, cosa suggerisca? Io no. E' a casa sua. Mica vado a dire le mie idee per mostrarmi alpha o chissà che, dato che se poi le accetta mi perdo probabilmente qualcosa che non conoscevo. E lui sì. Se Putin fosse mio ospite, mi chiederebbe cosa propongo di fare o cercherebbe di programmare cose dove non conosce? Ma lei si mette a programmare, a fare quella che non è disorientata.... E arriva la sensazione in risonanza di essere il bambino senza scooter che vuole mostrarsi deciso e padrone della situazione per sopperire alla mancanza che sente di avere ma sulla quale tace e prega si taccia. Una puttana è debole. Ha questo falso senso di sicurezza con cui si maschera. Non deve essere né validato, né rifiutato. Conosciuto, e guidato. A me serve favorirne l'autonomizzazione e l'empowerment, affinché desideri collaborare ad un risultato win win. Al King sarebbe servito minarne l'autostima affinché assoggettandosi desiderasse collaborare ad un risultato win win. Una puttana è debole. E' una pecora che bela in cerca di un pastore, è un cane in cerca di un padrone, è un cucciolo stravagantemente in cerca di un... leone? Davvero? Sì. Ora, un pastore guida le pecore dove vuole lui. Ed è perfetto perché lei cerca uno che la guidi dove vuole lui. Se il pastore a metà viaggio si ferma, la pecora se ne va. Deve essere sempre tenuta in movimento, anche se il pastore non sa ancora dove stia andando o come andarci, fino a che lui cammina, lei lo segue. Il Master e la puttana sono un'unità. Lei si occupa di tenersi vicina a lui, e lui si occupa di muovere entrambi in una direzione. Una volta che sta seguendo, controllarla è facile come sparare agli uccelli in una voliera o ai pesci in un barile. Se ti fermi a pensare a cosa fare, o a come fare, lei va in panico e si allontana, allora per non mostrare panico e mascherarlo di una falsa sicurezza, si metterà a organizzare, programmare. Quando sappiamo bene che programmare è un ansiolitico. E' una ricerca di conoscenza di quello che sta per succedere. E sappiamo che andiamo al cinema a vedere un film perché non sappiamo cosa succederà, e come. Due domande: come faccio ad ottenerlo? Come faccio a tenerlo? Queste sono le due domande che il master deve far affiorare di continuo nella testa della puttana. Lei non si sta chiedendo cosa facciamo adesso, cosa programmo, perché lui non è fermo ma sta camminando e lei seguendo. Camminare, muovere. DEVE essere tenuta in movimento. Come faccio ad ottenerlo, come faccio a tenerlo, sono le due domande che il bebè si fa davanti al pezzetto di carne abbastanza piccolo da essere masticato, abbastanza grande e succoso da essere concupito, e che si fa lo squalo davanti all'esca giusta. E sono le due domande che lei si sta facendo camminando. Se sei troppo, troppo inapprocciabile, troppo in alto, la volpe dirà che l'uva era marcia. Deve sentirti all'interno della sua portata. Ed ecco che inizio a toccarle il culo mostrando che mi fa impazzire. E questo ci dice solo che io ho voglia di sborrare, ma non ne fa salire a lei. E però le fa sentire controllo e "lo posso masticare". Allora c'è qualcuna in topless lungo il mare con delle tette grosse. E lei vacilla... inizia a parlare nervosamente. Di story telling casuale e altro fiato alla bocca di poco o nessun conto. Ascoltare cosa dicono è deleterio, porta nel loop infernale di mettersi a rispondere e farsi trascinare nel nulla. A quel punto toccarle il culo non offre nulla. Lo scooter, ricordi? E' passato uno con un bello scooter. A quel punto dirti che hai dei bei capelli non fa nulla. In quel momento l'abbraccio e inizio a strofinarle i capezzoli, la trascino dove passa poca gente e inizio ad essere volgare mostrandomi sì, preso dal suo culo, ma preso dai suoi capezzoli, perché sono reattivi e mi piace darle sensazioni, baciarla e poi alzarle la gonna e cercare di armeggiare per metterglielo in mano mentre libero le tette dalla camicia di forza in cui sono rinchiuse. E c'è l'empowerment, c'è il momento in cui al passaggio di qualcuno, si rende conto che vuole ancora di questa stimolazione emotiva (non quella sessuale, emotiva, sto apprezzando il suo seno pochi secondi dopo che ha pensato di non averlo), ma non vuole la gente che vede. Ti ricordi? Sa cosa non vuole. Sa cosa vuole quando glielo fai, non quando glielo chiedi. La democrazia con destra e sinistra, ricordi? Bianco/nero. Non vuole che vada avanti lì con l'escalation. Ma non può fermarla. Non vuole. Perché sono diventato un'esca che può desiderare, ma che ha qualcosa per masticare. Le ho dato abbastanza autostima per dire, invece di scemenze per sembrare sicura di sé... andiamo a casa e scopami... adesso... Al che posso rispondere... ah, va bene, geniale come idea. Sai, tipo avere un asso di cuori in mano e porgendolo dire "scelga una carta". Ma il fatto è che... Rispondendo alla tua domanda... Non avevo un piano strategico chiaro dal principio, ma avevo abbastanza chiarovisione per sapere che la pecora deve camminare, che mentre cammino ricevo input per cui capisco cosa fare, e che non devo affatto reagire come uno che non mangia/dorme e sborra da due giorni, ossia gradendo o rifiutando quel che propone lei. Camminare. E cercare nell'ambiente la musica da seguire per ottenere il suo empowerment(nel mio caso che funziono valorizzando le persone, non assoggettandole), la collaborazione e il risultato win win. Senza dubbio, sempre nel controllo logistico di essere nei pressi di una fuck location. Woozie, Orph, Shriekin D. e 14 altri ha reagito a questo 9 7 1
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