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lipstickjungle
Inviato
26 minuti fa, Laura Rossi ha scritto:

però mi sento di dire che è stato bravo anche lui a cambiare atteggiamento . se  lui avesse continuato come prima dubito che tu avresti avuto questa reazione 🙂

ma mi sono persa, cosa ha fatto si che lui cambiasse atteggiamento nei tuoi confronti?

Io non ho fatto niente,nessuna tecnica in particolare ma gli ho parlato a cuore aperto mostrandomi vulnerabile perché lo ero, spaventata dalla sua  chiusura eccessiva gli ho chiesto scusa e poi una seconda opportunità.Un freeze di un posto di giorni in cui evitavo di esternare ulteriormente il mio disagio,nessuna frecciatina sui social ed è tornato lui .

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lipstickjungle
Inviato
22 minuti fa, giuseppe90 ha scritto:

Difatti io non lo dicevo a caso.

Non so tu di dove sia, ma dalle mie parti questa è la mentalità del 99% delle ragazze.

Se ci si sposta in città è più facile trovare qualcosa di diverso, ma devi esser fortunato, perché comunque in maggioranza sempre quella è la pappa.

Ora, considera quanto difficile può essere, finita la scuola e l'università e con un lavoro che non offre possibilità di conoscenze femminili, incontrare qualche donna con cui avere una qualche relazione "decente" e "normale"...

Non è questione di paesino o di grande città ma della Grande Madre  (vedesi l'omonimo testo di E. Neumann) e dell'archetipo connesso che influenza il rapporto tra maschile e femminile.

La poesia di Gioconda Belli " Non mi pento di niente " è un esempio lampante di individuazione e distacco da tale archetipo.

giuseppe90
Inviato
21 minuti fa, lipstickjungle ha scritto:

Non è questione di paesino o di grande città ma della Grande Madre  (vedesi l'omonimo testo di E. Neumann) e dell'archetipo connesso che influenza il rapporto tra maschile e femminile.

Non ho letto Neumann, quindi non mi pronuncio.

Sul discorso paesino/grande città, la mia esperienza, e aggiungerei la razionalità, mi dice che l'ambiente (familiare, sociale, ecc.) in cui si cresce è uno dei principali fattori che influenza (in molteplici sensi) il modo che un soggetto ha di vivere la propria sessualità e le proprie relazioni col prossimo (quali che siano).

Quindi crescere e vivere in un paesino di 10-15mila abitanti o in una città di 500-600mila cambia, eccome se cambia.

Tanto per dirne una, c'è minore "controllo" sociale: nel paesino appena metti piede fuori casa lo sanno tutti.

Questo, come è facile intuire, limita fortemente la libertà nei comportamenti, soprattutto per le donne.

Pensa, per capire ciò, alla differenza di comportamento che alcune (diciamo pure molte) donne hanno quando si spostano dalla loro realtà, città abituale, cerchia di amici, familiari, per andare in vacanza o a vivere temporaneamente all'estero...

lipstickjungle
Inviato
23 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Qui può sembrare che vi sia una sorta di islamismo nel drive secondario maschile. 

Non c'è. 

Il fatto è che in natura non esiste la relazione a secco. 

Esiste scopare ed esiste la relazione come funzione del cucciolo. 

Il drive secondario è un drive da luna di miele, si può reggere un mese, forse due, il tempo necessario ad averla ingravidata. 

In quel tempo le stai addosso e sei punito dal dolore se perdi la presa un attimo. 

E' insostenibile per lunghi periodi. 

Oggi per cultura le persone fanno coppia, pur non essendo lei pregna. 

E ci sono due tipi di drive maschile per la coppia senza figli: 

Drive primario, se le cose gli stanno girando bene, cercare altra figa dalla mattina alla sera. A meno che non sia in tunnel vision, che è una condizione temporanea atta ad ingravidarla, non è una condizione perenne, subito dopo torna la ricerca di altri uteri. 

Drive secondario, se le cose nella vita sono andate all'aria... cercare di non sentire quel dolore indicibile che sente se lei si affaccia alla finestra, dà confidenza ad un altro, nemmeno parliamo di vederla tornare ubriaca dal venerdì con le amiche e il resto del tempo a chattare. 

Bella trappola. Almeno ci si venisse un po' incontro, quantomeno capirsi. Siamo nel 2019, progettiamo di mettere piede su marte e le basi fondamentali della nostra vita, immutate da milioni di anni, sono aliene, perfette sconosciute e rinnegate persino in casa propria. 

Ma che tortura. 

Ho passato la serata di ieri a guardare i tuoi video e mi stavo chiedendo se effettivamente avevo fatto la cosa giusta. Oggi ne ho la certezza.

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lipstickjungle
Inviato

@^'V'^ l'unico timore ora è di non competere con le altre dal punto di vista fisico. Lui mi rassicura spesso facendo complimenti e paragoni positivi tra me e la sua ex però io mi definisco una ragazza comune , niente di particolare . La fisicità conta si, ma fino a che punto?

lipstickjungle
Inviato
22 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Quanto conta lo status-potere-successo economico di lui. 

Credi che si senta il padrone del vapore che può avere tutte le modelle da calendario che vuole? 

Lui si sente come te. 

Poi tu puoi volergli bene anche se non ha i soldi per la pizza, ma quando vedi un uomo potente ti bagni e parti con dei viaggi mentali. 

E lui può volerti bene anche se non sei perfetta ma quando vede le veline sente dolore. 

Dal canto tuo sai benissimo che quell'uomo potente che hai visto ti darebbe sesso ma non relazione, facendoti piombare nella depre della "sedotta e abbandonata", per cui ti tieni stretta la relazione che hai. 

Lui dal canto suo sa bene che la velina non la arriva a toccare, la può fare pagando col guanto - che è come non farla - o una volta ogni tre anni perché l'ha beccata ubriaca e appena litigata col ragazzo, se ha fortunissima, ma lei avrà un'entropia altissima e lo farà disperare, non gli fornirà sesso ripetibile a lungo, gli devasterà la possibilità di fare altre, isterizzandosi per essere la reginetta di sto cazzo, e fare altre è il suo motore principale quando sta bene, e cristo se sta bene se sta chiavando una velina, e anzi fornirà quel sesso in faccia a lui a qualcun altro, facendolo piombare in depre. 

E allora siete lì, a proteggervi l'un l'altra da questa depre. 

Tu confortandolo con sesso con meno seccature possibili, se no non vale la candela, lui confortandoti con le tue sensazioni di supporto, comunanza, intimità ecc. 

Tu credi di essere potente perché se lo vuoi umiliare in due giorni ti possono scopare anche in dieci meglio di lui. Non è una cosa che desideri, non è quello che ti fa stare bene, ma puoi. 

Lui invece non è affatto capace di scoparsi in due giorni anche solo una o due meglio di te. E sarebbe ciò che più desidera e l'unica cosa che lo farebbe stare bene, ma non può a meno di pagare. E bisogna poter pagare. I soldi non li regalano, hanno lo stesso tasso di scambio della figa. 

Puoi basare l'equilibrio della vostra relazione su questa asimmetria di potere sessuale. 

In cuor tuo lo sai che è una menzogna. 

Perché sarà pur vero che puoi farti chiavare quasi da chi ti pare, ma quello che cerchi in lui, una relazione più vicina, chi può avere altro e in poco tempo non te la dà. 

Quello che cerca lui sono diverse donne da scopare. Senza scopare sta malissimo, scopando una sta male, a volte malissimo se sono mesi. Le persone vorrebbero stare un po' bene... 

La prima che lo supporta in questo vince la relazione che serve a lei e non a lui. 

A lui servono uteri per stare felice e sereno. 

C'è anche un altro modo per vincere la relazione. 

Assicurarsi che lui sia alla canna del gas, fargli terra bruciata, umiliarlo, spezzargli i sogni, far sì che per poter scopare debba stare in relazione, non trovando nulla al di fuori di quella prigione. 

Questo metodo funziona, non è né buono né cattivo, la maggior parte delle donne italiane sfrutta il ricatto sessuale per trascinare qualcuno che non trova altro e peggiorarne le chance. 

Però per farlo funzionare devi tutto il tempo preoccuparti di migliorare te fisicamente per essere competitiva con le altre attorno e di distruggere le sue possibilità di essere felice, devi sempre essere incazzata con donne più belle e a prezzo di nolo o manutenzione più basso, e devi sempre tessere menzogne e gossip attorno alle stesse per screditarle, devi sempre fare in modo che lui non abbia successo e non faccia carriera, se no dopo può scappare da quello schifo. 

E che cosa hai vinto? Non eri quella che si bagnava con un uomo potente? 

Sei riuscita a rendere impotente un uomo e sentirti potente tu... conosci qualcuno che si bagna con una donna potente? Io no. 

Pensa che se lui avesse una complice nel fare della figa, invece, quella sarebbe una relazione che sceglie, non che subisce, che lo rinforza e gli dà modo di affermarsi nella vita e che gli dà potere, dandone di riflesso alla complice. 

E no, non torna incinto. 

La gelosia biologica femminile non è sessuale, ma relativa al supporto. 

La paura che lui se ne andrà con un'altra abbandonandola. 

Ognuno di noi è alla finestra ogni giorno cercando di meglio per abbandonare chi ci tiene schiavi dell'esigenza base di scopare, privandoci in cambio della varietà che ci serve. Scappare da chi ci tiene in trappola come topi perché non possiamo stare senza figa. 

Ma chi scapperebbe mai da una relazione che gli porta più figa? 

Se la questione dovesse diventare più seria non so fino a che punto sopporterei la presenza degli uteri xD

ganimede
Inviato
Il 11/1/2019 alle 15:52 , ^'V'^ ha scritto:

A noi sembra masochismo, perché siamo autonomi e se stiamo nei pressi di chi ci prende a calci in culo stiamo subcomunicando che ci piaccia. 

Ma è un'etichetta che è un po' miopia di genere, infatti anche noi sembriamo masochisti dato che le donne ci possono parlare, ci possono stare addosso, ci possono fare merdate che le facesse un maschio ce ne saremmo sbarazzati immediatamente, e però non lo facciamo perché ci piace interagire con le loro stronzate, ci fa schifo, lo detestiamo, ma abbiamo bisogno di figa per sopravvivere e stare in salute. 

E non è che in giro la regalino. 

Per cui fino ad un livello di tollerabilità stiamo lì, se no "anche oggi si chiava domani". 

Certo che un calciatore che ha la fila non starà lì, ma non perché sia meno masochista, solo perché ha scelta. 

Allo stesso modo anche loro hanno una necessità primaria, che è quasi forte come il nostro bisogno di figa, e la cui mancanza le terrorizza molto più che prendere due santiddio quanto meritate sberle. 

Qual è il pericolo massimo per un umano di sesso femminile? L'abbandono, l'esclusione. 

Il vero pericolo non è il tipo che beve, che è violento, che gioca d'azzardo, si droga e sputtana i soldi. 

Il vero pericolo profondamente hardwired è essere abbandonate, coi cuccioli o pregne, nella savana.

E non esiste welfare state che possa convincerla del contrario. Perché è hardwired. 

Se la coscienza, la mente razionale, potesse fare override dei sistemi motivazionali intrinseci e arcaici, allora avremmo maschi che invece di impazzire dal dolore se gli hanno toccato la figa, si informerebbero se sia stato usato il preservativo. 

Dopotutto quel sistema motivazionale basato sul dolore indicibile che ti porta a controllare quell'utero su cui investi è lì per proteggere la tua linea di sangue dall'investire su una paternità non tua. 

Se hanno usato il preservativo perché soffri così, perché perdi ogni investimento emotivo in lei e senti dolore fisico come se ti picchiassero? 

Perché è hardwired. 

Allo stesso modo, la donna può pure conoscere a livello dichiarativo che vi siano tutele sociali avanzate per le ragazze madri, che vi siano leggi completamente sbilanciate a suo favore, come la paternità mandatoria, ma le sue reazioni viscero motorie saranno comunque rivolte nella direzione di legarsi al forte e di befriendarlo mostrando sottomissione, non esserne abbandonata.

In gioco non vi è per lei solo il valore intrinseco attribuito al legame in sé, quanto è importante per lei quella relazione d'amore, bensì la sua stessa sopravvivenza e quella della sua prole. 

Sopravvivenza che difficilmente sarà ottenuta legandosi ad un babbo di minchia che permette ad una figa di sclerargli in faccia. 

Perché i pericoli ci sono, e sono tutto intorno. 

Per una distorsione percettiva, alcune società più evolute come diritti civili, protezione fisica del cittadino, livello socio economico, credono che il modello comportamentale "donna che ama chi la prende a calci" sia culturale e la prova sarebbe che abbonda nelle culture meno fortunate da un punto di vista dell’istruzione e del livello socio economico, quando non dei diritti delle donne.

La distorsione è dovuta al fatto che la riattivazione di questo pattern comportamentale che si fonda sulla percezione di un rischio incombente, insostenibile e legato all’abbandono, ha maggiori probabilità di attivarsi in condizioni che vengono percepite come pericolose.

Non perché il soggetto umano femminile non ha studiato o è immerso in una qualche cultura tradizionalista, ma proprio perché normalmente, le società meno ricche, con meno welfare, sono anche società in cui la sensazione di pericolo quotidiano per la propria incolumità, la sensazione di insicurezza, fungono da trigger per l’attivazione del pattern comportamentale innato, un vero e proprio sistema motivazionale femminile.

Nella nostra specie (come in tutti i vertebrati) una particolare strategia innata si aggiunge al sistema di difesa come possibile risposta al pericolo: la ricerca attiva della protezione di un individuo della stessa specie, ma più forte, ovvero il legame di attaccamento.

Questo è vero per i bambini, così come è vero per le femmine adulte, attivate da particolari condizioni che sono assolutamente estranee alla natura della relazione stessa.

Ora, l'evoluzione della neocorteccia ha dotato gli esseri umani (ma pure i topi, cfr Skinner box) di un'ulteriore strategia per affrontare i pericoli, basata sul riemergere di informazioni contestuali collegate ad una situazione già connotata nelle sinapsi da un marker di adrenalina, ossia una situazione pericolosa già vissuta, (o anche di piacere) concetto chiamato iperapprendimento emozionale cognitivo - IEC. 

Questo IEC comporta che quando il contesto appare simile a contesti passati ove si sia esperito dolore, rischio o minaccia di esclusione, abbandono, allora sensazioni, emozioni e pensieri collegati al pericolo e alla difesa riaffiorano automaticamente al flusso della coscienza. 

Così, davanti ad una percezione di pericolo, se in passato si è esperito il senso di difesa e sicurezza mediante la sottomissione al forte e il befriending dello stesso, questa persistenza cognitivo emozionale (ossia intrecciata tra aspetti della coscienza e risposte emotive correlate) può tendere a tradursi in uno stato di adattamento sub ottimale, o addirittura disfunzionale rispetto al contesto. 

Per cui ci sembra masochista. 

Perché il contesto attuale non è la savana pericolosa e cercare attivamente e disperatamente la vicinanza di uno che ti mena può per assurdo comportare più pericoli che lo stare per strada. 

Ma pur allontanando potenzialmente dal raggiungimento degli scopi biologici, viene vissuto, nella riattivazione del pattern comportamentale passato - per passato intendo sia il sistema motivazionale ancestrale, sia il vissuto emotivo biografico di protezione e difesa mediante il befriending e la sottomissione al forte - come funzionale, rassicurante, consolatorio, adattivo e soprattutto come unica forma di risposta possibile ad una situazione di pericolo. 

Tutta questa considerazione a cosa ci porta. 

Ecco, se dopo anni una che ti ha visto forte e risoluto, magari perché l'hai presa a calci in culo quando testava fino a che punto ti può ferire e offendere, ti cerca di nuovo... 

Questo non significa che sia masochista - infatti non sta cercando un dolore, ne sta invece fuggendo uno più grande e cercando la consolazione di una sensazione di sicurezza e difesa.

Significa che qualcosa, qualcosa che sta vivendo, che ha visto per strada, che la televisione le ripete, ha ri-attivato il suo pattern comportamentale della ricerca di aiuto. 

Sta percependo un rischio incombente, sta sperimentando una sensazione di abbandono o minaccia dello stesso, sta vivendo una sensazione di vulnerabilità. 

Ora, se tu quella volta la prendesti a calci nel culo perché ti ci portò - e cristo se ti ci portano - e non perché sei un alcolizzato che tira calci ai gatti per strada, se insomma è corretto il fatto che davanti al pericolo lei si ricordi proprio di te perché sei meno frocio di altri che conosce, a cui può abbaiare in faccia... 

Allora devi essere consapevole che quell'esserino non sta richiamandoti perché vuole altri calci nel culo, ma perché ha bisogno di essere consolata e coccolata, sentirsi sostenuta e protetta. 

Qualcosa ha fatto scattare in lei un senso di pericolo. 

E puoi decidere, se darle tutto questo o se indicarle dove rivolgersi altrove. 

Ma per essere libero di deciderlo, devi toglierti il giudizio, l'etichetta, che lei stia cercando te perché è masochista e non ha un fondo. 

Giudizio, etichetta, che comunque rimangono facili da affibbiare e dannatamente divertenti. 

Ma quella chiamata è una richiesta di aiuto. 

Esattamente come nel nostro caso, quando chiamiamo una che ci ha maltrattati, lei può pensare che siamo masochisti o che abbiamo capito che avesse ragione (!?). Invece quella chiamata nasce da una necessità della sua figa, che è il nostro sistema motivazionale. 

Magari abbiamo visto una sua foto nuova sui social e sentiamo male per la necessità di spruzzarla. 

Quel dolore è più forte del dolore che ci infligge lei parlandoci delle sue stronzate. 

vi sono però casi di donne che si liberano dalla necessità ancestrale di protezione e affrontano il pericolo dell' abbandono vincendo questa  paura innata che sottolineavi ( che spiega in effetti come molte donne permangano i compagnia di un partner manesco fino alle estreme conseguenze come tu ben spiegavi ) così come  vi sono ,parimenti, uomini che vincono la dipendenza dalla necessità  della figa di una particolare femmina e decidono di rinunciarvi per non sottostare più alle angherie che descrivevi..

come , perchè, cosa scatta,....come mai vi sono questi casi spuri (nel senso che sono deviazioni significative dalla media per l' esiuguità con cui si manifestano) ?..mi piacerebbe leggere un tuo parere su queste circostanze

Inviato
14 ore fa, lipstickjungle ha scritto:

Se la questione dovesse diventare più seria non so fino a che punto sopporterei la presenza degli uteri xD

Per mia esperienza sei sicuramente in numerosissima compagnia femminile, tutte le donne che si sono innamorate davvero (intendo non la prima parte di farfalle ma proprio innamorate) sono passate automaticamente in questa visione del non sopportare altri uteri.

Quindi io non so come se ne esce da questa cosa, la accetto come parte della cosa e a malincuore so quando succede così difficilmente le cose durano con un win win reale.

 

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