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Inviato
45 minuti fa, purple pill ha scritto:

ho letto qualcuno dire che era questa “la vera emergenza”.

Se poi consideri che hanno ampliato a ventaglio la classificazione di violenza sulle donne, coprendo parti di comportamento normalissimo del nome "violenza sulle donne"... 

Allora quello 0,6 in più potrebbe addirittura significare un 30% in meno, se si usano i parametri onesti. 

Ad esempio se una moglie dichiara di aver scopato col marito a volte che lui aveva voglia e lei poca, oggi viene annoverato come violenza sulle donne, se ha chiesto al marito come stesse con un vestito e lui le ha detto che stava meglio con l'altro, con i termini odierni è violenza sessuale. 

L'ha giudicata in base all'estetica. 

Il che per una magia semantica è passato da essere normalissimo, all'essere violenza di genere, all'essere violenza sessuale, dato che hanno cambiato la parola "di genere" con "di sesso" e da lì "sessuale". 

Non so quando una donna dice che la cravatta azzurra stava meglio di quella a pois, se questo si potrà un giorno definire stragismo di stato. Non lo so. 

Ma noto che i numeri sono in calo NONOSTANTE si aggrappino a chiamare qualsiasi comportamento violenza sulle donne. 

Si pensi alla gente condannata per violenza sessuale per aver tentato di baciare la tipa che avevano invitato a cena con ovvi intenti di corteggiamento. 

Specificato questo, se un@ persona ti rovina la vita e ti fa del male per anni fino a che perdi la testa e ti parte una martellata sul suo cranio... 

Che questo sia fatto verso un maschio, una femmina, un bianco o un nero, ci dice solo che quella persona ti ha esasperato e fatto perdere il controllo, per anni. 

Ossia, la tua martellata non era contro le donne. 

Non era contro i maschi. 

Non contro i bianchi. 

Non contro i neri. 

Non vai in giro a smartellare i maschi in quanto tali, non vai in giro a smartellare le donne (gente così esiste e sono persone pazze, non maschi o femmine, sono pazzi). 

Nemmeno ti si potrebbe dare del razzista se il target della tua martellata è di colore. 

Dato che non vai in giro a smartellare i neri in quanto tali, ma hai smartellato un tale che ti ha fatto tutti i danni che ha potuto e poi ti ha anche riso e fatto ridere in faccia. 

Non si smartellano le persone, e il fatto che facciano esasperare non è che un'attenuante generica. 

Ma sarebbe da spiegare bene... che di femminicidi in quanto tali, ossia un pazzo che ammazza una donna in quanto tale... ce n'è uno ogni qualche anno... 

Ad esempio a Bologna un pazzo furibondo accoltellò una puttana che non conosceva, in quanto puttana, riuscì a ferirsi la mano da solo, andò all'ospedale ed era così esagitato e la sua versione sulla ferita alla mano era così incoerente... che insistettero un po' e crollò in una piena confessione. 

E' un pazzo, non è un maschio, ho visto quattro poliziotti da bambino, fare fatica a tener ferma una matta che mordeva i bambini al parco giochi, e senza picchiarla era difficile, mordeva i poliziotti e urlava... 

Era una pazza, non una donna. 

Ecco... 

Se anche vogliamo dire che tutte le 40-60 donne che muoiono per mano non femminile ogni anno in italia, comprese quelle morte in una sparatoria per rapina o in un regolamento di conti tra famiglie, siano vittime del maschio e uccise in quanto femmine... ed è un salto logico che farebbe rabbrividire un bambino di quinta elementare.... (ma evidentemente non i lettori adulti di alcune testate giornalistiche di parte). 

Essendo che ogni anno in italia 1500 donne muoiono per condotte conseguenti alle proprie psicosi, qualcuno può dire che l'emergenza c'è, e non è dove la si indica? 

Inviato
15 minuti fa, purple pill ha scritto:

Beh io a pisciare seduto proprio non ce la faccio, tranne subito dopo una trombata violenta, ma li è necessario se non ti piace giocare all’irrigatore da giardino.

 

Albero, lavandino o pisciatoio, si usano in piedi. 

Da bambino mia nonna cercava di forzarmi a pisciare seduto per umiliarmi e dirmi di non sentirmi maschio. 

E odiavo questa cosa, non aveva alcun senso perché col pisellino arrivavo giusto al cesso, per cui era di fatto un pisciatoio. 

Poi crescendo in altezza, piano piano mi sono troppo sollevato dal vater e di fatto gli schizzi di ritorno mi vanno nelle gambe e ovunque intorno, per questa ragione o piscio in piedi nel lavandino, che è un pisciatoio, o nel vater ma seduto, non vedendoci una umiliazione, ma un modo per fare anche la cacca, infatti quasi sempre da seduto mi viene lo stimolo, mentre da in piedi no. 

Se uno è più basso potrebbe non avere quella situazione di schizzi che rimbalzano ovunque per la pressione. 

In ogni caso il mio posto preferito per pisciare è la doccia. Se non sono da solo, ancora di più. 

Pisciare sulla gamba di un essere umano che dice no no però sta lì e ride... mi fa molta coccola. 

Sul piangere... piango anche mentre scrivo qua sopra, un sacco di volte. 

O con una musica. 

Il Nocturne di Chopin che hai messo l'altra volta mi ha sventrato, ho pianto a dirotto. 

Però non so farlo a comando. 

Quando recitai da cane in un cortometraggio che per pietà non fu mai nemmeno montato, dovevo piangere in una scena, e non ci fu modo di farlo realmente, nemmeno col wasabi nel palato. 

E considerando che era una scena che avevo vissuta simile e non serviva nemmeno fingessi, ma solo rivivessi... 

E che ero davvero, non per finta, preso della coprotagonista... 

Non so proprio recitare. 

Inviato
5 minuti fa, purple pill ha scritto:

Li hanno fatti un paio di “Straight pride” negli States.

mo’ senza offesa, ma sembrava più la festa dei maschi che non scopano

Secondo me è molto importante che i gay siano orgogliosi di essere se stessi alla luce del sole. 

E parimenti è importante che in una società questo sia possibile ed anche incoraggiato. 

Chissà quanti mariti getterebbero la maschera e direbbero come stanno le cose. 

Mi dispiace solo che diventi una baracconata tipo carnevale, tale da imbarazzare chi è gay ed orgoglioso di essere se stesso, e creare ancor più diffidenza in chi è omofobo e spaventato dal fare outing, in primis con se stesso. 

Trovo poco sensato che gli etero vogliano uno spazio in cui fare outing pubblico e si dicano orgogliosi del loro essere speciali. 

Però capisco la discriminazione che oggi come oggi, soprattutto negli States, vive un maschio bianco ed eterosessuale, e capisco certe forme di rappresentazione del dramma che vivono in tal senso. 

Forse tra mille anni anche il 90% degli etero, che sono poligami naturali, se la sentiranno di sfilare in quanto poligami ed orgogliosi di esserlo. 

Per ora meglio dire di essere gay, possibilmente con madre ebraica, padre di colore e se ci scappa anche una disabilità... perché no. 

Inviato

 

17 minuti fa, purple pill ha scritto:

i rilevamenti annuali però si fanno sulla base delle denunce, che spesso passano per i centri antiviolenza che alla stesura di quel questionario contribuirono apertamente.

Se si facessero sulla base delle condanne ad indagini finite, ascolterei. 

Ma considerando il raggiro sociale che sono certi centri antiviolenza, che somigliano più ad un team fatto per fare denunce strumentali e politiche, col supporto di avvocati ed advisor del settore... (Senza nulla togliere a violenze vere e centri gestiti da un uomo centrato come nel tuo caso). 

Quando la Carmen di Pietro, magistrato donna, dice che otto su dieci delle denunce per maltrattamenti in fase di divorzio sono false e strumentali... 

Se ci mettiamo a contare le denunce invece che i fatti, gli andiamo dietro. 

I fatti che ho potuto vedere nella mia vita non escludono affatto che la figlia del tuo conoscente sia stata ammazzata dall'ex... 

Nemmeno che questo ex avrebbe potuto ammazzare uno che ci prova con lei su facebook e però non se ne sarebbe nemmeno parlato. 

Ma per la stragrande maggioranza (parlo di situazioni sul lavoro) riguardano un tizio che, complice l'alcool e l'esasperazione, la disperazione o la scoperta di corna in real time, allunga una spinta, una sberla, due urli o una tirata di capelli... e ci si trova a doverlo proteggere dal linciaggio ad opera di tutti i maschi presenti, anche quando i presenti non hanno seguito la scena e non ne sanno nulla, non sanno che lei lo ha aggredito, che lui dopo tre pugni in faccia le ha dato una spinta per levarsela via e lei è caduta. 

Allora, quando leggo certe stronzate sui maschi cattivi con le donne, mi chiedo sempre... 

Ma parlano di quegli stessi maschi che se vedono sfiorare una donna anche nel pieno della ragione, perdono ogni lume e cercano il linciaggio in strada? Proprio perché hanno 

17 minuti fa, purple pill ha scritto:

forza, istinti violenti, territorialità.

 

Parlano dei criminali in carcere, abbrutiti e violenti, che se entri per aver fatto del male ad una donna ti devono mettere in isolamento se no ti uccidono? Proprio perché hanno 

17 minuti fa, purple pill ha scritto:

forza, istinti violenti, territorialità.

Di chi parlano? 

Di che maschi? 

Come fanno a dire "i maschi". 

Spero che un domani almeno dai libri di storia ci facciano delle sonore pernacchie. 

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Inviato
Adesso, purple pill ha scritto:

No, fidati che non è andata per niente così 

Cosa?

Inviato
15 minuti fa, purple pill ha scritto:

La storia di cui parlavo. Li c’è stata anche una certa pianificazione.

 

Certo, ma infatti per questo la escludevo dal resto. 

Il resto dei fatti, in cui se è vero che ogni tanto qualcuno fa dei danni, è vero nella mia esperienza che "i maschi" sono invece quelli lì che rischiano seriamente di linciare un altro maschio anche solo per una sberla o uno spintone. 

E allora mi chiedo se quando dicono che i maschi sono cattivi con le donne, si riferiscano a quell'uno su un milione che fa una merdata come l'ex della tua amica, o se si riferiscano a quei 999'999 che se vedono sfiorata una donna, anche se questa ha torto marcio, diventano matti e si scagliano contro chi l'ha toccata. 

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Inviato (modificato)
1 ora fa, purple pill ha scritto:

Ora, di uomini che non riescono a mettersela via quando vengono lasciati e fanno queste robe ce ne sono.

E in alcuni casi, vanno curati.

Premesso che concordo con quasi tutto il contenuto del tuo post e che giustamente hai aggiunto "alcuni", ma a me prudono le dita e devo proprio dire una cosa che probabilmente sarà molto impopolare, ma non me ne frega assolutamente niente.

Si parla di comportamenti violenti, di stalking, ecc.

Ce lo ricordiamo vero che questi comportamenti non sono poi così infrequenti in natura, ma che più probabilmente, prima della costituzione di grandi (ma và, anche piccole) società, risultavano piuttosto frequenti anche nella nostra specie?

Non importa andare a cercare lontano, basta fare qualche ricerca sui comportamenti che potremmo generalmente indicare come violenti che mettono in essere i nostri cugini primati.

Non voglio svelarvi nulla, andate a cercare. Ne vedrete delle belle.

 

Percival, stai giustificando i comportamenti violenti!

Launch alloraseiunviolento.exe

No, non c'entrano nulla le giustificazioni.

Sto puntando il fascio di luce su ciò che sta accadendo con la narrazione culturale predominante dell'occidente: tutto ciò che è natura, naturale, tutto ciò di noi che urla a squarciagola la nostra appartenenza al regno animale sta venendo non solo sminuito, ma demonizzato e si sta poco alla volta trasformando in un tabù.

La de-umanizzazione dell'uomo sta poco alla volta prendendo piede.

Per vivere in una comunità, in una società, è necessario devolvere parte del proprio potere personale (e dunque, assoggettare parte delle proprie pulsioni) alla stessa.

Cessione del potere, per ottenerne dei dividendi.

Bene.

L'individuo che si rifiuta in maniera "eccessiva" di cedere potere alla società, al cosiddetto leviatano, viene definito "socio-patico".

Qual è il problema?

Che i confini di questa definizione si stanno allargando troppo, tentando di disumanizzare comportamenti che sono, nelle loro radici, completamente umani (escludiamo dall'equazione i soggetti con problemi clinici diagnosticabili).

L'omicidio è disumano?

No. L'omicidio è un comportamento umano, punito - a specifiche condizioni - all'interno delle norme di una comunità, stabilite per cercare di conseguire un bene superiore collettivo.

La violenza è disumana?

Dai ragazzi, è una barzelletta. La gente che oggi appiccica a chiunque del violento sta a sua volta esercitando violenza su di lui e sugli altri, cercando di imporre il proprio frame di lettura.

Non esistono persone o interazioni che possano esimersi in modo assoluto dalla violenza. La violenza, in senso lato e meno appariscente, è ovunque, anche negli atti dei pacifisti.

I comportamenti violenti sono perfettamente umani, ma si sceglie di punirli in favore di un bene collettivo maggiore.

 

Capite qual è il punto?

Il punto è che poco alla volta certe correnti ideologiche deliranti stanno cercando di patologizzare la Natura.

Ciò che esprime individualismo è patologia.

Ciò che si oppone al pensiero mainstream e rifugge la retorica delle dicotomie, è patologia.

Ciò che riafferma il potere del singolo e sconfessa l'autorità dell'establishment, è patologia.

 

E qui siamo profondamente InTopic.

Perché è naturale che Tizio abbia mal di pancia se Carmela LaGnocca (cognome) va a ballare senza di lui e si mette la minigonna rasoculo.

E' normale, maledizione.

E invece no! Oggi è patologico: l'uomo 2.0 deve liberarsi della sua sudicia natura umana.

 

Spero nel mio piccolo di poter ostacolare, in qualsiasi modo, il radicarsi di certe posizioni estremiste.

Mica per me, ma per quei figlioli di cui incrocio gli sguardi in giro. Non sanno ancora di esser nati intrinsecamente "sbagliati".

 

Modificato da Percival

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