Zugzwang [Élite] 752 Inviato 12 Novembre 2019 Inviato 12 Novembre 2019 20 minuti fa, Bussola ha scritto: E' frocio , e i froci devono dimostrare di essere "maschi". Io facevo i vestitini per le barbie da piccolo, mi piaceva disegnarli , tagliarli , cucirli e vestirle. Quando lo racconto , non avendo amici froci, nessuno dice niente . Guarda non credo...non sto lì a spiegarti il perché. Però, siccome non perde occasione ,seppur scherzando, di ribadire che lui è etero e io no... E siccome, gli ripeto sempre, che ribadire una cosa scontata significa proprio confessare il contrario: "Excusatio non pentita, accusatio manifesta" Secondo me ha paura di esserlo...e tenta di esorcizzare... Ma secondo me non lo è...
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 12 Novembre 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 12 Novembre 2019 19 ore fa, ottone ha scritto: Strano... A me piace molto la conoscenza dei colori... Nel senso che mi diverto proprio a sapere riconoscere la differenza tra un rosso Tiziano, rosso cardinale,cremisi, blu oltremare, acquamarina,ecc... Lo faccio per divertimento, nel senso che se mi capita di vederlo in giro cerco di memorizzare/ riconoscere quella tinta particolare che non è solo rosso o blu o verde o altro. Ora, ogni tanto tra amici mi scappa sta cosa di nominare una tinta particolare... E parte lo sfottò sulla mia omosessualità...sul fatto che un vero maschio etero ( quindi poligamo ndr) debba conoscere solo 3 colori blu rosso e giallo. In particolare un mio amico ci tiene proprio a prendermi in giro ogni volta. Uno che sicuramente ha scopato discretamente, belloccio ed intelligente. Si certo da un po' di anni monogamo e futuro padre. Tu hai affermato il contrario... Lo fa forse per condizionamento sociale, perché in TV Enzo Miccio sa i colori, gli stilisti sono gay e invece il vero macho no?? Sarebbe bello che approfondissi P.S. quando nominai il colore " carta da zucchero" si esaltó in maniera esagerata a prendermi in giro... Facendo la doverosa premessa che le femmine (non i gay, le femmine) discriminano il doppio delle sfumature colore rispetto ad un maschio, il quale ha d'altro canto più percezione del movimento a distanza e nelle tre dimensioni, tipici adattamenti da chi è cacciatore e chi è raccoglitrice di bacche e frutti. Fatta questa premessa... Ogni tanto pianto lì delle frasi a bomba atomica nascoste tra le righe e poi le persone vanno avanti a scrivere e mi chiedo... Ma me l'hanno fatta passare? Le mie frecciatine sui monogami... sono passate? Ahahaha Però in effetti se dicessi a me carta da zucchero io dovrei riconoscere che sei troppo etero e mi si illuminerebbero gli occhi. Al punto che non te ne frega nulla di scheccare, perché sai chi sei. Come io quando mi gaso coi tutorial del trucco e voglio truccare le ragazze. Sta sera al supermercato la cassiera aveva il 41 di Sephora sulle labbra, col suo incarnato e i suoi capelli era la scelta più azzeccata che potesse fare, e la più audace che potesse tentare per colpirmi. Ho parlato con lei delle sue labbra... e l'ho ringraziata per non aver oltraggiato quel colore con uno smalto inappropriato, le ho chiesto se ne conoscesse il nome, del colore. Mi ha detto che sa solo che è il 41. Uff, dagli un nome, se vuoi esserne padrona. I numeri sono per i carcerati, i carcerati pensano solo a scappare, li si tiene lì con la forza, ma se vuoi che queste labbra ti obbediscano, scegli un nome per questa nuance... ti appartiene ciò a cui dai un nome. (Il vero nome è vintage rosewood) Non saprei... Se dovessi dare un nome io al colore che hai così abilmente scelto per colpirmi... le tue labbra diventerebbero mie, tonerò in questi giorni, pensa ad un nome per quel colore, se vuoi essere padrona dell'effetto che mi fai, se tornerò io con un nome.... e tu non lo avrai pensato... allora sarai mia. La tua preziosa bocca, sarà mia. Tu do un indizio per il nome: mi è entrato sotto pelle come un veleno, una goccia di rugiada bevuta dalle tue labbra contiene l'antidoto. Buona serata. Ora, desidero che mi pensi ogni volta che si bagna le labbra di quel colore. E tornare. Vedi... io avevo stivaletti neri da moto, cargo neri, maglietta nera e giacchetta nera. Non è che fossi vestito da primavera in fiore come una ragazza o un gay. Ma proprio perché i colori sono qualcosa che io non ho... Allora sono meravigliosamente attratto, dalla luce, dai colori, dalle tette, da quelle cose che io non ho. La sua anima ad esempio. Per questo mi interessano. Ieri sera ero total black, come un manovrante di scena del teatro kabuki, per mettere in risalto la ballerina... e ho incontrato un amico gay che sembrava un quadro surrealista, un pugno nell'occhio, una camicia floreale anni ottanta, dice che vanno di moda, piena di colori, scarpe colorate ecc. il nostro interesse per i colori è opposto. Ma vivo. Cita Lo fa forse per condizionamento sociale, perché in TV Enzo Miccio sa i colori, gli stilisti sono gay e invece il vero macho no?? Io non so cosa sia questo macho, mi vengono in mente solo bovari texani omofobi e i village people, e tutte quelle estremizzazioni ridicole che si vedono nelle manifestazioni gay o presso le lesbiche batcher. In realtà macho è un range, non il termine di una linea che va da estremo F ad M. Come nel quadrante dell'estintore, c'è un range verde, la pressione è giusta, e prima e dopo è rosso. Meno testo e sei poco macho, un po' di troppo e sei una bomba di estrogeni, una figa. Non so allora cosa sia questa scheccata del macho estremo che hanno, uno studio dice che gli omofobi regivano con irrorazione genitale di sangue alla visione di film porno gay, mentre quelli a cui non dà nessun fastidio fare una TX perché ci vedono una donna, non avevano irrorazione, non erano eccitati nemmeno inconsapevolmente. Noto però che c'è un pattern, in questi soggetti che devono sempre rifugiarsi nella scaletta wiki how del macho provetto. A parte che non ce la possono fare ad abbinare una cravatta ad un fazzoletto o la palette di camicia e abito, sembra lo facciano apposta a dare sui nervi con l'inquinamento visivo... (voglio dire, se devi usare i colori perché sei checca usali a modo, se no usa colori maschili che non sbagli). A parte questo... C'è un pattern. Tendono a costruire relazioni sub e monomandatarie con una fidanzata. E sono secondo me i "colpevoli" di un dato allucinante, secondo cui solo il 62% delle femmine americane, ha orgasmi all'interno di una relazione etero, contro il 75% delle lezzy. Ora, questo è allucinante, ma mi rendo conto che è normale. Non ricordo se fosse un mese fa, ero con una 99 fidanzata, il fidanzato aveva le ferie con quattro giorni di ritardo e sarebbe arrivato mercoledì. Veniva da una precedente storia di 4 anni. Dopo aver spruzzato, ci siamo accoccolati un po' e quando le ho chiesto di mettersi comoda che ora avevo bisogno di una pausa per cui mi sarei dedicato a lei... Mi ha guardato come un marziano. Credeva che la vita fosse un film porno... dove tutto finisce con una sborrata in bocca. Ma che... Avevo una voglia di sentirla venire e tremare, avevo una voglia di sentire sulle labbra le contrazioni del pavimento pelvico, il suo odore... di sentire le sue dita intrecciate alle mie per dire tutto ciò che si imbarazza a dire... E forse è proprio una correlazione, che c'è, tra l'essere il tipo "provider di famiglia monogamo", il capire solo il blu il giallo e il rosso, e questa disperazione silente delle femmine. Credo che siamo tutti, donne. La matrice nella pancia della mamma è unica, poi si differenzia per il testo. Non sono due progetti diversi, antitetici. E' servita la riproduzione sessuata per ottimizzare l'adattamento, soprattutto immunitario, e ok, invece che per partenogenesi abbiamo una fetta di individui che hanno il testo e ci si attrae. Ma... se uno è in linea, davvero, con la natura di una specie poliginica senza dubbio, allora certo che è attratto da più fighe, che è poligamo. Ma non perché è più macho, anche le altre ragazze lesbiche fanno della figa come non ci fosse un domani. Cita In particolare un mio amico ci tiene proprio a prendermi in giro ogni volta. Uno che sicuramente ha scopato discretamente, belloccio ed intelligente. Si certo da un po' di anni monogamo e futuro padre. Bene. Assecondalo. Negli anni '70 negli stati uniti quel tipo di maschi per bene americani, timorati del dio ebraico, che possiedono una pistola, sai mai che arrivi il re di inghilterra. Ecco, loro iniziarono a chiedersi che cazzo avessero in più di loro certi afroamericani che gestivano dieci femmine, dieci pro. Perché la TV può anche dirti che sono costrette... ma ogni volta lo vedevi, che quelle lo adoravano e che erano loro a cercarlo. Allora si creò proprio un'insicurezza generale nel maschio USA. Negli anni '50 si poteva sentire uomo anche se era una schiavetta sub, perché portava i pantaloni e la donna cucinava e faceva la mogliettina. Ma una volta liberate le donne da questa farsa, da questa cretinata rimasuglio scomposto di un'era agricola dalla cultura antinaturale... ci fu un vuoto. Un vuoto perché il maschio USA si domandava. Ma se io ho una sola figa e mi maltratta, mi risponde male... e devo pure pagare per lei... e non la so gestire. Perché "that nigger" ne ha dieci che lo adulano e che gli portano anche i soldi? E' forse più macho di me? E ci fu una corsa al machismo che quando va fuori range diventa caricaturale, da gay pride o da concerto dei village people. I maschi USA risposero a questa insicurezza cercando di competere in machismo. Non con le donne, ma con i papponi. Questo stava creando il sostrato perfetto per una guerra civile, lo sai come sono là, basta che ci sia una rissa e uno che le prende è di colore, che poi gli studenti occupano il campus dicendo che era razzismo e danno fuoco alle auto. Una polveriera insomma. La televisione corse in aiuto alla sicurezza sociale. Iniziarono, nelle serie televisive poliziesche che tanto piacevano ai maschi USA, a mettere le puntate con il pappone afroamericano sulla cadillac cabrio, vestito in modo sgargiante nei colori, effemminato nello stile. Il messaggio che piantarono in testa a quei bovari... con la propaganda nascosta, fu: stai tranquillo, tu sei un vero uomo, lavori sodo e porti la camicia di flanella a quadrettoni, lui ha tante amiche donne perché è più effeminato di te e allora si capiscono tra loro. Il maschio USA si ringalluzzì, con tutta quella propaganda televisiva anni 70-90 col pappone afroamericano decisamente caricaturale, effemminato, sgargiante, checca muscolosa. Il maschio USA pensò... sì, io ne ho una sola che mi rompe pure il cazzo, ma fa da mangiare e io lavoro sodo. Lui ne ha dieci come vorrei io, e gli danno pure soldi, ma il prezzo è essere una checca come le donne, il prezzo è diventare effemminato. Quante scemenze... Però accadde un fenomeno. Eh sì perché molti afroamericani vedevano la TV, e anche loro volevano dieci fighe come il pappone della TV, che palle spacciare weed al lato della strada. Il vero pappone afroamericano, era lontanissimo dall'immaginario televisivo, ma la TV aveva detto a molti giovani spaccini di erba che per essere pieni di figa e denaro quello era il modello. E così per assurdo quelli cominciarono davvero a vestirsi con pellicce ridicole, camice alla Elvis ma colorate... tutti questi renato zero scappati dallo spaccio di weed, che cercavano di farsi un nuovo nome di battaglia come papponi. E per conseguenza, anche le giovani ragazze erano cresciute con le serie televisive, e rispondevano ormai al modello, non alla verità. La verità è che ci sono persone poligame che sanno cosa è la carta da zucchero e sanno cosa è bene per te, e per questo prima delle serie televisive aveva tanto successo il modello di business "mi lego ad un uomo savio che ne ha altre cinque e può indirizzarmi verso i miei sogni". Dopo le serie televisive si ebbe il maschio USA cornuto e mazziato, a pagare il mutuo con la sua camicia orrenda, felice di essere maschio, e non come "that nigger" che piace alle fighe perché è una di loro. E si ebbero tanti afroamericani che tutto erano fuori che manager di donne, i quali pensarono che bastasse vestirsi da freddy mercury però al gay pride, per passare dallo spaccio di erba alla gestione delle creature meno gestibili del pianeta. E si ebbero tante ragazze in cerca di un faro e di una possibilità, che erano state confuse dalla televisione e credevano di trovarlo in quello spaccino di weed cammuffato da figa. Fu un disastro, silenzioso, fuori dai riflettori. Ma per esempio leggendo la biografia di Rosemary, uno di questi, alla fine lui si sposa con una delle tipe, è così devastato da tutti i casini che quelle gli hanno tirato in casa, da tutta la merda che non sapeva gestire... che sposato entra nel mood "padre di famiglia" e pur di non toccare di nuovo tutto quel caos, essendo i due senza soldi... costruisce a mano i mobili per casa loro, si mette a fare il falegname, e lei vorrebbe fare qualche cliente, per aiutarlo, ma lui le dice di no, perché lei se sente un minimo di potere economico diventa ingestibile, diventa il demonio per lui, va bene così, che lui faccia il falegname e che vivano come gli squadrati. E lui è uno che era diplomatico ed intelligente, molto, ma se sei uno spaccino di erba, e ti piace la figa, vendi più erba e vai a puttane coi soldi che ci cavi, lascia perdere 'sta cosa di imparare dalla televisione che se ti metti delle catene d'oro, degli anelli colorati, la tuta colorata nike e le scarpe da ginnastica rosse da mille dollari... dopo puoi gestire l'ingestibile... Lascia perdere, era una cazzata che hanno inventato per mettere sereni i maschi monogami, credenti nella religione, proni ai ditkat culturali sulla famiglia del secolo scorso, perché si stavano sentendo finocchie... quando le donne hanno smesso di giocare alla moglie del cretino. vegeta, Fabius king, Dream_ e 9 altri ha reagito a questo 4 8
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 12 Novembre 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 12 Novembre 2019 3 ore fa, Rivaroxaban ha scritto: Quale organismo vuoi ingegnerizzare con queste endonucleasi? Non so ancora, ma mi fa pensare. Non so se poi clivando la partizione col Cpf1 si potrebbe aver avuto l'effetto adipocitakiller senza tenersi la malattia nel codice. 3 ore fa, Rivaroxaban ha scritto: Mi stupisci anche perche ste cose sono gia abbastanza avanzate come concetti? Hai mai pensato ad una laurea in Medicina e Chirurgia @^'V'^? Non credo ne sarei all'altezza. Di mantenere il giuramento di Ippocrate. Sono troppo curioso... di vedere... cosa succede se.... Ci sono svariati esami di molte facoltà che mi interessano, ma non c'è una facoltà che mi interessi tutta. Alcune materie che si studiano in medicina mi stimolano. Penso sempre "vorrei fare questo tutti i giorni?" Ad esempio mi piacciono alcune manovre dell'osteopatia, e così potrei mettermi 4 anni a studiare tutto il corollario di pseudoscienza strutturale, viscerale e craniosacrale che ci va appresso. E dopo avei il diploma ufficiale. Ma la mia domanda è: se anche mi piace molto poter sbloccare il diaframma bloccato di una ragazza ansiosa e farla sentire a suo agio, se anche mi piace drizzare la schiena a chi è giù di morale e vedere la fisiologia che opera sulla sua psiche e si sente meglio... Vorrei che la mia vita fosse dentro un ambulatorio con un lettino da massaggi a scrocchiare le cervicali a dei vecchi guardando continuamente fuori dalla finestra? No, può interessarmi qualche materia, ma quello non lo sento come ruolo che vorrei vestire e come quotidianità che, potendo scegliere e addirittura sacrificandomi per ottenerla, vorrei. Mio padre dovette mollare medicina al quarto anno per un incidente di percorso che è qui a scrivere. Rubacchiavo i suoi libri da piccolo, così come quelli di ostetricia di mia madre, ma sebbene lui premesse, come il giocatore di baseball mancato che vuol vedere suo figlio giocare a baseball... a me quel ruolo non ha mai funzionato come gancio di traino nelle viscere, come futuro immaginato che retroagisce sulla motivazione del presente, per poter superare anche tutti quegli esami che invece non mi attizzano. Ci sono materie di ogni facoltà che mi attizzano, ma nessuna facoltà che mi strigli a specializzarmici e dedicarmi a quello. Fermo restando che ho iniziato la facoltà di psicologia per gioco, per spiegare le materie ad un'amica che pagava tutto, e ho mollato per mancanza di tempo e soldi, quando lei ha mollato perché ha capito che viaggiare le sarebbe piaciuto di più che prendere una seconda laurea. Lì di materie che non mi interessassero ce n'erano poche, davvero superabili come sforzo, ma di fatto erano libri che avrei studiato per mio interesse e in più ne andavo a parlare con il prof all'esame, non ero attratto dal diploma di laurea finale o dai ruoli ed usi che mi potesse comportare. In realtà avrei preferito molto poter partecipare alle lezioni senza avere gli esami confermati, che andare all'esame dopo aver studiato a casa nei tempi morti, perché quello che mi interessa sono le lezioni, apprendere. Toglimi certificati ed esami, ma non togliermi l'esperienza di essere discente e stare imbambolato a guardare il prof che mi disegna nuove domande in mente. Cita Hai mai pensato ad una laurea in Medicina e Chirurgia @^'V'^? All'inizio la mia empatia altissima mi porterebbe per alcuni anni a sanguinare insieme al paziente, a sentirli soffrire anche la notte quando devo dormire... poi dopo anni e qualche burnout chiuderei un muro. Non credo che il mondo abbia bisogno subito di un altro Menghele, di un altro Shiro Ishii. Siccome sento sotto pelle il battito del cuore delle persone... e sento il loro sussulto, la paura, la felicità nascosta... non riesco a vederli come pezzi di legno, e proprio per questo... quando chiudo ce li vedo, esattamente pezzi di legno. E' un mix molto pericoloso, qualcuno che vuole sperimentare, giocare e vedere cosa succede se... e umani visti come cose. Mi ricordo quando ero un po' burned out da sovraesposizione al dolore altrui ed alla violenza... ed un africano aveva rotto le palle agli albanesi sbagliati che lo avevano picchiato con qualcosa, cacciavite o chiavi, e quello stava davanti a me a chiedere aiuto perché perdeva un occhio, e sanguinava per terra ovunque... Ricordo che non me ne fregava niente, gli dissi di andare a crepare nel vicolo dietro perché non mi macchiasse gli stivali, e che stava sporcando il mio pezzo di strada. Non voglio essere così, ci posso diventare, lo so, e non mi va. Posso portare più contributo e più valore al mondo quando non sono in difesa dalla connection. Posso, e voglio. DatFreeman, Utente0100, Gamebred e 8 altri ha reagito a questo 8 3
Rivaroxaban [Partecipante] 1239 Inviato 12 Novembre 2019 Inviato 12 Novembre 2019 @^'V'^ capisco benissimo la scelta di essere eclettico su ogni campo e a mio parere se hai un empatia cosi forte per il genere umano il rischio di diventare un golem senza anima é facile come ustionarsi con la liscivia come hai ben specificato. Purtroppo per me é stata lunga e sofferta la strada per arrivare dove sono arrivato e il burn out é sempre alla porta. Ci sono già passato e proprio ora ci sono dentro di nuovo alche l'empatia per il genere umano sta sotto zero ed é in questi periodi assurdi che mi ritrovo in mezzo a donne con forti disagi sociali, prive di emozioni che mi mettono nelle peggiori situazioni alche mi tocca staccare per un periodo la spina dal mondo ma fa un male atroce. A volte non so davvero dove sbattere la testa per la forte disconnesione che ho con me stesso. ^'V'^ ha reagito a questo 1
Rivaroxaban [Partecipante] 1239 Inviato 13 Novembre 2019 Inviato 13 Novembre 2019 @^'V'^ visto che hai cosi tanto interesse a riguardo dell'empatia condivido un articolo che mi ha molto colpito. Tratta in maniera abbastanza approfondita l'argomento dei neuroni a specchio Buona lettura dept_freed_motion_emotion_empathy.pdf Unbreakable, senza nome e ^'V'^ ha reagito a questo 2 1
Percival [Élite] 5246 Inviato 13 Novembre 2019 Inviato 13 Novembre 2019 (modificato) 42 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: In realtà avrei preferito molto poter partecipare alle lezioni senza avere gli esami confermati, che andare all'esame dopo aver studiato a casa nei tempi morti, perché quello che mi interessa sono le lezioni, apprendere. Toglimi certificati ed esami, ma non togliermi l'esperienza di essere discente e stare imbambolato a guardare il prof che mi disegna nuove domande in mente. Grazie. È la stessa identica situazione/sensazione che ho vissuto durante i cinque anni di università, e che vivo tuttora durante ogni corso o convegno cui ho partecipato e parteciperò. Poi ti danno anche dei fogli: sono cose che servono per poter operare nel recinto, secondo le leggi e non incappare in guai. Ma dei fogli, dei voti sul libretto, del voto stesso di laurea mi è sempre importato pochissimo (visto che quelli neanche discriminano tra l'effettiva competenza e il semplice mandare a memoria), fatta eccezione per la piacevole componente di sfida con me stesso nel masterizzare un argomento. Eppure, in tutto questo, con mio dispiacere mi sono sempre sentito diverso dalle masse. Escluso te e mio fratello, ho conosciuto pochissime persone (forse si contano sulle dita di una mano) che amino "lo studio" in sé, disinteressandosi di e anzi trovando quasi fastidioso l'atto di dover dimostrare quanto si sapeva e venire "valutati". Ora che ci ripenso... Mi divertiva, anzi, mi diverte molto vedere come le testoline ingenue e categorizzanti di taluni decidessero che "chi faceva domande" (non discriminando, ovviamente, la tipologia, pertinenza e profondità delle stesse), volesse semplicemente allisciare i prof e leccargli il culo. In fondo il mondo è un gioco di specchi, si sa. La soluzione è andare avanti come uno schiacciasassi, fregarsene, e sfruttare l'occasione di confronto con qualcuno che potenzialmente ha qualcosa da trasmetterci. Gli altri... Si fottano. Modificato 13 Novembre 2019 da Percival Tempesta91, Trilly, Unbreakable e 6 altri ha reagito a questo 4 5
Giraluna [Partecipante] 9662 Inviato 13 Novembre 2019 Inviato 13 Novembre 2019 (modificato) 11 ore fa, Rivaroxaban ha scritto: ho provato a leggere https://it.wikipedia.org/wiki/L'universo_elegante di Brian Greene sotto consiglio di un amico che fa il fisico di mestiere. Mi sono scaricata il pdf del libro (ed anche l articolo sui neuroni specchio): la teoria delle stringhe, la relatività e la meccanica quantistica ... lol. Mi ha fatto venire in mente la serie The Big Bang Theory, dove nell ultima puntata della penultima serie scoprono la teoria delle stringhe e la scrivono sui muri e sugli specchi con un rossetto. Loro te la fanno semplice, ovviamente. Qui sarà interessante scoprirla nel complesso. Qualora lo trovassi clingoliano anche io, tornerò su questo post a scriverlo. Grazie. Modificato 13 Novembre 2019 da Giraluna
Giraluna [Partecipante] 9662 Inviato 13 Novembre 2019 Inviato 13 Novembre 2019 4 ore fa, Rivaroxaban ha scritto: se hai un empatia cosi forte per il genere umano il rischio di diventare un golem senza anima é facile Vero. Non sento così affondo il dolore come Aivia, ma già al mio livello di empatia devo prestare attenzione a chi mi circonda e dosare sempre i pro e i contro di tot tempo da trascorrerci accanto o so dolori a fine giornata. Gioco di parole non propriamente voluto. I miei ormai hanno capito. All inizio invece rispondevano con il classico "Ma non dire scemenze" dettato ovviamente dall ignoranza sull argomento. Poi, dopo averli avuti con me, in varie situazioni in cui effettivamente hanno potuto vedere quanto affermavi nel passaggio (i mitici fatti) non hanno più aperto bocca. E sanno che quando rifiuto c è una valida ragione. Kaihō-sha ha reagito a questo 1
Unbreakable [Élite] 2020 Inviato 13 Novembre 2019 Inviato 13 Novembre 2019 7 ore fa, Percival ha scritto: Ma dei fogli, dei voti sul libretto, del voto stesso di laurea mi è sempre importato pochissimo (visto che quelli neanche discriminano tra l'effettiva competenza e il semplice mandare a memoria), fatta eccezione per la piacevole componente di sfida con me stesso nel masterizzare un argomento. Ora mi sento meno diverso. Ore ed ore complessivamente perse a spiegare a chiunque perchè dopo un esame non facessi i salti di gioia, che fosse 30 e lode o meno. E stessa cosa dopo la laurea a chi mi chiedeva: "come ci si sente ad essere dottore ?". Anche a me ciò che interessava era solo comprendere maggiormente un argomento, discuterne ed ampliare i miei e gli altrui orizzonti. La valutazione, se valutazione si può chiamare dopo 2 o 3 domande su dei mattoni immensi, mi ha sempre infastidito molto. Così facendo uccidono la voglia di apprendere e stimolano solo la formazione in serie di soldatini pronti ad eseguire pratiche e procedure standardizzate. Percival, Orph, Tempesta91 e 2 altri ha reagito a questo 5
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 13 Novembre 2019 Questo è un messaggio popolare. Inviato 13 Novembre 2019 Il 12/11/2019 alle 23:23 , ^'V'^ ha scritto: Non credo che il mondo abbia bisogno subito di un altro Menghele, di un altro Shiro Ishii. Perché ce l'abbiamo già. Ed è madre natura. Lei sta preparando armi di sfollamento di massa in ogni mercato cinese dove le bestie di diverse specie stanno affollate e si starnutiscono in faccia... e noi siamo passati dalle navi a vela che le facevano da vettore ai vecchi tempi... a treni ed aerei che la portano ovunque. Lei riuscì a fare passare la SARS, che ottenne probabilmente giocando a vedere cosa succede se un uomo starnutisce in faccia ad un porco che un pipistrello malato ha morsicato... attraverso i condotti di aerazione di un edificio di Hong Kong, dove un umano malato stava rilasciando diarrea nel suo bagno con l'aspiiratore d'aria al posto della finestra. Persone chiuse a chiave in casa si ammalarono per tutto il grattacelo... Mentre noi siamo qui ad occuparci di intelligence (data collection & analysis) circa i processi decisionali nella catena di azioni e retroazioni per cercare di essere felici come specie a riproduzione sessuata minacciata dalla cultura... Lei non dorme mai, e la prossima pandemia la sta provando ogni giorno ed ogni notte, come un bambino cieco che prova ad infilare i poligoni nei buchi, il quadrato nel buco a stella no... nel buco tondo no... E le persone cosa fanno, danno la decima dei loro utili all'OMS per la ricerca? No, la vogliono dare a greta perché è alleata del loro terribile nemico, o almeno crede di esserlo. E' encomiabile che ami la natura, nonostante quello che le ha fatto. Alla base di questa resa incondizionata c'è uno stato di grande stress psicofisico, che aumenta a mano a mano che il soggetto democratico sembra accettare la convivenza in un ambiente minaccioso che lo costringe a nuove situazioni di adattamento ed alla conseguente regressione a precedenti stadi di sviluppo della personalità. Questo legame materno, con la grande carnefice, tuttavia, scaturente da una convivenza in qualche modo involontaria, interessa, indistintamente, sia il sequestrato messo sulla giostra al massacro, sia la carceriera: cementando sempre più il legame tra le due entità, sviluppa il concetto di un “NOI amici” contro un “LORO che sono nemici della natura ed inquinano”. Ci sono alcuni stadi graduali, per cui uno al posto di combattere per il suo ceppo, la sua linea di sangue, finisce per allearsi con la divoratrice cieca: Il sentimento positivo dei prigionieri verso i loro cravattari, collegato al sentimento negativo verso chi può agire nel linguaggio della carnefice. Per risolvere favorevolmente un caso di legame NOI tra cavia e mutilatrice casuale di cavie, il condottiero della bloodline deve, perciò, incoraggiare e tollerare le prime fasi, così da provocare la terza salvando in tal modo la vita del sequestrato mentale. La cavia reagisce come può all'estremo stato di stress cui è soggetta: una delle prime reazioni è un rifugio psicologico primitivo ma emotivamente efficace, la “negazione”. Per sopravvivere la mente reagisce tentando di negare quanto stia avvenendo. Perché gli manca una scaletta di tre semplici passi a prova di idiota per saltarci fuori. Solo dopo qualche tempo il topo amico della macellaia cieca comincia a rendersi conto, ad accettare e a temere la situazione, smettendo di negare... ma trova presto un'altro salvagente nell'oceano mentale in cui tutto è perduto: il leviatano interverrà per salvarlo. L'autorità astratta dà una salvezza garantita... ma più passa il tempo senza che questa faccia altro che discutere di cedolare secca, parità di retribuzione per genere, aumento dell'IVA e lotta all'evasione.... più il ratto tenderà a rinnegare l'autorità costituita non in quanto nemica, ma in quanto incognita, salvagente che non galleggia. La logica conseguenza è l'inizio del processo di immedesimazione, o di identificazione con la giostraia del massacro. La più grande bioterrorista di tutti i tempi. Alcuni uomini, uomini che se ne fregano del patto di stabilità europeo, hanno il potenziale per scrivere nel suo stesso linguaggio. Possono rendere il tuo gatto bioluminescente. Essi non sono forse diversi dall'apprendista stregone di Goethe. Ma qualcuno di loro è lo stregone. Tuttavia il topo... darà disposizioni democratiche perché costoro facciano la fame, perché sono LORO e sono fuori da quel NOI che si è instaurato con la cieca. E si fanno trascinare nei deliri dell'improbabile ambasciatrice della stessa... Questo va compreso, e accettato, se si vuole tirarli fuori mentalmente interi. Loro non sanno, infatti, che Lo Stregone che tengono alla fame... Non è un nemico, della cieca, non è da essa sconnesso. Egli e la Terra sono uno. Per questo, può intercedere. Perché loro vedono la natura come altro da sé, e ci si provano ad alleare perché lei è micidiale. Lui no. Non la vede come altro da sé. Non è perso nella notte buia dell'anima. Loro... continueranno a parlare di fatturazione elettronica con regime forfettario... perché si sono perduti ed hanno bisogno di un'emergenza orribile per entrare in un processo decisionale, ma chi, decide? Un presidente democratico? Oh oh. DiceMan, filo, Edward Heiderich e 12 altri ha reagito a questo 8 6 1
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