Orph [Élite] 11465 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 23 minuti fa, Gainsbourg ha scritto: l'unico dato che abbiamo è che in Natura è premiato chi si riproduce e possibilmente di riproduce in una prole che a sua volta sia in grado di riprodursi È ma io questo dico migliori in questo senso forse c’è un fraintendimento ma migliori significa semplicemente questa cosa qua che hai scritto non migliori in base ad una qualche teoria morale sociale che due si voglia migliori significa più adattabili e di conseguenza poi che restano vivi e fertili e fanno figli. punto stop senza nessuna implicazione morale cavolo ma a me sembra così banale boh 🤷♂️ Edo ha reagito a questo 1
Orph [Élite] 11465 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 14 minuti fa, ArmandoBis ha scritto: Hai riportato un'affermazione fatta da non si sa da chi, quando e dove, Era un dato di un sito di climatologi ma era per dire che non sempre è tutto come pare... era solo un esempio. Ti faccio notare che non hai risposta a nessuna delle cose che ti ho chiesto poi sono io che scrivo cose a caso vabbè lasciamo stare tanto il livello delle tue argomentazioni è semplicemente inesistente. Edo ha reagito a questo 1
Gainsbourg [Élite] 1579 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 4 minutes ago, Orph said: È ma io questo dico migliori in questo senso forse c’è un fraintendimento ma migliori significa semplicemente questa cosa qua che hai scritto non migliori in base ad una qualche teoria morale sociale che due si voglia migliori significa più adattabili e di conseguenza poi che restano vivi e fertili e fanno figli. punto stop senza nessuna implicazione morale cavolo ma a me sembra così banale boh 🤷♂️ però pare che non é detto che chi sia piú adattabile sia anche quello che si riproduce con piú successo.
Eris [Partecipante] 452 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 (modificato) Fate confusione. Edo parte da una premessa erronea: è nell'interesse della specie e della natura umana conservare i soggetti geneticamente migliori, e buttare il resto. Non entro nell'argomento morale, perché è successivo, l'errore è a monte. E' proprio l'esatto opposto. Una specie che non ha flessibilità genetica è fondamentalmente portata all'estinzione. La storia del progresso genetico in natura non esiste. Tra cento anni la terra potrebbe essere un forno bruciato dai meteoriti e a quel punto improbabili scherzi della natura che oggi compiangiamo avrebbero cento volte più probabilità di spargere il loro seme che non Jonny Depp ubriaco in un locale frequentato da hipster bolognesi. L'evoluzione non è mai progressiva e lineare. La perfezione psicosomatica del genere umano fa capo al rapporto di quel singolo con la sua natura d'origine, con l'ambiente di riferimento. Da qui potrebbero partire una sorta di marea di chiavicozzi filosofozzi ma il punto è che alla specie conviene mille, miliardi di volte conservare i proprio rami più originali, anche laddove (ed è da dimostrare) questi portino conseguenze spiacevoli alla vita dell'individuo o dei suoi coetanei. Ecco, questo suona brutto e scomodo, non il contrario. Da un punto di vista strettamente speci-ale, conviene sempre e comunque diversificare il genoma, mai assottigliarlo, mai un monopolio. Modificato 7 Febbraio 2020 da Eris purple pill ha reagito a questo 1
Edo [Donna] 15367 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 2 minuti fa, Eris ha scritto: è nell'interesse della specie e della natura umana conservare i soggetti geneticamente migliori, e buttare il resto. dovrei avrei detto questo? Ho parlato di selezione ed evoluzione non di immobilismo
Eris [Partecipante] 452 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 Adesso, Edo ha scritto: dovrei avrei detto questo? Ho parlato di selezione ed evoluzione non di immobilismo E' un serpente che si morde la coda. Che selezione faresti, su che criteri? Bada, non devi selezionare per il bene della società, devi selezionare per la sopravvivenza della specie. Un domani tratti che la società considera abominevoli o semplicemente sconvenienti potrebbero essere di vitale importanza per la sopravvivenza della specie.
Menefrego [Banned] 983 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 10 minuti fa, Eris ha scritto: Fate confusione. Edo parte da una premessa erronea Lasci stare con i nazisti non ci ragioni 10 minuti fa, Eris ha scritto: un locale frequentato da hipster bolognesi. Che brutta scena.... Edo ha reagito a questo 1
Edo [Donna] 15367 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 4 minuti fa, Eris ha scritto: E' un serpente che si morde la coda. Che selezione faresti, su che criteri? Bada, non devi selezionare per il bene della società, devi selezionare per la sopravvivenza della specie. Un domani tratti che la società considera abominevoli o semplicemente sconvenienti potrebbero essere di vitale importanza per la sopravvivenza della specie. Alt, ti ho chiesto dovrei avrei detto le parole che mi metti in bocca, mi riporti il punto specifico in cui ho affermato certe cose?
Eris [Partecipante] 452 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 (modificato) "Un sistema secondo natura sarebbe quello dove i maschi peggiori cioè i rifiuti della società e quelli non adatti alla riproduzione verrebbero uccisi o lasciati morire alla nascita. Concordo sul fatto che sia terribile da dire ma in una società secondo natura non c'è spazio per chi non è utile alla riproduzione sana: disabili di vario tipo, down, ma anche persone che sono solo un peso per la società come i disabili psichici, i minorati mentali, i tardi." Ripeto, l'errore è a monte. Un down, un disabile, un disabile psichico, un minorato mentale, un ritardato...sono tutte parole civili. Dal punto di vista della natura, dal punto di vista della sopravvivenza della specie, non hanno valore. Non entro nel merito dei disabili perché non ha senso: molto spesso il difetto non è congenito. Un esempio principe, invece, è rappresentato dalla sindrome di down. Un classico caso di trisomia, in natura avviene spesso e anche peggio, per le cose più disparate. Di norma una condizione di trisomia, ma in generale una qualsiasi condizione cromosomica, impedisce la procreazione, quindi, de facto, un oggetto in natura con più cromosomi del normale si denuncia da solo: vi prego, sopprimetemi, non posso procreare. Ma buona parte del genere umano è campato per millenni mangiando grano duro. (Il grano duro è un tipo di frumento modificatosi geneticamente col doppio dei cromosomi del suo antenato.) E l'unico motivo per cui esiste il grano duro, tutt'oggi, è perché ce l'ha coltivato il genere umano. Dovremmo evitare di coltivare grano perchè "in natura" non può sopravvivere? Ma dal punto di vista della natura, della vita sulla terra, della palla nell'universo, più schizzi fa la vita più probabilità ci sono che qualcosa campi. E con lo schizzo del grano duro la terra ci ha condizionato millenni di storia (che per lei sono secondi, ma stica). Ecco, lo stesso vale per la specie. So che suona particolare, e secondo me più brutto, dire che alla natura convenga avere escape pods in individui tassati dalle peggiori e più gravi e particolari malattie (ma in verità si parla di condizioni), ma stante la SPECIE, conviene. Modificato 7 Febbraio 2020 da Eris Aghori, purple pill e Back Door Man ha reagito a questo 3
Caraibika [Élite] 2380 Inviato 7 Febbraio 2020 Inviato 7 Febbraio 2020 (modificato) 4 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Non so se sia un ossimoro o un non sequitur generico, ma sono coagulato come punto di osservazione soggettivo. Sarebbe interessante leggere questo enunciato sotto la lente della teoria generativista, elaborata dal linguista americano Noam Chomsky (1928), che considera la grammatica come lo studio della facoltà umana di produrre e comprendere espressioni. Produrre. Comprendere. Chissà che metro hai usato tu nello scrivere questo paradosso ai miei occhi, so che lo traduco come un non enunciato al pari di "nuvole contemplazioniste gialleggiano i criceti." Però nell'antica Roma i pantaloni erano considerati un indumento barbaro e volgarissimo, la moda uomo era gonna, di molte fogge, colori e codici. Allora se sulla casa del lago del tempo stessi parlando col pen friend romano, e lui mi dicesse che sta scegliendo la gonna per piacere ad una figa che desidera sposare... io potrei sentire una frizione, ma lui avrebbe detto: - "Sto scegliendo un indumento virile ma disciplinato e di gusto, per piacere ad una moglie il cui unico cruccio è che sia presentabile a suo padre, che è il mio bersaglio (legare la mia famiglia alla sua e mettere in sinergia le risorse), dato che le mie schiave ciuccia cazzo mi dicono che sto bene con tutto, e le mie concubine mi sabotano nella scelta". Allora già comprenderei meglio l'enunciato. Forse noi si dovrebbe convenire che la mancanza di riti di passaggio maschile all'età adulta e la mancanza di una vera guida adulta maschile nella vita del giovane, comporta che la parola "maschi" ha a che vedere con l'esser casualmente nati col pisellino e non abbia connotazioni causali di dignità e rispetto per se stessi, che potremmo sintetizzare con uomini, al netto di tutte le problematiche insorgenti del tipo "il vero uomo è quello che X, Y, Z e bla bla bla". Questa di sentirsi normale e farsi accettare dal proprio ambiente sociale è la condizione esistenziale della donna e del maschio prepubere-adolescente. Infatti possiamo dedurre che non sia il testosterone a fare un uomo, un adolescente ne ha in circolo dei fiumi, ma la mancata mielinizzazione totale degli assoni di varie parti del cervello ne sentenzia un comportamento muliebre imbizzarrito dal Testosterone. Da dove arriva allora la dignità regale dell'uomo. Da una completa formazione interiore, da educazione, da un connubio delle due? L'uomo che siamo e a cui le donne e i cani non possono latrare, che non è gialleggiato da nuvole contemplazioniste alla guisa del criceto. E' sempre stato lì ad attendere un ambiente fecondo per la propria espressione, il "Viaggio dell'Eroe", è stato seminato da Aristotele su Mégas Aléxandros, o non c'è l'una senza l'altra componente? Vorrei capire meglio cosa possiamo fare perché non succeda a chi amiamo che l'enunciato sopra possa sembrare una riga in cui c'è scritto qualcosa. Capire meglio anche storie come questa: https://www.iene.mediaset.it/video/cile-bolivia-viaggio-ragazzo-droga-amico_392823.shtml Dipende dal significato che si vuole dare ad una determinata parola, con "maschi" naturalmente intendevo esseri umani dotati di pene...poi se vogliamo creare distinzioni interne alla categoria per distinguere chi non si sottomette alle cazzate inutili propinate dall'esterno da chi si fa calpestare senza dignità si può usare qualsiasi termine si preferisca. Certo, il fatto che nella nostra società i riti di iniziazione siano di fatto inesistenti rimanda, se non annulla del tutto, il passaggio da bambino a uomo. Da quello che ho modo di vedere intorno a me credo che questo passaggio avvenga molto più facilmente in chi nasce povero, magari orfano, costretto a imparare a cavarsela da solo e ad affrontare le difficoltà che la vita tira addosso quotidianamente senza contare su aiuti esterni. Siamo abituati a nascere e crescere nella bambagia, i "problemi" che affrontano gli adolescenti e i ventenni di oggi in larga parte si riducono al brutto voto a scuola o all'università, al palo preso dalla vicina figa, alla paghetta che finisce troppo presto...quali sarebbero le prove importanti che dovrebbero consentirgli di crescere? Io stesso ho iniziato a svegliarmi un pò solo andando a vivere da solo, fino a quando si rimane dentro casa a sorbirsi prediche, con cibo e bollette sempre pagati non ci può essere sviluppo dell'indipendenza personale, per questo chi è stato gettato in mezzo alla strada e deve arrangiarsi da sempre ha una marcia in più. Molti ricchi dei paesi emergenti, specialmente in Cina e altri paesi asiatici, sono giovani trentenni e quarantenni che si sono fatti da sé in un contesto di squali che si divorano l'un l'altro, spinti dall'ambizione e dalla fame di successo. Quella fame noi non ce l'abbiamo più, siamo una società sazia e impigrita, che forse tornerà a svegliarsi quando si ritroverà col culo in mezzo alla strada. Modificato 7 Febbraio 2020 da Caraibika
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