Manuelaaa89 [Partecipante] 32 Inviato 5 Settembre 2020 Autore Inviato 5 Settembre 2020 13 ore fa, ^'V'^ ha scritto: La volontà di farla godere, di farla felice, è una volontà positiva sul mondo. (positiva non significa buona o gaudente, significa attiva, impositiva, non recettiva e ricevente). La volontà di non farla soffrire... contiene una negazione e non contiene nulla di costruttivo e buono per lei. Inoltre si basa su una leva molto svantaggiosa. Infatti è ammirevole che qualcuno si sacrifichi o sacrifichi qualcosa di importante per se stesso nella volontà di farla molto felice e realizzare punti della di lei wish list. Ma quando tu sacrifichi la cosa più importante per la tua felicità, soddisfazione e salute, non ottenendo per lei nessun effetto benefico ma solo un possibile evitamento di sofferenza... La leva è davvero svantaggiosa. Un po' come chiederle di farsi escavare le ovaie perché a te fa soffrire che le donne abbiano il ciclo. Un po' come farle tagliare la clito da bambina perché forse potrebbe far soffrire alcuni uomini da grande, mostrando che gode ed è felice. (Pertanto molto a rischio tradimento e tornare incinta di un altro). E' bello che ci siano persone capaci di sacrificare qualcosa per una leva vantaggiosa. Ad esempio uno sacrifica un week end per accompagnare una ad una cosa che per lei è importantissima e ci teneva tantissimo. O uno sacrifica cento euro per qualcosa che a lei dà un beneficio molto molto più di valore e molto desiderato. Ma quando si dà per scontato che uno debba sacrificare la cosa più importante della sua vita, sua unica fonte benedetta di salute psicofisica e di felicità, per evitare a qualcun altro una piccola sofferenza surreale... Dico surreale perché se le pianti un coltello nella gamba la stai facendo soffrire. Se invece lei decide di reagire con sofferenza alla percezione che sceglie di avere circa qualche fenomeno esterno che serve a fare felice te e non tocca lei, è surreale, non reale come un coltello. La volontà di non farla soffrire si basa su alcune premesse ritenute scontate. - Che alle donne soffrire non piaccia e non siano delle masochiste senza fondo. - Che alle donne non piaccia avere qualcosa per cui poter fare le vittime, a costo di inventarselo o stravolgere tutti i fatti nel raccontarli a se stesse e/o agli altri. - Che alle donne faccia sesso uno che si è castrato per chiavarne solo una diventando in pochi mesi un debole remissivo e stressato cronico. - Che alle donne faccia più sesso uno che si è castrato e striscia per terra che uno che chiava delle belle fighe. - Che per non farla soffrire la strategia corretta sia comportarsi da cani al guinzaglio facendola sentire insicura, priva di protezione, sola contro il mondo e stupida per aver puntato su un condottiero che è di cartapesta. - Che il copione "scopo solo te e mi sembra un comportamento etero in una specie a medio dimorfismo sessuale, ossia mediamente poliginica" sia il migliore per non far soffrire le donne o anche solo che abbia funzionato qualche volta nel proprio passato o nell'esperienza di vita di tutti gli altri osservabili. - Che sia normale che un copione che ormai scatta per abitudine di fronte ad una paura ricorrente e di cui ci si accorge solo a posteriori quando lei è scopata da un altro che non si è ridotto a quel modo, mandando ogni volta la gente in depressione e castrata nella sezione one itis o far tornare la ex, non venga mai vagliato strategicamente e osservato in modo lucido. - Che sia sempre giusto dare agli altri (lei che soffre o non soffre) la responsabilità individuale della relazione con se stessi e con gli altri che a volte ci impedisce di fare in modo diverso per la pressione da parte di emozioni come la paura, credenze o valori posticci. Ad esempio una persona sa benissimo che dovrebbe fare della figa per stare bene e per fare del bene alla sua donna avendo testosterone per amarla e desiderarla anche da già fatta, ma ha paura di come reagirebbe lei e di come ci passerebbe lui in società con lei che fa la vittima disperata, per cui lui sa quale sia la cosa giusta per entrambi e specie specifica, ma un'emozione di paura non solo lo blocca, ma gli fa anche dire che ha paura, certo... ma di far soffrire lei. Mi soffermo su quest'ultima premessa che spesso sfugge all'autoanalisi. Ognuno di noi ha esperienza di match al ribasso. Farsi diverse volte una milf divorziata, una ragazza esteticamente sotto standard, scoprire che in foto sembrava meglio e meno grassa ma ormai essere andati per sborrare e terminare il task. Ognuno di noi ha anche esperienza di relazioni, magari non percepite come la relazione della vita, in cui per inerzia scopa una volta, scopa cinque volte, ci si è trovati in qualche modo legati a partire dal sesso con una coetanea, con una addirittura più agè, con una meno attraente dei propri desideri ma soprattutto standard. Ognuno di noi sa anche che in quei casi, trovando di meglio o di più giovane da chiavare, il pensiero che lei possa soffrirne si limita all'omettere il fatto o al fregarsene secondo la giusta osservazione che in natura ci si adatta o si muore. Insomma. Se lei non è tanto giovane e bella... del fatto che soffra perché abbiamo trovato un vero ristoro al dolore di vivere, ci interessa molto poco. Empatia sì, masochismo esistenziale no. Allora la domanda è: Davvero questa grande nobiltà d'animo, questo senso dell'onore, questo sacrificio personale per "non farla soffrire" è positivamente correlato alla sua bellezza e difficoltà di sostituzione? Perché se è così... è ben poca cosa questa grandezza d'animo. Che dipende dalla forma del culo di lei e dal modo che ha di succhiarlo. Ben misera e miserevole cosa, per come può calpestare coi cingoli il cuore delle meno belle ma che magari sono belle persone e che fanno di tutto per noi, mentre ben si guarda dal calpestare i sentimenti di quelle anche meno devote e affini, ma più fighe e giovani. Non sarà allora che la "paura di farla soffrire" sia un modo per ammantare di grandiosità ed onore la "paura di come reagisce lei se decide di soffrire per quello che fa felice me?". Come reagisce lei? Mi lascia? Sicuramente per finire tra le braccia di un altro che è maschio pertanto non può scoparne solo una, ma è più bugiardo? Mi cornifica velocemente e facilmente con la lista dei miei nemici e migliori amici? E col mio capo al lavoro, rendendomi impossibile rimanere in quell'ambiente lavorativo? Ufficializza la relazione con uno dei tre con cui si sente o vede, pubblicando già dopo due giorni foto in cui è felice mentre io ci metto sei mesi di pali e rifiuti e umiliazioni a trovare qualcuna che magari non è nemmeno bella e giovane come lei? Come reagisce lei quando ha deciso in libertà di soffrire per qualcosa che fa bene a me e a lei, ma che non capisce e non vuole capire, e questa reazione quanta paura mi fa? Sono disposto a perdere la felicità medio e lungo termine e perdere anche lei sul medio lungo, per non affrontare oggi quella reazione? Mi cavo d'impiccio dicendo che non voglio farla soffrire. Una parte di me, una parte importante che fiorisce e profuma nella verità, nella giustizia e nella bellezza, che marcisce e si deteriora nella menzogna e nell'ingiustizia, nella vergogna e nella bruttura... sussurra che in passato ce ne siamo fregati molto di più di far soffrire o meno una che come sola colpa aveva di esser nata prima o di non essere bellissima. Per quanto le sarebbe piaciuto molto. Essere bella. Essere da noi guardata come guardiamo le più giovani e belle. Ma non voglio ascoltarla, è scomodissima. E se non ci alziamo in piedi ed affermiamo che abbiamo paura della sua reazione, alla percezione volontaria di soffrire... Quella parte di noi diventa un po' più putrida, si vede negli occhi corrotti, disonesti, sfuggenti delle persone. Da quanto tempo non parlano in verità, giustizia e bellezza. Quantomeno a se stessi. Detto in parole povere voleva avere due piedi in una sola scarpa. Aveva paura che io avrei trovato subito un altro , e caso mai , non gli fosse andata bene con lei, doversi precludere di poter tornare da me. senza nome ha reagito a questo 1
Manuelaaa89 [Partecipante] 32 Inviato 5 Settembre 2020 Autore Inviato 5 Settembre 2020 13 ore fa, ^'V'^ ha scritto: La volontà di farla godere, di farla felice, è una volontà positiva sul mondo. (positiva non significa buona o gaudente, significa attiva, impositiva, non recettiva e ricevente). La volontà di non farla soffrire... contiene una negazione e non contiene nulla di costruttivo e buono per lei. Inoltre si basa su una leva molto svantaggiosa. Infatti è ammirevole che qualcuno si sacrifichi o sacrifichi qualcosa di importante per se stesso nella volontà di farla molto felice e realizzare punti della di lei wish list. Ma quando tu sacrifichi la cosa più importante per la tua felicità, soddisfazione e salute, non ottenendo per lei nessun effetto benefico ma solo un possibile evitamento di sofferenza... La leva è davvero svantaggiosa. Un po' come chiederle di farsi escavare le ovaie perché a te fa soffrire che le donne abbiano il ciclo. Un po' come farle tagliare la clito da bambina perché forse potrebbe far soffrire alcuni uomini da grande, mostrando che gode ed è felice. (Pertanto molto a rischio tradimento e tornare incinta di un altro). E' bello che ci siano persone capaci di sacrificare qualcosa per una leva vantaggiosa. Ad esempio uno sacrifica un week end per accompagnare una ad una cosa che per lei è importantissima e ci teneva tantissimo. O uno sacrifica cento euro per qualcosa che a lei dà un beneficio molto molto più di valore e molto desiderato. Ma quando si dà per scontato che uno debba sacrificare la cosa più importante della sua vita, sua unica fonte benedetta di salute psicofisica e di felicità, per evitare a qualcun altro una piccola sofferenza surreale... Dico surreale perché se le pianti un coltello nella gamba la stai facendo soffrire. Se invece lei decide di reagire con sofferenza alla percezione che sceglie di avere circa qualche fenomeno esterno che serve a fare felice te e non tocca lei, è surreale, non reale come un coltello. La volontà di non farla soffrire si basa su alcune premesse ritenute scontate. - Che alle donne soffrire non piaccia e non siano delle masochiste senza fondo. - Che alle donne non piaccia avere qualcosa per cui poter fare le vittime, a costo di inventarselo o stravolgere tutti i fatti nel raccontarli a se stesse e/o agli altri. - Che alle donne faccia sesso uno che si è castrato per chiavarne solo una diventando in pochi mesi un debole remissivo e stressato cronico. - Che alle donne faccia più sesso uno che si è castrato e striscia per terra che uno che chiava delle belle fighe. - Che per non farla soffrire la strategia corretta sia comportarsi da cani al guinzaglio facendola sentire insicura, priva di protezione, sola contro il mondo e stupida per aver puntato su un condottiero che è di cartapesta. - Che il copione "scopo solo te e mi sembra un comportamento etero in una specie a medio dimorfismo sessuale, ossia mediamente poliginica" sia il migliore per non far soffrire le donne o anche solo che abbia funzionato qualche volta nel proprio passato o nell'esperienza di vita di tutti gli altri osservabili. - Che sia normale che un copione che ormai scatta per abitudine di fronte ad una paura ricorrente e di cui ci si accorge solo a posteriori quando lei è scopata da un altro che non si è ridotto a quel modo, mandando ogni volta la gente in depressione e castrata nella sezione one itis o far tornare la ex, non venga mai vagliato strategicamente e osservato in modo lucido. - Che sia sempre giusto dare agli altri (lei che soffre o non soffre) la responsabilità individuale della relazione con se stessi e con gli altri che a volte ci impedisce di fare in modo diverso per la pressione da parte di emozioni come la paura, credenze o valori posticci. Ad esempio una persona sa benissimo che dovrebbe fare della figa per stare bene e per fare del bene alla sua donna avendo testosterone per amarla e desiderarla anche da già fatta, ma ha paura di come reagirebbe lei e di come ci passerebbe lui in società con lei che fa la vittima disperata, per cui lui sa quale sia la cosa giusta per entrambi e specie specifica, ma un'emozione di paura non solo lo blocca, ma gli fa anche dire che ha paura, certo... ma di far soffrire lei. Mi soffermo su quest'ultima premessa che spesso sfugge all'autoanalisi. Ognuno di noi ha esperienza di match al ribasso. Farsi diverse volte una milf divorziata, una ragazza esteticamente sotto standard, scoprire che in foto sembrava meglio e meno grassa ma ormai essere andati per sborrare e terminare il task. Ognuno di noi ha anche esperienza di relazioni, magari non percepite come la relazione della vita, in cui per inerzia scopa una volta, scopa cinque volte, ci si è trovati in qualche modo legati a partire dal sesso con una coetanea, con una addirittura più agè, con una meno attraente dei propri desideri ma soprattutto standard. Ognuno di noi sa anche che in quei casi, trovando di meglio o di più giovane da chiavare, il pensiero che lei possa soffrirne si limita all'omettere il fatto o al fregarsene secondo la giusta osservazione che in natura ci si adatta o si muore. Insomma. Se lei non è tanto giovane e bella... del fatto che soffra perché abbiamo trovato un vero ristoro al dolore di vivere, ci interessa molto poco. Empatia sì, masochismo esistenziale no. Allora la domanda è: Davvero questa grande nobiltà d'animo, questo senso dell'onore, questo sacrificio personale per "non farla soffrire" è positivamente correlato alla sua bellezza e difficoltà di sostituzione? Perché se è così... è ben poca cosa questa grandezza d'animo. Che dipende dalla forma del culo di lei e dal modo che ha di succhiarlo. Ben misera e miserevole cosa, per come può calpestare coi cingoli il cuore delle meno belle ma che magari sono belle persone e che fanno di tutto per noi, mentre ben si guarda dal calpestare i sentimenti di quelle anche meno devote e affini, ma più fighe e giovani. Non sarà allora che la "paura di farla soffrire" sia un modo per ammantare di grandiosità ed onore la "paura di come reagisce lei se decide di soffrire per quello che fa felice me?". Come reagisce lei? Mi lascia? Sicuramente per finire tra le braccia di un altro che è maschio pertanto non può scoparne solo una, ma è più bugiardo? Mi cornifica velocemente e facilmente con la lista dei miei nemici e migliori amici? E col mio capo al lavoro, rendendomi impossibile rimanere in quell'ambiente lavorativo? Ufficializza la relazione con uno dei tre con cui si sente o vede, pubblicando già dopo due giorni foto in cui è felice mentre io ci metto sei mesi di pali e rifiuti e umiliazioni a trovare qualcuna che magari non è nemmeno bella e giovane come lei? Come reagisce lei quando ha deciso in libertà di soffrire per qualcosa che fa bene a me e a lei, ma che non capisce e non vuole capire, e questa reazione quanta paura mi fa? Sono disposto a perdere la felicità medio e lungo termine e perdere anche lei sul medio lungo, per non affrontare oggi quella reazione? Mi cavo d'impiccio dicendo che non voglio farla soffrire. Una parte di me, una parte importante che fiorisce e profuma nella verità, nella giustizia e nella bellezza, che marcisce e si deteriora nella menzogna e nell'ingiustizia, nella vergogna e nella bruttura... sussurra che in passato ce ne siamo fregati molto di più di far soffrire o meno una che come sola colpa aveva di esser nata prima o di non essere bellissima. Per quanto le sarebbe piaciuto molto. Essere bella. Essere da noi guardata come guardiamo le più giovani e belle. Ma non voglio ascoltarla, è scomodissima. E se non ci alziamo in piedi ed affermiamo che abbiamo paura della sua reazione, alla percezione volontaria di soffrire... Quella parte di noi diventa un po' più putrida, si vede negli occhi corrotti, disonesti, sfuggenti delle persone. Da quanto tempo non parlano in verità, giustizia e bellezza. Quantomeno a se stessi. Comunque sono una bella donna e molto ricercata , oltre di cultura. Talvolta questa cosa a lui dava fastidio, altre non mostrava interesse . senza nome ha reagito a questo 1
Thetraveller87 [Partecipante] 4397 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 Il 3/9/2020 alle 15:45 , ^'V'^ ha scritto: Fino agli anni settanta del secolo scorso i figli biologici non avevano diritti, e così sebbene la monogamia legale (sposare una sola) fosse stata una forzatura devastante, persone come mio nonno la accettavano perché non solo non significava in nessun modo e in nessun caso monogamia biologica maschile, ne aveva una decina di concubine orbitanti. Ma in più forniva la scusante legale per rispondere picche alle concubine che volevano stare in schiena economicamente facendosi sposare e campare. Certo, che se avesse potuto essere ricco avrebbe voluto la vita di Dan Bilzerian, è un maschio. Ma senza nulla togliere alla famiglia, perché la moglie mai si sarebbe permessa di fare problemi su amanti e concubine, dato che i soldi andavano solo ai figli di lei. Di lei e dio sa di chi. Non mi è chiara una cosa: poniamo caso che un uomo, che desidera avere un rapporto aperto riesca a trovare una ragazza che è d'accordo sull'impostare la relazione in questo modo. Lui può frequentare anche altre e anche lei fa lo stesso. Poniamo caso che entrambi abbiano superato i 30 e abbiano una certa stabilità economica che gli consentirebbe di mettere al mondo un figlio garantendone una crescita a sana. Figlio di cui iniziano a sentire il bisogno, sia se vogliamo per un fatto biologico (siamo progettati, dall'evoluzione o da una qualunque entità superiore X che più si preferisce, per portare avanti la specie, è innegabile) sia per una considerazione pratica (i figli, se cresciuti con amore e responsabilita, dovrebbero in teoria assicurarsi che i genitori trascorrino una vecchiaia quantomeno gradevole, o perlomeno, assicurarsi che non finiscano in uno spizio in cui un giorno sì e uno no ti picchiano o con una badante che ti sposa per la cittadinanza e poi ti abbandona non appena la demenza senile avanza.) In quest'ottica, il padre quale garanzia avrebbe che il figlio è suo? Non sono scemo, so bene che neanche il matrimonio ti da tale garanzia. L'unica garanzia può essere data dal test del DNA. Ma il test del DNA è stato inventato solo nell'84 se non sbaglio. La conseguenza di affermare la necessità del test del DNA è che si condiziona la bontà della strategia "coppia aperta" all'invenzione umana del DNA. Che significa che prima dell'83 la coppia aperta non era un soluzione ottimale in quanto, se la donna ha rapporti con più uomini, la probabilità che sia stata fecondata da un'altro è molto più alta. E lei potrebbe essere propensa a farmi credere che il figlio dell'altro sia il mio in quanto posseggo un portafoglio più ampio. La mia perplessità, deriva dal fatto che, si può anche affermare che plausibilmente il concetto comune di amore romantico monogamo è stato imposto dalla società per giustificare alcune sue storture. Vedo la logica dietro tale ragionamento e la capisco anche. Vedo come la società consumistica moderna ci vomita adosso un concetto distorto di amore in cui pochi intravedono la matrice originale in quanto sprovvisti degli strumenti necessari per capire perlomeno se stessi. E il risultato è una serie di rapporti malati e perversi. Questo non toglie però che l'originale sentimento di amore romantico/sessuale monogamo è stato oggetto di racconti epici, romanzi e persino di parte di testi religiosi sacri (esempio Cantico dei Cantici). Ed è anche il motore di azioni positive e costruttive. Molto prima che la società masticasse e trangugiasse tale sentimento trasformandolo in altro. Questo per dire che forse un alternativa al test del DNA come garanzia di paternità esiste. Ed è l'amore romantico/sessuale monogamo condiviso da entrambi. Magari non è una soluzione perfetta. E neanche sarà ragguingibile da tutti. Però è una soluzione, che quando è solida, può dare anche origine a un rapporto solido e reciproco. O almeno così mi piace pensare/sperare
Thetraveller87 [Partecipante] 4397 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 12 minuti fa, Manuelaaa89 ha scritto: Comunque sono una bella donna e molto ricercata , oltre di cultura. Talvolta questa cosa a lui dava fastidio, altre non mostrava interesse . 24 minuti fa, Manuelaaa89 ha scritto: Detto in parole povere voleva avere due piedi in una sola scarpa. Aveva paura che io avrei trovato subito un altro , e caso mai , non gli fosse andata bene con lei, doversi precludere di poter tornare da me. Scusa ma mi sa che del discorso di V non hai compreso il succo
Manuelaaa89 [Partecipante] 32 Inviato 5 Settembre 2020 Autore Inviato 5 Settembre 2020 5 minuti fa, Thetraveller87 ha scritto: Scusa ma mi sa che del discorso di V non hai compreso il succo Probabilmente non ho capito , ma sarebbe costruttiva come cosa , invece di esprimersi in questo modo, motivare spiegando la propria visione . Altrimenti dire sì o no avrei potuto prendere un fiore e chiedermi mi ama o non mi ama strappando petali asbunti ha reagito a questo 1
asbunti [Partecipante] 82 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 30 minuti fa, Manuelaaa89 ha scritto: Altrimenti dire sì o no avrei potuto prendere un fiore e chiedermi mi ama o non mi ama strappando petali Quello che ti sfugge è che il senso di ogni discorso su questo fatto è esattamente come strappare i petali di un fiore, è un po' come fare centro tirando freccette a caso. Devi accettare il fatto che non lo saprai mai, oppure accettare la risposta che più ti aggrada semplicemente per andare avanti: smettila di masturbarti mentalmente su 'sta cosa, piuttosto fallo per qualcosa di eccitante. E' un buon momento per imparare a gestire il fatto che non tutto è controllabile, sei fortunata perché ora puoi farlo... passa oltre. Manuelaaa89 e Thetraveller87 ha reagito a questo 1 1
Zugzwang [Élite] 752 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 (modificato) 14 ore fa, ^'V'^ ha scritto: La volontà di farla godere, di farla felice, è una volontà positiva sul mondo. (positiva non significa buona o gaudente, significa attiva, impositiva, non recettiva e ricevente). La volontà di non farla soffrire... contiene una negazione e non contiene nulla di costruttivo e buono per lei. Inoltre si basa su una leva molto svantaggiosa. Infatti è ammirevole che qualcuno si sacrifichi o sacrifichi qualcosa di importante per se stesso nella volontà di farla molto felice e realizzare punti della di lei wish list. Ma quando tu sacrifichi la cosa più importante per la tua felicità, soddisfazione e salute, non ottenendo per lei nessun effetto benefico ma solo un possibile evitamento di sofferenza... La leva è davvero svantaggiosa. Un po' come chiederle di farsi escavare le ovaie perché a te fa soffrire che le donne abbiano il ciclo. Un po' come farle tagliare la clito da bambina perché forse potrebbe far soffrire alcuni uomini da grande, mostrando che gode ed è felice. (Pertanto molto a rischio tradimento e tornare incinta di un altro). E' bello che ci siano persone capaci di sacrificare qualcosa per una leva vantaggiosa. Ad esempio uno sacrifica un week end per accompagnare una ad una cosa che per lei è importantissima e ci teneva tantissimo. O uno sacrifica cento euro per qualcosa che a lei dà un beneficio molto molto più di valore e molto desiderato. Ma quando si dà per scontato che uno debba sacrificare la cosa più importante della sua vita, sua unica fonte benedetta di salute psicofisica e di felicità, per evitare a qualcun altro una piccola sofferenza surreale... Dico surreale perché se le pianti un coltello nella gamba la stai facendo soffrire. Se invece lei decide di reagire con sofferenza alla percezione che sceglie di avere circa qualche fenomeno esterno che serve a fare felice te e non tocca lei, è surreale, non reale come un coltello. La volontà di non farla soffrire si basa su alcune premesse ritenute scontate. - Che alle donne soffrire non piaccia e non siano delle masochiste senza fondo. - Che alle donne non piaccia avere qualcosa per cui poter fare le vittime, a costo di inventarselo o stravolgere tutti i fatti nel raccontarli a se stesse e/o agli altri. - Che alle donne faccia sesso uno che si è castrato per chiavarne solo una diventando in pochi mesi un debole remissivo e stressato cronico. - Che alle donne faccia più sesso uno che si è castrato e striscia per terra che uno che chiava delle belle fighe. - Che per non farla soffrire la strategia corretta sia comportarsi da cani al guinzaglio facendola sentire insicura, priva di protezione, sola contro il mondo e stupida per aver puntato su un condottiero che è di cartapesta. - Che il copione "scopo solo te e mi sembra un comportamento etero in una specie a medio dimorfismo sessuale, ossia mediamente poliginica" sia il migliore per non far soffrire le donne o anche solo che abbia funzionato qualche volta nel proprio passato o nell'esperienza di vita di tutti gli altri osservabili. - Che sia normale che un copione che ormai scatta per abitudine di fronte ad una paura ricorrente e di cui ci si accorge solo a posteriori quando lei è scopata da un altro che non si è ridotto a quel modo, mandando ogni volta la gente in depressione e castrata nella sezione one itis o far tornare la ex, non venga mai vagliato strategicamente e osservato in modo lucido. - Che sia sempre giusto dare agli altri (lei che soffre o non soffre) la responsabilità individuale della relazione con se stessi e con gli altri che a volte ci impedisce di fare in modo diverso per la pressione da parte di emozioni come la paura, credenze o valori posticci. Ad esempio una persona sa benissimo che dovrebbe fare della figa per stare bene e per fare del bene alla sua donna avendo testosterone per amarla e desiderarla anche da già fatta, ma ha paura di come reagirebbe lei e di come ci passerebbe lui in società con lei che fa la vittima disperata, per cui lui sa quale sia la cosa giusta per entrambi e specie specifica, ma un'emozione di paura non solo lo blocca, ma gli fa anche dire che ha paura, certo... ma di far soffrire lei. Mi soffermo su quest'ultima premessa che spesso sfugge all'autoanalisi. Ognuno di noi ha esperienza di match al ribasso. Farsi diverse volte una milf divorziata, una ragazza esteticamente sotto standard, scoprire che in foto sembrava meglio e meno grassa ma ormai essere andati per sborrare e terminare il task. Ognuno di noi ha anche esperienza di relazioni, magari non percepite come la relazione della vita, in cui per inerzia scopa una volta, scopa cinque volte, ci si è trovati in qualche modo legati a partire dal sesso con una coetanea, con una addirittura più agè, con una meno attraente dei propri desideri ma soprattutto standard. Ognuno di noi sa anche che in quei casi, trovando di meglio o di più giovane da chiavare, il pensiero che lei possa soffrirne si limita all'omettere il fatto o al fregarsene secondo la giusta osservazione che in natura ci si adatta o si muore. Insomma. Se lei non è tanto giovane e bella... del fatto che soffra perché abbiamo trovato un vero ristoro al dolore di vivere, ci interessa molto poco. Empatia sì, masochismo esistenziale no. Allora la domanda è: Davvero questa grande nobiltà d'animo, questo senso dell'onore, questo sacrificio personale per "non farla soffrire" è positivamente correlato alla sua bellezza e difficoltà di sostituzione? Perché se è così... è ben poca cosa questa grandezza d'animo. Che dipende dalla forma del culo di lei e dal modo che ha di succhiarlo. Ben misera e miserevole cosa, per come può calpestare coi cingoli il cuore delle meno belle ma che magari sono belle persone e che fanno di tutto per noi, mentre ben si guarda dal calpestare i sentimenti di quelle anche meno devote e affini, ma più fighe e giovani. Non sarà allora che la "paura di farla soffrire" sia un modo per ammantare di grandiosità ed onore la "paura di come reagisce lei se decide di soffrire per quello che fa felice me?". Come reagisce lei? Mi lascia? Sicuramente per finire tra le braccia di un altro che è maschio pertanto non può scoparne solo una, ma è più bugiardo? Mi cornifica velocemente e facilmente con la lista dei miei nemici e migliori amici? E col mio capo al lavoro, rendendomi impossibile rimanere in quell'ambiente lavorativo? Ufficializza la relazione con uno dei tre con cui si sente o vede, pubblicando già dopo due giorni foto in cui è felice mentre io ci metto sei mesi di pali e rifiuti e umiliazioni a trovare qualcuna che magari non è nemmeno bella e giovane come lei? Come reagisce lei quando ha deciso in libertà di soffrire per qualcosa che fa bene a me e a lei, ma che non capisce e non vuole capire, e questa reazione quanta paura mi fa? Sono disposto a perdere la felicità medio e lungo termine e perdere anche lei sul medio lungo, per non affrontare oggi quella reazione? Mi cavo d'impiccio dicendo che non voglio farla soffrire. Una parte di me, una parte importante che fiorisce e profuma nella verità, nella giustizia e nella bellezza, che marcisce e si deteriora nella menzogna e nell'ingiustizia, nella vergogna e nella bruttura... sussurra che in passato ce ne siamo fregati molto di più di far soffrire o meno una che come sola colpa aveva di esser nata prima o di non essere bellissima. Per quanto le sarebbe piaciuto molto. Essere bella. Essere da noi guardata come guardiamo le più giovani e belle. Ma non voglio ascoltarla, è scomodissima. E se non ci alziamo in piedi ed affermiamo che abbiamo paura della sua reazione, alla percezione volontaria di soffrire... Quella parte di noi diventa un po' più putrida, si vede negli occhi corrotti, disonesti, sfuggenti delle persone. Da quanto tempo non parlano in verità, giustizia e bellezza. Quantomeno a se stessi. Io mi sono accorto che gran parte delle mie azioni verso il partner ( ma anche amici) sono dettate da sensi di colpa futuri ed evitamento della sofferenza altrui. Nonostante mi renda conto razionalmente che sia deleterio per me e per le relazioni non riesco ad evitarlo. C'è un modo per bloccare questa cosa? Modificato 5 Settembre 2020 da Zugzwang
AALLEEEXXX [Élite] 590 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 (modificato) 19 ore fa, ^'V'^ ha scritto: È esattamente una dipendenza che funziona sugli stessi circuiti della ricompensa interessati dalla ludopatia o dalla cocaina. Però. Topi in gabbia che hanno a disposizione acqua e acqua con cocaina scelgono la droga. Gli stessi topi immessi in un clan con altri topi e femmine da chiavare, in un ambiente stimolante, più grande di una gabbia, con delle attività piacevoli e specie specifiche... Scelgono di bere l'acqua. Per cui la tua guerra santa non è contro la dipendenza. Questa supera la capacità del singolo di autoregolarsi. Se non lo fa non chiamiamola dipendenza. La tua guerra santa è verso la costruzione o partecipazione ad un clan specie specifico, con stimoli ambientali ed attività specie specifiche. E con femmine da chiavare. Forse è un concetto nuovo, magari è la prima volta che ne parlo. XD Scusami Aivia, l'esperimento di cui parli è il Rat Park? Vorrei scrivere la tesi di laurea triennale in biologia sulla correlazione tra dipendenza da coca (l'argomento è botanica) e ambiente ricco di stimoli specie specifici. Lo chiedo perchè da quanto leggo su internet l'esperimento Rat Park è stato fatto con acqua e morfina. Ps. se qualcuno ha articoli scientifici interessanti da girarmi mi farebbe molto piacere, ad esempio https://www.nature.com/articles/npp2009127 https://www.pnas.org/content/105/44/17145.long Modificato 5 Settembre 2020 da AALLEEEXXX ^'V'^ ha reagito a questo 1
Manuelaaa89 [Partecipante] 32 Inviato 5 Settembre 2020 Autore Inviato 5 Settembre 2020 49 minuti fa, asbunti ha scritto: Quello che ti sfugge è che il senso di ogni discorso su questo fatto è esattamente come strappare i petali di un fiore, è un po' come fare centro tirando freccette a caso. Devi accettare il fatto che non lo saprai mai, oppure accettare la risposta che più ti aggrada semplicemente per andare avanti: smettila di masturbarti mentalmente su 'sta cosa, piuttosto fallo per qualcosa di eccitante. E' un buon momento per imparare a gestire il fatto che non tutto è controllabile, sei fortunata perché ora puoi farlo... passa oltre. Questo è vero. Sono uscita con un altro, e sento che ho ripreso la mia vita in mano. Un po’ , ancora , me la sento di fregare ma mi sono accorta che mi stavo uccidendo con le mie stesse mani
Kurt Bi [Partecipante] 1039 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 15 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Non sarà allora che la "paura di farla soffrire" sia un modo per ammantare di grandiosità ed onore la "paura di come reagisce lei se decide di soffrire per quello che fa felice me?". Come reagisce lei? Mi lascia? Sicuramente per finire tra le braccia di un altro che è maschio pertanto non può scoparne solo una, ma è più bugiardo? Mi cornifica velocemente e facilmente con la lista dei miei nemici e migliori amici? E col mio capo al lavoro, rendendomi impossibile rimanere in quell'ambiente lavorativo? Ufficializza la relazione con uno dei tre con cui si sente o vede, pubblicando già dopo due giorni foto in cui è felice mentre io ci metto sei mesi di pali e rifiuti e umiliazioni a trovare qualcuna che magari non è nemmeno bella e giovane come lei? Come reagisce lei quando ha deciso in libertà di soffrire per qualcosa che fa bene a me e a lei, ma che non capisce e non vuole capire, e questa reazione quanta paura mi fa? Sono disposto a perdere la felicità medio e lungo termine e perdere anche lei sul medio lungo, per non affrontare oggi quella reazione? Mi cavo d'impiccio dicendo che non voglio farla soffrire. Ci ho pensato a lungo ed ero convinto che fosse veramente solo ed esclusivamente paura di farla soffrire. Ora peró, leggendo le tue parole, non posso far finta di non ritrovarmi almeno un po'. È vero, magari non c'è la paura di perderla, ma c'è la paura della sua reazione, della reazione del contesto sociale al suo vittimismo e tutto il resto che hai descritto. Come al solito Aivia non posso che ringraziarti. Grazie davvero. ^'V'^ ha reagito a questo 1
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora