asbunti [Partecipante] 82 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 (modificato) 17 minuti fa, Manuelaaa89 ha scritto: Sono uscita con un altro Questa è un'ottima cosa che stai facendo per TE. Cita Un po’ , ancora , me la sento di fregare ma mi sono accorta che mi stavo uccidendo con le mie stesse mani Fai bene e te lo meriti: piace a tutti crogiolarsi un po' nelle proprie sveture, credo sia catartico e ci fa sentire vivi 🙂. L'importante è non rimanerne invischiati, e mi sembra che sei sulla giusta via per uscirne. Modificato 5 Settembre 2020 da asbunti Manuelaaa89 ha reagito a questo 1
sasa4 [Élite] 1785 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 14 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Una parte di me, una parte importante che fiorisce e profuma nella verità, nella giustizia e nella bellezza, che marcisce e si deteriora nella menzogna e nell'ingiustizia, nella vergogna e nella bruttura... sussurra che in passato ce ne siamo fregati molto di più di far soffrire o meno una che come sola colpa aveva di esser nata prima o di non essere bellissima. Ma non voglio ascoltarla, è scomodissima. E se non ci alziamo in piedi ed affermiamo che abbiamo paura della sua reazione, alla percezione volontaria di soffrire... Quella parte di noi diventa un po' più putrida, si vede negli occhi corrotti, disonesti, sfuggenti delle persone. Da quanto tempo non parlano in verità, giustizia e bellezza. Quantomeno a se stessi. Una società non libera genera individui, sentimenti ed azioni non libere. Una società non libera fa da nido a piccoli bambini che fanno cose, vedono cose, apprendono cose in seno a vincoli, limiti rigidi, schemi ripetuti, stereotipie, in mancanza di assoluta libertà. Quegli stessi bambini che saranno gli adulti di domani nel rispetto del grosso cerchio della vita, che parte da un punto che è allo stesso tempo inizio e fine, in un perpetuarsi continuo, imperterrito, assolutamente giusto e naturale, dove la libertà è insita nella natura stessa senza la necessità di doverlo dire o dimostrare. Una natura costituita da parti che si adattano le une con le altre in un gioco fluido, spontaneo, come una danza leggera, elegante, raffinata nella sua semplicità e, contemporaneamente, complessità. Una società non libera crea il presupposto indotto che quella danza possa essere interrotta, giostrata o manipolata così come un chimico inserisce un reagente in ampolla generando una reazione. Da osservatori a sperimentatori. Con la pelle degli altri e tramite la pelle degli altri. La libertà di poter sperimentare su noi stessi e tramite le nostre idee, o presunte tali, di poter vivere con ampia elasticità e variegatura i rapporti con le persone, con gli animali, con le cose vive o astratte, si è ormai ridotta ai minimi termini, essendo noi relegati a quegli schemi di cui sopra, alle linee guida, ai protocolli, al sentito dire, al si è sempre fatto così, a preconcetti culturali (spesso con ampia base religiosa) su cui nessuno ha mai voluto dibattere, o è stato fatto tacere, alle doverizzazioni e sillogismi che di logico hanno solo il nome. In nome poi di quale logica? Questo è alla base del mettersi in discussione, che denota poi una certa apertura mentale, una disponibilità al conosciuto e all'ignoto, che caratterizza le persone coraggiose, forti, che abbracciano con coscienza e consapevolezza ciò che gli viene incontro come una grossa opportunità, sia che possa dargli esito positivo che negativo. Una opportunità perché, indipendentemente dal risultato, ti lascia qualcosa di cui ne farai tesoro e che ti servirà non per partire prevenuto in una situazione futura analoga (errore che è alla base del bias cognitivo secondo cui provare una esperienza già vissuta ti porta sempre allo stesso esito, portandone all'evitamento preventivo), ma per partire con una bagaglio culturale di conoscenza ed esperienza che ti potrà permettere di riformulare la realtà esterna, quindi quella interna, in un modo più composito, e ti permetterà di adattarti in maniera più fine e precisa, e di apprendere ancora ed ancora, ma con maggiore efficienza. Comportamento alla base del nostro sistema di funzionamento che condividiamo con tutte le specie, sia in senso microscopico (a partire dalla cellula, dagli organelli e dagli atomi che li compongono), che macroscopico, quindi più evidente. Una società libera accoglie le idee e coloro che si fanno carico di sforzarsi per produrle e poi di confrontarle, generando altre idee in maniera sinergica ed esponenziale, nel contesto di un clima di cooperazione e produttività, di scoperta e di sfida proattiva, funzionale. Una società non libera reprime quelle idee, reprime l'attesa, la contemplazione, il processamento più attento e meticoloso, il lavoro di artigianato, il dettaglio, la dolcezza delle forme e la loro sinuosità, reprime la fantasia e tutti i colori che da essa derivino. E struttura i palinsesti televisivi e più in generale l'informazione e la cultura di massa sul romanticismo, sull'ideale dell'amore romantico e sulle pratiche della meditazione cadendo in una contraddizione tanto lapalissiana quanto sottaciuta. _____ Suturavo ieri la cute con un filo riassorbibile, le donne di sala ripetevano le solite tiritere che nel momento in cui mi fossi innamorato non avrei fatto più questi discorsi, frutto di considerazioni e di una ideologia che mi accompagna e che condivido oramai con tutte le persone che mi circondano, senza nascondermi e ricevendo sempre le stesse obiezioni, che denotano una certa psicopatologia delirante di base e quasi omogeneamente diffusa. Sorridevo, chiudendo la cute, e le consigliavo vivamente di studiare, leggere libri e poi di riparlare con me, non con tono presuntuoso o saccente, ma con la consapevolezza che stavano parlando due attori con background completamente diversi ed asimmetrici, di cui uno (in realtà un coro) frutto di derivazioni socio-culturali molto forti e radicate. Sarebbe sostanzialmente originata solo una lotta tra poveri per chi avesse ragione e chi torto, senza portare poi effettivamente nulla né all'uno né all'altro, i giochi a somma zero che in molti qui conosciamo. Non erano loro che parlavano, lo so bene, non era la loro voce, o meglio, erano le loro corde vocali che pronunciavano quelle parole, ma non potevano essere loro. Viaggiavano e viaggiano tutt'ora a luce spenta. Come quando parlo con uomini fidanzati della libertà che voglio "concessa" e di conseguenza "concedo" alle donne con cui mi relaziono, nonostante possa darmi alcune volte sofferenza (ma consapevole e in nome di una libertà dell'altro che nemmeno dovrei concedere perché non mi appartiene), e vedo gli occhi di loro sbarrati, impauriti, perché in fondo sanno, ma si ingannano di non sapere e cambiano discorso perché gli diventa scomodo continuare. Suturavo e sorridevo, anche se onestamente ho alzato un pò la voce quando ho sentito dire che si entra in relazione o si adottano figli per colmare dei vuoti, lì proprio ho sentito la necessità di zittirle aggiungendo che quello è il motivo principale per cui si adottano cani, con i quali si parla in umanese e si continua a praticare il gioco di mamma e figli da adulti. Però poi hanno iniziato a farmi domande, ad incuriosirsi, intravedendo in fondo un pò di luce. Quella luce che ti permette di schiarire la ragione e vivere in stati più o meno temporanei di flusso, dove fai le cose vivendole appieno senza sprofondare in elucubrazioni di tipo paranoide ed andare in cortocircuito. La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce; non pensa a sé, non si chiede se la si veda oppure no. Silesio Back Door Man e ^'V'^ ha reagito a questo 1 1
^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 6 ore fa, Thetraveller87 ha scritto: Scusa ma mi sa che del discorso di V non hai compreso il succo Seempree assssecondare shhh. purple pill e Thetraveller87 ha reagito a questo 2
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 5 Settembre 2020 Questo è un messaggio popolare. Inviato 5 Settembre 2020 5 ore fa, AALLEEEXXX ha scritto: Scusami Aivia, l'esperimento di cui parli è il Rat Park? Vorrei scrivere la tesi di laurea triennale in biologia sulla correlazione tra dipendenza da coca (l'argomento è botanica) e ambiente ricco di stimoli specie specifici. Lo chiedo perchè da quanto leggo su internet l'esperimento Rat Park è stato fatto con acqua e morfina. Ps. se qualcuno ha articoli scientifici interessanti da girarmi mi farebbe molto piacere, ad esempio https://www.nature.com/articles/npp2009127 https://www.pnas.org/content/105/44/17145.long Nel Rat Park fu usata solo morfina sia sul gruppo di controllo in gabbia che nel Rat Park. Rat Park che però nasce per stressare la teoria, nata dagli anni '60 agli '80, secondo cui la droga sia addictiva ed irrinunciabile, per cui da bannare e basta. Teoria nata osservando i ratti in gabbie e Skinner Box in molte osservazioni con cocaina, eroina, amfetamina, morfina ed altre droghe. Per cui ho sbagliato a ripescare il ricordo, in effetti nel Park di cui parlavo si trattò di sola morfina, e il tutto però nasceva da studi con ogni droga inclusa coca. A cosa ci servono studi come questi? Quando l'impero colonialista inglese tra il 18esimo e il 19esimo secolo tolse i clan tribali di nativi dal Canada dai loro territori tribali estensivi e li stipò in riserve, presero i loro figli e li misero in scuole dove imparare la lingua e la cultura dell'uomo bianco e fu vietato ai nativi di parlare la loro lingua. Essi iniziarono a fare mille cazzate a causa dell'alcool. Prima dell'arrivo degli inglesi loro avevano tutti i problemi degli umani. Guerre tribali, malattie, ecc. Tutti i problemi degli inglesi eccetto uno: non sono riportati casi rilevanti di dipendenze nella loro storia. Invece divennero dipendenti dall'alcool, dalle droghe, dalle relazioni disfunzionali, divennero dipendenti. Praticamente tutti, adolescenti e adulti. La versione ufficiale che girò (e che fu insegnata a me a scuola) era che loro non fossero geneticamente pronti a processare l'alcool e non lo reggessero, fossero geneticamente vulnerabili, per cui la soluzione, che non funzionò, fu quella di proibirlo. Parlo dell'alcool e non delle altre droghe, perché il ratto isolato socialmente e culturalmente consuma la droga che più gli è messa a disposizione, morfina nel caso del gruppo di controllo, alcool nel caso degli indiani. Indiani il cui isolamento sociale e culturale venne prodotto distruggendo i fondamenti della loro vita culturale, tirati via dalle loro terre tradizionali, rompendo le famiglie per mandare i figli nelle scuole coloniali, impedendo ai figli di imparare la lingua dei genitori, proibendo le loro cerimonie religiose, screditando la loro medicina e i loro usi e costumi. E quando l'unico sfogo possibile per la frustrazione diventa l'alcool ( o la droga più facilmente ottenibile, morfina per i nostri ratti)... vietarlo. Cornuti e mazziati. Ecco... cosa ne pensi di quei paesi che confinano il maschio in un abitacolo di cemento con una sola donna e poi vietano con forza la prostituzione? Si possono chiamare colonie, sì? Riserve. Cui pro dest? ATTAR, Ozymandias, Orph e 9 altri ha reagito a questo 5 7
^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 7 ore fa, Thetraveller87 ha scritto: Non mi è chiara una cosa: poniamo caso che un uomo, che desidera avere un rapporto aperto riesca a trovare una ragazza che è d'accordo sull'impostare la relazione in questo modo. Lui può frequentare anche altre e anche lei fa lo stesso. Poniamo caso che entrambi abbiano superato i 30 e abbiano una certa stabilità economica che gli consentirebbe di mettere al mondo un figlio garantendone una crescita a sana. Figlio di cui iniziano a sentire il bisogno, sia se vogliamo per un fatto biologico (siamo progettati, dall'evoluzione o da una qualunque entità superiore X che più si preferisce, per portare avanti la specie, è innegabile) sia per una considerazione pratica (i figli, se cresciuti con amore e responsabilita, dovrebbero in teoria assicurarsi che i genitori trascorrino una vecchiaia quantomeno gradevole, o perlomeno, assicurarsi che non finiscano in uno spizio in cui un giorno sì e uno no ti picchiano o con una badante che ti sposa per la cittadinanza e poi ti abbandona non appena la demenza senile avanza.) In quest'ottica, il padre quale garanzia avrebbe che il figlio è suo? Non sono scemo, so bene che neanche il matrimonio ti da tale garanzia. L'unica garanzia può essere data dal test del DNA. Ma il test del DNA è stato inventato solo nell'84 se non sbaglio. La conseguenza di affermare la necessità del test del DNA è che si condiziona la bontà della strategia "coppia aperta" all'invenzione umana del DNA. Che significa che prima dell'83 la coppia aperta non era un soluzione ottimale in quanto, se la donna ha rapporti con più uomini, la probabilità che sia stata fecondata da un'altro è molto più alta. E lei potrebbe essere propensa a farmi credere che il figlio dell'altro sia il mio in quanto posseggo un portafoglio più ampio. La mia perplessità, deriva dal fatto che, si può anche affermare che plausibilmente il concetto comune di amore romantico monogamo è stato imposto dalla società per giustificare alcune sue storture. Vedo la logica dietro tale ragionamento e la capisco anche. Vedo come la società consumistica moderna ci vomita adosso un concetto distorto di amore in cui pochi intravedono la matrice originale in quanto sprovvisti degli strumenti necessari per capire perlomeno se stessi. E il risultato è una serie di rapporti malati e perversi. Questo non toglie però che l'originale sentimento di amore romantico/sessuale monogamo è stato oggetto di racconti epici, romanzi e persino di parte di testi religiosi sacri (esempio Cantico dei Cantici). Ed è anche il motore di azioni positive e costruttive. Molto prima che la società masticasse e trangugiasse tale sentimento trasformandolo in altro. Questo per dire che forse un alternativa al test del DNA come garanzia di paternità esiste. Ed è l'amore romantico/sessuale monogamo condiviso da entrambi. Magari non è una soluzione perfetta. E neanche sarà ragguingibile da tutti. Però è una soluzione, che quando è solida, può dare anche origine a un rapporto solido e reciproco. O almeno così mi piace pensare/sperare Ti ho risposto per un'ora. Ho toccato col pollice "backpage" sul mouse ed è sparito il post. Un minuto di raccoglimento in memoria del compianto Germano Mosconi. Ora devo andare, ci torno. Spoiler Poi sono andato al piano di sopra da Katana a fare un bel respiro per ritrovare balance... Lei ha detto che le dispiace sia sparito il post. Le ho detto che mi dispiacerebbe se una sfiga total random riuscisse a distogliere la mia attenzione da ciò che è davvero importante. Cosa, è davvero importante? Tu, il fatto che desideri un caffè coi biscotti al burro, vado a preparartelo. Oh, sììì ma lo faccio io, ne ho proprio voglia. Lo faccio io, è diverso, ha un sapore diverso quando qualcuno fa qualcosa per te. Dream_, Thetraveller87, ATTAR e 2 altri ha reagito a questo 3 1 1
Doom Head [Partecipante] 11595 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 On 9/1/2020 at 2:49 PM, Manuelaaa89 said: Perché un ex nega di frequentare un altra? Alla fine ho contattato lei, e mi ha confermato la loro frequentazione , mentre lui poche ore prima aveva negato di avere frequentazioni. Dopo un mese lasciati , perché bloccarmi ovunque e non avere il coraggio di dirmelo? Mi ha lasciato dopo tanti anni Non è "domanda rivolta agli uomini" ma "domanda rivolta a tutti quelli che lasciano". Anche la mia ex (donna) se l'è negata di frequentare un altro dopo 3 settimane dalla nostra rottura. principemassa e Merdaland ha reagito a questo 1 1
AALLEEEXXX [Élite] 590 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 58 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: Nel Rat Park fu usata solo morfina sia sul gruppo di controllo in gabbia che nel Rat Park. Rat Park che però nasce per stressare la teoria, nata dagli anni '60 agli '80, secondo cui la droga sia addictiva ed irrinunciabile, per cui da bannare e basta. Teoria nata osservando i ratti in gabbie e Skinner Box in molte osservazioni con cocaina, eroina, amfetamina, morfina ed altre droghe. Per cui ho sbagliato a ripescare il ricordo, in effetti nel Park di cui parlavo si trattò di sola morfina, e il tutto però nasceva da studi con ogni droga inclusa coca. A cosa ci servono studi come questi? Quando l'impero colonialista inglese tra il 18esimo e il 19esimo secolo tolse i clan tribali di nativi dal Canada dai loro territori tribali estensivi e li stipò in riserve, presero i loro figli e li misero in scuole dove imparare la lingua e la cultura dell'uomo bianco e fu vietato ai nativi di parlare la loro lingua. Essi iniziarono a fare mille cazzate a causa dell'alcool. Prima dell'arrivo degli inglesi loro avevano tutti i problemi degli umani. Guerre tribali, malattie, ecc. Tutti i problemi degli inglesi eccetto uno: non sono riportati casi rilevanti di dipendenze nella loro storia. Invece divennero dipendenti dall'alcool, dalle droghe, dalle relazioni disfunzionali, divennero dipendenti. Praticamente tutti, adolescenti e adulti. La versione ufficiale che girò (e che fu insegnata a me a scuola) era che loro non fossero geneticamente pronti a processare l'alcool e non lo reggessero, fossero geneticamente vulnerabili, per cui la soluzione, che non funzionò, fu quella di proibirlo. Parlo dell'alcool e non delle altre droghe, perché il ratto isolato socialmente e culturalmente consuma la droga che più gli è messa a disposizione, morfina nel caso del gruppo di controllo, alcool nel caso degli indiani. Indiani il cui isolamento sociale e culturale venne prodotto distruggendo i fondamenti della loro vita culturale, tirati via dalle loro terre tradizionali, rompendo le famiglie per mandare i figli nelle scuole coloniali, impedendo ai figli di imparare la lingua dei genitori, proibendo le loro cerimonie religiose, screditando la loro medicina e i loro usi e costumi. E quando l'unico sfogo possibile per la frustrazione diventa l'alcool ( o la droga più facilmente ottenibile, morfina per i nostri ratti)... vietarlo. Cornuti e mazziati. Ecco... cosa ne pensi di quei paesi che confinano il maschio in un abitacolo di cemento con una sola donna e poi vietano con forza la prostituzione? Si possono chiamare colonie, sì? Riserve. Cui pro dest? Intanto grazie mille per la risposta Aivia, a chi giova non lo so però ho voglia di andare in Thai perchè ho per sbaglio messo su tinder la posizione "all the world" e mi sono arrivati messaggi troppo sexy per essere italiani. Tornando al discorso droghe, in sud e nord america, in australia ecc. le antiche tribù e clan utilizzavano droghe allucinogene e non, sia per i lori riti sacri sia per essere più forti e pronti nella caccia. Ma in realtà tantissime droghe sono state utilizzate nel corso della storia senza che ci sia stata dipendenza, a volte intossicazioni ma essenzialmente perchè si sbagliava il dosaggio magari. Anzi ci sono delle teorie secondo cui determinati tipi di funghi allucinogeni, comunemente usati da varie tribù, abbiano contribuito alla formazione del nostro cervello per com'è ora. (Fonte principale: libro Food of the Gods di Terence McKenna) ^'V'^ ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 11 minuti fa, AALLEEEXXX ha scritto: Tornando al discorso droghe, in sud e nord america, in australia ecc. le antiche tribù e clan utilizzavano droghe allucinogene e non, sia per i lori riti sacri sia per essere più forti e pronti nella caccia. Dicevo che non sono riportate storie della tradizione orale circa l'esistenza di dipendenze, che fossero usate le piante e i funghi per l'effetto psichico che possono indurre, è una certezza. Un uso rituale o contestualizzato (ad esempio caccia o guerra) è diverso dalle dipendenze private. Ozymandias, AALLEEEXXX, OdetoJoy e 1 altro ha reagito a questo 3 1
AALLEEEXXX [Élite] 590 Inviato 5 Settembre 2020 Inviato 5 Settembre 2020 2 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: Dicevo che non sono riportate storie della tradizione orale circa l'esistenza di dipendenze, che fossero usate le piante e i funghi per l'effetto psichico che possono indurre, è una certezza. Un uso rituale o contestualizzato (ad esempio caccia o guerra) è diverso dalle dipendenze private. Sisi non volevo controbattere o correggere, anzi concordavo e volevo solo dire che appunto nonostante utilizzassero droghe per riti sacri e caccia non ne erano dipendenti ^'V'^ ha reagito a questo 1
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 5 Settembre 2020 Questo è un messaggio popolare. Inviato 5 Settembre 2020 13 ore fa, Thetraveller87 ha scritto: In quest'ottica, il padre quale garanzia avrebbe che il figlio è suo? Non sono scemo, so bene che neanche il matrimonio ti da tale garanzia. L'unica garanzia può essere data dal test del DNA. Ma il test del DNA è stato inventato solo nell'84 se non sbaglio. La conseguenza di affermare la necessità del test del DNA è che si condiziona la bontà della strategia "coppia aperta" all'invenzione umana del DNA. Che significa che prima dell'83 la coppia aperta non era un soluzione ottimale in quanto, se la donna ha rapporti con più uomini, la probabilità che sia stata fecondata da un'altro è molto più alta. 5 agosto 1981 (legge 442), viene abolito il delitto d'onore, ossia il diritto di uccidere chi ti ha chiavato la figa. Alle 9:05 di lunedì 10 settembre 1984, Sir Alec Jeffreys tira un grido, ha scoperto una cosa che gli farà fare tantissima figa. La DNA fingerprint. Quali erano le garanzie prima del 1981-84? Molto semplice. Solo il primogenito maschio ereditava il mulino, il secondogenito ereditava il gatto (con gli stivali) e poteva scegliere se lavorare nel mulino come servo o partire come frate, soldato di ventura o a buscarsi la vita in qualche modo. Per questo le persone diventavano matte di disperazione se la primogenita era femmina. Perché il primogenito era l'unico vero figlio del marito. E perché? Oggi le persone scopano, si dicono che non vogliono scopare altri e dichiarano di essere fidanzati. Non funziona così. Il fidanzamento era un periodo di sei mesi in cui la femmina non poteva essere scopata da nessuno, nemmeno dal fidanzato. Era un periodo di prova di non gravidanza precedente il matrimonio e, in particolare, la luna di miele. Ci raccontano che riguardasse l'arrivare vergine al matrimonio, e in effetti un lenzuolo insanguinato (di solito a causa di una gallina sgozzata) toglieva ogni dubbio. Ma non riguardava l'arrivarci vergine, riguardava l'arrivarci non gravida. Il fidanzato così smetteva di chiavarla (non di chiavare, di chiavarla). Lei veniva controllata notte e giorno dai parenti di lei e di lui, che controllavano anche che il fidanzato non rimanesse solo con lei. Cinque minuti in una stanza chiusa con un maschio erano sufficienti a far saltare il matrimonio. Mai sola. Per sei mesi. In sei mesi la pancia si vede, se era gravida. E se il fidanzato la tocca in quei sei mesi, si perde tutto il senso di controllare se sia pregna. Poi arriva il matrimonio e parte la luna di miele, che non era un viaggio a santo domingo a farsi chiavare dagli animatori mentre lui gioca a tennis. Era un mese chiusa sotto cazzo nell'impossibilità di uscire o avere contatto con altri maschi a qualunque titolo. Fino a che non fosse stata gravida e, per una volta nella vita, certamente di lui con approssimazione molto credibile. Il primo figlio a nascere, pertanto, è considerato l'unico erede. Io ritengo che sia una cazzata la società patrilineare e che noi siamo tribali e matrilineari. Ma di fatto l'era agricola portò la patrilinearità sull'asse ereditario ed essendo una cosa contronaturale, aveva bisogno di patch assurde come il fidanzamento, la luna di miele, il matrimonio ecc. La primogenita femmina era una maledizione perché la religione di derivazione ebraica aveva imposto sul diritto romano (manu maritalis, il marito momentaneamente univa i suoi beni con quelli del padre della moglie, ma lei rimaneva una carne col padre e i suoi beni tornavano al padre a fine relazione) la visione ebraica biblica "una sola carne", ossia la famiglia della moglie smetteva di essere quella di suo padre, diventava unita al marito e pertanto non si poteva far ereditare una femmina, avrebbe dato tutto a suo marito, divenendo una carne con lui. (Per questo rinnega il cognome paterno e adotta quello del marito, spezzando l'asse della famiglia del padre). Le femmine, come i secondogeniti, o c'erano i soldi per farle sposare a qualcuno (il marito andava pagato per accollarsi il problema di camparla) o andavano a fare le suore, le sguattere, le zoccole. Insomma, solo il primogenito era di padre quasi certo, e se questi non fosse stato maschio sarebbe stata la sciagura di tutta la linea patrilineare della famiglia. Linea che io non riconosco e per me dovremmo portare il cognome della madre*, ma se parliamo di come funzionava prima del test del DNA, questo era il groviglio di patch e contropatch per far girare un OS non sense e non specie specifico su Hardware Biologico Sapiens. *Sembra che qui stia suggerendo una lettura particolare del suo cognome modificato da Bianchin in Demon, se consideriamo l'archetipo materno Lilith detta Mater Daemonum. In ogni caso, va considerato che questo tipo di follia, onore, controllo, dolore da ambo le parti, era prima di tutto cosa di sei mesi di controllo e poi di uno-tre mesi quanto basta a ingravidarla. In secondo luogo era relativo solo all'asse patrilineare di eredità legale, perché la certezza della paternità i mariti la avevano mediante il numero di prostitute, concubine, amanti. La formula del matrimonio ha incluso la fedeltà sessuale maschile solo alla fine del secolo scorso, coincidendo magicamente con il riconoscimento di diritti economico-legali ai figli biologici, detti anche illegittimi. Prima per fedeltà maritale si intendeva quello che dice Gesù, ossia che il marito non possa ripudiare la moglie perché ammalata o perché si è stancato di lei (ripudiarla significava condannarla a morire di fame, non potendo mantenersi da sola) ma solo se lei ha "commesso porneia" (si è fatta chiavare da un altro). Diversamente, in salute e in malattia, lui si accollava il sostentamento di lei, madre dei suoi figli. (Di loro, ai tempi di Gesù non esisteva la monogamia, non era contemplata e lui parlava in seno al mondo che conosceva, dove i mariti avevano diverse mogli e a volte ne scacciavano una anche solo per un battibecco, condannandola in questo modo a crepare di fame sul ciglio della strada). Tra un po' riscrivo la risposta all'altra parte. OdetoJoy, Gamebred, Percival e 9 altri ha reagito a questo 8 4
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