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Inviato
6 minuti fa, Back Door Man ha scritto:

Nardone è cofondatore della scuola di Palo Alto?

È cofondatore nel 1987 del centro di Terapia strategica breve in Italia dove ci sono i principi della scuola di Palo Alto

  • Grazie! 1
ArmandoBis
Inviato
3 ore fa, saekonogami ha scritto:

Magari quel libro non sarà stato il suo migliore, anche a me non è piaciuto, troppo semplicistico, forse per incontrare una gran fetta di pubblico, ma la scuola di terapia strategica breve di Paul Watzlawick che lui ha portato in Italia è a mio avviso è tra le migliori. 

Magari prova a cercare lui come autore, (la prospettiva relazionale, pragmatica della comunicazione umana, studio dei modelli interattivi delle patologie e dei paradossi, qualche tecnica ipnotica, ecc) 

 

 

Ho letto un altro libro suo. Anche questo decisamente deludente.

Il punto è che ciascuno è libero di fondare la propria scuola di psicologia e mettere a punto il proprio approccio terapeutico. Ritengo invece scorretto ricorrere al confronto implicito con le altre scuole, come è evidente nell'aggiunta della parola "breve" nella definizione della scuola.

Non è chiaro se le altre scuole facciano apposta ad allungare le terapie o sono più lunghe perché sono meno efficaci.

Visto dall'esterno, sembra che le varie scuole si occupano di problematiche piuttosto diverse.

A quanto mi hanno detto, alcune scuole di psicoterapia dicono apertamente che non sono in n grado di trattare la depressione.

  • Grazie! 1
Inviato
54 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Ho letto un altro libro suo. Anche questo decisamente deludente.

Il punto è che ciascuno è libero di fondare la propria scuola di psicologia e mettere a punto il proprio approccio terapeutico. Ritengo invece scorretto ricorrere al confronto implicito con le altre scuole, come è evidente nell'aggiunta della parola "breve" nella definizione della scuola.

Non è chiaro se le altre scuole facciano apposta ad allungare le terapie o sono più lunghe perché sono meno efficaci.

Visto dall'esterno, sembra che le varie scuole si occupano di problematiche piuttosto diverse.

A quanto mi hanno detto, alcune scuole di psicoterapia dicono apertamente che non sono in n grado di trattare la depressione.

Diciamo che a differenza di molti psicoterapeuti dove stai anni ad analizzare i motivi del perché, del tuo vissuto, ecc, qui l'approccio è differente. 

Hai un comportamento limitante che anziché lenire il tuo problema lo amplifica? Ok, mettiamo in campo degli stratagemmi ( e qui attingono anche  a Milton Erickson) mirati a questo e non al tuo passato... 

Senza stare a scavare e scavare (da qui penso si intenda il paragone con breve) 

Ossia, inizia a comportarti in modo diverso e poi vedrai che inizierai a pensare in modo diverso.. Anziché il contrario.. 

 

Poi personalmente a me nel 2012 ha risolto un caso di depressione davvero in pochissimo tempo 

Ma ogni persona è un mondo a parte. Non voglio né generalizzare né pubblicizzare un metodo che per me ha funzionato 

Ma se vuoi, posso approfondire qualche punto se lo ritieni interessante 

 

Back Door Man
Inviato
6 hours ago, ArmandoBis said:

alcune scuole di psicoterapia dicono apertamente che non sono in n grado di trattare la depressione.

Per me fanno bene.

È questione di mezzi.

In molti casi il soggetto depresso è immerso in un ambiente tossico, circondato da persone tossiche, non ha un lavoro, è povero, non ha cibo buono a disposizione, non ha una vita sessuale né sociale soddisfacenti.

Si può farlo uscire dalla depressione solo facendo in modo che abbia quello che gli manca, lavorando al contempo alla sua consapevolezza, facendogli capire le dinamiche disfunzionali dei suoi comportamenti.

È un po' un'utopia.

Non si può guarirlo con solo dei colloqui.

È il caso in cui se un terremoto gli butta giù la casa e lo costringe a cambiare ambiente il soggetto se sopravvive migliora.

A riprova se inseriamo un altro soggetto sano in quell'ambiente tossico presto il soggetto sano comincerà a manifestare disturbi psichici.

Poi ci sono i vincoli traumatici:

Si può arrivare a capire con i colloqui che il soggetto depresso guarirebbe o comunque migliorerebbe la sua condizione se si allontanasse da una famiglia di origine che è tossica, o un partner tossico (narcisisti, psicopatici, abusanti etc), ma il soggetto depresso, per meglio dire psichicamente disturbato, non vuole allontanarsi dal compare tossico, che sia la madre, il padre, o il compagno/a, moglie, marito etc.

E se lo volesse non sarebbe in grado di muoversi da solo.

Le famiglie tossiche.

Attualmente il problema viene affrontato con le Costellazioni familiari. 

La direzione è quella giusta, anche se parlare di Costellazioni familiari, a mio parere è solo una veste rassicurante e un po' da Astrologia per non chiamare le cose col proprio nome.

E va bene così. Certe cose sono talmente brutte che è meglio edulcorare.

 

  • Mi piace! 1
ArmandoBis
Inviato
6 ore fa, saekonogami ha scritto:

Diciamo che a differenza di molti psicoterapeuti dove stai anni ad analizzare i motivi del perché, del tuo vissuto, ecc, qui l'approccio è differente. 

Hai un comportamento limitante che anziché lenire il tuo problema lo amplifica? Ok, mettiamo in campo degli stratagemmi ( e qui attingono anche  a Milton Erickson) mirati a questo e non al tuo passato... 

Senza stare a scavare e scavare (da qui penso si intenda il paragone con breve) 

Ossia, inizia a comportarti in modo diverso e poi vedrai che inizierai a pensare in modo diverso.. Anziché il contrario.. 

 

Poi personalmente a me nel 2012 ha risolto un caso di depressione davvero in pochissimo tempo 

Ma ogni persona è un mondo a parte. Non voglio né generalizzare né pubblicizzare un metodo che per me ha funzionato 

Ma se vuoi, posso approfondire qualche punto se lo ritieni interessante 

 

Il punto è che si confrontano le pere con le mele. Anzi, le pere con le ciliegie, o con i kiwi.

Qualificare una terapia come breve vuol dire implicitamente affermare che fa la stessa cosa delle altre, solo in meno tempo.

Il che è assurdo perché nessuna terapia fa le stesse cose delle altre. Le premesse e il cuore della teoria sono diverse per tutte le scuole, così come il tipo di lavoro, che è particolare per ciascuna.

Girando su internet mi sono imbattuto nel caso di una donna che si era rivolta a un terapista sistemico. L'elenco dei sintomi era da brividi, da star male solo a sentirli. Ovviamente, dopo un anno di terapia la situazione non era migliorata di una virgola.

Purtroppo, i miracoli non ci sono, almeno nel campo della sofferenza psichica.

Inviato
Adesso, ArmandoBis ha scritto:

Il punto è che si confrontano le pere con le mele. Anzi, le pere con le ciliegie, o con i kiwi.

Qualificare una terapia come breve vuol dire implicitamente affermare che fa la stessa cosa delle altre, solo in meno tempo.

Il che è assurdo perché nessuna terapia fa le stesse cose delle altre. Le premesse e il cuore della teoria sono diverse per tutte le scuole, così come il tipo di lavoro, che è particolare per ciascuna.

Girando su internet mi sono imbattuto nel caso di una donna che si era rivolta a un terapista sistemico. L'elenco dei sintomi era da brividi, da star male solo a sentirli. Ovviamente, dopo un anno di terapia la situazione non era migliorata di una virgola.

Purtroppo, i miracoli non ci sono, almeno nel campo della sofferenza psichica.

Sì visto così il tuo ragionamento non fa una piega

io non mi ero concentrata troppo sulla parola "breve", ho visto che con me ha funzionato e ho approfondito l'argomento senza focalizzarmi sulla premessa o anche perché no "promessa" del breve

Mi ha interessato quello che ho trovato. E soprattutto senza arrivare a prendere farmaci 

Ma forse quello che è stato il mio psicoterapeuta è stato formidabile.

Ho un amico che non potendosi permettere uno a pagamento, gli ruotavano quelli pubblici, e ognuno gli dava uno psicofarmaco differente. E lui stava sempre peggio. 

Per cui al di là della scuola di formazione forse è più importante trovare uno specialista che capisca le tue dinamiche mentali e sia capace di disinnescarle.. 

E purtroppo essendo un campo così spinoso è molto, molto difficile trovarne di validi

 

 

ArmandoBis
Inviato
1 ora fa, Back Door Man ha scritto:

Per me fanno bene.

È questione di mezzi.

In molti casi il soggetto depresso è immerso in un ambiente tossico, circondato da persone tossiche, non ha un lavoro, è povero, non ha cibo buono a disposizione, non ha una vita sessuale né sociale soddisfacenti.

Si può farlo uscire dalla depressione solo facendo in modo che abbia quello che gli manca, lavorando al contempo alla sua consapevolezza, facendogli capire le dinamiche disfunzionali dei suoi comportamenti.

È un po' un'utopia.

Non si può guarirlo con solo dei colloqui.

È il caso in cui se un terremoto gli butta giù la casa e lo costringe a cambiare ambiente il soggetto se sopravvive migliora.

A riprova se inseriamo un altro soggetto sano in quell'ambiente tossico presto il soggetto sano comincerà a manifestare disturbi psichici.

Poi ci sono i vincoli traumatici:

Si può arrivare a capire con i colloqui che il soggetto depresso guarirebbe o comunque migliorerebbe la sua condizione se si allontanasse da una famiglia di origine che è tossica, o un partner tossico (narcisisti, psicopatici, abusanti etc), ma il soggetto depresso, per meglio dire psichicamente disturbato, non vuole allontanarsi dal compare tossico, che sia la madre, il padre, o il compagno/a, moglie, marito etc.

E se lo volesse non sarebbe in grado di muoversi da solo.

Le famiglie tossiche.

Attualmente il problema viene affrontato con le Costellazioni familiari. 

La direzione è quella giusta, anche se parlare di Costellazioni familiari, a mio parere è solo una veste rassicurante e un po' da Astrologia per non chiamare le cose col proprio nome.

E va bene così. Certe cose sono talmente brutte che è meglio edulcorare.

 

È vero che la famiglia può essere una fabbrica di nevrosi.

Però non c'è alternativa.

Avevano provato gli israeliani a sostituire, o per lo meno limitare, la famiglia impostando una sorta di educazione collettiva. Avvenne durante i primordi dello stato di Israele, ma pare che l'esperimento non abbia dato i risultati sperati. Da allora non se ne è più parlato.

ArmandoBis
Inviato
24 minuti fa, saekonogami ha scritto:

Sì visto così il tuo ragionamento non fa una piega

io non mi ero concentrata troppo sulla parola "breve", ho visto che con me ha funzionato e ho approfondito l'argomento senza focalizzarmi sulla premessa o anche perché no "promessa" del breve

Mi ha interessato quello che ho trovato. E soprattutto senza arrivare a prendere farmaci 

Ma forse quello che è stato il mio psicoterapeuta è stato formidabile.

Ho un amico che non potendosi permettere uno a pagamento, gli ruotavano quelli pubblici, e ognuno gli dava uno psicofarmaco differente. E lui stava sempre peggio. 

Per cui al di là della scuola di formazione forse è più importante trovare uno specialista che capisca le tue dinamiche mentali e sia capace di disinnescarle.. 

E purtroppo essendo un campo così spinoso è molto, molto difficile trovarne di validi

 

 

Io conosco una psicoanalista che mi dice che non ha problemi a discutere casi con terapeuti di diverso orientamento. Il punto cruciale è quando il problema è sorto. Se è una cosa che si trascina dall'infanzia i tempi sono lunghi per tutti. 

Inviato
8 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Io conosco una psicoanalista che mi dice che non ha problemi a discutere casi con terapeuti di diverso orientamento. Il punto cruciale è quando il problema è sorto. Se è una cosa che si trascina dall'infanzia i tempi sono lunghi per tutti. 

Vero

Ma alcuni gli anni li fanno passare parlando del nulla...

Nel senso ad una certa, capire il perché sei così, ha senso fino ad un certo punto. 

Poi devi agire sul momento in cui stai male. 

Citavano un esempio di una ragazza che con tutte le sedute di regressione era arrivata a ricordare che da piccola lo zio le aveva toccato in mezzo alle gambe ed era uscito del sangue.  Venne fuori che giocando si era tagliata sulla parte alta della coscia e lo zio la stava medicando. 

Quindi a scavare per forza, il cervello qualcosa lo tira fuori

Io vedo davvero a volte tante elucubrazioni per niente

Ma anche tante mie amiche lo fanno eh? 

Quando sento che giustificano il tipo perché ha avuto dei traumi e le mollano

Ok, sicuramente sarà una brava persona con i suoi problemi, possiamo essere comprensivi, empatici, ma il presente dice che al di là dei motivi, non vuole una storia con te. 

A me ha affascinato questo di Nardone quando affronta le fobie 

È inutile cercare di capire perché hai paura di uscire di casa

Troviamo il modo perché tu esca di casa

(Sentirlo parlare è molto diverso dai libri) 

ArmandoBis
Inviato
28 minuti fa, saekonogami ha scritto:

Vero

Ma alcuni gli anni li fanno passare parlando del nulla...

Nel senso ad una certa, capire il perché sei così, ha senso fino ad un certo punto. 

Poi devi agire sul momento in cui stai male. 

Citavano un esempio di una ragazza che con tutte le sedute di regressione era arrivata a ricordare che da piccola lo zio le aveva toccato in mezzo alle gambe ed era uscito del sangue.  Venne fuori che giocando si era tagliata sulla parte alta della coscia e lo zio la stava medicando. 

Quindi a scavare per forza, il cervello qualcosa lo tira fuori

Io vedo davvero a volte tante elucubrazioni per niente

Ma anche tante mie amiche lo fanno eh? 

Quando sento che giustificano il tipo perché ha avuto dei traumi e le mollano

Ok, sicuramente sarà una brava persona con i suoi problemi, possiamo essere comprensivi, empatici, ma il presente dice che al di là dei motivi, non vuole una storia con te. 

A me ha affascinato questo di Nardone quando affronta le fobie 

È inutile cercare di capire perché hai paura di uscire di casa

Troviamo il modo perché tu esca di casa

(Sentirlo parlare è molto diverso dai libri) 

In un seminario, Lacan dice che non serve sapere perché la ragazza è muta, l'importante è farla parlare.

Il problema è che si attribuisce alla psicoanalisi cose del tutto estranee alla teoria e alla pratica. 

Il motivo è semplice: tutte le psicoterapie usano la psicoanalisi come benchmark irrinunciabile.

Duriamo meno. Costiamo meno. Ci concentriamo sull'essenziale. Inutile andare a ravanare nel passato, se i problemi li hai nel presente. Vieni da noi.

In questa corsa a posizionarsi come strumento terapeutico efficace, basato su riscontri scientifici, si arriva a fare affermazioni assurde.

La psicoanalisi, infatti, non dice che la soluzione ai problemi consiste nell'andare indietro fino a ricordare l'evento che avrebbe originato il tutto. Se così fosse, durerebbe davvero poco, sarebbe sì una terapia breve, forse la più breve in assoluto.

La questione è che ogni scuola parte da certe premesse teoriche, da cui si genera la dottrina.

Negli ultimi anni è insorta l'insana abitudine di affermare che le proprie premesse sono "giuste", "scientifiche", "verificate", ecc. ecc. mentre quelle degli altri (in genere quelle della psicoanalisi) non lo sono.

La verità è che non c'è nulla di scientifico - usando il termine "scientifico" nella sua accezione comune - in nessuna scuola di psicoterapia.

Se fossero scientifiche nel senso comune, vi sarebbe una sorta di "traduttore" da una dottrina all'altra che consentirebbe di cogliere che si sta facendo lo stesso lavoro, pur usando metodologie differenti.

Quindi, la tesi: la mia scuola è giusta perché ha un tot di guarigioni certificate, è autocontraddittoria.

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