Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 12 Dicembre 2021 Questo è un messaggio popolare. Inviato 12 Dicembre 2021 17 ore fa, Mushu ha scritto: Vorrei, come mi avete suggerito, iniziare dalle cose più semplici (magari investendo poco o niente con tipe che non mi interessando in quel momento) ma se dopo prendo palo la frustrazione sale--->la voglia di interagire con loro sparisce---> comincio a trattarle male (è tutto un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire ) Una sera sono uscito con uno stringi capezzoli BDSM sotto la camicia. Stretto, mi faceva un male cane. Ero così stremato di bugie femminili, comportamenti di merda, conversazioni al limite dell'idiozia... che volevo uscire e c'era un posto molto carino all'aperto, estivo, dove andare (Chalet dei Giardini per chi conosce Bologna) ma non avevo voglia di interagire con delle femmine. Bisogno di scopare sì, ma mi faceva schifo dover sentire scemenze e tutto lo sbattimento che mi sarei dovuto sorbire per conoscere una. Allora mi morsicai i capezzoli con quel trabiccolo per usare un doppio legame: me li sarei tolti solo se fossi riuscito ad avere una conversazione piacevole con una ragazza interessante. Questo cambiò il mio focus. Il dolore era presente e costante e volevo togliermi quell'affare. Invece di focalizzarmi sulla "più troia con la gonna più corta nel raggio di un km", cercavo, stimolato dal desiderio di togliere i morsetti, uno sguardo interessante e un visetto piacevole. Conobbi una certa Laura, aveva i jeans. Li aveva perché era uscita con sua sorella ed erano di una famiglia estremamente cattolica, la sorella più piccola avrebbe riportato con sdegno, ai genitori, qualsiasi comportamento divergente dalla loro fissazione religiosa. Lei però, pur avendo i jeans da uomo e le scarpe basse che in altre condizioni non mi avrebbero fatto provare a conoscerla, aveva gli occhi di Jane Eyre. "Rochester: non ridete mai, signorina? Solo di rado, immagino. Ma non siete nata austera così come io non sono nato crudele. Leggo in voi lo sguardo di un uccellino curioso, attraverso le sbarre di una gabbia. Un vivido e irrequieto prigioniero. Fosse libero, volerebbe molto in alto." Ovviamente non sapevo della situazione con la sorella, della famiglia in crisi religiosa vittoriana, fossi uscito per cercare da scopare avrei sorvolato su di lei, vedendo quei pantaloni da vaccaro, le scarpe basse e cancellandola dalla mia attenzione. Ma il mio obiettivo era togliermi quei morsi. Passeggiammo sul ponte, parlando mentre la sorella seguiva ed ascoltava per verificare che non venisse detto nulla di disdicevole. Non potendo dirlo con la voce, ce lo iniziammo a dire tra le mani, sfiorandoci le dita. Fiorì una deliziosa conversazione e per me fu importante anche perché la goccia che aveva fatto traboccare il mio vaso di sopportazione era stata una ballerina (non una cubista, intendo proprio danza e ballo moderno), e questa Laura era ella stessa una ballerina, praticava danza da quanto aveva 7 anni, ora ne aveva 21. Insomma mi stava ripulendo anche dall'associazione involontaria con le ballerine, non solo con le femmine. Alla fine, nel salutarci, quando la sorella era voltata un istante ci sfiorammo le labbra nel passare da una guancia all'altra, e rimanemmo sul lato delle labbra per un secondo, o forse cinque ore, fu fortissimo. Ci siamo visti per un po' di volte e, non cercando "la più troia nel raggio di un km", devo dire con ammirazione che l'avessi proprio trovata. Poi la sorella montò un casino perché entrò nel suo facebook sniffandole la password e trovò la nostra chat corredata di foto fatte a casa mia. Foto inequivocabili. Lo disse ai genitori, una sciarra. Mi telefonò col numero di lei dicendomi che fossi un pazzo maniaco che a 30 anni avevo fatto sesso con una bambina di... 21.... (ma minkia). A parte l'epilogo da famiglia disastrata con la religione, fatti loro, quello che volevo trasmettere a chi legge è che: Cita la voglia di interagire con loro sparisce---> comincio a trattarle male (è tutto un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire ) E' un loop automatico, umano, ci sta, ma si può spezzare: ci si può forzare volontariamente in qualche modo a spostare il focus su altri tipi di sguardi, di personalità, di soggetti e di visioni del mondo. In mezzo al ponte sul corso d'acqua, tra alberi e lampioni, parlando con le dita della mano nella sua, mi sentii bene, mi tolsi quei morsetti e le raccontai la storia degli stessi, ringraziandola per la buona conversazione (tra occhi e sfioramenti delle mani). Francesco_F291, RAWolf, Varos e 20 altri ha reagito a questo 9 13 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 13 Dicembre 2021 Inviato 13 Dicembre 2021 13 ore fa, ^'V'^ ha scritto: "Rochester: non ridete mai, signorina? Solo di rado, immagino. Ma non siete nata austera così come io non sono nato crudele. Leggo in voi lo sguardo di un uccellino curioso, attraverso le sbarre di una gabbia. Un vivido e irrequieto prigioniero. Fosse libero, volerebbe molto in alto." Cmq finisce così: "Non sono un uccello; e non c'è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi". (Charlotte Brontë, Jane Eyre) Lego, Nova87 e Xeniade ha reagito a questo 2 1
Mushu [Partecipante] 125 Inviato 13 Dicembre 2021 Autore Inviato 13 Dicembre 2021 14 ore fa, ^'V'^ ha scritto: E' un loop automatico, umano, ci sta, ma si può spezzare: ci si può forzare volontariamente in qualche modo a spostare il focus su altri tipi di sguardi, di personalità, di soggetti e di visioni del mondo. Ti ringrazio della risposta ma è un loop da cui non riesco ad uscire e non so nemmeno come fare....per non parlare degli altri interrogativi del mio ultimo post
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 13 Dicembre 2021 Questo è un messaggio popolare. Inviato 13 Dicembre 2021 2 ore fa, Mushu ha scritto: Ti ringrazio della risposta ma è un loop da cui non riesco ad uscire e non so nemmeno come fare....per non parlare degli altri interrogativi del mio ultimo post Un loop di conferma che la mente usa per trovare coerenza e farti sopravvivere alla digestione della realtà, se provi a uscirne o respingerlo è come se stessi premendo un pallone sott'acqua. Continua a riemergere, con più forza con quanto più hai tentato di soffocarlo distraendoti con altri stimoli. Si dice che coi matti e con le donne sia meglio assecondare, "sempre assecondare". E siccome è un loop matto, delirante, assecondarlo è l'inizio. Ti siedi e osservi i pensieri che scorrono. Ossia, prendi le distanze dall'identificazione nei tuoi processi mentali. Se ne puoi fare esperienza, non sei tu. Non sei questo schermo perché sei chi ne fa esperienza. Il processo mentale "se dopo prendo palo la frustrazione sale--->la voglia di interagire con loro sparisce---> comincio a trattarle male (è tutto un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire )" esiste, ha il suo senso nel proteggerti... e proprio perché ha senso puoi metterlo per iscritto con tanto di disegno esplicativo. Assecondando la mente. Ottima segretaria e schiava, pessimo padrone. A quel punto, la mente che ti intrappolava in questa gabbia da cui "non riesco più a uscirne", vedendo la regola scritta e spiegata, inizierà ad analizzarla per trovare scappatoie e uscire dalla gabbia in cui l'hai imbrigliata. Una regola fissa e un apparente copione automatico. Puoi fare proprio lo schema e il disegno, del loop. Cercando collegamenti, prove e verificando gli step. Il tuo disegno può essere diverso, ma se lo faccio io, riguardo al tuo loop, noto che non riesco a dimostrare una correlazione netta, lineare e causale tra la scala di preferenze di un'altra persona (prendere pali) e la mia frustrazione. Noto una causalità tra l'aumento della mia sofferenza e il mancato godimento di un consumo sperato, in ambito sessuale e passionale. Aumento dovuto alla presenza, di sofferenza. Non è da zero sofferenza a cento perché ho preso dei pali. E' da 70 a 90 per i pali. E questo 70 non dipende dai pali, ma da tutta un'altra serie di mancati consumi e soddisfazioni nella mia vita familiare, amicale, affettiva, passionale, professionale, di realizzazione personale. E queste cose, da risolvere, sono più difficili nel dare buon frutto e consumo, che provare ad essere un po' felice scopando una disperatamente. Volendo essere un po' felice, provo a scopare una disperatamente (perché non sono felice e cerco in lei una patch momentanea all'emorragia del resto della mia vita) e, se lei si nega, mi nega la possibilità di uscire vivo dalla mia vita, di essere un po' felice, questo provoca un sacco, di frustrazione. Non che lei si sia negata. Che sperassi di usarla per tamponare un'emorragia di cui lei non è responsabile. Anzi, quella sofferenza di fondo è l'antifiga per eccellenza e può concorrere verosimilmente alla ricezione di pali. Ad esempio uno vive coi suoi genitori, andare a pagarsi un affitto è un salto nel vuoto molto pesante, che si rimanda e rimanda... Ma coi genitori la vita è invivibile, questo lo rende nervoso e scorbutico anche con gli amici, che via via si fanno meno supportivi e presenti... questo lo rende più bisognoso di contatto umano... Questo gli rende difficile non prendere palo, perché non è andato per dare, tutto il benessere di cui trabocca, ma per prendere un po' di sollievo dalla vita. Allora, in questo caso, è molto più facile per la mente dare la colpa al governo, alle donne, ai pali, alla forma del proprio naso... "Patire gli strali, i colpi di balestra, di una fortuna oltraggiosa". Che "prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, finirli". Ecco che allora, nel mio disegno della regola in cui ingabbiare la mente... Quella sentendosi inscatolata in un diagramma di flusso statico, lavora alacremente per dimostrarmi che mi sbagli e che vi siano, vie d'uscita... solo... difficili e in salita. Come nell'esempio di quello che dovrebbe andare a vivere per i cazzi suoi, ma il costo è proibitivo sia come impegni e responsabilità che come soldi. Tuttavia, l'uscita da quel loop, se la mente si rimette al suo posto di passeggero con una calcolatrice in mano e lascia le briglie al cocchiere, passa per il duro lavoro che comporta trovare fonti di soddisfazione e piacere nelle varie aree e domini della vita. Quando esiste soddisfazione e piacere nella vita, un palo rimane solo un'espressione della scala di preferenze altrui, non è piacevole e colpisce le aree cerebrali del dolore fisico, ma non è la goccia che fa traboccare il vaso e perdere la speranza. Tra l'altro, quando esistono piacere, consumo e soddisfazione nelle varie aree della vita, è anche più difficile prendere pali. E quando si sono presi meno pali, esiste anche soddisfazione sessuale e passionale. E quando questa esiste, si vede lontano un miglio e diventa ancora più difficile prendere pali. Se ne prendono, ma alcuni erano proprio dovuti alla nostra sofferenza e al nostro bisogno del risultato. Ecco che il disegno del loop è diventato pieno di eccezioni e di scappatoie, di controprove e di opportunità da cogliere. Da cogliere con sacrificio, dedizione e duro lavoro. Ma già fare un passo nella strada giusta sapendo dove sia il nord e da che parte andare, genera un po' di piacere in se stesso ed abbassa la frustrazione. Combattere per essere felici, almeno negli ambiti in cui abbiamo il controllo delle variabili... (in un palo più di metà del controllo lo ha una persona altra da me e posso solo gestire la mia reazione allo stesso, non posso gestire il risultato) già di per sé genera un po' di piacere. Alexis2, Woozie, Xeniade e 31 altri ha reagito a questo 13 18 3
Mushu [Partecipante] 125 Inviato 13 Dicembre 2021 Autore Inviato 13 Dicembre 2021 9 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Quando esiste soddisfazione e piacere nella vita, un palo rimane solo un'espressione della scala di preferenze altrui, non è piacevole e colpisce le aree cerebrali del dolore fisico, ma non è la goccia che fa traboccare il vaso e perdere la speranza. Sicuramente non vivo una vita che mi appaga sotto tanti aspetti, come quello lavorativo (non mi piace il lavoro che faccio), economico (vorrei guadagnare di più) quello delle relazioni interpersonali (ho smesso di uscire con j miei amici e sto diventando un eremita),ecc.. quindi il discorso che fai in linea generale ci sta...però non so se si può adattare al mio caso. 9 ore fa, ^'V'^ ha scritto: E' da 70 a 90 per i pali. E questo 70 non dipende dai pali, ma da tutta un'altra serie di mancati consumi e soddisfazioni nella mia vita familiare, amicale, affettiva, passionale, professionale, di realizzazione personale. E queste cose, da risolvere, sono più difficili nel dare buon frutto e consumo, che provare ad essere un po' felice scopando una disperatamente. Il sesso è un bisogno primario come il mangiare. Se uno ha le varie aree della propria vita (lavoro, amici,ecc...) appagate ma non ha mai fatto sesso come possono le prime compensare questa mancanza e rendere la cosa più vivibile essendo uno dei pochi bisogni indispensabili? Non so se ci si potrebbe riuscire.... senza contare che il fatto di non scopare incide sul benessere mentale. Penso (ma non ci metto la mano sul fuoco) che se le altre aree della mia vita fossero soddisfacenti avrei lo stesso il problema attuale (magari non a livelli così estremi) 9 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Ad esempio uno vive coi suoi genitori, andare a pagarsi un affitto è un salto nel vuoto molto pesante, che si rimanda e rimanda... Ma coi genitori la vita è invivibile, questo lo rende nervoso e scorbutico anche con gli amici, che via via si fanno meno supportivi e presenti... questo lo rende più bisognoso di contatto umano... Questo gli rende difficile non prendere palo, perché non è andato per dare, tutto il benessere di cui trabocca, ma per prendere un po' di sollievo dalla vita. Allora, in questo caso, è molto più facile per la mente dare la colpa al governo, alle donne, ai pali, alla forma del proprio naso... "Patire gli strali, i colpi di balestra, di una fortuna oltraggiosa". Che "prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, finirli" Nell'esempio che hai fatto la soluzione è andare a vivere da soli.... con la conseguenza che probabilmente il tuo umore migliorerà e ne beneficeranno anche altri aspetti della tua vita. Se uno non scopa (e non ha quindi nessuna vita sessuale) e ciò gli provoca quelle sensazioni di frustrazione verso ciò che lo aiuterebbe a scopare (donne) come lo risolve essendo un bisogno primario? È come dire che soffre la fame (bisogno primario) ma cerco di conviverci compensando con altri aspetti della mia vita che mi appagano (amicizie, affetti, ecc...)... alla fine la fame rimane. Colgo l'occasione per ringraziare te e tutti coloro che mi stanno cercando di aiutare. Immagino sia pesante starmi dietro.
evolutionator [Partecipante] 479 Inviato 14 Dicembre 2021 Inviato 14 Dicembre 2021 cosa significa bisogno primario? se non mangi muori entro qualche giorno, se non scopi puoi vivere 70 anni
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 14 Dicembre 2021 Questo è un messaggio popolare. Inviato 14 Dicembre 2021 Il 14/12/2021 at 07:19, evolutionator ha scritto: cosa significa bisogno primario? se non mangi muori entro qualche giorno, se non scopi puoi vivere 70 anni È gestito, come esigenza, dalla stessa area del cervello che gestisce sonno e fame. Il che significa che se non dormi da due giorni non riesci a pensare a nulla che non sia un letto, se non mangi da tre giorni non ti focalizzi sul lavoro o su quanto ti stanno dicendo, ma sul cibo, se non fai sesso da ore o giorni non puoi davvero pensare a qualcosa che non sia finalizzato a fare sesso. È un bisogno primario per la sopravvivenza della specie, non dell'individuo che può sopravvivere malamente in galera per anni e, proprio perché l'unico game della vita è la sopravvivenza della specie, non dell'individuo... la necessità si sente con la stessa tenaglia (se sei maschio) del sonno arretrato o della fame. Non tanto come intensità del dolore, quanto come "time on target", tempo mentale sul bersaglio. Fabius king, Tony Montana, MkAlfa e 11 altri ha reagito a questo 10 4
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 14 Dicembre 2021 Questo è un messaggio popolare. Inviato 14 Dicembre 2021 14 ore fa, Mushu ha scritto: Sicuramente non vivo una vita che mi appaga sotto tanti aspetti, come quello lavorativo (non mi piace il lavoro che faccio), economico (vorrei guadagnare di più) quello delle relazioni interpersonali (ho smesso di uscire con j miei amici e sto diventando un eremita),ecc.. quindi il discorso che fai in linea generale ci sta...però non so se si può adattare al mio caso. Il sesso è un bisogno primario come il mangiare. Se uno ha le varie aree della propria vita (lavoro, amici,ecc...) appagate ma non ha mai fatto sesso come possono le prime compensare questa mancanza e rendere la cosa più vivibile essendo uno dei pochi bisogni indispensabili? Non so se ci si potrebbe riuscire.... senza contare che il fatto di non scopare incide sul benessere mentale. Penso (ma non ci metto la mano sul fuoco) che se le altre aree della mia vita fossero soddisfacenti avrei lo stesso il problema attuale (magari non a livelli così estremi) Nell'esempio che hai fatto la soluzione è andare a vivere da soli.... con la conseguenza che probabilmente il tuo umore migliorerà e ne beneficeranno anche altri aspetti della tua vita. Se uno non scopa (e non ha quindi nessuna vita sessuale) e ciò gli provoca quelle sensazioni di frustrazione verso ciò che lo aiuterebbe a scopare (donne) come lo risolve essendo un bisogno primario? È come dire che soffre la fame (bisogno primario) ma cerco di conviverci compensando con altri aspetti della mia vita che mi appagano (amicizie, affetti, ecc...)... alla fine la fame rimane. Colgo l'occasione per ringraziare te e tutti coloro che mi stanno cercando di aiutare. Immagino sia pesante starmi dietro. Le altre aree della vita non possono compensare la mancanza di sesso, e nemmeno di ossigeno e calore. Non si tratta di compensare, quanto di parlare della frustrazione da palo che genera il loop. La quale frustrazione è aumentata, dalla mancanza di piacere in varie aree della vita. Questo comporta una maggiore, frustrazione per un palo. E siccome i pali, i rifiuti sociali o sessuali, colpiscono le aree del cervello coinvolte nel dolore fisico, una risposta aggressiva e di rabbia contro chi ci esclude è comprensibile. È come parlare della risposta a chi ci scalcia sulla tibia. Avendo fatto il buttafuori 18 anni, ho familiarità con la reazione emotiva delle persone nel sentirsi estromesse, rifiutate, allontanate. Soprattutto se pubblicamente. Nel caso del mancato consumo sessuale la frustrazione e il dolore sono più alti di quando il buttafuori ti lascia fuori dal locale e mediti vendetta. Non ci piove. Ma, la frustrazione e la sofferenza di fondo nella vita dipendono anche dalla mancanza di soddisfazione e piacere in altre aree. Trovare piacere e soddisfazione in queste aree (esempio essere liberi di lottare per la propria indipendenza abitativa ed economica, di lottare per promuovere e proteggere gli interessi personali dei propri alleati, il senso di legame e vicinanza nelle relazioni affettive, amicali, avere un bel rapporto - ma a casa loro - coi propri genitori, lottare per il miglioramento professionale, sia come retribuzione che come qualità dell'esperienza lavorativa, essere riconosciuti abili nei propri hobby ecc) non sostituisce in nessun modo, né compensa, le relazioni sessuali e passionali. Ma toglie fuoco sotto la pentola della frustrazione. Un palo fa male ed è frustrante. Eppure sono quelli che hanno un casino in famiglia, amicizie assenti, relazioni sentimentali a pezzi e molta frustrazione lavorativa e personale, quelli più proclivi ad odiare il buttafuori e tornare dall'auto col crick, o fantasticare tutta notte di dar fuoco al locale e sparare al buttafuori. La stessa situazione di rifiuto vissuta da uno cui la vita dà soddisfazioni, che ha amici, che ha scopato tutto il pomeriggio, che fa un lavoro che gli piace e ne trae abbastanza denaro da sentirsi in pace... Finisce in una risata o nel fare spallucce e cambiare locale. Il rifiuto non è piacevole nemmeno per lui che sta bene. Solo che quel dolore si fonde in una vita di piacere invece che essere la goccia che fa traboccare una pentola ribollente di frustrazione e sofferenza. Ora, sappiamo che le banche danno soldi a chi ha già delle case, non a chi ne ha più bisogno. Le donne e il sesso funzionano allo stesso modo. Pertanto, "avere delle case" non compensa la mancanza di liquidità per un investimento, ma diciamo che è meglio che presentarsi in banca spiegando i propri bisogni primari e la propria necessità di denaro urgente. Allo stesso modo, presentarsi alle ragazze bisognosi e frustrati, sofferenti in varie aree della vita e nervosi, aiuta a prendere il doppio dei pali. Lottare per sistemare le proprie fonti di piacere e soddisfazione nella vita non sostituisce il sesso, ma prendere per questo metà dei pali può farlo. A quel punto, un certo livello di soddisfazione sessuale dovuto alla metà dei pali, fa sì che i pali calino ancora, perché quella è la componente principale del bellessere nella vita e il modo migliore per abbassare la sofferenza nella stessa. Ma da qualche parte bisogna cominciare e pare che andare in banca a mendicare denaro spiegando i propri bisogni generi soltanto dolore, frustrazione e voglia di dar fuoco alla filiale o scrivere sui social contro il signoraggio, i magheggi delle banche e Mario Draghi burattino del sistema bancario. O scrivere ogni male dei buttafuori e del tal locale. O, fuor di metafora, scrivere ogni male delle donne. Big Lucio, SuitFlip, Gianilo e 24 altri ha reagito a questo 11 14 2
Giraluna [Partecipante] 9661 Inviato 14 Dicembre 2021 Inviato 14 Dicembre 2021 12 ore fa, Mushu ha scritto: Colgo l'occasione per ringraziare te e tutti coloro che mi stanno cercando di aiutare. Immagino sia pesante starmi dietro. Farò di te un uomo - Mushu. Cogli l occasione anche per osservare che fa il vero Mushu in questo video.
Mushu [Partecipante] 125 Inviato 14 Dicembre 2021 Autore Inviato 14 Dicembre 2021 10 ore fa, ^'V'^ ha scritto: altre aree della vita non possono compensare la mancanza di sesso, e nemmeno di ossigeno e calore. Non si tratta di compensare, quanto di parlare della frustrazione da palo che genera il loop. La quale frustrazione è aumentata, dalla mancanza di piacere in varie aree della vita. Questo comporta una maggiore, frustrazione per un palo. E siccome i pali, i rifiuti sociali o sessuali, colpiscono le aree del cervello coinvolte nel dolore fisico, una risposta aggressiva e di rabbia contro chi ci esclude è comprensibile. È come parlare della risposta a chi ci scalcia sulla tibia. Avendo fatto il buttafuori 18 anni, ho familiarità con la reazione emotiva delle persone nel sentirsi estromesse, rifiutate, allontanate. Soprattutto se pubblicamente. Nel caso del mancato consumo sessuale la frustrazione e il dolore sono più alti di quando il buttafuori ti lascia fuori dal locale e mediti vendetta. Non ci piove. Ma, la frustrazione e la sofferenza di fondo nella vita dipendono anche dalla mancanza di soddisfazione e piacere in altre aree. Trovare piacere e soddisfazione in queste aree (esempio essere liberi di lottare per la propria indipendenza abitativa ed economica, di lottare per promuovere e proteggere gli interessi personali dei propri alleati, il senso di legame e vicinanza nelle relazioni affettive, amicali, avere un bel rapporto - ma a casa loro - coi propri genitori, lottare per il miglioramento professionale, sia come retribuzione che come qualità dell'esperienza lavorativa, essere riconosciuti abili nei propri hobby ecc) non sostituisce in nessun modo, né compensa, le relazioni sessuali e passionali. Ma toglie fuoco sotto la pentola della frustrazione. Un palo fa male ed è frustrante. Eppure sono quelli che hanno un casino in famiglia, amicizie assenti, relazioni sentimentali a pezzi e molta frustrazione lavorativa e personale, quelli più proclivi ad odiare il buttafuori e tornare dall'auto col crick, o fantasticare tutta notte di dar fuoco al locale e sparare al buttafuori. La stessa situazione di rifiuto vissuta da uno cui la vita dà soddisfazioni, che ha amici, che ha scopato tutto il pomeriggio, che fa un lavoro che gli piace e ne trae abbastanza denaro da sentirsi in pace... Finisce in una risata o nel fare spallucce e cambiare locale. Il rifiuto non è piacevole nemmeno per lui che sta bene. Solo che quel dolore si fonde in una vita di piacere invece che essere la goccia che fa traboccare una pentola ribollente di frustrazione e sofferenza. Ora, sappiamo che le banche danno soldi a chi ha già delle case, non a chi ne ha più bisogno. Le donne e il sesso funzionano allo stesso modo. Pertanto, "avere delle case" non compensa la mancanza di liquidità per un investimento, ma diciamo che è meglio che presentarsi in banca spiegando i propri bisogni primari e la propria necessità di denaro urgente. Allo stesso modo, presentarsi alle ragazze bisognosi e frustrati, sofferenti in varie aree della vita e nervosi, aiuta a prendere il doppio dei pali. Lottare per sistemare le proprie fonti di piacere e soddisfazione nella vita non sostituisce il sesso, ma prendere per questo metà dei pali può farlo. A quel punto, un certo livello di soddisfazione sessuale dovuto alla metà dei pali, fa sì che i pali calino ancora, perché quella è la componente principale del bellessere nella vita e il modo migliore per abbassare la sofferenza nella stessa. Ma da qualche parte bisogna cominciare e pare che andare in banca a mendicare denaro spiegando i propri bisogni generi soltanto dolore, frustrazione e voglia di dar fuoco alla filiale o scrivere sui social contro il signoraggio, i magheggi delle banche e Mario Draghi burattino del sistema bancario. O scrivere ogni male dei buttafuori e del tal locale. O, fuor di metafora, scrivere ogni male delle donne. Ho capito cosa intendi. La situazione non l'avevo vista da questo punto di vista....del resto quando hai fame il tuo cervello pensa a come procurarsi il cibo. Quindi mi consigli di lavorare anche (o soprattutto) sulle altre aree della vita. Ma se volessi (anche) prendere il toro per le corna e affrontare direttamente il problema cosa potrei fare? Magari hai qualche conoscente o qualcuno che ha vissuto una situazione simile (a prescindere dalla vita sessuale inesistente che ho) con le donne. Grazie ancora
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