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Inviato
8 minuti fa, Gianilo ha scritto:

Liliana Castagnola è stata una popolare chanteuse degli anni '20 del novecento. Femme fatale formidabile, ebbe una ottima carriera in Francia. Una vita sentimentale molto avventurosa: attori, impresari, imprenditori e addirittura un Ministro della Repubblica gareggiarono e si batterono per darle quanto era in loro potere per conquistare il suo cuore. Relazioni con uomini importanti le diedero ricchezze e visibilità. Costretta a lasciare la Francia perché due uomini si sfidarono a duello per lei, ebbe anche una relazione col figlio di un importante industriale che, prima di spararsi due colpi   fatali per la insopprimibile sofferenza che lei gli cagionava, ne sparò uno a lei (ferita al volto dovette adottare una acconciatura ad hoc che ne celasse la ferita). Ormai trentenne tornò a vivere a Napoli. Incuriosita da un coetaneo emergente di cui il mondo teatrale della città iniziava a interessarsi, una sera prese un biglietto per uno spettacolo di Totò.

Antonio De Curtis, in arte Totò, fino a quel giorno aveva fatto vita raminga assai. 

Fame vera. Era una lotta continua per un panino a pranzo e una zuppa a cena. Poi le prime serate, qualche contratto qui e là, le prime, piccole, soddisfazioni. L'ambiente teatrale era promiscuo per l'epoca. Poco rigoroso per costumi sessuali. E inizia ad avere qualche successo con Venere dopo anni col coltello tra i denti e la disperazione nell'anima. 

Quella sera, tra il pubblico, riconosce una sciantosa piuttosto popolare, se ne era invaghito, tempo addietro, ammirandola in una foto. 

Esplode la passione. Lui gelosissimo, si racconta avesse l'abitudine di chiuderla in camerino mentre era impegnato sul palco. Lei era bellissima.  Insomma, un amore grande ma turbolento. Lui decide di andare a lavorare in Veneto, vuole lasciate Napoli per provare a liberarsi di quell'amore divenuto impossibile. Lei lo prega di non andare. Di non lasciarla. Lui è inflessibile. 

Poi la tragedia: lei gli scrive una lettera molto toccante prima di togliersi la vita. Totò conserverà per tutta la vita come una vera e propria reliquia il fazzoletto macchiato di mascara con cui lei si era asciugata le ultime lacrime. 

Poco più che trentenne lei aveva due o tre anni più di Totò. 

Questa triste storia mi ha insegnato ad essere gentile e comprensivo nei confronti delle troppe coetanee che mi danno del Peter Pan. 

Vedi, lei era una donna sveglia. Di esperienza. E ha provato a trattenerlo. Ma erano, nella sostanza, coetanei. Poco più che trentenni. Ma il loro passato era così diverso. Totò era all'alba della vita piena di soddisfazioni che avrebbe ottenuto. Lei era al tramonto di quel percorso (a maggior ragione per quell'epoca e per la sua professione, intendo). E lo sapeva. Mai avrebbe immaginato, anni prima, di togliersi la vita per un attore emergente. Aveva rifiutato o mollato Ministri della Repubblica di Francia. Era stata contesa, amata, venerata da persone davvero importanti. E no, non poteva pretendere che quello che sarebbe diventato un Principe (con tanto di araldica) e Re di un paese intero, si prostrasse ai suoi piedi dopo interi lustri di infame gavetta. Bestiali rifiuti e fame nera. 

E credimi, non si tratta di essere degli inguaribili Peter Pan. Si tratta di volersi godere finalmente e, almeno per un po', un piccolo e sudatissimo posto al sole. 

Per chi ce la fa. 

Lui ce l'ha fatta. Ha avuto, nel tempo, relazioni appaganti con donne molto più giovani di lui (anche 33 anni di differenza). 

P.s.: ha chiamato sua figlia Liliana

Ecco questo punk 40enne mi incuriosisce molto non so se mi piace in realtà ma ha il corpo pieno di tatuaggi ed è un musicista è un informatico uno strano mix ha un bel viso ed è latino da quello che ho capito tutti i titoli delle sue cose su spotify sono in spagnolo 

mi manca solo ascoltare la sua voce che è una cosa fondamentale per me lui non canta mai suona e stop io che per me è strano dato che la voce è un aspetto fondamentale per me in un uomo … esteticamente guardo voce mani tatuaggi e denti curati.

  • Haha 1
Giraluna
Inviato
6 ore fa, Gianilo ha scritto:

essere gentile e comprensivo nei confronti delle troppe coetanee che mi danno del Peter Pan. 

A Peter Pan piaceva Wendy (e dava un po' troppo per scontata Trilly). Infondo, infondo voleva una mamma per lui ed i bimbi perduti. 

È vero che molti cercano una mamma surrogata, ma chi ad esempio conosco che ha il suo giro di donne, tanto circondato da mamme non lo è. 

Sono uomini indipendenti. Che cucinano. Sanno dove si trovano calzini e mutande. Solite cose, insomma. E le fanciulle rimangono tali, libere e non vincolate. 

Vedo per lo più tanti capitan uncino in giro: uomini sconfitti dalla vita. Che ci arrivano, ai quarant'anni, con enorme fatica e tanta confusione in testa. 

Mi piace il fatto che qualcuno sia comprensivo sugli stereotipi a comando di molte donne, a loro volta, sconfitte dalla vita. 

Si, perché secondo me chi riesce a volare nell'isola che non c è è solo chi non rimane ancorato a terra da inutili e talvolta pesanti pregiudizi. 

Magari questo atteggiamento può contribuire a far cessare loro questo meccanismo nocivo. E, perché no, a diffondere meno saccenza e più sapienza. 

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^'V'^
Inviato
12 ore fa, Gianilo ha scritto:

Liliana Castagnola è stata una popolare chanteuse degli anni '20 del novecento. Femme fatale formidabile, ebbe una ottima carriera in Francia. Una vita sentimentale molto avventurosa: attori, impresari, imprenditori e addirittura un Ministro della Repubblica gareggiarono e si batterono per darle quanto era in loro potere per conquistare il suo cuore. Relazioni con uomini importanti le diedero ricchezze e visibilità. Costretta a lasciare la Francia perché due uomini si sfidarono a duello per lei, ebbe anche una relazione col figlio di un importante industriale che, prima di spararsi due colpi   fatali per la insopprimibile sofferenza che lei gli cagionava, ne sparò uno a lei (ferita al volto dovette adottare una acconciatura ad hoc che ne celasse la ferita). Ormai trentenne tornò a vivere a Napoli. Incuriosita da un coetaneo emergente di cui il mondo teatrale della città iniziava a interessarsi, una sera prese un biglietto per uno spettacolo di Totò.

Antonio De Curtis, in arte Totò, fino a quel giorno aveva fatto vita raminga assai. 

Fame vera. Era una lotta continua per un panino a pranzo e una zuppa a cena. Poi le prime serate, qualche contratto qui e là, le prime, piccole, soddisfazioni. L'ambiente teatrale era promiscuo per l'epoca. Poco rigoroso per costumi sessuali. E inizia ad avere qualche successo con Venere dopo anni col coltello tra i denti e la disperazione nell'anima. 

Quella sera, tra il pubblico, riconosce una sciantosa piuttosto popolare, se ne era invaghito, tempo addietro, ammirandola in una foto. 

Esplode la passione. Lui gelosissimo, si racconta avesse l'abitudine di chiuderla in camerino mentre era impegnato sul palco. Lei era bellissima.  Insomma, un amore grande ma turbolento. Lui decide di andare a lavorare in Veneto, vuole lasciate Napoli per provare a liberarsi di quell'amore divenuto impossibile. Lei lo prega di non andare. Di non lasciarla. Lui è inflessibile. 

Poi la tragedia: lei gli scrive una lettera molto toccante prima di togliersi la vita. Totò conserverà per tutta la vita come una vera e propria reliquia il fazzoletto macchiato di mascara con cui lei si era asciugata le ultime lacrime. 

Poco più che trentenne lei aveva due o tre anni più di Totò. 

Questa triste storia mi ha insegnato ad essere gentile e comprensivo nei confronti delle troppe coetanee che mi danno del Peter Pan. 

Vedi, lei era una donna sveglia. Di esperienza. E ha provato a trattenerlo. Ma erano, nella sostanza, coetanei. Poco più che trentenni. Ma il loro passato era così diverso. Totò era all'alba della vita piena di soddisfazioni che avrebbe ottenuto. Lei era al tramonto di quel percorso (a maggior ragione per quell'epoca e per la sua professione, intendo). E lo sapeva. Mai avrebbe immaginato, anni prima, di togliersi la vita per un attore emergente. Aveva rifiutato o mollato Ministri della Repubblica di Francia. Era stata contesa, amata, venerata da persone davvero importanti. E no, non poteva pretendere che quello che sarebbe diventato un Principe (con tanto di araldica) e Re di un paese intero, si prostrasse ai suoi piedi dopo interi lustri di infame gavetta. Bestiali rifiuti e fame nera. 

E credimi, non si tratta di essere degli inguaribili Peter Pan. Si tratta di volersi godere finalmente e, almeno per un po', un piccolo e sudatissimo posto al sole. 

Per chi ce la fa. 

Lui ce l'ha fatta. Ha avuto, nel tempo, relazioni appaganti con donne molto più giovani di lui (anche 33 anni di differenza). 

P.s.: ha chiamato sua figlia Liliana

Credo sia il post più bello che abbia mai letto su questo forum. 

 

  • Mi piace! 4
  • Grazie! 3
^'V'^
Inviato
6 ore fa, Giraluna ha scritto:

A Peter Pan piaceva Wendy (e dava un po' troppo per scontata Trilly). Infondo, infondo voleva una mamma per lui ed i bimbi perduti. 

È vero che molti cercano una mamma surrogata, ma chi ad esempio conosco che ha il suo giro di donne, tanto circondato da mamme non lo è. 

Sono uomini indipendenti. Che cucinano. Sanno dove si trovano calzini e mutande. Solite cose, insomma. E le fanciulle rimangono tali, libere e non vincolate. 

Vedo per lo più tanti capitan uncino in giro: uomini sconfitti dalla vita. Che ci arrivano, ai quarant'anni, con enorme fatica e tanta confusione in testa. 

Mi piace il fatto che qualcuno sia comprensivo sugli stereotipi a comando di molte donne, a loro volta, sconfitte dalla vita. 

Si, perché secondo me chi riesce a volare nell'isola che non c è è solo chi non rimane ancorato a terra da inutili e talvolta pesanti pregiudizi. 

Parole meravigliose. 

 

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^'V'^
Inviato
Il 4/1/2022 at 10:13, BlueScript ha scritto:

Retta Sussistenza

Facciamogliela capire, con un estratto da quel video corso: 

 

...
^'V'^
Inviato
13 ore fa, Gianilo ha scritto:

Totò conserverà per tutta la vita come una vera e propria reliquia il fazzoletto macchiato di mascara con cui lei si era asciugata le ultime lacrime. 

E la sua fidanzata gli diede fuoco appena lui morì e smise di proteggerlo. 

Aveva fatto capire che ci tenesse. Aveva mostrato dove colpire. 

Bozzarelly
Inviato
13 ore fa, Minypony ha scritto:

Ecco questo punk 40enne mi incuriosisce molto non so se mi piace in realtà ma ha il corpo pieno di tatuaggi ed è un musicista è un informatico uno strano mix ha un bel viso ed è latino da quello che ho capito tutti i titoli delle sue cose su spotify sono in spagnolo 

mi manca solo ascoltare la sua voce che è una cosa fondamentale per me lui non canta mai suona e stop io che per me è strano dato che la voce è un aspetto fondamentale per me in un uomo … esteticamente guardo voce mani tatuaggi e denti curati.

Sì, ma che minchia centra con quello che ha scritto?

  • Grazie! 2
Inviato
Adesso, Bozzarelly ha scritto:

Sì, ma che minchia centra con quello che ha scritto?

perchè la protagionista era curiosa

io sono curiosa magari faccio la stessa fine 

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