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^'V'^
Inviato
15 ore fa, Back Door Man ha scritto:

Come si fa a capire il confine fra il narcisismo sano e il disturbo narcisistico di personalità?

Scusatemi. Capisco che è OT.

 

Ti risponderanno i professionisti.

Serve una diagnosi, ecc.

Per quello che posso dirti io, secondo me chiamare il senso di autoaffermazione, il rispetto di sé, la sopportazione dello stress e la capacità di cadere e rialzarsi, la sana autostima, "narcisismo sano".

E chiamare la mancanza di empatia unita a profondo disprezzo e un'invidia che logora dentro, narcisismo patologico, è uno degli errori che ci portiamo dal secolo scorso.

Perché fa sembrare che vi sia continuità su uno spettro che va da sano a patologico. 

Per la maggior parte questa supposta continuità deriva da teorie Freud based che non hanno nulla di scientifico, e nemmeno sono in accordo tra diverse scuole di pensiero. 

Sul DSM c'è la scaletta dei punti per diagnosticarlo.

Ma... È controversa, tiene conto solo dell'overt e non calcola il covert. 

Narcisismo patologico infatti è anche l'attaccamento a quel che pensano gli altri di noi, dell'insicuro, non solo del carismatico che usa gli altri come strumento dell'affermazione di sé. 

Credo si debba aspettare mezzo secolo perché tutti i correlati neurofisiologici, puliti da teorie del sé del secolo scorso, mettano i tasselli in ordine e secondo me dovranno cambiare nome a quello che ora chiamano narcisismo sano, perché non c'è, secondo me, un continuum. 

Non c'è l'insula nel cervello che è sempre più caratteristica al salire del narcisismo, ad esempio. 

C'è l'insula che ha una differenza marker tra il cervello normale e quello DNP.

Ma questa differenza non sale al salire del livello di quello che oggi chiamano narcisismo sano.

Credo sia un grande abbaglio la continuità del nome. 

Giraluna
Inviato

Sull empatia ho due parole da spendere. In questo periodo ci ho messo l occhio più attentamente, sempre e solo tramite esperienza più che documentandomi. 

Come persona sono piuttosto empatica. Questo ha comportato nel tempo diverse difficoltà tanto quanto ho goduto di belle sensazioni; davvero irripetibili. 

Alla fine, per quanto riguarda me, rimango empatica, ma con una buona dose di distacco. 

Si è trattato di esercitare e nutrire molto di più un altra parte di me, quella che comanda e dirige (diciamo che mi è seconda la director e prima l Explorer). Nutrendo la seconda ho mediato la prima. 

Poter comandare entrando in diretto contatto con i problemi e le differenze delle più svariate forme di personalità mi sta attualmente permettendo di rimanere chi sono con più sapienza e auto affermazione. 

Secondo me, l' unico sistema per capire un confine è capire di non averne. 

È proprio non dando a me stessa l attribuzione di essere solo empatica che ho potuto attivare altre sfumature di me, facendole mescolare al resto. 

Se si parte dal presupposto che uno non ha empatia, dunque è ... O che ce l'ha, dunque è ... Si finisce sistematicamente a fare il classico pensiero dicotomico. 

Il mondo, invece, è pieno di controversie e confini vacui. Sto parlando e avendo a che fare con vari gradi, ceti e caratteri che un tempo avrei fuggito. 

È immensa la mole di gente "strana". Ma non è strana come s intende di solito. È quello che è. 

Siamo noi umani che cerchiamo di semplificare tutto per non impazzire. E che non conosciamo perché passiamo spesso il tempo a "informarci".

Ed un po' ci sta, ma tuttavia semplificare troppo, soprattutto attraverso i libri, ha poco senso. 

Il buon senso vuole che si prenda qualche spunto, ma poi lo spuntino te lo vai a fare fuori casa, se vuoi incominciare a capire quale sia il tuo posto nel mondo (e non rinchiuso fra quattro mura). 

Più ci si espone, gradualmente o con terapie d urto soggettivamente parlando, più tutti quei confini da capire svaniscono. Perché non esistono. 

  • Mi piace! 1
Giraluna
Inviato
23 minuti fa, Giraluna ha scritto:

Il mondo, invece, è pieno di controversie e confini vacui

A tal proposito aggiungo che è incalcolabile pure la mole di gente che si lamenta. Impressionante. 

Ogni pretesto è buono per lamentarsi. Allucinante. Rispetto delle gerarchie pressoché inesistente. Confidenze inappropriate. Uscite spesso fuori luogo. 

E siamo sempre lì ... I confini non esistono. Ce li si crea forse per tutelarsi. Ma di fatto non esistono perché ognuno è mondo a sé. 

Forse l' unico invalicabile è quello famoso della libertà: "La mia libertà incomincia dove finisce la tua". Però più che di confine, forse, parlerei di identità. 

^'V'^
Inviato
27 minuti fa, Giraluna ha scritto:

"La mia libertà incomincia dove finisce la tua"

C'era un videogame, PAC-MAN. 

Era in una specie di salone nero al buio a mangiare pastiglie con una musica elettronica in loop. 

Situazione che il triangolo dell'House Napoli-Ibiza-Los Angeles conosce molto bene. 

Mio padre mi insegnava questo slogan da civili, secondo cui la mia libertà inizia dove finisce la tua. 

Io lo ascoltavo ed immaginavo Pac-Man dirlo alle palline. 

L'ho sempre capita al contrario, ossia che la mia libertà inizia ad avere un senso, una texture e un sapore, lì dove la tua muore, finisce. 

Perché qualcosa viva... qualcos'altro deve morire, è la Natural Law. 

Pac-Man rulez. 

 

Kaihō-sha
Inviato
13 ore fa, Back Door Man ha scritto:

Come si fa a capire il confine fra il narcisismo sano e il disturbo narcisistico di personalità?

Scusatemi. Capisco che è OT.

 

Così su due piedi…ti direi sulla base delle complicazioni, del dolore (pathos) che apporta alla persona e al suo funzionamento socio-lavorativo

 

 

Anche perché di fatto in una grande percentuale di casi parlando di DNP…e’ forse una delle poche molle che ti porta (o ti fa accompagnare) all’attenzione terapeutica.

 

Questo disturbo infatti..specie nella sua versione overt..tende ad avere carattere egosintonico: in parole povere la persona non si sente normalmente disturbata da questi tratti e pertanto può non essere motivatissima a mettersi in discussione.

 

Di fatto sul piano superficiale mi viene in mente solo questo..il resto sono fattori interni e non immediatamente visibili, talvolta e spesso nemmeno alla persona interessata

 

 

 

 

  • Grazie! 1
Kaihō-sha
Inviato
1 ora fa, ^'V'^ ha scritto:

Ti risponderanno i professionisti.

Serve una diagnosi, ecc.

Per quello che posso dirti io, secondo me chiamare il senso di autoaffermazione, il rispetto di sé, la sopportazione dello stress e la capacità di cadere e rialzarsi, la sana autostima, "narcisismo sano".

E chiamare la mancanza di empatia unita a profondo disprezzo e un'invidia che logora dentro, narcisismo patologico, è uno degli errori che ci portiamo dal secolo scorso.

Perché fa sembrare che vi sia continuità su uno spettro che va da sano a patologico. 

Per la maggior parte questa supposta continuità deriva da teorie Freud base che non hanno nulla di scientifico, e nemmeno sono in accordo tra scuole di pensiero. 

Sul DSM c'è la scaletta dei punti per diagnosticarlo.

Ma... È controversa, tiene conto solo dell'overt e non calcola il covert. 

Narcisismo patologico infatti è anche l'attaccamento a quel che pensano gli altri di noi, dell'insicuro, non solo del carismatico che usa gli altri come strumento dell'affermazione di sé. 

Credo si debba aspettare mezzo secolo perché tutti i correlati neurofisiologici, puliti da teorie del sé del secolo scorso, mettano i tasselli in ordine e secondo me dovranno cambiare nome a quello che ora chiamano narcisismo sano, perché non c'è, secondo me, un continuum. 

Non c'è l'insula nel cervello che è sempre più caratteristica al salire del narcisismo, ad esempio. 

C'è l'insula che ha una differenza marker tra il cervello normale e quello DNP.

Ma questa differenza non sale al salire del livello di quello che oggi chiamano narcisismo sano.

Credo sia un grande abbaglio la continuità del nome. 

Credo che una grossa differenza la potrebbe fare il “livello di idealizzazione dell’immagine personale e/o di quella altrui” nel tracciare un confine del resto difficile da obiettivare in modo rigoroso.

 

In altre parole: se io mi appendo una carota alla fronte e trotto verso quella carota..sapendo bene di non raggiungerla mai…accettando questa cosa..e godendomi il viaggio che questa mi fa fare…perfetto!! (Uhm..forse non era la parola adatta 😂)

 

Se io invece maturo la convinzione centrale di ESSERE quella carota…i miei più cari auguri!!

 

Come sappiamo anche dalle storie passate qui…la vita non sempre soddisfa le nostre aspettative più o meno radicali che abbiamo..e spesso tende a devastarle come un uragano impetuoso: la grossa differenza e’ che se in tale uragano mi vola via solo la carota..ci soffro..anche tanto..ma passa; se invece sono IO a volare via..il trauma può essere decisamente più forte..aprendo anche a possibili scenari di vera depressione maggiore

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Kaihō-sha
Inviato
Adesso, Kaihō-sha ha scritto:

Credo che una grossa differenza la potrebbe fare il “livello di idealizzazione dell’immagine personale e/o di quella altrui” nel tracciare un confine del resto difficile da obiettivare in modo rigoroso.

 

In altre parole: se io mi appendo una carota alla fronte e trotto verso quella carota..sapendo bene di non raggiungerla mai…accettando questa cosa..e godendomi il viaggio che questa mi fa fare…perfetto!! (Uhm..forse non era la parola adatta 😂)

 

Se io invece maturo la convinzione centrale di ESSERE quella carota…i miei più cari auguri!!

 

Come sappiamo anche dalle storie passate qui…la vita non sempre soddisfa le nostre aspettative più o meno radicali che abbiamo..e spesso tende a devastarle come un uragano impetuoso: la grossa differenza e’ che se in tale uragano mi vola via solo la carota..ci soffro..anche tanto..ma passa; se invece sono IO a volare via..il trauma può essere decisamente più forte..aprendo anche a possibili scenari di vera depressione maggiore

Il ritratto di Dorian Gray del grande Oscar Wilde spiega perfettamente la ricerca della perfezione in frantumi e il sacrificio della nostra umanità nel rincorrerla e conservarla a ogni costo

 

Potrei citare anche il personaggio di Juda nella saga “Ken il guerriero”…il quale non può tollerare di provare sentimenti di ammirazione per un altro guerriero proprio per difendere questo suo ideale di perfezione

 

Sempre sulla letteratura, per capire ancora di più le dinamiche narcisistiche patologiche, suggerisco “Il piacere” di G. D’Annunzio. La storia di un giovane che rincorre l’amore ideale fino a consumarsi..

  • Grazie! 1
Giraluna
Inviato
56 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Perché qualcosa viva... qualcos'altro deve morire, è la Natural Law. 

Esattamente. 

Nel momento esatto in cui capisco che sei (generico) prigioniero in terra buia e sconosciuta, posso avanzare; di quanto lo calcolo di caso in caso, di volta in volta. 

Mi era stata data un informazione su una persona. Mobbing, in soldoni. Due "vittime", di cui una a casa, che non vuol tornare. 

Quando ho visto il nome in lista, dopo la sua assenza, ho sorriso: vediamo dov è. 

L'avrei affiancata per un ora e quarantacinque minuti. Avevo quella poca e presunta infarinatura precedente sulla soggetta. 

Mi squadra. Deve capire chi sono. All'inizio fa i soliti discorsi. Gli uomini bla, bla, bla ... e bla, bla, bla. E bla, bla, bla. 

Stava capendo se ci sarebbe stata una terza "preda".

La lascio libera di credere di mangiare una pallina alla volta nel mio campo buio e personale, finché individuo il suo punto nevralgico. E parlo io, iniziando a masticare. 

Stavolta è lei ad annuire, finendo per andarsene vicino al termosifone, quasi in silenzio (annuire a voce vuol pur sempre dire emettere suoni).   

Un ora e quarantacinque minuti spesa a far morire quel poco di libertà che voleva prendersi. Così, qualora ci fossi di nuovo assieme, lei sarà quella che tacerà ed io quella che avanzerà senza ostacoli da parte sua, in mezzo a gente contagiata, che soffre, che piange, che sbrocca. 

Finché non ti esponi alle paure, esse ti bloccheranno a terra, facendoti fermare e rischiando di perire.  

La sua paura l ho vista, ma non gliel ho fatta notare. Ho valorizzato il resto. Se lei ritiene di fermarsi a quel grado d indipendenza, non sarò di certo io ad impedirglielo. 

O meglio: non è nessuno per caricarmi dei suoi pesi esattamente come io non sono nessuno per ridicolizzarli. 

Palla al centro e si ricomincia da zero. Anzi, dalla lettera A. 

Ascolta. 

Apprendi.

Applica. 

Classe AAA. 

Il più non ce lo metto solo perché troppe responsabilità non le voglio. È bene rimanga sotto profilo, dopotutto 💁‍♀️ 

Inviato (modificato)

Rega comunque il punk mi ha scritto che è impegnato con il video e che gli stanno spostando gli orari e che è meglio se facciamo un’altra altra volta perché non vuole avvisarmi all’ultimo  

eravamo rimasti che dovevamo aggiornarci per l’orario 

non sembrava il messaggio di uno che voleva foldarmi

sapevo che era impegnato con questo video ma ha veramente fatto tutto lui eh

 

Gli ho semplicemente detto

“Ok nessun problema “

sembrava uno normale .

Modificato da Minypony
  • Mi piace! 1
Giraluna
Inviato
4 minuti fa, Minypony ha scritto:

sembrava uno normale .

Non ho capito. 

Intendi che il fatto di aver rinviato lo classifica come soggetto non collaborativo/"strano"? 

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