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ArmandoBis
Inviato
12 ore fa, Giraluna ha scritto:

Tu la vedi così. E ci sta. 

Io la vedo che se una, ad esempio, è scocciata perché il tizio sta male, quando lui oggettivamente non le sta facendo mancare nulla o risente del fatto che suddetto soggetto se ne va per i conti suoi a fare una vacanza, non è una persona equilibrata. 

Dunque due sono le cose, Armando:

- o le fai capire che è ridicola una cosa del genere perché non c è nulla di utile nel farlo;

- o tu uomo attiri una certa tipologia di atteggiamento, specchio di una disponibilità troppo nociva e ti fai trattare da scemo. 

Si è realizzata la seconda.  

Se abituo una persona ad esprimere certe sue "paure" è perché ho indirettamente suggerito che va bene così. Che va bene farsene sopraffare anziché combatterle. 

Mi segui?

Sicché io stesso ho paure che esprimo. Di cui non ne sono in controllo. Di cui forse e peggio ancora, neanche sono cosciente. 

Invece, se anche io uomo avessi un attimo di asse dritto, saprei che a tirare troppo la corda con una donna, poi questa si spezza e ti da pure i calci nel sedere. 

Questo per scrivere che non deve dire "o così, o fuori dalla porta, ciccia, che non vai bene", ma per farle capire che certe uscite sono proprio inutili e detraibili. 

Non è che la sua mail a capodanno sia poi tanto diverso da un sordido tentativo di tenerselo legato mentre non era sotto i suoi occhi e aveva paura glielo rubassero, alias quelle restrizioni di cui scrivi o, appunto, farlo sentire in difetto perché malato o in isolamento. 

Perciò, dato che in un uomo il voler rendere la relazione più sana possibile parte dal mostrare alls donna quando è fuori luogo altrimenti lei è grandemente difficile se ne accorga pure a 37 anni, l unica soluzione funzionale è farglielo capire coi fatti. 

E i fatti quali sono? 

Che mantenendo una certa distanza su alcuni atteggiamenti tipici la donna riesce a capire fin dove può spingersi col suo disagio. Ed eventualmente esprimerlo con altri modi. 

Godersi la vita, appunto. Non dover spiegare cose basilari ad una persona che dovrebbe essere in grado di saperle già. 

Infatti per me lei è, appunto, una bimba nel corpo di una donna. Non le si può fare da padre, a meno che non sia una attitudine particolare dell uomo stesso. 

I campanelli d allarme, o comunque certe evidenti diversità attitudinali, sono visibili e riscontrabili quasi subito, Armando. 

I "frontal crash" sono per lo più cedimenti dal pero quando vengono ignorate volutamente. 

Non esiste quasi nessuno che lasci libero l altro di essere se stesso. Ci si manderebbe a quel paese tempo due chiacchiere. 

Nel mondo di fuori sai che non è così. Nessuno si vuole prendere i difetti degli altri o sorbirseli. Perciò si nascondono certe insicurezze, se ne mostrano delle altre, si omette un po' di roba e se ne edulcora dell' altra. 

Per cui o ci sono mail lunghe che volano, o ci sono disponibilità che fioccano senza freni. Tutto per compiacere l'altro e non farlo allontanare. 

La questione non è neanche di lasciarsi liberi dato che lei si è liberamente sentita di mandare a quel paese tutto con un messaggio e lui di farsi scaricare. 

È che la gente non perde più tempo a farsi e fare domande. Spara sentenze e si fa prendere dal panico e agisce su scatti a molla continui. 

O fa e poi disfa, oppure neanche parla. E questo significa essere prigionieri anzitutto di se stessi.

Quando lo si è, come puoi (generico) credere che gli altri siano liberi di migliorare e comunicare con te (generico)? 

Qui abbiamo due che avevano bisogno di sentirsi unici e speciali. Che hanno bisogno di questi vincoli per desiderarsi. 

Chi dei due è in grado di tenere in piedi la relazione?

Nessuno dei due. La separazione era scontata. Se non altro, dalla prossima tizia, può incominciare a capire come non dipendere da certe tizie. 

Molto interessante; al di là del caso specifico, c'è di che riflettere.

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Giraluna
Inviato
45 minuti fa, Soulrider ha scritto:

È poi quello che sostiene  @Giraluna che sente puzza di latte nonostante la barba...

Tocca capire cosa intenda lui con questo benessere, perché non sempre è tale. A volte è infatuazione derivata dallo scatto chimico iniziale.

Ed ovviamente non si vedono minimamente i processi di dipendenza che si creano, scambiandoli per benessere. 

Sensei10
Inviato
13 ore fa, Giraluna ha scritto:

I "frontal crash" sono per lo più cedimenti dal pero quando vengono ignorate volutamente. 

Non esiste quasi nessuno che lasci libero l altro di essere se stesso. Ci si manderebbe a quel paese tempo due chiacchiere. 

Nel mondo di fuori sai che non è così. Nessuno si vuole prendere i difetti degli altri o sorbirseli. Perciò si nascondono certe insicurezze, se ne mostrano delle altre, si omette un po' di roba e se ne edulcora dell' altra. 

Per cui o ci sono mail lunghe che volano, o ci sono disponibilità che fioccano senza freni. Tutto per compiacere l'altro e non farlo allontanare. 

La questione non è neanche di lasciarsi liberi dato che lei si è liberamente sentita di mandare a quel paese tutto con un messaggio e lui di farsi scaricare. 

È che la gente non perde più tempo a farsi e fare domande. Spara sentenze e si fa prendere dal panico e agisce su scatti a molla continui. 

O fa e poi disfa, oppure neanche parla. E questo significa essere prigionieri anzitutto di se stessi.

Quando lo si è, come puoi (generico) credere che gli altri siano liberi di migliorare e comunicare con te (generico)?

Quasi mi duole ammetterlo e scriverlo, ma questa parte del post è pazzesca. 

Un monito per chiunque si accosti al forum.

Complimenti.

 

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Blego
Inviato
1 ora fa, Soulrider ha scritto:

Se ci capissimo meglio sul senso di identificazione? 

Mi spieghi ?

Intendo dire che quando entri in relazione i tuoi schemi di pensiero fanno riferimento oltre ad un "io" e un "tu" anche ad un "noi" ovvero alla percezione di te stesso come facente parte di una coppia.

In questo senso, quando ci si lascia si viene a perdere questa identificazione come "io all'interno della coppia" e quindi è una parte di ego che si dissolve. E crea dolore.  

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Varos
Inviato
6 minuti fa, Blego ha scritto:

Intendo dire che quando entri in relazione i tuoi schemi di pensiero fanno riferimento oltre ad un "io" e un "tu" anche ad un "noi" ovvero alla percezione di te stesso come facente parte di una coppia.

In questo senso, quando ci si lascia si viene a perdere questa identificazione come "io all'interno della coppia" e quindi è una parte di ego che si dissolve. E crea dolore.  

Mi si perdoni e chiedo umilmente scusa, ma provo raccapriccio per quanto qui sopra è stato espresso. 

Uno svilimento dell'io, entità reale e concreta a favore di un fantoccio-coppia. 

Ha ragione Giraluna e mica poco

Blego
Inviato
2 minuti fa, Varos ha scritto:

Mi si perdoni e chiedo umilmente scusa, ma provo raccapriccio per quanto qui sopra è stato espresso. 

Uno svilimento dell'io, entità reale e concreta a favore di un fantoccio-coppia. 

Ha ragione Giraluna e mica poco

Forse non mi sono spiegato...ma sto semplicemente riportando un concetto che viene espresso comunemente in letteratura circa la costituzione della coppia. Non c'è alcun riferimento alla mia situazione attuale in questo caso ma solo dei concetti generici che trovi facilmente con una ricerca su Google.  

 

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Sensei10
Inviato
10 minuti fa, Varos ha scritto:

Mi si perdoni e chiedo umilmente scusa, ma provo raccapriccio per quanto qui sopra è stato espresso. 

Uno svilimento dell'io, entità reale e concreta a favore di un fantoccio-coppia. 

Ha ragione Giraluna e mica poco

In senso generale, ha pienamente ragione.

È esattamente ciò che accade quando torni in un posto che frequentavate o quando rimetti le lenzuola su cui lei aveva lasciato il suo sudore. 

Puoi rifare tutto da solo, certo, ma la prima immagine che ti balza in testa siete voi insieme.

Varos
Inviato
6 minuti fa, Sensei10 ha scritto:

In senso generale, ha pienamente ragione.

È esattamente ciò che accade quando torni in un posto che frequentavate o quando rimetti le lenzuola su cui lei aveva lasciato il suo sudore. 

Puoi rifare tutto da solo, certo, ma la prima immagine che ti balza in testa siete voi insieme.

Questo sì, ma l'ho letto come una zavorra quel concetto espresso. 

Forse è indicativo di un qualcosa che sta maturando dentro me, non so. L'ho letta in ottica negativa. 

Giraluna
Inviato (modificato)
25 minuti fa, Varos ha scritto:

Ha ragione Giraluna e mica poco

Non è del tutto fuori dal mondo ciò che scrive, ma va messo in ordine. 

Quando non si ha del tutto percezione di sé, si cerca nell' altro qualche risposta. E ci si mescola, in un certo senso. 

Si diventa "una coppia" dove i problemi si uniscono. 

La cosa peggiora quando non si fa gioco di squadra. Ognuno, sostanzialmente, tira acqua in casa propria per rendere il proprio giardino più verde. 

Non è una situazione dove un singolo auto determinato si dimezza un po' di forza per condividerla con l altro, auto determinato. E loro, pure separandosi, rimangono comunque in piedi, perché hanno una riserva di forza sempre a portata di mano. 

Ci sono solo due che condividono problemi irrisolti; sicché niente gioco di squadra, niente forza dimezzata. C è solo prosciugamento. E vacillante trascinarsi per cercare di risollevarsi. 

Esiste dunque il concetto di coppia, ma quando sai essere in grado di esistere prima come singolo. Se non esisti, puoi solo trovare in quella coppia il tuo unico padrone che ti dice di esistere. 

Modificato da Giraluna
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Sensei10
Inviato
15 minuti fa, Varos ha scritto:

Questo sì, ma l'ho letto come una zavorra quel concetto espresso. 

Forse è indicativo di un qualcosa che sta maturando dentro me, non so. L'ho letta in ottica negativa. 

Può darsi, a me ha fatto venire in mente ciò che ho scritto ma potrei aver male interpretato.

Sottolineo il post di @Giraluna seguente (e 2). 100%

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