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Inviato
1 minuto fa, Maldoner ha scritto:

Ma non è una forma di riduzionismo?

Guardare la realtà solo dalle lenti dell'economia?

Così però passi dalla parte opposta... Relativismo più assoluto che uccide ogni tentativo di discussione. 

Se io ti dico "non giocare ai gratta e vinci, trovati un lavoro" non ha senso rispondere "non è vero, esistono persone diventate milionarie con i gratta e vinci, non è giusto generalizzare in questo modo". 

È un video che parla di economia. Di paesi sviluppati, occidentali, democratici. Affermazioni suffragate da dati empirici. Per confutarle occorrono altri dati empirici. 

ArmandoBis
Inviato (modificato)
29 minuti fa, Maldoner ha scritto:

Sì.

La Danimarca ha sei milioni di abitanti, gli USA trecentotrenta.

Lo fa rifacendosi continuamente all'analogia tra USA-Paesi Scandinavi e sottolinea come le Democrazie sociali siano migliori del sistema capitalistico americano (addirittura parla di Bernie Sanders).

Ma lo fa escludendo una miriade di fattori. 

Dando per esempio la pace come qualcosa di assodato, non contemplando che territori diversi hanno risorse diverse che possono portare a tipi di economia differente, superficie territoriale incomparabile ecc ecc 

I fattori demografici, la superficie territoriale e le risorse non sono elementi rilevanti per prevedere la performance economica di un paese.

L'unica eccezione è l'Africa perché per ragioni climatiche è un continente particolare. Le malattie trovano terreno molto fertile, molti paesi non hanno accesso al mare, le vie di comunicazione sono difficili da creare e mantenere.

La questione africana ha dato vita a due scuole di pensiero che ascrivono una alla Geografia, l'altra alle Istituzioni (inclemente la prima, non funzionali le seconde) le cause dell'arretratezza del continente.

E quindi, coloro che puntano il dito in direzione delle istituzioni politiche (e della loro inadeguatezza) escludono anche per l'Africa che certi fattori dati decidano l'esito finale.

Comunque, per il resto degli altri paesi non è stata trovata alcuna correlazione tra questi fattori e una maggiore o minore propensione allo sviluppo economico. A meno che parliamo di paesi di poche centinaia di migliaia di persone, in quel caso non c'è la massa critica per avere dei sistemi industriali di una certa consistenza.

Modificato da ArmandoBis
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DatFreeman
Inviato
4 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

I fattori demografici, la superficie territoriale e le risorse non sono elementi rilevanti per prevedere la performance economica di un paese.

 

Beh, questo non lo avrei mai detto.

La coesione interna, conflittualità etniche, locazione geografica, accesso o meno al mare, età media ecc ecc non contano quindi quasi nulla.

Interessante.

Sensei10
Inviato
8 minuti fa, Maldoner ha scritto:

Ma non è una forma di riduzionismo?

Guardare la realtà solo dalle lenti dell'economia?

Teniamo presente che sempre di Ted Talk si parla (un canale che io ritengo utilissimo, ma che, per forza di cose, non può contenere discorsi totalmente esaustivi).

Credo che l'intento del narratore, o conferenziere, fosse in realtà smentire i  luoghi comuni sullo stato sociale e sul capitalismo. E dimostrarne la possibilità di coesistenza intelligente. 

Gli USA sono il principale vettore della felicità economica, agli occhi del mondo. Ed è pure vero. Ma c'è una differenza tra poter diventare ricco e essere schifosamente ricco. 

Chiaro che si potrebbe sminuzzare il dato e fare dei distinguo, ma l'analisi è onesta e funzionale al ragionamento finale.  

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gelsomino
Inviato (modificato)

Ricordatevi sempre comunque che in ogni ELITE, ci sono diverse correnti di pensiero, ad esempio,

questo film ne parla, dove il buon glissom di csi quando il protagonista ne vuole uscire dice in dissolvenza...

"bravo ragazzo.. bravo"..

post scriptum, il protagonista viene fatto entrare, per COOPTAZIONE, non per bloodline,solo per meriti personali quindi.

stiamo parlando naturalmente di "Associazioni" top e non di quelle dove si scambiano favori "leggeri".

 

 

Modificato da gelsomino
Inviato
48 minuti fa, Gamebred ha scritto:

i dati dimostrano che i paesi con più ricchi pro capite sono proprio quelli. 

Bene, e ci credo ma ho bisogno di un ulteriore dato. 

Se prendiamo mille persone > 30M, notiamo che si situano su uno spettro che va da "arricchito dando tantissimo valore agli altri, che gli altri volevano, al prezzo migliore" a "arricchito posizionandosi in un nodo di passaggio di denari pubblici in una social democrazia o governo statalista virato a sinistra". 

Se andiamo alla Russia post '89 vediamo persone diventare molto ricche perché sono finite in nodi di passaggio del denaro pubblico. 

Se sei quello che ha contatti in Italia per il marmo di Carrara quando con i soldi pubblici si fanno le ferrovie con le parti in marmo e tu sei incaricato come buyer di stato... 6M all'anno li fai, a volte 8. 

Non sono 30, ma è per capirci. 

I ricchi si situano in un punto sul continuum che va dalla distrazione di flusso di cassa pubblico alla creazione di valore al prezzo migliore. 

Allora, questo numero di arricchiti nelle social democracies è un fatto. 

C'è il numero, lo vediamo. 

E' vero che dipenda dall'istruzione e dal welfare?

Può darsi. 

Se ci dimostrano che i ricchi in questi paesi hanno generato più valore degli altri ad un prezzo minore. 

Se invece andiamo a vedere le carte e notiamo che molti di questi ricchi in più rispetto agli USA sono proprio un sintomo della presenza di ingenti passaggi di denaro pubblico per il welfare, che negli USA è assente? 

E se non fosse o bianco o nero, ma ci fossero tanti arricchiti per aver generato valore a somma positiva e altrettanti per aver maltolto valore alla collettività - a somma zero, avremmo la stessa ammirazione per questo presentatore e i dati che in modo così avvincente e simpatico ci presenta? 

Non dico che sia così. 

E' che tende ad essere così dove ci sono passaggi di denaro pubblico, e pare che il passaggio di denaro pubblico sia il caso dei paesi che ci mostra come campioni di riferimento. 

Secondo il mio modestissimo parere da non economista, bisognerebbe andare a vedere le carte. 

Chi si è arricchito, a parte il numero su un milione di abitanti, ha generato valore per la collettività o ne ha distratto? 

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ArmandoBis
Inviato
28 minuti fa, Maldoner ha scritto:

Beh, questo non lo avrei mai detto.

La coesione interna, conflittualità etniche, locazione geografica, accesso o meno al mare, età media ecc ecc non contano quindi quasi nulla.

Interessante.

All'inizio degli anni '60 uno dei massimi esperti di economia dello sviluppo andò in Corea del Sud, allora un paese prevalentemente contadino.

Purtroppo non si può fare nulla per voi, disse. Risorse naturali non ne avete, manodopera qualificata men che meno, cercate di modernizzare un po' l'agricoltura se ci riuscite. In bocca al lupo.

Sessant'anni dopo la Corea ci ha raggiunto e superato.

Il punto è che quando vediamo un individuo, un gruppo di persone o un intero paese che se la passano male, è facile trovare le cause (c'era questo, non c'era quello) ed elargire consigli (se facevi questo invece di quello).

Tutt'altra faccenda è identificare i futuri vincitori quando sono ancora al nastro di partenza.

Questo non significa che non vi siano condizioni di partenza più favorevoli di altre. Ma non sono sufficienti.

  • Grazie! 1
Inviato
8 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Chi si è arricchito, a parte il numero su un milione di abitanti, ha generato valore per la collettività o ne ha distratto? 

Questa è una considerazione morale. L'economia è un'altra cosa. 

  • Mi piace! 1
gelsomino
Inviato
5 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Chi si è arricchito, a parte il numero su un milione di abitanti, ha generato valore per la collettività o ne ha distratto?

in un paese come il nostro ne ha distratto, con enormi territori dove non solo è antieconomico investire, ma addirittura malsano se non si è parte di quel circolo vizioso,diciamo così, che ha distrutto l'economia reale , dove investe di solito 

o chi deve riciclare o chi ha ricevuto  finanziamenti a fondo perduto a strafottere o chi puà avere una tutela dalle idtituzioni 

paventando il licenziamento di millemila persone se i "birbanti" gli rompono troppo le balle.

Poi sono famosi i casi dei famosi "furbetti del quartierino" che si sono comprate aziende statali senza averci messo il becco  di un quattrino proprio...

cito la famosissima frase di colui al quale chiesero...."quando finirà il socialismo?!"...

e lui rispose...

"quando finiranno i soldi degli altri"... 

tanto vi dovevo

 

 

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