OdetoJoy [Élite] 5136 Inviato 21 Novembre 2022 Inviato 21 Novembre 2022 3 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Ogni mattina non è vero che in Africa una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più in fretta del leone o sarà mangiata. Ogni mattina in Africa una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più veloce di almeno un'altra gazzella. Un'altra metafora simile l'ho sentita da qualche parte ma non ricordo dove.. "Non devi provare a correre più veloce del leone, è impossibile se non sei un leone; l'unica cosa che devi fare è correre più veloce dell'altra persona che è con te a fare il safari." Brif ha reagito a questo 1
gelsomino [Partecipante] 7938 Inviato 21 Novembre 2022 Inviato 21 Novembre 2022 9 minuti fa, OdetoJoy ha scritto: "Non devi provare a correre più veloce del leone, è impossibile se non sei un leone; l'unica cosa che devi fare è correre più veloce dell'altra persona che è con te a fare il safari." si nel frattempo stare attenti che l'altro uomo non ti azzoppi per fare trovare la cena pronta al leone.... e scamparla... homo homini lupus... sfugge sempre questo particolare e le vite di parecchi sono azzoppate... per queste "trascuratezze"...
^'V'^ [Aivia Demon] 175033 Inviato 21 Novembre 2022 Inviato 21 Novembre 2022 1 ora fa, ArmandoBis ha scritto: relativa al dato del 97% di imprese in difficoltà che non modificano il loro modus operandi Scritta o detta così li fa sembrare stupidi. Non so esattamente cosa dire di quel dato, ma quando sei in difficoltà non hai le risorse, in tempo e finanziamenti, per modificare il modus operandi. Una modifica del modus operandi spesso comporta mesi di lavoro e investimenti e se ha funzionato si vede dopo sei mesi dalla modifica avvenuta. Ossia, si tratta di andare a possibile ROI a 9-12 mesi da adesso, facendo una modifica, e di investirci anche soldi, a parte i mesi. Quando sei in difficoltà e non sai come arrivare alla fine di questo trimestre fiscale... La buona impresa in difficoltà applicherà non un cambiamento ma un miglioramento, un'ottimizzazione continua di poche cose per volta, un 1% di ottimizzazione al giorno. Che a compound portano a triplicare la performance attuale in due anni. A quel punto puoi anche avere un finanziamento per cambiare cose. Ma visto da un Ted Talker sei uno che non ha modificato il suo modus operandi. La "cattiva" impresa in difficoltà invece cerca finanziamenti, non ha tempo né denari per cambiare - e questo anche se sa come fare a cambiare in meglio - e allora cerca soldi. Solo che se per sfiga li ottiene, non avendo ottimizzato ogni centimetro dei sistemi e dei processi attuali, allora potrà solo perdere per più tempo, e non riuscirà a cambiare modus operandi, perché costa molto più di quanto possa ottenere un'impresa, appunto, in difficoltà. Secondo me (opinione del lunedì sera) in quel 97% ci sono sia buone gestioni che "cattive". Semplicemente quando sei già in difficoltà non hai le risorse per dei cambiamenti strutturali/nel modus operandi e per aspettare che si ripaghino. Marco_drake ha reagito a questo 1
ArmandoBis [Partecipante] 5476 Inviato 21 Novembre 2022 Inviato 21 Novembre 2022 1 ora fa, ^'V'^ ha scritto: Scritta o detta così li fa sembrare stupidi. Non so esattamente cosa dire di quel dato, ma quando sei in difficoltà non hai le risorse, in tempo e finanziamenti, per modificare il modus operandi. Una modifica del modus operandi spesso comporta mesi di lavoro e investimenti e se ha funzionato si vede dopo sei mesi dalla modifica avvenuta. Ossia, si tratta di andare a possibile ROI a 9-12 mesi da adesso, facendo una modifica, e di investirci anche soldi, a parte i mesi. Quando sei in difficoltà e non sai come arrivare alla fine di questo trimestre fiscale... La buona impresa in difficoltà applicherà non un cambiamento ma un miglioramento, un'ottimizzazione continua di poche cose per volta, un 1% di ottimizzazione al giorno. Che a compound portano a triplicare la performance attuale in due anni. A quel punto puoi anche avere un finanziamento per cambiare cose. Ma visto da un Ted Talker sei uno che non ha modificato il suo modus operandi. La "cattiva" impresa in difficoltà invece cerca finanziamenti, non ha tempo né denari per cambiare - e questo anche se sa come fare a cambiare in meglio - e allora cerca soldi. Solo che se per sfiga li ottiene, non avendo ottimizzato ogni centimetro dei sistemi e dei processi attuali, allora potrà solo perdere per più tempo, e non riuscirà a cambiare modus operandi, perché costa molto più di quanto possa ottenere un'impresa, appunto, in difficoltà. Secondo me (opinione del lunedì sera) in quel 97% ci sono sia buone gestioni che "cattive". Semplicemente quando sei già in difficoltà non hai le risorse per dei cambiamenti strutturali/nel modus operandi e per aspettare che si ripaghino. Ma non è che queste aziende non fanno nulla. Fanno DI PIÙ o DI MENO di quello che hanno sempre fatto. Il che è logicamente incongruente. Che il tuo settore o il tuo prodotto possano avere dei cali piuttosto seri e trovare le contromisure in anticipo dovrebbe essere una linea di condotta normale per una qualsiasi azienda. Il sistema delle startup è indicativo di come funzionano i processi decisionali nelle imprese. Se io ho un'idea valida la cosa più logica sarebbe trovare un'azienda interessata e svilupparla al suo interno utilizzando le risorse disponibili. Invece si fanno lavorare come bestie dei giovani senza capitali e con competenze ristrette. L'idea è che così il mercato possa testare l'idea di base e solo allora le imprese si muoveranno per acquisirla. Ma questo va contro la logica: molti prodotti/servizi hanno bisogno di una certa massa critica per essere giudicati. E partendo da zero è quasi certo che non la raggiungeranno mai. (Molte imprese di e-commerce sono impegnate a fare tutte la stessa cosa, proponendo ciascuna un'offerta frammentata e con una piattaforma scadente perché le risorse necessarie per un lavoro di livello sono fuori dalla loro portata.) La Mazzucato ha fatto l'esempio della Gran Bretagna che ha creato un mega centro di servizi per le startup senza ottenere riscontri. Il motivo è che piccoli investimenti non servono se per certi prodotti o servizi è richiesta una scala che va oltre il gruppetto di amici. ^'V'^ ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 175033 Inviato 22 Novembre 2022 Inviato 22 Novembre 2022 2 ore fa, ArmandoBis ha scritto: Ma non è che queste aziende non fanno nulla. Fanno DI PIÙ o DI MENO di quello che hanno sempre fatto. Il che è logicamente incongruente. Che il tuo settore o il tuo prodotto possano avere dei cali piuttosto seri e trovare le contromisure in anticipo dovrebbe essere una linea di condotta normale per una qualsiasi azienda. Il sistema delle startup è indicativo di come funzionano i processi decisionali nelle imprese. Se io ho un'idea valida la cosa più logica sarebbe trovare un'azienda interessata e svilupparla al suo interno utilizzando le risorse disponibili. Invece si fanno lavorare come bestie dei giovani senza capitali e con competenze ristrette. L'idea è che così il mercato possa testare l'idea di base e solo allora le imprese si muoveranno per acquisirla. Ma questo va contro la logica: molti prodotti/servizi hanno bisogno di una certa massa critica per essere giudicati. E partendo da zero è quasi certo che non la raggiungeranno mai. (Molte imprese di e-commerce sono impegnate a fare tutte la stessa cosa, proponendo ciascuna un'offerta frammentata e con una piattaforma scadente perché le risorse necessarie per un lavoro di livello sono fuori dalla loro portata.) La Mazzucato ha fatto l'esempio della Gran Bretagna che ha creato un mega centro di servizi per le startup senza ottenere riscontri. Il motivo è che piccoli investimenti non servono se per certi prodotti o servizi è richiesta una scala che va oltre il gruppetto di amici. Beh, noi abbiamo questa idea delle start up come idee e test sul mercato delle stesse. Ma 1) Le idee contano abbastanza poco, contano più i processi e i sistemi all'opera. Se una cosa è fondata su un'idea fa di norma poca strada mentre se dei sistemi ottimizzati e dei processi semplificati si mettono al servizio di un'idea poco importante, la mettono in qualche modo a frutto. Ad esempio Supermercato24, ora Everli, è una startup che ha preso 5 milioni di finanziamento nel 2018 e non ha inventato niente di niente, ha detto che poteva prendere l'idea di ordinare la spesa on line, e di poter far sì che fosse consegnata a casa in un'ora. Ossia, ha utilizzato sistemi e processi, non un'idea. Per intenderci, visto che va tanto di moda nei pub alla seconda birra parlare della propria idea nuova e speciale... La apple non ha inventato i computer, quando è uscito l'ipod non aveva inventato i lettori mp3, e non hanno inventato il telefono cellulare. La microsoft non credo abbia inventato gli OS, amazon non ha creato l'idea di vendere beni on line, alphabet non ha inventato i motori di ricerca (è Google). Whatsapp non ha inventato i messaggi ma soprattutto Telegram non ha inventato Whatsapp. Tesla non ha inventato le automobili e nemmeno quelle elettriche, Alibaba non ha inventato il commercio on line, Berkshire Hathaway non ha inventato il tessile e nemmeno le assicurazioni, probabilmente la Tsmc non ha inventato i microchip, la Visa non ha inventato le carte di credito, la Johnson & Johnson non ha inventato il sapone. Walmart non ha inventato i negozi al dettaglio, Nvidia è l'unica azienda indipendente nel settore graphic card, ma non le ha inventate, erano una settantina di aziende a farle, e ha vinto grazie a processi e sistemi più ottimizzati...pay pal non inventò il passaggio di denaro e l'accettazione di pagamenti in tutto il mondo, ma lo rese più rapido e semplice. Nescafé Nespresso o come si chiama, non ha inventato il caffè e non credo che Intel abbia avuto l'idea dei microchip ma sono sicuro che Netflix non abbia inventato le serie televisive. Toyota non ha inventato la ruota e nemmeno le automobili. E nemmeno la Lamborghini le ha inventate, se è per questo. Salesforce non ha inventato i software aziendali in cloud, Nike non ha inventato le scarpe da corsa, Pepsi non ha inventato la cola, Novartis, Lilly o Pfizer non hanno inventato la farmacia, i beduini non hanno inventato il petrolio e probabilmente nemmeno le trivelle. Playstation non ha inventato i video game e nemmeno le consolle, e credo nemmeno Nintendo e Xbox. Facebook e Coca Cola sono casi a parte: la Coca Cola fu idea nuova di un farmacista e ancora tira, anche se non aveva inventato gli sciroppi e le bibite. Fb a suo modo è stata un'idea, ma non ha inventato i social network, era un libro delle facce da ateneo messo in digitale, poi è scoppiato. I social network c'erano, My Space il più noto. In ogni caso, TicToc non ha inventato né i social network né l'uppare i video. La stragrandissima maggioranza delle aziende di successo sono caratterizzate da sistemi e processi migliori di quelle che sono nello stesso settore di mercato. Non da un'idea. 2) Da noi le start up vengono viste come una chance, magari per il bisogno di trovare lavoro, ma è un'illusione ottica. Come il self publishing di Amazon libri. Non è che tu scrivi un libro e vai nei tre best seller di categoria che sono gli unici che pagano davvero l'autore (per andarci dovresti avere già i soldi e la fama, salvo rarissime eccezioni). Lo scrivi e Amazon guadagna da un milione di persone come te, quello che guadagna dai primi tre. Solo che voi, milioni di persone, guadagnate una pizza e una birra. Le start up fanno una storia simile, negli USA. Ci sono investitori che mettono 500k in una decina di start up, allora di quelle ce ne sono 9 che perdono tutto e una che alza 20 volte l'investimento. In questo caso ci sono nove che hanno perso tutto, uno che ha vinto tutto che è l'investitore e uno che ha vinto che è quello di quella start up. E parliamo di persone che hanno comunque avuto 500k per provare, tuttavia in nove casi su dieci si perde tutto. Quando gli italiani, che non hanno chi ci metta 500k, dicono che hanno visto un corso per come fare una startup e che hanno un'idea... e che li hanno gasati al corso con l'esempio di Zuckerberg... Beh, non avendo quei 500k per provare in molti più casi, che nove su dieci, si tratterà solo di finire tutti i soldi di famiglia, vendere la casa della nonna e poi finalmente chiudere e trovare un lavoro vero (andate a zappare la terra game). Il tasso di fallimento del panorama start up è del 90-95%, dove ci sono i soldi veri investiti. Bene tenerlo in mente, quando si sta giocando coi soldi reali e non più con l'account demo. In italia - dove non ci sono i soldi veri, ma il più delle volte uno comincia con la liquidazione del lavoro o con due piccoli risparmi - è un po' strano capire questo dato, di quante ne falliscano su 100, perché c'è una legge del 2012 (art 25 comma 2 decreto legge 179/2012) che regolamenta gli aspetti di diritto fallimentare e fiscale se sono iniziative "innovative", e hanno benefici fiscali particolari ed è previsto che la startup sia mantenuta in vita per tre anni al fine di non perdere i benefici fiscali, per cui si ha tutta una situazione per cui molte persone non falliscono ma nemmeno fanno nulla, la tengono lì aperta tre anni in qualche modo quando vedono che non funziona, poi chiudono, una sorta di silenzioso fallimento di fatto. Penso che il loro dato sia in linea con il 90-95% di fallimenti formalmente riscontrabili nel panorama startup generale. Ma non lo so. Gamebred, Brif, Forsad e 4 altri ha reagito a questo 6 1
ArmandoBis [Partecipante] 5476 Inviato 22 Novembre 2022 Inviato 22 Novembre 2022 1 ora fa, ^'V'^ ha scritto: Beh, noi abbiamo questa idea delle start up come idee e test sul mercato delle stesse. Ma 1) Le idee contano abbastanza poco, contano più i processi e i sistemi all'opera. Se una cosa è fondata su un'idea fa di norma poca strada mentre se dei sistemi ottimizzati e dei processi semplificati si mettono al servizio di un'idea poco importante, la mettono in qualche modo a frutto. Ad esempio Supermercato24, ora Everli, è una startup che ha preso 5 milioni di finanziamento nel 2018 e non ha inventato niente di niente, ha detto che poteva prendere l'idea di ordinare la spesa on line, e di poter far sì che fosse consegnata a casa in un'ora. Ossia, ha utilizzato sistemi e processi, non un'idea. Per intenderci, visto che va tanto di moda nei pub alla seconda birra parlare della propria idea nuova e speciale... La apple non ha inventato i computer, quando è uscito l'ipod non aveva inventato i lettori mp3, e non hanno inventato il telefono cellulare. La microsoft non credo abbia inventato gli OS, amazon non ha creato l'idea di vendere beni on line, alphabet non ha inventato i motori di ricerca (è Google). Whatsapp non ha inventato i messaggi ma soprattutto Telegram non ha inventato Whatsapp. Tesla non ha inventato le automobili e nemmeno quelle elettriche, Alibaba non ha inventato il commercio on line, Berkshire Hathaway non ha inventato il tessile e nemmeno le assicurazioni, probabilmente la Tsmc non ha inventato i microchip, la Visa non ha inventato le carte di credito, la Johnson & Johnson non ha inventato il sapone. Walmart non ha inventato i negozi al dettaglio, Nvidia è l'unica azienda indipendente nel settore graphic card, ma non le ha inventate, erano una settantina di aziende a farle, e ha vinto grazie a processi e sistemi più ottimizzati...pay pal non inventò il passaggio di denaro e l'accettazione di pagamenti in tutto il mondo, ma lo rese più rapido e semplice. Nescafé Nespresso o come si chiama, non ha inventato il caffè e non credo che Intel abbia avuto l'idea dei microchip ma sono sicuro che Netflix non abbia inventato le serie televisive. Toyota non ha inventato la ruota e nemmeno le automobili. E nemmeno la Lamborghini le ha inventate, se è per questo. Salesforce non ha inventato i software aziendali in cloud, Nike non ha inventato le scarpe da corsa, Pepsi non ha inventato la cola, Novartis, Lilly o Pfizer non hanno inventato la farmacia, i beduini non hanno inventato il petrolio e probabilmente nemmeno le trivelle. Playstation non ha inventato i video game e nemmeno le consolle, e credo nemmeno Nintendo e Xbox. Facebook e Coca Cola sono casi a parte: la Coca Cola fu idea nuova di un farmacista e ancora tira, anche se non aveva inventato gli sciroppi e le bibite. Fb a suo modo è stata un'idea, ma non ha inventato i social network, era un libro delle facce da ateneo messo in digitale, poi è scoppiato. I social network c'erano, My Space il più noto. In ogni caso, TicToc non ha inventato né i social network né l'uppare i video. La stragrandissima maggioranza delle aziende di successo sono caratterizzate da sistemi e processi migliori di quelle che sono nello stesso settore di mercato. Non da un'idea. 2) Da noi le start up vengono viste come una chance, magari per il bisogno di trovare lavoro, ma è un'illusione ottica. Come il self publishing di Amazon libri. Non è che tu scrivi un libro e vai nei tre best seller di categoria che sono gli unici che pagano davvero l'autore (per andarci dovresti avere già i soldi e la fama, salvo rarissime eccezioni). Lo scrivi e Amazon guadagna da un milione di persone come te, quello che guadagna dai primi tre. Solo che voi, milioni di persone, guadagnate una pizza e una birra. Le start up fanno una storia simile, negli USA. Ci sono investitori che mettono 500k in una decina di start up, allora di quelle ce ne sono 9 che perdono tutto e una che alza 20 volte l'investimento. In questo caso ci sono nove che hanno perso tutto, uno che ha vinto tutto che è l'investitore e uno che ha vinto che è quello di quella start up. E parliamo di persone che hanno comunque avuto 500k per provare, tuttavia in nove casi su dieci si perde tutto. Quando gli italiani, che non hanno chi ci metta 500k, dicono che hanno visto un corso per come fare una startup e che hanno un'idea... e che li hanno gasati al corso con l'esempio di Zuckerberg... Beh, non avendo quei 500k per provare in molti più casi, che nove su dieci, si tratterà solo di finire tutti i soldi di famiglia, vendere la casa della nonna e poi finalmente chiudere e trovare un lavoro vero (andate a zappare la terra game). Il tasso di fallimento del panorama start up è del 90-95%, dove ci sono i soldi veri investiti. Bene tenerlo in mente, quando si sta giocando coi soldi reali e non più con l'account demo. In italia - dove non ci sono i soldi veri, ma il più delle volte uno comincia con la liquidazione del lavoro o con due piccoli risparmi - è un po' strano capire questo dato, di quante ne falliscano su 100, perché c'è una legge del 2012 (art 25 comma 2 decreto legge 179/2012) che regolamenta gli aspetti di diritto fallimentare e fiscale se sono iniziative "innovative", e hanno benefici fiscali particolari ed è previsto che la startup sia mantenuta in vita per tre anni al fine di non perdere i benefici fiscali, per cui si ha tutta una situazione per cui molte persone non falliscono ma nemmeno fanno nulla, la tengono lì aperta tre anni in qualche modo quando vedono che non funziona, poi chiudono, una sorta di silenzioso fallimento di fatto. Penso che il loro dato sia in linea con il 90-95% di fallimenti formalmente riscontrabili nel panorama startup generale. Ma non lo so. Non sono molto d'accordo nel punto 1. La Apple ha inventato parecchie cose. Per esempio l'interfaccia user friendly. L'ha rubata alla Xerox, ok, ma cosa cambia? Prima il PC era una cosa poi è diventata un'altra. L'iPod non è altro che un walkman elettronico. Ok, ma è stata la prima a farlo. Lo smartphone è un'altra cosa rispetto al BlackBerry. Sarebbe come dire che l'aereo non è un'invenzione perché è un mezzo di trasporto. Le idee contano eccome. E sono legate al momento. Adesso Facebook è una cosa ovvia. Quando Zuckerberg l'ha inventato non lo era. Poi magari c'erano altre dieci startup che stavano facendo la stessa cosa e Zuckerberg è stato solo più veloce o più fortunato. Ci sono le idee, cioè le innovazioni di prodotto. Poi ci sono le innovazioni di processo. Spesso anche quelle si basano su idee, solo che possono arrivarci solo dei tecnici che conoscono bene la materia. La ruota esiste da un po'. Le valigie sono più recenti (probabilmente sono la versione più maneggevole dei bauli) ma penso ci siano da più di un secolo. A un certo punto un tale ha messo insieme le due invenzioni e ha realizzato la valigia con le rotelline. Direi che questa è un'idea, è una vera innovazione di prodotto. MementoMori999 ha reagito a questo 1
Gamebred [Élite] 7840 Inviato 22 Novembre 2022 Inviato 22 Novembre 2022 5 ore fa, ArmandoBis ha scritto: Le idee contano eccome. Se con "idea" intendi qualsiasi tipo di pensiero però diventa un discorso troppo fumoso e astratto. Anche quelle che Aivia chiama ottimizzazione di sistemi e processi, sono "idee". 5 ore fa, ArmandoBis ha scritto: L'iPod non è altro che un walkman elettronico. Ok, ma è stata la prima a farlo. I lettori mp3 esistevano già quando è uscito l'iPod.
ArmandoBis [Partecipante] 5476 Inviato 22 Novembre 2022 Inviato 22 Novembre 2022 41 minuti fa, Gamebred ha scritto: Se con "idea" intendi qualsiasi tipo di pensiero però diventa un discorso troppo fumoso e astratto. Anche quelle che Aivia chiama ottimizzazione di sistemi e processi, sono "idee". I lettori mp3 esistevano già quando è uscito l'iPod. Per idea intendo pensare un prodotto che non c'è, che non esiste ancora. Per me è una questione ovvia, ma mi scontro forse più che con il 97% delle persone che affermano che le idee non valgono niente perché: a) tutti hanno delle idee quando sono sotto la doccia; - ergo ne consegue che: b) non conta l'idea ma la sua realizzazione-. L'esperienza insegna che la mortalità dei nuovi prodotti è molto alta. Difficile credere che il fallimento sia dovuto a falle nell'esecuzione. Parlo di prodotti lanciati da multinazionali che conoscono a menadito i loro mercati. Eppure... Quando cominciai a lavorare lessi un articolo molto interessante dedicato proprio al fallimento dei nuovi prodotti. (Parliamo di mass market). L'autore aveva fatto un'indagine abbastanza estesa e aveva notato che la stragrande maggioranza dei lanci riguardavano prodotti in tutto e per tutto sovrapponibili a quelli esistenti. Erano dei "me too". La maggior parte era identica per quanto riguarda prezzo e prestazioni. Una frazione abbastanza consistente era rappresentata da prodotti che performavano meno e costavano di più. Solo una sparuta minoranza presentava dei vantaggi in termini di prezzo e/o efficacia. Può sembrare strano che escano prodotti uguali agli esistenti, ma è un comportamento che capisco benissimo. Gli apparati devono giustificare la loro esistenza e i fallimenti sono una mano santa perché dimostrano quanto siano stati ardui da conseguire i successi precedenti. gelsomino ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 175033 Inviato 22 Novembre 2022 Inviato 22 Novembre 2022 6 ore fa, ArmandoBis ha scritto: L'iPod non è altro che un walkman elettronico. Ok, ma è stata la prima a farlo. Interessante. "E il primo iPod?? Invenzione Apple? La Apple ha ammesso il furto dell’idea che sta dietro all’iPod, idea presa all’inglese Kane Kramer, che ha inventato un dispositivo analogo nel 1979, stranamente la Apple si è rifiutata di pagare qualcosa per questo furto. Prima del player di casa Apple c’erano già lettori prodotti dalla Saehan Information Systems, il Listen Up e il MP Man, certo esteticamente non erano il massimo del design, quindi la differenza sta tutta li? Il genio di Ive ha fatto la differenza? Nonostante Ive parli di “taccuini pieni di schizzi” il design dell’iPod non è uno di questi, ma è preso pari pari da una radio prodotta dalla Brown negli anni 50, ad opera del genio di Dieter Rams. E la famosa rotella per navigare fra i brani?? Copiata da un prodotto della Creative, il Nomad II Jukebox, lanciato un anno prima del debutto dell’iPod. Si pensa anche che il merito di Jobs sia stato quello di mettere online musica da scaricare a basso prezzo, musica accessibile a tutti e disponibile immediatamente. Pochi sanno che anni prima di iTunes c’era online un servizio analogo, Ritmoteca.com che aveva le stesse caratteristiche che poi Jobs avrebbe dato a iTunes. E il player? Quello non è stata copiato ma acquistato. Nato come Sound Jam, prodotto rilasciato nel 1999 da Casady & Greene, venne acquistato nel 2000 dalla Apple. Se vogliamo, possiamo spaziare a arrivare a prodotti più recenti. L’iPhone ad esempio, molti gli attribuiscono la paternità del sistema multi touch, ma in pochi sanno che in realtà il multi touch esisteva già nel 1965, era stato inventato alla FingerWorks, ditta americana poi acquistata dalla Apple nel 2005. La Samsung inoltre sostiene che Apple ha rubato il suo caratteristico metodo di zoom “a pizzico” dal Touch Diamond, un device mostrato a un gruppo di ingegneri Apple nel 2003. E il WI-Fi Sinc? La Apple ha rubato l’idea, il nome e il logo per il sistema di sincronizzazione wireless dell’ iOS5 da Greg Hughers, dopo aver rifiutato la sua proposta per l’iTunes App Store." Leggo da qua: https://www.evermind.it/ma-la-apple-ruba-copia-o-inventa-forse-tutte-e-tre-le-cose-messe-assieme/ Scherzato su questo... Se un utente del forum una mattina si fosse alzato con l'idea da zero di tutte queste specifiche, dal player al design, al Wi-Fi Sinc ecc... In un mondo in cui tutte queste cose non ci fossero state... Il succo è che pure se avesse chiesto a una sua amica di fargli o' bisness plan per convincere sponsor, e ci fosse riuscito... Non avremmo avuto l'ipod. Sarebbe esistito qualche mese incespicando nei problemi, poi un'azienda capitalizzata e strutturata, con già una buona distribuzione, avrebbe fatto un prodotto analogo e quello sarebbe quello che avremmo conosciuto ed apprezzato. Perché è il frutto di processi e sistemi nella produzione e nella distribuzione, branding incluso, o posizionamento sul mercato, che non li improvvisi con un'idea del sabato sera e qualcuno che ti dà i soldi. 30 anni dopo, su Netflix sarebbe uscito un documentario in cui si vede che dei ragazzi avevano avuto la vera idea di quel prodotto, e che l'azienda forte per cui lo conosciamo non gli ha dato nemmeno un panino con dentro due carte i' cient'euro. Faccio una domanda scomoda: se il nostro utente avesse avuto l'idea di ogni parte e sistema dell'ipod. E avesse anche trovato chi ci investe il capitale. Se a quel punto fosse arrivata un'azienda strutturata, ottimizzata e ben gestita e gli avesse detto di restituire i soldi e di cederlo a loro, per una piccola % sugli utili di quel ramo dedicato. Sarebbe diventato ricco, cedendo la sua idea a chi fa funzionare le cose e restituendo i soldi, o avrebbe preferito morire di fame e di problemi, confortandosi ubriaco con gli amici al bar quando 30 anni dopo esce finalmente il documentario su Netflix di come nacque l'ipod e di come non lo abbiano nemmeno ringraziato? E' una domanda scomoda perché tocca la vanità (Il mio peccato preferito. cit) Marco_drake, Gamebred, ATTAR e 2 altri ha reagito a questo 2 2 1
ArmandoBis [Partecipante] 5476 Inviato 22 Novembre 2022 Inviato 22 Novembre 2022 (modificato) 17 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: Interessante. "E il primo iPod?? Invenzione Apple? La Apple ha ammesso il furto dell’idea che sta dietro all’iPod, idea presa all’inglese Kane Kramer, che ha inventato un dispositivo analogo nel 1979, stranamente la Apple si è rifiutata di pagare qualcosa per questo furto. Prima del player di casa Apple c’erano già lettori prodotti dalla Saehan Information Systems, il Listen Up e il MP Man, certo esteticamente non erano il massimo del design, quindi la differenza sta tutta li? Il genio di Ive ha fatto la differenza? Nonostante Ive parli di “taccuini pieni di schizzi” il design dell’iPod non è uno di questi, ma è preso pari pari da una radio prodotta dalla Brown negli anni 50, ad opera del genio di Dieter Rams. E la famosa rotella per navigare fra i brani?? Copiata da un prodotto della Creative, il Nomad II Jukebox, lanciato un anno prima del debutto dell’iPod. Si pensa anche che il merito di Jobs sia stato quello di mettere online musica da scaricare a basso prezzo, musica accessibile a tutti e disponibile immediatamente. Pochi sanno che anni prima di iTunes c’era online un servizio analogo, Ritmoteca.com che aveva le stesse caratteristiche che poi Jobs avrebbe dato a iTunes. E il player? Quello non è stata copiato ma acquistato. Nato come Sound Jam, prodotto rilasciato nel 1999 da Casady & Greene, venne acquistato nel 2000 dalla Apple. Se vogliamo, possiamo spaziare a arrivare a prodotti più recenti. L’iPhone ad esempio, molti gli attribuiscono la paternità del sistema multi touch, ma in pochi sanno che in realtà il multi touch esisteva già nel 1965, era stato inventato alla FingerWorks, ditta americana poi acquistata dalla Apple nel 2005. La Samsung inoltre sostiene che Apple ha rubato il suo caratteristico metodo di zoom “a pizzico” dal Touch Diamond, un device mostrato a un gruppo di ingegneri Apple nel 2003. E il WI-Fi Sinc? La Apple ha rubato l’idea, il nome e il logo per il sistema di sincronizzazione wireless dell’ iOS5 da Greg Hughers, dopo aver rifiutato la sua proposta per l’iTunes App Store." Leggo da qua: https://www.evermind.it/ma-la-apple-ruba-copia-o-inventa-forse-tutte-e-tre-le-cose-messe-assieme/ Scherzato su questo... Se un utente del forum una mattina si fosse alzato con l'idea da zero di tutte queste specifiche, dal player al design, al Wi-Fi Sinc ecc... In un mondo in cui tutte queste cose non ci fossero state... Il succo è che pure se avesse chiesto a una sua amica di fargli o' bisness plan per convincere sponsor, e ci fosse riuscito... Non avremmo avuto l'ipod. Sarebbe esistito qualche mese incespicando nei problemi, poi un'azienda capitalizzata e strutturata, con già una buona distribuzione, avrebbe fatto un prodotto analogo e quello sarebbe quello che avremmo conosciuto ed apprezzato. Perché è il frutto di processi e sistemi nella produzione e nella distribuzione, branding incluso, o posizionamento sul mercato, che non li improvvisi con un'idea del sabato sera e qualcuno che ti dà i soldi. 30 anni dopo, su Netflix sarebbe uscito un documentario in cui si vede che dei ragazzi avevano avuto la vera idea di quel prodotto, e che l'azienda forte per cui lo conosciamo non gli ha dato nemmeno un panino con dentro due carte i' cient'euro. Faccio una domanda scomoda: se il nostro utente avesse avuto l'idea di ogni parte e sistema dell'ipod. E avesse anche trovato chi ci investe il capitale. Se a quel punto fosse arrivata un'azienda strutturata, ottimizzata e ben gestita e gli avesse detto di restituire i soldi e di cederlo a loro, per una piccola % sugli utili di quel ramo dedicato. Sarebbe diventato ricco, cedendo la sua idea a chi fa funzionare le cose e restituendo i soldi, o avrebbe preferito morire di fame e di problemi, confortandosi ubriaco con gli amici al bar quando 30 anni dopo esce finalmente il documentario su Netflix di come nacque l'ipod e di come non lo abbiano nemmeno ringraziato? E' una domanda scomoda perché tocca la vanità. (Il mio peccato preferito. cit) Sfondi una porta aperta. Da anni nelle varie discussioni in cui ci si lamenta che in Italia non si fa innovazione ho sempre fatto l'esempio dell'iPod. E non sapevo che ci fossero dietro tutti questi furti. Mi limitavo a fare presente che l'iPod altro non era che una walkman che sfruttava il protocollo mp3. Il punto è che se mi fossi presentato io alle major musicali americane, con il prodotto già realizzato, proponendogli di accedere al loro catalogo pagando 99 cent a canzone, beh, non mi avrebbero neanche ricevuto. Jobs lo ha potuto fare perché l'industria elettronica è nella silicon Valley e non in Valcamonica. E anche perché ha un potere di coercizione notevole (nel caso dell'iPod, lo spettro della pirateria). Conclusione, un prodotto del genere non sarebbe mai potuto essere realizzato in Italia. Però la valigia con le rotelle sì. Quella è proprio alla portata di chiunque. PS. Ci sono i brevetti. Se avessi avuto sincronicamente tutte quelle idee sull'iPod avrei fatto prima a brevettarle e cederle successivamente. E' vero che difendere un brevetto non è semplice, ma se sei piccolo e quindi ti accontenti di una cifra modesta e dall'altra parte il prodotto ha un mercato piuttosto ampio, non so quanto la Apple di turno gli convenga rischiare. Modificato 22 Novembre 2022 da ArmandoBis
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