^'V'^ [Aivia Demon] 174370 Inviato 24 Gennaio 2024 Inviato 24 Gennaio 2024 6 ore fa, Massimo12 ha scritto: I dati nel nostro paese dicono spesso mezze verità. La storia dei NEET, dei disoccupati, dell'incrocio domanda-offerta di lavoro, ecc. fotografano una realtà sgranata, perché non considerano mai il nero, che è un pezzo fondamentale dell'economia reale. Lo avevo considerato, poi ho dovuto riavviare il pc per un aggiornamento e mi rendo conto ora che non l'ho riscritto. Avevo scritto...mettiamo anche che siano il 20 e non il 26% perché quelli lavorano in nero. E' comunque un giovane su cinque. Vogliamo togliere anche il fatto che non abbiano diviso tra maschi e femmine, e che per qualche motivo molte femmine che non si formano, non studiano, non imparano cose e non lavorano né lo cercano, sono continuamente in vacanza e hanno l'ultimo iPhone? Diciamo il 15% togliendo anche quelle che hanno solo dei fans o che mandano febbrilmente foto dei piedi a gente che lavora e fatica per il pane e per la... "foto dei piedi"? Ok. Vogliamo anche togliere le femmine che stanno in casa con dei genitori non del tutto autosufficienti, li aiutano e aspettano marito? Ok. Diciamo che il 10% dei giovani realmente non studia, non si forma, non cerca lavoro. Almeno non risulta che lo cerchi nei canali sondati e ufficiali. Togliamo un attimo la democrazia con i suoi check and balance per cui non può di fatto realizzare alcuna promessa elettorale nemmeno volendo, ipotizziamo che ci sia il Re e che abbia pieni poteri. Cosa potrebbe fare il Re per l'80% di costoro? Il 20% è perso, inutile incapponircisi. Ma cosa si potrebbe fare, avendo il potere reale di decidere la rotta, non il potere farlocco di maggioranze per un punto o due frenate da poteri locali e da opposizioni a caso? OdetoJoy ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174370 Inviato 24 Gennaio 2024 Inviato 24 Gennaio 2024 6 ore fa, ArmandoBis ha scritto: Adesso purtroppo non ho tempo di rispondere diffusamente e in modo circostanziato. Dico solo che fattualmente è una ricostruzione errata e non su un singolo punto ma su tutti. Dai molto spazio, ad esempio, alle questioni valutarie. Bene, ti sorprenderà sapere che la lira non è mai, dico mai, stata debole. La leggenda della debolezza della lira è appunto una fola. Serviva a spaventare la gente per combattere le rivendicazioni salariali. Quello che conta in una valuta non è il cambio nominale, ma quello reale, cioè cosa puoi comprare realmente all'estero con i tuoi soldi. Quando si è disgregato il sistema di cambi fissi di Bretton Woods il cambio nominale della lira è stato piuttosto ballerino ma non si è mai deprezzato in termini reali sulle altre monete, se non è eventualmente di qualche punto percentuale. La gente, a cominciare dai giornalisti economici, confonde ad esempio i riallineamenti, cioè l'adeguamento del cambio al tasso di inflazione interno con le svalutazioni (fenomeno diffuso ai tempi dello SME). Lo stampare moneta di cui parli non è mai avvenuto. Quindi, l'inflazione a due cifre degli anni '80 non ha nulla a che fare con un'espansione monetaria. Per la cronaca: - il 90% di moneta in circolazione è creato dalle banche, solo il 10% è in moneta cartacea emessa dalla Banca Centrale (per il dollaro la faccenda è diversa) - emettere titoli di debito (da parte dello Stato o di un privato la cosa non cambia) non equivale a stampare moneta, la cui quantità resta inalterata. Sempre per stupirti, c'è stato un periodo in cui la lira ha cambiato il suo valore reale rispetto alle altre valute europee, ed è stato nell'ultima fase dello SME, quella detta dello SME credibile, quando la lira è stata PESANTEMENTE RIVALUTATA sulle altre divise, in primis il Marco tedesco. Lo scopo era mandare l'economia italiana in recessione, una terapia brutale che aveva lo scopo di stroncare l'inflazione. L'obiettivo fu raggiunto. Alcuni però hanno pagata cara questa manovra. Se la Splendente Radiosa Empress Of Europe Giustissima Frequenza di Bellezza Diffusa ti facesse con cerimonia pubblica olografica ArciPrompter del Ministerium für die aktuelle Währung, die Makroökonomie und den Gegenwert, come sai abbreviato in Makroökonomie Ministerium. Quali prime cinque domande prompteresti, per iniziare a risolvere la questione strutturale? OdetoJoy e Marco_drake ha reagito a questo 2
ArmandoBis [Partecipante] 5475 Inviato 24 Gennaio 2024 Inviato 24 Gennaio 2024 5 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Se la Splendente Radiosa Empress Of Europe Giustissima Frequenza di Bellezza Diffusa ti facesse con cerimonia pubblica olografica ArciPrompter del Ministerium für die aktuelle Währung, die Makroökonomie und den Gegenwert, come sai abbreviato in Makroökonomie Ministerium. Quali prime cinque domande prompteresti, per iniziare a risolvere la questione strutturale? L'Europa come insieme di popoli e di culture differenti che interagiscono fra loro c'è da più di un millennio e continuerà ad esistere. L'Europa dell'Ue e dei suoi trattati (Maastricht e Lisbona su tutti), delle sue istituzioni politiche (Consiglio, Commissione e Parlamento), economiche (BCE), giuridiche (Corte di Giustizia) sta implodendo. Bisogna tornare a prima di Maastricht. Purtroppo le nuove generazioni non sanno che c'era un tempo in cui quasi tutti avevano un lavoro, la precarietà non esisteva e tutti arrivavano tranquillamente alla fine del mese con il loro stipendio. Poi, all'inizio degli anni '80 è cominciata l'opera di smantellamento che ci ha portato dove siamo oggi. E purtroppo non è finita. Back Door Man e OdetoJoy ha reagito a questo 2
Tony Montana [Élite] 3986 Inviato 24 Gennaio 2024 Inviato 24 Gennaio 2024 10 ore fa, ArmandoBis ha scritto: Ho già spiegato come il tasso di disoccupazione riportato sui giornali a) è solo uno dei diversi indicatori; per avere un quadro più preciso occorre valutarli tutti (prima erano sette, poi sono diventati cinque, adesso non so) ma anche se li valuti tutti puoi avere una percezione errata del fenomeno perché b) l'attuale sistema di conteggio lascia fuori tutti coloro che hanno smesso di cercare attivamente un lavoro e non tiene conto di quanto i lavoratori desiderino lavorare. Con questo sistema, la disoccupazione REALE può essere, ad esempio, il 50% mentre il tasso ufficiale riportato sui giornali è invece vicino allo 0%. Il problema qui è il solito, si prende un qualsiasi argomento di cui non si sa nulla, si fa una googlatina e si accetta acriticamente quello che passa il convento. I dati li ho presi dall'Istat. (E credo che pure i giornali normalmente li prendano da li'.) https://www.istat.it/it/archivio/88827 Un'altro portale che ha dati presentati in maniera piacevole è questo: https://italiaindati.com/disoccupazione-in-italia/ b+a) Be', quella è la definizione di tasso di disoccupazione: rapporto tra persone in cerca di lavoro e forza lavoro (cioè, la somma di occupati e di chi è in cerca di lavoro). Dopodiché uno poi considerare gente che lavora completamente in nero, NEET, carcerati, schiavitù. Tu mi insegnerai che allora si dovrà parlare di tasso di occupazione, tasso di attività (per una certa fascia di età), ecc. Il mio problema invece è quando si affrontano temi così complessi e multifattoriali e si arriva a conclusioni non accompagnate da una mole di dati ed articoli che le corroborano. Ora, scriviamo tutti qui sopra per volontariato, ci mancherebbe che uno fosse obbligato a scrivere una tesi con analisi di dati e letteratura (con tanto di citazioni precise) per ogni argomento di discussione. Mi rendo pure conto che su un forum risposte scritte magari rapidamente e di getto verso un nome con un'immagine e non un volto tendano verso un tono un po' da stronzo (sicuramente è il mio caso), sebbene spesso involontario. Quindi trovo meraviglioso che discussioni del genere esistano e si sviluppino. Thanks. senza nome e Kaihō-sha ha reagito a questo 1 1
Back Door Man [Élite] 11693 Inviato 24 Gennaio 2024 Inviato 24 Gennaio 2024 1 ora fa, ArmandoBis ha scritto: le nuove generazioni non sanno che c'era un tempo in cui quasi tutti avevano un lavoro, la precarietà non esisteva e tutti arrivavano tranquillamente alla fine del mese con il loro stipendio. Poi, all'inizio degli anni '80 è cominciata l'opera di smantellamento che ci ha portato dove siamo oggi. E purtroppo non è finita. Ho sempre considerato la questione da schiavo di colonia US Una volta che i nostri Benefattori ci hanno preso a benvolere è iniziata la costruzione di un finto stato con tutte quelle charms di contorno che all'inizio devono giocoforza funzionare per poi andare a fan**lo Le pensioni, l'adeguamento dei salari all'inflazione, la sanità pubblica aggratis, i sussidi, i TFR, le case in affitto ad equo canone e tutto quanto Una volta messo in marcia il carrozzone si trattava di togliere lentamente e costantemente in modo che la gente se ne accorgesse tardi Americanizzazione dell'Italia Film americani, vestiti Americani, cibo americano Disinformazione, i giornalisti culo bocca... Negli anni 70 dicevano che "fra 50 anni ci sarà la guerra" Era tutto previsto
Back Door Man [Élite] 11693 Inviato 24 Gennaio 2024 Inviato 24 Gennaio 2024 (modificato) La UE è stata impostata come "un matrimonio fra Stati" con la Germania che è "un marito dominante che non ascolta quello che dice la moglie" Modificato 24 Gennaio 2024 da Back Door Man .
ArmandoBis [Partecipante] 5475 Inviato 25 Gennaio 2024 Inviato 25 Gennaio 2024 4 ore fa, Back Door Man ha scritto: Ho sempre considerato la questione da schiavo di colonia US Una volta che i nostri Benefattori ci hanno preso a benvolere è iniziata la costruzione di un finto stato con tutte quelle charms di contorno che all'inizio devono giocoforza funzionare per poi andare a fan**lo Le pensioni, l'adeguamento dei salari all'inflazione, la sanità pubblica aggratis, i sussidi, i TFR, le case in affitto ad equo canone e tutto quanto Una volta messo in marcia il carrozzone si trattava di togliere lentamente e costantemente in modo che la gente se ne accorgesse tardi Americanizzazione dell'Italia Film americani, vestiti Americani, cibo americano Disinformazione, i giornalisti culo bocca... Negli anni 70 dicevano che "fra 50 anni ci sarà la guerra" Era tutto previsto Secondo me fai un po' di confusione. Nella storia economica recente si distinguono due periodi. Quello che va dal 1945 al 1975, in cui Europa e Usa sono caratterizzati da alta crescita economica elevata SENZA aumento delle disuguaglianze, e il successivo, dal 1980 in poi, quello della rivoluzione neoliberale iniziata da Reagan e Thatcher, caratterizzato da riduzione della crescita, fino all'attuale stagnazione economica, e robusto AUMENTO delle disuguaglianze. Fra i due periodi non c'è alcun tipo di rapporto, di nesso causale. Prima c'era un sistema, poi questo sistema è stato smantellato pezzo per pezzo e sostituito da un altro. Ovviamente la cosa è stata giustificata dicendo che il sistema ad elevata e partecipata crescita economica era insostenibile e si reggeva sui debiti. Ora, se domani ho tempo, posterò un grafico con l'evoluzione del debito pubblico statunitense dove vedrete che l'epoca della stagflazione, che viene descritta come l'inferno in terra (e che ha segnato la fine del keynesismo), si fa fatica a individuarla nel tracciato, mentre il periodo attuale, presentato come una sorta di anticipazione del Paradiso, vede la freccia andare pericolosamente all'insù. Solo che è debito pubblico americano. Quindi non esiste. Il Giappone ha un rapporto debito/PIL del 200% ma nessuno ne parla e non è un problema. Solo il debito pubblico italiano esiste al mondo. OdetoJoy ha reagito a questo 1
ArmandoBis [Partecipante] 5475 Inviato 25 Gennaio 2024 Inviato 25 Gennaio 2024 13 ore fa, Tony Montana ha scritto: I dati li ho presi dall'Istat. (E credo che pure i giornali normalmente li prendano da li'.) https://www.istat.it/it/archivio/88827 Un'altro portale che ha dati presentati in maniera piacevole è questo: https://italiaindati.com/disoccupazione-in-italia/ b+a) Be', quella è la definizione di tasso di disoccupazione: rapporto tra persone in cerca di lavoro e forza lavoro (cioè, la somma di occupati e di chi è in cerca di lavoro). Dopodiché uno poi considerare gente che lavora completamente in nero, NEET, carcerati, schiavitù. Tu mi insegnerai che allora si dovrà parlare di tasso di occupazione, tasso di attività (per una certa fascia di età), ecc. Il mio problema invece è quando si affrontano temi così complessi e multifattoriali e si arriva a conclusioni non accompagnate da una mole di dati ed articoli che le corroborano. Ora, scriviamo tutti qui sopra per volontariato, ci mancherebbe che uno fosse obbligato a scrivere una tesi con analisi di dati e letteratura (con tanto di citazioni precise) per ogni argomento di discussione. Mi rendo pure conto che su un forum risposte scritte magari rapidamente e di getto verso un nome con un'immagine e non un volto tendano verso un tono un po' da stronzo (sicuramente è il mio caso), sebbene spesso involontario. Quindi trovo meraviglioso che discussioni del genere esistano e si sviluppino. Thanks. I problemi con il tasso ufficiale di disoccupazione sono due: - primo, è che è costruito per sottostimare la disoccupazione reale - secondo, non può essere usato per confrontare epoche differenti (esempio, chi faceva il lavoro X negli anni '80 lo faceva da assunto, - non c'era altro modo - con un certo stipendio e certe garanzie, oggi una buona percentuale di coloro che fanno lo stesso lavoro lo fanno da esternalizzati, da finte partite IVA, dedicando meno ore al lavoro - ad esempio per accollarsi gli oneri amministrativi, le ferie non sono pagate e sono calcolabili come mancato lavoro, ecc. - e guadagnano molto meno - mica per niente sono stati esternalizzati). Mentre il secondo punto richiede calcoli laboriosi (e una buona dose di approssimazione, perché ricerche serie non ce ne sono), il primo è abbastanza semplice da mettere in pratica. Ma non lo fa nessuno. Neanche a livello di dibattito politico lo si fa. Ad esempio, durante un dibattito per le elezioni presidenziali americane che opponeva Mitt Romney a Barak Obama, il Repubblicano sosteneva che la performance del Democraco non fosse così buona. Secondo lui la disoccupazione reale non era del 7,8% come recitava il tasso ufficiale ma era vicina all'11%. A parte la follia di considerare l'8% di disoccupazione un risultato eccellente, non riuscivo a capire da dove Romney avesse preso quel dato. Usando i dati del Bureau of Labor Statistics veniva fuori un risultato più alto. (Parentesi: i dati sull'economia americana sono facilmente reperibili in rete, ad differenza di quelli italiani che sono un pianto...) Partendo da 144.039.000 occupati e 12.258.000 disoccupati censiti. il tasso di disoccupazione è effettivamente del 7,8%. Ma è solo l'U3, cioè uno dei tassi di disoccupazione. Se aggiungi i lavoratori scoraggiati, quelli marginalmente attaccati al lavoro e conti per il 50% quelli che non lavorano a tempo pieno ma vorrebbero, i disoccupati diventano 19.621.000, il che equivale a un tasso di disoccupazione del 12,5%. Un tasso, come si dice, a due cifre. Ma è tutta qui la storia? No, si può continuare a salire. Per esempio, si può includere nel conto i carcerati e quelli in libertà provvisoria. Visto che il tasso di incarcerazione degli Usa è 7 volte quello europeo mi sembra un dato da calcolare. Poiché dobbiamo diventare come gli USA, è giusto sapere a cosa andremo incontro. Con questa piccola aggiunta siamo intorno al 14%. E' finita? Macché. Ci sono anche 4.055.000 persone sottoposte a pene alternative. Come le calcoliamo queste? Difficile che abbiano lo stesso tasso di disoccupazione di quelle normali. Allora, stimando un generoso tasso di occupazione del 75% per quelli liberi sulla parola e del 60% per quelli sottoposti a pene alternative, il tasso di disoccupazione effettivo è "esattamente" il 15%. Purtroppo il calcolo non è finito. Ricordate l'11% di cui si lamentava Mitt Romney? Da dove veniva quel dato? Dal fatto che se il tasso di occupazione degli americani fosse rimasto lo stesso di quello che c'era all'epoca del primo insediamento di Obama, il tasso di disoccupazione sarebbe appunto dell'11%. Un ragionamento un po' arzigogolato, ma che tocca un problema affettivo delle statistiche sul mercato del lavoro. Dopo che una persona, secondo le interviste, ha lasciato passare un anno senza avere cercato attivamente un lavoro, questa viene cancellata dal computo della popolazione attiva. Nel caso in questione, il calo della popolazione attiva era stato davvero significativo: - 29%. In pratica, se tutte queste persone cancellate dalla popolazione attiva fossero dei disoccupati che hanno perso la speranza di trovare un lavoro, il tasso di disoccupazione balzerebbe al 18%. Conoscere la composizione dii questo gruppo di fuoriusciti è un po' complicato. Una percentuale, probabilmente la più significativa, può essere dovuta a un saldo negativo fra coloro che per ragioni di età sono usciti dal computo della popolazione attiva, solo parzialmente compensati dai nuovi entranti (un ragionamento troppo difficile per Romney). Poi ci sono quelli vicini alla pensione e non sono interessati a lavorare (magari perché non trovano un'occupazione in linea con le loro qualifiche, ma in questo caso non rientrano nella definizione dii disoccupato). Poi, una percentuale, difficilmente maggioritaria, di persone che hanno messo da parte un bel po' di soldi e preferiscono godersi la vita. Infine, i superscoraggiati, che andrebbero aggiunti al computo dei disoccupati. Queste considerazioni si possono applicare a tutti i paesi avanzati, dato anche il fatto che il sistema di rilevazione è comune. Ovunque c'è un tasso di disoccupazione riportato sulla stampa, potete tranquillamente aumentarlo del 60%. Se va bene. Aghori ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174370 Inviato 25 Gennaio 2024 Inviato 25 Gennaio 2024 55 minuti fa, ArmandoBis ha scritto: Ovunque c'è un tasso di disoccupazione riportato sulla stampa, potete tranquillamente aumentarlo del 60%. Se va bene. Come forse sai, Anton e Antonio hanno pubblicato sul forum un'offerta di lavoro. Non ho chiesto il permesso per riportare come sia andata, per cui eviterò di essere preciso. Ma diciamo che si sono presentati più di due che era la mia previsione (sbagliata di poco) e che come prevedevo non vanno bene perché son persone che già lavorano full time. Nella mia esperienza riesco a far lavorare solo chi già fa due lavori ma se uno non lavora non c'è modo di fargli fare qualcosa. O, se c'è, non sono stato capace di trovarlo in tutta la vita. A parte rifarsi a Leopoldo II del Belgio. È c'è sempre qualcosa che non mi torna quando sento parlare di tutti questi poveri disoccupati vittime del sistema. Non mi torna nella mia esperienza intendo. Ho anche un gruppo per aiutare le persone a trovare lavoro dove vivo, l'ho creato anni fa e ci sono 286 membri. E non fanno altro che cercare di incularsi a vicenda con dei multilevel a caso o dei "guadagna 5k al giorno da casa anche se non sai fare niente e servi a meno". Io li osservo come un coloniale vestito di bianco allo zoo di un paese conquistato, ma è sempre la stessa storia. Ed è la storia che cerco di falsificare cercando esperienze reali contrarie. Sono apertissimo, se qualcuno ne ha. - Raiden -, Edward Heiderich, Tony Montana e 6 altri ha reagito a questo 6 1 1 1
ArmandoBis [Partecipante] 5475 Inviato 25 Gennaio 2024 Inviato 25 Gennaio 2024 55 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: Come forse sai, Anton e Antonio hanno pubblicato sul forum un'offerta di lavoro. Non ho chiesto il permesso per riportare come sia andata, per cui eviterò di essere preciso. Ma diciamo che si sono presentati più di due che era la mia previsione (sbagliata di poco) e che come prevedevo non vanno bene perché son persone che già lavorano full time. Nella mia esperienza riesco a far lavorare solo chi già fa due lavori ma se uno non lavora non c'è modo di fargli fare qualcosa. O, se c'è, non sono stato capace di trovarlo in tutta la vita. A parte rifarsi a Leopoldo II del Belgio. È c'è sempre qualcosa che non mi torna quando sento parlare di tutti questi poveri disoccupati vittime del sistema. Non mi torna nella mia esperienza intendo. Ho anche un gruppo per aiutare le persone a trovare lavoro dove vivo, l'ho creato anni fa e ci sono 286 membri. E non fanno altro che cercare di incularsi a vicenda con dei multilevel a caso o dei "guadagna 5k al giorno da casa anche se non sai fare niente e servi a meno". Io li osservo come un coloniale vestito di bianco allo zoo di un paese conquistato, ma è sempre la stessa storia. Ed è la storia che cerco di falsificare cercando esperienze reali contrarie. Sono apertissimo, se qualcuno ne ha. Il tuo approccio è molto neoclassico, che si può sintetizzare nel famoso enunciato "non c'è disoccupazione se non volontaria". Secondo questo assunto, le persone che si rivolgono a te dovrebbero accettare il compenso che gli offri, che dovrebbe riflettere il loro effettivo contributo alla produzione. Fosse anche 300 euro al mese: O magari ti dovrebbero dare trecento euro loro per ripagarti dei danni che ti fanno. Come che sia, tu avresti l'interesse ad assumerli alla cifra che ritieni corretta, e loro avrebbero interesse ad accettarla, fosse anche trecento euro, essendo 300 maggiore di 0. Il sistema, sulla carta, funziona, perché se il tipo in questione ti rende 500 quando tu lo paghi 300, può arrivare uno che gli offre 400 e te lo soffia. Siamo però a livello di microeconomia, non di macroeconomia. Di un mercato molto locale, per di più. Ho un amico, che ho perso di vista, che anni fa si trasferì alle Canarie e mi disse che gli italiani emigrati laggiù erano un po' particolari, molti in fuga dal fisco nostrano. Come che sia, la questione non riguarda noi italiani. In tutte le discussioni in cui si dice che è giusto che noi italiani si stia male perché qui, perché là, perché su, perché giù, si dimentica (o semplicemente non si sa) che Europa+Usa stanno con le pezze al culo, sono le due aree economiche che negli ultimi vent'anni sono cresciute meno in termini percentuali. Il paese in via di sviluppo più scalcinato come minimo cresce ad un tasso due e volte mezza superiore, quando non tre o quattro volte. Andando a vedere i singoli paesi, si trovano storie interessanti. Come la Francia, che ha dei conti da brividi, un deficit delle partite correnti che Macron non si è stancato di contemplare senza fare un cazzo per quattro anni e sembra che solo adesso si sia dato una mossa. La Spagna, che ha più che raddoppiato il suo debito pubblico nello spazio di pochi mesi. L'Irlanda, che soffre di emorragia di capitali, perché di suo non produce un cazzo, non possiede un cazzo. Il Giappone, in deflazione da 25 anni, con un debito pubblico del 200% del PIL che però tutti si affannano a dire che NON E' un problema. Ogni paese ha la sua storia di merda da raccontare. Però tutte queste porcherie sommate insieme non spiegano perché dal 2000 in poi la performance del mondo avanzato sia stata, a dir poco, indecorosa. C'è una spiegazione per tutto questo? Certo che c'è. Ed è molto semplice. Dal 1980 in poi, in tutte le economie avanzate (di cui Usa ed Europa rappresentano il grosso) i redditi da lavoro hanno perso terreno rispetto ai redditi da capitale. Si calcola che vi sia stato un travaso di 9 punti dagli uni agli altri. Detto in altro modo, dal 1980 in poi, il tracciato dell'incremento di produttività e quello della crescita dei salari hanno cominciato a divergere. L'indebitamento privato (in particolare delle famiglie per l'acquisto di beni durevoli) da fenomeno praticamente inesistente (tranne negli Usa) è quindi diventato endemico. Questo passaggio ha fatto da volano per una crescita elefantiaca dei mercati finanziari, ormai diventati autonomi rispetto all'economia reale. Infatti i valori azionari, ma non solo, sono in perpetua bolla. E' il caso di spiegare che cosa succede quando i salari non tengono il passo con gli incrementi di produttività? Che la domanda di beni (e quindi la produzione degli stessi, e quindi il PIL) si riduce. A meno che non si ricorra all'indebitamento. Cosa che non si può fare all'infinito. Dopo la crisi del 2008, le famiglie americane hanno cercato di rientrare dei loro debiti per un ammontare di circa 30 punti di PIL. Soldi sottratti alla domanda di beni e servizi. Indovinate di quanto è cresciuto il debito pubblico statunitense nello stesso intervallo di tempo. Di più o meno 30 punti di PIL... Sì, esatto, quella cosa brutta e cattiva che è il debito pubblico, quella schifezza che fanno solo gli italiani, serve a evitare la deflagrazione del sistema economico attuale. Postilla: se fosse dipeso da Obama, il crollo sarebbe stato totale, il 1929 sarebbe sembrata una burla al confronto. Il fatto è che gli Stati Uniti si sono dotati di stabilizzatori automatici, che come dice il nome, scattano quando si raggiungono certe condizioni, che né l'abbronzato/sfaccendato di turno, né la Corte Suprema, né l'esercito possono fermare. Mentre i quotidiani europei ogni anno si baloccano sulla pantomima delle minacce di default dello stato federale portate avanti dai repubblicani per qualche miliardi di dollari, in quelle stesse ore gli stabilizzatori sono al lavoro per cifre decine di volte superiori. Aghori ha reagito a questo 1
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