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shm
Inviato (modificato)
Il 05/11/2024 at 15:05, ArmandoBis ha scritto:

Non è l'ideale in sé criticabile, ma il fatto che molti vogliono realizzarlo senza fatica.

L'ideale di amore che ci è stato insegnato è criticabile. Prendiamo ad esempio Cenerentola, Pretty Woman, e un'infinità di altre narrazioni analoghe, che hanno avuto ed hanno ancora un impatto fortissimo. Se togliamo l'obiettivo riproduttivo che accomuna maschile e femminile, cosa vediamo? Che l'amore è per la figura femminile un mezzo per la sua emancipazione sociale ed economica, mentre la figura maschile, che godeva già di autonomia, non cerca altro che l'interesse estetico e sessuale che trova nella partner, non potendo lei offrire molto altro. Con la mentalità odierna potremmo giudicare disfunzionali queste idee alla base dell' amore. Eppure queste "cause" dell'amore ce le portiamo dentro da secoli. 

Emancipandoci da quell'ideale di amore di coppia, stiamo anche erodendo le fondazioni dell'amore per come lo abbiamo sempre conosciuto. Ed ecco che l'amore si appoggia su una base sempre più piccola, che può essere ad esempio l'affinità elettiva tra i due soggetti.

Nelle narrazioni più recenti, depurate appunto da quelle motivazioni antiquate, resta allora un ideale di "vero amore" che però ormai è qualcosa di impalpabile e fragile, qualcosa di unico e quasi impossibile.

Che non convenga venire a patti con la realtà? Non si stava meglio quando si stava peggio. Ma non staremo meglio sognando amori irrealizzabili, usando e gettando relazioni alla ricerca di qualcosa che non c'è.

Forse è meglio costruire ed aggiustare qualcosa che ha la possibilità di esistere.

Convivono idee di amore vecchie e nuove, che creano conflitti in noi e nel rapporto con gli altri.

Dalla necessità siamo arrivati all' opportunità. Andiamo verso una consapevole volontà.

Modificato da shm
ArmandoBis
Inviato
1 ora fa, shm ha scritto:

L'ideale di amore che ci è stato insegnato è criticabile. Prendiamo ad esempio Cenerentola, Pretty Woman, e un'infinità di altre narrazioni analoghe, che hanno avuto ed hanno ancora un impatto fortissimo. Se togliamo l'obiettivo riproduttivo che accomuna maschile e femminile, cosa vediamo? Che l'amore è per la figura femminile un mezzo per la sua emancipazione sociale ed economica, mentre la figura maschile, che godeva già di autonomia, non cerca altro che l'interesse estetico e sessuale che trova nella partner, non avendo lei molto altro da offrire. Con la mentalità odierna potremmo giudicare disfunzionali queste idee alla base dell' amore. Eppure queste "cause" dell'amore ce le portiamo dentro da secoli. 

Emancipandoci da quell'ideale di amore di coppia, stiamo anche erodendo le fondazioni dell'amore per come lo abbiamo sempre conosciuto. Ed ecco che l'amore si appoggia su una base sempre più piccola, che può essere ad esempio l'affinità elettiva tra i due soggetti.

Nelle narrazioni più recenti, depurate appunto da quelle motivazioni antiquate, allora resta un ideale di "vero amore" che però ormai è qualcosa di impalpabile e quasi ultraterreno, ovvero quasi impossibile da trovare sulla Terra.

Che non convenga venire a patti con la realtà? Non si stava meglio quando si stava peggio. Ma non staremo meglio sognando amori irrealizzabili, usando e gettando relazioni alla ricerca di qualcosa che non c'è.

Forse è meglio costruire ed aggiustare qualcosa che ha la possibilità di esistere.

Io, personalmente, ho una visione "orientale" dell'amore.

Se c'è presenza mentale c'è anche l'amore.

Se non c'è, puoi fare tutti gli arzigogoli del mondo, ma sarà sempre qualcosa che ha bisogno di mille artifici perché è incapace di stare in piedi da solo.

shm
Inviato (modificato)
37 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Io, personalmente, ho una visione "orientale" dell'amore.

Se c'è presenza mentale c'è anche l'amore.

Anch'io la penso come te.

In quante coppie vedi questa presenza mentale? 

Modificato da shm
ArmandoBis
Inviato
Il 06/11/2024 at 20:08, shm ha scritto:

Anch'io la penso come te.

In quante coppie vedi questa presenza mentale? 

Direi poche, devo ammetterlo.

Una volta chiesi a un amico secondo lui su 100 coppie quante funzionavano veramente.

Lui mi disse "cinque".

Anch'io sono più o meno sullo stesso ordine di grandezza.

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