Wave721 [Lurker] 22 Inviato 1 Luglio 2025 Inviato 1 Luglio 2025 (modificato) Ciao a tutti, torno sul forum dopo diversi anni, diverse relazioni, diverse storie con ragazze bellissime e interessanti. Veramente un track record da fare invidia. L’ultima, ahimè, mi ha scavato una bella fossa. Scrivo queste righe con la lucidità che si conquista solo dopo il caos. Dopo mesi di domande, dolore, amore estremo e senso di colpa che tuttora mi insegue. Ho vissuto una relazione intensa con una donna con disturbo borderline che ho amato profondamente, e che a sua volta ha portato nella relazione un passato difficile, pieno di ferite mai davvero guarite. Abusata dal nonno quando era una bambina, mentre la madre era più concentrata a conquistare il nuovo compagno. Padre donnaiolo che non le ha fatto mancare pressioni su quanto sia importante essere belle per attrarre uomini. In tutto questo sempre nell’infanzia ha rischiato di morire dovendo subire un intervento importante. Il suo ex era un uomo MOLTO più grande di lei, persino molto più grande di me (che già mi passavo quasi 10 anni con lei). Va in terapia da 2/3 anni e studia per diventare psicoterapeuta. I primi 6 mesi sono stati letteralmente un sogno. Lei: bellissima, simpatica, un’intelligenza che spaventava. Io ho sentito davvero di averla trovata. Mi sentivo non più maledetto. Finalmente il mio percorso fatto di irrequietezza aveva avuto un senso. Mi sentivo pronto per una relazione “seria”, dopo aver creduto ed inseguito harem e poligamia. Volevo una relazione pulita, un progetto di vita che mi avrebbe portato a 35 anni a creare una mia famiglia. Ero pronto. Poi iniziano i guai. Gelosia ossessiva, scatti di ira per futilità, over reaction, blackout emotivi. Con magnitudo sempre più intensa. Sempre più frequenti. Io le tento tutto. Un giorno per abbracciarla durante una delle sue crisi la porto davanti le nostre foto appese al muro, per riportarla “a terra”. A noi. Provo ad abbracciarla, lei mi morde le labbra. Le stesse labbra che avrebbe poi baciato nei successivi mesi. Perché non ce l’ho fatta a lasciarla. Troppo pazzo di lei. Troppo innamorato. Volevo essere veramente io quello che sarebbe stato al suo fianco quando avrebbe terminato il suo percorso di guarigione. “Mi devi saper contenere”, ripeteva sempre. “Ho bisogno di un uomo che mi contenga”. Le crisi sono diventate sempre più frequenti. Ho cercato di restare sempre lucido, sempre responsabile. Alla fine, mi sono decentrato. Quando avvenivano, i suoi occhi si trasformavano e sembrava veramente volesse farti del male, come ci fosse un germe di cattiveria dentro di sè. Era veramente accecata dalla rabbia. Una rabbia che veniva dal passato. Dopo ogni blackout, che si manifestava con aggressioni che mi demolivano, avevo bisogno di tempo per riprendermi. Per lei erano silenzi punitivi. Per me, zone di sicurezza. Tra momenti di grande dolcezza e improvvisi blackout emotivi, insulti, urla, morsi (letteralmente), silenzi e riconciliazioni appassionate, mi sono ritrovato a vivere dentro un ciclo che oggi ho imparato a riconoscere come trauma bonding. Alla fine siamo stati soverchiati da queste difficoltà che venivano dall'esterno e non certo da noi, che ci siamo veramente amati. Come potevamo. Ogni suo dolore diventava colpa mia, ogni mia difesa veniva letta come punizione o manipolazione. Il mio amore non è mai riuscito ad arrivarle. A fare veramente breccia in quel suo dolore e a rasserenarla. Forse hanno ragione quelli che hanno già scritto su questo tema. Forse non va mai così. Non esiste soluzione. Eppure, nonostante tutto, non riesco ad odiarla. Perché so che anche lei ci ha provato. Che mi ha amato anche lei alla follia. Solo che era troppo ferita. E io, nel tentativo di salvarla, mi sono dissanguato. Per guarire lei, mi sono ammalato io. Ci sono stato un anno e mezzo e ringrazio non sia durata di più. Già così, ne esco con un bel disturbo da stress post traumatico che chissà quando smaltirò. Ho messo a fuoco e dato un nome alle cose. Lei soffre di disturbo borderline, che oggi chiamano disregolazione emotiva. Io ce l’ho messa davvero tutta per vincere quel dolore. Per stare al suo fianco. Oggi non voglio più capire cosa non ha funzionato tra noi, ma cosa non ha funzionato in me per non fuggire prima. In realtà sono molto fiero di me. Ce l’ho messa davvero tutta e sono stato nella relazione come volevo, coi giusti sentimenti. Penso sinceramente di averle provate tutte e, razionalmente, che non saremmo andati comunque da nessuna parte. Sarei stato in ogni caso un traghettatore. Come il precedente, come il prossimo. Sono partite che non si possono vincere e qualsiasi cosa fai che non sia scappare... Sbagli. Penso che ho ormai un’età cui si, è bella l’adrenalina. Ne riconosco il fascino che ha su di me e lo rispetto. Sentirsi speciali. Surfare le onde della vita. Ma poi serve tornare sulla terra ferma. La stabilità. La pace. È la prima one itis dove penso veramente di essere stato danneggiato al livello psicologico. Sto rimettendo insieme i pezzi. Per la prima volta non porto rancore. Non ce l’ho con lei, che tutt’ora amo alla follia. Non ce l’ho con me, anche se ci metterò un po' per tornare ad amarmi. Scrivo perché credo che parlarne serva. A chi ci è passato. A chi ci sta passando. A chi non riesce ancora a chiamare le cose con il loro nome. Non era amore sano. Ma era vero. E proprio perché era vero, meritava di diventare la mia più grande lezione. Un amico mi ha detto: “Il maestro arriva quando l’allievo è pronto”. Adesso però devo far pace con il fatto che questo allievo non sarà mai pronto per me. Adesso devo attraversare quel dolore. Questa storia dovrà avere un senso. Lo scoprirò forse solo guardandomi indietro. Sperando di sentirmi nuovamente benedetto. Modificato 1 Luglio 2025 da Wave721 sbuc e Crescendo63 ha reagito a questo 2
Batman33 [Partecipante] 989 Inviato 1 Luglio 2025 Inviato 1 Luglio 2025 Mi tocca molto la storia che hai scritto perché ho avuto anche io da una "relazione" con una persona così, anche se nel mio caso c'erano anche tratti di narcisismo maligno e disturbo antisociale di personalità. Mai stato così male. Veniamo a noi... Ti chiedi perché non te ne sei andato prima; mi sembri però abbastanza lucido da aver ben inquadrato la dinamica. In quei casi andarsene è molto difficile, proprio perché si crea una trauma bond per cui il cervello idealizza i 5 momenti belli che passi con quella persona e cancella/sminuisce gli altri 95 momenti brutti (tra cui le mancanze di rispetto, le bugie, le aggressioni, ecc.)... Lascia stare chi sminuisce e chi la fa semplice, non possono capire. Solo chi ha a che fare con persone del genere sa cosa voglia dire avere una relazione con loro. La cosa più banale - ma anche la più giusta - che ti si possa dire (e che sai bene) è che non si può salvare chi non vuole essere salvato... è più facile che tu finisca nel baratro con loro, piuttosto che tu riesca a rialzarli. Questi disturbi sono egosintonici, quindi parte integrante della personalità. In soldoni, le persone che ne soffrono raramente si rendono conto di avere seri problemi e spesso arrivano a pensare che siano tutti gli altri i problematici, motivo per cui raramente ricorrono alla terapia. E se lo fanno, non solo la terapia dura anni e le ricadute sono frequenti, ma comunque il disturbo rimane per sempre: imparano semplicemente a controllarlo. Parli di amore vero... l'amore vero non aggredisce, non ti mette in dubbio, non ti fa sentire insufficiente e non ti toglie nulla, anzi aggiunge qualcosa alla tua vita. Semplicemente, il tuo cervello è fritto dalla dopamina che ti davano i bei momenti con lei e in questo momento sei poco lucido. Il mio consiglio è, come dici tu, di abbracciare il tuo dolore e stare da solo: sei in one-itis e in più sei ancora emotivamente dipendente dalla sua figura, motivo per cui le altre ti annoierebbero e rischieresti anche di bruciarti le tue opportunità con donne davvero meritevoli delle tue attenzioni. Un abbraccio. Wave721 e Crescendo63 ha reagito a questo 2
Wave721 [Lurker] 22 Inviato 3 Luglio 2025 Autore Inviato 3 Luglio 2025 @freefall @Enjoyourself1 @silkreflex Ciao ragazzi, mi piacerebbe aver qualche contributo da voi. Ho letto praticamente tutti i vostri interventi nei due famosi thread che trattano il tema, ma penso che in questi casi e in questa fase, ci sia bisogno di risentirsi dire le cose n mila volte. Non è un periodo facile neanche per la propria rete di supporto. Mi farebbe piacere avere da voi qualche guidelines per uscirne, il prima possibile e bene. Disinnescando la mente, i flashback, i sensi di colpa, i "se avessi fatto così", i "mi dispiace che stia soffrendo anche lei". Qualsiasi cosa ti aiuti a uscire dalla buca in cui senti di essere finito (nonostante le tue risorse, la tua esperienza). Quando pensi di aver finalmente deposto le armi e arriva la lettera di call of duty, non è mai semplice da accettare. Ritornare a fare un certo tipo di vita, quando tutto quello che volevi era a portata di mano...
Wave721 [Lurker] 22 Inviato 3 Luglio 2025 Autore Inviato 3 Luglio 2025 Il 01/07/2025 at 13:33, Batman33 ha scritto: In quei casi andarsene è molto difficile, proprio perché si crea una trauma bond per cui il cervello idealizza i 5 momenti belli che passi con quella persona e cancella/sminuisce gli altri 95 momenti brutti (tra cui le mancanze di rispetto, le bugie, le aggressioni, ecc.)... Lascia stare chi sminuisce e chi la fa semplice, non possono capire. Solo chi ha a che fare con persone del genere sa cosa voglia dire avere una relazione con loro. La cosa più banale - ma anche la più giusta - che ti si possa dire (e che sai bene) è che non si può salvare chi non vuole essere salvato... è più facile che tu finisca nel baratro con loro, piuttosto che tu riesca a rialzarli. Nel mio caso la proporzione era 95% stavamo bene, 5% male. Caratterialmente matchavamo alla grande. Stessa energia, stessa simpatia, stessi standard. Solo che quel 5% era in grado di demolirmi. La cosa che ti fotte il cervello è che lei voleva essere salvata, voleva aiutarsi. Andava in terapia. Il problema è che qualsiasi cosa sembra non funzionare. Non ho mai provato la frustrazione che ho provato durante questa relazione. Un altro grande dubbio che ho è la pillola. Lei iniziò a prenderla a settembre. Ad Ottobre iniziarono i problemi seri... Forse per questo tipo di personalità borderline la pillola rappresenta una bomba atomica ormonale che le fa esplodere ulteriormente. O forse era solo finito il periodo di "luna di miele" (conosciuti a fine gennaio). Non lo sapremo mai... Mi chiedo se farle smettere la pillola e farle prendere qualche stabilizzatore dell'umore avrebbe potuto aiutare....forse sono proprio queste le domande che devo evitare. Forse non ci sono mai davvero soluzioni... Il 01/07/2025 at 13:33, Batman33 ha scritto: Parli di amore vero... l'amore vero non aggredisce, non ti mette in dubbio, non ti fa sentire insufficiente e non ti toglie nulla, anzi aggiunge qualcosa alla tua vita. Si, probabilmente è così. é pur vero che ognuno di noi ha delle ferite, che producono dei comportamenti che rischiano di ferire a loro volta le persone. Siamo entrambi vittime. Lei dei suoi traumi, io di lei. Non ci sono colpevoli (se non nella sua testa). Finalmente empatizzo con quel dolore, ora che anche io mi sento davvero traumatizzato (nel vero senso della parola). Io credo che lei sia sinceramente innamorata di me, ma forse non mi "ama" attivamente, accettando anche le mie zone d'ombra ma volendo "normalizzare" solo le sue. Difatti il banco salta per le mie zone d'ombra, non certo per le sue (pesantissime, che pur mi sarei accollato).
Batman33 [Partecipante] 989 Inviato 3 Luglio 2025 Inviato 3 Luglio 2025 6 ore fa, Wave721 ha scritto: Nel mio caso la proporzione era 95% stavamo bene, 5% male. Caratterialmente matchavamo alla grande. Stessa energia, stessa simpatia, stessi standard. Solo che quel 5% era in grado di demolirmi. La cosa che ti fotte il cervello è che lei voleva essere salvata, voleva aiutarsi. Andava in terapia. Il problema è che qualsiasi cosa sembra non funzionare. Non ho mai provato la frustrazione che ho provato durante questa relazione. Un altro grande dubbio che ho è la pillola. Lei iniziò a prenderla a settembre. Ad Ottobre iniziarono i problemi seri... Forse per questo tipo di personalità borderline la pillola rappresenta una bomba atomica ormonale che le fa esplodere ulteriormente. O forse era solo finito il periodo di "luna di miele" (conosciuti a fine gennaio). Non lo sapremo mai... Mi chiedo se farle smettere la pillola e farle prendere qualche stabilizzatore dell'umore avrebbe potuto aiutare....forse sono proprio queste le domande che devo evitare. Forse non ci sono mai davvero soluzioni... Si, probabilmente è così. é pur vero che ognuno di noi ha delle ferite, che producono dei comportamenti che rischiano di ferire a loro volta le persone. Siamo entrambi vittime. Lei dei suoi traumi, io di lei. Non ci sono colpevoli (se non nella sua testa). Finalmente empatizzo con quel dolore, ora che anche io mi sento davvero traumatizzato (nel vero senso della parola). Io credo che lei sia sinceramente innamorata di me, ma forse non mi "ama" attivamente, accettando anche le mie zone d'ombra ma volendo "normalizzare" solo le sue. Difatti il banco salta per le mie zone d'ombra, non certo per le sue (pesantissime, che pur mi sarei accollato). Due post in cui parli solo di lei e non di te... Le percentuali non contano nulla se ammetti tu stesso che bastava quel 5% per distruggerti. E ripeto, una relazione non può e non deve distruggere una delle due persone. Tu non sei il salvatore di nessuno e non puoi esserlo: puoi al massimo badare a te stesso e lei può al massimo andare in terapia, cosa che dici che ha fatto ma non è bastata. In questo caso - o meglio, in questi casi - è a discrezione della singola persona decidere se accettare o meno una dinamica relazionale tossica nella quale ci sono dei momenti in cui l'altro/l'altra sembra trasformarsi e vivere per farci del male. Potrebbe avere senso se fossimo un suo parente, ma imho non nel caso in cui siamo partner di questa persona e abbiamo specifiche esigenze (che poi, esigenze... parliamo del minimo) come il rispetto, l'affetto, la fedeltà e chi più ne ha più ne metta. Poi noto che la giustifichi continuamente e sminuisci le cose che faceva. Questo è un meccanismo che il tuo cervello utilizza per metabolizzare il dolore e per illudersi che poverina, era malata, forse potevo salvarla...; non è così. E sotto sotto lo sai. Non potevi fare proprio nulla, anzi probabilmente sei rimasto anche molto oltre il dovuto, come succede sempre in questi casi. Relazioni con persone del genere, alla lunga, finiscono quasi sempre in disastri economici/psicologici/professionali e a volte anche penali per la persona "sana". Perché è molto probabile che col tempo sarebbe peggiorata, te lo garantisco. Rimuginare è normale ma non fino al punto in cui ti trovi a pensarci fin troppo spesso e magari a diventare meno produttivo durante la giornata. P.S.: Non è da escludere che ti abbia lasciato una qualche forma complessa di PTSD, molto comune dopo relazioni del genere. In quel caso, serve la terapia. jhonny9546, Crescendo63 e Wave721 ha reagito a questo 2 1
Wave721 [Lurker] 22 Inviato 3 Luglio 2025 Autore Inviato 3 Luglio 2025 48 minuti fa, Batman33 ha scritto: P.S.: Non è da escludere che ti abbia lasciato una qualche forma complessa di PTSD, molto comune dopo relazioni del genere. In quel caso, serve la terapia. Questo è sicuro al 100%. L'ho messo a fuoco sabato scorso quando, a cena con un paio di amici, ho raccontato loro alcuni episodi tipo che quando parlo con una nuova ragazza mi viene da pensare "si, ok ma tu che problemi psicologici hai?" E si, è vero. Non riesco ancora a fare quello switch mentale. Non riesco ancora a pensare a me stesso, a rimettere pienamente me stesso al centro della mia vita. Soffro al pensiero che lei soffra. Tra l'altro stamattina lei ha chiamato mia madre per salutarla e "congedarsi". Mossa che a mio avviso è passivo-aggressiva mascherata da carineria ed educazione. Per fare sembrare che l' abbia abbandonata io. Come quando ho deciso di riportarle le cose e mi ha detto "ah sì, percepisco che hai molta fretta di chiudere". Roba che l'ho rincorsa per un mese... Non è come altre one-itis. Ieri dovevo uscire dopo cena. Sono crollato sul divano e al mio risveglio ho avuto un attacco di ansia. Mi sembra un incubo non averla più. Il mio inconscio ancora fatica a metabolizzare. So che mi trovo in una bella buca e so che ne uscirò ma Dio quanto è brutto. Sapere che anche stavolta è finita male, persino peggio di altre volte. Ritrovarsi tossicodipendenti. Sentirsi maledetti.
Batman33 [Partecipante] 989 Inviato 3 Luglio 2025 Inviato 3 Luglio 2025 2 ore fa, Wave721 ha scritto: Questo è sicuro al 100%. L'ho messo a fuoco sabato scorso quando, a cena con un paio di amici, ho raccontato loro alcuni episodi tipo che quando parlo con una nuova ragazza mi viene da pensare "si, ok ma tu che problemi psicologici hai?" E si, è vero. Non riesco ancora a fare quello switch mentale. Non riesco ancora a pensare a me stesso, a rimettere pienamente me stesso al centro della mia vita. Soffro al pensiero che lei soffra. Tra l'altro stamattina lei ha chiamato mia madre per salutarla e "congedarsi". Mossa che a mio avviso è passivo-aggressiva mascherata da carineria ed educazione. Per fare sembrare che l' abbia abbandonata io. Come quando ho deciso di riportarle le cose e mi ha detto "ah sì, percepisco che hai molta fretta di chiudere". Roba che l'ho rincorsa per un mese... Non è come altre one-itis. Ieri dovevo uscire dopo cena. Sono crollato sul divano e al mio risveglio ho avuto un attacco di ansia. Mi sembra un incubo non averla più. Il mio inconscio ancora fatica a metabolizzare. So che mi trovo in una bella buca e so che ne uscirò ma Dio quanto è brutto. Sapere che anche stavolta è finita male, persino peggio di altre volte. Ritrovarsi tossicodipendenti. Sentirsi maledetti. Sono tutte espressioni del suo disagio e del suo disturbo; magari ti lascia lei ma non tollera minimamente l'idea che a te la cosa possa andare bene o che tu provi ad andare avanti. Sono persone che non sopportano l'abbandono in primis, ma anche l'essere dimenticate. Vogliono essere indelebili. Capitarono le stesse identiche cose a me; una delle tante volte che mi lasciò, vedendomi messaggiare al cellulare dopo pochi minuti, venne a chiedermi se stessi parlando con un'altra, ed era incazzata nera. A questo c'era da aggiungere anche la sua strana voglia di farmi tatuaggi e piercing affinché pensassi a vita a lei. Roba da horror. Dici che soffri al pensiero che lei soffra... Secondo te lei soffre al pensiero che tu soffri, o si sta beatamente facendo i cazzi suoi? Rispondo io: generalmente le donne hanno scarsa capacità di stare da sole, motivo per cui spesso quando lasciano uno hanno già un altro pronto. Persone così sono esponenzialmente peggiori, sotto questo punto di vista. E sanno essere estremamente promiscue (anche quando stanno con te!). Fatti i tuoi conti. Io mi sono reso conto di quanto fosse anormale il tutto SOLO quando sono uscito con altre, e mi sono ricordato di quanto fosse bello uscire con una persona senza ricevere insulti, aggressioni, minacce e cattiverie di vario genere. Devi fare questo piccolo step, e ti ripeto: le relazioni con queste persone sono difficili se non impossibili, e tu non puoi essere il loro salvatore. L'ansia è normale, passerà col tempo. A me ha salvato l'uccidermi di allenamenti in palestra, quelle endorfine possono fare miracoli. Good Luck Wave721 ha reagito a questo 1
freefall [Partecipante] 3002 Inviato 6 Luglio 2025 Inviato 6 Luglio 2025 Il 03/07/2025 at 12:56, Wave721 ha scritto: @freefall @Enjoyourself1 @silkreflex Ciao ragazzi, mi piacerebbe aver qualche contributo da voi. Ho letto praticamente tutti i vostri interventi nei due famosi thread che trattano il tema, ma penso che in questi casi e in questa fase, ci sia bisogno di risentirsi dire le cose n mila volte. Non è un periodo facile neanche per la propria rete di supporto. Mi farebbe piacere avere da voi qualche guidelines per uscirne, il prima possibile e bene. Disinnescando la mente, i flashback, i sensi di colpa, i "se avessi fatto così", i "mi dispiace che stia soffrendo anche lei". Qualsiasi cosa ti aiuti a uscire dalla buca in cui senti di essere finito (nonostante le tue risorse, la tua esperienza). Quando pensi di aver finalmente deposto le armi e arriva la lettera di call of duty, non è mai semplice da accettare. Ritornare a fare un certo tipo di vita, quando tutto quello che volevi era a portata di mano... Quando guardo a quei tempi, dei quali scrissi nei due thread specifici, mi sembrano appartenere ad un'altra persona, vissuta secoli addietro. Credo che la cosa più importante per uscirne sia il volere uscirne. Il secondo ingrediente, il tempo. Ne può servire tanto o tantissimo. Non si può stabilire prima quanto ne serve. Bisogna accettare che potrebbe non essere una cosa veloce. Terzo ingrediente, ma non in ordine di importanza (quella la decidi tu) è ricevere aiuto. Te lo puoi dare da solo, lo puoi trovare da amici o comunque persone che ci tengono a te, lo puoi trovare da specialisti (tipo psicologi cognitivo-comportamentali). Intanto, ricostruire la propria vita. Crearsi spazi e attività che non potrebbero mai essere in comune o condivise con lei o con chi è vicino a lei. Non si può rimuginare e non si può naufragare negli infiniti ragionamenti che possiamo fare per dare un senso alla storia tossica. Bisogna repirare aria sana. Metterci in moto e fare qualcosa che ci piaccia, che ci faccia star bene, che ci coinvolga (anche senza essere travolgente). Bisogna, a parere mio, sapersi perdonare. Non mi sarebbe stato utile pensare "potevo fare in un altro modo, potevo fare diversamente etc.". Quello che è stato è stato e, se lo riteniamo insano, promettiamoci di non ripeterlo. Il passato non si può modificare ma può insegnare a non ripetere gli errori. Credo, in ogni caso, che non farebbe miracoli una lista qui in un thread. Per uscirne serve la tua azione. Hai già pensato a cosa fare? Hai già abbozzato una exit- strategy? Wave721 e Batman33 ha reagito a questo 1 1
Wave721 [Lurker] 22 Inviato 6 Luglio 2025 Autore Inviato 6 Luglio 2025 Il 03/07/2025 at 23:31, Batman33 ha scritto: Io mi sono reso conto di quanto fosse anormale il tutto SOLO quando sono uscito con altre, e mi sono ricordato di quanto fosse bello uscire con una persona senza ricevere insulti, aggressioni, minacce e cattiverie di vario genere. Non vedo l'ora di provare la stessa sensazione... Il 03/07/2025 at 23:31, Batman33 ha scritto: Devi fare questo piccolo step, e ti ripeto: le relazioni con queste persone sono difficili se non impossibili, e tu non puoi essere il loro salvatore. L'ansia è normale, passerà col tempo. A me ha salvato l'uccidermi di allenamenti in palestra, quelle endorfine possono fare miracoli. Good Luck Si a settembre ricomincerò a fare molto sport i... già lo sto facendo (sono sempre stato uno sportivo a 360 gradi) ed ho notato anche io come possa essere un eccellente volano della ripresa... Necessario ma purtroppo non sufficiente. 5 ore fa, freefall ha scritto: Quando guardo a quei tempi, dei quali scrissi nei due thread specifici, mi sembrano appartenere ad un'altra persona, vissuta secoli addietro. Credo che la cosa più importante per uscirne sia il volere uscirne. Il secondo ingrediente, il tempo. Ne può servire tanto o tantissimo. Non si può stabilire prima quanto ne serve. Bisogna accettare che potrebbe non essere una cosa veloce. Terzo ingrediente, ma non in ordine di importanza (quella la decidi tu) è ricevere aiuto. Te lo puoi dare da solo, lo puoi trovare da amici o comunque persone che ci tengono a te, lo puoi trovare da specialisti (tipo psicologi cognitivo-comportamentali). Intanto, ricostruire la propria vita. Crearsi spazi e attività che non potrebbero mai essere in comune o condivise con lei o con chi è vicino a lei. Non si può rimuginare e non si può naufragare negli infiniti ragionamenti che possiamo fare per dare un senso alla storia tossica. Bisogna repirare aria sana. Metterci in moto e fare qualcosa che ci piaccia, che ci faccia star bene, che ci coinvolga (anche senza essere travolgente). Bisogna, a parere mio, sapersi perdonare. Non mi sarebbe stato utile pensare "potevo fare in un altro modo, potevo fare diversamente etc.". Quello che è stato è stato e, se lo riteniamo insano, promettiamoci di non ripeterlo. Il passato non si può modificare ma può insegnare a non ripetere gli errori. Credo, in ogni caso, che non farebbe miracoli una lista qui in un thread. Per uscirne serve la tua azione. Hai già pensato a cosa fare? Hai già abbozzato una exit- strategy? Ho letto tutti i tuoi post e di altri, ne ho persino stampati alcuni. Ho già fatto le pulizie di casa. Il mio ambiente è pulito e rinnovato. Ho comprato dei nuovi fantastici quadri di design come replacement. Al lavoro vivo una situazione di comfort zone che tuttavia è poco stimolante e sfidante. Socialmente, si prova a riorganizzare non senza fatica. In questi giorni sto studiando molto, moltissimo; praticamente sono diventato massimo esperto di disturbo borderline. La cosa più tricky è questa: Studiare e avere consapevolezza della situazione rischia di farti pensare "ora saprei gestirla" ma al contrario deve proprio farti capire che no, non potevi gestirla e soprattutto che non puoi gestirla. A meno che non accetti di essere maltrattato. Ma ovviamente ciascuno di noi auspica un futuro migliore per sè stesso. Questo razionalmente. Poi però subentra il craving... La consapevolezza si sgretola, subentra il dolore della perdita. Quanto all'exit strategy...sto provando a ripartire, a riorganizzare la mia vita. Al momento senza ancora una direzione precisa, senza troppa efficacia. Ci sto ancora dentro. Temo che il problema sia il primo punto. Se domani mi innamorassi di un'altra persona, mi dispiacerebbe. Una parte di me ancora non ha deciso che quello ormai è il passato. C'è dentro di me un piccolo sabotatore che vuole stare male, che vuole recuperare, che vuol essere emotivamente risarcito, che vuole ancora riparare e progettare con lei. Devo trovare il modo di uccidere quel piccolo farabutto...
Wave721 [Lurker] 22 Inviato 6 Luglio 2025 Autore Inviato 6 Luglio 2025 Il 03/07/2025 at 23:31, Batman33 ha scritto: Dici che soffri al pensiero che lei soffra... Secondo te lei soffre al pensiero che tu soffri, o si sta beatamente facendo i cazzi suoi? Questo è un ottimo take. Credo che no, non soffra al pensiero che io soffra. Considerando che ho provate a ricomporre i pezzi per diverse settimane. Credo che in definitiva quando è l'uomo a provare dolore, non freghi un cazzo a nessuno. Non va mai così con le donne, disturbo borderline o meno. June* ha reagito a questo 1
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